Delirio in terza persona

Scritto da Panzallaria   // 26 gennaio 2011   // 2 Commenti

“Il primo amore è quello che viene dopo molti altri ma non te lo dimentichi mai più”, le disse il suo amico Gianni. “Le persone importanti, per quanti giri tu faccia in questo mondo che a sua volta gira, prima o poi le incontri. Non sai mai il quando, il come e il perché, ma quando succede te ne accorgi!” continuò Antonio.

La vita è una piccola cosa senza importanza. Un equivoco, un gioco di specchi e di doppi, pensò lei mentre stava per perdere l’autobus. Abito in una città piccola, di quelle che non hanno i tram. Mica come le città grandi, mica come Milano. Qui il colore è il rosso dei mattoni.

C’era da aspettare, si strinse nel bavero di una giacca troppo primaverile per quell’inverno che si inghiottiva la luce. L’autobus l’aveva perso, dentro a una piazza che non aveva mai frequentato tanto ma chissà come mai le faceva sempre venire in mente molte cose. Come un rigurgito di vita passata, ricordava le facce delle persone, quelle sepolte dai giri del destino, quelle che il destino aveva sepolto e basta.

Pensò a quella volta che avrebbe voluto uscire di corsa dal bar e raggiungerlo per dirgli che si era sbagliato. Che lei non era così come aveva voluto fargli credere. Stava prendendo il caffè con un collega e lo aveva rivisto, che erano passati quasi 10 anni da quella volta che erano rimasti a guardare le stelle sui colli parlando di futuri, passati e possibilità trascorse.

Non aveva avuto il coraggio di mollare il caffè. Ci aveva pensato molte volte ma poi ecco, difficile spiegarlo, qualcosa l’aveva piantata lì, in quella piazza, in quel bar, mentre lui spariva dal suo mondo un’altra volta.

Pensò a un ragazzo di 17 anni che non conosceva, di cui aveva letto sul giornale e la cui vita era finita dentro al fiume, quello stesso fiume che l’aveva vista crescere. Aveva ricacciato indietro le lacrime, c’era il monitor a coprire quel senso di angoscia che aveva ricordato. Non lo conosceva e piangeva per lui, per la sua famiglia, per i suoi amici. Come quella volta. Un giorno mesto di inizio settembre. C’era caldo e gli occhiali si erano appannati per via delle lacrime mentre lei – dentro alla sua bara marrone – passava e finiva, finiva e passava. Per sempre.

Il cuore in frantumi. In mille pezzi. Come un anno prima.

Pensò al sorriso cristallino e ai piccoli biscottini dolci dei loro pomeriggi. Pensò a quel primo amore che aveva sbaragliato tutti quelli prima e che ora vive – a testa in giù – in un posto lontanissimo in fondo al mondo.

Pensò a sua figlia, al suo compagno.

Insieme non c’erano mai venuti in quella piazza.

Pensò che era troppo tempo che non faceva pensieri senza senso come adesso. Che era un po’ sciocco e forse sintomatico di qualcosa di matto in lei, mettersi a raccontare di se’ stessa in terza persona. “Ma chi cazzo sono io per arrogarmi il diritto di trasformarmi in un personaggio di carta?”

Il freddo pungeva. Antonio, Gianni, Giammaria.

Tutti quelli che le avevano parlato in quella mattina sparirono: arrivò l’autobus. Era ora di tornare alla prima persona singolare.


Articoli simili

2 COMMENTS

  1. per Chiò, 27 gennaio 2011

    bellissimo!

  2. per francesca, 30 gennaio 2011

    Da brividi lungo la schiena!
    Molto bello!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Alessandra Frabetti

Anita Giovannini

antonio tabucchi

arte

articolo_stampa

bambini

Berluscolo

blog

blogaction

Bologna_con_bambini

calzino_spaiato

campeggio

cene_cibo

citazioni

cittàxbimbi

compleanni

condivido in Rete

condominio

Condominio Bandiera

contro la violenza sulle donne

creatività

cronaca

danilo masotti

date_teatro

decreto gelmini

dicerie

dicono_di_me

donna rettile

donne_lavoro

Eventi

facebook

favole

favole_bonsai

favole_politiche

feministcamp

figli e asilo

figli e cibo

figli e giochi

figli e influenza

figli e nanna

figli e nido

figli e nonni

foto

fotoromanzo

frollina

frollinese-italiano

frollinesque

genitori

giardinetti

ginopinorino

girl_geek_dinner

gossip

gravidanza

il mondo spiegato a frollina

il_fatto

in bicicletta

in radio

interviste

invettive

io-emigro

ipocondria

Italia

lavorare_da_casa

Lavoro

letteratura

lettere aperte

letterina_a_babbo_natale

lettori di blog

letture

Libera

libri

libro

liquida.it

livetag

lucio_dalla

mafia

mamme

mamme blogger

marketing

matrimoni

mercatino_di_panz

Milano

mommyblogging

mondo_spiegato_a_frollina

musei

Natale

neve

non_marito

NPDonne

orribilia

pannolini

parto

pedagogia

pediatra

persone

Pimpa

podcast

presentazioni

pubblicità_svilente

racconti

rassegna_stampa

reading

ricordi

Roma

rovescio

sciopero_blogger

scuola

scuola elementare

scuole elementari

segnalazioni

serie_tv

sondaggione

sul web

tagbocamp

talenti

tdays

teatro

terremoto

terremoto_abruzzo

tesi

tumblr

università

usato_bambini

vacanze

vacanze_2010

Viaggi