Category — vita quotidiana
Torno - di mommyblogging, Milano, bronchiti e altro
Sono tornata.
Una giornata intensissima. Prima di tutto la serata con Adele: una pasta al farro e una tisana (un tempo erano una montagna di sigarette e altrettante birre, che nostalgia!) e poi a nanna a raccontarci una delle nostre mitiche pornofavole. Quando abitavamo insieme, a Torino, c’era questa tradizione che ci piace perpetuare. Due personaggi che ci sono vagamente familiari vivono avventure assurde, a metà tra l’erotico ridicolo e lo splatter puro. E su tutto aleggia lo spirito della Pompineuse - che come un karma maledetto - perseguita le due eroine! Un racconto a due teste, con un inizio panzallariesco e una fine adeliana.
E mentre a Milano io bisbocciavo, la frollina a Bologna tossiva come un camionista e non voleva dormire.
December 4, 2008 8 Comments
Parto
Sto per partire per Milano e all’attivo abbiamo:
una frollina con un principio di otite
una mamma che dovrebbe andare alla riunione dei genitori del nido per eleggere rappresentati e parlare di torte natalizie da portare alla festa dei nanetti
un papà che ieri sera si è addormentato alle ore ventuno e zerozero per quanto è stanco
una gatta che è stata dimenticata in terrazzo e starnutisce pure essa
e per ricominciare il giro:
la frollina si è trasformata da isterix in bimbacozza e non prevede altro movimento che abbranchiarmi come un polpo. nei momenti topici di questa cozzaggine devo cullarla in braccio e non posso sedermi: se mi siedo è la fine, comincia a piangere come un’indemoniata.
Sembra che stia sperimentando una nuova tortura, lei e i suoi 13 kiletti.
Non mi sono ancora preparata, vestita, lavata.
Niente
Ma ce la farò. Il biglietto del treno è acquistato e ce la farò
December 2, 2008 7 Comments
Interazioni
La frollina continua ad avere questa tosse grassa ma persistente e una quantità di catarro che non so dove possa custodirne tanto.
La abbiamo farcita di rimedi omeopatici, poi un giorno mi sono fatta prendere dallo scrupolo e lo ho rifilato anche uno sciroppino che ci hanno consigliato in farmacia, per la tosse. Qualcosa deve essere entrato in interazione con qualcosa d’altro perchè la notte tra venerdì e sabato è stata un incubo. [Read more →]
December 1, 2008 10 Comments
Mio suocero, quella sagoma!
Quella sagoma di mio suocero.
Dopo che alla macchina gli è prolassata la marmitta e il meccanico ha proceduto a costosissima operazione chirurgica per sistemarne lo sfintere, non contenti delle traversie economiche che ci sovrastano, anche la vespa di Tino ha deciso di lasciarci per un po’, in attesa che qualcuno la prenda in cura.
Così il non marito deve prendere la macchina per andare al lavoro a Inculandia e si è innescato un meccanismo generatore di strani eventi.
Mio suocero, quei due giorni che la frollina passa il pomeriggio a casa loro per agevolare il mio lavoro (finalizzato a pagare congrue tasse con incongrue entrate) viene a prenderla al Nido. Ci troviamo sotto la scuola, io faccio un po’ di coccole alla pupa, le prendiamo un biscottino, ci beviamo un caffè e poi la piccola e il nonno vanno per la loro strada e io torno alla mia.
Fin qua tutto normale. Famiglia normale. Cose normali. Normali organizzazioni.
Se non fosse per lui. L’uomo più sordo di Bologna e che - soprattutto - crede che tutti non ci sentano come lui tanto che lo puoi sentire smadonnare fin da Sasso Marconi, solo se pesta una cacca in Piazza Maggiore.
Ieri la famigliola Panzallaria allargata, dopo aver ritirato la piccola pestifera, se ne è andata al bar. Ordiniamo un caffettino per noi e un bignettino per la bimba, quando alla Sagoma viene in mente di raccontare uno dei suoi aneddoti dei tempi andati.
Mi ricordo una volta, qua davanti coi tavolini. Passa uno. Un NEGRONE altissimo.
(fa gesti e mima negroni: roba che la battuta sull’abbronzatura di Berlusca al confronto sembra uno scambio filosofico tra Orsoline!)
Questo NEGRONE è in compagnia di una ragazza bellissima, bionda e con gli occhi azzurri.
(oddio. mio suocero ha ancora il mito della razza. oddio, come faccio a chiudere le orecchie di frollina senza che lui se ne accorga e lei non mi sporchi la giacca con la crema del bigné??)
Un mio amico si alza su e dice “Soccia oh! ma com’è possibile che un brut quel così stia con quel pezzo di ragazza?”. Il NEGRONE lo guarda e in dialetto bolognese gli risponde “Oh, ma sarai poi bello te!”
L’aneddoto della Sagoma finisce e - sospetto - lo hanno sentito fin in Uganda, dove stanno sicuramente preparando un attacco notturno alla Turrita. Gli altri avventori che hanno ascoltato in silenzio sono pronti a intavolare la discussione.
Lo mangiano. Penso che lo mangieranno. Ci sarà certamente qualcuno che gli dirà che non è proprio di buon gusto questa storia. Qualcuno che parlerà di razzismo.
No. In un mondo panzaperfetto, oltre alla sottoscritta che fa commenti un po’ acidi, ci sarebbe anche qualcun altro. Invece il vicino di caffè se ne esce con un
ah, ma è un pezzo che vengono tutti in Italia e ci vogliono conquistare!
che mi fa ricordare in quale Paese vivo e chi ci comanda.
Mio suocero, non contento dello spettacolino, chiosa il racconto con la Morale buonistica della storia (lui è teneramente un buonista su tutta la linea!).
So che non vedete l’ora di sentirla. Mi sento che bramate di conoscere la fine della storia.
Lascio che sia lui a chiudere il post di oggi.
E poi dicono che in Italia siamo razzisti! Ma se sono secoli che tiriamo dentro tutti senza lamentarci. Razzisti, razzisti. Noi siamo bravagggente altro ché!
GesùBambino, fai che la Vespa resusciti in fretta…………
November 26, 2008 20 Comments
La mia nuova dieta
Riassunto delle puntate precedenti
Attualmente sto seguendo una dieta naturale e disintossicante molto restrittiva. Non posso mangiare farina bianca, lievito, pomodori, tutti i latticini, patate, melanzane, zucchine, crostacei, kiwi, banane, fragole e caffè.
La naturopata da cui sono stata mi ha dato questa dieta per disintossicarmi da tutti i cibi che potrebbero darmi fastidio. Per due mesi.
Nel frattempo il SuperLuminare che mi ha in cura mi ha DEFINITIVAMENTE tolto tutti gli alimenti che contengono ISTAMINA perché possono peggiorare la mia precaria situazione e innescare il meccanismo delle bolle.
Definitivamente significa per tutta la vita. Una di quelle robe che è meglio pensarci a pezzettini, se no mi viene male. Per la pizza. Per la mozzarella. Per i formaggi che io adoro.
Comunque. Non potrò più mangiare il bianco dell’uovo, tutti i latticini, i pomodori, certi tipi di frutta, qualche verdura e gli insaccati e il cioccolato. Non posso bere nessun tipo di alcolico.
Oggi
In questa fase in cui le due diete si sovrappongono tra loro mi nutro prevalentemente di:
colazione: fette biscottate integrali con marmellata + caffè d’orzo
altri pasti:
- pasta al kamut o farro con condimenti di broccoli (faccio cuocere nell’acqua i broccoli e quando bolle butto la pasta, scolo tutto e condisco con un po’ di olio crudo)
- zuppe di cereali
- farro con insalata, finocchi e rapanelli
- bresaola olio, limone e insalata
- riso basmati con verdure cotte (fagiolini, broccoli, spinaci) +rosso d’uovo
- pollo al curry
Il pane lo sostituisco con le gallette di riso o farro.
Credo di essere già dimagrita un pochino. Di certo sono più sgonfia e mi sento più pimpante. Di certo mangiando così ho pochissime bolle e anche il lichen mi sembra in fase di remissione.
Il problema sono le voglie. Ogni tanto penso al cibo come lo pensavo prima. Con quel senso di compenso emotivo per i guai della giornata che mi hanno fatto diventare una obesa felice di mangiare.
in quei momenti mi viene su un po’ di rabbia. Perché mi piaceva andare a ristorante e la pizza è sempre stata uno dei miei piatti preferiti.
Mia suocera non si dà pace. Per lei ingozzare la gente che ama è un modo per sentirsi importante. Non riesce a capire come farò a vivere senza le sue lasagne, senza il ragù - leit motiv di ogni ricetta bolognese - e senza la mortadella dentro ai tortellini. So che telefona a Tino (e mi fa anche un po’ tenerezza) per dirgli che sta sperimentando il tal impasto senza bianco d’uovo e che ha trovato la tal’altra ricetta a base di verdure…)
Io francamente non penso tanto a questi manicheretti, seppur sappia che mi tolgo una larga fetta di goduria alimentare, ma mi sento un po’ in lutto per la pizza, il gelato al cioccolato di Piazza San Francesco, una birra presa con gli amici, magari in un barettino in riva al mare.
Però sono forte. La mia salute viene prima delle soddisfazioni alimentari e l’idea di diventare una che mangia bene, cura il suo corpo e pensa alla salute non è che poi mi dispiaccia.
Di certo ci metterò un po’ di tempo per ritornare ad una forma fisica decente, ma qui di tempo sembro averne parecchio (o almeno ci spero ;-)) da dedicare alla dieta!
Quando mi sconforto penso al tutto fissando dei microobiettivi. Il mio obiettivo è arrivare a Natale e trovare un menu sano e gustoso per la cena degli sfigati del 24 dicembre.
Il mio obiettivo è che le macchie spariscano e il prurito cessi e la malattia torni a dormire per un po’ di tempo (si alterneranno fasi di remissione a fasi acute).
Il mio obiettivo è che la frollina non faccia sempre il gesto di tirarmi giù le maniche delle maglie per coprire quelli che lei ormai chiama “pic, pic!” e possa smettere di guardarmi e dire:
“Mamma, pic-pic, arriva dottore, manda via blutti pic-pic!”
E nel frattempo guardo le insegne al neon delle mie pizzerie preferite che si stagliano sul cielo romanticamente, mi volto verso la Piana e con il mio bel culone ondeggiante e un ombrellino rubato alla barbie che mi ripara dalla luce intensa dei lampioni
dò le spalle alla telecamera
e sussurro
Dopotutto domani è un altro giorno!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!……………………………
TITOLI DI CODA
November 24, 2008 18 Comments
Backstage di Panzallaria - ovvero il blog che compie 3 anni
A me da quando ho aperto questo blog - e in questi giorni cade il suo terzo compleanno - me ne sono successe tante. Nella vita reale e in quella digitale.
Di questa seconda oggi voglio parlare. Perché altre parole non trovo per esprimervi cosa mi fate provare con i vostri commenti, con le mail, con gli attestati di stima.
E allora vi racconto il back stage di Panzallaria.
Ho iniziato a scrivere perché volevo esorcizzare la mia inadeguatezza fisica. Due diete fa. Mi sono accorta che scrivere era una droga e mi piaceva farlo, come quando a 13 anni, ogni giorno, compilavo diligente il mio diario segreto.
Qualcuno ha cominciato a leggermi. Erano gli amici della vita reale - a cui avevo fottutamente rotto i cojoni con questo blog - ma c’erano anche delle new entry: persone a me sconosciute. Il primo lettore fu Talking Fish: non ha più un blog così non ci posso mettere il link. Ci siamo scambiati qualche mail e il gap generazionale dei suoi 18 anni e dei miei 32 era scomparso: magia dei bip e di un ragazzo intelligente.
Poi arrivò la Coniglia che allora non era ancora la Coniglia. Lei un anno fa è venuta a casa mia e me ne sono innamorata sia come blogger che come persona fisica. Ci telefoniamo e ogni volta che va a fare un viaggio mi manda una cartolina.
Poi ho scoperto la mia prima amica a testa in giù: parlo di Slimmingdown che vive in Australia e ha una bimba di 2 mesi più grande della Frollina. Ieri il telefono di casa - che legge i numeri sul display - ha suonato ed è comparsa una scritta lampeggiante “fuori rete” tanto che pensavo fosse il solito venditore telefono-telefono. Invece no. Invece era Slim che mi telefonava direttamente da Camberra. Lei mi ha mandato regali per frollina, ci sentiamo in chat e per mail, accorciando le distanze di una bellissima amicizia virtuale.
Quando sono rimasta incinta il blog mi è servito per confrontarmi con altre persone nella mia condizione e man mano che i mesi passavano crescevano i lettori e il mio entusiasmo per questa avventura. Ho conosciuto blogger bolognesi e una lettrice, una volta, mi ha riconosciuta per strada. Solo dopo ho scoperto che abitiamo vicinissime e ci si incontra spesso a prendere il caffè.
L’anno scorso mi è venuta anche l’idea di farci politica, dentro alla blogosfera e mi sono inventata BlogAction: un’esperienza bella e faticosa e - non lo nascondo - anche piena di insidie. Non lo rifarei.
Con Nathan, La Francese e Lucilla e Adele una volta siamo andati a pranzo sui colli bolognesi e abbiam bevuto vino e mangiato tortelli e parlato ore che si è stato proprio bene.
La Frollina è nata quasi in diretta: poco dopo aver saputo della sua espulsione dalla sottoscritta, sempre Adele ha provveduto ad annunciarlo sul blog e la parte più narcisista di me - non lo nego - ogni tanto va a leggere i commenti a quel post specialissimo.
Questa primavera, poco prima di ammallarmi, ho conosciuto lei e lui e la loro meravigliosa figlia RiccioliNeri. Luz mi aveva mandato qualche mese prima un cuscino trapuntato che ora è uno dei preferiti per i suoi giochi da Frollina.
E non ho ancora parlato della quantità di mail che mi arrivano. Ci sono moltissime persone che mi scrivono e mi raccontano la loro storia. Alcune mi danno consigli, altre ne chiedono, altre hanno solo voglia di condividere qualcosa. Ho scoperto gente insospettabile che legge il mio blog. Ho ritrovato la compagna di banco delle medie e mi hanno scritto ex fidanzati, dicendomi che si erano aggiornati su Panzallaria.
Ho scritto post sulla maternità e qualcuno mi ha dato della mamma nazista. Una volta la gerente di questo blog - perché avevo osato dire che puzzava di talebanizzazione della maternità - mi ha depennato dalla lista di quelli che potevano ivi scriverci e senza neanche che me ne accorgessi (è un blog che non ho mai frequentato molto per l’argomento sopra citato) una crociata a mio favore si è mossa da parte delle altre mamme.
Lì ho capito che il mio modo di essere madre e di percepire la maternità , per quanto sgarruppato e sopra le righe e poco eco e perfettibile, era comune ad altre persone e che forse, malgrado gli sforzi di sembrare tutti più belli e più fighi e i genitori migliori del mondo, ci piace quando qualcuno ammette le sue imperfezioni e cerca di conviverci con dignità .
Una volta ho voluto chiuderlo il blog. Stavo male e molti di voi lo sanno perché è capitato recentemente. Credevo che la soluzione migliore fosse occuparmi di me e non ascoltare voci buone e cattive. Non avevo voglia di espormi. Di esporre le mie paure, la mia depressione.
In quel periodo c’era anche uno (anonimo, con mail fasulla) che veniva per lasciare commenti molto cattivi, circa la mia grassezza o il fatto che - secondo lui - mi piangevo addosso. Persone così dovrebbero stare in bagno a farsi le seghe ma spesso hanno troppa paura di riconoscersi onanisti e sfogano la loro cattiveria sugli altri. Gli ho buttato addosso secchiate di merda. Mi sono detta “eccheccazzo!: ci sono miliardi di blog nell’etere, se ti faccio schifo vattene.” In fondo chi scrive regala fette della sua storia. E’ un dono sapere che mi leggete ma sono consapevole che anche io vi dono qualcosa. Non c’è bisogno di disprezzare ciò che gli altri vogliono condividere no? e allora al diavolo la netiquette: l’ho riempito di insulti più che dovuti.
E poi ho chiuso il blog.
All’inizio, per un po’, mi sono sentita liberata. Poi invece ho cominciato a sentire la mancanza di una fetta di me. Perché Panzallaria è un pezzo di me e voi lo siete altrettanto. Molti di voi non li conosco, alcuni non commentano mai e poi mi mandano mail stupende o rimangono semplicemente in incognito. Ogni volta che leggo un commento io penso alle vostre vite. Leggo e mi chiedo dove sei mentre scrivi, chi sei, cosa fai nella vita, perché mi leggi e quando. Mi immagino facce e sorrisi e figli e pianti e risate.
Non potevo fare a meno di questo. Tino - che non era più Tino - aveva gli occhi lucidi quando gli ho detto “chiudo”. Mi ha detto “ma come faccio adesso senza Tino e senza Panzallaria e Frollina?” e ho capito che il buco era un buco della mia storia.
Mi ha scritto un dj e mi ha chiesto se partecipavo a delle trasmissioni radiofoniche.
Nel frattempo mi è arrivata anche una mail che sopra tutte, in quel momento, mi ha scaldato il cuore. Ne arrivavano tante di mail di lettori in quel periodo di buio. Io tutte le volte piangevo. Io tutte le volte mi sentivo grata alla vita e facevo uscire un po’ di brutti pensieri per lasciare spazio alla scelta di rinascere.
Mi grattavo, leggevo, piangevo, mi grattavo.
Questa mail - lei lo sa di chi parlo - raccontava la storia di una persona.: con una naturalezza e una serenità d’animo, pur nelle difficoltà , che mi ha aperto il cuore. C’era la foto di una tartaruga e lei mi diceva che io l’avevo aiutata in un momento molto difficile; son quelle frasi che ti fanno sentire che la tua vita vale. Comunque.
Mi diceva che voleva lei aiutare me. E lo ha fatto. A lei devo un pezzo della mia vita. Perché questa persona, che ora posso dire amica, nella mail allegava un numero di telefono: quello del mio psicologo (altro salvatore della Panzapatria!).
Io non so spiegarlo. Ma tutte le volte che scrivo io penso a voi. Quando vorrei urlare disperata penso anche a voi (prima ad altre cose, prima a mia figlia, sia ben chiaro! ;-)).
Penso che in qualsiasi situazione si può scegliere se farsi mangiare da ciò che accade o se viverlo come un’occasione di crescita e conoscenza di se stessi. E penso che qualunque persona che scrive, anche la più infima come me, ha un dovere verso chi gli dà il privilegio di leggerla: ha il dovere di offrire positività .
Ne ho il dovere verso la frollina. Ne ho il dovere verso me stessa e Tino. E ne ho il dovere verso i miei amici in carne ed ossa e mia madre.
Ma ne ho un po’ il dovere anche verso di voi.
Che - a volte per anni - mi avete letta in silenzio e mi avete gratificata con le vostre risate e le vostre emozioni.
Ho chiesto lavoro alla blogosfera e qualche lavoro è arrivato: ultima una proposta di due lettori che mi ha fatto talmente ridere e tirato così tanto su di morale che gliene sarò sempre grata!
Ho chiesto comprensione e voi me l’avete data.
Io mica lo sapevo quando esattamente tre anni fa scrivevo questo primo post…
GRAZIE
SIETE CAREZZE PER LA MIA PELLE
piesse: Non me ne vogliano gli incontri tagliati, le mail omesse e gli abbracci non citati. Non ci stava tutta la mia gratitudine in questo post. Nel cuore invece lo spazio è infinito!
November 19, 2008 21 Comments

