Luca era gay

Scritto da Panzallaria   // 10 marzo 2009   // 7 Commenti

Non avevo ancora sentito la canzone sanremese di Povia e ora capisco perché in tanti sono inorriditi. L’ho ascoltata sul blog di Aeiouy e ho avuto un’illuminazione. Poi vederlo il video, ti viene veramente da riempirlo di ceffoni sto omuncolo.

Uno perché la canzone è di una banalità sconcertante

Due perché oltre che non aggiungere nulla ai tanti pregiudizi sull’omosessualità (e ne avevamo già abbastanza), è pure misogino.

Cioè, in pratica luca era gay perché la mamma gli parlava male del babbo.

Tanto per capirci.

A me sto personaggio mi sembra un furbetto davvero di ultima: lui e il suo libro, il suo film e tutte le minchiate che sta preparando su Luca.

Poi non aggiungo altro che non voglio fare il suo gioco.


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7 COMMENTS

  1. per cg, 10 marzo 2009

    Hai detto bene alla fine…Non fare il suo gioco..
    Non ne parlare che non ne vale la pena…
    Sono cavolate..o forse è solo un modo di raccontare una storia come un’altra..UNA SINGOLA STORIA:.perchè PANZ sai qual è il problema dell’ITALIA..si tende a generalizzare…
    Ti consiglio una cosa..sentiti la canzone di Malika Ayane (che secondo me doveva vincere)
    è bellissima!

  2. per Michela, 10 marzo 2009

    concordo in pieno: la canzone di Malika Ayane è meravigliosa !!! A me Povia piaceva……dopo sanremo mi è crollato !

  3. per Trasparelena, 11 marzo 2009

    hai visto a quelli che il calcio il comico (mi sfugge il nome, scusa, forse max giusti?) che fa “Luca”?

  4. per luisa, 11 marzo 2009

    scusa cg, non è proprio per niente un modo di raccontare una storia come un’altra. E’ un modo di spandere pregiudizi che andrebbero invece combattuti. Dietro ogni storia, ancor più dietro ogni modo di raccontare la stessa storia, c’è una morale e una visione del mondo. Quella di Povia è da vomito.

  5. per Primula, 11 marzo 2009

    Concordo con Luisa. La cosa che più mi fa rabbia è che la canzone è molto orecchiabile ed entra subito nelle orecchie quindi farà molte più “vittime” di quanto non fosse necessario. Fortuna che sulla “mia” radio non l’ho mai sentita, segno che le persone che reputo intelligenti lo sono davvero!

  6. per cg, 11 marzo 2009

    Ciao Luisa, ciao Primula, mi piacerebbe cambiare un pò questa cultura dello sparare sempre contro e ingigantire le cose che poi si fa i gioco dei gigioni come Povia che si nascondono dietro un: ma io volevo solo raccontare una storia..
    Per questo lasciamogliela raccontare dandogli l’importanza che merita..(ossia pari a zero..)
    A volte andare contro le cose non paga, spiegare con intelligenza che sì a quel Luca lì è capitato ma solo a lui e basta servirebbe già a cambiare le cose..
    Perchè questa cosa di difendere sempre la categoria dei”deboli” mi sembra un atto di razzismo nei loro confronti….
    invece io vedo le persone come individui e penso che la gente sia meno stupida di quello che sembra..
    Non so se mi sono spiegata spero di sì.!

  7. per remoluigi, 17 marzo 2009

    cg ti sbagli, la gente non è meno stupida di quel che sembra, lo è di più. Ho già sentito di prima persona almeno tre casi di persone normali che parlavano dell’omosessualità come di una cosa da cui si può uscire trovando la persone giusta, citando proprio l’esempio della canzone di Povia, ricordati che purtroppo il mondo si regge sulla Legge di Murfin.
    E’ inutile spiegare che la storia di Luca è la storia di un solo, primo perché non è vero secondo perché in tutti i modi il processo di generalizzazione quanto un pregiudizio è radicato è inevitabile e quindi inevitabilmente la storia di uno diventa per forza la storia di tutto, in ultimo poi quel Luca la cui storia è simile a quella di molti gay repressi che si mascherano dietro un’eterosessualità di facciata, è del tutto falsa, primo perché quel Luca non era gay a causa di sua madre, ma era gay è basta per ragioni inprescindibili dal contesto famigliare, secondo perché pur trovando una donna non è diventato etero, ma soltanto uno gay dei tanti gay repressi di ritorno, ovvero di coloro che preima vivono apertamente la loro omosessualità, ma poi la reprimono perché non riescono a viverla serenamente perché comunque nel tempo hanno interiorizzato tutti quel malessere che la società ti impone se sei gay

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