Posts from — May 2008
Dei calzini e altre storie
I calzini. I calzini, credo, stanno dentro quello scatolone in fondo. Dietro allo scatolone rosso degli asciugamani, sotto a quello con le mie gonne che poi, poverine, sono finite insieme alle coperte invernali.
I libri. I libri stanno a VillaBorghese, nascosti dietro a una tenda, nascosti dentro ad un altro scatolone, impilati insieme a tutti i nostri libri. Anche quello che stavo leggendo prima di entrare in questo limbo.
Però sul tavolo pieno di cose che usiamo, in camera da mia madre, c’è la mia pagella di Terza Media.
Non so bene come possa essere capitata qui, ma è arrivata, insieme a noi.
Diligente e volenterosa, rivela partecipazione attiva costante. In generale. E buone capacità di rielaborazione personale.
I quadrimestre, III B, anno 1987
Ecco, mi è servita anche lei.
Stamattina con Tino cercavamo i suoi pantaloni. Tra quelli che ha rotto in questi giorni di lavoro matto e disperatissimo tra VillaBorghese e professione di websticazzi e quelli che stanno sotto la pila che abbiamo in camera, stamattina Tino aveva un’unica scelta: andare al lavoro in costume da bagno.
Io mi sono infilata due calze diverse. Ma tanto lo faccio anche quando sono a casa mia, solo che ora sembro avere una buona scusa.
L’unica che preserva integro il suo guardaroba da principessa è Frollina. I suoi vestitini sono tutti piegati e occupano il doppio dello spazio che noi abbiamo a nostra disposizione.
Frollina ha scoperto la sabbia e ora devo portarla continuamente alla piscina di sabbia, al parco sul fiume. Si porta dietro una ciabattina di Minnie che ci ha regalato la Coniglia e che le piace molto e poi - quando è stanca di scavare - se la infila al piede e si struscia sulla sabbia all’indietro, per vedere le orecchie di Minnie che si riempono di sabbia.
La Babi dice che non potevamo fare una figlia più somigliante a Calvin ed è vero. C’ha uno sguardo furbetto e simpatico e sembra che abbia sempre qualche idea geniale per non annoiarmi.
Ieri si è riempita di cacca, mentre eravamo al parco. Io non pensavo che il tutto avesse tracimato e dato che eravamo appena uscite ho posticipato di un’ora il rientro e il cambio.
Scelta erronea. Non farlo mai più Panz!
Le era arrivata la merda fino alle ascelle. Tutta felice mentre la spogliavo mi guardava e diceva “cacca, cacca” come se stesse orgogliosamente dimostrando le sue capacità .
L’ho lavata con cura, ma poi dovevo buttare il pannolino sporco, mettere in salvo il body sporco e togliermi la maglietta, sporca anch’essa.
Ho avuto un’idea geniale. L’ho appoggiata sul lettino tutta nuda. Così prende aria al culetto, ho pensato. Sono andata a buttare il pannolino e sono tornata: 1 minuto di tempo.
In quel minuto si era anche pisciata addosso. La pipì aveva già formato una piscina sulle lenzuola e soggiaciente materasso.
Lei piangeva perché la pipì le aveva bagnato la gamba e non capiva bene perché non ci fosse quel cavolo di pannolino che le toglie la responsabilità di trovare un luogo adeguato dove farla.
Ho afferrato la Prole con una mano. Con l’altra ho tirato via le lenzuola dal letto prima che il danno al materasso fosse irrecuperabile. Ho messo in salvo Manolo e compagnia bella che avevano già allertato i sommozzatori e ho tolto il materasso.
Ho rilavato bambina, vestito bambina, lavato body sporco di cacca e lavato materasso. Il tutto con le tette al vento come in un porno di ultima categoria, perché se la maglietta me l’aveva brasata di merda al primo giro, arrivati in zona pipì era stato catturato anche il reggiseno.
D’altra parte ho fatto pure un Master in cui ambivano insegnarmi a fare la Problem Solver.
Mi sta servendo, direi.
Ma torniamo ai calzini e agli scatoloni. La mia casa - di cui ogni giorno ho maggiore nostalgia - sembra un campo minato.
Mi sogno la cucina Valentina e la vasca Idromassaggio.
Ma loro sono lontane come miraggi.
E il 18 maggio noi dobbiamo andare ad un matrimonio.
Le scarpe della festa sono sepolte a Villa Borghese, non so dove.
Il vestito della festa è qui, nascosto da qualche parte, certamente in fondo a tutto.
I miei capelli sembrano alghe morte in attesa di essere buttate a riva da un’onda floscia dell’Adriatico.
Della mia forma fisica non mi preoccupo nemmeno più: tanto sono bella dentro, gnocchissima dentro e simpatica fuori.
A chi mi dirà “ti vedo un po’ sciupata e poco tenuta” allora gli risponderò che chissenefrega, tra un mese passerò le mie serate nella mia vasca idromassaggio a sorseggiare coca cola e a fare la gara di rutti con Tino.
Voi lo avete un obiettivo così nobile???
May 8, 2008 9 Comments
Finito
Ho appena terminato il Primo Capitolo del libro che sto scrivendo.
Dato che sono una cazzarona e potrei mollare la nave, ecco lasciare traccia qui di questa sboronissima impresa sarà motivo per indurmi a finire e non sputtanarmi di fronte a tutti voi.
May 6, 2008 8 Comments
Ita non erit semper
Ita non erit semper
Questo motto latino “così non sarà sempre” l’ho letto il Primo Novembre su un antico palazzo a Sestri Levante.
Stavo abbracciando forte Tino e l’occhio mi è caduto su queste parole, incise nella pietra sovrastante un elegante portone del 500.
L’ho fatto mio.
Ita non erit semper. Ricordatelo Panz quando sei felice. La felicità non è un bene scontato ma un prodotto di lusso, che non bisogna disperdere o non godere in pieno per la tracotanza di pensarne altra a venire.
Ita non erit semper. Quando piangi Panz. Quando ti sembra che ogni cosa sia fuori posto e che tutto proceda con fatica. Quando gli altri ti chiedono di essere diversa da quello che sei o si aspettano che tu sia come loro vorrebbero che fossi. Quando le cose non girano. Quando chi dovrebbe amarti e sostenerti ti butta addosso cacca e frustrazione.
Quando - semplicemente - fai fatica.
Ita non erit semper.
Torna l’estate e tornano anche gli inverni. Mai dimenticarlo. Mai dare per scontato tutto il bene che si ha.
Mai dare per scontato un uomo che ti ama come Tino, che ti rispetta e a volte sopporta e con cui riesci ancora a ridere, malgrado tutto.
Ita non erit semper. Ti ricordi quando telefonasti alla tua amica Silvia per dirle che quella sera non potevi uscire con lei perché eri triste, perché il tuo padrepadrone ti aveva per l’ennesima volta distrutto il cuore?
Pensavi che sarebbe stata solo un’occasione mancata. Un rimandare l’incontro con una cara amica.
Il giorno dopo lei era entrata in coma: all’ospedale per 45 giorni. Poi se ne è andata per sempre.
Ita non erit semper.
Avevi ancora nel portafogli la lettera che le avevi scritto una notte, in cui le dicevi di volerle bene, che non glielo avevi mica detto mai, ma lei ti era stata molto vicina in un periodo particolare della vita e ti aveva sempre fatto ridere.
Ita non erit semper.
Panza. Ci sono giorni perfetti di sole, c’è tua figlia che ride ed è felice e ti abbraccia e vuole imparare e giocare. Tu sei stanca. Stressata.
Però
Ita non erit semper
Prendi tua figlia tra le braccia Panza. Goditi la perfezione della felicità che ti dona.
Ita non erit semperÂ
May 6, 2008 13 Comments
La cagnara
Dopo un sabato caldissimo passato a fare le palline da ping pong da un centro commerciale all’altro per comprare in tutta fretta piastrelle e sanitari del bagno (i muratori polacchi sono una forza e stanno procedendo a ritmi inimmaginabili e con una professionalità pazzesca!), domenica Tino ed io abbiamo deciso di trascorrere un po’ di tempo con la Prole, che a causa della situazione, passa molte ore dai nonni.
Siamo stati al Lido di Casalecchio un posto dove un tempo i bolognesi andavano in vacanza e dove ora pineta, fiume, piscina di sabbia, anatre e oche sono lo sfondo per delle belle gite primaverili.
Tino stava ordinando il caffè alla baracchina e Frollina ed io ci apprestavamo a salire sullo scivolo quando sono arrivati tre signori (sui 40/50 anni) con relativi enormi cani (due di quelli che sembrano degli orsi e un dobberman) e ci hanno preceduto.
Hanno montato i cani sullo scivolo, nell’area giochi per i bimbi, e gli hanno fatto fare un giro.
Non ci ho visto più. Tentando di mantenere la calma gli ho chiesto se gli sembrava una buona idea far scivolare i cani dove vanno i bambini e mi hanno liquidata dicendo che non c’era niente di male e che a volte ci sono bambini più sporchi dei cani e quindi di non fare scene esagerate.
Mi stava per partire un embolo. Ero sconcertata.
Gli ho spiegato che non è una cosa molto rispettosa quella di far passare il culo sporco di merda dei loro cani laddove mia figlia spalma mani e faccia.
Loro hanno continuata dicendo che NON C’E’ NESSUN CARTELLO CHE LO VIETA.
Ho avuto la certezza del perché in Italia siamo al fascismo di Stato e di pensiero. Avrei voluto fare la zdaura incazzata e chiamare i vigili. Loro continuavano a dirmi che “non le dò mica torto ma non mi sembra che sia una cosa tanto grave!”.
Ora. Me ne fotto se non mi dai torto. Ammetti di avere fatto una minchiata, chiedi scusa e vai, invece di liquidare il tutto come se fossi una psicopatica e avessi ragione tu.
La cosa aberrante di questa simpatica scenetta è stato l’intervento accorato di NonnaBanalità che ha sparato il pistolotto che “lei ha due nipoti che giocano sempre con il suo cane e lei è molto felice perché i bambini devono stare con gli animali” che ho zittito tentando di spiegarle che il punto non è amare o meno gli animali ma rispettare i reciproci spazi. Come io non porto mia figlia a giocare nelle aree cani e sto attenta che non li spaventi o gli tiri le orecchie, ecco mi aspetto uguale rispetto.
Non bastevole la bionda cotonata, è intervenuto Arterioscleroticman che - pur non avendo assistito alla scena - passando per caso ha voluto dire la sua. Dato che deve aver dei grossi problemi con la gnocca, si è evidentemente coalizzato con i cinofili e se ne è uscito con un:
Guardi signora che ci sono un sacco di CANI che si ammalano per colpa dei BAMBINI!
a cui ho risposto che okei, c’aveva ragione lui e poteva andare e che - in effetti - certi bambini che ammalano i cani bisognerebbe sopprimerli.
La cagnara mi ha lasciata completamente disgustata. Il mio lato snob (mi sento molto più intelligente di molte persone che vivono in questo Paese) ha preso il sopravvento e mi è venuto di pensare a Arterioscleroticman in seno alla sua cabinotta elettorale, lui e il diritto di voto dato al suo neurone spento e alla sua intolleranza qualunquista.
Poi ho pensato che è proprio triste se la gente ragiona per divieti ma che ora che c’è la destra al governo saranno contenti, gliene daranno molti di divieti e speriamo si occupino anche degli scivoli.
Poi ho pensato a tutti quelli che versano soldi e firmano petizioni per dare una nuova famiglia a Fido, abbandonato in autostrada e poi sbadigliano quando al telegiornale informano sull’ultima bomba intelligente che uccide i bambini di seriebbì in Iraq.
Ho pensato anche all’uso dei mendicanti (ormai obsoleti e fuori moda, a breve non più visibili) di tenere un cucciolo di cane accanto per fare tenerezza ai passanti e indurli a versare l’obolo.
La povertà umana ci mette a disagio, ci repelle e ci induce ad aver paura, a temere per la nostra SICUREZZA, mentre il cucciolo ci intenerisce, ci spinge ad aprire cuore e portafogli per assicurargli un bicchiere di latte.
Io sono un’amante degli animali, ho avuto cani, ho gatti ma secondo me stiamo un po’ andando verso un rovesciamento totale della Morale e ci si batte più per un piccolo quadrupede che per tutelare l’infanzia, i bambini e gli esseri umani “altri” in generale.
Mi vengono i brividi.
Davvero.
VIETATO NON COMMENTARE QUESTO POST: lo scrivo perché non vorrei che qualcuno, non avendolo scritto, pensasse che non si può fare…
May 5, 2008 17 Comments
VillaBorghese è tutta un casino
I lavori per trasformare la nostra modesta dimora in VillaBorghese continuano a grandi passi: attualmente siamo decisamente degli sfollati.
Pacchi, pacchetti, vestiti, cose, pagelle delle Medie, libri e altro sono ammassati nella nostra stanza a casa di mia madre: se qualcuno ha qualche dubbio circa la possibilità di concentrare una casa di 70 metri quadri in una stanza di 15, ecco io posso rispondere alla veltroniana che “si può fare!!!!”. [Read more →]
May 2, 2008 7 Comments

