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	<title>Commenti a: Cara Maria Stella &#8211; lettera aperta alla Gelmini</title>
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	<description>personal storytelling</description>
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		<title>Di: MIMMA</title>
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		<dc:creator>MIMMA</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 18:52:13 +0000</pubDate>
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		<description>Amareggiata, delusa,tradita...dopo 20 anni di lavoro come insegnante (laureata) nella scuola primaria da settembre 2009 probabilmente perderò la mia classe e il posto nella mia scuola per fare la supplente.Dopo tre concorsi vinti(materna,elementare,superiori) tra qualche mese ,grazie alla Gelmini e alle 104 farò la gavetta tra le scuole della provincia.Mi chiedo:come mai le 104 necessitano di permessi di lavoro per esigenze personali e/o familiari in alcuni periodi dell&#039;anno ma che miracolosamente scompaiono all&#039;inizio di progetti profumatamente pagati dalla scuola?Caro Brunetta inventati come debellare i falsi malati e le false 104 dalla scuola!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Amareggiata, delusa,tradita&#8230;dopo 20 anni di lavoro come insegnante (laureata) nella scuola primaria da settembre 2009 probabilmente perderò la mia classe e il posto nella mia scuola per fare la supplente.Dopo tre concorsi vinti(materna,elementare,superiori) tra qualche mese ,grazie alla Gelmini e alle 104 farò la gavetta tra le scuole della provincia.Mi chiedo:come mai le 104 necessitano di permessi di lavoro per esigenze personali e/o familiari in alcuni periodi dell&#8217;anno ma che miracolosamente scompaiono all&#8217;inizio di progetti profumatamente pagati dalla scuola?Caro Brunetta inventati come debellare i falsi malati e le false 104 dalla scuola!!</p>
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		<title>Di: carmine rizzo</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2008/10/20/cara-maria-stella-lettera-aperta-alla-gelmini/comment-page-1/#comment-7433</link>
		<dc:creator>carmine rizzo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 21:07:28 +0000</pubDate>
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		<description>MINISTRO GELMINI,  QUELL’ESPRESSIONE  NON VA ………E NON SOLO

Alla cortese attenzione dell&#039;onorevole Mariastella Gelmini 
                                                                                    e p.c. Presidente CNUDD Prof. Paolo Valerio  


Oggetto: osservazioni sull’espressione “studenti diversamente abili” utilizzata nel decreto per i criteri ripartizione stanziamento per interventi studenti diversamente abili anno 2008
Illustrissimo Sig. Ministro,
sono un operatore che lavora da anni nel campo della disabilità e in particolare nei Servizi universitari di supporto agli studenti universitari con disabilità. 
Le scrivo sollecitato dalla lettura del  Decreto Ministeriale 28 agosto 2008 prot. n. 159/2008, da Lei firmato, in cui campeggia l’espressione “studenti diversamente abili”, sulla quale vorrei proporLe alcune brevi considerazioni. 
Mi permetta di partire da una frase illuminante di Giuseppe Pontiggia apposta come dedica a un suo bel libro: «A tutte le persone disabili che lottano, non per diventare uguali agli altri, ma se stessi». Tale dedica ci interpella tutti, nessuno escluso.
In  nessun ambito della vita le parole sono chiacchiere, tantomeno nell’ambito del sistema formativo formale (quello di Sua competenza come Ministro): nella correzione dei temi contano perfino gli accenti e gli apostrofi,  si immagini quindi il peso specifico delle parole! La mia non vuole essere una mera disputa lessicografica o semantica, nell’uso di certi termini sono in ballo questioni più profonde, che concernono il rispetto vero delle persone, delle loro storie di vita e della loro condizione esistenziale. 
L’espressione “studenti diversamente abili” è sempre più diffusa nel mondo dell&#039;informazione e della politica, ma moltissimi fra i più competenti, preparati e appassionati operatori italiani nell&#039;area delle disabilità hanno eccepito vigorosamente su di essa. Le riporto alcuni esempi: la teologa Adriana Zarri scrive che questa «ridicola e ipocrita definizione rappresenta il colmo dell&#039;imbarbarimento e, in fondo, dimostra una mancata accettazione di uno stato di difficoltà»; Andrea Pancaldi parla di termine «carico di ambiguità»; il giornalista Franco Bomprezzi denuncia una «deriva linguistica che, nell&#039;enfatizzare le capacità di alcuni, ignora le persone con maggiori difficoltà». Carlo Giacobini, poi, descrive il “neologismo” con acuta ironia come «un ansiolitico linguistico, utile al massimo a mettere in pace la coscienza di coloro che non si sono mai fatti carico sino in fondo di questi problemi».
Personalmente ritengo che si tratti di un tentativo maldestro di &quot;sdoganare&quot; le disabilità, rimuovendo (o se si preferisce camuffando) le difficoltà reali che assillano giorno per giorno gli studenti universitari con disabilità. Invece di lottare per affermare nella prassi quotidiana il diritto all&#039;uguaglianza di opportunità, si inseguono goffamente modelli efficientisti ed estetici. Qualcuno potrebbe obiettare che l’espressione mira a valorizzare le abilità residue (quando ci sono), il che è sicuramente doveroso ma ha come indispensabile presupposto il riconoscimento leale e oggettivo delle limitazioni delle attività, non la loro rimozione attraverso operazioni di ‘cosmesi comunicativa’.
L&#039;inserimento e l&#039;inclusione sono possibili, da una parte, mediante provvedimenti amministrativi che favoriscano i progetti di vita indipendente di ciascuno (e quindi mettendo in campo investimenti); dall&#039;altra, attraverso processi culturali di accettazione lunghi e complessi, che non solo non passano attraverso la proposta di nuove e ambigue definizioni ma possono addirittura essere da esse ostacolati.
Gli studenti universitari con disabilità hanno bisogno di servizi, e non di questi biglietti da visita ingenui, e anche fuorvianti.
Infine, vale la pena ricordare che il termine diversamente abile non ha nessun rigore scientifico, né alcuna valenza sul piano legislativo ed è intraducibile in altre lingue. L&#039;Organizzazione Mondiale della Sanità, che il 22/5/2001 ha approvato la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, suggerisce di usare il termine &quot;persone disabili&quot; o &quot;persone con disabilità&quot;.Mi auguro, Sig. Ministro, che non voglia liquidare questa mia lettera come un semplice esercizio di pedanteria e puntigliosità semantica, ma intenderla come un piccolo contributo sulla strada da percorrere per la piena promozione dei diritti di cittadinanza delle persone con disabilità e per la creazione delle condizioni perché possano essere se stesse e non quello che noi vogliamo che siano. 
E allora, mi creda Sig. Ministro, tutti noi saremo più autenticamente noi stessi.

Napoli 01/02/2009
                                                                                                                                                                      Carmine Rizzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MINISTRO GELMINI,  QUELL’ESPRESSIONE  NON VA ………E NON SOLO</p>
<p>Alla cortese attenzione dell&#8217;onorevole Mariastella Gelmini<br />
                                                                                    e p.c. Presidente CNUDD Prof. Paolo Valerio  </p>
<p>Oggetto: osservazioni sull’espressione “studenti diversamente abili” utilizzata nel decreto per i criteri ripartizione stanziamento per interventi studenti diversamente abili anno 2008<br />
Illustrissimo Sig. Ministro,<br />
sono un operatore che lavora da anni nel campo della disabilità e in particolare nei Servizi universitari di supporto agli studenti universitari con disabilità.<br />
Le scrivo sollecitato dalla lettura del  Decreto Ministeriale 28 agosto 2008 prot. n. 159/2008, da Lei firmato, in cui campeggia l’espressione “studenti diversamente abili”, sulla quale vorrei proporLe alcune brevi considerazioni.<br />
Mi permetta di partire da una frase illuminante di Giuseppe Pontiggia apposta come dedica a un suo bel libro: «A tutte le persone disabili che lottano, non per diventare uguali agli altri, ma se stessi». Tale dedica ci interpella tutti, nessuno escluso.<br />
In  nessun ambito della vita le parole sono chiacchiere, tantomeno nell’ambito del sistema formativo formale (quello di Sua competenza come Ministro): nella correzione dei temi contano perfino gli accenti e gli apostrofi,  si immagini quindi il peso specifico delle parole! La mia non vuole essere una mera disputa lessicografica o semantica, nell’uso di certi termini sono in ballo questioni più profonde, che concernono il rispetto vero delle persone, delle loro storie di vita e della loro condizione esistenziale.<br />
L’espressione “studenti diversamente abili” è sempre più diffusa nel mondo dell&#8217;informazione e della politica, ma moltissimi fra i più competenti, preparati e appassionati operatori italiani nell&#8217;area delle disabilità hanno eccepito vigorosamente su di essa. Le riporto alcuni esempi: la teologa Adriana Zarri scrive che questa «ridicola e ipocrita definizione rappresenta il colmo dell&#8217;imbarbarimento e, in fondo, dimostra una mancata accettazione di uno stato di difficoltà»; Andrea Pancaldi parla di termine «carico di ambiguità»; il giornalista Franco Bomprezzi denuncia una «deriva linguistica che, nell&#8217;enfatizzare le capacità di alcuni, ignora le persone con maggiori difficoltà». Carlo Giacobini, poi, descrive il “neologismo” con acuta ironia come «un ansiolitico linguistico, utile al massimo a mettere in pace la coscienza di coloro che non si sono mai fatti carico sino in fondo di questi problemi».<br />
Personalmente ritengo che si tratti di un tentativo maldestro di &#8220;sdoganare&#8221; le disabilità, rimuovendo (o se si preferisce camuffando) le difficoltà reali che assillano giorno per giorno gli studenti universitari con disabilità. Invece di lottare per affermare nella prassi quotidiana il diritto all&#8217;uguaglianza di opportunità, si inseguono goffamente modelli efficientisti ed estetici. Qualcuno potrebbe obiettare che l’espressione mira a valorizzare le abilità residue (quando ci sono), il che è sicuramente doveroso ma ha come indispensabile presupposto il riconoscimento leale e oggettivo delle limitazioni delle attività, non la loro rimozione attraverso operazioni di ‘cosmesi comunicativa’.<br />
L&#8217;inserimento e l&#8217;inclusione sono possibili, da una parte, mediante provvedimenti amministrativi che favoriscano i progetti di vita indipendente di ciascuno (e quindi mettendo in campo investimenti); dall&#8217;altra, attraverso processi culturali di accettazione lunghi e complessi, che non solo non passano attraverso la proposta di nuove e ambigue definizioni ma possono addirittura essere da esse ostacolati.<br />
Gli studenti universitari con disabilità hanno bisogno di servizi, e non di questi biglietti da visita ingenui, e anche fuorvianti.<br />
Infine, vale la pena ricordare che il termine diversamente abile non ha nessun rigore scientifico, né alcuna valenza sul piano legislativo ed è intraducibile in altre lingue. L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, che il 22/5/2001 ha approvato la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, suggerisce di usare il termine &#8220;persone disabili&#8221; o &#8220;persone con disabilità&#8221;.Mi auguro, Sig. Ministro, che non voglia liquidare questa mia lettera come un semplice esercizio di pedanteria e puntigliosità semantica, ma intenderla come un piccolo contributo sulla strada da percorrere per la piena promozione dei diritti di cittadinanza delle persone con disabilità e per la creazione delle condizioni perché possano essere se stesse e non quello che noi vogliamo che siano.<br />
E allora, mi creda Sig. Ministro, tutti noi saremo più autenticamente noi stessi.</p>
<p>Napoli 01/02/2009<br />
                                                                                                                                                                      Carmine Rizzo</p>
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	<item>
		<title>Di: tonia</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2008/10/20/cara-maria-stella-lettera-aperta-alla-gelmini/comment-page-1/#comment-7245</link>
		<dc:creator>tonia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 17:37:50 +0000</pubDate>
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		<description>basta compiti a casa. La prego vorrei trascorrere più tempo con la mia famiglia ma a causa dei compiti non posso MAI.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>basta compiti a casa. La prego vorrei trascorrere più tempo con la mia famiglia ma a causa dei compiti non posso MAI.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Towanda</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2008/10/20/cara-maria-stella-lettera-aperta-alla-gelmini/comment-page-1/#comment-6759</link>
		<dc:creator>Towanda</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2008 16:46:49 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao a tutti sono una studentessa universitaria di quelle che come tanti, scende in piazza da quasi due mesi a questa parte contro la riforma Gelmini in toto.
Sono finita per caso su qst blog e ho letto l&#039;intervento, che tra parentesi sottoscrivo in pieno.
E devo dire a tutti quelli che borbottano contro il blocco del traffico x via dei cortei contro la confusione,che affermano che sono solo ragazzate, che invece di recriminare contro un movimento uscito spontaneo dal nulla, per una volta tanto puro e libero dalle manovre dei potenti dovrebbero informarsi su quello che accade veramenete in Italia.
Vorrei si capisse che non è un &#039;68, e non è una ragazzata, ma solo una presa di coscienza.
Finalmente noi giovani ci siamo accorti del tipo di futuro che ci si stagliava di fronte: posti di lavoro precari, stipendi mediocri,costi delle case alle stelle...
Considerato questo era già di per se poco probabile che riuscissimo a costruirci una vita normale, figuriamoci adesso, che le tasse universitarie aumenteranno e che se x disgrazia decidessi di avere un figlio, (sempre ammesso e non concesso che prima trovassi un lavoro fisso e una casa a costi ragionevoli) chissa quanto dovrei pagare x il nuovo &quot;tempo pieno&quot;.
Quindi per me la domanda non è perchè scendiamo in piazza, ma piuttosto perchè non lo fanno???? Questa riforma colpisce tutti maestri genitori studenti ricercatori...direi il 90% dell&#039;Italia...forse era meglio pagare l&#039;ICI.
Quindi forse farsi furbi vuol dire cambiare le cose che non ci piacciono e non tapparsi gli occhi in attesa dell&#039;irreparabile...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti sono una studentessa universitaria di quelle che come tanti, scende in piazza da quasi due mesi a questa parte contro la riforma Gelmini in toto.<br />
Sono finita per caso su qst blog e ho letto l&#8217;intervento, che tra parentesi sottoscrivo in pieno.<br />
E devo dire a tutti quelli che borbottano contro il blocco del traffico x via dei cortei contro la confusione,che affermano che sono solo ragazzate, che invece di recriminare contro un movimento uscito spontaneo dal nulla, per una volta tanto puro e libero dalle manovre dei potenti dovrebbero informarsi su quello che accade veramenete in Italia.<br />
Vorrei si capisse che non è un &#8217;68, e non è una ragazzata, ma solo una presa di coscienza.<br />
Finalmente noi giovani ci siamo accorti del tipo di futuro che ci si stagliava di fronte: posti di lavoro precari, stipendi mediocri,costi delle case alle stelle&#8230;<br />
Considerato questo era già di per se poco probabile che riuscissimo a costruirci una vita normale, figuriamoci adesso, che le tasse universitarie aumenteranno e che se x disgrazia decidessi di avere un figlio, (sempre ammesso e non concesso che prima trovassi un lavoro fisso e una casa a costi ragionevoli) chissa quanto dovrei pagare x il nuovo &#8220;tempo pieno&#8221;.<br />
Quindi per me la domanda non è perchè scendiamo in piazza, ma piuttosto perchè non lo fanno???? Questa riforma colpisce tutti maestri genitori studenti ricercatori&#8230;direi il 90% dell&#8217;Italia&#8230;forse era meglio pagare l&#8217;ICI.<br />
Quindi forse farsi furbi vuol dire cambiare le cose che non ci piacciono e non tapparsi gli occhi in attesa dell&#8217;irreparabile&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: sara</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2008/10/20/cara-maria-stella-lettera-aperta-alla-gelmini/comment-page-1/#comment-6668</link>
		<dc:creator>sara</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 13:21:30 +0000</pubDate>
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		<description>salve mi chiamo sara biddeci e ho 14! e vengo da una manifestanzione
volevo solo dire alla carissima Gelmini k si apra gli ochi non si può giocare con il nostro futuro
noi siamo persone e abbiamo bisogno di benessere,sia scolastico e sociale.
la signora qui presente non capisce nnt di studenti!! noi ci ammazziamo la vita in questi giorni per scioperare e pretendiamo un beneficio!facciamo tutto questo x la scuola …x la nostra istruzione!! quindi viu pregoo leggete la mia lettera e kapite che dovete lasciare le kose x come stanno!!..xkè noi lotteremo fino alla fine costi quel ke kosti..
WW GLI STUDENTI avviso : NN TOCCATECI LO STUDIO</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>salve mi chiamo sara biddeci e ho 14! e vengo da una manifestanzione<br />
volevo solo dire alla carissima Gelmini k si apra gli ochi non si può giocare con il nostro futuro<br />
noi siamo persone e abbiamo bisogno di benessere,sia scolastico e sociale.<br />
la signora qui presente non capisce nnt di studenti!! noi ci ammazziamo la vita in questi giorni per scioperare e pretendiamo un beneficio!facciamo tutto questo x la scuola …x la nostra istruzione!! quindi viu pregoo leggete la mia lettera e kapite che dovete lasciare le kose x come stanno!!..xkè noi lotteremo fino alla fine costi quel ke kosti..<br />
WW GLI STUDENTI avviso : NN TOCCATECI LO STUDIO</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Panzallaria</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2008/10/20/cara-maria-stella-lettera-aperta-alla-gelmini/comment-page-1/#comment-6643</link>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 21:42:30 +0000</pubDate>
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		<description>@xxx: caro, credo che la maggior parte di coloro che manifestano lo facciano per i tuoi figli e per il loro lavoro. se secondo te la minaccia di una sottocultura non è un problema grave, mi piacerebbe sapere cosa sta nella tua top ten, così capiamo per cosa manifestare...
@silvia: &quot;ti sono vicina da sempre&quot;: guarda in questo periodo, grazie alla mia malattia, sono molto empatica e devo dire che ci sono molte persone che sento vicine, anche solo digitalmente, tra queste però - sai che io non riesco a essere formale come te - non ti riesco a trovare. dove ti nascondi, dietro la tenda a giocare a cucu? comunque se mi vuoi scrivere e dimostrarti vicina, la mia mail è panzallaria@panzallaria.com. grazie comunque per i complimenti, vai tranquilla che della coscienza sociale, anche se non faccio la maestra, ce l&#039;ho</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@xxx: caro, credo che la maggior parte di coloro che manifestano lo facciano per i tuoi figli e per il loro lavoro. se secondo te la minaccia di una sottocultura non è un problema grave, mi piacerebbe sapere cosa sta nella tua top ten, così capiamo per cosa manifestare&#8230;<br />
@silvia: &#8220;ti sono vicina da sempre&#8221;: guarda in questo periodo, grazie alla mia malattia, sono molto empatica e devo dire che ci sono molte persone che sento vicine, anche solo digitalmente, tra queste però &#8211; sai che io non riesco a essere formale come te &#8211; non ti riesco a trovare. dove ti nascondi, dietro la tenda a giocare a cucu? comunque se mi vuoi scrivere e dimostrarti vicina, la mia mail è <a href="mailto:panzallaria@panzallaria.com">panzallaria@panzallaria.com</a>. grazie comunque per i complimenti, vai tranquilla che della coscienza sociale, anche se non faccio la maestra, ce l&#8217;ho</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: xxx</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2008/10/20/cara-maria-stella-lettera-aperta-alla-gelmini/comment-page-1/#comment-6629</link>
		<dc:creator>xxx</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 01:37:36 +0000</pubDate>
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		<description>Fatevi furbi!!!

andate a lavorare..

con la crisi che c&#039;è, ci mancano solo sto gruppo di sfigati che protesta!

mi sembra che esistano problemi più gravi di questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fatevi furbi!!!</p>
<p>andate a lavorare..</p>
<p>con la crisi che c&#8217;è, ci mancano solo sto gruppo di sfigati che protesta!</p>
<p>mi sembra che esistano problemi più gravi di questo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: silvia</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2008/10/20/cara-maria-stella-lettera-aperta-alla-gelmini/comment-page-1/#comment-6576</link>
		<dc:creator>silvia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 11:51:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.panzallaria.com/?p=665#comment-6576</guid>
		<description>Grazie per aver scritto queste cose. Volevo chiederti di farlo e oggi ho trovato questo post scritto magnificamente. Per cui GRAZIE ancora per il coraggio, le parole pronunciate e le riflessioni perchè sono pertinenti e perfette.
Per tutto il resto...ti sono vicina, da sempre, ma soprattutto, ci sono. Un abbraccio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per aver scritto queste cose. Volevo chiederti di farlo e oggi ho trovato questo post scritto magnificamente. Per cui GRAZIE ancora per il coraggio, le parole pronunciate e le riflessioni perchè sono pertinenti e perfette.<br />
Per tutto il resto&#8230;ti sono vicina, da sempre, ma soprattutto, ci sono. Un abbraccio</p>
]]></content:encoded>
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