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	<title>Panzallaria - blog di panza &#187; invettive</title>
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	<description>personal storytelling</description>
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		<title>Il cursus honorum delle giovani italiane (belle)</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2011/01/17/il-cursus-honorum-delle-giovani-italiane-belle/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Jan 2011 20:07:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Essere donne in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[invettive]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le pagherò il prezzo che vuole ma non dica che incontro minorenni&#8221; (fonte: Repubblica.it) Mentre leggo penso a quella mia amica ricercatrice, che se leggi le cose che scrive, ti convinci che sia una che quanto meno pubblica libri o vive di quello che pensa. Una filosofa insomma. Ha due figlie lei, le ha avute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/01/soldi.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3889" title="soldi" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/01/soldi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/01/18/news/le_pagher_il_prezzo_che_vuole_ma_non_dica_che_incontro_minorenni-11347689/?ref=HREA-1">&#8220;Le pagherò il prezzo che vuole ma non dica che incontro minorenni&#8221;</a> (fonte: Repubblica.it)</p>
<p>Mentre leggo penso a quella mia amica ricercatrice, che se leggi le cose che scrive, ti convinci che sia una che quanto meno pubblica libri o vive di quello che pensa. Una filosofa insomma. Ha due figlie lei, le ha avute mentre faceva la &#8220;carriera&#8221; universitaria. Quest&#8217;anno non ci sono fondi dice il suo Professore, quest&#8217;anno niente ricerca o solo delle briciole. Ha 37 anni come me, questa mia amica, conosce molto bene 4 lingue, è sempre stata la migliore a scuola e anche all&#8217;Università.</p>
<p>Sotto Natale si è fatta il giro di tutte le librerie per cercare un lavoretto, tipo impacchettare i libri sotto le Feste, ma niente, è stato un mezzo fiasco.</p>
<p>Ma per fortuna, dopo che come COMMESSA non ha trovato nulla &#8211; forse è troppo vecchia? &#8211; adesso invece un lavoretto ce l&#8217;ha e anche se sono 3 ore, 3 giorni alla settimana, almeno riesce a guadagnare qualche soldino.</p>
<blockquote><p>E ora andiamo al bunga bunga. Io avevo inteso che quel termine si riferisse alla locazione, alle mura in cui tutti i partecipanti alla cena si erano spostati. In questo bunga bunga a luci rosse &#8211; e non so se lei intendeva perché c&#8217;erano le luci rosse o perché l&#8217;atmosfera era tale da essere interpretata come a luci rosse &#8211; queste ragazze si sono ulteriormente spogliate, non so a fino a quale punto, e avvicinandosi a turno e anche in gruppi di due o tre al presidente, che stava seduto sul divanetto, si strusciavano e si facevano toccare, assumendo un atteggiamento anche provocante e volgare, baci, strusciamenti. Anche all&#8217;interno di questo ambiente denominato bunga bunga erano presenti degli scomparti dove erano allocati degli abiti per dei travestimenti, ovvero divise da poliziotta o infermiera. Anche la Minetti fece uno spogliarello &#8230; (non so) fino a che livello, e cioè se lo spogliarello sì è concluso con la nudità totale o parziale. Lo spogliarello fu fatto anche da altre ragazze presenti. Tutta l&#8217;atmosfera era molto ridanciana, tutti sembravano divertirsi molto, tranne la M. T., che invece era molto imbarazzata per quello che stava vedendo (fonte <a href="http://www.repubblica.it/politica/2011/01/18/news/ruby_il_bunga_bunga_e_i_soldi_la_verit_sulle_serate_di_arcore-11347687/?ref=HREA-1">Repubblica</a>)</p></blockquote>
<p>L&#8217;Italia <strong>non è un Paese per donne</strong>. Lavorare e fare dei figli, insieme, è più difficile che stare in equilibrio sul filo. Quella volta che sulla community di Donne Pensanti abbiamo aperto <a href="http://donnepensanti.ning.com/forum/topics/donne-e-lavoro-stipendi?id=4545755:Topic:6859&amp;page=2#">un topic su lavoro e discriminazione</a>, con alcune domande specifiche per raccogliere testimonianze, di racconti ne sono arrivati moltissimi. Tra i tanti c&#8217;era per esempio questo di Anna C.:</p>
<blockquote><p>L&#8217;ultimo impiego come dipendente era presso una cooperativa sociale come educatrice in una comunità di tipo residenziale, avevo un contratto a tempo indeterminato e questo è stato un vantaggio durante la gravidanza perchè il mio era un lavoro a rischio, quindi ho smesso di lavorare appena scoperto di essere in cinta e mi sono veramente goduta tutto il periodo della gestazione e il periodo successivo di congedo per allattamento è stato lauto: di 6 mesi. Le note dolenti sono arrivate dopo: turni su giorno e notte compresi festivi e prefestivi non li optevo affrontare più, mio marito esce alle 8 di mattina e rincasa alle 7 di sera, i miei genitori vivono lontano, i suoceri lavorano: zero aiuti, sarebbe stato impossibile continuare nonstante mio figlio sia iscritto al nido non avrei avuto copertura. per un gioco di scatole cinesi la coop per cui risultavo assunta gestiva solo la comunità in cui lavoravo quindi non mi era possibile chiedere di essere spostata ad altre mansioni e quando a quattr&#8217;occhi ho parlato con il responsabile di settore mi ha detto che &#8220;se avessi trovato un altro impiego non era il caso di rinunciarvi per tornare da loro&#8230;&#8221;</p>
<p>Chiaro?</p>
<p>I rapporti con la responsabile della struttura e i colleghi sono rimasti buoni e pochi mesi fa si son trovati a corto di personale e mi hanno contattato per sapere se avessi necessità e voglia di tornare, ho risposto che le mie esigenze di orario non erano cambiate ecc. ecc. e mi è stato offerto il ruolo di cuoca (preciso che ufficialmente non sarei stata inquadrata così, non ho i titoli).</p>
<p>Non ho rifiutato subito, ne ho parlato con mio marito, poco, ma ne ho parlato. Sono laureata e nei giorni di riposo prima che nascesse mio figlio ho frequentato un master per quattro anni. Ho sgobbato e mi sono impegnata per camminare , per andare avanti, per migliorarmi. Ho scelto di seguire le mie ambizioni e non è stata una scelta a costo zero. La base sicura dal punto di vista economico è mio marito, mi supporta, mi sostiene e questo ha un valore enorme. Attualmente lavoro come libera professionista, sono counselor, e lo faccio quando gli impegni familiari me lo permettono: quando mio figlio si ammala tutto si ferma, quando le insegnanti dell&#8217;asilo scioperano io non posso lavorare, quando a bologna nevica e il nido resta chiuso io non posso lavorare, se ho degli impegni li annullo o cerco di gestirli con delle mie colleghe.</p>
<p>Certo che le donne sono discriminate e lo sono di più se hanno dei bimbi piccoli, in forma ancora maggiore se non c&#8217;è una rete familiare a supportarle.</p>
<p>Detto questo, credo che la testardaggine e una sana arrabbiatura ci aiuteranno a migliorare le cose.</p></blockquote>
<p>Naturalmente se nasci bella, bella e con qualche pelo sullo stomaco puoi AMBIRE al BUNGA BUNGA e forse a un posto in Parlamento.</p>
<p>Oppure puoi incrociare le dita e sperare che sia tua figlia a &#8220;farsi&#8221; un CURSUS HONORUM di riguardo e magari con un sapiente RICATTINO riuscirà a diventare milionaria&#8230;</p>
<p>Niente, pensavo a quello che mi hanno insegnato, alla dignità delle donne, alle donne di Destra. Chissà come fanno &#8211; quest&#8217;ultime &#8211; a non sentirsi davvero male, la mattina, quando si guardano allo specchio e sanno che anche se non vanno ai festini e non fanno bunga-bunga, alla loro intelligenza, dal loro amato Leader, verrà sempre anteposta la disponibilità di corpi per <a href="http://www.vitadidonna.org/politica/politica/indagine-barese-ghedini-il-premier-utilizzatore-finale-e-quindi-mai-penalmente-punibile.html">l&#8217;utilizzatore finale</a>&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;Italia (non) è una dittatura</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2010/12/15/litalia-non-e-una-dittatura/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 09:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[invettive]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Copio da Wikipedia la definizione di dittatura: La dittatura è una forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altrifattori politici e sociali interni allo Stato. In senso lato, dittatura ha quindi il significato di predominio assoluto e perlopiù incontrastabile di un individuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/12/arringatore.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3804" title="arringatore" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/12/arringatore-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Copio da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dittatura">Wikipedia</a> la definizione di <strong>dittatura</strong>:</p>
<blockquote><p>La <strong>dittatura</strong> è una forma <a title="Autoritarismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autoritarismo">autoritaria</a> di <a title="Governo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Governo">governo</a> in cui il <a title="Potere" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Potere">potere</a> è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo <a title="Dittatore" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dittatore">dittatore</a>, non limitato da <a title="Legge" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge">leggi</a>, <a title="Costituzione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione">costituzioni</a>, o altri<a title="Politica" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Politica">fattori politici</a> e sociali interni allo <a title="Stato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stato">Stato</a>.</p>
<p>In senso lato, dittatura ha quindi il significato di predominio assoluto e perlopiù incontrastabile di un individuo (o di un ristretto gruppo di persone) che detiene un potere imposto con la forza. In questo senso la dittatura coincide spesso con l&#8217;<a title="Autoritarismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Autoritarismo">autoritarismo</a> e con il <a title="Totalitarismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Totalitarismo">totalitarismo</a>. Sua caratteristica è anche la negazione della libertà di espressione e di stampa. La dittatura è considerata il contrario della democrazia. Va inoltre detto che il dittatore può giungere al potere anche democraticamente e senza violenza (valga l&#8217;esempio di <a title="Adolf Hitler" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Adolf_Hitler">Adolf Hitler</a>, eletto dal Popolo Tedesco). La salita al potere di una dittatura è favorita da situazioni di grave crisi economica &#8211; per esempio dopo una guerra &#8211; sociali &#8211; lotte di classi &#8211; politiche &#8211; instabilità del regime precedentemente esistente.</p></blockquote>
<p>Non possiamo certo ammettere <strong>in maniera lapalissiana</strong> che in Italia siamo in dittatura.</p>
<p>Certo, alcune notizie potrebbero inquietare i più ansiosi come la sottoscritta.</p>
<h3>POLITICA E VOTAZIONI</h3>
<p><strong>Nei giorni precedenti al voto di fiducia</strong> al Governo di ieri, Di Pietro ha denunciato <a href="http://www.politica24.it/articolo/crisi-governo-e-compravendita-voti-pdl-annuncia-denuncia-procura/5431/">un mercato di compravendita di voti</a> su cui ha deciso di indagare la stessa Procura (fonte Politica24).</p>
<h3>MEDIA (TV E INTERNET)</h3>
<p>Il <strong>13 dicembre 2010</strong> i principali quotidiani (uso come fonte, volutamente, il <a href="http://qn.quotidiano.net/esteri/2010/12/13/428658-wikileaks_governo_italiano.shtml">Quotidiano.net </a>che non è notoriamente allineato a sinistra) hanno segnalato l&#8217;ennesima notizia con fonte Wikileaks che riguarda <strong>il nostro Presidente del Consiglio e Internet:</strong></p>
<blockquote><p><strong>La legge &#8216;Romani&#8217; sul web voluta dal governo italiano </strong>‘’sembra essere scritta per dare all’esecutivo margine di manovra per bloccare o censurare i contenuti internet’’: è quanto scrive in un dispaccio l’ambasciatore Usa a Roma, David Thorne, il 3 febbraio 2010 e pubblicato da uno dei media partner di Wikileaks, El Pais.</p>
<p><strong>‘’Questa legge rappresenterebbe </strong>un precedente per nazioni come la Cina che copierebbero o citerebbero questa ‘giustificazione’ per il giro di vite sulla liberta’ di parola’’, si legge nel documento pubblicato dal quotidiano spagnolo.</p>
<p><strong>BERLUSCONI USA IL GOVERNO PER FAVORIRE MEDIASET SU SKY</strong> &#8211; ‘’Funzionari di Sky ci hanno detto che il viceministro Romani sta guidando gli sforzi all’interno del governo italiano per aiutare Mediaset di Berlusconi e per mettere Sky in svantaggio. Questo e’ uno schema familiare: Berlusconi e Mediaset hanno usato il potere di governo in questo modo sin dai tempi di Bettino Craxi’’. Lo si legge in un dispaccio dall’ambasciata Usa di Roma, siglato da David Thorne, il 3 febbraio 2010, e pubblicato da uno dei media partner di Wikileaks, El Pais.</p></blockquote>
<h3>BLACK BLOC</h3>
<p><a href="http://www.gliitaliani.it/2010/12/ecco-gli-infiltrati-di-roma/">Ecco gli infiltrati di Roma</a> (fonte: glitaliani)</p>
<p>No, in Italia non c&#8217;è la dittatura. <strong>Ci hanno riempito di television</strong>i con l&#8217;avvento del digitale terrestre, come possiamo pensare che siano tutte allineate su un pensiero unico?</p>
<h3>ISTRUZIONE</h3>
<p>In Italia abbiamo <strong>scuole e Università</strong> che funzionano: gli studenti vanno a manifestare solo perché hanno poca voglia di studiare.  E sappiamo tutti che l&#8217;istruzione libera e per tutti è l&#8217;anticorpo fondamentale alla dittatura e ai totalitarismi.</p>
<p>Il fatto che i fondi siano stati abbassati di molto non c&#8217;entra, tanto <a href="http://bologna.virgilio.it/primopiano/genitori-bidelli-volontari-pulire-istituti.html">ci sono bravi genitori che fanno il loro dovere, puliscono vetri </a>e contribuiscono economicamente.</p>
<p>Gli asini possono frequentare il CEPU. C&#8217;è un bel rapporto tra il nostro Governo e il <strong>CEPU</strong>.</p>
<p>Il <strong>26 luglio 2010</strong> (in tempi non sospetti quindi, ben prima che Miss Cepu desse la sua fiducia al Governo, <a href="http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/la-fiducia/notizie/14-12-caso-polidori-accuse-barbareschi_bd0efd54-0780-11e0-a25e-00144f02aabc.shtml">perché ci crede veramente</a> e non perché ha ricevuto pressioni e rassicurazioni di favori, <strong>come sostiene quel complottardo di Luca Barbareschi</strong>), Berlusconi va  a rendere omaggio a Polidori (Cepu), come ci racconta il sito di S<a href="http://www.sinistraeliberta.eu/articoli/berlusconi-il-cepu-e-la-riforma-dell%E2%80%99universita">inistra Ecologia e Libertà</a>:</p>
<blockquote><p>Qualche giorno fa Berlusconi è andato in visita all’università, cosiddetta <em>telematica,</em>eCampus di Novedrate, in provincia di Como.  La notizia è passata sui quotidiani soprattutto per la pesante battuta su Rosi Bindi, una caduta di stile più degna di un pessimo attore di avanspettacolo, che di un capo di governo.</p>
<p>Nel pieno di una crisi della maggioranza, mentre è in atto una grande mobilitazione negli Atenei, Berlusconi va a rendere omaggio e a fare pubblicità a Francesco Polidori – alias Mister CEPU, il “re della formazione facile a pagamento”: dalla maturità fino alla laurea.  Del Gruppo CEPU fanno parte, infatti,  le Grandi Scuole per ripetenti di lungo corso, l’università presso l’eCampus, gli Istituti Callegari, l’Accademia del Lusso e la Scuola Radio Elettra, quella in cui è riuscito a diplomarsi perfino Umberto Bossi.</p>
<p>E sceglie proprio l’Ateneo eCampus, autorizzato con decreto nel 2006 dall’allora ministro Letizia Brichetto–Moratti, che è l’unica università telematica approvata nonostante il parere contrario del Consiglio universitario nazionale (Cun) e dal Comitato nazionale per la valutazione (Cnvu).  Inoltre, Il Cun ha segnalato alla Gelmini molte incongruenze sul funzionamento delle università telematiche e gli esperti del Cnvu sono attesi entro l’anno a Novedrate proprio per verificare se l’offerta didattica è in linea con gli standard di legge.</p>
<p>E pensare che la Gelmini pontifica sul merito e tuona contro la proliferazione degli atenei statali. Può sembrare una follia ma, come ha detto Mussi: <em>«c’è del metodo in questa follia!”».</em></p>
<p>Non deve sfuggire che la visita ad un istituto privato è avvenuta proprio mentre il testo della “controriforma” Gelmini è giunto all’esame del parlamento.  Non si può non cogliere il tempismo: da un lato l’ineffabile ministro attacca l’autonomia dell’università pubblica, dall’altro il premier tesse le lodi dell’istruzione universitaria a pagamento.</p></blockquote>
<p>No.</p>
<p>Di certo non siamo in dittatura.</p>
<p>E io sono una pazza.</p>
<p>Vedo spettri ovunque.</p>
<p>Forse è perché non ho mai preso la laurea con il Cepu&#8230;</p>
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		<title>Balliamo il bunga bunga</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2010/10/28/balliamo-il-bunga-bunga/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Oct 2010 09:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Essere donne in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[invettive]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Le nostre mamme ballavano il boogie woogie, le nostre figlie potrebbero ballare il BUNGA BUNGA. Ci descrive questa celebre pratica una diciassettenne marocchina (17 anni) a cui il Papi vuole così bene da renderla solo spettatrice e non protagonista del famoso ballo. Un ballo speciale. Che potrebbe generare in molti machi italiani grande invidia per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/10/Boogie-Woogie.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3663" title="Boogie Woogie" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/10/Boogie-Woogie-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Le nostre mamme ballavano il boogie woogie, le nostre figlie potrebbero ballare il BUNGA BUNGA.</p>
<p>Ci descrive questa celebre pratica una <strong>diciassettenne marocchina (17 anni)</strong> a cui il Papi vuole così bene da renderla solo spettatrice e non protagonista del famoso ballo.</p>
<p>Un ballo speciale.</p>
<p>Che potrebbe generare in molti machi italiani grande invidia per il nostro Premier.</p>
<p>Leggiamo su <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/10/28/news/davanzo_ruby-8503315/?ref=HREA-1">Repubblica</a> la testimonianza della 17enne Ruby:</p>
<blockquote><p>Ruby però racconta delle sue tre visite ad Arcore, delle feste in villa e delle decine di giovani donne famose o prive di fama  -  molte escort  -  che vi partecipano. La minorenne fa entrare negli atti giudiziari un’espressione inedita, il “bunga bunga”. Viene chiamata in questo modo l’abitudine del padrone di casa d’invitare alcune ospiti, le più disponibili, a un dopo-cena erotico. “Silvio (lo chiamo Silvio e non Papi come gli piacerebbe essere chiamato) mi disse che quella formula  -  “<strong>bunga bunga</strong>“  -  l’aveva copiata da Gheddafi: è un rito del suo harem africano”.</p></blockquote>
<p>Ruby ha 13 anni in più di mia figlia.</p>
<p>Ruby è nata quando io mi sono diplomata.</p>
<p>Ruby è una minorenne marocchina senza permesso di soggiorno nel nostro Paese. Non è stata rispedita al mittente, perché è bella, perché partecipa alle feste e perché ha amicizie importanti.</p>
<p>Gente che le vuole bene.</p>
<p>Silvio Berlusconi è il nostro Presidente del consiglio. Un politico. Colui che &#8211; secondo una delle definizioni più comuni del suo ruolo &#8211; dovrebbe definirsi così:</p>
<blockquote><p>Si definisce <strong>politico</strong> o <strong>personalità politica</strong>, chi partecipa attivamente alla vita pubblica di uno <a title="Stato" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stato">Stato</a>, operando le scelte necessarie alla crescita civile ed economica della propria <a title="Nazione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nazione">nazione</a>.</p></blockquote>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Politico">Wikipedia</a></p>
<p>Le escort non sono macchine di lusso acquistate ad Antigua ma prostitute. Donne prezzolate per partecipare a incontri (che la maggior parte delle volte finiscono a letto) con uomini che le pagano per esercitare potere assoluto su di loro.</p>
<p>Cominciamo a usare le parole bene.</p>
<p>Cominciamo a andare oltre le etichette svuotate del loro significato.</p>
<p>E portiamo con noi qualche sacchettino di carta: i conati ci potrebbero raggiungere ovunque.</p>
<p>Per i precisini, ecco la definizione di Bunga Bunga (<a href="http://www.urbandictionary.com/define.php?term=bunga-bunga">Urban Dictionary</a>):</p>
<blockquote><p>Savagely brutal anal gang-rape. Fabled punishment for trespassing on the tribal land of a fictitious African tribe.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Nelle scuole dell&#8217;Emilia-Romagna il gioco del silenzio in una circolare</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2010/05/24/nelle-scuole-dellemilia-romagna-il-gioco-del-silenzio-in-una-circolare/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 08:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[invettive]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[lettere aperte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna, Marcello Limina, ha mandato ai dirigenti scolastici questa circolare, in cui li si invita a sensibilizzare il personale della scuola, sul corretto comportamento da tenere con gli organi di stampa Il pdf è AUTOESPLICATIVO. Grazie a una segnalazione di Silvia, ricevo questa lettera aperta di una mamma insegnante che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/05/bavaglio.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3041" title="bavaglio" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/05/bavaglio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna, <strong>Marcello Limina</strong>, ha mandato ai dirigenti scolastici <a href="http://www.foruminsegnanti.it/images/materiali/Circolare_Limina.pdf">questa circolare</a>, in cui li si invita</p>
<blockquote><p>a sensibilizzare il personale della scuola, sul corretto comportamento da tenere con gli organi di stampa</p></blockquote>
<p>Il pdf è <strong>AUTOESPLICATIVO</strong>.</p>
<p>Grazie a una segnalazione di Silvia, ricevo questa lettera aperta di una mamma insegnante che risponde così alla circolare:</p>
<blockquote><p>Gentile Dottor Limina,</p>
<p>Le scrivo questa lettera per chiederLe umilmente perdono e confessare le mie<br />
colpe di fronte a tutto il popolo italiano. Sì, lo ammetto: non ho identificato lo Stato col partito di governo, mi sono<br />
concessa la libertà (parola ormai odiosa alle mie orecchie, in quanto foriera di tanti mali) di avere un’opinione diversa dalla Sua e da quella dei Suoi e miei superiori.<br />
Ho colpevolmente dimenticato, e me ne pento, che non è tollerato avere opinioni e men che meno esprimerle.<br />
Prometto che d’ora in avanti, ogni volta che la stampa mi chiederà informazioni sulla scuola, io Le telefonerò prima per chiederLe il permesso di parlare e farLe preventivamente leggere le mie dichiarazioni.<br />
D’altronde, so che Lei è sempre disponibile ad ascoltare i Suoi docenti, in qualunque momento La interpellino. Chissà quanti ne avrà già ricevuti ed ascoltati da quando è venuto tra noi! E chissà quante volte si sarà reso disponibile a parlare con i genitori e gli studenti, perciò dovrei vergognarmi ad aver anche solo pensato di poterLa in qualche modo scavalcare. Con il Suo richiamo, Lei mi ha ricordato che dobbiamo credere, obbedire e combattere tutti uniti per il medesimo scopo: realizzare questo progetto meraviglioso, la scuola Tremonti-Gelmini.</p>
<p>Sento di doverLa ringraziare con tutto il cuore per avermi ricordato i miei doveri di servitore dello Stato e per avermi rammentato la fedeltà che devo alla nazione.<br />
Effettivamente in questi ultimi mesi non ho svolto fino in fondo il mio dovere di cittadino e di funzionario dello Stato.<br />
Non ho adeguatamente tutelato l’amministrazione per cui lavoro: infatti, non ho parlato con ogni singolo collega ed ogni singolo studente o genitore della mia scuola di quello che sta succedendo. Non ho fatto di tutto per tutelare il diritto allo studio e la scuola della Costituzione.<br />
Non ho anteposto ad ogni considerazione personale il bene primario che la scuola pubblica rappresenta, come il mio contratto di lavoro e le leggi dello Stato prevedono, permettendo che mille sciacalli ne facessero a turno la loro<br />
preda. Non ho affrontato in classe con i miei studenti l’argomento “riordino dei cicli”, né quello inerente i tagli alla scuola, all’università e alla ricerca come avrei dovuto fare, per invitarli a difenderne il profilo costituzionale.<br />
Non ho difeso come avrei dovuto diritti sanciti dalla nostra Costituzione, come ad esempio quello sulla libertà di pensiero e sulla libertà di insegnamento, sulle pari opportunità di accesso al sapere e sulla laicità e<br />
gratuità della scuola. Sono colpevole, lo riconosco. So che posso fare molto meglio e impegnarmi assai di più.</p>
<p>Ma sono disposta a tutto pur di espiare questa grave colpa.</p>
<p>Mi impegno, da domani stesso, ad entrare in classe tutte le mattine e dire per prima cosa: “Attenzione, ragazzi, vi stanno togliendo il diritto allo studio, stanno distruggendo la Scuola della Costituzione”, e a parlare profusamente con<br />
loro del perché. Mi impegno, da domani stesso, a parlare con ogni singolo genitore, perché si impegni con me nel difendere questo bene primario della nazione a cui io debbo fedeltà ed obbedienza come funzionario e come cittadino.</p>
<p>Mi impegno, da domani stesso, a informare ogni singolo docente ed ATA sulle possibili azioni da compiere per difendere i diritti sanciti dalla Costituzione.</p>
<p>Mi impegno, da domani stesso, a scriverLe ogni giorno inviandoLe sulla casella e-mail le mie domande e le mie richieste e ad invitare tutti quelli che conosco a fare altrettanto, in modo che Lei sia sempre aggiornato sui nostri anche più reconditi pensieri.</p>
<p>In trepidante attesa di ricevere ulteriori istruzioni tramite il Suo sito web, Le porgo i miei umili ed ossequiosi saluti</p>
<p>Roberta Roberti, insegnante e mamma pentita</p></blockquote>
<p>La mail pubblica di Limina non la trovo, perché sarebbe bello copiare l&#8217;esempio di Roberta. Però credo sia importante diffondere questa riflessione.</p>
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		<title>La fantapolitica è di casa</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2010/05/04/la-fantapolitica-e-di-casa/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 11:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[invettive]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caso Scajola e la casa con vista Colosseo L&#8217;ex ministro ha ribadito la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati, in particolare l&#8217;aver ricevuto denaro da imprenditori coinvolti nell&#8217;inchiesta sugli appalti del G8 per l&#8217;acquisto di un appartamento con vista sul Colosseo: &#8220;Non potrei mai abitare in una casa comprata con i soldi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il caso Scajola e la casa con vista Colosseo</strong></p>
<blockquote><p>L&#8217;ex ministro ha ribadito la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati, in particolare l&#8217;aver ricevuto denaro da imprenditori coinvolti nell&#8217;inchiesta sugli appalti del G8 per l&#8217;acquisto di un appartamento con vista sul Colosseo: &#8220;Non potrei mai abitare in una casa comprata con i soldi di altri&#8221;, ha affermato. Per la prima volta in dieci giorni, Scajola ha però preso in considerazione l&#8217;ipotesi che gli assegni che gli vengono contestati siano effettivamente stati versati: &#8220;Se dovessi acclarare che la mia abitazione fosse stata pagata da altri senza saperne io il motivo, il tornaconto e l&#8217;interesse, i miei legali eserciterebbero le azioni necessarie per l&#8217;annullamento del contratto&#8221;, ha affermato.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/05/04/news/scajola-pdl-3801350/">Repubblica.it </a></p>
<p>Mi chiedevo se chi è stato tanto gentile da occuparsi di comprare la casa con vista Colosseo a Scajola si può fare carico anche del problema locale:</p>
<blockquote><p>Aumentano gli sfratti a Bologna e in provincia, quasi tutti per morosità. La crisi non guarda più in faccia a nessuno, molti lavoratori finiscono a dormire in strada. A fine mese, tra chi non riesce a pagare l&#8217; affitto, ci sono anche gli operai delle aziende in difficoltà, quelli che hanno perso il posto o sta finendo la cassa integrazione. I sindacati di base sono sulle barricate, occupano, protestano. «Se prima era un raffreddore, ora è diventata una broncopolmonite» dice Alberto Braghetta dell&#8217; Uniat, il sindacato degli inquilini della Uil.</p></blockquote>
<p><a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/05/04/news/casa_l_emergenza_infinita_entro_l_estate_altri_170_sfratti-3802764/">Repubblica/Bologna</a></p>
<p>Poi mi chiedevo anche se &#8211; risolti i problemi dei più sfortunati &#8211; (la crisi guarda in faccia solo loro e prende per il culo tutti) il benefattore scalojano si poteva occupare anche di me.</p>
<p>Mi piacerebbe molto una terrazza vera e propria dove si possa cenare nelle sere d&#8217;estate, eventualmente in collina per sfuggire all&#8217;afa bolognese e ai rumori che fanno la mattina tutti quei coglioni che si infilano in macchina per andare a lavorare.</p>
<p>Che dite, chiedo troppo?</p>
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		<title>La Gelmini: ovvero cosa pensa chi ci governa dei mesi di maternità.</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 12:47:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[invettive]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Stare a casa dopo il parto: un privilegio afferma Maria Stella Gelmini, Ministro dell&#8217;Istruzione italiana, durante un&#8217;intervista al Corriere. Anch’io, come la D’Amico, ho più facilità di altre donne a tornare subito a lavorare senza trascurare mia figlia. Ma non vuol dire non essere una buona mamma, dovrebbero farlo tutte. Questa frase si commenta da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.corriere.it/politica/10_aprile_30/gelmini-maternita-privilegio-mian_0aa5f66a-5441-11df-a5b5-00144f02aabe.shtml">Stare a casa dopo il parto: un privilegio</a> afferma <strong>Maria Stella Gelmini</strong>, Ministro dell&#8217;Istruzione italiana, durante un&#8217;intervista al Corriere.</p>
<blockquote><p>Anch’io, come la D’Amico, ho più facilità di altre donne a tornare subito a lavorare senza trascurare mia figlia. Ma non vuol dire non essere una buona mamma, dovrebbero farlo tutte. <span id="more-2912"></span></p></blockquote>
<p>Questa frase si commenta da sola e in un battito di ciglia butta alle ortiche &#8211; come ha scritto la mia amica <a href="http://annachiara.blogspot.com">Meringa</a> &#8211; il DIRITTO DI OGNI BAMBINO ad avere accanto la propria madre nei primi mesi di vita, a favore di un &#8220;lavorismo&#8221; becero che è evidentemente l&#8217;obiettivo a cui mira l&#8217;impoverimento culturale e l&#8217;appiattimento che sta scientemente costruendo, a partire dalla scuola, la nostra cara Ministra.</p>
<p>Alla Maria Stella vorrei segnalare il documentario e il blog di Silvia Ferreri <a href="http://www.unovirgoladue.com/blog/?page_id=2">Uno virgola due</a> che è:</p>
<blockquote><p>Uno virgola due è il titolo di un film documentario che ho girato nel 2005 che analizza le ragioni per cui in Italia le donne non fanno figli o ne fanno pochi (Uno virgola due a testa appunto). Le ragioni quasi sempre hanno a che fare col lavoro, col denaro, con una società inesistente.</p></blockquote>
<p>Trovo vergognoso che la Ministra parli di &#8220;privilegio&#8221; anzi che di diritto e se non mi importa cosa vuole fare lei, mi importa molto che rilasciando interviste come questa sdogani un certo modo di guardare al congedo parentale.</p>
<p>Propongo a chiunque ne abbia voglia, di scriverle una mail. Queste cose non possono essere tenute sotto silenzio.</p>
<dt><strong>Istruzione, Università e Ricerca</strong></dt>
<dd>Sito: <a href="http://www.miur.it/">www.miur.it</a></p>
<p>Viale Trastevere, 76/a &#8211; 00153 ROMA<br />
Tel: (+39) 06.58491<br />
E-mail: <a href="mailto:uffstampa@istruzione.it">uffstampa@istruzione.it</a><br />
E-mail: <a href="mailto:urp@istruzione.it">urp@istruzione.it</a><br />
(+39) 06 58492377</p>
<p>Piazzale Kennedy, 20 &#8211; 00144 ROMA<br />
Tel: (+39) 06.58491<br />
E-mail: <a href="mailto:ufficio.stampa@miur.it">ufficio.stampa@miur.it</a></p>
</dd>
<dd> </dd>
<dd>fonte: <a href="http://www.governo.it/Governo/Ministeri/ministeri_gov.html">http://www.governo.it/Governo/Ministeri/ministeri_gov.html</a></dd>
<p><em>Per altro spero che le tante mamme blogger che ho visto venire qui un&#8217;unica volta per  dire la loro, trovandosi in disaccordo con me su temi davvero molto più leggeri e sciocchi, si rimbocchino le maniche anche in questo caso.</em></p>
<p><em>Le affermazioni contenute nell&#8217;articolo mi sembrano davvero gravi, non trovate?</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fieramente anticlericale</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2010/04/11/fieramente-anticlericale/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Apr 2010 10:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[invettive]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho mai nascosto di non avere in simpatia Papa Razzi e Santa Madre Chiesa. Non ho mai nascosto di essere anticlericale perché troppa ipocrisia vedo in seno al Cattolicesimo. Sarebbero tantissimi i motivi che potrei elencare per supportare una scelta ponderata e per nulla emotiva ma molto razionale. Credo però non importi. Alla luce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non ho mai nascosto di non avere in simpatia Papa Razzi e Santa Madre Chiesa. Non ho mai nascosto di essere anticlericale perché troppa ipocrisia vedo in seno al Cattolicesimo.</p>
<p>Sarebbero tantissimi i motivi che potrei elencare per supportare una scelta ponderata e per nulla emotiva ma molto razionale. Credo però non importi. Alla luce delle ultime rivelazioni e inchieste, credo basti quello che stiamo vedendo tutti, per capire il perché in tanti, come me, la pensino in questo modo.</p>
<p>In tutta la faccenda della pedofilia da parrocchia, i motivi di disgusto e inquietudine potrebbero essere davvero moltissimi. <span id="more-2833"></span></p>
<p>Ma quello che davvero trovo AGGHIACCIANTE è il fatto che alla tutela dei minori, al senso profondo di giustizia nei confronti delle vittime e al bene supremo a cui MadreChiesa dovrebbe ambire, si sia anteposta la REPUTAZIONE della Chiesa stessa.</p>
<p>E&#8217; di oggi <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/11/news/la_diocesi_di_oakland_scrisse_al_pedofilo_non_ti_spretiamo_il_vaticano_non_vuole-3264315/">la notizia</a> della pubblicazione di un carteggio che testimonia come &#8220;spretare&#8221; pedofili non fosse (e forse non è ancora) pratica ben vista da parte della Chiesa (e in particolare dell&#8217;allora Cardinale Ratzinger), per non gettare scandalo tra i fedeli e indebolire il potere delle diocesi.</p>
<p>Ora, dato che non sono un giornale, dato che non mi piace chiamare rava la fava, voglio usare i termini che mi sembrano più appropriati per dipingere il quadro che sembra delinearsi:</p>
<p>c&#8217;è un uomo che si fa prete (probabilmente perché ha già pulsioni insane nei confronti di BAMBINI e spera così di poter sublimare i suoi peccati) e che nel suo ruolo istituzionale è persona di fiducia delle famiglie e della comunità dei credenti (i quali, quelli veri, hanno tutta la mia empatia e compassione) e che sfrutta questo rapporto privilegiato con le famiglie e con i giovani per STUPRARE, ABUSARE E VIOLENTARE FISICAMENTE E MENTALMENTE delle creature non pronte ne&#8217; MENTALMENTE nè FISICAMENTE al sesso ( e sono verbalmente generosa).</p>
<p>Ciò che fa quest&#8217;uomo diventa di dominio di coloro che stanno più in alto di lui nella gerarchia ecclesiastica, i quali INVECE DI CONSEGNARLO ALLA GIUSTIZIA TERRENA E CONDANNARLO DAVANTI A QUEL DIO CHE DICONO DI TESTIMONIARE pensano alla REPUTAZIONE DELLA CHIESA.</p>
<p>Questi loschi individui (solo così posso definirli) sono gli stessi che condannano l&#8217;aborto (epperò infilare l&#8217;uccello di un porco in un minore è meno grave che uccidere un feto) e ci sbullonano le valvole con la fuffa della famiglia fondata sul matrimonio.</p>
<p>Epperò questi loschi individui sono tutti pronti a solidarizzare con sua santità (si noti il minuscolo, che le maiuscole usiamole per le cose davvero importanti!) il quale solo dopo mesi di accuse e dopo che lo sputtanamento sta diventanto globale, si decide a offrire appoggio alle vittime.</p>
<p>Ma grandi teste di</p>
<p>ma l&#8217;appoggio alle vittime</p>
<p>la rinuncia alla tracotanza</p>
<p>era tempo di averla prima.</p>
<p>Non ora perché siete finiti sul giornale!!!!!</p>
<p>Bon. Vado a disgustarmi in privato e vi lascio (per disgustarvi anche voi con due documenti. ) Una è la testimonianza di un ex bambino sordo struprato, l&#8217;altra è la letterina scritta da un reverendo a uno dei pedofili da guiness dei primati che facevan messa negli anni ottanta.</p>
<blockquote><p>“Mi chiamo Gianni Bisoli, sono nato a Sirmione il 15 settembre 1948. Sono diventato sordo a otto anni circa. Ho cominciato a frequentare l’istituto Antonio Provolo di Verona all’età di nove anni. Tre mesi dopo la mia entrata in istituto e fino al quindicesimo sono stato fatto oggetto di attenzioni sessuali. Sono stato sodomizzato e costretto a rapporti orali e masturbazioni dai seguenti frati e fratelli laici: don Giuseppe, don Arrigo, don Aleandro, don Giovanni, don Alcide, don Luigi, don Rino e don Danilo, don Nicola, don Giovanni, don Basco, don Agostino, don Giuseppe, fratello Erminio. Devo ancora dichiarare che, dall’età di 11 anni fino ai 13, sono stato più volte accompagnato nell’appartamento del vescovo di Verona, monsignor Giuseppe Carraro, dove il vescovo stesso mi ha sodomizato e preteso altri giochi sessuali.”</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">—</td>
<td valign="top"></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</blockquote>
<p>Da il “Fatto Quotidiano”-Noi, sordi vittime dei nostri educatori- 8-04-2010</p>
<blockquote><p>E&#8217; a questo punto che Mockel prende carta e penna e scrive al pedofilo. &#8220;Caro Steve, abbiamo finamente avuto una parola da Roma sulla tua richiesta. Temo non sia incoraggiante. Una lettera firmata dal Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede dice che hanno bisogno di più tempo per pesare la situazione, per capire se la laicizzazione sarebbe un bene per te come per la chiesa. C&#8217;è anche preoccupazione che la dispensa possa &#8216;provocare scandalo tra i fedeli&#8217;. Leggendo tra le righe, sembrano incoraggiarci a mandare altre informazioni. Il vescovo è intenzionato ad andare avanti se tu sei interessato. Mi piacerebbe discuterne con te nei dettagli di persona o al telefono. Intanto&#8221; conclude la lettera del 13 gennaio 1986 &#8220;ti faccio tanti auguri di buon anno. Fraternamente tuo, in Cristo&#8221;.</p></blockquote>
<p>Da <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/04/11/news/la_diocesi_di_oakland_scrisse_al_pedofilo_non_ti_spretiamo_il_vaticano_non_vuole-3264315">Repubblica on line</a></p>
<blockquote></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Precaria-mente in Pacs&#8230;</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2007/02/08/precaria-mente-in-pacs/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Feb 2007 08:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[invettive]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sono un po&#8217; rotta le scatole di sentire continuamente parlare di famiglia solo nell&#8217;accezione di &#8220;fondata sul matrimonio&#8221;. Perché me la devono spiegare questa cosa, che sei una famiglia solo se hai il bollino dello stato &#8211; o, ancor meglio &#8211; quello papale. Sei una famiglia se vai in Comune o in chiesa a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono un po&#8217; rotta le scatole di sentire continuamente parlare di famiglia solo nell&#8217;accezione di &#8220;fondata sul matrimonio&#8221;.</p>
<p>Perché me la devono spiegare questa cosa, che sei una famiglia solo se hai il bollino dello stato &#8211; o, ancor meglio &#8211; quello papale.</p>
<p>Sei una famiglia se vai in Comune o in chiesa a dire di si. Se il si lo dici tutti i giorni alla tua compagna o al tuo compagno, allora siete solo 2 scellerati che vivono sotto lo stesso tetto.</p>
<p>Ma che abbiate fatto un patto reciproco di rispetto, amore, condivisione, quello non vale. Perché in Italia ciò che conta è la forma.<br />E la forma ha la sostanza di un anello al dito, di una firma su una carta o &#8211; peggio &#8211; di un vestito bianco indossato in chiesa, di fronte ad un prete che, se va bene, ti vedrà ancora per il battesimo del primogenito e poi più.</p>
<p>E anche se tu la moglie o il marito li tradisci, anche se in chiesa non ci metti piede se non per sposarti con tutti i sacri crismi, anche se il senso del matrimonio è per te &#8211; profondamente &#8211; oscuro, tranne che per la lista di nozze, bhé caro, in Italia tu vali più di me.</p>
<p>La tua è una famiglia. La mia no.<br />Si parla di coppie di fatto solo nell&#8217;accezione &#8220;omosessuale&#8221;.<br />Perché fa comodo alla chiesa e allo stato che &#8220;le famiglie perbene&#8221; pensino che sono solo i gay a desiderare di avere diritti tra compagni o compagne di vita.</p>
<p>Nessuno dice che ormai in Italia ci si sposa molto poco; che i rapporti più duraturi sono tra persone (e mi piace usare questa parola, perché dovrebbe essere secondario con chi /e di che sesso, decidiamo di dividere la nostra vita) che convivono e che non sono solo i gay a voler fondare la propria unione su qualche diritto in più.</p>
<p>Un&#8217;amica, una volta che abbiamo parlato del fatto che Tino ed io ci consideriamo già sposati e non ci importa farne pubblica consacrazione, mi disse che però, se volevo gli stessi diritti degli sposati, allora forse dovevo sposarmi.</p>
<p>Ha ragione.<br />Ma io non voglio gli stessi diritti degli sposati.<br />Voglio tutelare il senso profondo della famiglia. Che non dovrebbe essere fondata solo su un bollino. Sulla liceizzazione dello stato o del clero.<br />Non ci sposiamo perché crediamo &#8211; profondamente &#8211; nel NOSTRO matrimonio, Tino ed io.<br />Quello che abbiamo contratto l&#8217;uno con l&#8217;altra e che ridefiniamo e rifirmiamo ogni mattina.</p>
<p>Non mi sposerei mai in chiesa perché ho troppo rispetto di chi crede veramente. E quando vado a questi matrimoni &#8211; nella bella cappella, magari in collina &#8211; di persone che so per certo che passano il tempo a bestemmiare Dio o che non hanno mai messo piede in una chiesa prima di quel giorno, mi prende il voltastomaco.</p>
<p>Ma loro sono una famiglia e noi no.<br />La famiglia è fondata sul matrimonio.<br />Mi sembra veramente ingiusto e stupido che siano altri a decidere di una roba così intima come il senso di famiglia. Con tante sfumature, tante microdiversità.</p>
<p>Quando mia figlia sarà cresciuta e sentirà qualche imbecille alla tivù &#8211; come è capitato ieri a me &#8211; dire che &#8220;le famiglie vere chiedono che sia tutelata la famiglia fondata sul matrimonio&#8221;, cosa dovrà pensare?</p>
<p>Mi ritengo (e ritengo Tino) abbastanza intelligente per poterle spiegare il nostro punto di vista e credo che starà a noi, giorno per giorno, farle capire il senso profondo di famiglia.<br />Ma io mi sento offesa.<br />E non tutelata come cittadina che paga le tasse.</p>
<p>Non tutelata come liberopensante che considera gli uomini tutti aventi gli stessi diritti. E che non discrimina per i gusti sessuali. Semplicemente pensa che siano fatti privati di ognuno.<br />Non dovrebbero entrare nel merito di diritti di cui tutti abbiamo diritto.</p>
<p>Non chiedo di essere chiamata &#8220;Sign.ra Tino&#8221; ne&#8217; che parlino di lui come di &#8220;mio marito&#8221;.<br />Non mi importa dell&#8217;abito bianco e dei fiori.<br />Voglio sapere di poter scegliere e decidere con chi ipotecare il mio futuro, a prescindere dall&#8217;anello al dito.<br />Voglio sapere che sto costruendo delle fondamenta salde per noi, per mia figlia e che se non sentiamo il bisogno di sposarci, possiamo farlo con serenità.</p>
<p>Viviamo in un&#8217;epoca precaria. Noi trentenni ormai ci navighiamo nel precariato. Si è talmente naturalizzato nelle nostre vite professionali e personali che non riusciamo nemmeno più a schifarci per le situazioni capestro in cui spesso veniamo, lavorativamente, incastrati.</p>
<p>Di questo &#8211; però &#8211; si discute meno tra i politici.<br />Il lavoro da schifo, lo sfruttamento, il domani incerto non sono abbastanza &#8220;raccapriccianti&#8221;.<br />Il precariato coniugale si.</p>
<p>Perché spaventa la chiesa che vede una grossa perdita di consenso; che sposa gente che si è battezzata il giorno prima solo per ricevere l&#8217;obolo per l&#8217;affitto della chiesa.<br />Non guarda negli animi.<br />Basta che il mercato delle anime e delle fedi continui&#8230;</p>
<p>Ma voi, cattolici all&#8217;ascolto, non siete schifati da tutto questo? Non preferireste che a sposarsi in chiesa andassero solo coloro che credono e frequentano veramente???</p>
<p>E voi politici, non vi vergognate a dare le vostre definizioni, pesanti come macigni, di famiglia?</p>
<p>Ma fateci questi Pacs! Lasciateci in Pacs! Non usate i gay come spauracchio per mascherare i veri motivi che vi spingono a restare assenti da questa problematica o a demonizzarla&#8230;</p>
<p>Pensate alle nostre Pensioni, ai nostri contratti di lavoro, a quei mascalzoni che assumono gente con collaborazioni che di occasionale hanno solo lo stipendio&#8230;</p>
<p>E non toglietemi il mio senso &#8211; profondo &#8211; di famiglia!</p>
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