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Buonumore resistente

Difficile mantenere il buon umore e la voglia di sorridere in tempi bui come questo. Prima scoppia una bomba davanti a una scuola, dove tutti dovrebbero sentirsi protetti e sicuri con l’unica preoccupazione dell’interrogazione di matematica, poi di notte ti svegli con il cuore in gola, mentre il letto balla e balla e appena acquisti un po’ di lucidità ti rendi conto che deve essere un fottuto e forte terremoto quello che riesce a spostare il talamo di due obesi.

Non fai in tempo a realizzare, mentre il lampadario oscilla pesantemente e un boato lascia lo spazio a mille pensieri tra l’onirico e l’angoscioso che è tutto passato e ti rendi conto che se ti fosse crollata la casa in testa, in un attimo saresti morto senza nemmeno capire perché.

E mentre una giornata si trasforma in un tagadà, pensi con apprensione a chi vive a pochi chilometri e ora dorme in una tenda, a quella chiesa, a quel campanile emiliano che non esiste più. Ogni rumore e ogni scossa, che quando arriva un terremoto non è mica un punto solo, ma è un ballo lento e continuo, ti fanno venire la pelle d’oca e guardi twitter e guardi il tg, per sentire che non è successo nulla di grave a nessuno.

Difficile mantenere il buon umore, tra crisi, tasse – minchia quante tasse devo pagare! – lavoro da cercare, lavoro da fare, cose da comprare, vacanze da annullare, conti da sistemare, piccole cose da incastrare, brutte notizie e cose del genere.

Eppure BISOGNA.

Bisogna resistere con gioia. Bisogna cercare la voglia e la passione per fare cose.

La politica ci toglie la speranza nel futuro? CAZZO, riprendiamocela!

Cerchiamo in fondo a noi stessi e troviamo il lavoro che vogliamo fare, i libri da leggere, le follie che ci faranno sentire vivi e vegeti.

Facciamo quel che ci fa stare bene e facciamolo con gioia, con protervia e sognando!

La vita è breve: ogni giorno qualcuno o qualcosa ce lo insegna. Possiamo scegliere di viverla trascinandoci verso la morte – che tanto prima o poi arriva per tutti – o possiamo scegliere di andare incontro al destino sorridendo, facendo quello che ci piace e cercando di essere persone vigili e resistenti.

Io di esempi meravigliosi ne ho di fronte ogni momento, sarà per questo che non voglio cedere al pessimismo, sarà per questo che rimango attaccata al buonumore, anche quando tutto sembra contro. Sarà per questo che credo che ce la faremo, ce la faremo come famiglia senza uno stipendio fisso, ce la faremo come regione travagliata da queste scosse, ce la faremo come paese, ce la faremo come generazione.

Ce la faranno anche gli amici, quelli che stanno lottando con cose molto più grandi e inenarrabili, ce la faranno perché ogni giorno scelgono: scelgono di resistere, di reagire, di sperare, di lottare, di VIVERE.

E così mi godo la mia vita che è aiutare nell’organizzazione di un evento gioioso come può essere una degustazione di vino che si trasforma in una piccola festa di quartiere, pensare alla presentazione del libro di un amico o allo spettacolo che ho scritto (e mi sono divertita a farlo) e che il prossimo fine settimana è a Roma, al fatto che sabato e domenica starò con molti bambini all’ospedale di Reggio Emilia (ReggioNarra) e a Quattro Castella a raccontare favole.

Mi godo la mia vita che è inventarsi ogni giorno lavoro e cercare di farlo bene e con soddisfazione per me e per gli altri, raccontando com’è lavorare in pantofole, quando hai l‘ufficio in casa, giocando con la mia bambina alle maestre piratesse, guardando non alla natura matrigna delle cose ma alle cose che posso fare per vivere pienamente ogni giorno.

Mi godo la vita che è andare a prendere una birra con i ragazzi del corso di alfabetizzazione ai social media finito ieri, pensando alla bellezza di conoscere persone nuove.

Insomma, ci sarebbe da piangere forse in tempi tanto bui, ma io non posso, non ci riesco.

E penso alle parole di una persona speciale che stamattina mi ha svoltato la giornata: “Noi siamo così” mi ha detto “viviamo la vita pienamente e a volte corriamo dei rischi, ma vuoi mettere che qualità? Bisogna andare verso la morte con il sorriso e la morte arriva per tutti prima o poi, sta a noi decidere come affrontare i giorni che ci separano da lei!”

E se hai la fortuna di conoscere persone così, come cazzo si fa a non vivere con il sorriso?

9 commenti
  1. Lisa
    Lisa says:

    Brava, cara. Davvero ben detto. Perché, come diceva Yoda, è una questione di punti di vista. E’ vero che se mi guardo attorno mi do continuamente dell’incosciente e invece oggi ti ho letto e mi sono data ragione. Bisogna che sia incosciente perché non ho un altro modo di vivere, nel senso proprio nel termine. E la reazione al terremoto diventa dividersi i compiti con i vicini, se la scossa fa danni le mamme si occupano dei bimbi e del cane e gli uomini vanno a prendere la signora disabile e l’ottuagenario che non fa le scale. Altrimenti tutti sotto i letti e i tavoli e poi ci prendiamo un caffé per lo scampato pericolo. E oggi come ieri business as usual, e dentro business ci metti tutto. Grazie di questa foto.

    Rispondi
  2. Cristina
    Cristina says:

    Grazie Francesca per le parole che hai scritto. Le ho condivise, mettendo una poesia di Rodari ‘in tema’ come incipit. La conoscerai senz’altro, ma te la riporto perchè sposa bene con il tuo buonumore resistente.
    Dopo la pioggia
    di Gianni Rodari

    Dopo la pioggia viene il sereno,
    brilla in cielo l’arcobaleno:

    è come un ponte imbandierato
    e il sole vi passa, festeggiato.

    È bello guardare a naso in su
    le sue bandiere rosse e blu.

    Però lo si vede – questo è il male –
    soltanto dopo il temporale.

    Non sarebbe più conveniente
    il temporale non farlo per niente?

    Un arcobaleno senza tempesta,
    questa si che sarebbe una festa.

    Sarebbe una festa per tutta la terra
    fare la pace prima della guerra.

    Rispondi
  3. Francesca
    Francesca says:

    Che dire @panzallaria? Un bell’articolo, che carica il cuore di speranza e gioia di vivere. Anche quando le cose non vanno esattamente come dovrebbero.
    Con le tue parole non sprigioni ottimismo, ma consapevolezza. La consapevolezza di una donna che ha la sua famiglia da crescere, il suo lavoro con l’ #ufficioincasa che la soddisfa, che ha amici con cui farsi due risate e… cazzo, vuole godersele le sue cose. Fino in fondo. Ogni giorno.
    Grazie per avermi fatto riflettere per l’ennesima volta.
    Francesca

    Rispondi
  4. Itmom
    Itmom says:

    Il mio pessimismo cosmico mi farebbe dire il contrario, però reagisco e anche io voglio vivere oggi la mia vita, voglio dare oggi un esempio ai miei figli, dare loro l’esempio che anche con le difficoltà bisogna andare avanti, senza trascinarsi, vivere ogni singolo istante, senza lamentele continue che non fanno altro che minare il nostro umore. Hai ragione, ci hanno dato la possibilità di vivere adesso in questo mondo e le difficoltà sono parte di questo mondo, come le guerre lo sono state dei nostri nonni o genitori, come le crisi economiche hanno minato le esistenze di tante epoche.

    Rispondi
  5. Panzallaria
    Panzallaria says:

    care grandi donne che avete commentato fin qui, non vi rendete conto di quanto mi abbiano fatto bene, tipo benzina, i vostri commenti. Vi abbraccio tutte e ciascuna 😉 GRAZIE

    Rispondi
  6. Virgy
    Virgy says:

    Ciao Panz’…grazie! Mi sento ancora sconvolta, quella scuola è vicino casa dei miei, quella fermata d’autobus migliaia di giorni fa è stata la fermata dove salivano alcune mie compagne del liceo….e poi andare a letto stravolti dalle dirette tv e dopo pochissime ore squassare il sonno perchè sembra di essere in barca…non capire se essere a Brindisi, a Firenze, a Palermo…da domenica brancolare tra le quotidiane attività (beato chi può riprendersi una routine!) coi pensieri confusi, le lacrime in tasca e la testa che gira…e poi trovare le tue parole, i tuoi pensieri e ricominciare a sperare, a sorridere, ad avere fiducia nel domani e apprezzare ancora di più ogni attimo che scorre…proprio in una data come quella di oggi….
    Grazie ancora, ti abbraccio.

    Rispondi
  7. maura
    maura says:

    Controcorrente.
    Non ce la faccio. Abito o perlomeno abitavo a Finale Emilia. Ho una bimba di 4 anni e un piede in difficoltà per altre congiunture sfavorevoli.
    Io non ci riesco. Guardo avanti e non vedo. Sento solo la paura che sale insieme alle lacrime. Lo sai che non c’è niente di sicuro a questo mondo. Lo sa il tuo cervello. Auguro al vostro cuore di non impararlo mai.
    Passerà, perchè anche solo perchè il tempo passa. Ma per ora è veramente terrificante.

    Rispondi

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