Posts from — February 2008
L’assistente della nazi pediatra
Un personaggio.
Davvero un personaggio l’assistente della nazipediatra.
Un donnino di mezza età con il capello tinto color pannocchia, gli occhiali che sembrano due fondi della bottiglia dell’acqua Ventasso (non è un nome bellissimo per un monte e un’acqua, Ventasso??? fa tanto problemi di aerofagia cronici) e gli occhietti piccolipiccoli da talpino che ha appena messo fuori la testa dal suo buco, in cerca di cibo. [Read more →]
February 25, 2008 8 Comments
Un bel fine settimana
Dopo un mese di Lazzaretto ad oltranza, questo fine settimana la famiglia Panzallaria è riuscita -malgrado la tosse di Frollina - a fare tante cose belle che ci hanno rigenerago lo spirito se non il corpo.
Sabato siamo stati a pranzo da amici ed è stato molto piacevole accorgersi che finalmente il piccolo Mostro frollinesco riesce a mangiare abbastanza tranquillamente anche fuori di casa e che siamo riusciti a gestire il tutto con calma e una discreta rilassatezza.
Frollina ha tentato di giocare a bowling con le statuette in legno africano della Pa’, tirando contro di esse una bella costruzioncina in plastica ma siamo riusciti a preservarle da un sicuro genocidio grazie alla prontezza di riflessi mia e di Tino che ormai siamo preparati ad ogni genere di prodezza della piccola e abbiamo sviluppato una speciale vista bilaterale e bifronte.
Ieri pomeriggio è venuta a trovarci con la sua bimba una mia compagna del corso preparto e mentre le bimbe giocavano e sperimentavano un dialogo (in arabo!) tra di loro, noi abbiamo fatto le zie a the e biscotti.
Mi sono rilassata. Peccato che la salute di frollina sia minata da questo tossone da fumatore che non accenna ad andare via e per il quale sto per portarla dalla pediatra.
Peccato perché lei è in una fase strabella:molto allegra, molto affettuosa e molto serena.
Ora dice mamma e mi riconosce nelle foto. Cioé io le mostro delle foto con varie persone e lei mi indica dicendo “mamma” mentre il mio cuore si riempie di gioia come se si fosse laureata…
Poi mi abbraccia. Forte. Attivamente.
In certi giorni mi sento che stiamo facendo un buon lavoro io e il suo babbo.
Mi sento che è faticoso ma bello e che malgrado tutte le incertezze, le cose stanno andando abbastanza bene.
E oggi con tutto questo sole, mi sento davvero fortunata.
Perché tante cose vanno davvero bene.
buon lunedì
February 25, 2008 9 Comments
Un respiro profondo
Ieri sono stata alla visita dalla Pneumologa. Mi è piaciuta subito un sacco. Perché oltre ad essere una bella donna ha anche un sorriso rassicurante. E io avevo bisogno di essere rassicurata.
Mi ha visitata. Ha constatato che i miei bronchi fischiano più dei treni a vapore della Mannoia e che ho una tosse asmatica molto forte.
Abbiamo parlato moltissimo. E lei ha tenuto sempre il polso della situazione e mi ha infuso una gran calma. [Read more →]
February 22, 2008 24 Comments
Ipocondria sotto controllo
Oggi pomeriggio vado dalla dottoressa. Alla fine ho dovuto optare per una visita specialistica a pagamento perché ieri la Sanità mi ha reso la vita veramente difficile e tra false informazioni e depistaggi (dovuti a carenza di informazioni) non sono riuscita a combinare nulla di buono e oggi - quando finalmente ho avuto qualche riscontro telefonico! - mi hanno fissato la visita alla mutua tra una settimana perché prima non c’è posto.
Ma io non voglio aspettare una settimana. Sento che devo andare dal Pneumologo ora che la crisi è acuta, se no poi succede come l’altra volta che non vedono niente di strano e tutto rimane sospeso nel limbo dell’incertezza.
Così oggi alle 15 ho appuntamento con la dottoressa che mi ha consigliato il mio amico Asmaticpietro.
So bene che quando subentra l’ipocondria entrano in gioco vari fattori e che la Psiche fa molto, ma posso assicurare a tutti voi che quel che io provo - la carenza di respiro e il fischio ai bronchi - è assolutamente fisico.
In passato ho sofferto di ansia e ho avuto delle crisi di panico. Anche lì mi sembrava di morire e non respirare. Ma era diverso.
I Bronchi si bloccavano. Come inabili a fare il loro lavoro.
Quando si tratta di asma i bronchi vorrebbero fare il loro lavoro ma senti che sono pieni di schifezza che glielo impedisce.
Senti questo fischio di sottofondo che te li fa immaginare piccolissimi. Perché non arrivi in fondo al respiro. Perché l’aria intorno a te non riesce a passare.
Sicuramente per me non è un periodo facile. Ho una montagna di casini, anche se non c’entra la Frollina e lo stress della vita quotidiana.
Quindi le cose si uniscono. C’è sinergia tra alcuni problemi che mi porto dietro da 30 anni e questo. Ma non credo che sia solo un fenomeno psicologico.
Perché il mio asma ha avuto un inizio (settembre 2005) ben preciso ed è stato scatenato in maniera sistematica dall’assunzione di un farmaco che - evidentemente - ha tirato fuori una mia predisposizione genetica.
Ora: ieri probabilmente i pensieri foschi avevano preso il sopravvento. Chiunque nella vita abbia fumato, sa bene che è a rischio di problemi polmonari molto seri.
Io ormai sono 2 anni che non fumo (eccetto una sigarettina ogni tanto alla sera - 1 volta alla settimana circa e poi ormai da un mese nemmeno quella, di quelle di tabacco fatte da Tino, o in qualche occasione mondana) e nei 2 anni precedenti avevo fumato molto poco.
Però so che i miei polmoni un po’ di catrame addosso ce l’hanno. E a volte ci penso che tra tutte quelle schifezze, tra le schifezze che mangiamo e quelle che respiriamo, sicuramente sono una persona a rischio.
E quando ti vengono ste robe, che non respiri e non riesci nemmeno a parlare e a mettere in fila due pensieri complessi, ecco ci penso a quanto sia fragile la mia vita.
Vero è che la spiegazione più ovvia è che si tratti di un’allergia. Lo so e vi ringrazio per il sostegno che mi avete dato.
Oggi mi sento più forte e propositiva. E spero che nel giro di breve ci siano risultati concreti che mi possano fare intravedere una cura adatta al mio problema.
Poi forse uniremo alla cura fisica anche una cura psicologica (meditazione o altro) per vedere se davvero non mi migliora tutto l’equilibrio psicofisico.
Che forse, ecco, a pensarci bene e facendo un po’ di sana autocritica, da quando c’è la frollina io mi trascuro tantissimo.
Se ci penso, ecco, io non ho più comprato nemmeno un vestito per me, da quando c’è la frollina. Non mi trucco più e non penso a dimagrire e a fare tante cose per la mia salute che dovrei fare.
Che prima andavo a camminare e in palestra e cose così e ora non faccio più niente che nel tempo che ho per me lavoro.
Ma è sbagliato e io devo rifarmi l’agenda e qualificare maggiormente il mio tempo.
Perché se sto bene io, ecco, credo, che anche lei sta meglio.
Per cui adesso risolvo l’emergenza (avevo pensato di chiamare De Gennaro come commissario straordinario per il mio muco e bronchi!) e metto delle pezze poi però mi faccio una bella campagna elettorale con alcuni punti fermi sulla tutela del territorioPanzallaria e appena vinco le elezioni (che sono quasi sicura di vincerle dato che ho corrotto tutti gli elettori con cariche di alto livello) passo ad affrontare punto per punto.
E mi rimetto a nuovo.
Torno la supergnoccolona che sono sempre stata ma che non volevo più essere per non mettere a disagio nessuno con la mia bellezza smagliante, la sodezza delle mie tette una salute talmente perfetta da fare invidia a Maicolgiekson!.
Ma quando tocca tocca.
Poi per l’anno prossimo vi faccio pure il calendario ignuda come mamma mi ha fatto, tutta stesa e vogliosa su una spiaggia di Porto Garibaldi.
Grazie a tutti, davvero.
February 21, 2008 16 Comments
Tra le cose che non avrei mai pensato di pensare…
c’è che mi sarei trovata a giudicare la mia salute da malata.
Mi spiego.
Anni fa ebbi un attacco d’asma molto forte (non ne avevo mai avuti prima) a causa di un medicinale. Venne l’ambulanza e dopo una cura d’emergenza mi caricarono in barella.
Di quei momenti voglio solo ricordare l’imbarazzo dovuto alla barella che sbanda per via del mio peso e i barellieri che si comportano da piloti di formula uno, tentando di tenere in pista la mia auto improvvisata.
Perché tutto il resto è non respiro. E il non respiro assomiglia molto all’idea che mi sono fatta del morire.
Da allora ho avuto alcuni attacchi di asma. All’inizio abbastanza frequenti, poi diradati. Diciamo uno all’anno.
Sono stata dal pneumologo e non ha visto nulla. Ho fatto la spirometria ed è risultato tutto a posto.
Ogni attacco mi stronca. Mi lascia senza fiato e senza parole e con la sensazione di essere un pesce, un pesce che hanno tirato fuori dall’acqua. Per ciò ho molta pena dei pesci. I pesci fuori dall’acqua.
Ma è sempre bastato fare aerosol e tutto spariva nel giro di qualche ora.
Tornava la calma.
Fino ad una settimana fa. Quando l’idraulico è arrivato, per la prima volta, a casa nostra. Non che mi sia innamorata dell’idraulico, che uno penserebbe che è così che ne scrivo in due post di fila, ma nella mia testa gli eventi sono correlati.
Anche se forse si tratta più di una speranza. Mi spiego.
L’idraulico ha usato dei prodotti, tra cui il silicone. Quella notte io sono stata malissimo. Asma che non voleva finire. I giorni successivi, alla sera, senza la mia dose di cortisone non potevo pensare di mettermi a letto, per via del fischio e dell’effetto pesce fuori dall’acqua.
Le cose sono via via migliorate.
Poi ieri è tornato l’idraulico. Altro silicone. Io ho ricominciato a stare molto male. E ho cominciato ad avere - davvero - paura.
Non so mica perché, ma ora mi sento fragile come cristallo. Non era mai stato così prima. Ho cominciato a fare pensieri foschi, di quelli che si fanno quando la tosse diventa la tua compagna di vita costante e respirare è una conquista di ogni istante.
Anche adesso. Giuro. Sto rantolando. Non posso affrontare una telefonata. Non posso affrontare un discorso che preveda una frase articolata. Arriva la tosse, non respiro.
Sono andata dalla dottoressa che mi ha visitata. Ha detto che ho una bronchite asmatica molto forte. Mi ha prescritto esami allergologici che farò martedì prossimo e una visita urgente dal pneumologo. Ma ora tutti i pneumologi della mutua non hanno posto. Oggi pomeriggio andrò direttamente al cup metropolitano (a Bologna puoi prenotare le visite anche in farmacia, tutte le farmacie sono in Rete con il Cup che è il servizio di prenotazione metropolitano) per vedere se c’è presto un posto. Se no - anche se a malincuore e eticamente contraria, dato il mio grave stato attuale - andrò a pagamento, che non voglio morire.
Morire. Ho detto la parola che da circa una settimana mi assilla. Ho paura di morire. Vorrei dirlo e scriverlo facendovi ridere. Ma non ci riesco mica. Mi sono messa a sperare che sia un’allergia, proprio un’allergia.
Non voglio pensare a tutti gli anni che ho fumato un pacchetto di sigarette al giorno (e che - ironia della sorte! - non ho mai avuto asma!) e non voglio pensare al fatto che mi sento stare male.
Voglio concentrarmi sulle allergie. Solo su quelle. Che se è un’allergia almeno lo so. Non potrò fare molto di più che imbottirmi di cortisonici, ma almeno lo so. Fanculo, sono allergica, mettiamo alla nutella, mettiamo alla pizza, mettiamo pure a mia suocera. Lo so.
Magari ho una buona scusa per non andare più dalla suocera.
Magari dimagrisco pure.
Si. Ora mi concentro. Provo a mettere un respiro dietro all’altro e spero che fanculo, fanculo, fanculo, sia solo un’allergia.
February 20, 2008 19 Comments
L’idraulico
La nostra casa non è certo all’avanguardia. E’ una casa vecchia. Piena di tubi che escono da tutte le parti. Piena di polvere dentro ad anfratti inarrivabili e inaccessibili ai più ma che - temo - siano abitati da inquilini geneticamente modificati.
Il bagno. Non parliamo del bagno.
Una piscina, se vogliamo essere proprio precisi.
Perdite dal bidè. Perdite dal water. Perdite, perdite, perdite. [Read more →]
February 19, 2008 26 Comments




