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	<title>Panzallaria - blog di panza &#187; Lavoro</title>
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	<description>personal storytelling</description>
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		<title>Dedicato alle mamme di Bologna: 1 corso e 1 offerta di lavoro!</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2012/01/09/dedicato-alle-mamme-di-bologna-1-corso-e-1-offerta-di-lavoro/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 13:11:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>

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		<description><![CDATA[1 corso e 1 offerta di lavoro a #Bologna! Due news, entrambe secondo me da prendere al volo. La prima riguarda un corso. Si chiama Mamme e Internet. Cito dal sito di GGD Bologna: Un corso di 5 appuntamenti in cui il team GGDBologna in collaborazione con: TagBolab, Sala Borsa, Iperbole,  Rigeneramoci,O-one e Panzallaria, guiderà le partecipanti in un percorso volto alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/01/mamme-e-internet-253x300.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4488" title="mamme-e-internet-253x300" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/01/mamme-e-internet-253x300.jpg" alt="" width="253" height="300" /></a>1 corso e 1 offerta di lavoro a #Bologna!</h3>
<p>Due news, entrambe secondo me da prendere al volo.</p>
<p>La prima riguarda <strong>un corso</strong>.</p>
<p>Si chiama <strong>Mamme e Internet</strong>. Cito dal sito di <a href="http://www.girlgeekdinnersbologna.com/2011/12/27/propositi-per-il-nuovo-anno-portare-internet-alle-mamme/">GGD Bologna</a>:</p>
<blockquote><p>Un corso di <strong>5 appuntamenti</strong> in cui il team GGDBologna in collaborazione con: <strong><a href="http://www.tagbolab.it/">TagBolab</a></strong>, <a href="http://www.bibliotecasalaborsa.it/home.php">Sala Borsa</a>,<a href="http://www.iperbole.it/"> Iperbole</a>,  <a href="http://www.rigeneriamoci.com/">Rigeneramoc</a>i,<a href="http://www.o-one.net/">O-one</a> e <a href="http://panzallaria.com/">Panzallaria</a>, guiderà le partecipanti in un percorso volto alla scoperta e all’apprendimento dei fondamentali strumenti di comunicazione ed esplorazione della rete.</p>
<p>Ecco il programma:</p>
<p><strong>14 Gennaio</strong>: utilizzo dei motori di ricerca e servizi <strong>Google</strong> (mappe, libri, documenti).</p>
<p><strong>21 Gennaio</strong>: creazione e utilizzo di una casella di <strong>posta elettronica</strong>; creazione di un account Skype</p>
<p><strong>28 Gennaio</strong>: creazione di un account <strong>Facebook</strong>; utilizzo di Facebook; privacy e condivisione di documenti online.</p>
<p><strong>4 Febbraio</strong>: esplorazione dell’universo delle Mamme in Rete, il fenomeno del mommyblogging, le online community e l’esperienza personale di mamma blogger.</p>
<p><strong>11 Febbraio</strong>: introduzione a <strong>Linkedin,</strong> illustrazione dei Servizi sulla Rete Civica Iperbole per le donne e future mamme (bandi, asili etc.).</p>
<p>La quota di partecipazione grazie alla collaborazione di Sala Borsa,  Rigeneriamoci e di O-one è di <strong>20 euro</strong> e c0mprende l’assegnazione a ciascuna partecipante di un <strong>pc portatile</strong> per tutta la durata del corso, compresa la possibilità di utilizzo del pc da casa propria per approfondire gli argomenti trattati durante le lezioni.</p>
<p>Per iscrizioni potete scriverci al nostro indirizzo staff@girlgeekdinnersbologna.com o chiamare il 3383237860.</p>
<p>Allora mamme, <em>Time is on Your Side,</em><em>Vi aspettiamo!</em> GGDTeam</p></blockquote>
<p>La seconda è un <strong>annuncio di lavoro</strong>.</p>
<p><a href="http://www.mammafelice.it">Mammafelice</a> sul suo<a href="http://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=357262397620739&amp;id=117206004959714"> profilo di Facebook</a> scrive:</p>
<blockquote><p>Stiamo facendo una selezione per l&#8217;assunzione di una mamma presso la nostra azienda. Caratteristiche: mamma, blogger, ottima conoscenza lingua italiana, che necessiti di un lavoro part-time regolarmente inquadrato. Sede di lavoro: Bologna. Se possedete questi requisiti, scrivetemi a info@mammafelice.it</p>
<p>Per favore, non inviate candidature non rispondenti a quanto richiesto. Confido nella vostra comprensione ***</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
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		</item>
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		<title>Le nuove professioni delle donne: video</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2011/10/20/le-nuove-professioni-delle-donne-video/</link>
		<comments>http://www.panzallaria.com/2011/10/20/le-nuove-professioni-delle-donne-video/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 15:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Essere donne in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Video & Immagini]]></category>

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		<description><![CDATA[In attesa di scrivere di tantissime cose (nuovi ospiti a casa Panz, evento di sabato scorso e frollinate), ecco il video dell&#8217;evento organizzato alle Officine Minganti sabato scorso e di cui era promotrice anche l&#8217;associazione Donne Pensanti di cui faccio parte. Sono molto orgogliosa della risposta delle persone e di come è andata. Sapevatelo. E [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In attesa di scrivere di tantissime cose (nuovi ospiti a casa Panz, evento di sabato scorso e frollinate), ecco il video dell&#8217;evento organizzato alle Officine Minganti sabato scorso e di cui era promotrice anche l&#8217;associazione Donne Pensanti di cui faccio parte. Sono molto orgogliosa della risposta delle persone e di come è andata. Sapevatelo. E in video non sono venuta nemmeno tanto blabla <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
<br/><br />
<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/3rYTjQgaYAs" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Il Web, i Social, i blog e le tecnologie: possibili opportunità di lavoro per le donne?</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2011/10/10/il-web-i-social-i-blog-e-le-tecnologie-possibili-opportunita-di-lavoro-per-le-donne/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[mamme blogger]]></category>
		<category><![CDATA[NPDonne]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[In che modo avere un blog, usare i Social Network, essere in rete e conoscere alcuni linguaggi del web mi è servito per lavorare? In che modo la mia esperienza può essere l&#8217;exemplum dell&#8217;esperienza di altre persone? Quali sono le opportunità della Rete per le donne? Queste sono solo alcune delle domande e delle riflessioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/10/NPDLogo_New.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4404" title="NPDLogo_New" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/10/NPDLogo_New.jpg" alt="" width="252" height="132" /></a>In che modo avere un blog, usare i Social Network, essere in rete e conoscere alcuni linguaggi del web mi è servito per lavorare? In che modo la mia esperienza può essere l&#8217;<em>exemplum</em> dell&#8217;esperienza di altre persone? Quali sono le opportunità della Rete per le donne?</p>
<p>Queste sono solo alcune delle domande e delle riflessioni che &#8211; fatte in progress &#8211; insieme ad altre donne (<a href="http://www.girlgeekdinnersbologna.com/">GGD Bologna</a>, <a href="http://articolo37.wordpress.com/">Mara Cinquepalmi</a>) &#8211; hanno portato all&#8217;idea e alla realizzazione (io per conto dell&#8217;associazione <a href="http://www.donnepensanti.net">Donne Pensanti</a>) di un evento che si terrà  <strong>sabato 15 ottobre 2011</strong> a Bologna: <a href="http://www.donnepensanti.net/2011/10/evento-le-nuove-professioni-delle-donne-bologna-15-ottobre-2011/">Le nuove professioni delle donne</a> e a cui siete tutti invitati e dove spero di incontrare parecchie delle donne che seguono questo blog.</p>
<p>Tutte le volte che mi chiedono: &#8220;Ma tu precisamente che lavoro fai?&#8221; oppure &#8220;Ma si può campare di blogging?&#8221; rispondere a parole non è affatto facile, eppure credo che per chi verrà ad ascoltare le relatrici di quell&#8217;evento, sarà tutto abbastanza manifesto.</p>
<p>No. Non si può vivere di solo blogging. Sia chiaro. E infatti io non faccio solo quello e infatti io<strong> sono sempre alla ricerca di nuove partnership</strong> (a buon intenditor&#8230;;-)) e oltre alla parte di scrittura, che è senz&#8217;altro quella che preferisco, affianco anche il lavoro sui Social Media, di pubbliche relazioni &#8211; che cerco di fare secondo un <strong>codice etico</strong> preciso &#8211; e di valorizzazione di contenuti editoriali.</p>
<p>Ma è vero che il blog è un biglietto da visita importante <strong>se hai delle idee</strong>. Sia che l&#8217;idea sia la stessa per cui apri un blog, ovvero scrivere, sia che l&#8217;idea sia una lampadina geniale, accesa nel cervello, che vuoi riuscire a fare conoscere.</p>
<p>Perché il blog, in quanto strumento<em> in progress</em>, racconta un divenire ed è molto difficile trasformarsi in ciò che non si è, in un divenire. Il bluff riesce per tempi limitati.</p>
<p>La rete oggi si crea sui Social, il tuo blog (e quindi la tua idea) la promuovi sui Social e attraverso i legami deboli puoi far conoscere il valore di quello che dici, di quello che fai e di come lo fai. Ne ho parlato altre volte, si chiama anche <a href="http://www.personalbranding.it/">Personal Branding</a>.</p>
<p>A molti sembra scontato quanto possa essere importante il web per la propria professione, ma non lo è affatto per un sacco di gente. L&#8217;idea di raccontare (attraverso speech e anche attraverso workshop pratici) quanto alcune donne sono riuscite a fare grazie alla rete, affinché sia di esempio e sprone per altre donne, vuole essere un modo concreto di condividere esperienze e conoscenza e di coinvolgere persone che &#8211; in particolari momenti della vita &#8211; sono &#8220;esiliate&#8221; dal mondo del lavoro. Volenti o nolenti.</p>
<p>I dati sull&#8217;<a href="http://www.donnepensanti.net/2011/10/donne-e-lavoro-qualche-dato-sulla-situazione-italiana/">occupazione femminile e sul divario salariale</a> <strong>tra uomo e donna</strong> nel nostro Paese, non sono confortanti e se da una parte dobbiamo pretendere dalle Istituzioni leggi e provvedimenti che invertano la rotta, dall&#8217;altra <strong>bisogna rimboccarsi le maniche</strong> e diventare anche artefici del cambiamento, in prima persona.</p>
<p>La rete in questo può aiutare.</p>
<p>Sottolineo quel &#8220;può&#8221; perché troppo spesso viene invocata illusoriamente come panacea di tutti i mali, specie delle donne, specie delle mamme in cerca di lavoro.  Le mamme sono oggi il target più ghiotto per moltissime aziende e le blogger che hanno figli diventano spesso l&#8217;obiettivo di qualsiasi tipo di <a href="http://www.socialmediascape.org/engagement-strategy/">engagement</a> che può diventare, quando non trasparente, anche illusione di un possibile lavoro futuro (in alcuni casi sottopagato), per ciò occorre attenzione e consapevolezza, entrambe competenze che si sviluppano con la conoscenza e la partecipazione dei/ai fenomeni.</p>
<p>Se dal punto di vista professionale, i lavoratori del settore ICT sono prevalentemente uomini, tra gli utenti la presenza femminile è fortissima (<a href="http://mymarketing.net/index.php?art_id=1571&amp;sez_id=4">in Italia il 45% delle donne naviga in Rete</a>): vogliamo lasciare che un ambiente dove puoi modellare la tua professione e la tua idea creativa come la Rete rimanga appannaggio professionale prevalente degli uomini?</p>
<p>Negli ultimi 3 anni (lo so bene) si è parlato moltissimo di &#8220;mamme blogger&#8221;, codificando un&#8217;etichetta e uno stile: la mamma blogger è ironica, multitasking, rimpiange l&#8217;aperitivo mentre cambia i pannolini e i pannolini mentre beve l&#8217;aperitivo, gira con I-pad ed è tecnologicamente molto attiva in rete, frequentando community di altre mamme geek.</p>
<p>Questa etichetta e tutti i suoi <em>decalages</em> hanno creato un modello al quale molte nuove protagoniste della Rete tendono a volere assomigliare. Il modello &#8211; fatto nascere anche da molti Media tradizionali &#8211;  è legato alla necessità (sociologica, ma anche di marketing) di dover creare stereotipi che servano a contenere i fenomeni, a descriverli.</p>
<p>Ha degli aspetti positivi (ha valorizzato certamente una fetta della rete italiana e ha moltiplicato l&#8217;informazione legata ai temi della genitorialità) ma anche degli aspetti negativi: rischia di diventare un&#8217;arma a doppio taglio per le donne in rete che se non aderiscono a quel modello (successo e lavoro compreso), rischiano di sentirsi inadeguate, fuori posto un&#8217;altra volta.</p>
<p>Dopo aver colonizzato il web, <strong>l&#8217;imperfezione</strong> a cui abbiamo tessuto lodi in tante, si fa perfettibilità per altre, diventando un cane che si morde la coda e che alimenta la paura delle donne di fare squadra.</p>
<p>Lo dico con cognizione di causa perché sono certa di aver fomentato &#8211; in parte &#8211; anche io quel modello (sono in fase outing).</p>
<p>Ebbene, questo evento &#8220;<a href="http://www.officineminganti.it/evento/104_le-nuove-professioni-delle-donne-study-day">Le nuove professioni delle donne</a>&#8221; non vuole essere una vetrina per blogger e professioniste affermate, tutt&#8217;altro.</p>
<p>Vuole essere un modo <strong>per ribadire l&#8217;importanza di fare modello a se&#8217;</strong>, anche professionalmente, trovando il proprio &#8220;posizionamento&#8221; on line che è &#8211; soprattutto &#8211; conseguenza di <strong>una forte identità di idea</strong>.</p>
<p>Chiunque può avere un idea imprenditoriale: la rete ci offre l&#8217;occasione per provare a realizzarla. Per farlo non servono magie, non è necessario assomigliare &#8220;a quella blogger che è tanto brava e ha avuto successo&#8221; ma occorre tenere i piedi per terra, saper riconoscere l&#8217;ecosistema in cui ci si inserisce, creare legami ma con la consapevolezza del fatto che lo si sta facendo professionalmente (e dunque saper riconoscere gli amici dai contatti professionali) e affermare la propria identità con orgoglio e passione.</p>
<p>Dati questi primi ingredienti, poi c&#8217;è tanto lavoro di costruzione e disciplina che ha poco a che vedere con frasi mitologiche (o da buzz marketing di ultima categoria) del tipo &#8220;Diventa ricco con il tuo blog&#8221;! che fanno ridere anche i polli.</p>
<p>Vi aspettiamo sabato a Bologna. Ci potete seguire anche su <strong>twitter <a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23NPDonne">#NPDonne</a></strong> e se volete, nel frattempo potete leggere su <a href="http://articolo37.wordpress.com/category/le-nuove-professioni-delle-donne/">Articolo37 le interviste</a> ad alcune delle ospiti che si avvicenderanno quel giorno o &#8211; domani, ascoltare l&#8217;intervista in diretta su Radio Città del Capo a Linda Serra delle GGD che racconterà come è nato e si struttura l&#8217;evento.</p>
<p>L&#8217;evento sarà anche in streaming, per ciò se siete troppo lontane da Bologna e volete seguirlo, potete farlo dal vostro PC!</p>
<h3>Articoli (esterni) correlati</h3>
<ul>
<li><strong>Stefania Boleso</strong> &#8211; <a title="Permalink to Cosa mi porto a casa dalla Settimana della Comunicazione." href="http://www.socialmediaitalia.com/?p=1978" rel="bookmark">Cosa mi porto a casa dalla Settimana della Comunicazione.</a>, Su &#8220;Social Media Italia&#8221;</li>
</ul>
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		<title>Mobbing</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2011/05/23/mobbing-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 May 2011 10:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Agnese (nome di fantasia) è una delle lettrici più affezionate a questo blog. Si è appena emancipata da una situazione di MOBBING che si protraeva da qualche anno e ha voluto raccontarmela, chiedendomi di pubblicarla, in modo che altri sappiano che c&#8217;è una via di uscita e che &#8211; soprattutto &#8211; è importante non farsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/05/mobbing.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4205" title="mobbing" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/05/mobbing-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Agnese (nome di fantasia)</strong> è una delle lettrici più affezionate a questo blog.</p>
<p>Si è a<strong>ppena emancipata da una situazione di MOBBING</strong> che si protraeva da qualche anno e ha voluto raccontarmela, chiedendomi di pubblicarla, in modo che altri sappiano che c&#8217;è una via di uscita e che &#8211; soprattutto &#8211; è importante non farsi schiacciare.</p>
<p>Ecco il suo racconto.</p>
<blockquote><p>Lavoravo da alcuni anni per una P.A. del mio paese. Mi sarei dovuta occupare di comunicazione. Dopo la maternità mi sembrava un&#8217;occasione interessante per rientrare nel &#8220;mondo&#8221; del lavoro, una manna dal cielo per una mamma precaria ormai abituata a fare i conti con progetti portati avanti gratuitamente e per la gloria.</p>
<p>Il mio capo era pieno di entusiasmo. Sapeva che avevo lavorato a Milano in passato, che avevo seguito progetti articolati e che &#8211; grazie al mio contributo &#8211; avevano vinto dei premi e mi aveva scelto per quello.</p>
<p>Gestiva l&#8217;ufficio comunicazione da burocrate e subito mi sembrò strano trovarmi in un luogo dove la carta e le delibere e le firme e le frasi in burocratese la facevano da padrone, ma pensai che era bello che avesse voglia di un cambiamento, che avesse il coraggio di chiamare una persona che non c&#8217;entrava nulla per svecchiare quel Sistema ottuso e fumoso.</p>
<p>Mi sbagliavo. Non me ne accorsi subito, ma mi sbagliavo. Il mio capo voleva fregiarsi di una collaborazione &#8220;al passo con i tempi&#8221; e contemporaneamente avere una segretaria di lusso (donna, ovviamente), che copiasse più e più volte dati sul sito dell&#8217;azienda, che cambiasse &#8211; a suo discrimine &#8211; barre in stanghette e viceversa e che sopportasse la sua puzza di sudore, il suo alito marciscente e la sua ottusa mentalità.</p>
<p>All&#8217;inizio pensavo fosse la gavetta. Mi diceva &#8220;Dai, prepara un progetto per questo&#8221; e contemporaneamente mi faceva fare lavori di basso livello, ma io ho sempre fatto tutto, mi sono sempre adattata, pensando che un professionista debba anche essere flessibile. I progetti però rimanevano nel cassetto, non se ne parlava quasi mai perché lui era troppo impegnato dalle tante &#8220;cose urgenti&#8221; che aveva da fare ogni giorno, tipo stampare TUTTE le mail che gli arrivavano e sottolinearle con l&#8217;evidenziatore o scrivere lettere su lettere da far protocollare.</p>
<p>I progetti prendevano polvere, le mie idee erano accolte con finto entusiasmo e poi messe nel dimenticatoio e il mio lavoro era ogni giorno più svilito. Spesso passavo intere giornate a NON FARE NULLA.</p>
<p>Al mattino gli chiedevo di cosa potevo occuparmi e lui mi rispondeva che ne avremmo parlato non appena avesse finito di &#8220;evadere la posta&#8221; e alla fine non se ne parlava più per tutto il giorno.</p>
<p>Eravamo in ufficio lui ed io. Entrare al mattino significava prendere confidenza, fin da subito, con l&#8217;afrore terribile che emanava il suo corpo: sembrava un chiaro messaggio respingente, non bella cosa per un addetto alla comunicazione, dirigente.</p>
<p>Al mio capo importava molto che io &#8211; con il mio contratto di co.co.co &#8211; passassi in ufficio le giornate in cui lui diceva (parole sue) fosse necessario &#8220;presidiare&#8221;. Anche se non arrivavano telefonate e gli venivano affidati incarichi di basso conto &#8211; mi fu quasi subito chiaro che la sua posizione era stata creata <em>ad hoc</em> ma era completamente svuotata di significato operativo &#8211; lui desiderava sentirsi fondamentale per la struttura e desiderava che io percepissi costantemente il senso di falsa urgenza che ammantava il suo lavoro. L&#8217;anno scorso ho dovuto cambiare il piano &#8220;vacanze&#8221; all&#8217;ultimo momento perché secondo lui avrei dovuto stare in ufficio il 5 agosto, a metà settimana, visto che lui faceva &#8220;solo una settimana di ferie&#8221; proprio in quel periodo. E&#8217; stato a casa 3 settimane, alla fine, e non l&#8217;ho mai visto in ufficio un venerdì di luglio e agosto.</p>
<p>Dopo alcuni mesi che il mio (poco) lavoro era solo copiare e incollare i contenuti di altri, sostituire sillabe che lui mi segnalava prontamente stampando la pagina del sito incriminata e segnando con la penna rossa, come a scuola, i cambiamenti che avrei dovuto apportare, cominciai a pensare che forse non ero abbastanza brava per fare altro.</p>
<p>Strano. Fuori da lì ricominciavo a essere cercatissima per consulenze professionali e grazie alla mia rete, in molti mi davano grandi attestati di stima per i miei progetti personali.</p>
<p>Lì dentro facevo la piccola amanuense, oppure mi grattavo l&#8217;ombelico. Lui voleva controllare tutto e quando provavo a dare qualche consiglio e suggerimento, lo trattava come una piccola cosa da archiviare immediatamente.</p>
<p>Forse era l&#8217;unico tipo di lavoro che meritavo?</p>
<p>Nessuno dei miei colleghi mi prestava attenzione: era come se tutti mi ignorassero o &#8211; peggio &#8211; mi evitassero. Lui mi sembrava che fosse abbastanza amato e quindi pensavo fosse colpa mia.</p>
<p>Un giorno, dopo l&#8217;ennesima prova da copista che lui rivoluzionava in corso d&#8217;opera, facendomi sentire un criceto sulla ruota, sbottai, uscendo dall&#8217;ufficio evidentemente alterata. Incontrai una collega e capii, per la prima volta, che nessuno amava molto quel personaggio mediocre e frustrato che era il mio capo ma che l&#8217;alone di diffidenza provato nei suoi confronti aveva coinvolto, fino a quel momento, anche me.</p>
<p>Tornai in ufficio e cercai di spiegargli che ero una professionista, che stava sprecando un&#8217;occasione facendomi fare la scimmia, ma che se questo era tutto quello che desiderava, lo avrei fatto, ma solo con precise indicazioni.</p>
<p>Da quel giorno la mia vita peggiorò: smisi di andare ai pochi incontri a cui mi portava (come sua inutile valletta del niente), mi fece fare &#8211; se possibile &#8211; ancora meno.</p>
<p>Scoprii che mentre io ero lì a scaldare la sedia, da altri Servizi gli avevano chiesto di me, perché le mie competenze erano preziose per altri progetti e lui a tutti aveva detto che no, io ero troppo impegnata e non poteva permettersi di lasciarmi andare.</p>
<p>Scoprii che anche in passato si era comportato in maniera analoga. Mi si ruppe un velo. Un velo fatto di sensi di colpa, senso di inadeguatezza e dubbi sulla mia professionalità che erano ormai sfociati in insicurezza personale.</p>
<p>Quel velo si ruppe e ne uscì un cumulo di rabbia. Capii che il problema non ero io ma lui, era lui che &#8211; consapevole di essere un professionista dappoco &#8211; cercava di elevarsi umiliando gli altri.</p>
<p>In un modo terribile, condendo il tutto di finto buonismo, senza neanche la gloria della cattiveria, perché vile.</p>
<p>Quell&#8217;omuncolo cominciò a farmi fare etichette per le lettere da mandare in giro. Organizzava eventi con le scuole e io dovevo servire la merenda.</p>
<p>Mi demansionò ancora più di quanto non fosse possibile.</p>
<p>Intanto fuori da lì i progetti aumentavano e per tenere testa a tutti gli impegni dovevo lavorare anche alla notte. Il giorno che ho deciso di licenziarmi l&#8217;ho fatto consapevole del mio valore.</p>
<p>Penso che nessuno si possa permettere di trattare così un&#8217;altra persona e penso che sia sempre necessario tenere ferma la boccia sul proprio valore intrinseco, sulla propria dignità, che non deve essere calpestata.</p>
<p>Lui per un po&#8217; era quasi riuscito a farmi sentire inadeguata e stupida, ma in realtà era lui l&#8217;inadeguato e lo stupido.</p>
<p>Il Puzzone &#8211; così avevo iniziato a chiamarlo in casa e con gli amici &#8211; si meritava che qualcuno lo denunciasse per mobbing.</p>
<p>Non l&#8217;ho fatto io però.</p>
<p>Non l&#8217;ho fatto perché sono una co.co.co. Non l&#8217;ho fatto perché non ho voluto perdere tempo. Non l&#8217;ho fatto perché sarebbe stato lungo e nessuno avrebbe testimoniato per me, perché non avevo reali rapporti con nessuno, per poter chiedere una mano.</p>
<p>Avrei dovuto forse. Ma non sempre si fanno le cose giuste. Non passa giorno che non pensi a chi verrà dopo di me.</p>
<p>Ci ho pensato anche quando me ne sono andata. Ecco cosa gli ho detto, sulla porta, in modo che altri sentissero, poco prima di lasciare &#8211; per sempre &#8211; quel posto:</p>
<p><em><strong>&#8220;Prima di andare via volevo prendermi un minuto per dirti quello che penso di te: </strong></em><em><strong>in tanti anni di lavoro non ho mai avuto un capo più mediocre. Ti volevo dire che devi solo ringraziare perché sono una signora e non ti ho denunciato per mobbing, ma è meglio che stai attento perché se ti comporti così con altri, la denuncia prima o poi la rischi. Mi hai demansionato dopo che mi sono lamentata chiedendoti di farmi lavorare, perché mi facevi fare la scimmia. Mi hai fatto fare cose assurde, come venire in ufficio il 24 dicembre (e tu eri a casa) per una fantomatica riunione che poi non si è mai tenuta. Non ti sai organizzare e hai l&#8217;ansia di controllo sugli altri. Mi rendo conto che quando si è persone mediocri come te, spaventi il fatto che ci siano invece professionisti seri, ma se tu fossi stato furbo, avresti valorizzato le mie qualità per averne un vantaggio, mentre hai solo tentato di umiliarmi. Per fortuna sono abbastanza centrata sulle mie qualità professionali per non cadere in queste trappole, ma davvero, ringrazia che non ti ho denunciato per mobbing e alla prossima persona cerca di riservare un trattamento migliore: in ogni caso ho lasciato il mio numero di cell a molte persone qui dentro, eventualmente spero glielo passino così le spiego io come funziona. </strong></em><em><strong>Per altro, davvero, ringrazia di lavorare qui, perché in un&#8217;azienda privata ti avrebbero già buttato fuori a calci, mentre qui nessuno ti toglierà mai la sedia dal culo perché non interessa a nessuno cambiare le cose. </strong></em><em><strong>Ringrazia e baciati i gomiti che non ti ho denunciato per mobbing! (detto sulla porta, con la porta aperta, rivolta verso il corridoio a beneficio di tutti gli altri uffici)&#8221;.</strong></em></p></blockquote>
<div>La storia di Agnese è la storia di tanti. Lei oggi è molto felice perché ha recuperato in dignità e salute. Fa la libera professionista, che non è tutto rose e fiori, ma cerca di farlo bene e con correttezza e passione. Dato che anche io, come lei, mi sono appena messa in proprio, ci tenevo a pubblicare questa testimonianza e a farle un grosso in bocca al lupo! Se il suo ex capo, per qualche motivo (ma non credo) dovesse leggere questa storia e riconoscersi, spero che trovi l&#8217;umiltà di rifletterci su per bene. E nel frattempo, si vergogni.</div>
<div></div>
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		<title>Co-creiamo il calendario professionale del Libero professionista?</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2011 17:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani è l&#8217;ultimo giorno. Il peggio è passato. Con &#8220;il peggio&#8221; intendo le due settimane di fuoco finali. Da giovedì sono &#8211; a tutti gli effetti &#8211; una libera professionista. Devo organizzarmi al meglio il tempo per ottimizzarlo. Per i prossimi mesi ho alcuni lavori interessanti e, ovviamente, devo anche portare avanti la promozione. Perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/05/calendario.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4198" title="calendario" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/05/calendario-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Domani è l&#8217;ultimo giorno. Il peggio è passato. Con &#8220;il peggio&#8221; intendo le due settimane di fuoco finali. Da giovedì sono &#8211; a tutti gli effetti &#8211; una libera professionista. Devo organizzarmi al meglio il tempo per ottimizzarlo. Per i prossimi mesi ho alcuni lavori interessanti e, ovviamente, devo anche portare avanti la promozione.</p>
<p>Perché un libero professionista, credo, deve avere sempre un occhio al presente e uno al futuro.</p>
<p>Detto questo, fatti alcuni conti economici tra me e Tino, abbiamo anche deciso di prenderci un po&#8217; di respiro questa estate, di non strafare e dedicare qualche tempo al riposo, stando insieme, facendo belle cose in famiglia. La casina a-pennino sarà certamente propizia.</p>
<p>Ma<strong> datemi qualche consiglio, voi che siete più avezzi di me a organizzare il tempo</strong>.</p>
<p>Mi faccio un programma giornaliero e settimanale fisso dividendo tra lavori ordinari, passioni e scrittura (panzallaria, donne pensanti, fabularia, fatto quotidiano, ecc) e promozione nei confronti di nuovi progetti, clienti?</p>
<p>Voi come procedereste?</p>
<p>Dai che <strong>co-creiamo il calendario professionale del libero professionista! </strong>Se mi aiutate a elaborare una strategia/calendario interessante che tenga conto di tutti gli aspetti, poi la possiamo mettere in licenza Creative Commons a disposizione di tutti!</p>
<p>Dai, dai, dai</p>
<p>Ecco gli ingredienti che ci metterei io:</p>
<ul>
<li>Lavoro ordinario</li>
<li>Progetti una tantum</li>
<li>Promozione</li>
<li>Progetti personali</li>
<li>Formazione</li>
</ul>
<p>Mi piacerebbe approfondire il tema &#8220;Promozione&#8221;: che strategie vi sembrano più efficaci per presentare il proprio cv e la propria offerta a nuovi clienti?</p>
<p>E per quanto riguarda la &#8220;contabilità&#8221;, quanto tempo e come, le dedichereste alla settimana?</p>
<p>Vi vengono in mente altre voci?</p>
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		<title>Chiedo venia</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2011/05/10/chiedo-venia-2/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 May 2011 10:51:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[chiedo venia ai lettori di questo blog. Sto attraversando un periodo molto faticoso: tra una settimana si chiude il mio rapporto professionale da collaboratrice continuativa per lasciare il posto alla mia vita da libera professionista. Dato che in questi mesi sto gestendo entrambe le cose e &#8211; in particolare in queste due settimane &#8211; sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/05/stanchezza.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4189" title="stanchezza" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/05/stanchezza-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>chiedo venia ai lettori di questo blog.</p>
<p>Sto attraversando un periodo molto faticoso: tra una settimana si chiude il mio rapporto professionale da collaboratrice continuativa per lasciare il posto alla mia vita da libera professionista. Dato che in questi mesi sto gestendo entrambe le cose e &#8211; in particolare in queste due settimane &#8211; sono molto impegnata, non riesco a scrivere come vorrei, ne&#8217; a gestire tutte le mie relazioni di amicizia virtuale.</p>
<p>A questi giorni manca solo l&#8217;invasione delle cavallette: se sopravvivo, dopo il 18 maggio torno a essere un essere umano senziente (stamattina ho dovuto telefonare 3 volte a Tino dall&#8217;asilo, davanti alla maestra un po&#8217; perplessa, perché mi dimenticavo sempre di chiedergli qualcosa su chi andasse a prendere frollina e quando).</p>
<p>A proposito di Tino: per fortuna c&#8217;è lui! Questi dieci giorni di lavoro a 15 ore al giorno mi hanno trasformato da mamma mediamente presente a essere umano che ha bisogno di attaccarsi post it anche al cuore.</p>
<p>Certa che il 18 maggio recuperò un sacco di tempo, resisto.</p>
<p>Ma poi</p>
<p>ho bisogno di una settimana intera di sonno, cazzeggio e panzallaria.</p>
<p>Non l&#8217;avrò mai (intera) ma mi accontenterò della gestione personale del tempo che mi darà l&#8217;attività libero professionale.</p>
<p>Abbiate pazienza</p>
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		<title>Il Fatto Quotidiano e me</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2011/04/21/il-fatto-quotidiano-e-me/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 17:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Squilli di tromba Rulli di tamburi Da ieri grazie a una serie di fortunatissime (per me!) circostanze collaboro con IL FATTO QUODIANO edizione Emilia-Romagna. Per il momento tengo un blog in cui in perfetto Panzallaria style parlerò di Tortellini city e della regione dal doppio nome con il trattino. Il mio primo post è dedicato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/04/fatto.jpg"><img class="size-medium wp-image-4166 alignleft" title="fatto" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/04/fatto-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a>Squilli di tromba</p>
<p>Rulli di tamburi</p>
<p>Da ieri</p>
<p>grazie a una serie di <strong>fortunatissime (per me!) circostanze</strong></p>
<p>collaboro con <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/edizione-locale/emiliaromagna/">IL FATTO QUODIANO edizione Emilia-Romagna</a>.</p>
<p>Per il momento <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fsanzo/">tengo un blog</a> in cui in perfetto Panzallaria style<strong> parlerò di Tortellini city e della regione dal doppio nome con il trattino</strong>.</p>
<p>Il mio primo post è dedicato alle vicende che stanno scuotendo la nostra città e riguardano i Pass Disabili dati ai calciatori per entrare in centro: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/21/a-partita-iniziata-non-si-pass/106100/">http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/21/a-partita-iniziata-non-si-pass/106100/</a></p>
<p>Ne scriverò circa <strong>uno alla settimana</strong>, cercando di cogliere il lato ironico di quel che capita nella grassa Bologna e nella rubiconda Emilia (trattino) Romagna.</p>
<p>Se volete venite a trovarmi anche lì d&#8217;ora in poi.</p>
<p><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fsanzo/">http://www.ilfattoquotidiano.it/blog/fsanzo/</a></p>
<p>E questa, per chi non lo sapesse, è l&#8217;edizione emiliano romagnola del quotidiano: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/edizione-locale/emiliaromagna/">http://www.ilfattoquotidiano.it/edizione-locale/emiliaromagna/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Asili aperti fino all&#8217;una di notte????</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2011/04/20/asili-aperti-fino-alluna-di-notte/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 09:51:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri, tramite Maso, su Facebook leggevo che di fronte ai tagli (deprecabili) dei Nidi, c&#8217;è chi ha rilanciato dicendo che gli asili dovrebbero stare aperti fino all&#8217;una di notte per quei genitori che lavorano e non hanno nessuno a cui lasciare i figli. Ecco, non so voi, ma a me è passato un brivido lungo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/04/luna.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-4163" title="luna" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/04/luna-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ieri, tramite <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/19/i-candidati-sindaco-di-bologna/105584/">Maso</a>, su Facebook leggevo che di fronte ai tagli (deprecabili) dei Nidi, c&#8217;è chi ha rilanciato dicendo che gli asili dovrebbero stare aperti fino all&#8217;una di notte per quei genitori che lavorano e non hanno nessuno a cui lasciare i figli. Ecco, non so voi, ma a me è passato un brivido lungo la schiena.</p>
<p>Non voglio dare giudizi che poi ci sono situazioni talmente varie che farei peccato di superficialità, ma di certo, in cuor mio, penso che se un figlio lo fai per lasciarlo all&#8217;asilo fino all&#8217;una di notte, mi sa che non ci hai pensato molto bene.</p>
<p>Poi mi hanno colpito anche i commenti a questo post di Maso su facebook, perché sembrava che avere dei figli fosse una roba talmente castrante che è come firmare un patto con il diavolo, sai sempre che è il diavolo prima di firmare.</p>
<p>Allora, chi mi legge da un po&#8217; sa bene che mi piace scherzare molto sul fatto che ci sono delle volte che la frollina proprio non la sopporto, ma porcavacca, è anche vero che sta cinna la vita me l&#8217;ha migliorata di molto, che è una delle personcine più simpatiche che conosca e che mi sta insegnando tantissime robe.</p>
<p>Insomma, avere dei figli non dico mica sia una passeggiata, ma è una fase della vita, un&#8217;esperienza che se la fai con il giusto spirito &#8211; ne&#8217; troppo serioso, ne&#8217; troppo cazzarone &#8211; è un&#8217;avventura stupenda.</p>
<p>Comunque.</p>
<p>Tornando agli asili aperti anche alla notte.</p>
<p>Noi a scuola, tra genitori, abbiamo escogitato un sistema che secondo me funziona (e non bisogna mica essere dei creativi, io anzi pensavo fosse uso ovunque). E&#8217; molto semplice. Ognuno di noi ha lasciato alle maestre una lista ben nutrita di nominativi di altri genitori che, nel caso di emergenze, possono andare a prendere il proprio pargolo. Se uno fa tardi al lavoro, se c&#8217;è un impegno improvviso, basta chiamare il genitore del compagno. Questo <em>escamotage</em> salvavita è solitamente accolto con grande gioia dai bambini in questione che &#8211; per natura &#8211; adorano invitare o andare a casa degli amichetti.</p>
<p>Tu genitore sei sereno e sai che tuo figlio non solo è accudito, ma passa anche un pomeriggio di qualità.</p>
<p>Noi a scuola abbiamo certamente un&#8217;ottima situazione: con parecchie famiglie abbiamo stretto rapporti di amicizia che vanno oltre l&#8217;appartenenza alla stessa classe, ma di sicuro anche questa apertura all&#8217;altro ha fatto bene a rafforzare i rapporti sia di grandi che piccini, con ottimi risultati e attivando un bel circolo virtuoso.</p>
<p>A volte poi capita che addirittura, andando tutti allo stesso parco nel doposcuola, i bambini si invitino tra loro per la cena e in alcuni casi, mentre la frollina è a casa della sua amica Auro per un exploit dell&#8217;ultimo minuto e per la gentilezza della sua mamma, Panz e Tino vadano a mangiarsi la pizza.</p>
<p>L&#8217;ultima volta che Tino si è bloccato con la schiena, che doveva andare anche a fare un esame all&#8217;ospedale, io non sapevo proprio dove lasciare la Frollina, che era sabato e tutti i nonni non potevano.</p>
<p>Abbiamo chiamato i genitori di Ciccio e Frollina è andata a casa sua e visto che stavamo tardando molto e loro dovevano uscire, abbiamo poi coinvolto anche la mamma della Malta.</p>
<p>Viceversa, ci sono delle volte che vediamo una mamma amica in difficoltà o che c&#8217;è chi lavora fuori Bologna e perde il treno e se posso, sono ben felice di portarmi a casa 2 o 3 marmocchi.</p>
<p>Insomma, personalmente insisterei con gli amministratori comunali perché i nidi rimanessero aperti (chiuderanno quello, meraviglioso, che ha frequentato Frollina) ma non certo per trasformarli in parcheggi notturni per la prole.</p>
<p>Andare al nido è e deve essere prima di tutto una bella esperienza comunitaria, per un distacco &#8220;dolce&#8221; dalla famiglia.</p>
<p>Piuttosto penso che il vero problema sia coinvolgere le famiglie in attività che facciano bene a tutti, rendendo gli spazi a misura di mamma, papà e bambini, valorizzando di nuovo i parchi pubblici &#8211; che a Bologna ne abbiamo dei bellissimi, per dire, svuotati di giochi e attrattive per i più piccoli e che nessuno frequenta più.</p>
<p>E poi c&#8217;è la questione dei posti di lavoro e degli orari aziendali, per nulla <em>family friendly</em>. Ho sempre trovato insopportabile questa abitudine, tutta italiana, di posteggiarsi fino a tardissimo in ufficio solo per dimostrare di essere persone attive, molto impegnate e flessibili. L&#8217;unica flessibilità che mi viene in mente è quella a 90 gradi.</p>
<p>Non esiste che una persona debba rimanere in ufficio fino a che non si spegne la luce, solo perché se non lo facesse verrebbe guardato male da tutto il resto degli astanti.</p>
<p>Bisognerebbe fare una politica seria in ambito lavorativo e in linea con le esigenze DI VITA delle persone: il TEMPO è prezioso ed è risaputo che nessuno rende più di tot ore; stare in ufficio per dei tempi determinati (in maniera del tutto informale, spesso) superiori alle canoniche 8 ore e è un danno per le persone e per le aziende, perché un lavoratore costretto a marcare il tempo invece che a realizzare progetti, è un lavoratore triste e che rende meno.</p>
<p>Ecco. Riflessioni a margine.</p>
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