Di noi tre e altre storie
La bicicletta conferisce davvero un grande senso di libertà alle mie giornate: oggi sono stata in centro e girare senza bisogno di autobus è stato assolutamente piacevole. Mi sembrava davvero di essere ripiombata indietro nel tempo, a 7/8 anni fa, quando la bici era il mio unico mezzo di locomozione.
La frollina ha imparato a fare molte cose, seduta sul suo sellino, si diverte a canticchiare ma le piace molto anche – prima di metterci in sella – spingere la ruota dietro per qualche metro: la fa sentire importante e necessaria. Purtroppo la ragazza è davvero in quella fase che Slim chiama “i terribili due anni” e ogni tanto si impunta su delle cose incredibili e monta delle scenette degne di un drammone televisivo. Io quando capita non so mai bene come comportarmi perché se uso la voce ferma non serve, se grido non serve, se minaccio non serve. E l’unico effetto che produco, prima di tutto su me stessa, è quello di sentirmi una madre snaturata agli occhi degli altri. Read more
Giochi parlanti nella notte
Io vorrei beccare da solo, in un vicolo chiuso e buio, l’inventore dei giochi parlanti per bambini. Giuro che prima di riempirlo di botte tenterei di capire cosa aveva nella testa quando ha pensato a certi infernali meccanismi che governano il mondo di telefoni parlanti, fattorie poliglotte e lavagnette didattiche per la prima infanzia.
Perché diciamolo.
A chi non è mai capitato, nel cuore della notte – proprio mentre sta dormendo il sonno dei giusti perché la piccola iena finalmente è entrata in fase rem – di essere risvegliato di soprassalto e con un orribile tuffo al cuore da una voce cavernosa che – di punto in bianco – se ne esce con
Come convincere il vostro uomo che quello che piace a voi è stata un’idea sua in quattro semplici mosse
Non disperate donne. Non tutto è perduto quando di mezzo c’è un maschietto.
I suoi no, anche i più categorici, grazie alla femminea arte convincitoria si tramuteranno in si: il fattore tempo è SEMPRE dalla parte di noi fanciulle.
Basta usare qualche semplice, infido ma efficace trucchetto e alla fine – parola di Panzallaria – i vostri compagni, amanti, mariti, concubini, penseranno che quella che fino ad un momento prima hanno osteggiato sia un’idea meravigliosa e anzi, nel migliore dei casi si conviceranno che sia proprio una LORO idea.
Facciamo un esempio (tratto dalla mia vita vissuta con Tino).
Vi siete appena trasferite a casa del fidanzato. Felici per questa nuova avventura a due, preludio di serate sul divano a guardare “Lost”, figli piangenti nella stanza a fianco e cenette romantiche tra colichette e pannolini da cambiare. Non le sapete ancora queste cose ma ne avete una vaghissima e altisonante idea.
Siete entrate nell’appartamento dell’uomo della vostra vita e vi rendete conto che l’arredamento di cui tanto si sente orgoglioso
fa
cagare.
E’ semplicemente inguardabile.
Un mix di essenziale e triste.
Un connubio perfetto tra razionalismo maschile e scarsità di fantasia.
Lui odia i ninnoli: quelle cosucce che a voi verrebbe voglia di appoggiare qua e là per dare “calore” alla casa.
Lui ha bandito candele, incensi, soprammobili, profumini e oggettini delle vite precedenti: troppa polvere, troppa confusione.
Voi avete 12 scatoloni pieni di roba accumulata in esistenze e case della vita passata e NON AVETE NESSUNA INTENZIONE di demordere.
Allora ecco cosa dovete fare:
- dategli ragione, fategli credere che la pensate esattamente come lui e che anche a voi vi schifano tutte quelle robe inutili
- dopo 1 mese esatto di amore folle nel nuovo nido (abituate ormai a trattenere il vomito quando guardate l’abbardo generale) cominciate a fare dei piccoli impercettibili spostamenti e a piazzare qualcosa qua e là. Inzialmente lui rimuoverà il vostro lavoro ma piano piano si stancherà e non potrà più stare dietro alle piccole cose che voi spargerete a dovere per la casa
- contemporaneamente cominciate a raccontare della vostra amica architetta che è entrata in casa ed è rimasta estasiata dell’arredamento complimentandosi SOPRATTUTTO per la scultura in legno di noce che dà profondità al corridoio (e che ovviamente fa parte della vostra dote!
) e che quindi voi vi siete sentite straorgogliose perché lo sapete di vivere con un uomo dal gusto sopraffino - continuate per circa 6 mesi, senza scoraggiarvi, a parlare di amici architetti e a posizionare oggetti in luoghi strategici in modo che lui non abbia ne’ voglia ne’ tempo di rimuoverli
Dopo circa 7/8 mesi, non solo la casa sarà COMPLETAMENTE assimilata al vostro sopraffino gusto ma lui ORGOGLIOSAMENTE – durante le cene con gli amici – racconterà di quando avete scelto la tal cosa e la tal altra e di come si sente felice di abitare in un appartamento così caldo e che lo rappresenta fino a quel punto.
Provare per credere
Si può tutto!!!
Come far venire sensi di colpa a qualcuno in quattro semplici mosse
Sono una donna scorpione. Se nell’oroscopo e nel mondo esiste un essere più bastardo della donna scorpione sono pronta a lasciargli tutti i miei risparmi. La donna scorpione recrimina ed è vendicativa. Aspetta che la gocciolina faccia traboccare il vaso e ti ribalta come un calzino.
Allude.
Stocca.
Ricollega eventi del presente a cose sepolte e dimenticate, piccoli sgarri del passato che solo lei ricorda e ha stampati nella mente come fuoco vivo.
Se il Fato non avesse donato alla donna scorpione anche una superba capacità trombina (che ci rende le più sexi per tutti i cavalieri dello zodiaco) saremmo veramente da abbattere da piccole.
La cosa che riesce meglio alla donna scorpione è quella di RIBALTARE FRITTATE e FAR SENTIRE IN COLPA le persone. Ci riesce in un modo talmente sublime che si potrebbe quasi parlare di superpoteri. Io con Tino – devo ammetterlo – riesco sempre a uscire dalle situazioni, anche quelle più disperate in cui ho smaccatamente torto, grazie alla dialettica infida del mio segno.
Alludo.
Trovo giustificazioni.
Tiro fuori qualche piccolo diffettuccio del mio Prode
Impasto il tutto e compongo in casseruola.
Dopo aver servito l’amaro pasto, finisce sempre che lo lascio senza parole e con molti dubbi circa il bene e il male.
Ecco quindi qualche piccolo consiglio per instillare in chi AMATE sensi di colpa che vi renderanno sicuramente molto potenti:
- Fate le vittime; sempre e comunque: se per esempio il vostro partner si arrabbia perché non avete chiuso il dentifricio e ora lui non può più usarlo perché è diventato cemento armato, con la voce supplichevole e il labbrino inferiore che sporge (non troppo, se no si capisce che state banfando alla grande!) ricordategli che quella mattina vi erano venute le mestruazioni e avevate male al pancino e che eravate in ritardo perché il capo – lo stesso che vi fa sgobbare fino alle 10 di sera – vi aveva convocata d’urgenza ad una riunione e al dentifricio proprio non ci avete pensato – ma vi dispiace molto se invece per lui non è così! .
- Rivoltate la frittata: se non riuscite a farlo sentire in colpa con il vittimismo usate la tecnica che io chiamo “del Presidente del Consiglio”. Voi non avete rimesso il tappo al dentifricio??? e allora lui che tutte le volte che ha finito di pisciare non riappoggia la ciambella del water??? Lo sa l’egoista cosa significa sedersi sulla porcellana fredda di primo mattino, magari con gli occhi ancora annebbiati dalle caccole del sonno????
- Ravanate nel passato: “certo” rispondete a chi vi accusa “quando stavi con Geltrude non succedeva mai vero??? lei era talmente perfettina che passava tutti i pomeriggi a fare le pulizie invece di trombare con te…” è basso e spregevole ma di solito funziona.
- Insinuate il dubbio: ” e se non avessi chiuso il dentifricio apposta???” lui rimarrà impalato come un baccalà mezz’ora a chiedersi cosa intendevate e se si deve preoccupare. Penserà prima di tutto che siete incinta e gli verrà un incipiente tremore alla mano destra, poi sospetterà un amante e lo accuserà con un tic all’occhio sinistro e alla fine deciderà che vi sentite trascurata, che forse non ha fatto davvero abbastanza per voi e tornerà mansueto come un agnellino…
Provate e poi fatemi sapere.
Parola di Panzascorpiona
Qualche dubbio su Winnie Pooh
La stupidità di Winnie the Pooh è nota in tutto l’orbe. Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con il bosco dei cento acri sa che lui è quello stupido e il suo amico asino è quello depresso. Che poi non si sa mica perché proprio un asino di pezza depresso si sia dovuto trasferire in quel luogo bucolico che è la fantasia di Cristopher Robin.
Sta di fatto che l’allegra coppia di amici non assomiglia per niente a Gianni e Pinotto e rappresenta a suo modo una tipicità. Fin dagli albori dell’umanità, infatti, i più stupidotti si sono accoppiati con i tristi, tanto per non mettere in discussione l’un l’altro le proprie qualità.
Mi vengono in mente – a titolo eminentemente semplificativo – il caro Berlusconi e Bush. Ora, tra di loro capire chi era cosa delle due non è facile ma – si sa – nella vita reale tutto si mescola mentre nelle favole bisogna creare personaggi granitici che rassicurino l’immaginario infantile.
Un po’ come le guerre preventive del BENE contro il MALE.
Ma torniamo a quel cretino di Winnie. La sua stupidità è davvero sconcertante. C’ha la memoria di un pesciolino rosso e la dialettica di un bonsai nano. Ciò che non abbandona mai il Nostro è lo stomaco e l’interesse smodato per i vasi pieni di miele. Alla frollina la coppietta felice Winnie + asino depresso piace moltissimo e così mi tocca sciropparmi le sue avventure (che poi diciamolo, ammettiamolo, sono pure carine
) e la mia testa si popola di dubbi.
Riassumo i principali che magari tra le mamme più navigate e esperte e tra i padri più attenti c’è qualcuno che riesce a darmi delle risposte:
- che significato ha la stupidità di Winnie? cioé, si tratta di un modo per esaltare il personaggio tonto e buono o serve a far sentire anche i marmocchi meno svegli dalla parte della giustizia?
- dove trova Winnie tutti quei vasi di miele? cioé, le api dei 100acri hanno per caso firmato un contratto vincolante con qualche vaseria di terracotta toscana? secondo voi il miele lo fanno direttamente nei vasi oppure hanno assunto qualcuno perché lo travasi?
- la glicemia e il colesterolo di Winnie. Parliamone. Apriamo un dibattito. E se soffrisse di diabete? scemo com’è quello mica si fa degli esami approfonditi secondo me…se un giorno ce lo ritroviamo con un piede amputato, allora è chiaro che ha davvero strafatto;
- l’asino. Bisognerebbe dedicargli un’intero post. E’ sempre così triste. Qualcuno sa dirmi cosa gli sia successo? Ha avuto un’infanzia difficile? Lo appendevano per la coda e lo usavano come pignatta nelle sagre estive? E’ stato sodomizzato dallo stallone con cui condivideva la stalla?
Insomma, io mi guardo questi film dolcificati e saporiti di neuroni in zuppa e sono tante le domande che mi pongo…
aiutatemi a dipanare la matassa
Passeggiando in bicicletta
Siamo andati da Decathlon e per una cifra abbordabile abbiamo revisionato le nostre biciclette e ci hanno pure montato il seggiolino per la frollina dietro. Era dall’anno scorso che questo seggiolino attendeva giusta sorte e era da quasi 4 anni che non mettevo piede su una bicicletta. Prima l’inverno poi la gravidanza e poi il primo anno di frollina che era piccola. L’anno scorso – quando con entusiasmo avrei voluto scarozzarmela in giro – la malattia mi ha impedito di farlo: andare in bici quando hai le chiappe in fiamme a causa dell’orticaria non è esattamente invitante.
Ieri abbiamo quindi inaugurato questo nuovo mezzo di trasporto e l’ho accompagnata al nido in bicicletta. Lei sembrava veramente contenta, non ha patito per nulla la novità e anzi – non era tanto dell’idea di smontare dalla sella. Io temevo che mi sarei ingigionata parecchio nelle manovre di salita e discesa e invece è filato tutto liscissimo. Non è più come quando ero piccola io che i bambini venivano sistemati alla bellaemeglio su seggiolini barcollanti e le mamme dovevano gestire un alto numero di problematiche.
I seggiolini di oggi non solo sono provvisti dei più moderni comfort (appoggio per le braccia e sospensioni anticulata) ma sono anche molto stabili e grazie alle cinture per piedi e corpo inguainano il bimbo che è una meraviglia!
Ero felice in bicicletta.
Mi è sempre piaciuto come mezzo di trasporto.
Mi piaceva da matti quando ero bambina e io stavo dietro mia mamma e mio fratello seduto davanti. Il fatto di essere io quella che sedeva sul portapacchi mi faceva sentire incredibilmente grande e ricordo ancora con gioia i nostri spostamenti per la città. Mia mamma allora aveva forse vent’anni e pedalava veloce raccontandoci favole mentre scoprivamo il mondo a una velocità intermedia, sentivamo l’aria sulle braccia e salutavamo i cagnolini nei parchi.
Mi piaceva quando abitavo al paesello e ogni sera – d’estate – me ne uscivo con la mountain bike e mi infilavo lungo il fiume a pedalare tra le mie colline, in mezzo a quella che chiamavo “la valle giurassica” per via dei fossili e dei calanchi e delle concrezioni rocciose incantate e ferme a molto tempo prima che noi abitassimo la Terra.
Mi piaceva anche prima quando la bici si chiamava Camilla: avevo 13 anni e con l’uniposca ci avevo scritto sopra il nome del ragazzino di cui mi ero invaghita, solo non quello vero che se no tutti lo scoprivano. Ci avevo scritto “Cuore di panna” per via di quella pubblicità melensa che mi faceva sognare del cornetto Algida, quella degli anni 80 che poi, a dire il vero, non ci sono mai più state pubblicità così belle. Lo chiamavo così il mio amore maraglio dei 13 anni. Tutte le sere, dopo cena, prendevo la bici e mi infilavo nella via delle lucciole che era profumosa di ginestra estiva e illuminata da tante piccole luccioline che ballavano e speravo di incontrarlo. Cantavo ossessivamente la canzoncina del cuore di panna mentre pedalavo- anche stando in piedi – e se lo vedevo fuori dalla sua casa e mi salutava, il cuore mi faceva un balzo nel petto e rimanevo felice fino al giorno successivo.
Mi piaceva andare in bicicletta quando mi sono inurbata: l’idea di attraversare Tortellinicity su due ruote, con la più totale autonomia da autobus o corriere, ecco mi faceva sentire davvero potente. Pedalavo per ogni dove e arrivavo con la bici ovunque. Avevo vent’anni e spesso tornavo a casa a notte fonda con la mia mountain bike acquistata smontata per risparmiare.
Lei è stata una compagna fidatissima. Mi portava all’università e al lavoro e se pioveva mi infangavo tutta perché non c’aveva i parafanghi, ma tanto Tortellinicity c’ha i portici e confidavo in quelli.
La bicicletta.
Me la sono portata dietro quando sono andata a vivere con la coinqui e mi faceva sentire così bene sapere che io c’avevo lei, la fida compagna a costi zero.
La bicicletta.
Se ero triste saltavo in sella e me ne andavo a zonzo per il mondo con il walkman e la bici. Cantavo a squarciagola che sembravo pazza e se era estate mi vestivo a volte troppo discinta che a andare in giro tutti quanti mi vedevano le tette perché su quelle bici come la mountain bike devi stare tutta un po’ piegata in avanti.
Poi la vita mi ha portato in luoghi dove la mia bici non poteva arrivare, sono tornata a Bologna che lavoravo a Modena e poi quando finalmente anche la professione si è inurbata, andarci in bicicletta mi faceva troppa fatica.
Perché diciamolo: a trent’anni si diventa un po’ fighetti e non si è più tanto disposti ad arrivare sudati e puzzoni al lavoro o a sfidare la pioggia ogni giorno dell’anno. Meglio sfidarla su uno scooter. C’ha sempre due ruote, ti bagni comunque ma almeno non ti puzza l’ascella.
Oggi ho di nuovo una bicicletta. Ci posso andare in centro o ai giardinetti con frollina. Possiamo parlare mentre pedalo, posso sentirla cantare le sue canzoncine di dueenne o raccontare che la sua nuova pecora peluche si chiama gatto e se le dico che no, quella è una pecora, sentirla rispondere che si, lo sa che è una pecora ma si chiama gatto lo stesso.
In fondo lei è una bimba ma noi la chiamiamo silvia
Logica che non fa una piega
soprattutto in giornate piene di sole mentre pedalo incontro al mondo.
Luca era gay
Non avevo ancora sentito la canzone sanremese di Povia e ora capisco perché in tanti sono inorriditi. L’ho ascoltata sul blog di Aeiouy e ho avuto un’illuminazione. Poi vederlo il video, ti viene veramente da riempirlo di ceffoni sto omuncolo.
Uno perché la canzone è di una banalità sconcertante
Due perché oltre che non aggiungere nulla ai tanti pregiudizi sull’omosessualità (e ne avevamo già abbastanza), è pure misogino.
Cioè, in pratica luca era gay perché la mamma gli parlava male del babbo.
Tanto per capirci.
A me sto personaggio mi sembra un furbetto davvero di ultima: lui e il suo libro, il suo film e tutte le minchiate che sta preparando su Luca.
Poi non aggiungo altro che non voglio fare il suo gioco.
PanzOnPress – soccia che emozione!!!!
Oggi è uscito un articolo sullo spettacolo e sul questo blog su “Repubblica” Bologna, a pagina X.
Si intitola La mamma, l’attrice, il web e l’epopea del calzino spaiato e lo ha scritto Giorgia Olivieri che mi ha intervistata davanti ad un bicchiere di vino (e dato che il vino non potrei nemmeno berlo, immaginate voi cosa posso aver detto!) ed è anche venuta all’anteprima de La rivincita del calzino spaiato. Read more
Tre nuovi Barbapapà entrano nel cast
La famiglia dei Barbapapà si è allargata: è successo in una lunga giornata di inverno, mentre la mamma faceva l’aerosol a Frollina e per l’ennesima volta si guardava il dvd dell’allegra combriccola di trasformer con il culo a pera.
Forse gli effluvi dell’aerosol, forse la nausea procurata dalla visione prolungata e ripetuta dello stesso cartone animato ma sono certa di avere intravisto ben 3dico3 nuovi personaggi.
Il più potente è BARBAPAPPA: catenona al collo, pelo prorompente che esce da una camicia nera di raso aperta fino al bottone dell’ombelico, ha tentato di assumere Barbabella per i suoi loschi traffici irretendola con una nuova collana di perline sbriluccicose.
Il più arruffato è BARBUN: prima di essere ingaggiato nel cast viveva in stazione centrale e si divertiva a fare scherzi di ogni genere a tutti i clochard del luogo, trasformandosi di volta in volta in polli arrosto, bistecche di maiale e comodi letti a due piazze per poi irriderli di gusto. Barbun puzza come una capra, tanto che Barbazoo se ne è innamorato all’istante. Si narra che ora sia Povia a voler entrare nel cast per spiegargli come fare a guarire da questa passione insana.
Il terzo ed ultimo nuovo barbapapà e BARBITURICO: non riesce a terminare un discorso con nessuno perché viene colto da attacchi pesantissimi di narcolessia fulminante. Fa lo sborone raccontando in giro di essere stato a letto con numerose star e vip d’oltreoceano ma nessuno può giurare che sia vero perché immediatamente dopo le signore sono passate a miglior vita.
I tre nuovi personaggi hanno fatto alzare immediatamente i dati d’ascolto del programma. Voci di corridoio sostengono che Mediaset li voglia a tutti i costi nella prossima edizione del Grande Fratello. Barbapappa ha già accettato convinto così di allargare il suo giro d’affari. Barbun non è convinto: senza Barbazoo dice che non va da nessuna parte. Barbiturico al momento della proposta non c’era e se c’era dormiva.
Avvertenze per i genitori alla lettura: non guardate per più di 500 volte in un mese lo stesso cartone animato, potreste trasformarvi in una panzallaria anche voi.
Giornate migliori grazie alla signora Coriandoli
La signora Coriandoli, alias il mio postino, mi ha cambiato le mattine di lavoro. Mentre prima – diciamoci la verità – alzarmi dal pc per andare ad aprire al portalettere era sempre una piccola e molesta distrazione al lavoro, ora sono felice quando sento lo scampanellio festoso di Coriandoli.
Lui sembra uscito da un racconto di Stefano Benni: c’ha un accento bello pastoso emiliano e un portamento che si sghignazza solo a incontrarlo per strada. Non parliamo poi di questa sua caratteristica di essere sempre un po’ fuori tempo che rende ogni dialogo ai confini del surreale. Read more
Donna incinta eroina delle zdaure bolognesi che prendono il bus
Succede a Tortellinicity, ovvero la mia rossa e prosperosa città. Una gravida della mia stessa età sventa un furto sul tramvai numero 25.
Una coppia di borseggiatori – e questa volta si tratta di italiani doc, mi preme sottolinearlo che anche la brava gente ruba come gli altri
– tenta di infilare la manomorta nella borsa di una zdaura e lei, la nostra eroina con la pancia al settimo mese, non solo si mette a urlare e li fa scappare ma intenta anche un inseguimento alle Charlie’s Angels di tutto rispetto.
Perché diciamolo, ormai nemmeno sui bus bolognesi ti si incula nessuno: tutti a farsi gli affari loro e a pensare al proprio micragno, tanto che a correre si è – per forza di cose – dovuta mettere la neomamma.
Complimenti.
Chissà se dopo la corsetta, mentre riprendeva il bus per tornare a casa, ci sarà stato qualcuno che le ha ceduto il posto per sedersi…
Succede anche questo a Tortellinicity
leggete l’articolo: http://www.romagnaoggi.it/bologna/2009/3/5/117634/
e se siete in vena di articoli strambi leggete anche dei due minorenni che fanno sesso con un 84enne conosciuto in parrocchia e poi lo ricattano….ahhhh l’0ratorio!
Giornata pesante
Avete presente quelle giornate in cui tutto sembra andare un pochino storto, come se ci fosse una stonatura generale che rende difficile occuparsi di ogni cosa e moltiplica le fatiche? Ecco ieri la mia giornata è stata così.
Non grosse sfighe ma un sacco di contrattempi e difficoltà, come se il motore non fosse ben oleato.
Tino era in Sicila per lavoro e sarebbe dovuto tornare ieri sera. Poi è arrivato il tempo, hanno chiuso l’aeroporto di Palermo e lo hanno lasciato come un baccalà per ore fermo, attendendo di conoscere il suo destino e di trovare un albergo per i tanti, come lui, che avrebbero dovuto viaggiare ieri. Read more
Per gli amanti della casa del design e dell’arredamento
C’è un concorso da non perdere.
Me lo segnala un’amica che fa parte dello staff (lo dico a quanti pensassero che prendo markette per fare segnalazioni e invece no, segnalo solo quello che mi piace e senza scopo di lucro che questo blog è la mia palude e come l’orco mi piace gestirlo a modo mio).
Bon, torniamo al concorso. Read more
Frollina e la religione
Siamo in un ufficio pubblico all’ora di chiusura che aspettiamo Nonna che finisca delle commissioni. Tutta la sacra famiglia riunita nell’attesa della parente per andare a mangiare in un baretto, che è quasi sabato a pranzo. Frollina sta seduta su un tavolone e si guarda in giro: sportelli quasi chiusi, cartelloni che promettono un futuro roseo e danaroso, a patto che ragruppi tutti i tuoi prestiti in un unico maxiprestito da pagare in comode rate da 25 euri mensili, solo per 650 anni.
Io mi sono infilata in una toilette d’emergenza che mi scappa una pipì che non vi dico.
Quando torno, leggera come una piuma in primavera, Tino è un po’ pallido e mia mamma sta mostrando alla creatura un libretto di Winnie the Pooh appena acquistato. Read more












