Uomini e topi
22 febbraio 2006 // 0 CommentiMentre è iniziato il count down e mi appresto a mettermi in proprio, sgocciola il tempo che devo ancora passare all’ufficietto. Mi sono formalmente licenziata – anche se forse, essendo io una collaboratrice a progetto non si dice così, in gergo tecnico – insomma, mi sono formalmente decollaborata dall’ufficietto e a partire dal 1 aprile cercherò di mettermi in proprio e di avviare una redditizia attività che mi vedrà presto acquisire un prestigioso palazzo, nel centro di Bologna, su cui affiggerò (come Paperone) le mie iniziali: PA – Panza all’Aria…
Tale palazzo sarà popolato da una brulicante vita lavorativa e sarann tutti dirigenti, che io sono democratica e per le pari opportunità.
A capo dell’amministrazione ho già assunto Olga, la mia vicina moldava che ora fa la badante ma a casa sua ha una laurea e per anni ha fatto l’insegnante. Suo marito, che di lauree ne ha due (una delle quali in ingegneria) sarà il capo di qualcosa di ingegneristico che devo pensare, e di sicuro progetterà il palazzo/castello/reggia del potere democratico di Panzallaria.
Motocorsaro, mio collega nell’ufficietto, si occuperà dei rapporti con la stampa di Panzallaria, degli eventi e della famosa rivista “Panzallaria news”.
Tino sarà il mio socio in affari: insieme progetteremo siti per tutto il mondo e quando G. Bush verrà a chiederci di fare il restyling stilistico e concettuale del sito della Casa Bianca, gli diremo che siamo troppo impegnati…
Intanto che ricevo candidature (potete mandarmi anche la vostra! io assumo TUTTI a patto che siano simpatici e allegri), ogni giorno mi conduco all’ufficietto per terminare le questioni in sospeso e per lasciare un segno tangibile del mio passaggio, sperando che chidicoio possa rimpiangere per sempre la mia dipartita e darsi pugni in testa pensando a quando sia stata brutta e cattiva.
L’ufficietto è collocato in mezzo al nulla, nella campagna x di Bologna, tra il canale, la nebbia e le pantegane.
Posto meravigliosamente romantico e – a suo modo – affascinante, l’ufficietto è talmente piccolo e polveroso che se perdi una matita la ritroverai per la pensione, tale è il casino di robe, amenuncoli, catafalchi, libri, pubblicazioni, fogli, faldoni e chipiùnehapiùnemette vari.
Le finestre sono grandi, cosicché d’estate il sole squagli il cervello mio e di Motocorsaro e di inverno il vento soffi quasi come a Trieste. Le finestre sono grandi e consentono un proficuo scambio con la realtà esterna.
Stamattina, durante uno di questi proficui scambi, io e Motocorsaro ci siamo trovati ad ammirare le bellezze di un topo di fogna che si era, tranquillamente, messo a pasteggiare sotto la mia auto parcheggiata.
Io non sono molto scaramantica, ma se la vita mi ha insegnato una cosa, è che bisogna saper leggere i segni, come vecchi indiani seduti vicino al fuoco…
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E io che faccio?
tu, caro stefano, ci scrivi sopra un libro e se vuoi, come racconti nel tuo meraviglioso post di ieri, fondi un club culturale per i dipendenti
Spero che vorrai considerare anche la tua amica Adele che ha tanto bisogno:-)
ARGH, io sono ggiovane e ancora devo stare piegato sui libri, invece che lavorare.
Auguri per il PA, magari ci esce qualcosa di simile al deposito di DePaperoni (anche se MOLTO più bello)!
caro Talking, fatti le ossa che quando arrivi al momento buono ti faccio diventare il mio consulente musicale personale
e io chi sono, la figlia della serva?? voglio anch’io il mio posticino in modo da poter allietare te e i polivalenti nonchè allegri collaboratori/dirigenti, con Torbidi Sprazzi di Vita Vissuta durante le pause caffè ( ne prevedi molte, vero?)
Broke
leggere l'intero blog, pretty good
Perche non:)
La ringrazio per Blog intiresny
I wish not concur on it. I regard as warm-hearted post. Particularly the title-deed attracted me to be familiar with the intact story.