Non è un post per pornofili: dalla fase orale siamo passati a quella…

Scritto da Panzallaria   // 28 gennaio 2009   // 12 Commenti

Anale.

Non temo di scriverlo, supportata dai tanti anni trascorsi a farmi venire l’orchite ascoltando le amiche – allora studentesse in psicologia – parlarne a profusione.

Non ci facevo tanto conto allora. Mi faceva ridere come a qualunque 20enne imbecille “ah, ah, la fase anale…!”

Ah, ah sto pesce.

Ora che la frollina ci è entrata in pieno è un DE-LI-RIO.

Passi l’amore incondizionato per i propri escrementi e per il muco del suo naso. Passi. Faticoso ma passi.

“Mi raccomando assecondala, non le far venire l’ansia della popò che poi ci diventa stitica” mi dice mia mamma.

Ma come posso tollerare la gioia e entusiasmo che mia figlia prova ogni volta che – camminando per strada – ci imbattiamo in una cacca di cane sul marciapiede???

Si ferma di scatto e come se avesse incontrato il fidanzatino delle medie se ne esce con un urletto di gioia e un: “uhhhhhh! guada mamma, guada: cacca caneeeeee!!!!”

Inutili i miei sforzi volti – senza terrorizzarla che non so che effetto possa avere sul suo intestino – a farle capire che è sporca, che non si può toccare e che i padroni sono dei gran maleducati che esistono le palettine!

No

Lei si vuole fermare. Rimirare l’opera d’arte contemporanea almeno per 15 minuti e ripartire, con la speranza di incontrare una deiezione altrettanto soddisfacente lungo il percorso asilo-casa.

Ma se si fermasse qua, questa fase anale potrebbe anche bastare. No che non si ferma qua. La frollina non vuole aiuto nel togliersi il pannolino e spesso, incautamente, fa da sola. Non vi sto a dire – che è quasi ora di pranzo – la gioia dei muri di villaborghese!!!!

La fase anale tocca i momenti più divertenti quando si trasforma in chiaro riconoscimento sessuale.

Ieri, per dire, siamo tornate a casa e lei si è nascosta nel suo angolino a fare popò. Io nella stanza accanto facevo i miei fatti.  Ad un certo punto l’ho sentita che ripeteva all’infinito la parola “pisello”.

Pisello di qua, pisello di là. “Dov’è pisello??” chiedeva. A quel punto, pensando che fosse in un momento di evidente confusione, sono andata per confortarla: “no tesoro, tu non hai il pisello, ma vai tranquilla che va bene lo stesso!” e invece l’ho trovata che aveva seduto tutti i peluche su dei lego tondi rovesciati (a mo’ di vasino) e stava tentando di far fare pipì a tutti. Solo che i suoi peluche, è evidente, sono tutti maschi nella testa della frollina.

Ma la volete sapere la cosa più bella? Non avendo trovato il pisello di alcuno (povera cinna, chissà cosa penserà ora, vedendo che quelli con cui dorme sono asessuati!) tirava le etichette di ognuno di loro, spesso posizionate ad altezza chiappe o gambe e le trattava come fossero un pisello, cercando di puntarle sul lego/vasino!!!!

Può essere un buon consiglio per molte donne, dico io. Che con la penuria di uomini decenti in giro, potrebbe essere una valida alternativa no? In fondo le etichette hanno anche l’indubbio vantaggio di offrire tutte le informazioni necessarie, mentre il pisello spesso è un mistero.


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12 COMMENTS

  1. per fra, 28 gennaio 2009

    :) ))))
    Un bacio a te e a Frollina
    fra

  2. per Mammamsterdam, 28 gennaio 2009

    Io invece ho da poco passato la fase in cui tutte le sere dovevo controllargli se durante il giorno si erano puliti bene, delle scene che non ti dico. Adesso ho il bidet in casa ed è tutta un’altra vita.

  3. per lorenza, 28 gennaio 2009

    Pensa la mia, che ogni tanto, quando fanno il bagno insieme, tira il pisello (vero) di suo fratello maggiore e continua a dire che anche lei vuole il pisello!!

  4. per adele, 28 gennaio 2009

    ahahahah la conclusione è fantastica (e sono assolutamente d’accordo;-))

  5. per Silvia, 28 gennaio 2009

    @Panz: F-A-N-T-A-S-T-I-C-O! Ho riso tantissimo, come sempre … Cmq consiglierò la cosa ad un paio di amichette mie un po’ sfortunatelle con l’altro sesso …

    @Lorenza: Ecco che cos’è l’invidia del pene! Adesso capisco …

    @Mammamsterdam: Per me il bidet è irrinunciabile. E’ la cosa che mi è mancata di più durante il mio periodo a Toronto. Oramai sopporto bene la sua assenza per periodi limitati, che non superino le 2-3 settimane. Ma 3 mesi sono stati decisamente troppo …

  6. per gekina73, 28 gennaio 2009

    Sempre che l’etichetta non sia scritta in cinese :>

  7. per angela e giorgia, 29 gennaio 2009

    giorgia trova che le sua mattinate siano molto tristi se,sulla via dell’asilo,non si imbatte in almeno 3 o 4 cacche di cane…le adora…come vedi è un male comune!
    quanto al pisello,stessa storia della frollina:dov’è!,perchè non ce l’ho?giacomo ce l’ha?posso vederlo?
    allora le ho comprato una bellissima piccola bambola di un neonato completo di tutto,compreso il pisello…e a lei è passata la curiosità!ma che dramma,quando le tornerà tra qualche anno!!!!
    baci sorridenti a tutti!

  8. per mammaserena, 29 gennaio 2009

    ahahahaha
    ho le lacrime agli occhi
    sei fantastica!
    ora che ci penso…di alcuni pupazzi di Sofia ho preferito tagliare le etichette perchè c’è stato un periodo che le ciucciava fino a cancellare ciò che c’era scritto….
    mi vuoi dire che ho fatto quel che si fa a Casablanca? :-)

  9. per Panzallaria, 29 gennaio 2009

    @mammaserena: io piuttosto mi preoccuperei che lei le ciucciava uah uah uah ;-)

  10. per Miriam, 29 gennaio 2009

    ahahahahah!!!!
    mi mancaviiiii!!!
    mitica frollina!! ;D

  11. per smile1510, 2 febbraio 2009

    davvero, ho le lacrime agli occhi dalle risate!!!! complimenti! qui non siamo ancora arrivate alla fase anale, ma quando ci entreremo mi ricoderò della frollina!! ;) spero nel frattempo stia meglio! baci smile

  12. per Patrizia, 5 febbraio 2009

    beh, la mia piccolina mi dice sempre: mamma, tagliamo la “titichetta” che dà fastidio….

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