Tino in travaglio

Scritto da Panzallaria   // 5 dicembre 2006   // 0 Commenti

Ieri sera mi sono venute due contrazioni molto forti.

Stavamo guardando la II parte di Spider Man che a me piace sempre molto perché mi immedesimo e poi faccio psi-psi chiudendo le mani nel lancio della ragnatela per ore.

Eravamo divanati: io praticamente spiaggiata come una balena in secca (o una faraona farcita) e ho sentito questa fitta intensa all’utero.

Ho chiesto a Tino di prendere l’orologio, così potevamo controllare, se me ne fosse venuta un’altra, la distanza tra le due.

Tino è sbiancato, si è reso immediatamente operativo ma lo vedevo che nella sua testolina giravano mille robe.

“Sei sicura che non sia il peperoncino sulla pasta che abbiamo mangiato?” mi ha chiesto. No, tesoro, non è il peperoncino, anche se davvero ne hai messo un po’ troppo stasera che pensavo di lasciare l’ugola nel piatto.
E’ che prima o poi questa creatura dovrà uscire, non raccontiamocela come se fosse solo teoria, il tempo si approssima e lei è pronta.

La seconda contrazione è arrivata 36 minuti dopo. Ho subito capito che si trattava di un nulla di fatto. Nel frattempo ho mantenuto calma e sangue freddo e ho cercato di calmare anche il buon Tino, di cui sto scoprendo una sensibilità emotiva che non conoscevo affatto.

Insomma, mentre a me sono venute due – e dico solo due – contrazioni, il Prode era già entrato in travaglio.

I capelli stavano più dritti del solito.
Gli occhioni neri erano sbarrati e ha accusato anche qualche fitta all’inguine.

Mi chiedo se ce la faremo. Intendo dire se riusciremo ad arrivare in fondo senza che io non venga posseduta e infami a morte tutte le ostetriche (quando sto male mi capita di dire parolaccie che nemmeno l’esorcista sarebbe in grado di placare!) e che Tino non svenga orizzontale per l’emozione e tutto il resto…

Oggi sono stata al Patronato, per capire qualcosa sul mio assegno di maternità (che anche io avrò diritto a due lire) e per farmi aiutare a compilare la domanda.

Stessa battuta che ormai sento in tutti i posti in cui entro, non appena dico che sabato mi scade la pancia: “Non è che lo fa qua, vero?”.

Ma la signora che mi ha aiutato è stata molto gentile e carina. La tipica Sdaura bolognese di mezza età che mira a fare la sciantosa.
Occhio pitonato con ombretto di brillantini e capello morbido e cotonato.

Con la Essse sibilante da vera emiliana d’oc, si è prodotta in consigli, compilazioni, commenti entusiasti sulla bambina e sigle fiscali di cui io non capisco mai una mazza, che la mia commercialista deve pensare abbia qualche scompenso neuronale per come la guardo quando mi spiega certe cose…

Dopo aver capito quali sono i moduli che devo presentare, che dovrò fare il codice fiscale alla frollina prima ancora che comprenda di essere un cucciolo d’uomo e che se Tino vuole astenersi dal lavoro per la paternità si perdono un botto di soldi, ci siamo accomiatate.
E lei, in vero stile sdauresco, ha tirato fuori dall’ampia borsetta la limetta per le unghie e si è messa a fare la manicure, con me ancora dentro l’ufficio…

Mi veniva troppo da ridere, perché lì ho capito che la simpatica signora mi ricordava terribilmente la Mazzamauro nei Fantozzi anni’80…

Però devo dire che i Patronati sono posti molto interessanti: non ho pagato nulla e tutti si sono rivelati molto carini.

Del resto che dire: continuano a chiamarmi alcuni clienti per lavoretti di ogni tipo. “Non è che puoi fare questa piccola cosa?” ” poi non ti rompo più” “io ci ho provato, tanto se partorisci lo spegni il cellulare, vero?” che ho pensato che non c’è problema, fate-fate che poi Panzallaria vi seppellisce di fatture!!.

Mia mamma mi chiama ogni tre ore e se il cellulare è spento lascia messaggi allarmati in segreteria e gli amici più cari trovano il modo di farmi sentire la loro vicinanza, con mail carine di toc toc o con sms affettuosi…

Qualcuno non lo sento da tempo. Forse perderò per strada alcune persone, con questa maternità. D’altra parte così va la vita. In fondo non si può costringere nessuno a condividere con te certi, particolari, momenti. Soprattutto quando magari gli altri sono in fasi completamente diverse.

Però ci sono anche tante belle scoperte. Persone che con i bambini non hanno nulla a che spartire che si stanno rivelando dolci e carini. Gente che – come la Aidi e Yappe – vengono a cena e spazzano casa; la Squatter che è sempre così dolce e carina e intuisce i miei bisogni.
Persone che da lontano mi pensano e di cui sento il calore, come le mie amiche consessuali che proprio quando mi viene il panico dell’alienazione da madre, mi sanno dire la parolina giusta per farmi capire che loro ci saranno comunque.

E poi c’è la Sammy che mi aiuta a tenere le cose di frollina lontano dalle grinfie dei gatti, con la sua esperienza da donna fissata con le pulizie e poi c’è Tino, che torna a casa stanco la sera e si mette pure a cucinare e a ridere e a farmi le coccole…

Insomma, il bicchiere è mezzo pieno. Quando arriva la paura – che nel retrocervello ce n’è sempre un po’ che qualcosa possa non andare dritto – penso a quanto sto bene. Penso a quanta forza mi ci è voluta per uscire da certe brutte situazioni e che ho sempre continuato a ridere e a stare bene e mi convinco che tutto andrà per il verso giusto.

La paura passa.
Almeno per qualche ora.


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0 COMMENTS

  1. per la coniglia, 5 dicembre 2006

    oggi sono arrivata al tuo blog per caso cercando una ricetta per biscotti al cioccolato..E mi piace da impazzire! ho solo 23 anni e alla maternità (mia) non ci penso ma da poco ho vissuto quella di una mia amica ed è fantastico tutto,dai calci alla pancia alle contrazioni..Resisti perchè il bello sta per arrivare!Frollina avrà una mamy davvero in gamba..

  2. per Chiara, 5 dicembre 2006

    Non preoccuparti per le ostetriche, tesoro: non avrai le parole per insultarle. Al massimo riuscirai ad articolare non meglio circostanziate richieste di aiuto ;-)

  3. per Anonymous, 5 dicembre 2006

    Cara Fra, non ho mai pensato che hai qualche scompenso quando ti spiego certe cose… ;-)
    Ti abbraccio forte e non vedo l’ora che vieni a trovarmi in studio con Frollina!!
    Un bacione e a presto

  4. per Panzallaria, 5 dicembre 2006

    Grazie a tutte! in particolare alla mia amica DottComm che sapevo mi avrebbe rincuorata sulle mie in-capacità finanziario-fiscali…

    ;-)

  5. per lemoni, 5 dicembre 2006

    Mentre io soffio il naso circa duecento volte al giorno e non dormo di notte per la tosse ti mando grossi bacioni e per fortuna che siamo lontane così solo amore e no bacilli…ma tu guarda tu se uno se deve influenzà co 24 gradi!
    Frollina nascerà in una bella giornata di sole dicembrino, me lo sento!
    iuuuuuuuupppiieeeee
    Tua Gra

    p.s. da Ste per Tino: coraggio!!!

  6. per Anonymous, 5 dicembre 2006

    Io le ostetriche me le avrei baciate tutte, sono state cosi’ brave e professionali.. spero che in Italia sia lo stesso che in Australia.
    Non avere paura, tu sei una donna forte e una volta che comincera’ il tutto , sarai talmente concentrata e focalizzata che non avrai tempo di aver paura. Almeno cosi’ e’ stato per me.
    Coraggio tesoro che se ce l’ho fatta io ce la posson far tutti eh!!
    Baci alla panzettona
    Slim

  7. per Labelladdormentata, 5 dicembre 2006

    Per fortuna che l’istinto aiuta! Se sai ascoltare il tuo corpo, e mi pare che tu ne sia capace, sarà davvero una passeggiata! E con Tino al tuo fianco,la nascita di Frollina si trasformerà sicuramente in qualcosa di veramente strepitoso. Mio marito, medico, quando gli annunciai che mi si erano rotte le acque, a casa, mi guardò stranito e mi chiese: e adesso che facciamo? Naturalmente le gag continuarono anche in sala parto, per cui a un certo punto l’ostetrica mi sgridò dicendo di smettere di ridere e di concentrarmi su quello che stavamo facendo! E questo per tutte e tre le volte!
    Andrà tutto nel migliore dei modi, vedrai.
    A proposito, dove partorirai?

  8. per Panzallaria, 6 dicembre 2006

    grazie a tutte del sostegno! pensavo di partorire al Maggiore, in maternità. Posti permettendo, perché se no ti spediscono al Sant’Orsola. Ma va bene lo stesso. Per fortuna nella nostra città, cara Belladdormentata, ci sono medici e ostetriche molto carine in ambo le strutture, mi è parso.

    Penserò alle parole di voi che ci siete già passate, quando toccherà alla sottoscritta e mi sa che farò leggere questi commenti anche al buon Tino, che al momento si sente in un racconto di Lucarelli, per la “pauuuuuuura”…

    baci
    Panz.

  9. per La Meringa, 6 dicembre 2006

    Le ostetriche sono la parte migliore! Sono loro ad accogliere la tua bambina al mondo! Non le si può insultare! La mia la fece subito prendere e vestire dal padre e forse proprio per questo la pupa ha col papi un legame molto speciale. Lui l’ha rimbambita di parole quando è uscita, anche perché io ero addormentata.
    Ma l’ostetrica è stata veramente un amore. Pensa a lei come ad un’alleata!
    Sempre in bocca al lupo!
    La Meringa

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