Condominio Bandiera – puntata XII

Dopo alcuni mesi di silenzio, come per Lost, parte la II serie di Condominio Bandiera, la sceneggiata web di Panzallaria.
Il blog creato per ospitare le puntate, per comodità della regista che registra gli eventi inquietanti del condominio più spiato di tutto il mio condominio, emigra anch’esso in questa nuova casa. Read more
Cena di compleanno – XI puntata
Abbiamo compiuto gli anni: io e A., il figlio più grande degli esotici.
Ci hanno invitati ad una cena – me e Tino – in puro stile esotico, a casa loro. E’ stato molto bello perché per la prima volta ho potuto comprendere il legame profondo che unisce persone che dallo stesso paese emigrano in un altro.
Eravamo gli unici italiani. Loro avevano preparato una cena ricca e varia, fatta di salsine tartare, di carne, di involtini di verdure e dolci ipercalorici. Una sorta di buffet.
Visto che a casa degli esotici ci vivono in tanti, abbiamo cenato in camera dei bambini. In mezzo a libri mezzo esotici e mezzo italiani, a giochi e a letti impilati uno sull’altro, per fare posto al tavolo.
Erano tutti allegri gli esotici, sia quelli autoctoni del palazzo che i loro commensali.
Hanno raccontato la loro storia, a noi provinciali della città qualunque italiana.
Vlad è emigrato 6 anni fa, lasciando in patria la moglie e la figlia piccola, per far fortuna in modo da poter poi farle arrivare qui.
Appena entrato in Italia – aveva in progetto una grande città del nord – è stato preso dallo sconforto. Ingegnere edile, non sapeva una parola di italiano, era straniero e irregolare e non capiva come spiegare al bigliettaio delle ferrovie, dove voleva andare.
Così ha preso il primo treno che partiva, per una destinazione a caso. E’ capitato nella città senza nome.
Ha fermato il primo compatriota che è riuscito a riconoscere per strada: questo gli ha indicato come arrivare al parchetto dove ogni giorno, alle 3, si incontrano i “nuovi arrivati”. Lì ha conosciuto Mamma esotica, che anche lei era arrivata da poco.
Lei, papà esotico e Vlad sono andati a vivere insieme. In una casa molto piccola, spendendo tanti soldi.
Vlad, noto ingegnere edile del suo paese, ha trovato lavoro come muratore. Ora è contento, perché la sua condizione lavorativa è molto migliorata: fa l’elettricista.
Da qualche mese lo hanno raggiunto moglie e figlia – che non vedeva da 3 anni – perché ha ottenuto il permesso di soggiorno.
Vivono a 40 Km dalla città, in collina, perché così spendono meno.
La figlia ha cominciato a stare molto male l’anno scorso.
Nel suo paese non hanno potuto curarla, nella città qualunque hanno scoperto, da poco, che ha un tumore al cervello.
Dicono che sia per colpa di Chernobil. Perché loro abitavano lì vicino e la mamma di questa ragazza ha saputo – come i suoi concittadini – molto tempo dopo che cosa fosse successo.
Ha mangiato verdura dell’orto, ha bevuto acqua contaminata, ed è rimasta sotto la pioggia a lungo.
Era incinta allora. Ha avuto un aborto spontaneo. I medici hanno negato che le cose fossero associabili, ma loro sono persone intelligenti e sensibili e la pensano diversamente.
Ora hanno una figlia di 14 anni. Che ha un tumore al cervello, un fisico da ballerina e gli occhi tristi.
Ma sono felici. perché qua, secondo loro, potrà essere curata meglio.
Vlad conosce ormai 5 lingue, legge in greco antico, è un ottimo ingegnere e ama la Divina Commedia.
Ora fa l’elettricista e sa di essere molto fortunato, perché in patria sarebbe stato disoccupato, con una figlia molto malata.
Irina fa la badante. Ha conosciuto MammaEsotica al supermercato e non si sono più mollate. Hanno lavato scale insieme, per due lire. Hanno pianto la lontananza dai propri figli, i primi anni che erano qui. Guardando reciprocamente le foto e raccontando dei capodanni nella neve, a guardare i programmi tv “speciali” e a ballare in casa tutti insieme.
Hanno pensato insieme più volte di non farcela. In quei giorni, se potevano, hanno preso un treno e sono andate a Venezia. Per vedere la magica e mitica Venezia.
Hanno spedito gondole di cartapesta ai figli e foto scattate con la polaroid, dei canali, dei palazzi e dei piccioni che ti mangiano sopra a San Marco.
Irina ha conosciuto un uomo in Italia. Ora sono sposati. Il suo primo figlio l’ha raggiunta. Fa fatica a inserirsi a scuola, dice. I compagni lo prendono in giro per come veste. Perché è triste senza il suo giardino e la sua casa, nel paese esotico.
Ma Irina è contenta. Perché le hanno appena assegnato una casa popolare e vede un futuro per questo bambino e per quello che porta nella pancia, mezzo esotico e mezzo italiano.
Paul è un collega di Papà Esotico. Lavorano nello stesso cantiere. Anche lui ora è contento. perché lavora 10 ore al giorno, ma almeno ha i soldi per andare a scuola, la sera.
Ha una laurea in chimica.
Sta prendendo un diploma tecnico serale. Arriva a casa alle 11, ma è felice, perché spera in un futuro riscatto, grazie al suo diploma italiano.
E’ stata una bella serata.
Avrei voluto ci fosse anche la tedescona che gli esotici li odia, perché – dice – fanno troppa confusione.
Forse avrebbe ricontestualizzato le sue certezze e la sua infelicità che trasuda da ogni poro. Forse avrebbe visto qualcosa di più concreto che un corso per manager rampanti e qualche mozzicone di sigarette per le scale.
Per me – almeno – è stato così.
Siamo tornati a casa, Tino ed io, e abbiamo guardato fuori dalla finestra…alberi, colline e il cortile del Condominio. Cose che amiamo, panorami che conosciamo da una vita e che ci fanno stare bene.
Abbiamo pensato a Vlad e alla sua famiglia, alla sua bambina malata e al suo sorriso pieno di vita.
Abbiamo pensato alla bambina che porto in grembo e al suo futuro.
Ci siamo abbracciati forte.
Abbiamo ringraziato di essere stati ammessi a una serata tanto bella.
Corpo e mente – X puntata

Sono stata all’appuntamento tanto atteso con la Tedescona e il sul FanClub di stressati ipocondriaci che si applicano in movimenti pelvici, incroci di gambe e respirazioni da Buddha per creare l’unione sacra di corpo e mente e produrre felicità e approvazione da parte del mondo circostante.
Tutto questo per un lavoro.
Con la mia tuta e la mia panza da gravida, mi sono accomodata nel suo appartamento da cui fuoriescono effluvi aromatici di incenso e musichette di quelle che acquisti in qualche bancarella frikkettona.
Eravamo 4 in tutto: la tedescona, io e altri due personaggi che sembravano usciti da un reality di dubbio gusto.
Matilde è una manager di una nota fabbrica della Città, bionda cotonata – mi ricordava tanto la Magda! – e con i muscoli tesi della donna che non si dimentica mai di fare yogging. Sulla quarantina, sembrava molto sicura del suo sex appeal, tanto da effonderne nell’aere pro domo nostra, grazie ad un profumo talmente dolce da causare pesanti conati.
Giovanni è un piccolo imprenditore di se’ stesso, che traffica in condizionatori e sembra intenzionato a incrementare i propri guadagni usando il linguaggio del corpo e favorendo il matrimonio tra esso e la propria mente.
Entrambi si prendono molto sul serio.
A me veniva un po’ da ridere.
Non tanto per la situazione, quanto per l’estrema carica professionale della Tedescona, che in quest’ambito si è fatta prendere molto da uno spirito corporativo per la serie “Volemocebbene” e poi le piglia un embolo tutte le volte che sente bambini sghignazzare per le scale…
Cosa dire? la Tedescona ci ha insegnato a respirare e a creare un contatto che “non faccia cortocircuito” tra i nostri piedi – e quindi la terra – e la nostra testa (le influenze celesti).
Finita la lezione, speravo di cavarmela con qualche commento tipo: “bello, bello, ho capito lo spirito della cosa, ora però magari ti faccio un preventivo…” e invece lei mi ha trattenuta, anche dopo aver salutato con baci e bacini, Matilde e Giovanni.
Mi ha voluto specificare alcune cose:
- il suo sito dovrà differenziarsi da tutte le baggianate new age che ci sono in giro
- lei aiuta i manager delle grandi aziende a rimanere competitivi e a migliorare la propria comunicazione con il prossimo per trarne vantaggi professionali
- non si rivolge a ragazzini, gente qualunque o fanatici dello yoga ma solo a chi VERAMENTE vuole migliorare le proprie prestazioni e ha TANTI soldi da spendere.
E questo per rimanere sul professionale.
Prima di uscire, la Tedescona mi ha poi voluta rendere partecipe di alcune confidenze confidenziali che io – naturalmente – visto che mi sono impegnata a divulgare le novità del Condominio, condivido con estremo piacere con voi.
La tedescona va spesso alla baracchina a prendersi un gelato. Qualche mese fa, alla baracchina ha incontrato il droghello che era in compagnia di un vecchio amico della Tedescona.
Si sono messi tutti a chiacchierare, sono finiti a prendere un caffè.
Quando la Tedescona ha riconosciuto nel droghello il ragazzo che vive di fronte, quello che gira per casa a petto nudo nella notte e urla contro al mondo, dice di essersi molto spaventata.
Ha cominciato a parlare a monosillabi e a rivolgere lo sguardo solo al vecchio amico.
Ma pare che il droghello sia rimasto molto ben colpito da lei. La guardava, le ammiccava e la trattava con una gentilezza che non riesco nemmeno a immaginare.
Forse lo sguardo di ghiaccio della tedescona, forse i suoi modi da donna che “non deve chiedere mai” alla Denim, forse qualcosa nel caffè, fatto sta che la tedescona teme che il droghello si sia preso una cotta.
Sospetta che la segua.
Più di una volta l’ha incontrato al supermercato.
Più di una volta l’ha trovato sotto casa, proprio mentre lei stava uscendo e la tedescona – da buona cugina degli svizzeri – è molto precisa e puntuale, nei suoi orari.
Per la prima volta ho sentito tremula la erre rotante della tedescona e ho visto vacillare il suo sorriso di sfinge.
Lei che proclama l’armonia corpo-mente sembra molto spaventata da questo corteggiatore…
Da me desidera un conforto che non le posso dare, il droghello – lo sappiamo entrambe – ha tutta l’aria di non essere affatto innocuo.
Può solo sperare di essersi sbagliata, che gli incontri siano solo un caso.
Di certo – io da lei – posso carpire qualche informazione per risolvere il caso della sparizione della moglie del Gelataiomatto, visto che lui ha con la tedescona un rapporto “preferenziale”.
Da vera bastarda che tesse i fili di questa storia, le ho consigliato di assecondarlo quel tanto che basta per non farlo rimanere male. Le ho consigliato di essere gentile, nulla più, come una buona vicina, ma di fare le chiacchiere ogni tanto.
Per tenerlo sedato.
La realtà è che diventare la confidente della tedescona potrebbe essere vantaggioso ai fini di questa indagine.
Meglio della Magda di sicuro, che ora sembra avercela anche con me, ma non ho capito perché e mi risponde a monosillabi.
Come ciliegina sulla torta, la Tedescona mi ha anche confidato che è quasi certa che sia stato il bambino indemoniato a farle sparire la bici e che secondo lei la troverà presto…
I genitori della piccola canaglia fanno gli gnorri, ma sanno benissimo di aver dato alla luce il figlio di Satana.
A giovedì prossimo.
Tubi e biciclette – IX puntata

Per il momento la Tedescona non mi ha ancora chiamata per una session di massaggi e pratiche spiritualnewage che agevoleranno il mio lavoro.
Sono successe delle cose che hanno tenuto in fermento il condominio.
Ma andiamo con ordine. Il droghello -pare – è stato dimesso. Qualche giorno fa era la Bar Roma.
Quando sono entrata mi ha pure fatto un flebile cenno di saluto. La cosa non mi piace, perché pensavo non mi conoscesse, non si fosse accorto di me. E invece mi ha riconosciuta; forse si è accorto che lo tengo d’occhio e ha voluto farmi sapere, con quel cenno da CosaNostra, che non gliela faccio.
Ha le occhiaie scavate ed è un po’ dimagrito. Al bar parlava di calcio, come se nulla fosse. Maurizio sembrava un po’ imbarazzato, perché tutti, nel quartiere, sappiamo che lui è stato male e che si è rimesso a bucarsi.
Ma a me mi ha inquietato l’occhiata che mi ha rivolto. Per un po’ terrò le tende serrate.
Tre giorni fa poi è successa una cosa che ha concentrato su di se’ tutte le energie del condominio, scatenando una serie di eventi a raffica.
Si è rotto un tubo in cortile. Un tubo dell’acqua, una notte, ha cominciato a pisciar fuori liquido, prima lentamente poi sempre con maggior vigore.
Abbiamo subito chiamato l’azienda competente, che non si è vista prima di ieri.
Nel frattempo la Magda ha dato giù di testa. Perché l’acqua filtrava nelle cantine. Lei se ne usciva ogni ora, per controllare e passava il tempo a sbraitare dalla finestra.
“Tutti porci quelli che ci comandano…guarda qui, noi paghiamo le tasse e loro se ne infischiano!!!” “Altro che risparmio energetico, non gliene importa a nessuno. E intanto le cantine si allagano. Voglio vedere quando ci rovinano tutto…Ahhh!!!! ma adesso che a fare gli operai ci sono solo degli stranieri, per forza!. Cosa gliene frega a questi qua. Mica è casa loro, questa!”.
E’ andata avanti così per ore. Mentre stendeva i panni in terrazzo. Mentre portava a pisciare il cane. Quando incontrava qualche condomino per la via.
Fino a quando, due giorni fa, al mattino non ho sentito delle urla belluine. Provenivano dalla sua abitazione.
Il marito della Magda, quello che ha sposato in terze nozze perché le aveva raccontato di essere ricco, e invece è un camionista squattrinato e pure un po’ beone, si deve essere scocciato del gracidio della moglie.
Forse aveva bevuto un po’ più del solito, forse non era in giornata con il lavoro, per farla breve: se le sono date di santa ragione!!!.
La cagnara – che ho incontrato in cortile e con cui ho condiviso il dramma di ascoltare tutta la saga magdafamiliare- ha deciso di chiamare i carabinieri.
Non so se abbiamo fatto bene, ma sembrava proprio che potesse scapparci il morto.
Si è poi saputo – e come non poteva essere altrimenti! – che a prenderle di più è stato lui. Un naso rotto e tanta bile in corpo.
Lo hanno portato al pronto soccorso con lei che dietro continuava a scatenargli contro tutto il suo odio. Guardandolo dai suoi occhi truccati ad hoc e buttando fuori oscenità dalla bocca al botulino.
Intanto le nostre cantine si allagavano.
Poi sono arrivati “gli operai” di cui discuteva Magda. Hanno constatato che è marcita una tubatura e hanno cominciato a trapanare e bucare e pompare via acqua.
La nostra cantina è salva, ma quella degli invisibili e di Lui&Lui è completamente allagata.
Mentre facevamo i sopralluoghi, è sparita la bicicletta della Tedescona. Un vecchio arnese che teneva parcheggiata negli spazi comuni della cantina.
Per la Magda sono stati gli operai extracomunitari, aiutati – naturalmente – dai figli degli Esotici, che lei tanto odia.
Per la Tedescona è stato l’uomo invisibile: per quella storia della sigaretta sul pianerottolo.
Di certo c’è che la bici è sparita.
Di certo c’è che il bambinoindemoniato che vive all’ultimo piano, quello che urla sempre e ha una particolare avversione per gli animali, tanto da aver sempre il calcio pronto a colpirli quando li incontra, mi sembrava moltomolto contento, che alla Tedescona ci avessero rubato la bicicletta.
Secondo me, anche lui c’entra in questa storia.
Di certo c’è che per Condominio Bandiera, questa non è stata una settimana facile.
Nell'antro della strega – VIII puntata
Un po’ di aggiornamenti in seno al Condominio.
Intanto il Droghello è stato male. Lo hanno portato via con l’ambulanza nella notte. Il rumore ha svegliato tutto il vicinato. Sono molto in pena, perché da qualche giorno non vedo nessuno alle finestre della casa del Gelataiomatto. Tutto serrato. Speriamo si ripigli lo scapestrato, perché malgrado l’inquinamento acustico delle sue urla contro il Potere televisivo e contro la defunta madre e malgrado l’orrido spettacolo di lui che gira mezzo nudo per casa, Panzallaria gli vuole molto bene.
Stamattina se ne parlava anche al Bar Roma del Droghello.
Qualcuno sostiene che non ci siano più molte speranze che esca dal tunnel, malgrado con i soldi della vendita della gelateria, la madre – che ne era l’intestataria – volesse mandarlo in comunità.
Ma lei ha tirato la crepa e i soldi se li stanno spendendo altrimenti.
Un altro buon movente su cui indagare.
Lunedì sono stata al mio appuntamento di lavoro con la Tedescona.
Alle 14, puntuale come la morte, ho suonato al suo campanello. Non so perché ma mi sono venute in mente le vecchie puntate della Famiglia Adams, quando qualcuno tirava il loro campanello orrendo per entrare – inconsapevole – in quel lugubre mondo. Mi aspettavo qualcuno che, con voce meccanica, dall’altra parte della porta pronunciasse un “SUO-NA-TO” da brivido.
E invece è arrivata lei ad aprirmi.
Non le ero mai stata in casa. Non nascondo una certa morbosa curiosità.
Lunedì ho imparato una nuova lezione di vita: la gente, come la vedi sul pianerottolo, non è sempre come te la immagini. I delicati rapporti di convivenza condominiale producono spesso comportamenti stereotipati da copione, che non sempre sono congruenti con l’idea che ti fai di una persona entrandole in casa.
La tedescona – dietro la facciata algida – ha anche un cuore.
Oltre che pareti colorate in modo allegro e un sottofondo newage che fa tanto Patty Smith.
Ma la tedescona ha anche una serie di tic e piccole frenesie casalinghe da poter riempire una enciclopedia.
Ci siamo accomodate in una cucina satura di odori speziati di cous cous di kamut e brodaglie misteriose.
Mi ha offerto un caffè.
A me – nell’agitazione del momento – mi è caduto un po’ di zucchero sul pavimento.
L’ho vista sbiancare, credevo chiamasse i pompieri. Mentre temevo per la mia incolumità è andata in bagno a prendere l’aspirapolvere per ripulire l’orrendo danno inferto al suo immobile.
Poi ha preso lo straccio, l’ha imbevuto nel disinfettante e ci ha passato su anche quello. Non si sa mai…
“Gli animi puliti vivono in case pulite” si è giustificata.
Ho pensato al mio animo che allora deve essere lercio un bel po’.
Completamente a mio agio, ho smesso di bere il caffé. Mi sentivo come una con un palo nel sedere, costretta a stare in poltrona e sembrare pure comoda.
Dall’altra stanza arrivava questa musica. Un mix new age di difficile comprensione.
La tedescona – dopo essersi profusa in commenti su quegli incivili degli esotici, che camminano in casa con le scarpe disturbando i suoi pomeriggi – è arrivata al nocciolo del perché mi aveva invitata nel suo antro.
Vuole qualcuno che le faccia un sito/blog e che si occupi di tenerlo popolato di contenuti.
Perché la tedescona ha un progetto.
Lei crede fermamente nell’unione inscindibile delle energie di corpo e mente e che solo esercizi mirati a evolvere entrambi questi attributi procurino serenità e innalzino l’uomo e i nobili spiriti.
Vuole tenere dei corsi su questa sua pratica e le sembra di aver fatto una scoperta sensazionale che le porterà sicuro bisinesse.
Forse non è mai stata a fare la spesa a NaturaSì, perché lì di ste robe ne trovi pubblicizzate in tutte le salse.
Ma ognuno è artefice della propria attività e di fronte ad una proposta di lavoro, Panzallaria non sputa nel piatto in cui potrebbe mangiare.
Sono un po’ una meretrice del web, anche se ho una mia etica.
Credendo che la cosa si risolvesse in maniera rapida e indolore – che a dire il vero c’avevo un po’ da fare nel mio ufficio casalingo – le ho detto che le avrei fatto avere un preventivo.
Lei si è alzata per accompagnarmi alla porta e con volto serio ma improvvisamente e inaspettatamente dolce, mi ha detto “RicoRda peRò che questo lavoRo non è come gli altRi…questa è una cosa spiRituale, bisogna comunicaRe l’inadeguatezza della vita contempoRanea e come contRastaRla con eseRcizi innovativi del coRpo e dello spiRito…”
e ha continuato:
“tu dovRai assolutamente paRtecipaRe ad una mia seduta per entRaRe nello spiRito dell’iniziativa…”
Insomma, per farla breve, la tedescona vuole che vada a uno dei suoi incontri tantricobodymind per documentarmi e capire fino in fondo la missione che sono chiamata a svolgere.
Mi è passato un brivido lungo la schiena.
In quale casino mi sto mettendo? la mia seppur breve esperienza mi ha insegnato che meno ti lasci coinvolgere dal cliente, meglio e più rapidamente lavori.
E che nella progettazione devi essere tu a imporre degli steps e la meditazione con massaggio non è mai rientrata nei suddetti.
Considerando poi il mio stato avanzato di gravidanza, visualizzarmi in calzettoni seduta per terra che caracollo per rotolarmi su un lato, cercando di rilassare la mente, mi sembra quanto meno un’immagine perversa.
Ma staremo a vedere.
Perché non sono riuscita a dire di no. Perché lei – lo sapete – mi fa un po’ paura. E’ una potenziale serial killer e abita al piano di sotto.
Ha detto che non appena tiene una seduta con i suoi “adepti” mi chiamerà per andare.
Non so se temo più il Testimone di Geova che ogni venerdì bussa alla nostra porta o lei.
Almeno il testimone di Geova non ti mette le mani addosso e non si aspetta un preventivo concorrenziale da te…
Vi aggiornerò nelle prossime puntate.
Ora – da vera anticlericale quale sono – scendo in chiesa ad accendere un cero per il Droghello, che si rimetta in fretta e torni a popolare questa sceneggiata condominiale…
Alla prossima settimana
Lite nel palazzo – VII puntata

All’ultimo piano abita anche la Famiglia degli Invisibili: tre tranquilli personaggi dal volto anonimo, l’automobile sempre ben pulita e da cui di rado senti uscir verbo.
Madre, padre e figlia maggiorenne. Tutti impiegati in Comune. Al comune di Cittàsenzanome, al comune di Casalpastrizzi e al comune di Mondogrigio.
Tutti e tre soffrono di calvizie. Mamma e figlia hanno tre capelli in due, il papà – alto e secco come un cipresso spogliato delle foglie – esibisce un pesante riporto da far concorrenza a Pippo Baudo prima che arrivasse Cesare Ragazzi.
Se ne vanno in giro sempre in branco, come se dovessero sostenersi a vicenda: madrepadreefigliaventicinquenne. Fanno la spesa insieme, vanno a messa insieme, escono per andare a lavorare insieme, ti salutano in coro quando ti incontrano per le scale.
Sono persone silenziose e miti. Lo sono state in tutti questi anni. Fino a stamattina.
Non un problema, non una discussione per via dei campanelli disfunzionanti. Non un fiato di lamentela quando ancora – al posto della famiglia degli esotici – abitava Katiuscia, la donna che “faceva la vita” nel palazzo.
Stamattina però qualcosa ha incrinato la loro insana tranquillità.
Tornando dalla mia passeggiata mattutina al Bar Roma, dove mi prendo il cappuccino della staffa, ho sentito trambusto per le scale.
Un trambusto fatto di voci concitate che non sapevo riconoscere, misto alle erre rotanti della tedescona, tornata dal suo viaggio-lavoro in Guatemala.
“l’ho vista. E’ stato lei a buttaRe la sigaRetta per le scale. Dove cRede che viviamo eh? già mi devo soppoRtare il casino di quelli là del piano di sopRa, ora anche questa pRopRio no”…
“siete pRopRio un paese di incivili!!!!” urlava la tedescona, rivolgendosi all’uomo invisibile.
“Veramente io non fumo neanche…come si permette??” “lui non fuma neanche!” “è vero, papà non fuma” facevano eco le donne di famiglia all’uomoinvisibile che cominciava seriamente a innervosirsi.
“le dico che l’ho vista! non neghi l’evidenza!!!” la tedescona quando ha in bocca l’osso non lo molla fino a che non l’ha rosicchiato ben bene…
L’uomoinvisibile sembrava una caffettiera pronta ad esplodere. Paonazzo in volto, mentre timorosa tentavo di salire le scale evitando il contatto con questa incresciosa situazione e con la cicca spiaccicata per terra sul pianerottolo – prova evidente di reato – ho seriamente pensato che avrebbe tirato fuori un fucile e fatta una strage.
Come in quel film con Micheal Douglas in cui lui è calmocalmo, manda giù ogni genere di infamia da parte degli altri fino al giorno in cui non scoppia e se ne gira per la città come un serial killer…
L’uomoinvisibile potrebbe davvero farlo. Sua moglie lo asseconderebbe, mentre la figliaventicinquenne, per il dolore, perderebbe i due capelli di cui ancora può disporre.
Il pathos della scena madre della Tedescona – a cui piace sempre trovare un colpevole per ogni genere di misfatto – è stato interrotto dalla comparsa della Stranacoppia che si è affacciata nell’androne delle scale. I Lui e Lui più carini e innamorati del palazzo, riescono sempre a riportare armonia laddove qualcosa l’ha incrinata.
Con un sorriso, un vestito di Armani e una carezza sui capelli.
Lui – timidamente – ha sussurrato un “tutto bene?” e Lui ha continuato ” ci eravamo preoccupati…dobbiamo chiamare qualcuno?”
La tedescona e l’uomoinvisibile si sono guardati in cagnesco e hanno mollato la presa contemporaneamente dopo aver bofonchiato una scusa, un “niente, niente”.
Il tempo che sembrava essersi fermato ha ricominciato a girare per il verso giusto.
La famigliainvisibile ha continuato a salire le scale verso la propria abitazione, alla tedescona le si sono rilassate un po’ le rughe – anche se rimaneva della sua convinzione – mentre l’uomoinvisibile scuoteva la testa e tutte le sue donne pure, come a dire ” ma perché questa nessuno se la tromba che saremmo tutti più contenti?”.
A quel punto io ho fatto un errore di cui – ancora – non conosco la portata.
Ho avanzato di qualche passo per salire in casa, trovandomi proprio di fronte alla porta della Tedescona, nel momento in cui stava per richiudersi nel suo androne.
Mi ha guardata e mi ha chiesto rudemente: “ma sei incinta?” domanda alla quale l’evidenza dei quasi otto mesi poteva da sola rispondere.
Sperando di non sbagliare il tono e la risposta me ne sono uscita con un timido “Si”…
Lei – persa nei suoi pensieri di strega – mi ha guardata e ha proseguito ” quando hai tempo per vederci? ti dovrei fare una proposta di lavoro…tu progetti siti giusto?”
“no, tedescona, io faccio la dottoressa all’ospedale, guido gli autobus, vendo hotdog a New York, collaudo materassi per la Eminflex, assaggio i cibi scaduti dei supermercati da mandare al terzo mondo…no, ti prego, non voglio!!!!!!!!!“
così avrei voluto dirle.
Ma il mio spirito di project manager rampante e a caccia di soldi ha avuto la meglio.
Ho risposto di si.
Ci dobbiamo vedere lunedì prossimo.
Ho paura.
Quella donna mi fa paura.
Per fortuna che -almeno – ho smesso di fumare così non potrà incolpare me del misfatto ciccoso per le scale…
Ma chi butterà le cicche per terra?
E – soprattutto – che razza di proposta mi farà la Tedescona???
Per fortuna Lui&Lui sono rimasti tutto il tempo affacciati a guardare, che se lunedì prossimo non esco più dall’appartamento/antro, ci sarà qualcuno che potrà testimoniare….
Vi farò sapere alla prossima puntata!
Nuova puntata
VI puntata della mia sceneggiata blogger.
Leggete Condominio Bandiera e appuntatevi che uscirà una puntata ogni giovedì sul vostro giornalino dei programmi televisivi…
Il droghello e la fidanzata – VI puntata
Vi avevo avvisato che avrei continuato le indagini sulla famosa sparizione della moglie del gelataio matto, sostituita negli ultimi mesi da una formosa signora che gira per casa come se fosse la sua.
Ebbene, tale signora ieri era dal lattaio.
Ha comprato una mozzarella e della panna fresca.
“Voglio fare un dolce, mi serve anche dello zucchero a velo” ha detto a Mimmo – lattaio pugliese del quartiere – mentre io ero in fila ad attendere il mio turno con l’orecchio teso della giovane detective.
La nuova moglie del gelataio sembra ormai di casa nel quartiere e nel palazzo di fronte.
Dunque prepara dolci come la migliore delle casalinghe! dunque si sta dando da fare per non fare sentire la mancanza di mammà al droghello…
Ieri sera, come la famiglia del mulino bianco, hanno cenato tutti insieme (magari c’era il dolce con lo zucchero a velo): il gelataio matto, la nuova consorte, il droghello e una figura del tutto nuova…una segaligna ragazza dai capelli corti e i bicipiti ben in vista.
Che anche il droghello abbia un cuore di panna???
Magda stava alla finestra del tramonto bello di settembre.
I gatti dei vicini erano in cortile ma questa volta accompagnati dalla mamma dei bimbiesotici, la mia amica Olga.
Lei è talmente imponente che Magda non si è attentata di fare discorsi razzisti, sapendo che in uno scontro fisico avrebbe avuto la meno…
Poi credo che abbia un problema con il botulino che si è inniettata nel labbro inferiore la Magda, perché sembra la Lecciso di un anno fa o Rochi dopo uno scontro con “tispiezzoindue”.
Praticamente gli è franata la bocca: una roba da film dell’orrore!!!!
Insomma, anche Magda sembrava molto interessata ai nuovi assetti familiari del gelataiomatto e il suo sguardo tradisce conoscenze che a me sfuggono…
devo assolutamente trovare il coraggio di blandirla e rubare qualche informazione.
Sempre più mi convinco che il gelataiomatto la abbia fatta fuori la vecchia moglie obesa.
Se i miei gatti fossero più furbi li porterei ad annusare le aiuole sotto le sue finestre, come nella “Finestra sul cortile” di Hitcoch per vedere se scopriamo qualche arma contundente lì nascosta….
La Magda e i gatti – V puntata
Panzallaria è tornata dalle vacanze. In sua assenza l’amica Bì ha presidiato il Condominio. Nulla da segnalare.
Tranne l’ennesimo attacco di razzismo di Magda: la vecchia vicina ubriacona e amante degli animali.
I bimbi dei vicini hanno portato i gatti in cortile. Sono bambini biondi, con gli occhi azzurri e l’accento slavo – che non sono mica italiani.
Hanno due gattini bellissimi. Loro sono allegri, simpatici e per nulla maleducati.
Anche Panzallaria, ogni tanto, porta i suoi gatti a scorazzare in cortile. In quella occasione la Magda si affaccia alla finestra – con finta noncuranza – e attacca bottoni incredibili a Panzallaria.
Loda i suoi gatti, racconta di quando il medico le disse che “tutte le donne nascono madri ma poche sono mamme e lei – signora Magda – è proprio un peccato non abbia fatto figli!” e autoincensa il suo amore per gli animali che la paragona a una novella San Francesco.
Nel discorso non evita di infilarci dentro qualche pettegolezzo sul condominio, mal celato da futile considerazione senza fini malvagi.
Ma quando escono i bimbi esotici è tutta un’altra storia.
Lei si affaccia al terrazzino con i suoi bigodini e la vestaglia rosa e comincia una sommessa litania che ha qualcosa di rabbiosamente orrendo.
“Guarda qui come rovinano le piante questi gatti. E voi, piccoli maleducati perché non ve ne tornate nel vostro paese invece di venire in Italia a rubarci il lavoro?”
“Io chiamo l’amministratore che non è possibile che quegli animalacci si facciano le unghie sui nostri alberi; io abito qui da 6o anni (in effetti la Magda sta nel condominio da quando era bambina) e non ho mai visto cose del genere!”
Tutta questa eruzione di cattiveria nei confronti di tre creature di 12 e 13 anni.
Purtroppo non ho sentito questi simpatici commenti se no sarei intervenuta. Me li ha raccontati Mamma Esotica.
La prossima volta scenderò con i miei gatti insieme ai vicini. Vediamo se Magda si sente più San Francesco, mamma o ignorantona razzista…
Per la cronaca: si narra che Magda – da giovane – facesse la vita. A 16 anni si nascondeva nelle cantine con tutti i giovani virgulti del palazzo. Si sa, c’era la fame e ognuno si arrangiava come poteva, ma pare che le famose prestazioni della bionda avessero non solo un listino prezzi ma che i pagamenti fossero vigilati dalla prestanza fisica del Gelataiomatto che si prendeva la percentuale…
Insomma: di certo non erano maleducati come i bimbi esotici però….
Strani movimenti in casa del gelataiomatto: IV puntata
Come nella migliore delle tradizioni, dopo aver detto che dal decesso della moglie in casa del Gelataiomatto regna la pace, stanotte sono successe delle strane cose.
Ore 4.30.
Mi sveglio per uno dei miei attacchi di pipì da donna gravida. Finestre aperte sul cortile per far entrare la piacevole brezzolina di queste sere di fine agosto.
Si sente un lamento. Come il canto di una sirena zoppa al tramonto. Un mugolio sommesso.
Gattoscemo e Gattinasciancata dormono. Non possono essere loro. Viene da fuori.
Dalla finestra della camera del droghello.
Espletate le mie funzioni di gravida con una bimba che le scalcia sulla vescica, mi apposto in terrazzo.
La luce fioca di una abajour riflette ombre sulle persiane abbassate della finestra di fronte.
Il droghello sta piangendo lamentoso. Un lamento triste di cane bastonato e abbandonato in strada.
Dice qualcosa tipo “io non volevo” ” scusa” e piange, piange, piange.
Nella mia mente scatta qualcosa.
Allora forse le mie indagini sono sulla pista giusta.
Magari lo spirito dell’anziana madre è andato a fargli visita e lui si sta scusando di aver assecondato il padre nel suo malvagio piano di assassinarla…
Magari i fantasmi dell’inferno sono andati a prenderlo come in Ghost, per trascinarlo al fondo di un tombino…
Bisogna assolutamente indagare.
Alle 8.30 mi presento al Bar Roma per fare colazione. Dove anche il droghello ogni tanto va. Di solito alla stessa ora. Per un caffè.
Mi apposto ad un tavolino in angolo, all’ombra di “Repubblica” e di un cappuccino schiumoso come solo al Bar Roma sanno fare.
Leggo della bambina austriaca rapita e che è riuscita a scappare dopo 8 anni. L’hanno tenuta chiusa in una cantina come un selvaggio, solo che aveva da leggere e una scatola in cui mettere fazzolettini e assorbenti.
Mi appassiono alla lettura e per un momento dimentico il mio caso.
Alle 9, Droghello ancora non si è visto.
Io devo rientrare a casa per lavorare.
Poi domani partiamo con Tino e devo fare le valigie.
Alle 9.05 arriva Gelataiomatto con il pappagallo Stracciatella posizionato sulla spalla. Il pappagallo sembra giù, Gelataiomatto ha due occhiaie da far paura.
Non dice una parola.
Ordina un caffé lungo e macchiato e si mangia un bombolone.
Lo zucchero a velo gli scende sulla maglietta, ben stirata e ben sistemata (forse dalla sua amante-colf, penso io…!) e il pappagallo perde l’equilibrio, mentre lui si sbilancia in avanti per ripulirsi.
Svolazza Stracciatella, producendo quel suo bronchitico canto da gallo ubriaco…
Maurizio, il barista, si lamenta.
“Niente uccelli in questo locale, te lo avrò detto mille volte!! Se vuoi prendere con te l’uccello, fuori di qui!”…
Poi si ferma ridendo Maurizio, forse consapevole di quello che ha appena detto, di quanto possa essere mal interpretabile.
Anche io rido sotto i baffi.
Anche io mi sono sbavata con il bombolone.
Gelataiomatto beve in fretta il caffè. Se ne va indispettito nei confronti di Maurizio.
La pista che sto seguendo potrebbe essere ad una svolta.
Peccato non potermi impossessare della tazzina. Se ci fossero i Ris potrei chiedere un esame del Dna o delle cellule epiteliali…
Ma io sono solo una condomina incinta portata a farsi i mazzetti degli altri e con una spiccata fantasia perversa…
Ma Droghello oggi non si è visto.
Sarà mica, davvero, finito nel tombino con gli spiritelli dell’Inferno???????
Acc…domani mi tocca pure partire per le vacanze.
Un’intera settimana senza sapere cosa ha fatto piangere Droghello…
Ma dal 3 settembre mi rimetto ad indagare.
Condominio Bandiera
Udite, udite:
ho aperto un nuovo blog sperimentale….si tratta di una sceneggiata web dedicata alla vita del mio condominio!
Non abbandono Panzallaria, ma incremento le vaccate disperse sul web con questo romanzo a puntate. D’altra parte se rifanno alla tele “la Freccia nera”, Panzallaria può permettersi il lusso di scrivere anche lei una roba a puntate no??’
I protagonisti di questa soap virtuale sono i condomini (naturalmente romanzati…ma non troppo
del mio palazzo e le folli avventure per la sopravvivenza degli inquilini.
Spero vi piaccia:
perché avevo voglia di scrivere un romanzo ma non ne sono capace.
Con questo vi saluto. Tino ed io andiamo una settimana al mare. Torno il 3 settembre. Piena di verve e di nuove, succulente, avventure!!!!!!!!!
E ricordatevi: a caval donato non dire quanto è buono il formaggio con le pere!!!!!!!!!!!1
La nuova moglie del gelataio matto: III puntata
A Condominio Bandiera ultimamente succedono delle cose strane.
Il gelataiomatto – nano di settantanni che gira con il fido pappagallo sulla spalla – ha abbandonato i panni del vedovo tristo per riprendere donna in casa.
Un anno fa non si dormiva più la notte. Perché l’allora signora Gelataiomatto passava il tempo a litigare con il proprio pargolo: un trentacinquenne balordo, detto dalla gente del quartiere “il droghello” per le sevizie a cui da anni sottopone le sue vene. Litigavano per tutto, ma soprattutto per i soldi. Il droghello, con il suo tono di voce pacato – che lo senti fin da Largo Vittoria! – le urlava contro una rabbia sorda e cieca (perché non si è mai accorto di Panzallaria e Tino appostati alla finestra a osservar la singolar tenzone!) e si accaniva soprattutto con la dedizione della donna nei confronti del marito e con la voce rauca del pappagallo, che sa dire “stracciatella” in cinque lingue diverse, per via del loro lavoro, di gelatai all’angolo.
Noi, fini psicologi dirimpetto, abbiamo sempre pensato che i problemi maggiori derivassero dal rapporto conflittuale padre – figlio.
Perché nel quartiere si narra che il Gelataiomatto, da giovane, fosse uno scapestrato motociclista sciupafemmine e che la moglie ai suoi tempi fosse bellissima.
Poi il Gelataiomatto l’ha sposata, ingravidata e lei si è ritrovata con 40 kg di troppo, un marito matto, una gelateria da gestire e tante corna in testa.
Ma lei il gelato lo faceva bene.
Peccato che fosse condito con veleno di serpe, che tutte le volte che ti fermavi, prima di pagare eri costretto ad assistere alle loro diatribe familiari che finivano invariabilmente con una gara di insulti degna di uno scaricatore di porto.
Poi hanno venduto la gelateria. Il droghello, con l’eredità, ha comprato un’intera piantagione di pere. Il padre si è fatto la moto nuova. La madre ha pensato bene di mangiare fino ad estinguersi.
Quest’inverno ha tirato la crepa, puf! deceduta, puf! sparita.
L’estate scorsa, più di una volta abbiam pensato fosse il caso di chiamare le forze dell’ordine deputate, perché le urla e gli insulti e il rumore di piatti facevano pensare ad omicidi imminenti, di quelli che leggi sulla gazzetta del paese.
Che poi mi aspettavo anche un’intervista della Rai, come “persona informata dei fatti” visto che vivo alla finestra di fronte.
E invece è successo tutto a riflettori spenti. Persa l’occasione di un po’ di macabra gloria condominiale…
Lei è morta d’inverno. Pare un malore.
Ci aspettavamo un’altra estate del terrore, ora che la coppia padre-figlio era stata abbandonata al proprio destino.
E invece il droghello, quest’estate, ha riversato tutto il suo odio su squadre di calcio viste alla tivù e sul Berlusconi nostrano.
Padre e figlio d’amore e d’accordo.
Sembrava quasi una storia a lieto fine. Niente giallo, niente omicidio passionale.
E invece ieri, alla finestra è apparsa una donna.
Molto somigliante alla moglie deceduta, solo con 20 kg e qualche anno in meno.
Apparecchiava per il gelataiomatto, il droghello e se stessa.
Ho pensato che non poteva essere una colf.
Una colf non mangia con i suoi datori di lavoro.
Una colf non guarda la soap in cucina.
Lei è qualcos altro…qualcosina di più, per il gelataiomatto.
E d’improvviso la mia mente di investigatrice si è messa a frullare vieppiù…
e se non si fosse trattato di morte accidentale????
Se questa donna-colf facesse già parte della vita del gelataiomatto e dopo aver incassato i soldi della gelateria lui avesse deciso di farsi la bella vita senza dover lasciar nulla in eredità alla moglie???
Devo assolutamente indagare….
Nelle prossime puntate vi farò sapere cosa ho scoperto.
La mappa del condominio: II puntata
- Piano terra: al piano terra abita La Cagnara. Lei divide la sua vita con un mastino napoletano con eccessi di salivazione e asma cronico, da cui non si separerebbe mai. Non ha un fidanzato e non frequenta persone che non abbiano una passione sfrenata per gli amici a quattrozampe. Il salivatore asmatico si chiama Bull e ha la simpatica abitudine di piazzarti le zampe sulla pancia in segno di saluto, sbavando sulle tue scarpe appena messe. Lei lo ama così tanto che non va nemmeno in vacanza pur di non abbandonarlo alle cure di qualche cattivone. La Cagnara ha circa 40 anni.
- Primo piano: come in un antro della strega, La Tedescona vive nella sua grotta difesa da alte sbarre cancellate. Lei – algida – si nutre di cuori umani, preferendo quelli dei bambini… Non tollera nessun rumore che provenga dal di lei soffitto e si aggira per casa con una scopa, pronta a battere ad ogni fruscio fuori luogo. Alla bisogna sfodera una voce da soprano che utilizza per cazziare tutti coloro che nel condominio non si comportano come dovrebbero…
- Secondo piano: Sopra La Tedescona vive una famigliola di 6 persone “Gli esotici”. Loro vengono da un punto indeterminato del mappamondo, sito tra l’Asia e l’Europa. Parlano una lingua strana e hanno figli talmente educati da risultare quasi finti. Oggetto del razzismo collettivo e frustrato del palazzo, Panzallaria li adora tutti, dai mignon alle donnone con le palle. La Tedescona tenta ogni giorno di convincerli (con le cattive) ad andarsene dal Palazzo, ma si sa…l’intelligenza ha sempre la meglio!
- A fianco degli Esotici vivo io, cioé Panzallaria. Insieme a Tino stiamo creando una piccola azienda familiare. Gravida, a dicembre arriverà Frollina e cresceremo di numero e di braccia. Al momento dividiamo la magione con ilgattoscemo e lagattasciancata, principini della casa, ignari di quel che succederà con l’arrivo del Feto trionfante… Tino è anche detto Furber King (per la sua furbizia innata), Uomo attrezzo e romantic man.
- Palazzo di fronte: la finestra di fronte a quella di Panzallaria è occupata dal Gelataiomatto e dal figlio Droghello. Le avventure di questa simpatica famigliola sono oggetto dei morbosi appostamenti notturni di Panzallaria, quando le luci disegnano ombre sui muri e frammenti di conversazione fan congetturare gli animi…
- L’altro portone nel cortile: affaccia sul cortile la terrazza della Magda: personaggio inquietante di donna settantenne che non accetta di invecchiare. Magda gira in cortile con il suo cane, una vestaglia e le babbucce rosa, i bigodini a tenere i capelli biondo platino e un’abbronzatura da campione, frutto delle lampade di cui settimanalmente usufruisce al centro estetico all’angolo. La Magda si sente tanto buona e ama tanto gli animali, tranne suo marito e gli altri esseri umani.Sa tutto di tutti. Registra ogni cosa e fiuta il morto prima che esali l’ultimo respiro. Tollerante coi forti e arrogante coi deboli, la Magda è proprio una gran persona!
- Il bar Roma: il bar dove Panzallaria ama far colazione, disquisire di calcio e amenità varie, leggere i quotidiani a scrocco, mangiare la Luisona appena sfornata e cazzeggiare per l’aperitivo con qualche amico di passaggio.
- Comparse sparse:il bambinoindemoniato, la stranacoppia, la famigliainvisibile.
Panzallaria e Condominio Bandiera: I puntata
Condominio Bandiera è una sceneggiata web dedicata al mio condominio; caseggiato semipopolare di periferia, Condominio Bandiera pullula di storie e personaggi degni di essere narrati.
Ma oggi mi presento io.
Mi chiamo Panzallaria. Ho un mio blog, un appartamento al secondo piano che divido con Tino (l’uomo di fatica con cui mi sono accasata), due gatti che condividono lo stesso neurone e con Tino attendiamo che a dicembre nasca la Creatura, il Feto che mi batte sull’ombelico, la nostra beneamata Frollina.
E mentre mi trasformo ogni giorno di più in un dirigibile, poiché il Fato e le scelte hanno voluto che intraprendessi la carriera di libero-professionista e lavorassi da casa come webwriter webtutto webarchitect e websticazzi, mi concedo il lusso e il tempo di guardare fuori dalla finestra, di tendere l’orecchio e di fermarmi sulle scale per qualche futile chiacchiera con i vicini.
E così è nato un mondo di personaggi, tra il fantastico e il reale, che ignaro vive le sue giornate, senza sapere che Panzallaria li spia e li racconta…
Perché in questo mondo, in cui regna l’individualismo e siamo sempre più soli, mi autoinvesto dell’importante ruolo sociale di farmi i cazzetti del vicinato, per testimoniare ai virtuali telespettatori di questa sceneggiata che dal secondo piano qualcuno li guarda, vigila sui loro sonni e sui loro panni sporchi, raccontando quello che nemmeno il Grande Fratello e la Maria De Filippi oserebbero raccontare dell’uomo comune…
Perché è la consapevolezza delle debolezze altrui che ci fa sentire più forti.
Perché esistono ancora le pettegole del palazzo, le tresche in cortile e le vendette trasversali consumate nel tempo di una riunione condominiale….
Buona lettura a tutti!












