Poster da Madrid

Scritto da Panzallaria   // 16 novembre 2009   // 10 Commenti

Le volontarie Unicef all’imbarco di Milano Malpensa che ci guardano – mentre io sono il terrore personificato – e ci chiedono se vogliamo diventare angeli in un minuto. Si riferiscono alla loro campagna di promozione ma il luogo in cui hanno scelto di usare il messaggio non mi sembra proprio adeguato. Adele risponde seccamente: “Oggi no. Grazie”. Io faccio corna in uno spettacolino degno di un Totò post moderno.

Le mie silenziose lacrime di panico al decollo. Penso che il mio cervello è più forte delle mie paure ma non posso fare a meno di maledire il giorno in cui ho deciso di guardare Lost e una montagna di telefilm terroristici della ultima ora.

Adele che mi accudisce. Salvo SBADIGLIARE mentre cerco rassicurazioni durante il volo. L’altitudine a me mette caghetta, a lei fa venire sonno. Però è stata meravigliosa. E siamo ancora amiche.

L‘hostal Principado di Madrid: veramente in posizione strategica. In centro, vicino ai Musei, a tiro di schioppo per giornate da turiste, pisolino addicted.

Il Prado e noi: una contemplazione di Las Meninas di Velazquez, guardandolo da ogni prospettiva, pensando a Foucault e anche alla mia tesi di laurea.

Goya e il 3 de mayo con il cuore che batte mentre lo guardo. E poi Guido Reni  e la sua Atalanta e Ippomene. Perfetta.

Le Tapas in Malasana in : un’utopia al termine di una lunga passeggiata in uno dei quartieri più caratteristici di Madrid. Adele si bulla e a ragione. Perché ha fortemente voluto trovare la tapas perfetta e ci è riuscita. Siamo in Casa Maravillas.

Io pecora al pascolo, Adele cane guida. Lei bravissima nello scovare posti carini e strategici, io che mi perdo anche davanti alla porta della nostra stanza, in ostello.

Il museo Thyssen e un’audioguida troppo didascalica. Molti santi dorati ma anche un bel ripasso sull’arte italiana delle origini (sangue e sudore durante gli anni dell’Università!) e sull’impressionismo.

Vedo per la prima volta Metropolys di George Grosz e mi metto a pensare di cosa sia stato, per un essere umano, trovarsi all’alba del secolo scorso e venire inghiottito da tecnologia e guerra.

Vedo alcuni dei dipinti tahitiani di Gauguin e mi sento in un paradiso bucolico. Quello che molti artisti, trasversalmente ai secoli, hanno sempre cercato.

Madrid è un fiume di gente nelle strade e nelle piazze. Molte, il venerdì sera, stanno in fila per comprare i biglietti della lotteria. Ordinatamente.

Ai madrileni, evidentemente, piace giocare: ci sono videopoker anche nei locali più raffinati. Ci sono bingo in tutti gli angoli.

Notiamo anche la gran quantità di uomini cartello, la maggior parte dei quali segnala negozi (tantissimi!) che comprano e vendono oro.

Del museo Reina Sofia (che il sabato pomeriggio è gratuito) ci incanta la possibilità di visitarlo in maniera libera, con percorsi tematici e trasversali. Conosco il costruttivismo russo, vedo molte opere che non capisco, mi incanta Mirò e la sua pittura emozionale, mi lascio entusiasmare dalla terrazza del Nouvel e mi godo la Guernica del Picasso, da una posizione defilata. Il primo Picasso che vedo nella mia vita.

Guardiamo anche un film di Salvador Dalì (che ho molto amato durante il mio secondo viaggio a Parigi): L’età dell’oro

Il sabato sera lo passiamo al Mercado di San Miguel, vicino a Plaza Mayor. Un posto incantevole. Una pregievolissima opera di recupero industriale in cui l’antico mercato si reinventa: ogni banco offre stuzzichini a base di pesce, carne, vino, birra, dolci.

Meraviglioso!

Il rientro in Italia è meno terrificante per me: l’areo mi dà sempre la sensazione di essere all’ultimo giorno della mia vita, ma me ne faccio una ragione.

La paura non porta da nessuna parte. Bisogna affrontarla, se non superarla.

L’aereo invece, mi ha portata a Madrid.

Frollina e Tino mi aspettano a casa. Ho portato libri per lei, una stampa per lui. Ho voglia di abbracciarli e giochiamo tutto il giorno e passiamo un bel pomeriggio domenicale a raccontarci questi giorni lontani.

Sono solo quattro, ma mia figlia mi sembra cambiata veramente tanto. Parla meglio. Ha un repertorio di facce e di storie molto più dettagliato.

Io sono serena. Bisogna farle queste cose, ogni tanto. Staccare da tutto. Entrare nel mondo reale. Nel mondo che vorrei, ogni tanto per tutti. In cui davanti ai quadri siedono bambini con le gambe incrociate e la curiosità negli occhi. Curiosità di sentire i grandi che recuperano un istinto primitivo, quella passionalità che dovrebbe generare la vista di un bel quadro e lo raccontano, come una favola. Lontano da numeri e ismi e teorie.

Vicino al cuore.

Le foto arriveranno. Le devo scaricare. Ma ho fatto un reportage dettagliato e appena possibile, vi invito a casa a vedere le diapo proiettate sul muro.


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10 COMMENTS

  1. per Lucia, 16 novembre 2009

    ….lacrimuccia !

  2. per fra, 16 novembre 2009

    che bel viaggio! Madrid mi manca ma spero di rimediare presto a questa lacuna
    Un bacione e ben tornata
    fra

  3. per la coniglia, 16 novembre 2009

    …madrid è magica, l’ho detto io! :)
    spero che all’hostal sia andato tutto bene, ma da come scrivi parrebbe di si…sai ero un pò in ansia, mi sentivo responsabile!!! :)

  4. per Hoshi, 16 novembre 2009

    Mi hai fatto sognare, sai? W l’arte, W i viaggi, W Madrid! :)

  5. per Panzallaria, 16 novembre 2009

    @coniglia: ti ho pensato tanto. grazie per tutte le dritte. mi sono portata – tipo guida – la tua mail stampata in giro. tanto per non perdermi e avere un pezzetto di coniglia con me ;-)

  6. per Silvia, 16 novembre 2009

    E il prosciutto?!
    Siete state al Paradiso del prosciutto?
    Com’era?!

  7. per Tonks, 16 novembre 2009

    “Io sono serena. Bisogna farle queste cose, ogni tanto. Staccare da tutto. Entrare nel mondo reale.” hai ragione, perfettamente, io l’ho fatto tre anni fa quando sono partita di punto in bianco per Vienna da sola, una settimana di serenità e benessere assolute!

  8. per adele, 16 novembre 2009

    Grazie aver sfidato i cieli e i volontari dell’Unicef insieme a me, è stato un viaggio bellissimo e il tuo cane guida si è commossa leggendo il post e ti è grata per averla seguita senza cedere ai morsi della fame e della stanchezza nella ricerca del sacro graal della tapa perfetta.
    Ti sei dimenticata:
    - le nostre sofisticate critiche artistiche davanti a Tiepolo (“questo qui però l’ha un po’ tirato via eh… “)
    - le meravigliose uova strappazzate-in-panino da cui il nostro fegato si riprenderà tra qualche mese
    - l’angolo del biotutto dove siamo riuscite a mangiare porcatine salutari

  9. per sononera, 17 novembre 2009

    arrivo per vedere le foto!
    hai proprio ragione, un viaggio di scoperta e meraviglia è una delle poche cose che rendono la vita degna di essere vissuta..e mi hai fatto venire una voglia di andare a Madrid…

  10. per la coniglia, 17 novembre 2009

    anche io ti ho pensato tanto! un bacio grande :)

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