Tutto grasso che cola

venerdì, 21 agosto 2009

Qui fa un caldo assassino. Sembra di stare a Bologna in pieno agosto. E infatti siamo a Bologna, in pieno agosto. La frollina si chiede perché usciamo così poco e in effetti me lo chiedo anche io. Che fino al 1 settembre mi sono concessa (lavoro permettendo) di essere in vacanza.

Così, dato che dopo 3 anni 3, dispongo di un modesto ma continuativo (per mesi 4 ancora) stipendio e che bontà del mio capo ne ha già provveduto all’accredito sul conto corrente di me medesima, ho deciso di concedermi un lusso extralarge.

Tutto grasso che cola, insomma.

La prossima settimana Frollina, io e mia madre ripartiamo per 5 giorni 5 di campeggio sui lidi marchigiani.

Partiamo all’avventura. Automobile farcita a puntino, lista delle cose da portare per il campeggio e per noi digitalizzata e stampata da Tino, in modo che io possa fare il chek di quello che ho e non ho e sentirmi davvero una strafiga e migliorarla di anno in anno (questa nevrosi fa il paio con quella che mi “obbliga” a pulire la cucina tutte le sere! ;-) ) e meta provvisoria da perfezionare in loco.

Come ai vecchi tempi, sappiamo in che direzione, ma non sappiamo ancora bene dove.

Ho pensato che se devo spendere euro 5.10 al dì per portare frollina in piscina a Tortellinicity, posso spendere euro 15 al dì per farci stare bene entrambe al mare.

Ho pensato che chissà se il prossimo anno sarò ancora una precaria che lavora da casa o una precaria che lavora da un ufficio e che allora, se sarò una precaria da ufficio, mi sa che colcavolo avrò tanto imperio sulle mie vacanze!!! (E dato che noi precari abbiamo almeno il privilegio di NON sapere dove saremo l’anno prossimo, meglio sognare di avercelo un lavoro piuttosto che no!).

Provo a portarmi Mignolo, il mio netbook, che se magari becchiamo il campeggio giusto, c’è pure il wi-fi e riesco a postare e lavorare seduta sul mio sgabellino da campeggio!

Voglio godermi mia figlia e mia madre, in questa vacanza intergenerazionale.

Mentre Tino se ne starà col culone piantato saldamente in ufficio a guadagnare la pensione per tutti noi.

Se riesco scrivo

Se non riesco, non preoccupatevi e pensatemi a smadonnare mentre monto picchetti, nuotare, fare il bagno alla frolla, giocare a scala quaranta con mia mamma e sciabattare in mutande, di notte, per andare a pisciare nei bagni del campeggio.

Lo so

C’ho un gran culo e mi sento quasi in colpa nei confronti dei tanti che le vacanze se le sono solo sognate.

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