Il piccologioggio
3 marzo 2010 // 5 CommentiA giugno è nato Giorgio, il bimbo di una mia cara amica del Con-sesso. A Giorgio sono passate molte cose della frollina, tra cui il suo lettino e tutti gli ammenicoli da auto.
La frollina ha partecipato molto a questo lieto evento, prima perché siamo state a Milano a trovare elle quando aveva la panza enorme, poi perché in un giorno di agosto siamo andate in campagna a conoscere il piccolo e meraviglioso creaturo. In qualche modo ilpiccologioggio è stato il battesimo della frollina alla nascita della vita. Le ho spiegato che anche lei era nella pancia e che anche lei un tempo era piccola come lui. Proprio per questo ora era bello passare a lui alcune delle sue cose.
Inizialmente non è stata felice di vedere il suo lettino amatissimo e il passeggino a Milano, ma poi, quando ha conosciuto il pupo e ha traslocato in un letto da bimba grande, si è ricreduta e ha cominciato lei stessa a mettere da parte delle cose per Giorgio.
Per altro, neanche a farlo apposta, Giorgio è uno dei nomi che frollina, fin da piccola, ha dato ai suoi orsacchiotti. C’è stato un tempo non lontano, in cui qualunque creatura pelosa e inanimata frequentasse la nostra casa, si chiamava Gioggio. C’erano Gioggio uno, Gioggio due, gioggio orso, gioggio cane e gioggiolaqualunque, in un’esplosione di gioggi da campionato del mondo.
Ovvio che – per lei – Gioggio è diventato un nome totalizzante.
Ora
tutto si chiama così: bambolotti e bambini piccoli.
Gioggio è diventato anche una scusa.
Quando andiamo all’ikea e vede un peluche che le piace, lo prende in braccio, ci guarda con gli occhioni cerbiatti e dice: “Questo lo voglio regalare al mio amico il piccologioggio!” e finisce sempre che lo compriamo, lo portiamo a casa e viene sistematicamente assunto come oggetto che lei può condividere con il piccologioggio fino a quando non potremo darglielo.
Riesce a scovarlo ovunque, come se avesse un radar e con la scusa che poi si sente solo, in qualche armadio o giù di lì, finisce nel novero dei suoi giocattoli.
Recentemente, anche un’altra amica, l’Irish, è rimasta incinta. Per la verità la panza l’è appena scaduta e attendiamo con ansia la telefonata che ci avvisi della nascita del suo pupo.
L’erede in questo caso si chiamerà Giulio, ma per frollina è comunque anche lui un piccologioggio e di fronte al mio entusiasmo per questa lieta novella (l’Irish ed io siamo amiche da tempi immemorabili e sono particolarmente emozionata per questo evento) non fa altro che redarguirmi, quando nomino il proletto con il suo vero nome.
“Mamma, si chiama piccologioggio!” continua a ripetere.
Per un po’ ho pensato che si trattasse di una confusione di persone: ci sono molti amici che ruotano intorno alla nostra vita e poteva essere benissimo che non capisse a chi mi riferivo, ma poi – dopo averle mostrato foto del già nato e fatto vedere la pancia dell’Irene – ho capito che no
lei sa benissimo che si tratta di due bambini diversi
solo che per lei
i bambini (ma solo quelli delle nostre amiche)
si chiamano tutti
piccologioggio.
Non vi dico che confusione quando mi chiede di raccontarle una storia in cui i protagonisti sono:
il piccologioggio
la strega Rantolina cattiva e la strega Rantolina buona e la strega Genoveffa cattica e la strega Genoveffa buona.
A volte mi sento come la sceneggiatrice di Lost.
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io che sono ilpiccologioggio originale ringrazio tanto la mia amica frollina per il lettino che mi piace tantissimo.
il piccologioggio si sente onorato e ringrazia
)))))
ma quando cresce posso dirgli che son tutte cose della ZIA frollina?
ragazzi, eccerto.
ma io invece posso mettere la foto segnalata sopra e questa vicine?
come no!
alla fine lo chiameremo Giorgio…
)
un bacio