Panzallaria – blog di panza

Precaria dentro ma anche fuori

Matrimoni

via-di-gerusalemmeDomani si sposa un mio amico. Lo conosco ormai da un sacco di anni. Per dire che quando io e Tino abbiamo cominciato a innamorarci, in una sera di primavera bolognese, eravamo insieme in un centro sociale a ballare. Un po’ brilli, avevamo cercato un angoletto dove appartarci e pisciare in mezzo all’erbetta fresca.

Io mi ero sistemata in un cantuccio, lui dalla parte opposta e ci davamo le spalle per consentire a ognuno di mantenere la giusta privacy del proprio orpello. In mezzo – tra noi – era appoggiata la mia borsa. Saranno state le tre del mattino e la borsa si mette a suonare e vibrare in mezzo all’erba. Cioé, era il mio cellulare che suonava e vibrava.

Sono andata a rispondere al telefono (sottolineo che ero abbastanza ubriaca) a carponi, ancora nella posizione della donna che fa pipì nei prati.

Era Tino.

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Il lago dei cigni

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C’era una volta una principessa di nome Esperia. Abitava ai margini di un bellissimo lago e tutte le mattine andava a correre per tenersi in forma e smaltire tutti i grassi insaturi che trangugiava durante le cene di Palazzo. Un giorno Esperia conobbe Peter, un bel principe che anche lui correva per analoghe questioni.

Si misero a chiacchierare e scoprirono di avere molte cose in comune: a entrambi piaceva leggere, andare al cinema e viaggiare. Più chiacchieravano, più diventavano prima amici e poi innamorati.

Però Peter piaceva anche alla strega Rantolina.

Rantolina era una strega mooolto malvagia e antipatica che abitava nel bosco. Era talmente piena di rabbia che ogni volta che tossiva (e succedeva spesso perché fumava come una turca) palline di rabbia uscivano dalla sua bocca e si depositavano nel mondo. Read more

Le cose che ho capito in vacanza

Siamo tornati dalla nostra vacanza francese. Mi ha sommerso un’onda anomala di lavoro e abbiamo dovuto provvedere a sistemare una casa che – in nostra assenza – era diventata il regno dei gatti. Ne avremmo potuto confezionare un terzo riunendo tutti i peli persi dai due!

In montagna siamo stati bene. Tempo stupendo. Posto stupendo. Montagne altissime, purissime e levissime. Read more

Adesso si parte, adesso si parte

Mia figlia dice che “sto pensando a Pooh” che è il suo compagno di nido per cui si è (indubitalmente) presa una cotta, malgrado nessuno in famiglia abbia mai patrocinato discorsi su fidanzatini o altre cazzate del genere.

Pooh la considera meno dell’ultimo pannolino sporco, a favore di una sana disputa maschia con il suo amichetto del cuore con cui fanno la lotta di plastica. Read more

La prima eclissi: una favola bonsai

eclissi-lunaAlla Frollina ho cominciato a raccontare favole di mia invenzione sul tempo, per spiegarle cose che hanno a che fare con le stagioni, l’alternanza giorno e notte e gli anni che passano. Una delle sue favole preferite in formato bonsai è quella della prima eclissi.

Un giorno arrivò il tramonto e il sole doveva andare a nanna e lasciare il posto alla luna. Lei arrivò a lavorare ma era veramente molto stanca e con una gran voglia di fare – per una volta – la vita di quelli che durante la notte dormono e di giorno fanno cose. Come tutti i cristiani, insomma.

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L’organizzazione estiva della free lance: gestire la frollina e lavorare

Salti mortali.

Sono quelli che sto facendo in questo periodo. Perché – mea culpa – non ho saputo in tempo che esistevano dei centri estivi comunali collegati al nido dove lasciare la piccola in Luglio e ora devo fantasiosamente gestire le mie giornate per coniugare lei e il lavoro.

E’ bello ma anche molto faticoso.

Non abbiamo i soldi per una baby sitter. O la baby sitter o le vacanze e abbiamo troppo bisogno di vacanze.

La mattina ci svegliamo e frollina ed io stiamo insieme. O andiamo al parco, o facciamo commissioni, oppure andiamo in piscina. Cerco di trovare sempre una buona occasione perché incontri altri bambini e stia in compagnia dei suoi amichetti. Frollina è molto socievole e vorrei che crescesse – pur figlia unica – coltivando condivisione e rapporti con i suoi simili. Read more

Oggi sciopero

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14 luglio: aderisco anche io allo sciopero dei blogger

Domani non bloggherò nemmeno io. Aderisco all’iniziativa proposta da Alessandro Gilioli contro il Decreto Alfano. (vedi anche articolo della Stampa)

Perché quello dei blog è un mondo in cui finora non vigevano le regole burocratiche e ammazzapensiero che spesso annichiliscono la stampa e vorrei rimanesse tale.

Per cui domani

mi tappo la bocca e anche la tastiera

Vedi anche il network Diritto alla Rete

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Che padri siete? Che padri sono i vostri mariti?

Da pochi giorni una cara amica ha avuto il suo primo figlio. Da pochi giorni Slim – di nuovo in attesa! – ha pubblicato un post dedicato a suo marito Matt. Ho visto e sentito racconti su neopapà. Ognuno con la sua reazione personale all’arrivo dell’ospite. Ognuno che si è evoluto nel tempo, con la crescita del proprio bambino.festa_del_papa

Si parla sempre più delle madri. I padri vengono spesso tacciati di rimanere in disparte ma sono anche le donne, la cultura, che li mettono in disparte quando la compagna rimane incinta e poi diventa madre. Le cose stanno lentamente cambiando ma l’atteggiamento è duro a morire.

Tino, quando è nata la frollina, era un po’ come il marito di Slim. Non ha capito subito che la vita era cambiata e quale fosse il suo ruolo rispetto alla silvia. Ci siamo scontrati, a volte non capiti ma abbiamo cercato sempre di venirci incontro e di ascoltarci. E ora siamo due persone profondamente diverse. Abbiamo fatto – come tutti – tantissimi errori di inesperienza. Ora siamo un poco più forti. Forti di quasi 3 anni di messa in pratica.

Ho conosciuto uomini che sembrano felicissimi e serenissimi all’arrivo di un bebé. Che sembra che siano nati per fare il padre. Poi ho conosciuto uomini che entrano in crisi per un pannolino e uomini che entrano in crisi se il pupo sta male o piange, o semplicemente non sanno cosa fare e li vedi molto compresi nel chiedersi se quella sera non era meglio andare al cinema.

Sono curiosa.

  • Voi che uomini siete stati nei primi tempi in cui è nato vostro figlio?
  • E voi mamme cosa ne dite? E’ cambiato papà nel tempo? Vi sembra più/meno presente o era già un gioiello di genitore poche ore dopo la nascita? Read more

Ospiti indesiderati: le zecche

“Ma guarda che bella la mia bimba che corre in mezzo ai prati seminuda!” Questo ho pensato ieri mentre, seduta sotto un pioppo frondoso in collina, guardavo Frollina correre con i suoi amichetti.

Ore 13.30. Casa del piccolo Fe. Posto incantato in mezzo ai calanchi e alle colline. Lui, l’amica Silvestlina e Frolla corrono. Giocano. Fanno pipì nell’erba. Noi mamme chiacchieriamo dopo un pic nic all’aperto. C’è l’orto e ci sono anche un cane e il cocomero.

Io sto bene. Tutto sommato, anche se stancante, funziona questo mese di luglio. Alla mattina sto con la piccola, facciamo cose, andiamo in piscina, vediamo gli amichetti. Al pomeriggio, mentre lei dorme, io lavoro. Alla sera se ho da finire lei sta con il papà, oppure usciamo. Read more

Niki Aprile Gatti e Federico Aldrovandi

Niki Aprile Gatti

Niki Aprile Gatti

La storia di Federico Aldravandi e quella di Niki Aprile Gatti. Ieri è stata emessa la sentenza che riguarda Federico. I poliziotti che lo pestarono in quella maledetta notte di settembre del 2005 sono stati condannati in primo grado per “eccesso colposo”. Usarono manganelli, pugni e calci contro un ragazzo inerme.  Quei pochi che non conoscono la vicenda, possono leggere come andò dalle vive parole della madre che a gennaio del 2006 aprì un blog dedicato al figlio e alla sua ricerca di verità e giustizia: http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/.

Niki Aprile Gatti. Siamo ben lungi dal fare chiarezza. Ma la mamma, Ornella Gelmini, non si perde d’animo e continua la sua battaglia. Anche lei si è inventata blogger per poter tenere alta l’attenzione su un caso davvero misterioso e dai tanti contorni inquietanti. La storia di Niki la potete leggere qui: http://nikiaprilegatti.blogspot.com/

Ornella sostiene che il figlio non si sia suicidato di sua sponte ma sia stato spinto a togliersi la vita perché era a conoscenza di troppe verità scottanti. Ci sono di mezzo molti soldi.

Di questa storia quello che mi ha colpito di più è stata la chiara volontà di insabbiare tutto.

Per fortuna Ornella, così come Patrizia, ha scelto di affrontare il dolore e combattere, invece di rimanere annichilita a casa a piangere il morto. Read more

A bug’s life

bugslife

Siamo entrati nell’era degli insetti.

Premetto che io odio gli insetti. C’ho una forma di repulsione cronica per tutto quello che si muove e ha una grandezza inferiore ai 5 cm (a parte, ovviamente, l’attributo di Tino ;-) ).

Erano bei tempi quando alla scuola materna facevo la morale agli altri bambini che uccidevano le formiche, rompendogli le balle con l’Inferno e tutte quelle punizioni che piacciono tanto ai cristiani. A ripensarci mi faccio venire l’orchite da sola per il buonismo che promuovevo a piene mani.

Per me, oggi, gli insetti possono davvero andare a quel paese. Cioé, non è che auguri loro morte eh? Sia ben chiaro.  Ne riconosco anche gli innegabili vantaggi per l’ecosistema. Ma oguno a casa sua. Sono una leghista convinta di Insettilandia.

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I bambini prematuri

Ci tengo a segnalarvi questo post su Mamma blogger: http://www.mammablogger.net/2009/07/06/bambini-prematuri-parla-silvia-mobili-mamma-di-riccardo-nato-alla-27ma-settimana/

Perché è il frutto di un’intervista con Silvia Mobili che racconta (in un modo che tocca il cuore) la sua esperienza di mamma di bambino prematuro. E poi perché ci ha regalato una serie di link, frutto delle sue ricerche, per tutti coloro che vivono la stessa situazione. Per sentirsi meno soli.

Silvia ha recentemente aperto anche un blog Mammanelcaos in cui racconta la sua esperienza, oggi che Riccardo ha quasi 3 anni


Basta pannolino anche alla notte

Dalla settimana del mare la Frollina non portava più il pannolino durante il riposino del pomeriggio. Da stanotte non lo porta più nemmeno per la notte. Basta pannolini. Basta pacchi ingombranti. Basta scelte amletiche al supermercato per conciliare qualità e risparmio.

All’età di 2 anni 6 mesi e 15 giorni abbiamo detto basta DEFINITIVAMENTE ( da quando ha compiuto 2 anni non lo porta più durante il giorno).

Basta bagagliai stracolmi di roba per andare in vacanza.
Perché insieme ai pannolini, frollina non usa più – da tempo – passeggino e lettino da campeggio.

Sta diventando grande.

Mi emoziona tutto ciò.

Un altro passo verso la Laurea, l’emancipazione e l’indipendenza economica è stato fatto…

;-)

dovevo segnarlo. per il fantomatico libro dei ricordi della mamma anzianotta futura.

Mi chiamano 4 tette

Oggi sono una vera ciofeca. Da qualche giorno ho delle tonsille talmente gonfie che sembrano due nuove tette, spuntate per magia sul mio collo. Ieri sera tremavo come una foglia perché alle nuove tette si è aggiunta la febbre. Non riesco a deglutire e mi sento una mezza cacchetta. Dovrei lavorare, avrei mille cose da fare, ma non ce la faccio a fare molto. Mi sono tenuta sul minimo storico.

Tutto ha avuto inizio sabato. Quando siamo andati a ritirare frollina e nonna al mare. Che veniva giù una pioggia che diolamandava e io c’avevo i sandalini e i pantaloncini e la canotta.

Che c’era la strada per l’albergo allagata e siamo dovuti scendere e farci molti metri sotto la pioggia. Che io ho sentito l’acqua entrarmi nelle orecchie e nelle ossa.

Son vecchia. Ormai è assodato. Queste sono le cose che lo dimostrano.

Un tempo facevo la sborona: andavo ad allenamento in Inverno, sotto natale e uscivo con i capelli bagnati. Il mio allenatore a dirmi “fai pure la sborona te, perché c’hai 15 anni, poi quando ne hai 40 ti viene l’artrite!” e io a fare la sborona e ridere che tanto i 40 sembravano fottutamente lontani ;-)

Poi ora che siamo quasi lì, anzi potrei dire che sono in quel momento che sono equamente vicina ai trenta quanto ai quaranta, ecco che mi piove addosso e mi spuntano due nuove tette al posto delle tonsille.

Per fortuna che alla Frollina le amiche del Con-sesso hanno regalato questa valigetta da medico. Che ha passato due giorni a infilarmi lo stetoscopio ovunque e a controllarmi la lingua e somministrarmi la medicina delle mamme.

Dopo queste accurate visite, lei mi guardava e mi saltava sopra (per dare al tutto un ulteriore effetto corroborante) convinta che OPLA’, la mamma potesse nuovamente sorgere dalle sue ceneri.

La bischerella non sa che ha a che fare con un catorcio!

Un catorcio dalle tette ovunque. Tanto che mi hanno chiesto di andare a Villa Certosa. Dentro una gabbietta appesa al soffitto. Per solazzar gli ospiti, mi si è detto. Che un animaletto donna con quattro tette a qualcuno potrebbe pure piacere.

Soprattutto quando si è provato qualsiasi “prodotto”. Che bisogna sempre esplorare le ultime innovazioni che arrivano dai puttanifici più alla moda d’Europa…