Panzallaria - blog di panza

aneddoti al sugo e frolline al cioccolato

Panza alla radio - podcast

Ebbene, Tino uomo attrezzo e tecnologico è riuscito a confezionare due podcast sul mio ultimo intervento alla radio, per chi fosse curioso. L’unico problema è che si sente sotto il nonmarito malato che scatarra, la frollina che mangia biscotti e la sigla della Pimpa con cui l’abbiamo sedata durante la diretta…;-)

Siate comprensivi: Tino ha avuto 10 minuti scarsi, prima della colazione, per capire come registrare, confezionare e tagliare l’mp3 per voialtri (questa frase me l’ha dettata perché non vuole fare brutta figura, dice anche il Tino che un uomo attrezzo non è mica dio e se volevate dio, ecco inculatevi! ;-))

In radio io mon ho nemmeno tanto la voce da travesto bolognese!

Panz ad Aldo Gradimento - prima parte

Panz ad Aldo Gradimento - ultima parte

Buon ascolto!

Mentre

La donna rettile

Mentre Tino e la Frolla sono schienati dall’influenza.

Mentre mille lavori si frantumano nelle mie mani.

Mentre un paio di bolle di orticaria mi stanno facendo vedere i sorci verdi sotto i talloni dei piedi.

Mentre vado in radio, mi diverto da matti e mi piace proprio questa cosa di uno che parla nell’aria e poi mi telefona e mi dice adesso andiamo in onda, spetta che finisce la canzone e poi attacchi tu.

Mentre mia figlia mi riempie di coccole e parole.

Io sto rinascendo.

Dal dolore fisico.

Dalla sofferenza.

Dal pantano emotivo.

Sto rinascendo.

Grazie a molte cose che non dirò ma soprattutto grazie ad alcune persone che non posso dire perché ho paura di perderne qualcuna per strada e non lo meriterebbe.

Ma grazie anche alle mie scelte.

Sto rinascendo.

Ho chiuso il serpente dentro ad una rete e sto cercando il luogo adatto per lasciarlo andare. Libero. Per la sua strada.

Non temo nemmeno gli esiti degli esami che mi hanno fatto nella SuperClinica. Non temo la paura che ogni tanto mi stringe alla gola. Perché so che sto lottando forte e che ce la farò.

Mentre gli amici mi guardano con stupore.

Perché rido. Perché ho ricominciato a guardare e a godere della vita. Perchè non riesco più ad arrabbiarmi per nulla. Perché voglio giocare. Perchè amo scherzare.

Mentre scrivo. Mentre leggo. Mentre guardo le mie mani e ci vedo la mia rinascita. Scorgo nell’indelebile cicatrice che rimarrà al posto dei punti della biopsia il monito.

Affinche sia sempre in grado di scegliere di essere una persona migliore del giorno precedente. Affinchè non abbia paura del passato e il passato non inquini il prezioso presente e il necessario futuro.

Affinchè mi ricordi di me.

Di ogni respiro. Di ogni abbraccio. Di ogni momento.

Sto rinascendo dalle ceneri di colei che ero prima di chiudere (per brevissimo tempo, che fanfarona che sono!) questo blog.

Non sono più quella.

Ora sono una donnarettile a panzallaria.

E non ho paura del mio destino, qualunque cosa mi riserbi.

Alle 9.10 domani

sarò di nuovo su RadioPlanet.

Potete trasferirvi a Milano e provincia per ascoltarmi dalle vostre radioline.

Oppure collegarvi al sito.

Non sempre le storie hanno una morale

Tino è a Roma, in trasferta. Chiuso in una camera d’albergo con la febbre a 39.

Noi altre siamo a Bologna e Frollina ha deciso di inaugurare l’arrivo dell’autunno ammalandosi anche lei: febbre, raffreddore moccoloso e principio di tossone.

Io per contrastare i bacilli (che ne ho già del mio con le mute epidermiche e ci manca solo l’influenza!) mi sono mangiata un kilo di mandarini.

Lei alterna fasi di mammite collosa a fasi di intolleranza nei confronti del mondo. Per dirne una, ma solo una, stasera ha deciso che doveva fare la pipì nel vasino da sola.

Okei. Molto brava.

Se ne è andata in giro tutta sera con questo vasino e ci si sedeva sopra ogni tanto o ci ficcava sopra Belinda ordinandole di fare la cacca.

Ad un certo punto, eravamo in camera di Tino e della sottoscritta e ha deciso che io dovevo andarmene.

Mi ha cacciata. Letteralmente.

Mi sono alzata e dopo un attimo di stupefazione l’ho guardata e le ho detto

“Okei, allora mamma esce se non la vuoi…”

Ho preso il vasino e mi sono allontanata dalla stanza. Lei è rimasta un attimo immobile e poi mi è corsa dietro.

“Lo sapevo…non ce la fai a stare senza la mamma!” ho detto io con una punta di sboronissimo orgoglio.

Lei mi ha guardato beffarda, ha indicato il vasino e ha detto

“no mamma, io vojo quelo!”

Sto cercando una morale in questa storia. Ci deve essere una morale in questa storia…

Spiaggiata

Dato che ho fatto questa biopsia no, ora c’ho due punti su una gamba che mi fanno tanto sembrare un cotechino. Dato che questi punti me li tolgo domani no, sono due settimane che non posso farmi ne’ una doccia ne’ un bagno.

Dato che ora il mio bagno è un luogo meraviglioso, dove ho attaccato quadri e dove i piccoli pezzi del mosaico che compone le piastrelle riluccicano come se fossimo a Versailles e da dentro la vasca, mentre magari ti fai un idromassaggio, ecco tutto questo sfarzo mi produce un godimento pari a quello sessuale, io ieri sera c’avevo voglia di farmi un bagno.

C’avevo proprio voglia di infilarmi dentro alla vasca e accendere le bollicine e magari - lusso sfrenato! - leggere anche qualche pagina del mio libro. Continua..

Vicini bavosi

Vicino bavoso vecchioarteriosclerotico in cortile:

Signora Panzallaria? dovrebbe evitare di far giocare la bambina lì!

Panz:

Perché?

Vicino Bavoso:

Perché mette in disordine i sassolini del selciato

Panz:

Ma sta scherzando?

Vicino Bavoso:

Ha un’idea di quanto paghiamo l’Impresa che ci fa il giardinaggio? e quei sassolini, ha un’idea di quanto li abbiamo pagati? Se li trovano fuori posto ci aumentano la retta, sa!

Panz (solo pensato):

conosco qualche buon ricovero per vecchi: il selciato è perfetto e il giardinaggio è compreso nel prezzo!