Paperopoli
12 settembre 2007 // 7 CommentiDai suoceri è andata meglio del previsto, per il momento.
NonnaSuocera si stanca in fretta ma per fortuna la frollina è una tipa a posto, tranquilla e non le dà troppo filo da torcere. Domani vedremo alla prova del 9: io ho un appuntamento di lavoro fuori Bologna e starò via fino alle 14, quindi dovrà arrangiarsi.
Ma mi sembra che il discorsetto fattole da Tino qualche sera fa, sull’importanza del mio lavoro e del mio rilancio nel mondo degli esseri umani professionalmente utili sia andato a buon fine. Almeno per il momento guarda con occhi diversi le mie sedute al pc, anche quando scrivo Panzallaria.
Ma passiamo a cose serie.
Ieri sera, mentre con Tino si faceva il nostro aperitivo di rito a base di birrozzi, la discussione si è fatta molto seria e abbiamo affrontato alcune questioni di basilare importanza per il genere umano.
Tutto è nato dal nome “Amelia”, cara Lanterna. Che io dicevo che è proprio un bel nome. Inevitabilmente ci è venuta in mente la strega di Paperopoli e gli ameni abitanti di quella ridente cittadina della nostra infanzia.
Ci siamo posti quindi alcuni dubbi atavici, di quelli che hanno tolto il sonno a generazioni intere di bambini:
- chi sono i genitori di Paperino?
- i personaggi del fumetto italiano sono gli stessi di quello statunitense originale o tipi come Paperoga, Amelia e Gastone sono delle new entry nostrane?
Tanto fitta e intensa si è fatta la discussione che non abbiamo potuto far altro che consultare la Rete.
E qui abbiamo scoperto cose che sono state come una rivoluzione copernicana per noi altri povera gente, cambiando il senso di intere e annose letture del fumetto…
Paperopoli fu costruita con tanto di alberi genealogici e paperi di ogni tipo: roba che in Italia non ci siamo mai inculati ma che basta a cambiare il senso di una vita intera!
Sono ancora qui che mi devo riprendere.
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Che dire… dipo il tuo commento sul blog delle mamme talebane stai risquotendo un tale successo…
Mitica…….
Ma è un mondo tutto da scoprire!!
Incredibile….
Per “l’altra faccenda”, sono solidale con te, non ho ancora deciso se autoeliminarmi “dall’isola” ma di certo ho perso ogni stimolo a postare e/o commentare (anche perchè dovrei prima scrivere una bozza e poi eventualmente correggerla).
E concordo con quanto hai scritto nel tuo ultimo commento sul blog delle mamme.
Credo che non sia necessario essere d’accordo su tutti gli argomenti. Ma è proprio a questo che dovrebbe servire il confronto, ti pare?
Un abbraccio virtuale a te e un buffetto alla frollina!!
Silvia.
ommammamia
e io che credevo di conoscere tutti i nomi di paperopoli e di topolinia….
che shock!
P.S. il tuo blog mi piace ‘nzacco
r.
“mamme talebane”?
…
definizione piuttosto calzante
Il link non lo apro.. ho paura di incrinare e mie certezze !!
Io credo che questi alberi genealogici siano stati costruiti dopo, per tutta una serie di motivi che non è ora il caso di analizzare.
In origine, infatti, ma non sono sicuro che non si tratti di diceria o leggenda metropolitana, si volevano evitare coinvolgimenti “sessuali” (in)diretti, che sarebbero sorti mostrando padri madri e figli.
Questo il motivo di tanti zii e tanti nipoti.
Ma se qualcuno ha altre versioni, lo prego di illuminarmi/ci.
Se non sbaglio (non ho ancora aperto il link) tutta la genealogia dei paperi è stata creata da Don Rosa, però ci sono un sacco di personaggi creati in Italia: paperetta Yeye, Gancio il dritto, Zapotec e Marlin (ma qui non assicuro), Filo Sganga e misamisa anche Ciccio di nonna papera.
Ciaoooo