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L’altra faccia di Panzallaria- Un blog per la scuola: obiettivi e slides introduttiveUna parte del mio lavoro è dedicata alla formazione con l’obiettivo di ridurre il digital divide generazionale e contribuire a un’alfabetizzazione consapevole all’uso dei Social Media e alla pratica del digital storytelling. Oltre al corso Gioco di Squadra - che si rivolge a genitori e insegnanti – ho iniziato un progetto sperimentale alle […]
- Un blog per la scuola: obiettivi e slides introduttive
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La rivincita del calzino spaiato: trailer
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il mio compagno è in procinto di farlo. è dipendente, lavora nel sociale. Diversi suoi colleghi hanno fatto lo stesso. e lui ha deciso di prendere il permesso di paternità sia perchè gli manca di stare con il pupo tutto il giorno, sia perchè la mia maternità è finita (lavoro per un’agenzia internazionale, contratto strano di cui non sto ora a disquisire) e vorremmo aspettare ancora un poco prima di “avviarlo” alla babysitter, ma anche perchè data l’anzianità di servizio può attingere al TFR per avere lo stipendio pieno (altrimenti gli spetterebbe il 30%)…
rob
@roberta: che bello che in tanti lo hanno fatto nella sua azienda! vedrai che sarà per tutti una bellissima esperienza. anche noi l’abbiamo fatto e per tino è stato importante poter avere del tempo in più per la frollina.
sì, il fatto che ci siano altri padri che hanno fatto la stessa scelta rincuora. per quanto faccia incazzare la questione dello stipendio: perchè se hai meno di 10 anni di anzianità di servizio, ti becchi il 30% e allora per molti non è poi più così simpatico, credo (o comunque non puoi permetterti di prendere chissà quanti mesi di paternità).
@roberta: però ci sono i permessi per l’allattamento, ovvero poter tornare a casa tutti i giorni 2 ore prima e in quel caso nessuna decurtazione di stipendio
Roberto in quasi 4 anni ha preso se va bene 2 giorni di permesso per le bimbe, quando stavano male. Per il resto, viste le storie, ha preso le tantissime ferie che non riesce mai a fare. Noi rientriamo nella categoria babbo dipendente e mamma libera professionista, che alla fine vuol dire sempre che io rinuncio a lavorare un po’ di più, o lavoro la notte.
Non ti dico nemmeno quello che si è sentito dire in azienda quando chiedeva i permessi, e addirittura quest’anno, ché gli stavano per saltare le ferie, gli hanno detto “Ma tua moglie non sta a casa?” e alla sua risposta “Lavora per conto suo” addirittura gli hanno detto “Allora ti pago la baby-sitter”. Figurati con chi vai a parlare…
Il fatto è che, in realtà, quello che per lui (o per tanti suoi colleghi uomini) è stata normale rassegnazione (“piegarsi” alla volontà della azienda che non apprezza i permessi o il congedo) porta inevitabilmente le aziende a continuare su quella linea. E, soprattutto, nel frattempo, mentre i babbi continuano a lavorare perché “le aziende storcono il naso”, per noi l’alternativa non c’è.
Scusa per il commento lungo, spero non sia troppo confuso. Ma questo è un nodo che non ho ancora sciolto con mio marito, nemmeno dopo 2 figlie. Perché la farò anche semplice, ma fossi stata in lui avrei insistito di più…