Di festival dell’Unità, tortelli e pensieri profondi

Scritto da Panzallaria   // 15 giugno 2009   // 8 Commenti

Una cosa veramente bella – almeno per noi altri – di Tortellinicity sono i festival dell’Unità. Una roba a metà tra il convegno politico e la sagra. Ai festival dell’Unità, che d’estate si moltiplicano come funghi in qualsiasi paese, quartiere, parco pubblico del circondario, è come essere in una zona faunistico venatoria della sinistra.  E’ come se la travagliata distanza siderale tra noi e Berlinguer non esistesse e le facce sono proprio facce da comunisti. I tortelli sono ancora fatti a mano dalle sfogline e in alcuni casi hanno un sapore che non lo trovi uguale nemmeno nel miglior ristorante della city.Gli umarells che portano da bere e mangiare sono sempre sorridenti, hanno una battuta di spirito per bambini, adolescenti e gente di mezza età e anche se gli devi ripetere l’ordine per 15 volte, causa guasto dell’apparecchio acustico, sono precisi e pignoli come solo un settantenne ligio alla causa può essere.

Ieri sera siamo andati al festival della Barca, vicino alle scuole Dozza, dove si mangia in maniera strepitosa e ci sono anche le giostre. Mi sono davvero rilassata. Ci voleva. Perché sabato siamo stati in piscina e mi è venuta l’orticaria ed ero veramente a pezzi e invece andare alla festa mi ha fatto bene. Che a me questi luoghi di aggregazione piacciono molto e se potessi, io andrei anche alla balera a danzare la Filuzzi come tanti anni fa che con i miei amici ci piaceva molto andare a ballare la Filuzzi d’estate alle feste e mi divertivo come una matta.

Ieri prevalentemente si è mangiato tortelli e poi si è andati a guardare la frollina fare un centinaio di corse sulla giostra. Roba che verrebbe la nausea anche a Grissom di C.S.I mentre lei c’aveva un sorrisone stampato sulla faccia.

Ne ha fatti un centinaio di giri perché riusciva ad acchiappare la coda dell’orso che penzola, quella che ti fa vincere una corsa supplementare.

E l’era venuta anche la competizione pesa alla pupa. Puntava l’osso e tutte le volte che ci passava sotto si faceva in quattro per afferrarlo. Quando non ci riusciva, batteva le manine e rideva e con un urletto se ne usciva con un “accidenti!” che ci faceva sbellicare dalle risate.

I tortelli erano veramente ottimi. Solo che a pensarci a queste feste e ai tortelli e agli umarells e alle zdaure che votano PD esattamente come votavano PCI e forse non se ne sono nemmeno accorti che sono in due posti diversi, ecco a volte mi vengono dei pensieri molto profondi (strano) che partono dallo stomaco ma anche dal cuore e dalla testa.

Robe tipo.

Ma appena tutti questi umarells e zdaure che ci mettono amore e passione nei tortellini e pensano che stanno cambiando il mondo a forza di tirare la sfoglia finiranno orizzontali in Certosa, cosa ne sarà dei Festival e delle balere e di questi posti fermi nel tempo?

Che noi altri, lavorar gratis lo facciamo tutto l’anno e vorrei proprio trovare qualcuno che c’ha la voglia e l’entusiasmo di farlo anche per il Pd. In tempi che diciamolo, sembrano la decadenza dei decadenti.


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8 COMMENTS

  1. per Romì, 15 giugno 2009

    pensa…l’altra sera guardavo in tivvù uno speciale su Berlinguer (trasmesso da raitre ad orario improponibile!) e pensavo proprio le stesse cose.
    Soprattutto mi ha impressionato un accesissimo dibattito tra Enrico e i giornalisti (giornalisti veri!) in cui si discuteva di ‘cose alte’, di ideali…che tristezza pensare ai dibattiti di oggi dove ognuno pensa al proprio orticello e a offendere il prossimo e di ideali manco l’ombra. In una democrazia non ci sarebbe bisogno di un Dipietro che faccia da cane da guardia poliziotto per controllare che nessuno rubi e invece nella nostra democrazia(?), sì…menomale che c’è la frollina, va!

  2. per fra, 15 giugno 2009

    I festival dell’Unità racchiudono tutto il sapore della mia infanzia. E’ qualcosa che sembra immutabile nel tempo, un buco spazio temporale che ti trasporta in un’atmosfera che non si trova più da nessuna parte…peccato che come dici tu probabilmente tutto svanirà quando gli storici “volontari” non ci saranno più
    Un bacione
    fra

  3. per supermambanana, 15 giugno 2009

    oooohhhh che ricordi che mi fai affiorare!!! Noi non avevamo i tortelli per questioni geografiche, ma le orecchiette e il primitivo ‘extra-tosto’ pugliese facevano lo stesso un figurone.

    Su questioni piu’ filosofiche, si e’ vero probabilmente che queste cose moriranno con quelli che tirano la pasta. Probabilmente al di la’ di nostalgie e’ anche giusto cosi’, i buchi spazio-temporali possono finire per diventare alieni alle nuove generazioni, e non vorrei mai vederli trasformare in un circo dove la gente ci fa ma non ci e’. Il problema e’ che non c’e’ nulla che ne prenda il posto. O forse si, tipo quello che stiamo facendo qui, noi tutte?

  4. per Francesca, 15 giugno 2009

    sono abbastanza pessimista come te su questo argomento… comunque specialmente nelle pizzerie e birrerie delle feste dell’unità ci sono anche volontari giovani…. come mia sorella e la sua amica… comunque hai ragione è lo spirito che è diverso. Basta vedere come è stata trasformata la festa dell’unità fiorentina che negli ultimi anni fanno alla Fortezza da basso :( ci si trova di tutti e di più… è quasi un posto qualunque per uscire la sera… un anno addirittura ci misero una discoteca tamarra, credo fosse il meccanò… una cosa orribile, per fortuna è stata solo una volta…. Sono dieci volte meglio le feste dell’unità di periferia e dei comuni più piccoli… W le feste dell’unità!

  5. per supermambanana, 15 giugno 2009

    A tutti i gabbiani ipotetici.

  6. per supermambanana, 15 giugno 2009

    http://www.youtube.com/watch?v=emoFu3iejiQ&feature=related

    (il link non mi si e’ agganciato, scusate)

  7. per la francese, 15 giugno 2009

    è un piacere sapere che il cambiamento di nome – da festa de l’unità a festa democratica – non abbia intaccato la sostanza! quasi quasi mi faccio un festa tour dalle tue parti ^_^

    sulle festa fiorentina e sulle “braccia” che lavorano gratis non commento, rischierei alimentare la mia vena polemica

    w gli emiliani e i tortellini!

  8. per Ilaria, 15 giugno 2009

    Anch’io la considero una gran fortuna, e pensa che fino a non molto tempo fa ero ingenuamente convinta che in ogni città italiana funzionasse così. Poi una volta un mio amico di Verona mi ha detto: “un festival dell’Unità per ogni quartiere?? Ma siete pazzi?”. No, siamo fortunati…:-)

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