Ricordi….
20 luglio 2006 // 0 CommentiTutte le sere si andava a fare un bel giro in bicicletta lungo la fondova
Tutte le sere dopo aver studiato per l’esame.
Tutte le sere per smaltire chili e tenersi in forma.
Si pedalava – non con troppa spinta – per poter chiacchierare di tutto.
Tu, ogni tanto, ti accendevi pure una sigaretta. Dicevi che il tuo medico ti aveva suggerito di bere molto latte, così avresti neutralizzato gli effetti nocivi del fumo.
Dicevi anche che il tuo fidanzato era l’uomo de
Parlavamo dei tempi de
Parlavamo di amore ma soprattutto di vacanze e di libri.
Parlavamo di musica e di cose da fare con l’estate.
Guardavamo la luce che si specchiava, traversa nel tramonto, dentro al fiume e pensavamo a
Tu volevi cambiare facoltà universitaria. Anche io, ma non osavo dirlo a me stessa.
Tu volevi partire per un lungo viaggio. Io non sapevo se la mia vita mi piacesse.
Entrambe avremmo scoperto presto sia i lunghi viaggi che i cambiamenti. Ma non ora.
Ora si pedalava e si chiacchierava, come due amiche. Due amiche di vent’anni.
Di strada ne avevamo percorsa tanta e i miei mi aspettavano per cena ma io bucai una ruota de
A
Poi, non so come ci siamo messe a parlare di noi, per davvero. Io ti ho raccontato de
Tu mi hai raccontato di quando tua mamma era stata – mesi – in ospedale, di quanto avevi avuto paura, di quanto lei fosse stata brava a nascondere le sue ansie e così, magicamente, era tutto passato.
Il sole era una pa
Noi ci sentivamo be
Io volevo lasciare il ragazzo che frequentavo.
Tu il tuo te lo saresti sposato.
Io odiavo la matematica e la scelta universitaria che mio padre mi aveva imposto, tu sognavi l’architettura e Firenze.
Ad un certo punto arrivammo al bivio. Fu a
Mi sorridesti e mi chiamasti – con la dolcezza che era tua – “biscottino dolce”.
Mi salutasti con la mano, mentre prendevi la tua strada. Avevi i riccioli scomposti e il sorriso grande, fatto di denti bianchi su
Ci incamminammo verso casa e io ringraziai il cielo per le be
Tre giorni dopo saremmo dovute uscire.
Tanto per cambiare litigai con mio padre e non ebbi voglia di farlo.
Ti telefonai per dirti che “ci saremmo viste presto, scusa ma non ce la faccio stasera, ti farei passare una serata orrenda!”
Que
Que
Non rimando più di dire a
Non rimando risate, viaggi o cambiamenti.
Ho mo
Ho mo
Mi sono messa a lavorare per mantenermi con dignità.
L’ultima volta che ti ho vista, lungo il fiume, era il 20 luglio 1993. Sono passati 13 anni esatti.
Ascolto sempre De Gregori e sto per avere una figlia…un piccolo biscottino dolce che si chiamerà come te.
Au revoir Silvia….
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Benvenuta silvia.. hai un bellissimo nome!
baci
It’s simply beautiful!
“la figlia del dottore sa cantare, la figlia del dottore sa cantare… e mi piace poi tanto quel suo modo di far, forse un giorno faremo l’amore…”
Sembrava d’esserci lì con voi, con le bici e i mille discorsi… grazie per avere condiviso questo ricordo così intenso e doloroso.