Dimagrire molto: suggerimenti alimentari e mentali

Intraprendere una dieta quando i chili da perdere sono più di 10, è una scelta impegnativa e che deve essere fatta a 360 gradi.

Io non sono un medico ma oggi voglio raccontarvi come ho proceduto, cosa ho mangiato (non entrerò nello specifico) e come ho gestito un processo che sapevo, sarebbe stato lungo.

  1. Mi sono presa un po’ di tempo per valutare seriamente quello che volevo e mi sono data degli obiettivi interni ma anche molto concreti (da lì a un anno desideravo essere in grado di andare agilmente in giro in bici e a piedi e sfruttare al massimo le potenzialità delle nostre vacanze in camper). Scegliere un obiettivo concreto e anche molto futile, unendolo a tutto quello che stavo elaborando di molto più profondo, complicato e difficile, è stato un modo per rendere la mia decisione fortemente “operativa” e procedere con leggerezza, passo dopo passo. Quando si è obesi è necessario avere questo duplice approccio, a mio avviso, per riuscire ad affrontare al meglio il percorso che ci aspetta.
  2. Ho scelto accuratamente la nutrizionista a cui rivolgermi: mi fidavo perché in passato ero già stata da lei e ha un approccio olistico e non convenzionale che mi piaceva. Ho comunque deciso di “testarla”, mandandole una mail in cui già raccontavo il mio rapporto con il cibo e andando al primo appuntamento da “tabula rasa”. Mi sono trovata subito a mio agio e così ho deciso di proseguire con lei. Si chiama Laura Paesano e riceve a Bologna, in zona Massarenti.
  3. Durante il primo mese di dieta NON ho fatto sgarri: ero molto convinta e sapevo che se avessi sgarrato anche solo una volta, mi sarei sentita in colpa e avrei rischiato di mollare. Ho preferito non trovarmi in quella situazione. Durante il primo mese NON ho iniziato alcuno sport. Ero molto pesante e non avrebbe avuto senso mettere troppa carne al fuoco (nel vero senso della parola ;-).
  4. Dopo avere perso i primi 5/6 chili ho cominciato a camminare molto. Mi ero data dei micro obiettivi e sapevo che iniziare con uno sport intenso sarebbe stato controproducente, per me che per così tanti anni non mi ero mossa se non con le mandibole.
  5. Non mi sono data obiettivi di peso irraggiungibili. Il primo obiettivo erano 10 chili, che poi sono diventati 20 e successivamente 30. Passo dopo passo. Non ho mai guardato tutta la scala, ma solo il gradino successivo. A testa bassa e concentrata.
  6. Ho scelto di condividere il mio cambiamento perché penso che una cosa, se la racconti, acquista una forma meno spaventosa, perché credo che le mie sensazioni siano comuni a molte persone (e non solo obese) che hanno deciso di mettere in atto un qualsiasi cambiamento di percezione della realtà o di stile di vita.
  7. Sono scesa a patti con la mia anima nera: ognuno di noi ha un lato oscuro, una vocina che fa da cornice alle nostre azioni, ci spinge a essere pigri o semplicemente a compatirci. Darle un nome (la mia si chiama Dexter) è stato FONDAMENTALE per svuotarla di quel peso atavico che ha sempre avuto. Ora, quando mi tenta e mi invoglia a mangiare qualcosa che so mi farà male, io e Dexter ci consultiamo, a volte non le do quello che vuole, a volte si. Questo vuole dire “scendere a patti” 😉
  8. Dopo 6 mesi di allenamento intenso con la camminata e dopo 26 chili, ho cominciato a correre. Piano, piano, in maniera del tutto nuova per me. Corro 3 volte alla settimana, sono partita con un massimo di 10 minuti continuativi per salire con il tempo. NON vado a correre tutti i giorni perché la mia dietologa mi ha detto chiaramente che non servirebbe a nulla, il rischio è solo quello di infiammare l’edema e io non sono Mennea ma una persona che vuole tenersi in forma.  La dietologa mi ha dato una dieta specifica per quando vado a correre, in modo da farlo in maniera totalmente equilibrata.
  9. Fin dal primo giorno della dieta ho tenuto un diario personale e privato, in cui appunto le sensazioni che provo quando penso al cibo, quando ho voglia di mangiare, quando sono triste e quando sono felice. Mi ha aiutata tanto.

Ma cosa mangio?

Mangio di tutto tranne i latticini (abbiamo reintrodotto la ricotta da poco). I carboidrati sono stati un po’ sacrificati e la pasta (rigorosamente di kamut) la mangio solo una volta alla settimana. Ma ci sono i cereali, i legumi, il riso…

Scelgo verdure di stagione, condisco moderatamente e la frutta la mangio solo fuori pasto (privilegiando quella meno zuccherina). Non zucchero più nulla e ho imparato a godermi i sapori delle cose. Dove non serve, non metto sale.

Forse vi aspettavate dati specifici sul mio schema alimentare, ma non sarebbe per nulla serio da parte mia, non solo perché non sono una dietista, ma anche perché la mia dieta è tarata sulle mie esigenze, sulle mie intolleranze e sul mio corpo.

Se si decide di affidarsi a uno specialista (e quando si deve dimagrire molto è – a mio avviso – l’unica strada sensata), sarà lui a dirci cosa ci fa bene e male.

Oggi NON seguo rigorosamente lo schema alimentare: dopo un po’ che fai una dieta impari cosa puoi associare, le quantità a spanne che puoi mangiare e cosa ti fa male. Imparare ad ascoltare il proprio corpo è davvero una delle cose belle che succedono quando ci si comincia a prendere cura di sé.

Durante il giorno bevo un litro e mezzo di acqua Sant’Anna con dentro un limone spremuto. Al mattino, quando mi alzo, la prima cosa che faccio è bere un bicchiere d’acqua con dentro mezzo limone. Il limone disinfetta e tiene in equilibrio intestino e fegato. E’ un ottimo modo per stare bene, a prescindere dal nostro peso.

Quanto peso, come sono dimagrita

Faccio una premessa: fino a poco tempo fa NESSUNO (e dico nessuno, a parte la dietologa) sapeva quanto pesassi. E’ sempre stato un mio tabu, fin da quando ero ragazzina. Credo che invertire anche questo mio meccanismo mentale, che fa parte di un modo disfunzionale di relazionarsi con il cibo e ciò che rappresenta per il mio corpo, sia parte di questa mia muta, quindi sto per scrivere pubblicamente quanto pesavo, quanto peso, eccetera.

L’11 settembre 2013 sono andata alla prima visita dalla dietologa.

Pesavo 102 chili esatti e il mio giro vita era 110 cm.

Oggi peso 73 chili. Ho un giro vita di 88 cm, la mia massa magra è pari al 42% e grazie a una dieta sana e equilibrata, a qualche sgarro e un po’ di movimento fisico, non ho perso massa magra, mi sono aumentati i muscoli e il mio corpo – pur avendo perso tanti chili a 40 anni – è  tonico.

Un giorno, un medico da cui andai per farmi fare una visita dermatologica, dopo che avevo acquistato un coupon online, mi propose l’intervento per mettere un anello nello stomaco perché sosteneva che ormai ero davvero troppo grassa per riuscire a sostenere una dieta e che la mia unica speranza di dimagrire era questo anello.

A lui e a tutte le persone che pensano che a volte il cambiamento è impossibile, ci tengo a dire con il cuore che agire il cambiamento comporta un grandissimo sforzo ma che è il regalo più bello che possiamo fare a noi stessi. Mettere un anello mi avrebbe costretta a uno stile di vita diverso, ma lo avrebbe fatto artificialmente: sono convinta che per persone come me – che non hanno problemi fisici e/o metabolici che gli impediscano di dimagrire, il modo migliore di farlo sia quello che passa attraverso sacrifici, cambiamento, diversa percezione di sé.

Oggi spero di non tornare più quella di prima, di sapermi fermare in tempo, di continuare con il mio circolo virtuoso, fatto di movimento e cibi sani. Oggi spero di dimagrire altri 4-5 chili ma non mi sono data un tempo in cui farlo: per molte persone non ho ancora raggiunto un peso che mi possa definire “magra” e stando alle tabelle, per la mia altezza, dovrei pesare 10 chili di meno. Io però mi piaccio e nei miei 73 chili mi sento una farfallina.

Avevo un piombo attaccato ai piedi che non mi consentiva di volare dove avrei voluto, oggi quel piombo non c’è più, non ho ancora usato per bene le ali, ma sto cercando di imparare.

Perché anche a quarant’anni possiamo imparare ancora delle cose. Perché quando si ha dei figli, io credo, è fondamentale insegnare loro che si può sempre cambiare, che ci si può sempre mettere in discussione e che anche quando si fanno degli errori (di qualsiasi tipo), bisogna essere abbastanza umili da accettarli, farli propri, correggerli.

 

24 commenti
  1. Barbara dice:

    “e che anche quando si fanno degli errori (di qualsiasi tipo), bisogna essere abbastanza umili da accettarli, farli propri, correggerli.”

    Grazie!
    Barbara

  2. marianna dice:

    Francesca, mi hai fatto piangere. Hai toccato nel profondo. Hai dato parole alle mie emozioni. spero un giorno di essere forte come te e avere il coraggio di agire. Ne ho bisogno lo devo fare, la strada del cambiamento ha tante forme ma adesso so di esserci sopra. Forza e coraggio camminiamoci! un abbraccio forte forte

  3. Margherita dice:

    Davvero un articolo molto bello. Complimenti Francesca, sei stata molto in gamba. Quarant’anni, comunque, è proprio una bella età: si è già abbastanza mature per avere una buona conoscenza di se stesse e ancora abbastanza giovani per fare più o meno qualunque cosa 🙂

  4. Chiò dice:

    sei sempre un po’ il mio mito!!!I tuoi articoli così personali mi lasciano sempre qualcosa… fosse anche la voglia di mettermi a dieta per quei fottutissimi 10 kg che ormai da troppi anni voglio perdere 😉

  5. FrancescaV dice:

    Complimenti veramente Francesca, per il grande coraggio di guardarsi dentro, fino in fondo, come hai fatto tu. E cosa dice frollina della sua mamma divenuta farfalla?

  6. Francescaz dice:

    Brava.ogni tua parola la sto vivendo anch’io e la sento nel profondo.grazie per averlo condiviso,vuol dire tanto

  7. Ornella dice:

    Bellissimo post. Mi hai fatto venire la pelle d’oca perché, pur non essendo obesa, ho sempre avuto un rapporto un po’ complesso con il cibo. Sono a dieta da una settimana, quando mi prenderà lo sconforto ripenserò a questo post. E la mia anima nera si chiama come la tua (lo adoro) 🙂

  8. Rossana dice:

    Ti leggo in silenzio già da un po’ ma ora voglio proprio dirti che sei stata bravissima e costante! Ti ammiro perché vorrei partire anche io per questo percorso ma non riesco mai, forse non trovo gli imput giusti o forse le voci negative hanno sempre la meglio. Comunque complimenti davvero!

  9. Cristina dice:

    Ti seguo su Facebook, ti ho incrociata qualche volta in giro per eventi. Non di conosco di persona. Ma questo post ti fa conoscere come persona. Sei una persona onesta, prima di tutto con se stessa, e generosa. Ecco, definirei il tuo post proprio un gesto di generosità verso te stessa e gli altri. E la storiella di Dexter mi è piaciuta, tanto che adesso anch’io troverò un nome al mio autosabotatore interno. Grazie Francesca. Un abbraccio.

  10. Elenae dice:

    Io sono sempre più felice di leggere i tuoi post. Hai proprio ragione il cambiamento deve avvenire da noi stesse.
    Io ho sempre provato a fare mille diete, ma l’unica volta che poi sono dimagrita davvero li ho ripresi tutti, perché ho smesso di muovermi. Ora sono veramente determinata, adesso ho trovato anche io la mia nutrizionista perfetta, che mi aiuterà in questo nuovo percorso per aiutarmi a imparare a mangiare meglio e a volermi bene.
    Grazie anche per la tua condivisione e seguendo il tuo esempio ho deciso anche io di condividere il mio percorso, di mettermi in gioco pubblicamente, perché è vero, se lo condividi puoi anche aiutare altra gente, come tu hai fatto con me.
    Un bacio
    Elena
    ps. se nei tuoi giri in camper dovessi capitare di qui fai un fischio

  11. Francesca dice:

    Lo scorso anno avevo perso tanto, 25 kg in un anno scarso. Poi quando su mia continua richiesta la nutrizionista non mi ha cambiato il piano alimentare la noia ha avuto il sopravvento. E ho abbandonato tutto. In pochi mesi ho ripreso quasi tutto. A febbraio è ri-scattata la molla e ho cercato una nuova nutrizionista che vedo usa lo stesso metodo della tua (e questo mi rincuora molto, essendo agli inizi) che mi ha svelato il ‘problema’. Nella vecchia dieta mangiavo i carboidrati a colazione e poi solo un pasto a settimana. Ovviamente appena ho ricominciato a mangiarne ho ripreso i chili molto velocemente. Ora invece nel mio piano alimentare ci sono anche loro e anche se sto perdendo molto piano rispetto all’altra dieta(2-3 kg al mese)mi sento più serena e senza l’ansia di riprenderli al primo piatto di pasta

  12. Elena dice:

    Cara Francesca,
    innanzitutto grazie per aver voluto condividere, e continuare a condividere, il tuo percorso, è di enorme ispirazione e conforto seguirlo passo passo. Grazie anche di questo post riassuntivo, mi davvero utile per cercare di fare il punto anche sulle mie personali battaglie con la mia anima nera. A questo proposito, volevo chiederti un chiarimento. Visto che la mia anima nera è piuttosto cazzuta e invadente, vorrei darle un nome per cercare di cominciare ad aver con lei una convivenza più civile. Mi sembra di aver capito che tu hai dato il nome Dexter alla tua perchè è un personaggio di una serie televisiva che ami. Quindi volevo chiederti: secondo te è opportuno scegliere un nome di un personaggio “positivo”, anche se l’anima è “nera”? La domanda ti potrà sembrare banale, ma ti assicuro che per me non lo è. Grazie mille

  13. Panzallaria dice:

    cara Elena, premetto che il “giochino” dell’anima nera me lo sono inventata, quindi le regole non esistono (o ognuno se le fa da solo) 😉

    Detto questo: per me DEXTER è un personaggio UMANO e ho scelto lui (lo amo, ve l’ho già detto?) proprio perché contiene in sé sia il positivo che il negativo. Non amo i personaggi assoluti e credo che ognuno di noi abbia due facce, una zona grigia che prima o poi bisogna esplorare e accettare, proprio come questo personaggio, così eroico nel suo essere contemporaneamente una persona estremamente empatica e positiva e un serial killer.

    Le anime nere hanno sfumature. Noi abbiamo sfumature. Si cade, ci si rialza, ri ricade, ci si rialza. La vita non è una curva in ascesa o discesa ma una umanissima montagna russa 😉

    Scegli un nome a cui potrai volere comunque bene. Perché è parte di te 😉 questo è il consiglio che ti do io, ma sta a te pensarci e anche in questo pensiero, trovare qualche tua risposta

  14. Elena dice:

    Ti ringrazio molto per la tua risposta. In effetti per “positivo” intendevo “amato”, perchè avevo capito che poteva avere molte sfaccettature. “Scegli un nome a cui potrai volere bene” è proprio il chiarimento di cui avevo bisogno.
    Buona serata e grazie

  15. Cristiano dice:

    Dirti brava e grazie è ormai banale. Ne approfitto per chiedere alla tua nutrizionista se ha colleghe brave uguale anche a Reggio Emilia, perché con la comunicazione online non sono tanto brave.
    Spiega anche loro che non sarebbe sbagliato metterci la faccia, far capire come la pensano, quanto costano e qual’è il loro metodo. Perché altrimenti uno sta sempre e solo ad aspettare il passaparola ed è inutile che spendano soldi in siti, pagine gialle e cose simili. 😉

  16. Close The Door dice:

    Grazie di questa condivisione, tutti i pensieri che scrivi riguardo al cambiamento li sento del tutto miei, specialmente l’idea che a 40 anni si possa e si debba fare qualcosa per cambiare. Ti abbraccio

    • Panzallaria dice:

      Grazie! Il cambiamento è l’unico modo possibile per vivere bene, sempre, anche quando si comincia a “maturare”. 😉 abbraccio ricambiato

  17. catia dice:

    Sono praticamente tua coetanea.
    Stessi sentimenti (il mio Dexter ancora non ha un nome), stessa passione x la corsa riscoperta in età “matura”.
    Mille diete alle spalle, alcune delle quali hanno migliorato la mia situazione (ma mi sono fermata prima di arrivare al peso “giusto”), una vasta esperienza su come mangiare sano … ma pochissima forza di volontà per portare avanti con costanza e determinazione un progetto di “muta” definitivo.
    Poi mi imbatto nel tuo blog … e decido che, se ce l’hai fatta tu, ce la posso fare anch’io, che parto da un livello di sovrappeso meno “alto”.
    Ho un po’ meno tempo libero rispetto a te, ma cercherò di ritagliarmelo!
    … E se un giorno, passando sotto i portici di San Luca, dovessi incontrarti … penso che ti chiederò l’autografo come si fa con i grandi miti! 🙂
    Grazie davvero!!!

  18. Giuseppe dice:

    Ps

    Psicologicamente, ognuno dinoi deve essere disposto a cambiare ed il cambio psicologico è molto più importante di quello fisico, fino al punto che il suicidio è di colui che ammazza se stesso perchè non può morire psicologicamente e dopo ricostruirsi sopra una base rinnovata.
    Francesca sei molto brava.
    Tuo padre.

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  1. Mamma, perché non fai la modella? | ha detto:

    […] e Io ti vedo, mi sono venute in mente le riflessioni di Mammaeconomia, di Mammafelice, di Panzallaria, di Measachair e di tante altre donne che ragionano sul proprio e sull’altrui valore e sulla […]

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