8xmille: un approfondimento

lunedì, 12 aprile 2010

Ringrazio Luisa – che mi ha fornito molte informazioni per poter scrivere questo post – e l’aggregatore Liquida perché ho trovato anche lì numerosi spunti di riflessione.

L’articolo che segue tratta di:

  • cos’è l’8 per mille
  • a chi lo possiamo versare e come funziona il meccanismo
  • cosa succede quando lo destini allo Stato
  • opzioni di un’anticlericale (ovvero la sottoscritta) senza pretese di convincimento

Chiunque voglia fornire approfondimenti ulteriori può farlo nei commenti.Wikipedia fornisce una chiara sintesi di come è nato, cos’è e a cosa serva l’8 per mille. La scheda inizia così:

Come otto per mille viene definito il meccanismo con cui lo Stato italiano ripartisce in base alle scelte dei contribuenti l’8 dell’intero gettito fiscale IRPEF fra lo Stato e diverse confessioni religiose, per scopi definiti dalla legge.

Al momento della dichiarazione dei redditi, ogni cittadino italiano è chiamato a scegliere a chi vuole destinarlo.

I soggetti tra cui è possibile scegliere sono 7:

  1. Chiesa cattolica
  2. Stato
  3. Valdesi
  4. Comunità ebraiche
  5. Luterani
  6. Avventisti del settimo giorno
  7. Assemblee di Dio in Italia

In realtà (come spiegano bene sul sito degli Atei agnostici e razionalisti) non è che si può scegliere veramente a chi destinare il proprio gettito:

In realtà nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di più ad un gigantesco sondaggio d’opinione, al termine del quale si “contano” le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi.

Come se non bastasse, la mancata formulazione di un’opzione non viene presa in considerazione: l’intero gettito viene ripartito in base alle sole scelte espresse.

Alcune confessioni, più coerentemente, lasciano allo Stato le quote non attribuite, limitandosi a prelevare solo quelli relativi ad opzioni esplicite a loro favore: cosa che NON fa la Chiesa cattolica, ottenendo un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti ottenuti a suo favore.

Chi ha una Fede forte, chiara e esplicita per una delle dottrine che fanno parte della rosa dei nomi, non ha certamente dubbi, chi invece si trova per vari motivi a non aver sposato una di queste dottrine o è ateo, è certamente in una posizione più complicata.

Io fino all’anno passato – dato che non avevo mai approfondito l’argomento – lo destinavo allo Stato. Ma a conti fatti e visto che sento sempre più forte lo scollamento ideale tra me e questo Stato, quest’anno ho voluto approfondire meglio per capire se esisteva un’opzione diversa che mi potesse rappresentare meglio.

Ho scoperto che l’8 per mille di cui dispone lo Stato viene finalizzato in modi che non mi rappresentano e di cui in pochi sanno. Leggiamo su Occhiopermille:

Lo Stato dovrebbe destinare il suo otto per mille a interventi per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione dei beni culturali.

In pratica, dal 2004 una buona fetta viene rigirata al bilancio generale e anche prima finiva spesso alle iniziative più disparate, come la controversa missione arcobaleno del governo D’Alema.

Buona parte dell’otto per mille dello Stato finisce poi alla Chiesa: dai restauri di chiese e conventi all’associazionismo cattolico.

E per avere dettagli possiamo collegarci direttamente alla pagina dedicata, sul sito della Presidenza dei Ministri.

Luisa in un commento al post precedente spiega bene cosa succede a NON DESTINARE l’8 per mille:

per la precisione, l’8×1000 non destinato non va allo stato, ma viene ridistribuito secondo le percentuali stabilite dalla minoranza che ha effettuato una scelta. Esempio pratico. Se i contribuenti fossero 100, di questi 100 solo 20 esprimessero una scelta, e di questi 20 il 50% (cioè 10 persone) destinasse l’8×1000 alla chiesa, e gli altri scegliessero altro, alla fine la chiesta riceverebbe l’8%1000 di 50 persone: le 10 che l’hanno scelta esplicitamente, e altre 40, il 50% di chi NON ha espresso una scelta!

Ma allora, chi come la sottoscritta ha poca fiducia nello Stato e non vuole destinarlo alla Chiesa cattolica, cosa può fare?

Tra tutti i soggetti che possono percepire l’8 per mille, la Chiesa Valdese è l’unica che rifiuta di destinare i fondi a esigenze di culto e sostentamento del Clero, patrocinando solo progetti laici, come si evince anche dalla campagna di comunicazione: http://www.chiesavaldese.org/pages/finanze/otto_mille.php e dalla rendicontazione presente sul sito.

Per altro i Valdesi sono i promotori di alcune campagne pubblicitarie molto belle che mi hanno colpito e che trovo un segnale importante per contrastare i sempre più numerosi stereotipi che imperversano nel nostro Paese e che potete trovare qui: http://www.ottopermillevaldese.org/.

Qualcuno fa ancora confusione tra 8 per mille e 5 per mille o crede che destinare il secondo serva a non destinare il primo: non è così, le due cose non si escludono a vicenda (anzi sono integrative!).

Il 5 per mille (quest’anno non ci sono ancora informazioni certe in merito) come recita Wikipedia in una pagina molto ricca:

è il meccanismo in virtù del quale il cittadino-contribuente può vincolare il 5 per mille della propria IRPEF al sostegno di enti che svolgono attività socialmente rilevanti (non profitricerca scientifica e sanitaria).

Per quello quindi potete sbizzarrirvi sia su enti locali che nazionali.

Ulteriori Link utili:

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