Panzallaria – blog di panza

Precaria dentro ma anche fuori

Paperopoli

Dai suoceri è andata meglio del previsto, per il momento.

NonnaSuocera si stanca in fretta ma per fortuna la frollina è una tipa a posto, tranquilla e non le dà troppo filo da torcere. Domani vedremo alla prova del 9: io ho un appuntamento di lavoro fuori Bologna e starò via fino alle 14, quindi dovrà arrangiarsi.

Ma mi sembra che il discorsetto fattole da Tino qualche sera fa, sull’importanza del mio lavoro e del mio rilancio nel mondo degli esseri umani professionalmente utili sia andato a buon fine. Almeno per il momento guarda con occhi diversi le mie sedute al pc, anche quando scrivo Panzallaria.

Ma passiamo a cose serie.

Ieri sera, mentre con Tino si faceva il nostro aperitivo di rito a base di birrozzi, la discussione si è fatta molto seria e abbiamo affrontato alcune questioni di basilare importanza per il genere umano.

Tutto è nato dal nome “Amelia”, cara Lanterna. Che io dicevo che è proprio un bel nome. Inevitabilmente ci è venuta in mente la strega di Paperopoli e gli ameni abitanti di quella ridente cittadina della nostra infanzia.

Ci siamo posti quindi alcuni dubbi atavici, di quelli che hanno tolto il sonno a generazioni intere di bambini:

  1.  chi sono i genitori di Paperino?
  2. i personaggi del fumetto italiano sono gli stessi di quello statunitense originale o tipi come Paperoga, Amelia e Gastone sono delle new entry nostrane?

Tanto fitta e intensa si è fatta la discussione che non abbiamo potuto far altro che consultare la Rete.

E qui abbiamo scoperto cose che sono state come una rivoluzione copernicana per noi altri povera gente, cambiando il senso di intere e annose letture del fumetto…

Paperopoli fu costruita con tanto di alberi genealogici e paperi di ogni tipo: roba che in Italia non ci siamo mai inculati ma che basta a cambiare il senso di una vita intera!

Sono ancora qui che mi devo riprendere.

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About Panzallaria
Logorroica mamma sgaruppata che racconta aneddoti e sfanga la vita

Comments

7 Responses to “Paperopoli”
  1. hayati.splinder.com scrive:

    Che dire… dipo il tuo commento sul blog delle mamme talebane stai risquotendo un tale successo…
    Mitica…….

  2. silbietta scrive:

    Ma è un mondo tutto da scoprire!!

    Incredibile….

    Per “l’altra faccenda”, sono solidale con te, non ho ancora deciso se autoeliminarmi “dall’isola” ma di certo ho perso ogni stimolo a postare e/o commentare (anche perchè dovrei prima scrivere una bozza e poi eventualmente correggerla).
    E concordo con quanto hai scritto nel tuo ultimo commento sul blog delle mamme.
    Credo che non sia necessario essere d’accordo su tutti gli argomenti. Ma è proprio a questo che dovrebbe servire il confronto, ti pare?

    Un abbraccio virtuale a te e un buffetto alla frollina!!

    Silvia.

  3. rebecca scrive:

    ommammamia
    e io che credevo di conoscere tutti i nomi di paperopoli e di topolinia….
    che shock!
    P.S. il tuo blog mi piace ‘nzacco
    r.

  4. rebecca scrive:

    “mamme talebane”?

    definizione piuttosto calzante

  5. S.B. scrive:

    Il link non lo apro.. ho paura di incrinare e mie certezze !! ;-)

  6. Mister C. scrive:

    Io credo che questi alberi genealogici siano stati costruiti dopo, per tutta una serie di motivi che non è ora il caso di analizzare.
    In origine, infatti, ma non sono sicuro che non si tratti di diceria o leggenda metropolitana, si volevano evitare coinvolgimenti “sessuali” (in)diretti, che sarebbero sorti mostrando padri madri e figli.
    Questo il motivo di tanti zii e tanti nipoti.
    Ma se qualcuno ha altre versioni, lo prego di illuminarmi/ci.

  7. Baol scrive:

    Se non sbaglio (non ho ancora aperto il link) tutta la genealogia dei paperi è stata creata da Don Rosa, però ci sono un sacco di personaggi creati in Italia: paperetta Yeye, Gancio il dritto, Zapotec e Marlin (ma qui non assicuro), Filo Sganga e misamisa anche Ciccio di nonna papera.
    Ciaoooo

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