montalbano

L’estate di una mamma che lavora da casa (e ha pochi aiuti)

A causa dell’incidente di mio suocero, quest’estate è per la famiglia Panzallaria un’alchimia di incastri. Ringrazio ogni giorno che abbiamo avuto, anche quest’anno, la buona idea di affittare questa casetta, vicino a Zocca.

In pratica Tino passa la settimana a Bologna, tra ospedale e incombenze legate al suo papà (che oggi viene dimesso e dovrà poi trasferirsi per 2 mesi di immobilità totale a casa) e Frollina ed io stiamo alla casina.

Mia suocera deve seguire il marito, mia mamma lavora, così le agognate “vacanze con i nonni” dove il grande protagonista era proprio il babbo di Tino, sono saltate.

Io ovviamente ho molto lavoro da svolgere. Quando si segue la comunicazione web di clienti diversi, è difficile staccare davvero, perché ognuno di loro ha esigenze e tempistiche diverse. Mi sono organizzata per avere un po’ di stop ad agosto (o almeno lavorare a ritmi contenuti), ma per farlo devo mettermi avanti ora, scrivendo all’impazzata e coordinando tutte le varie attività.

Qui però almeno Frollina non è costretta alla calura delirante di Bologna (dove le temperature sfiorano i 40 gradi) e alla clausura – magari inebetita davanti alla tv – in cui dovrei tenerla per poter lavorare. In questo posto c’è sempre un’ottima temperatura e l’afa è davvero rara, tanto che fin dalla mattina, si forma una fitta coltre di foschia sulla pianura, ma il cielo sopra di noi è incredibilmente azzurro.

Io mi sono procurata un router WI-FI e anche se a volte la connessione va da schifo, tutto sommato, dopo una mezz’ora di rabdomantismo, riesco a collegarmi e a lavorare.

Quando non c’è Tino dormiamo nel lettone insieme, ci svegliamo e facciamo colazione con le cose del panificio di Montombraro, dove si trovano pane ottimo e muffins da risvegliare i morti.

Frollina si veste e corre a chiamare le sue amiche che abitano accanto a noi e tutti i bambini con cui sta facendo conoscenza e che si alternano per qualche giorno di villeggiatura con i nonni. Passano la giornata scalzi, in giardino. Osservano i grandi fare lavori di falegnameria, smielare, o gestire cani di ogni taglia. Disegnano e si divertono a inventarsi personaggi, corrono e giocano a nascondino o costruiscono case nelle scatole da scarpe.

Io durante la mattina lavoro. Mi metto al tavolo della cucina per non essere distratta dal giardino e faccio le stesse cose che farei normalmente, a casa mia. Sono riuscita perfino a gestire teleconferenze su skype, malgrado la rete a singhiozzo e la continua interruzione delle bambine che cercano colori, pennelli o creta.

Verso le 12.30 mi metto a cucinare. La prima settimana è stato un vero incubo. Io odio cucinare, non ho fantasia e di solito se ne occupa il non marito. Dopo aver nutrito a pane e formaggio Frollina per troppi giorni, constatando che ormai faceva la cacca a pallini come le caprette, mi sono data una regolata. Venendo da Bologna ci fermiamo dal contadino, a Monteveglio, e ci procuriamo frutta e verdura di stagione in quantità. Vuoi il senso di “genuino” che ispirano i prodotti freschi, vuoi l’istinto di sopravvivenza, ora cerco di nutrire mia figlia decentemente, proponendole minestroni di verdura, fagioli e qualche piatto di fantasia.

Cerco comunque di non perdere troppo tempo, ma diciamo che sono molto migliorata e mia mamma – che ieri sera è venuta a cena qui – per qualche minuto ha pensato sul serio che mi avesse impossessato lo spirito di una ZDAURA.

Di solito lavoro fino alle 16 poi provo a portare la bambina e le sue amiche a fare un giro. Una volta è il bosco, l’altra è il paese (dove la meta preferita è l’edicola, luogo di perdizione e spese folli), qualche volta andiamo in piscina. La piscina di Montombraro è davvero bella, dotata di scivoli e con dei bellissimi prati.

A volte, semplicemente, mi siedo in giardino a leggere, ad ascoltare il vento e mi faccio prendere da qualche punta di nostalgia (mi mancano Tino, gli amici e il traffico ;-). Il tempo per rilassarsi non è tanto, spesso il lavoro straborda, bisogna andare a fare la spesa e tenere un po’ in ordine la casa (che già così sembra sempre che sia passato un tifone).

Il giovedì sera a Montombraro fanno i mercatini e allora è festa: si scende in paese dopo cena e ci si infila nel “paglione”. I bimbi vanno alle macchinine, si lotta per non comprare la qualsiasi stronzata e si fa la vasca abbassando nettamente la media d’età.

Le altre sere, dopo essermi prodotta nella cena e aver sistemato, mi metto in giardino, aspetto che passi lo scoiattolo che ogni sera cammina in equilibrio sul filo della luce, guardo il tramonto e non appena il giovane pipistrello che ci tiene lontane le zanzare si allontana, conduco (a forza) Frollina a casa, litigo con lei perché non vuole lavarsi i denti e i piedi e poi finalmente ci mettiamo a dormire con una favola.

Dovrei scrivere, pensare a tanti progetti, mettermi avanti con le idee e il lavoro per settembre e invece leggo, leggo tantissimo.

Parlo poco e leggo molto. Dall’inizio di luglio mi sono mangiata 6 libri e sto approfittando anche del fatto che in giro per i negozi e le biblioteche della valle prestano i libri candidati al premio Zocca Giovani, partecipando attivamente alla votazione, per scoprire nuovi autori che mi stanno intrigando molto. Grazie all’IPAD compro anche molti ebook e devo ammettere che il momento in cui, alla sera, Frollina dorme e io posso concentrarmi solo sulla lettura, è davvero sospirato e atteso.

Le giornate sono lunghe e a volte un po’ faticose, ma stiamo bene. La prima settimana a me era presa una gran depressione, ma ora mi sto riprendendo. Mio suocero sta meglio, anche Tino – la cui schiena è sempre un’incognita – sta meglio e anche se sento un po’ la mancanza della civiltà, devo ammettere che questa vita all’aria aperta, questa bambina che ride e i bellissimi panorami a mia disposizione, non sono affatto male.

Poi arriva il sabato, arriva Tino e facciamo festa. Si fa una grigliata oppure si va a fare un giro in qualche borgo qui intorno, dove c’è sempre una nuova sagra da scoprire.

Amo molto questi luoghi. Dico (ma non penso) spesso che mi trasferirò qui da vecchia.

Tra tutte gli incastri, in fondo a noi non va male, è fatica ma mi godo la mia bimba che è davvero felice e riesco pure a lavorare (quasi) come se fossi a casa mia.

 

 

10 commenti
  1. Mariantonietta
    Mariantonietta says:

    Quando leggo i tuoi post mi sento normale, anche se un normale bradiposo considerando la tua energia :)

    Sono sensibile in particolare al profumo del forno arrivato fin qui e al giro in edicola :)

    Solo che, per noi mortali, mi traduci ZDAURA 😀

    Rispondi
  2. Panzallaria
    Panzallaria says:

    Zdaura potrebbe essere Sciura in Lombardo. Donna di casa, che si occupa delle mansioni donnesche e culinarie 😉 L’edicola è un inferno: la crisi delle riviste ha generato mostri orrendi, vendono tante di quelle c*****te per bambini da rimanere sul lastrico. Frollina ora è in fissa con i braccialetti.

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  3. LdC
    LdC says:

    “mi mancano Tino, gli amici e il traffico”

    Su Tino non discuto, ma per il resto… RIMANI DOVE SEI!
    Fidati 😉

    Un abbraccio
    Dani

    Rispondi
  4. Claudia
    Claudia says:

    Da una frequentatrice di Zocca mi ritrovo in pieno: giretto per il paese, forno ed edicola (braccialetti anche per la mia Elena), collegamenti internet praticamente inesistenti. Ma dormire con la copertina non ha prezzo …pure la noia … risolta con tanta bei libri!

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  5. madainoncicredo
    madainoncicredo says:

    A voi mamme di femmine assicuro che il giro in edicola è ancora più terrificante per noi mamme di maschi… Altro che braccialetti ed unicorni! I dinosauri ormai sono troppo ‘normali’, quindi ora sono in voga i Predasauri e gli Scorpiosauri, orride figure generate dalla fusione di Dna tra dinosauri e insetti vari dopo un terremoto (giuro, è tutto scritto sul foglietto allegato…).

    E comunque, Francesca, mi stai facendo venire una gran voglia di affittare una casina in Appennino! Qui a Bologna è terrificante, noi da un mese sopravviviamo in casa con l’aria condizionata. Ma di sicuro non riuscirei ad organizzarmi bene come te. Sei ammirevole, con tutto quello che state passando! In bocca al lupo a tutti (e solidarizzo con la schiena di Tino, ne ho passate io…).

    Quantomeno noi domani si va al mare, finalmente!!

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  6. girandolaprecaria
    girandolaprecaria says:

    Mi sembra bellissima la tua organizzazione. Io mamma che lavoro a solo 3 km da casa devo affidarmi alla nonna (sperando che “tenga” tutta estate, anche per l’età) che viene da fuori, e con una pausa pranzo minima non posso nemmeno fare un salto a casa…
    Solo una domanda: ma ti fidi a lasciare Frollina da sola fuori di casa? Ai miei tempi si faceva ancora così, ma ora mi verrebbe un’ansia…!

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  7. viola
    viola says:

    Come te lavoro da sola, in ufficio a casa, come te ho una bimba un po’ più grande di Frollina, e ho una piccolissima casa in appennino tosco-emiliano, comprata con grandi sacrifici ma che vivo come la mia oasi, e spesso quindi mi trovo a vivere situazioni come quelle che descrivi (insetti e internet compresi…). Ti sento vicina

    Rispondi

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