Panzallaria - blog di panza

aneddoti al sugo e frolline al cioccolato

Non sempre le storie hanno una morale

Tino è a Roma, in trasferta. Chiuso in una camera d’albergo con la febbre a 39.

Noi altre siamo a Bologna e Frollina ha deciso di inaugurare l’arrivo dell’autunno ammalandosi anche lei: febbre, raffreddore moccoloso e principio di tossone.

Io per contrastare i bacilli (che ne ho già del mio con le mute epidermiche e ci manca solo l’influenza!) mi sono mangiata un kilo di mandarini.

Lei alterna fasi di mammite collosa a fasi di intolleranza nei confronti del mondo. Per dirne una, ma solo una, stasera ha deciso che doveva fare la pipì nel vasino da sola.

Okei. Molto brava.

Se ne è andata in giro tutta sera con questo vasino e ci si sedeva sopra ogni tanto o ci ficcava sopra Belinda ordinandole di fare la cacca.

Ad un certo punto, eravamo in camera di Tino e della sottoscritta e ha deciso che io dovevo andarmene.

Mi ha cacciata. Letteralmente.

Mi sono alzata e dopo un attimo di stupefazione l’ho guardata e le ho detto

“Okei, allora mamma esce se non la vuoi…”

Ho preso il vasino e mi sono allontanata dalla stanza. Lei è rimasta un attimo immobile e poi mi è corsa dietro.

“Lo sapevo…non ce la fai a stare senza la mamma!” ho detto io con una punta di sboronissimo orgoglio.

Lei mi ha guardato beffarda, ha indicato il vasino e ha detto

“no mamma, io vojo quelo!”

Sto cercando una morale in questa storia. Ci deve essere una morale in questa storia…

Spiaggiata

Dato che ho fatto questa biopsia no, ora c’ho due punti su una gamba che mi fanno tanto sembrare un cotechino. Dato che questi punti me li tolgo domani no, sono due settimane che non posso farmi ne’ una doccia ne’ un bagno.

Dato che ora il mio bagno è un luogo meraviglioso, dove ho attaccato quadri e dove i piccoli pezzi del mosaico che compone le piastrelle riluccicano come se fossimo a Versailles e da dentro la vasca, mentre magari ti fai un idromassaggio, ecco tutto questo sfarzo mi produce un godimento pari a quello sessuale, io ieri sera c’avevo voglia di farmi un bagno.

C’avevo proprio voglia di infilarmi dentro alla vasca e accendere le bollicine e magari - lusso sfrenato! - leggere anche qualche pagina del mio libro. Continua..

Vicini bavosi

Vicino bavoso vecchioarteriosclerotico in cortile:

Signora Panzallaria? dovrebbe evitare di far giocare la bambina lì!

Panz:

Perché?

Vicino Bavoso:

Perché mette in disordine i sassolini del selciato

Panz:

Ma sta scherzando?

Vicino Bavoso:

Ha un’idea di quanto paghiamo l’Impresa che ci fa il giardinaggio? e quei sassolini, ha un’idea di quanto li abbiamo pagati? Se li trovano fuori posto ci aumentano la retta, sa!

Panz (solo pensato):

conosco qualche buon ricovero per vecchi: il selciato è perfetto e il giardinaggio è compreso nel prezzo!

Giorgio

Io che sono snob quando ho comprato il primo peluche a mia figlia - ed era un pupazzo a forma di winnie pooh (si scrive così?) ho deciso che non lo avrei chiamato winnie ma “Orso Giorgio”.

Continua..

Grattini

Alla Frollina, da un po’ di tempo a questa parte, gli è venuta la mania dei grattini. Mentre la cambio o la vesto per la notte, mi fa eloquentemente capire che vuole che le faccia grattagratta sulle chiappette e sulle gambe, mettendosi in posizioni inequivocabili e attirando la mia mano sulla sua banga (in frollinese: gamba) e andiamo avanti così per delle ore, con io che gratto e lei che si gode la coccola con occhio vacuo e muccoso e senza emettere un fiato, tranne per redarguirmi se mi sposto dal luogo da lei prescelto o se calo l’intensità.

Rimetterle il pannolino, dopo queste session è un’ardua impresa che mi vede protagonista di equilibrismi degni di un circo.

Il che, diciamolo, alla frollina sembra poi piacere quasi come i grattini. Forse per questo motivo, perché la sua mamma è un pagliaccio, oltre ai grattini ora è entrata in fissa con i clown e il circo. Quest’estate aveva fatto conoscenza con un giocoliere vero e la cosa l’aveva entusiasmata forse più delle foche all’acquario di Genova, ora - grazie ad una puntata della Pimpa - ha visto un clown e non fa altro che parlare di clown e volere clown e simulare giochi con palle e birilli.

Mi toccherà portarla al circo: esperienza di cui farei volentieri a meno dato che da quando non ho più 4 anni il circo mi fa abbastanza cagare in generale e in particolare mi ammorba di tristezza, ma per amor materno, dovrò farlo.

Ma stavamo dicendo dei grattini.

Ecco, questa cosa dei grattini è come una droga: la dose è in costante aumento e sembra non bastare mai, la piccola Proletta ha crisi di astinenza e si è infurbita come un droghello professionista.

Per esempio.

Per esempio ieri sera che era già nel lettino lavatacambiatapigiamata, ad un certo punto ha chiesto di essere presa in braccio.

Guadagnata la posizione ha cominciato a dire “cacca, cacca, cacca!” come se avesse fatto la Grossa. Io le ho chiesto “ma sei sicura?” e lei mi ha guardata seriaseria. In effetti un odorino acre e medicamentoso mi stava prendendo le nari.

L’ho stesa sul fasciatoio (lo so, lo so, è grande per il fasciatoio, ma a noi ci piace tanto giocarci sopra!) e le ho tolto tutti i bardamenti per la notte.

Non solo la bastardella non avevo defecato e il pannolino era intonso e pulito, ma mentre mi guardava con gli occhi furbetti di chi è riuscito a ottenere il suo e cominciava a litaniare “banga, banga, gratta, gratta” ho capito che la sua soddisfazione più grande era di essere riuscita a scorreggiare a comando per dare un tocco di realismo al tutto…

Tino e le buche

Al mare a Tino ci piace scavare delle buche profondissime. Costruisce dei veri e propri condotti sotterranei per l’acqua e si impegna come un architetto al suo primo stage non pagato.

Lo vedi che le vene del collo si ingrossano nella concentrazione e che i neuroni sono attivati in ogni loro anfratto per sfidare vento, salsedine e bambini tedeschi.

Solo che i bambini tedeschi c’hanno quelle vanghe super professional mentre Tino deve accontentarsi della dotazione in plastica della Frollina.

Al mare Frollina ama giocare a Godzilla: entra nelle buche che costruisce suo padre e poi sfonda tutto, fognature, condotti, e muri di cinta.

Si butta a piedi pari e comincia a calciare per radere al suolo ogni forma di vita.

Così al mare, Tino e la Frollina passano le giornate a rotolarsi nella sabbia. Tino progetta il modo migliore per rubare le attrezzature dei biondi crucchi con le pale in titanio ultraleggero e cova pensieri orribili, tipo tornare nottetempo a distruggerne il lavoro, Frollina salta.

Salta su ogni opera umana costruita con la sabbia.

Due bambini.

Che poi, quando il tempo è particolarmente clemente, si tuffano a mare insieme, cotolettati dalla enorme quantità di sabbia che ha invaso OGNI anfratto del loro corpo.

Per fortuna almeno Tino ha imparato a trattenere la cacca. Perché al mare Frollina si nasconde dentro le casette, quelle di plastica, quelle dei bambini, e partorisce - tutta contenta - stronzi di dimensione e odore apocalittici che poi la mamma deve raccogliere con le sue mani da rettile.