Le principesse portano i tacchi?

Scritto da Panzallaria   // 26 dicembre 2010   // 10 Commenti

Springtime di Monet

Springtime di Monet

C’era una volta una bambina che era una principessa e si chiamava Matilde. Matilde era un po’ capricciosa e ogni mattina si svegliava dicendo:

Una principessa porta solo gonne che fanno la ruota!

Una principessa indossa solo scarpe con i tacchi!.

I suoi genitori la accontentavano perché quando si arrabbiava urlava così forte che anche le colombe che abitavano sui merli del Castello volavano via per lo spavento. Matilde portava solo gonne rosa che facevano la ruota e scarpe di vernice bianca con i tacchi.

Dopo un po’ aveva molto male ai piedi, ma lei era una principessa e tutte le altre bambine che vivevano a Corte la ammiravano molto.

Un giorno insieme alla mamma Regina, Matilde andò a fare una passeggiate per le vie del paese e arrivò fino al grande parco del Regno di Petulonia, quello dove i bambini andavano a giocare.

Un gruppo di bambini del paese stava salendo su un albero con rami larghi e comodi dove arrampicarsi.

Si divertivano molto. Matilde disse alla mamma che anche lei voleva salire.

La mamma le disse che con i tacchi sarebbe stato molto difficile. Matilde cominciò a fare i capricci e a urlare talmente forte che tutte le colombe posate sui rami scapparono per la paura e tutti i bambini si misero le mani sulle orecchie per il gran baccano.

Allora la mamma la fece salire.

Forse era la volta buona che Matilde avrebbe preso una bella lezione.

Matilde cominciò ad arrampicarsi ma la gonna si impigliava ad ogni ramo e dentro alle sue scarpe strette, i piedi facevano così male da sanguinare.

Non riusciva proprio a trovare il modo per salire sui rami più semplici, figuriamoci quelli più pericolosi!

Matilde era arrabbiatissima, così senza accorgersene, durante uno dei tanti tentativi, tirò così forte che strappò la gonna impigliata.

Tutti i bambini del Regno la guardavano, cercando di capire se ce l’avrebbe fatta.

Matilde si tolse la gonna e rimase solo con la calzamaglia che indossava sotto.

Ora era tutto molto più semplice.

Su un altro ramo si stava arrampicando Silvia, che era una bambina come Matilde.

Matilde aveva spesso riso di lei perché non poteva indossare gli abiti di una principessa.

Silvia in 4 abili mosse arrivò in cima all’albero e da quella posizione guardò Matilde e le disse:

Se ti togli le scarpe fai molto prima!

Ma queste sono le mie scarpe da principessa!

disse Matilde, mentre i piedi le facevano male e la rabbia aumentava.

Se ti togli le scarpe smetti di essere una bambina?

“No!” rispose la principessa, risentita e arrabbiata.

E allora perché dovresti smettere di essere una principessa? Sarai solo una principessa a piedi scalzi e mutandoni che riesce a salire sugli alberi!

Matilde ci pensò un po’ su e poi si tolse le scarpe.

Come si arrampicava meglio così!

Silvia le tese la mano e la aiutò a salire in cima al ramo più alto.

Da lì c’era una vista magnifica!

Dal Castello non si potevano vedere tutte le valli di Petulonia e le strade del paese, dove la gente si incontrava e i bambini giocavano, mentre da quell’albero c’era una visuale perfetta!

Matilde stava bene. E non era più arrabbiata.

Le colombe e gli uccellini erano tornati e nell’aria c’era odore di primavera.

La mamma le sorrideva. Anche gli altri bambini, con cui lei non aveva mai giocato, le sorridevano.

Fu un pomeriggio bellissimo.

Il pomeriggio in cui Matilde imparò che le principesse portano gonne rosa e scarpe coi tacchi solo ai balli.

Ma se vogliono salire su un albero per vedere il mondo,

devono mettersi

scarpe da ginnastica e

pantaloni forti.


Tags:

favole


Articoli simili

10 COMMENTS

  1. per Ondaluna, 27 dicembre 2010

    Commovente.
    Sei un’artista della femminilità.

  2. per Jane Cole, 27 dicembre 2010

    Meraviglioso!

  3. per Chiara, 27 dicembre 2010

    Che poesia!
    E come diceva il mio prof di filosofia “la semplicità è il sigillo della verità”.
    Brava Fra

  4. per mogliedaunavita, 27 dicembre 2010

    oppure calzettoni e scarponi. che vestire da maschiaccio non vuol dire non esser bambina. e neanche crescere significa smettere di esser bambina. e tu sei una favola.

  5. per Mammaparttime, 27 dicembre 2010

    Brava Panza!!
    Veramente una bella favola, di quelle che lasciano/lanciano messaggi delicatamente così che questi possano aqquattarsi nella testa di chi le legge pronti a riemergere per pungolare il pensiero.
    Esopo ti fa un baffo ;-) )
    Riflessione mia: più che le bimbe, sono spesso le loro mamme che dovrebbero leggere il tuo pezzo..perchè dietro a una bambina con velleità da principessa (che purtoppo oggi talvolta si declina in figure ben più tristi, tipo velina) c’è una mamma che la asseconda o, forse, la ispira con le proprie scelte di abbigliamento e atteggiamento.
    Un grazie e un saluto dalla mamma di una bimba che rimane una principessa anche se è (quasi) sempre in tuta

  6. per daniela p., 27 dicembre 2010

    io sto diventando tremendamente fan della tua nanetta!! :)

  7. per la coniglia, 29 dicembre 2010

    ah, che bello quando la mamma ti fa entrare dentro le storie…!

  8. per deborah, 29 dicembre 2010

    Cacchio, bellissimo!

  9. per LaLena, 30 dicembre 2010

    Bellissima, perfetta per la collana “Dalla parte delle bambine”!!

  10. Pingback : Panzallaria – blog di panza

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

arte

articolo_stampa

bambini

Berluscolo

blogaction

calzino_spaiato

campeggio

cene_cibo

citazioni

compleanni

condivido in Rete

condominio

Condominio Bandiera

contro la violenza sulle donne

creatività

cronaca

date_teatro

decreto gelmini

dicerie

dicono_di_me

donna rettile

donne_lavoro

Eventi

facebook

favole

favole_bonsai

favole_politiche

feministcamp

figli e asilo

figli e cibo

figli e giochi

figli e influenza

figli e nanna

figli e nido

figli e nonni

foto

fotoromanzo

frollina

frollinese-italiano

frollinesque

giardinetti

ginopinorino

girl_geek_dinner

gossip

gravidanza

il_fatto

in radio

interviste

invettive

io-emigro

ipocondria

Italia

lavorare_da_casa

Lavoro

letteratura

lettere aperte

letterina_a_babbo_natale

lettori di blog

Libera

libri

libro

liquida.it

livetag

mafia

mamme blogger

matrimoni

mercatino_di_panz

Milano

mommyblogging

mondo_spiegato_a_frollina

musei

Natale

neve

non_marito

NPDonne

orribilia

pannolini

parto

pedagogia

pediatra

persone

Pimpa

podcast

presentazioni

pubblicità_svilente

racconti

rassegna_stampa

reading

ricordi

rovescio

sciopero_blogger

scuola

segnalazioni

serie_tv

sondaggione

sul web

tagbocamp

talenti

tdays

teatro

terremoto_abruzzo

tumblr

usato_bambini

vacanze

vacanze_2010

Viaggi