Pentolate

Scritto da Panzallaria   // 10 dicembre 2007   // 10 Commenti

Questo fine settimana è venuta la mia amica Adele da Milano. Siamo state insieme, abbiamo passeggiato per il centro. Lei ha preparato la mousse al cioccolato per la cena di sabato, con qualche amico. Ha coccolato la frollina, che l’adora e ha coccolato la sottoscritta. Tino mi ha aiutata molto, agevolando le mie uscite, i miei spostamenti e lasciandomi anche un po’ di tempo senza figlia. Per esempio, ieri, con Adele e Unmondodibene (Nathan e la Francese) e Lucilla e la DottComm ci siamo trovati in per le valli appenniche bolognesi e abbiamo pranzato in trattoria e abbiamo parlato un sacco e siamo stati bene, come vecchi amici.

Ci siamo fatti le foto con l’autoscatto e abbiamo mangiato il mascarpone.

Abbiamo parlato di vita e di blog e di libri. E anche di maternità. Tino se n’è rimasto a casa con la frolla. Che per la verità ha smesso di dormire e così noi contabilizziamo 3 ore per notte.

Mangia, che ha ripreso a mangiare, ma non dorme che stasera proveremo con il metodo dell’estevìl, a vedere se funziona.

Io ho la testa nel pallone e mi sento un po’ fusa. E poi in questi giorni stanno succedendo tante cose e non riesco mica a stare dietro a tutto, che ieri poi volevo segnalare anche degli eventi – a Bologna e a Roma -  tra cui il fatto che lei la mettevano in una mostra e volevo segnalarlo che mi piacciono un sacco i suoi disegni e io la mattina li guardo e poi sto un po’ più allegra o anche solo mi riempo di colori e di un mondo che è incantatodisincantato insieme. Invece non l’ho fatto.

Perché poi uno si fa prendere dalla vita e dagli accadimenti e a volte lascia da parte proprio le cose migliori, il sugo dell’esistenza come l’arte.

Si lascia prendere dalla cacca che le tirano addosso. Perché c’è sempre qualcuno a cui vuoi bene e da cui è difficile emanciparsi che ti tira della cacca addosso e uno, uno a volte si trasforma in un cesso, anche se non vuole.

Perché poi a volte credi che te la sei risolta con te stessa, che hai sistemato ben bene le faccende, che hai capito come deve andare avanti una cosa, così che se ti tirano la cacca tu abbia l’ombrello anticacca aperto (quello che scoprire dove lo vendevano c’hai messo anni, ma anni fitti) e invece puf: arriva una pentolata di cacca e l’ombrello non sai più dove lo hai infilato.

Dritta in faccia. Come un pugno di quelli brutti che ti fanno fare le vibrazioni alle ossa del naso.

Non si è mai abbastanza preparati alle pentolate di cacca ben assestate. Sono come lame di coltello che ti arrivano nello sterno e si infilano in mezzo al costato e rimangono lì, piantate tra una costa e l’altra e tu a volte ci fai l’abitudine, altre volte no.

Perché poi si cambia, si cresce, si dimentica.

Quasi tutto.

Tranne le pentolate di cacca, ben assestate, se a tirarle è la persona giusta.

Ecco, scusate, la Panzallaria oggi non è molto panzallaria. Ma tra pentolate di cacca e insonnia frollinesca, ecco c’ha il suo bel da fare a rimanere vigile.


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10 COMMENTS

  1. per ilmusicantedellabrettìa, 10 dicembre 2007

    Panz, che brutto sentirti cosi… Prima o poi però le pentolate di cacca arrivano per tutti, e non si può mai immaginare chi ce le tira… Però, come dici tu, bisogna reagire, tuffarsi nelle cose belle e lasciarsi conquistare; e tu hai un meraviglioso antidoto alla tristezza che si chiama Frollina… :-)

  2. per Chiara, 10 dicembre 2007

    Un abbraccio solidale… La settimana scorsa mi sono presa una pentolina di cacca sul lavoro, proprio quando non mi pareva di meritarla (il giorno dopo la trionfale ispezione, quando mi apprestavo, avanzo di torta alla mano, di festeggiare il mio compleanno in ritardo con le colleghe), e mi ha fatto ricordare che brutto effetto che fa. Quanto alla mia autostima mammesca, oggi è ai minimi storici: l’erede ha appena preso la sua prima zuccata!

  3. per la coniglia, 10 dicembre 2007

    Spero che le cazzate che ti ho scritto per e-mail ti facciano sorridere…E ricorda che per ogni pentola di cacca ci sono montagne di amore e affetto che ti sono vicine vicine. Anche qui in Sardegna, eh!

  4. per LaFrancese, 10 dicembre 2007

    …purtroppo è una palestra continua contro le pentolate di cacca, s’impara a schivarle o al limite a ripulirsi veloce veloce! …uno spesso non se lo ricorda, scioccato dalle pentolate :-) , ma può anche scivolar via veloce. la cacca!

    È stato proprio un splendido pranzetto quello di ieri!
    ottimo cibo! uhmm ‘sti bolognesi ci sanno proprio fare! una coppetta di crema di mascarpone che stordisce tanto ti inebria! … e ottimissima compagnia!
    facciamo in modo che questo appuntamento diventi una sana abitudine di buon umore!

    bacioniiii

  5. per lucilla, 10 dicembre 2007

    Non siamo mai abbastanza assuefatti alla puzza di merda. (tua suocera docet). E poi, se la pentolata arriva dopo una decina di notti insonni e insieme ad alcuni interrogativi esistenziali, la ricetta è completa e la depressione è pronta da sfornare…
    ma pensa al nostro mascarpone, io pure lo faccio
    buona giornata

    ps: e poi c’ha ragione la francese, dovremmo cominciare a regalarci più di frequente questi appuntamenti col buonumore…

  6. per Alessandra, 10 dicembre 2007

    No no Panza ti prego, la tortura esteville nooooo! E’ tortura allo stato puro! Ho letto delle cose bruttissime in merito. Tanto sono sicura che non ce la farai!
    Ti leggo sempre e sei davvero una grande. Bacini
    AledalSalento

  7. per adele, 10 dicembre 2007

    Concordo con le compagne di merende, bisogna replicare!
    Se può minimamente consolarti, io sono stata benissimo questo w end e sono sicura che saprai gestire al meglio i proiettili di cacca

  8. per dani, 10 dicembre 2007

    Ma lo sai che mi sono sognata la frollina stanotte?? Mangiava dei pezzetti di mela….
    :-)
    come stai? todo bien?

  9. per Mika, 10 dicembre 2007

    Vedi Panz, sono un paio d’anni ormai che mi sento lanciare addosso tante pentole di cacca, e anche un pò di radioattività. E mi sento cesso, esteriormente anche se non lo sono, e interiormente, anche se non lo sono. Perché in questo mondo di merda (è lui la vera cacca) in cui l’apparenza vale sopra tutto e sopra tutti, è facile aggrapparsi a qualsiasi cosa e lanciare cacca.

  10. per Mika, 10 dicembre 2007

    Di cacca me ne lanciano persone vicine e lontane, eccetto i veri amici, chi conoscendomi bene non si sente in dovere di insegnarmi la vita.Mi sono rotta di sentirmi cesso, voglio sentirmi bella, anche se non lo fossi, RADIOSA, anche se non lo fossi. E si mi lanciano e sicuramente mi lanceranno cacca (che sia stipsi o dissenteria) io ME NE FREGO!!!!!! Perché so che una persona potrebbe essere perfetta, ma troveranno sempre qualcosa che non va. E a chi si sente tanto fiero di insegnare agli altri a VIVERE, rispondo “Fatti i ca**i tuoi!” o non rispondo proprio. “Da na recchia me entra, dall’artra me esce” (dialetto romanesco). E se mi sento giù, vado a farmi un bel bicchiere di latte e biscotti, magari tra una lacrima e l’altra, ma ho dei punti fermi nella mia vita (niente di materiale, premetto), e FANNO DA SCUDO!
    Scusate la scurrilità, oggi sono molto Thomas Millian.

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