Category — aneddoti di panzallaria
Ho portato a casa degli omini
Una mia collega mi ha portato degli omini fenomenali e io me li sono presi a casa!
comincia così la mia amica Adele durante una delle nostre session di chat.
Sono un po’ perplessa. Non so cosa dire. L’Adele ultimamente non ha avuto delle esperienze particolarmente edificanti con gli uomini ed è un po’ scoraggiata ma non avrei mai pensato che arrivasse a tanto.
Tutto ha avuto inizio qualche tempo fa, quando la sua lunghissima relazione s’è conclusa.
October 28, 2008 6 Comments
Tossine
Sabato sono stata da questa medica alternativa: un’esperienza pazzesca. Ha guardato tutti i miei esami e ha saputo dirmi esattamente cosa mi è successo da quando sono nata, che malattie ho avuto, quali sono le cose che mi hanno portata dove sono (in un luogo dove il mio corpo fa male a se stesso) e come reagisco alle situazioni. Con me c’era anche Tino. Che non portava esami, per la verità, ma al quale ha descritto il carattere, dopo 30 secondi che eravamo lì come se lo conoscesse meglio della sottoscritta.
Non vi sto a spiegare i giri che mi ci hanno portato ma sono i giri che sto facendo per venire a capo dei miei problemi che non accennano a migliorare. Per questo motivo ho deciso di unire alla terapia classica - quella del SuperLuminare - anche una terapia alternativa. Non so se avete letto Un altro giro di giostra di Terzani ma cerco anche io di guardare alla cosa a 360°, consapevole che si tratta di una malattia importante e che in futuro potrebbe darmi problemi ancora più seri di quelli che già non mi dà. Dunque penso che le risposte non stiano solo nella medicina classica e nemmeno solo nella medicina alternativa ma che io debba conoscere e sperimentare entrambe. [Read more →]
October 27, 2008 6 Comments
Panz e la gente famosa
A tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di intravedere in stazione o al bar sotto casa qualcuno che ci sembra di conoscere benissimo ma che fatichiamo a ricordare dove lo abbiamo visto. Poi ci accorgiamo che si tratta di Pippo Baudo o di Elisabetta Canalis e che quel senso di familiarità deriva dalle enormi aspettative che riversiamo sul nostro tubo catodico.
Oggi vi racconterò le mie esperienze con i Vip.
Stavo correndo per non rischiare di rimanere fuori da scuola, avevo 14 anni e frequentavo il IV ginnasio, quando svoltando un angolo sono andata a sbattere - con tutta la mia mole - contro uno che usciva da una tabaccheria e l’assalto è stato talmente irruento che siamo finiti entrambi a culo a terra. Mentre mi sperticavo in mille scuse, raccogliendo i miei blacchi, mi sono resa conto che avevo travolto - data la statura stava per fare una capriola sul marciapiede! - proprio Lucio Dalla. Mi ha guardato con un tale odio e pena quando ho cominciato a balbettare per il riconoscimento che non sono riuscita ad ascoltare più una sua canzone per due anni senza sentire i brividi di freddo imbarazzo in mezzo ai capelli.
Prima che Stefano Accorsi diventasse Stefano Accorsi ma aveva già girato Jack Frusciante, abitava nel mio quartiere e mi capitava spesso di vederlo passare davanti a casa mia su un ciao scassatissimo e smarmittato. Era già molto bello, secondo me.
Mio nonno, quando ero piccola, frequentava lo stesso bar di Vanna Marchi. Per me che sono di Bologna la Vanna era quasi una di famiglia e ho memoria di lei da ere geologiche immemorabili. Certe volte, in quel bar, capitava pure che scambiassimo due chiacchere: allora non sapevo ancora che stavo discorrendo con il diavolo, anche se ne avevo qualche sospetto per il forte odore di zolfo che emanavano i suoi caffè.
Una mia amica abitava nel palazzo dove vive Luca Carboni e una volta, mentre stavo suonando il campanello per salire e intanto cantavo forteforte con il mio walkman all’orecchio, non mi sono accorta che lui stava dietro di me e ho interpretato la sua mano che si allunga per infilare le chiavi nella serratura in un tentativo di furto del mio lercioso zainetto: ho cominciato a urlare “al ladro! al ladro!”.
All’università una volta ho fatto una pernacchia fortissima a Achille Occhetto: al tempo abitavo con una mia amica il cui padre è un noto politico della zona. Avevo inciso io il messaggio in segreteria telefonica, il quale non solo iniziava con me che facevo finta di rispondere e di non sentire nulla e ripetevo “pronto, pronto, pronto?” facendo sentire un imbecille chiunque si trovasse dall’altro capo della cornetta ma terminava anche con uno spernacchione al posto del bip. Achille per motivi oscuri e indecifrabili chiamò casa cercando il papà della coinquilina e trovò la mia voce registrata: quando ascoltammo il messaggio che lasciò seppi che qualsiasi carriera politica avessi voluto fare, era meglio non fosse con la sinistra.
E voi? Quali sono le vostre esperienze Vip???
October 23, 2008 19 Comments
Dalla nazipediatra con furore
Tino e la Frolla si sono recati dalla Nazipediatra. Dovete sapere che l’anno passato abbiamo attraversato bacilli e bronchiti e catarri di ogni genere, sempre mazziati e frustati a morte da colei che avrebbe dovuto assisterci, insegnarci e anche - penso - tranquillizzarci, nel primo anno di vita di nostra figlia.
Invece ci siamo ritrovati una Megera. La Megera della Mutua. Ogni tentativo per un cambio di medico è stato vano: o ci accontentavamo del signor x di cui non sapevamo nulla e che riceveva dall’altra parte di Bologna o potevamo anche incularci, rimanendo servidellagleba della Nazi.
Dato che il Male quando lo conosci è più facilmente affrontabile del Male che non conosci, abbiamo optato per la seconda. Nel frattempo ci siamo rivolti ad una pediatra privata (dal costo enorme!) ma molto brava che coniuga la medicina tradizionale all’omeopatia e che ci ha salvato. Frollina, a causa degli antibiotici e del cortisone prescritto come se piovesse dalla Nazi si era presa un fungo alla gola e non mangiava più. La Nazi non solo non aveva capito che si trattava di un fungo ma mi aveva fatto pure sentire una cacca perché sosteneva che io non le avevo dato l’antibiotico nella maniera giusta e avevo portato mia figlia alle placche in gola.
Insomma: la Nazi è una grande scassacazzi. Non è che sia una cattiva medica. Solo che 2 volte su 3 le tira il culo in un modo incredibile e la fa pagare ai pazienti. Anzi no: ai genitori dei pazienti.
Qualsiasi cosa tu faccia è sbagliata.
Ora.
L’anno scorso mi sono sentita dire più e più volte “…e certo! se lei l’avesse portata qui prima probabilmente adesso questa bambina non avrebbe la bronchite! ma voi la curate vostra figlia?”. Frasi che come madre di primo pelo mi hanno trascinata sull’orlo del suicidio tramite inalazione di broncodilatatori via aerosol fino alla morte.
Poi, grazie anche alla medicaApagamento, la salute di nostra figlia è rifiorita. Tanto che Tino aveva anche programmato una feroce vendetta da consumarsi in periodo estivo.
Il terribile piano prevedeva che ci procurassimo numero 2 di puzzole morte. Codeste puzzole sarebbero state lanciate (in modi da studiare) in casa della Nazipediatra durante le vacanze della stessa - che fa pure la Motarda superfika, con i giubottini Danese (o cose del genere) e la bandana al collo! - in modo che al suo ritorno le avesse trovate in avanzato stato di decomposizione.
Vuoi i lavori di Villa Borghese, vuoi i miei guai di salute, non siamo riusciti ad avventurarci nel bosco e il piano diabolico di Tino è saltato.
Erano mesi che non andavamo dalla Nazi, forti dell’estate e di Frollina che ha acquistato forze.
Però. Però le sue parole come lame a me sono rimaste piantate nel cervello e così stamattina, dopo la notte insonne, mi sono detta “ma si, portiamo la frollina a un controllino…tanto perché la visiti e ci dica che non ha bronchiti o robe infette che potrebbero peggiorare. In fondo ha ragione, se noi non la portiamo lei mica può evitare un peggioramento” e così l’abbiamo chiamata e ci ha dato appuntamento alla fine delle sue visite programmate.
Tino è andato.
La Nazipediatra gli ha subito fatto capire, con i suoi modi sbrigativi e quella vocietta odiosa di donna repressa, che potevamo anche rispiarmiarci di portarla.
“Certo” gli ha detto “che se me la portate per ogni laringite, ora che fa il Nido mi tocca visitarla tutti i giorni!”
La Nazipediatra non ha capito che la piccola la notte scorsa non ha chiuso occhio per colpa della tosse.
La Nazipediatra non ha capito che siamo pericolosi e che ora le puzzole al suo attivo sono arrivate a 5, da suddividere in maniera certosina in tutta la sua abitazione, durante i mesi caldi, quelli che in cui l’afa manda in decomposizione anche i vivi.
La Nazipediatra non ha capito che sappiamo dove abita.
Per chi volesse leggere altre storie sulla Nazipediatra: questo è il link aggregatore
Per inciso, con la cura omeopatica frollina sta già guarendo e oggi va molto meglio!
October 22, 2008 12 Comments
Di amenuncoli sessuali
Premessa: ogni riferimento a fatti o persone realmente esistiti è PURAMENTE casuale. O forse no.
L’altra sera siamo andati a cena da un’amica, noi della Panzafamily.
Frollina era in grande spolvero, le abbiamo portato i suoi giochini e si è subito sentita a suo agio nella nuova casa di colei che chiameremo la donna misteriosa.
La donna misteriosa ha appena traslocato e ha confezionato una dimora che sembra uscita da Vogue, con tanto di fiori freschi sul tavolo e musica di sottofondo che a VillaBorghese tanta eleganza la stende in pieno!
La cena era squisita. La compagnia ottima. Abbiamo chiaccherato, giocato con la bimba e riso dei vecchi tempi (che fa molto gente che nella vita da qualche parte è arrivata e può ridere del passato).
Mia figlia si sentiva talmente bene ma bene che ad una ora vicina alla nanna si è buttata sul lettone di codesta amica per leggere con me e rilassarsi come facciamo a casa, secondo una routine ormai collaudata.
Lenzuola figose e copripiumino figoso. La donna misteriosa è in piena “fase materasso”. Ovvero ha appena iniziato una relazione appassionata con un uomo appassionato che la attizza alquanto e la tromba assai. Stanno attraversando quel momento magico dell’ammore in cui passeresti tutta la giornata a rivoltarti tra le lenzuola e c’hai sempre le labbra gonfie di sesso e gli occhi illuminati di eccitazione.
La fase materasso per l’appunto.
Mentre leggevo “Giulio coniglio” a mia figlia ma con la mente correvo ai materassi e Tino e la donna misteriosa chiacchieravano in cucina, ecco che quella pettegola curiosona di frollina in un lampo si è allontanata dal libro e dalla sottoscritta e ha infilato una mano nel cassetto del comodino della mia audace amica.
Quando ho rimesso la mente nel mondo, lasciando i materassi al loro posto, ecco che la piccola mascalzoncella rideva contenta brandendo l’aria con una specie di nonsocosa rosa, dalle forme accattivanti e ammiccanti.
Ora. La mia fase materasso è finita da un po’ (che tra laringiti di frollina, dermatiti della sottoscritta e stress quotidiano, noi ci potremmo dire in piena fase “rubiamo un attimo durantelananna di frollina per scopacchiare un poco”) ma non sono mica nata ieri.
Ho capito subito che l’orpello che stava divertendo molto mia figlia per la somiglianza con un maialino di quelli della sua fattoria parlante aveva altri usi che vivere nella stanzetta innocente di un bimbo.
Ho capito subito che dovevo recuperare l’oggetto prima che diventasse troppo complicato spiegare a mia figlia perché non era affatto il caso che ci giocasse.
Ma lei era già in salotto dove Tino e la donna misteriosa parlavano di libri.
A sventolare al mondo i piccoli segreti della mia amica.
Con un lancio carpiato doppio ho braccato la bambinella e sono riuscita a passare in tutta fretta l’amenuncolo alla donna misteriosa.
La quale - in un attimo - ha acquisito un colorito naturale che sembrava appena tornata da un viaggio alle Maldive.
La quale, da quel giorno, balbetta.
E credo che a causa della Prole sia definitivamente uscita dalla fase materasso!
Frollina: ovvero il miglior anticoncezionale al mondo!
October 20, 2008 4 Comments
Caro Altan - lettera aperta sulla Pimpa

Caro Francesco Tullio Altan,
ti scrivo perché ho sempre stimato il tuo lavoro - sono una fan delle tue vignette satiriche - e ora ho una figlia duenne che è entrata in fissa con la Pimpa.
Ogni giorno, a casa nostra, si consuma una quotidiana lotta per convincere la piccola Frollina che non può SEMPRE guardare la tua Pimpa. Però ormai, ognuno di noi, compresi i due felini, conosce a memoria ogni battuta dei 4 dvd con gli episodi del cane con la dermatite.
Inoltre, caro Francesco Tullio, essendo la sottoscritta affetta da plurime patologie della pelle (tra cui ponfi rossi di orticaria molto simili a quelli della Pimpa), ecco devo dire che io quel cane lì me lo sono preso davvero a cuore.
C’ho alcune domande.
October 16, 2008 6 Comments




