LiveTag # uno
21 novembre 2011 // 6 CommentiA volte bisogna lavorare con la concretezza delle parole. A volte le proprie non bastano. Non le trovi. Non le senti. Hai bisogno dello spessore, della colla sulle dita, delle immagini che girano e sono immagini di lettere e di pezzi di mondo. A volte bisogna avere la colla che attacca le dita, le forbici che cercano un confine, le frecce che cercano una direzione.
A volte la direzione è casuale, non sai perchè ma è quella che hai già preso e non ha nulla a che fare con obiettivi, gli obiettivi sono solo gli scarti del destino che ti sei confezionato addosso.
A volte l’entropia è sana, come un bubbone del cuore che non puoi stare tanto a mettere in ordine, bisogna che scoppi.
A volte bisogna essere terricoli, lasciare che la testa segua la mano e il cuore vada dove vogliono le viscere. E così ho preso giornali, riviste e ho cominciato a cercare parole e loro mi chiamavano e io le tagliavo. Ho cercato anche qualche immagine e poi ho preso tutto e l’ho attaccato su un foglio, nella posizione che era nella mia mente. Ed è nata la prima pagina del mio diario in TAG.
Livetag#uno si chiama Sono senza parole
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Cara Fró il tuo entusiasmo è dolcissimo e generoso. Mi piace tantissimo questo tuo nuovo esperimento narrativo. Ti ringrazio perchè dici che ti do spunti ma tu mi restituisci sempre la concretezza e l’immediatezza del fare e non sai quanto bene mi fa! Magari una volta ci troviamo ad incollare insieme che dici?!
@Dani: sarebbe STUPENDO!!!! io sono solo un’attacchina, ma ho deciso di sfidare il senso di inadeguatezza manuale e partire. Ho bisogno di sporcarmi le mani in questo periodo. grazie per l’ispirazione che mi dai
perchè nella freccia rossa, (sotto il naso di berlusconi per intenderci) la scritta è al contrario? cosa rappresenta? o la sto vedendo male io?
@la coniglia: no, nessun dettaglio è a caso
la frollina scrive così, da destra verso sinistra, al contrario e credo sia una grandissima libertà creativa che poi si perde con l’evoluzione della vita. volevo celebrare lei e anche il fatto che oggi, le nuove frontiere della creatività (il titolo faceva riferimento al web) si giocano invece, secondo me, sulla terra, tra le persone, con le mani.
A me piace Ragù!!
@maura: grande che l’hai notato!