Nei forzieri della mafia i soldi per la cultura
5 aprile 2009 // 0 Commenti
In tempo di crisi si taglia su tutto e le prime cose che patiscono la mancanza di soldi sono quelle – spesso erroneamente – considerate superflue come la cultura. Eppure un mondo senza cultura, senza eventi che diano ossigeno al cervello e ai pensieri è un mondo destinato a implodere su se stesso.
Per questo motivo segnalo a tutti voi Politicamente scorretto. Ecco cosa leggo sul sito per spiegare l’iniziativa, nata a Casalecchio di Reno, un comune della provincia di Bologna:
Restituire alle città, ai cittadini i beni confiscati alla mafia, destinandone una parte alla cultura
“Politicamente Scorretto ”, la manifestazione promossa da Casalecchio delle Culture (Istituzione dei Servizi Culturali del Comune di Casalecchio di Reno) in collaborazione con Carlo Lucarelli, da sempre attenta alla lotta alle mafie, lancia un appello a tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia e lo sviluppo della cultura, dei valori di democrazia e civiltà nel nostro Paese.
Con l’adesione di Libera Associazioni, Nomi e Numeri contro le mafie.NEI FORZIERI DELLA MAFIA, UN TESORO PER LA CULTURAE’ tempo di crisi, i soldi non ci sono, bisogna tagliare, cancellare, spostare e concentrare i finanziamenti sulle esigenze primarie. La Cultura non è una di queste per cui bisogna adattarsi, farne a meno dove si può e per il resto tagliare, cancellare, spostare e concentrare.
E’ un argomento su cui sentiamo dibattere da parecchi mesi che però contiene, nella sua formulazione, due errori fondamentali.
Primo errore: la Cultura non è un’esigenza secondaria. E’ un bene primario che va tutelato e sviluppato. E’ un investimento a media e lunga scadenza senza il quale tutti gli altri settori, anche quelli materiali dell’economia, muoiono.
Secondo errore: i soldi non ci sono. Ci sono, invece, e ce ne sono tanti. Stanno nascosti, come il tesoro dei pirati in un forziere su un’isola deserta, anzi, sono proprio il tesoro dei pirati. Sono tutti i miliardi che le Mafie hanno rubato al nostro paese e alle nostre vite approfittando anche della mancanza di quella Cultura –alla legalità, all’etica, alla bellezza- che non riusciamo efficacemente a sviluppare.
Sono beni immobili, risorse, denaro, tante cose che potrebbero essere utilizzate per dare respiro alla Cultura, diventare sedi, centri di produzione, finanziamenti.
E’ già successo, ogni tanto succede, ma dovrebbe accadere di più.
Per questo vorremmo lanciare un appello molto semplice e molto diretto.
I soldi per la Cultura ci sono.
Stanno nel forziere dei pirati.
Usiamoli.Carlo Lucarelli
Paola Parenti ( Presidente Casalecchio delle Culture).
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