Giampy il figone

Scritto da Panzallaria   // 3 maggio 2006   // 0 Commenti

“Bisogna assolutamente che tu conosca giampiero! È un gran pezzo di gnocco e anche simpatico di brutto sai? Perché non vieni con noi sabato sera alla cena della Robby che c’è anche lui?” l’entusiasmo delle sue amiche era diventato straripante; non aveva fatto in tempo a passare una serata a casa che loro si erano fatte ammaliare da questa new entry in compagnia e non parlavano di altro.

“Cosa direbbe secondo te Giampy di sta roba? Secondo me farebbe una delle sue smorfie fantastiche…” “ lo dobbiamo chiedere a Giam, lui lo sa di certo dov’è quel posto!”.

Giampiero con la emme era diventato l’unico argomento di conversazione delle galline, le 4 amiche storiche di Fernanda.

E sabato era lontano ad arrivare, e Fernanda – sto Giampiero – cominciava pure ad odiarlo un po’, che non si riusciva più a sentire parlare di altro…

E tutto perché per una volta, una fottuta, maledetta volta, se ne era stata a casa, il sabato prima a “pensare a se stessa”; e tutto perché voleva trovare una sua dimensione, era stufa del casino, delle serate a fumare, bere e ballare e voleva piazzarsi sul letto a leggere un buon libro.

Si era persa la serata – a detta delle galline – più bella e divertente dell’ultimo quarto di secolo; tutto per un po’ di sensi di colpa culturalsociologici, tutto per quelle stronzate che le ripeteva sempre sua madre.

C’era solo da aspettare sabato.

Sabato arrivò; Fernanda desiderava ardentemente conoscere sto Giampy, Giam o bel figone che dir volessero le galline. Le stava un po’ sul gozzo, per via di tutta sta pubblicità progresso, ma in fondo era anche curiosa. Era alto le avevano detto. Era moro, con un bel sorriso e un gran senso dell’umorismo. Le avevano detto.

A casa della Robby c’erano tutti quando arrivarono le galline. Mancavano solo Billo e Giampy in persona. Ma li attendevano a momenti.

Le galline erano in gran spolvero, tutte tirate a lucido, con le loro mises arrapanti da collegiali in libera uscita. La Fernanda, più di tutte, aveva messo il vestitino di seta, quello che si era comprata per l’ultimo dell’anno. Aveva su un rossetto color mattonella e si era disegnata le labbra con la matita che sembravano un fiore. Il capello era cotonato come andava sulle riviste, come lo portava Madonna in Like a Virgin e come piaceva a lei, che la faceva sentire una vamp mangiatrice di uomini.

Si era messa anche il reggiseno a balconcino, che mancavano solo le petunie.

Erano le 21.15, la cena era prevista per le 21. Giampy non arrivava e lei dissimulava la sua curiosità.

Alle 21.40 suonarono alla porta. Lei assunse sul divano, in mezzo alle compari galline, un atteggiamento casual chantoso che tanto sembrava donarle.

Entrò Billo.

“Ciao ragaz! Scusate il ritardo, ma sono passato a prendere Giampy!”

“ si, allora lui dov’è? Come mai non è con te?” chiese qualcuno.

“quel coglione alla fine ha deciso di non venire: dice che stasera aveva voglia di leggersi un libro e pensare alle robe sue, così non c’è”

“ sarà rimasto a casa a farsi le seghe!” rispose qualcuno, mentre le galline svaporavano e la Fernanda ribolliva.

….

“Bisogna assolutamente che tu conosca giampiero! È un gran pezzo di gnocco e anche simpatico di brutto sai?” l’entusiasmo delle sue amiche era di nuovo straripante; passarono la serata a parlare di Giampy, della sua bellezza, delle smorfie e della sua indole sportiva.

Avrebbe voluto travolgerle con una valanga di caccole. Si limitò a ingozzarsi di spaghetti al pesto e a sorridere da vera vamp di periferia.


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