L’ultimo nato: il meglio del mommyblogging italiano
Dato che per lavoro sto venendo a contatto con moltissimi blog dedicati alla maternità, paternità e figli e che il fenomeno del mommyblogging sta prendendo sempre più piede e offre un sacco di spunti per tutti i genitori, aspiranti tali e curiosi dell’argomento, ho deciso di ideare uno spazio web dedicato al tema.
Per censire i siti di mamme e papà blogger e farne emergere i contenuti migliori, in base ad argomenti di interesse.
Interviste, sondaggi su modalità educative, panoramica sul fenomeno sono gli ingredienti che ho messo in questo nuovo blog.
Vi presento l‘ultimo nato in casa Panzallaria:
www.mammablogger.net
(www.mammablogger.info)
Ci tengo molto e spero che possa essere d’aiuto ai tanti che - come la sottoscritta - si sentono genitori imperfetti e non hanno nessuna pretesa di ambire a qualche primato.
Per i tanti che non sanno una fava e per i quali leggere i punti di vista diversi su uno stesso argomento è fonte di serenità perché li fa sentire meno soli nell’impresa di crescere figli.
Per le mamme e i papà blogger: sperando che questa piazza virtuale possa censire adeguatamente un fenomeno dalle mille facce.
Venitemi a trovare anche lì, segnalatemi risorse e nel caso facciate parte della BlogoMammasfera mandatemi il link al vostro blog.
November 13, 2008 4 Comments
A volte vorrei solo poterci prendere una birra
A volte mi piacerebbe che potessimo andarci a prendere una birra. Per fare quattro chiacchiuanere e raccontarci di tutti questi anni passati. Potremmo partire dai ricordi oppure dal presente, come vuoi tu.
Una birra come ai vecchi tempi. Quando ti venivo a prendere con la macchina - che avevo appena preso la patente - e andavamo sulla collina, nella tabacca dei nonnini a comprare le paglie e fumavamo tossendo (che erano le prime!) mentre guardavamo le colline del nostro paese e immaginavamo il futuro.
Io ero molto confusa e tu ti eri dimenticata di iscriverti all’Università che volevi fare. Così entrambe ci ritrovavamo in aule che non ci appartenevano, aspettando che il destino facesse il suo corso.
Basterebbe poi solo fare una pedalata, che adesso io sono a dieta per via di una malattia che mi è venuta - giuro che non ho le pulci anche se mi gratto come un’indemoniata, ma cosa vai a pensare??? - lungo la fondovalle. Come quella volta che ho bucato o quell’altra che ti ho confidato che non ero più innamorata. Come quando ci si fermava a bere al fontanone e ci si chiedeva come cazzo erano finiti i compagni di classe invidiosetti, quelli che c’avevano la scopa in culo e gli è rimasta tuttora.
Potrei raccontarti di come alla fine ho cambiato facoltà, della laurea e di quando mi sono innamorata di occhineri e poi lui si è fidanzato con una che credevo essermi amica. Potrei raccontarti dei miei viaggi, di quelli fatti e solo sognati e di quelli che ancora devo finire. Potremmo abbracciarci e tu - se ti va - mi puoi chiamare biscottino dolce come facevi sempre quando ero triste e tornavamo a casa da scuola.
Ma forse una pedalata non va bene ora che è inverno. Volendo, si potrebbe ripiegare su una discesa con le sportine. Ti ricordi con la neve? ci tuffavamo come matte sui sacchetti della spesa, lungo la discesa del villaggio dove abitavi tu. Ore e ore a fare le montanare, noi che si andava nella scuola di città e certe volte sembravamo delle marziane o delle Heidi di provincia.
Ti ricordi quando venne a nevicare così tanto che gli autobus non passavano e noi rimanemmo bloccate davanti alla scuola? Alla fine tornammo a casa a piedi: 20 kilometri a piedi tra la neve. Ora potrei morirci per una cosa così.
Tu mi hai spiegato cos’è un pompino, che nel cursus honorum di qualsiasi adolescente è un insegnamento fondamentale.
Io ti ho insegnato a fare la carbonara: tuo nonno diceva sempre che come la facevo io…
Oggi è il tuo 35mo compleanno e mi ritrovo a pensare che a volte vorrei solo che potessimo prenderci ancora una birra.
Invece tu avrai sempre 19 anni e dove sei non si soffiano le candeline.
Ah. Dimenticavo.
Ho avuto una figlia nel frattempo.
Si chiama come te.
November 13, 2008 11 Comments
La sensibilità del nonno
Dato che la marmitta è prolassata e oggi l’auto era in rianimazione dal meccanico, avendo io un appuntamento pomeridiano, mio suocero è venuto con me all’asilo della frolla per portarla a casa loro.
All’asilo, all’ora in cui vado a prendere la frolla, rimangono sempre pochi bimbi e tutte le volte che arriva un genitore loro si sporgono per capire se si tratta della loro mamma.
Quando arriva il genitore giusto li vedi che fanno sorrisi a 360 denti e quando invece è la mamma di qualcun altro si smorza un po’ di entusiasmo.
Mio suocero che si è votato alla missione di appianare i conflitti, far stare bene gli altri e trovare una parola buona per chiunque, che dia un senso ad ogni evento, anche il più catastrofico, in un grande quadro celeste, oggi ha dato il meglio di se.
Prima di tutto, con il suo vocione baritonale, mentre aspettavamo che la frollina venisse a noi e smettesse di saltare se ne è uscito con un “dai silvietta che adesso andiamo a prendere un dolcino al bar!” che ha ovviamente avviato la salivazione di tutti gli altri e li ha fatti sentire ancora più sfigati nel loro status di nanetti in attesa.
Ho provato a smorzare la sua favella ma tra che è sordo e tra che deve sempre per forza riparare al danno mettendogli pezze a colori, ha proseguito con un ridicolo: “ho detto dolcino? no, volevo dire andiamo a mangiare una pastina in brodo!” come se questo bastasse a disinteressare i pulcini che avevano pranzato da più di 2 ore e secondo me si sarebbero divorati un cinghialotto in agrodolce, se qualcuno glielo avesse presentato.
Poi, non contento, mentre rivestivamo la frolla ha dato il meglio di se’. E’ arrivato un bimbo piangente assai con la nonna. Piangeva proprio come un disperato. La nonna tentava di consolarlo e - soprattutto - farlo pensare ad altro. Io avevo già scelto la strada dell’indifferenza per non alimentare la sua disperazione ne’ coinvolgere quella pettegola della silvia, ma lui non ha potuto trattenersi.
Sempre con il suo tono PACATISSIMO e DISCRETISSIMO di voce ha cominciato a dire:
“senti frollina come piange il bimbo? si vede che si è fatto la bubba!” e in un afflato di santità si è fin avvicinato al piccolo piangitore e gli ha chiesto ” ma ti sei fatto tanto bubba?”.
Ogni volta che rincarava la dose e pronunciava la parola “bubba”, il piccolo Paolino piangeva più forte, con grande gioia della nonna e con la frollina che ripeteva anche lei “bimbo, bubba, bimbo, bubba” in un mefitico mantra.
Immaginerete bene cosa possa essere successo quando l’elefante suocero ha pronunciato la parola Mammma scandendola bene, come una coltellata che ti perfora il cuore.
Paolino sembrava indemoniato e a nulla valevano i miei consigli al suocero, affinchè si facesse gli affari suoi e tornasse al nostro cantuccio. Per un attimo ho immaginato la nonnetta, evidentemente affaticata dal dover gestire un bimbo isterico e anche affranta per il nipotastro, trasformarsi in Wonder Nonna e picchiare a sangue quel simpaticone dello suocero. Che uno squadrone di elefanti che ti passano sopra sono più leggeri.
November 12, 2008 4 Comments
Il martedì nero della Borsa Panzallaria
Una disfatta. Una Caporetto finanziaria. Una giornata nera. Un bubbone sul calendario. Uno sputo nell’occhio di un cieco.
Solo così posso definire la giornata di oggi.
Alle 9.25 ero al Nido ad accompagnare la frollina. Alle 9.30 seduta al pc che stavo scrivendo un articolo su come i padri prendono l’arrivo di un figlio per Liquida Magazine. Alle 9.45 suona il campanello, come di consueto. E’ la Signora Coriandoli, ovvero il mio simpaticissimo postino. [Read more →]
November 11, 2008 16 Comments
Vorremo tutti essere Carla Bruni
Carla Bruni, dopo l’ultima simpatica e umoristica uscita del Nano a cavallo pare che abbia dichiarato estrema felicità per la sua rinnegata italianità.
“Credo che adesso siamo tutti pieni di speranza, di attesa. Per contrasto, quando sento Silvio Berlusconi prendere l’evento alla leggera, e scherzare sul fatto che obama è ’sempre abbronzato’, mi stranisce. Si farà pure dell’umorismo… Ma certe volte sono molto felice di essere diventata francese!”.
dice la SuperGnocca moglie di Sarkò.
Come non darle torto? Come non provare un moto di invidia e non per le sue gambe da urlo o gli occhi magnetici. Non per la voce canterina o il fisico da pin up. Nemmeno per il fatto che è celeberrima e le ha provate tutte (moda, canto e principato).
No. Oggi a Carla invidio SOPRATTUTTO il suo passaporto!!!!
Il mio prossimo obiettivo è scovare un cavillo per cui riesca ad attribuire cittadinanza saudita (o spagnola) al Tino, con quel barbone e gli occhi neri!
Ecco. Quello sarebbe giusto giusto un buon motivo per sposarci e rompere il nostro sacro non matrimonio…
Nel frattempo mi vanto e vi ringrazio: l’altro ieri ho inserito nuovamente Google Analytcs all’interno del codice di Panzallaria (dopo mesi che un cambiamento di template lo aveva tolto e io mi scordavo di inserirlo) e nella sola giornata di ieri ho contabilizzato 850 accessi per 812 utenti unici!!!
Vi giuro che sono incredula. Non pensavo che foste così tanti a passare di qua.
Grazie eh? Ma grazie davvero.
November 11, 2008 10 Comments
Lucidità
Probabilmente capita a tutti. Ci sono dei momenti nella vita in cui sembra tutto un gran casino, ti perdi in un bicchier d’acqua e per fare ogni più piccola mossa impieghi un sacco di energie inutili. Poi ci sono invece i periodi di estrema lucidità, in cui ti vengono in testa un sacco di idee giovani e ti sembra di poter spaccare il mondo.
Magari non è che vada tutto benissimo ma tu ti senti come una quercia forte e ti sembra di aver ben chiaro quale direzione devi prendere. Sai che hai radici salde e il vento non ti potrà spezzare. In questi momenti di lucidità vengono delle idee, spesso e sono le idee che ti fermi e ti chiedi “ma come ho fatto a non pensarci prima?”.
Ecco. Io per una lunga serie di eventi che ha avuto inizio ormai un anno fà, ho attraversato prima il fango, quello proprio brutto e puzzolente e ora sono già sotto la doccia che sto sciacquando via gli ultimi detriti e vivo questa stagione di consapevolezza e lucidità quasi perfette.
Che credo capitino solo poche volte nella vita. Sto attraversando un momento davvero magico con tutte le fibre del mio corpo e della mia mente e il cambiamento sta facendo largo in modo bello, pieno, alle volte doloroso ma vivifante.
Porto sulla pelle i segni della mia lotta e - come dire - ora ne vado fiera.
Comunque. In questo periodo magico che non è che poi io abbia trovato un lavoro o sia dimagrita 40 kili (anche se la dieta comincia a dare i suoi effetti, ma ne parlerò in altro post) ma c’ho un sacco di idee. Giuro. Penso a mille cose e cerco di portarne a termine almeno 10 (che sarebbe già un bel traguardo) e ho abbastanza in mente dove voglio dirigere la mia vita professionale e anche emotiva.
Sono lucida. Come una scarpa nuova. Come un’automobile appena uscita dal lavaggio. Sono così lucida che rifletto e la gente mi viene intorno e se ne accorge e mi cerca tantissimo. Perchè quando hai delle energie positive gli altri lo sentono ed è bello condividerle, è stupendo creare quell’osmosi profonda con le persone che nel momento stesso in cui state insieme vi state dando moltissimo.
A me da un po’ di tempo capita. Provo osmosi profonde con persone che conosco da pochissimo tempo cronologico e mi sembra invece di essere amici da una vita intera.
Allo stesso tempo mi sento completamente disinteressata a rapporti morti e sepolti che si portavano avanti per inerzia e ipocrisia.
Giuro. Non è mica facile spiegare. Forse un giorno troverò le parole e vi racconterò il mio percorso, perché sono stata fortunata: ho incontrato uomini e donne che mi hanno aiutata molto e grazie a loro e al mio impegno sono una persona nuova che ama molto quella vecchia.
E vive intensamente nel presente.
Per lo più rido
November 10, 2008 5 Comments





