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L’ultimo nato: il meglio del mommyblogging italiano
Dato che per lavoro sto venendo a contatto con moltissimi blog dedicati alla maternità, paternità e figli e che il fenomeno del mommyblogging sta prendendo sempre più piede e offre un sacco di spunti per tutti i genitori, aspiranti tali e curiosi dell’argomento, ho deciso di ideare uno spazio web dedicato al tema.
Per censire i siti di mamme e papà blogger e farne emergere i contenuti migliori, in base ad argomenti di interesse.
Interviste, sondaggi su modalità educative, panoramica sul fenomeno sono gli ingredienti che ho messo in questo nuovo blog.
Vi presento l‘ultimo nato in casa Panzallaria:
www.mammablogger.net
(www.mammablogger.info)
Ci tengo molto e spero che possa essere d’aiuto ai tanti che - come la sottoscritta - si sentono genitori imperfetti e non hanno nessuna pretesa di ambire a qualche primato.
Per i tanti che non sanno una fava e per i quali leggere i punti di vista diversi su uno stesso argomento è fonte di serenità perché li fa sentire meno soli nell’impresa di crescere figli.
Per le mamme e i papà blogger: sperando che questa piazza virtuale possa censire adeguatamente un fenomeno dalle mille facce.
Venitemi a trovare anche lì, segnalatemi risorse e nel caso facciate parte della BlogoMammasfera mandatemi il link al vostro blog.
November 13, 2008 4 Comments
Di Facebook parte 2#: gli aspetti positivi
Dopo aver spiegato perché Fb NON mi piace e quali sono i suoi lati oscuri in questo post, oggi voglio raccontare invece perché mi piace.
Per esempio una settimana fa, grazie ad una blogger bolognese come me e che ci leggiamo a vicenda e che siamo amichette di FB mi ha contattata il mio compagno di banco della prima elementare: il primo amico che io abbia avuto nella mia vita.
Lui ora sta fuori dall’Italia (e come non appoggiare la sua scelta?) e per me è stata una vera emozione. Cioè ci siamo scambiati delle mail dentro a fb e ci siamo messi a ricordare di quando eravamo piccolini e giocavamo molto insieme e andavamo a nuoto insieme e lui faceva questo suono tipo cicala estiva con la lingua tra i denti come una specie di tic e c’erano delle volte che io non riuscivo nemmeno a sentire la maestra per via del suo cicalare.
Che poi siamo rimasti amici per alcuni anni, prima che io mi trasferissi e dato che abitavamo proprio di fronte capitava spesso che fossimo a casa mia o a casa sua e io di notte, alle volte, mi sogno ancora il suo palazzo.
Insomma è stato bello e forse a natale ci rivediamo che lui torna in Italia e magari facciamo pure un giro ai giardinetti dove siamo cresciuti e dove ci siamo tolti le rotelle dalla bici, quasi in contemporanea.
Poi un’altra cosa per cui FB mi piace è che per esempio io sono una che solo da poco si è messa a fare foto. Quando c’avevo vent’anni di foto non ne facevo nemmeno sotto tortura che mi rompevo le balle di portarmi in giro la macchinetta e non sapevo bene montare il rullino e ora sono molto pentita di questa cosa.
E oggi su FB una vecchia amica dell’estate del 95, che noi abbiamo fondato anche un gruppo che si chiama “Vacanze a Capo Vaticano” e ci siamo ritrovati, invecchiati di 10 anni e sblisga, con figli a volte e vite diversissime e facce che nemmeno si riconoscono nei profili, ecco oggi questa amica ha inserito in fb le foto di quelle vacanze e io a vederle ho riso molto, perché poi vengono in mente miliardi di cose e di persone e a vederci lì in quelle foto, con un look da anni 80 decaduti (che per esempio io c’avevo ancora una permanente alla Madonna likeavergin che stentavo a dismettere dal decennio precedente) e con l’abbronzatura e le facce da giovinastri con l’ormone mosso e la risata pronta, ecco mi sono venute in mente mille robe e ho pensato che è proprio una figata quando i ricordi sono cose buone, di quelle che ti fanno ridere.
Perché me ne sono stata circa mezz’ora a guardare la mia faccia (e i miei 30 kili in meno!) e tutti i miei amici giovanissimi e noi che cazzeggiamo e per esempio mi è venuto in mente che io in quella vacanza lì rubavo tantissimo.
Cioè vicino al camping c’era questo piccolo supermercato con prezzi tripli rispetto alla norma e allora io e un mio amico (che poi sarebbe diventato il mio fidanzato e per un po’ ci saremmo amati ma allora non lo sapevamo) andavamo sempre a fare la spesa e io nascondevo tutte le provviste per cucinare per 15 persone nella mia borsa da spiaggia e alla fine ci compravamo le sigarette e uscivamo sentendoci dei grandissimi furbi. E una volta questo mio amico che poi è stato il mio fidanzato si infilò anche una canna da pesca dietro, nella maglietta e nei pantaloni e riuscimmo fin ad uscire con la canna da pesca.
Ed eravamo molto felici, anche se ne’ io ne’ lui avevamo mai pescato in vita nostra. E nella compagnia allargata delle vacanze c’era anche una ragazza che veniva da Bologna come me che non era mica molto contenta che si rubasse e allora - per non turbare la sua scelta etica - io a lei dovevo sempre chiedere dei soldi prima della spesa che se no si insospettiva e alla fine della vacanza, tra tutto il rubare e il dover prendere soldi dalla mia amica perché non si sentisse una ladra, ecco io non dovevo nemmeno più pagare le sigarette.
E tutti questi ricordi che fanno buon sangue io oggi li ho avuti grazie a delle foto e dei tag su facebook e queste robe qui, lo ammetto, sono molto carine.
Poi alla fine, col tempo, devo dire che ho anche capito una cosa di questo strumentino (a parte il fatto che a livello di usabilità dei contenuti fa abbastanza caccare!) e cioé che se te uno lo perdi di vista nella vita reale perché avete voluto perdervi di vista (e non per motivi più labili o oggettivi), allora potete anche diventare amici su fb, dimenticandovi il perché non vi beccate più in carne ed ossa, ma lo stesso dopo una volta che vi siete scambiati un saluto e un “botta e risposta” e avete imbrattato le bacheche l’uno dell’altro, alla fine succede sempre che non vi cagate più nemmeno in fb e l’equilibrio del mondo e della vita virtuale che imita la vita reale è ristabilito.
E siamo a posto così.
November 8, 2008 4 Comments
Mommyblogging
Dedicato alle mamme che scrivono blog e tengono alto l’umore di altre mamme e così alla fine ci sentiamo tutte meno sole. Le escluse non se la prendono, ne ho citate alcune per abbracciarle tutte!
October 30, 2008 No Comments
Nuova mail di Panzallaria
Dato che ultimamente non riesco più a ricevere la VOSTRA posta per motivi a me oscuri che pertengono il server.
Prima di tutto mi scuso con quelli che mi hanno scritto e hanno pensato che fossi una gran cafona perché non rispondo: le mail non mi arrivano.
Poi.
Ho attivato una nuova mail su San Google, sperando che la potenza potente di quel mezzo eviti questo genere di inconvenienti.
D’ora in poi per ogni comunicazione, se volete raccontarmi le vostre storie, se volete insultarmi, se volete solo scambiare un saluto o mandarmi qualche sollecitazione per un nuovo post (perché no?) potete scrivermi a:
panzallaria73@gmail.com
L’altro indirizzo rimarra attivo ma sono giorni che non riesco a vedere le nuove mail per cui preferirei mi riscriveste su questo.
October 28, 2008 2 Comments
Mi dò al Marketing
Allora.
Dopo il post di ieri che uno dice questa sta tirando merda su facebook, mi è capitato che 3dico3 (tra cui anche la Coniglia) lettori dello stesso si sono iscritti a facebook.
No allora ho pensato: io mi devo dare al marketing.
Ditemi (e pagatemi!) cosa volete che pubblicizzi e giuro che ne parlerò così male, ma così male che incrementerete immediatamente gli affari!!!!! [Read more →]
October 15, 2008 4 Comments
Panza et Facebook
Sono iscritta su Facebook da qualche mese e fino ad ora non me ne sono fatta una cippa. Tutti a dirmi “ahhh Facebook! ahhh apriamo un gruppo su Facebook, facciamo questo e quello” e non è che poi mi sia molto entusiasmata.
Lento. Non mi gira con Mozilla e ha un template che francamente non mi piace affatto.
All’inizio c’avevo solo due contatti, uno dei quali è il dottor Carlo che se voglio lo chiamo al telefono e che vado sul suo blog e che chattiamo con gmail e così via.
Poi, piano, piano, la gente ha cominciato a chiedermi se volevo diventare sua amica.
E
all’improvviso
dagli scatoloni della storia e dei ricordi sono spuntati vecchi amici, persone che non frequento da anni e volti che abitano la mia adolescenza.
Hanno cominciato ad arrivarmi queste mail di tizio, caio, sempronio e giusberta e pippa che volevano aggiungermi ai loro amici.
E io
mi sono fatta prendere.
Ho cominciato a cercare i vecchi amici. I vecchi fidanzati. Quelli che ho amato. Quelli a cui non l’ho mai data ma avrei voluto dargliela e se tornassi indietro non farei tanto la suora. Quelli a cui l’ho data ma magari era meglio se rimanevamo solo amici. Le amiche del liceo. Quelle dell’università. Le amiche che avrei creduto saremmo rimaste sempre amiche e invece ci siamo perse, impercettibilmente, giorno dopo giorno.
Gli amici di Tino.
Gli amici di mio fratello.
Gli amici del Master.
I compagnucci delle elementari.
Niente: ora c’ho un sacco di amici su facebook. Qualcuno non so nemmeno chi sia, mi devo essere sbagliata e adesso facebook mi racconta che cazzo fa da mane a sera e io non so nemmeno che faccia abbia.
Niente.
Ora c’abbiamo tutti un’altra ineluttabile scusa per non telefonare, non vedere, non parlare diritto negli occhi. Possiamo leggere cosa succede al nostro compagno di merende in diretta.
Prima furono gli essemmesse. Che ho sempre odiato chi non ti fila per mesi e poi ti scrive un sms “ciao, come stai? com’è andata la laurea? ma poi ti sei sposata?” e si capisce che non gliene fotte proprio niente che se no ti telefonerebbe,vi telefonereste, vi vedreste, berreste un birrino alla salute.
Ora è sto aggeggio infernale.
Te ci entri. Come una droga ti metti a digitare forsennatamente nomi sul motorino di ricerca e scopri che Pippo “sta bevendo un caffè bollente” e magari sono 15 anni che non sai nemmeno se ha cambiato sesso il Pippo o se sta ancora a farsi le pippe sul suo divano.
Scopri che ci sono gruppi assurdi. Quelli che odiano Berlusconi. Quelli che hanno un dildo che si chiama Berlusconi. Quelli che lottano perché il latino resusciti almeno durante le partite di calcio e quelli che si eccitano con le parolacce.
Il gruppo per smettere di fumare.
Il gruppo per smettere di frequentare facebook come una droga.
Il gruppo per uscire dalla fotta del gruppo.
Io volevo fondare il gruppo “ex morosi di Panzallaria”, dato che recentemente ne ho ritrovati su facebook almeno 5 e mi sembrava carina questa cosa: poi le mie amiche mi hanno fatto pensare che è di cattivo gusto e non l’ho fatto, anche se mi vedevo già mandare mail private a ognuno di loro con su scritto che era stato il migliore e fare esperimenti sociologici all’interno di questa piccola e allegra comunità per testare il cielodurismo dei trentacinquenni italiani.
Di fatto sto facebook è pieno di guardoni. Siamo una generazione di guardoni. Altro che condivisione. Altro che arricchimento. Ti colleghi e sai cosa sta facendo quello là che è un tuo amico ma non sai più dove abita. Tutti a sentirsi gran sboroni che sono arrivati, che vivono in posti dove fa figo vivere e lavorano lavori alla moda e te a sentirti un po’ sfigata, con il tuo lavoro precario, le bolle precarie e la ciccia stagionata. Tutti con delle foto su facebook che mi chiedo se non c’è un fotografo delle modelle che si sta arricchendo a fare ritratti per il profilo, che a guardarli, anche quelli che nella realtà sono un po’ dei cessi, sembrano tutti dei figoni da paura.
Tutti che hanno figli bellissimi (ma la più bella - inculatevi! - resta la frollina) e hanno vite che raccontano meravigliose e piene di interessi.
Tu dietro al tuo piccì.
A non vedere più nessuno. Ma sapendo a che ora caca o mangia o respira la tua prima fidanzata o l’amichetta del cuore di quando avevi 3 anni.
A gioire delle gioie degli altri.
A spiare gli intrecci amicali dei tuoi amici e anche dei tuoi nemici.
In un’orgia di sguardi rubati, spiate illecite e giri virtuali che ti inebria, eccita e deprime.
Tutto insieme.
E’ un demone sto facebook.
E poi ci meravigliamo che la Borsa crolli e l’economia vada a rotoli? ma come cavolo facciamo ad avere il tempo di lavorare tra blogtwitterfacebook e digitalcazzate???
Scusate.
Vado.
Pippo mi sta chiamando in chat. Si è offeso molto per quella storia delle pippe e gli devo spiegare che malgrado non ci vediamo da molti anni, ho sempre nel cuore i suoi problemi d’identità sessuale…
October 14, 2008 21 Comments





