La cacca

Mentre ascoltavo la radiolina, di ritorno dal lavoro e camminavo cantando, cantavo camminando, una signora mi ha fermata. Mi parlava indicando una cacca di cane per terra.  Mi sono tolta una cuffietta e lei mi ha guardato con due occhi stretti, stretti. Curiosi.

“Non ho gli occhiali” mi ha detto, “Può dirmi cos’è quella cosa per terra, esattamente?”

“Signora è una cacca” le ho risposto io, chiedendomi se eravamo in una candid camera.

La cacca era spiaccicata, un po’ una diarrea, con dei fili d’erba in mezzo. Il cane doveva essersela goduta, il giorno prima, al parco.

Lei mi ha continuato a guardare. Un po’ me, un po’ la cacca.

“Ma esattamente com’è fatta questa cacca?” ha continuato.

“La cacca è cacca” volevo risponderle io, senza troppi eufemismi. Invece mi sono messa a guardare bene, non volevo crearle false aspettative ne’ mentire su quello che vedevo. L’ho osservata, studiata e le ho risposto:

“E’ una cacca spiaccicata, forse qualcuno ci è passato sopra per sbaglio. C’è dell’erba e il colore è chiaro, come se chi l’ha fatta avesse il mal di pancia.”

Lei sembrava contenta. No, proprio contenta non era, che mi ha detto che era proprio sotto la sua finestra, codesta cacca, ma la mia risposta l’aveva soddisfatta. Si vede che ci teneva ad avere un quadro completo e dettagliato della situazione.

Una scena surreale, penserete voi. Invece mi è capitata sul serio, ieri.

E non ho potuto fare a meno di pensare che non era niente di tanto diverso, a livello metaforico, di quello che sta succedendo nel nostro Paese.

La cacca è cacca, ma c’è sempre qualcuno che vuole conoscerla nei dettagli.

9 commenti

Lascia un Commento

Want to join the discussion
Feel free to contribute!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>