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	<title>Panzallaria - blog di panza</title>
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	<description>Mamma precaria dentro ma anche fuori</description>
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		<title>Domenica al parco in Siberia. A Tortellini city</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 21:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[La vita di Panz]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Delle foto della nostra domenica nevosa</p>





Domenica al parco con la neve


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Delle foto della nostra domenica nevosa</p>
<table style="width:194px;">
<tr>
<td align="center" style="height:194px;background:url(http://picasaweb.google.it/s/c/transparent_album_background.gif) no-repeat left"><a href="http://picasaweb.google.it/francesca.sanzo/DomenicaAlParcoConLaNeve?feat=embedwebsite"><img src="http://lh4.ggpht.com/_4hTuYVuQW-A/S5_pd1eaUnE/AAAAAAAAA6s/eOgK06ydQt4/s160-c/DomenicaAlParcoConLaNeve.jpg" width="160" height="160" style="margin:1px 0 0 4px;"></a></td>
</tr>
<tr>
<td style="text-align:center;font-family:arial,sans-serif;font-size:11px"><a href="http://picasaweb.google.it/francesca.sanzo/DomenicaAlParcoConLaNeve?feat=embedwebsite" style="color:#4D4D4D;font-weight:bold;text-decoration:none;">Domenica al parco con la neve</a></td>
</tr>
</table>
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		<title>10 sublimi secondi senza prole</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 07:55:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[maternità]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ieri sera, per 10 sublimi secondi ho pensato che volevo vivere da sola, con il frigo vuoto, senza gatti, bambini, lavoro che chiedono attenzione. Sola, magari con Tino, noi due che decidiamo di partire per una vacanza strafica che poi, senza lavoro, ecco sarebbe difficile, ma è pur vero che non sarebbero stati così sublimi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera, per 10 sublimi secondi ho pensato che volevo vivere da sola, con il frigo vuoto, senza gatti, bambini, lavoro che chiedono attenzione. Sola, magari con Tino, noi due che decidiamo di partire per una vacanza strafica che poi, senza lavoro, ecco sarebbe difficile, ma è pur vero che non sarebbero stati così sublimi, quei 10 secondi, se ci avessi infilato dentro anche il lavoro.</p>
<p>Ieri sera ero particolarmente stanca e esaurita dalla frollina. Lo dico chiaro e tondo.<span id="more-2759"></span></p>
<p>I disordini della nanna mi stanno minando.</p>
<div id="_mcePaste">Ora vuole addomentarsi sul divano (almeno abbiamo fatto un passo avanti!) e poi, solo quando è in fase rem, possiamo trasferirla sul letto. Prima la devo coccolare e grattinare bene, come fosse un pomodoro ripieno.</div>
<div id="_mcePaste">Il che è pure bello, mi piace molto, le piace molto. Ma tutte le cose belle non dovrebbero durare troppo, mentre ormai la liturgia delle nostre serate va avanti per un&#8217;ora e mezza circa.</div>
<div id="_mcePaste">Ieri sera, ad un certo punto, mentre grattinavo e lei continuava a richiedere e supplicare e decidere, mi sono sentita totalmente alla sua mercé e al posto di provare compassione per i moti della sua animuccia in crescita, le fasi e i bla,bla, ho provato una grandissima rabbia per il tempo sottratto a tutto il resto, ma soprattutto a me e Tino.</div>
<div id="_mcePaste">Porcapaletta sono in crisi di coppia. Nel senso che mi sento totalmente defraudata da noi.</div>
<div id="_mcePaste">La prole è in fase pesantissima: come scrivevo in un commento passato, ho capito che quello che sta cercando è il ruolo di protagonista assoluta nel mio cuore. Entra in crisi perfino se parlo al telefono.</div>
<div id="_mcePaste">Ieri siamo andate a trovare l&#8217;Irish che ha partorito il piccolo Giulio e tra la gelosia che le ha scatenato il fatto che ho preso in braccio quel meraviglioso cosino nuovo di zecca e le chiacchiere con la mia amica, è diventata insofferente dopo circa 7 minuti.</div>
<div id="_mcePaste">Continuava a ripetere ossessivamente: &#8220;Andiamo al parco? Andiamo al parco? Andiamo al parco?&#8221; come fosse un disco rotto. Ho tentato perfino, dopo averle risposto ma non aver sortito alcun risultato, di escludere dalla mia mente quel mantra da suicidio, ma non è stato possibile.</div>
<div id="_mcePaste">Dopo 15 minuti siamo dovute uscire.</div>
<div id="_mcePaste">Al parco non le andava bene niente. Non voleva stare con gli altri bambini. Voleva stare con me ma non sapeva bene dove e come. Sembravamo una coppia di zombie che si aggira per la steppa, senza una meta precisa.</div>
<div id="_mcePaste">Quando ci ha raggiunto mia mamma, dopo circa 10 minuti da quando eravamo uscite da casa dell&#8217;Irish, allora ha deciso che voleva tornare a casa. Tutto questo interrompendo una telefonata che avevo appena ricevuto.</div>
<div id="_mcePaste">BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA</div>
<div id="_mcePaste">Ieri sera, durante quei sublimi 10 secondi sopraccitati, mi sono chiusa in bagno con la bava alla bocca e avrei voluto urlare fortissimo, come la moglie esaurita di American Beauty!</div>
<div id="_mcePaste">BASTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA</div>
<div id="_mcePaste">Ridatemi il cazzeggio, ridatemi le sigarette (si, l&#8217;ho detto, rivoglio la mia malata e fottuta voglia di fumare, di uscire in balcone a parlare del mondo con una paglia in bocca!!!!), ridatemi le scatolette scadute e le cene a orari disordinati, ridatemi Tino ed io che ci aggiriamo nudi e rincoglioniti, di domenica a mezzogiorno, per la casa vuota e</div>
<div>SI-LEN-ZIO-SA</div>
<div id="_mcePaste">Ecco. 10 sublimi secondi per poi tornare in salotto dove finalmente la piccola fagocitatrice di attenzioni si era addormentata.</div>
<div id="_mcePaste">bella</div>
<div id="_mcePaste">burrosa</div>
<div id="_mcePaste">dolce</div>
<div id="_mcePaste">meravigliosa</div>
<div id="_mcePaste">come abbiamo fatto a vivere senza di lei fino a poco tempo fa?</div>
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		<title>Quello che faccio, perché, come, dove. Quello che paga e quello che no</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Mar 2010 11:41:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[La vita di Panz]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sta diventando un po&#8217; complicato, per me, presentare i miei progetti, quello che faccio alle persone che conosco.  La mia identità digitale si sta diramando in molte attività e se da una parte c&#8217;è Panzallaria, la visione ironica e scanzonata, i post aneddotici, lo spettacolo teatrale e la passione narrativa per la scrittura che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sta diventando un po&#8217; complicato, per me, presentare i miei progetti, quello che faccio alle persone che conosco.  La mia identità digitale si sta diramando in molte attività e se da una parte c&#8217;è <strong>Panzallaria</strong>, la visione ironica e scanzonata, i post aneddotici, lo spettacolo teatrale e la passione narrativa per la scrittura che mi portano ai racconti e alle favole, dall&#8217;altra c&#8217;è <strong>Francesca Sanzo</strong> e l&#8217;impegno politico di <strong>Donne Pensanti</strong>.</p>
<p>In mezzo ci sono il l<strong>avoro, la necessità di allargare la Rete</strong>, la voglia di conoscere e studiare, la <strong>passione per le dinamiche del web 2.0</strong> e la certezza che &#8211; in quanto precaria della vita e della professione &#8211; mi è fondamentale avere sempre <strong>uno sguardo attento sulle eventuali possibilità di contatti professionali</strong>.</p>
<p>Certo, non ci perdo le notti, ma la situazione &#8211; dopo che sono ormai alcuni anni che frequento attivamente la Rete &#8211; si è fatta complessa e darne conto è sempre più difficile.<span id="more-2753"></span></p>
<p>Sabato mi sono così presa qualche ora per spiegare a me stessa quali sono i miei obiettivi, affinché possa chiarirli anche all&#8217;esterno, ai tanti che recentemente mi dicono di perdersi, ogni volta che hanno a che fare con le mie attività.</p>
<p>Un obiettivo fondamentale per me è che le attività professionali, il mio &#8220;<a href="http://www.personalbranding.it/ ">personal brand</a>&#8221; se così vogliamo chiamarlo &#8211; che ho costruito in maniera indiretta anche qui, ma che diciamolo parla di quello che faccio molto più del mio <a href="http://www.linkedin.com/in/francescasanzo">curriculum</a> &#8211; non possa mai essere confuso con le attività volontaristiche.</p>
<p>In poche parole, mi dispiacerebbe moltissimo se qualcuno pensasse che Donne Pensanti è un progetto che posso usare per fare pubblicità al mio spettacolo teatrale o a quello che scrivo, ai reading e alle attività che in qualche modo hanno a che fare con la mia realizzazione personale.</p>
<p>Per questo motivo, su Donne Pensanti parlo poco di Panzallaria, non metto in risalto i miei impegni collegati a questo mondo e cerco sempre di essere chiara e trasparente sul fatto che si tratta di un&#8217;attività volontaristica, che gestisco gratuitamente e dalla quale voglio ottenere solo cambiamenti nella percezione del modello femminile. Non ho alcun interesse personalistico, ne&#8217; mi interessa averne.</p>
<p>D&#8217;altro canto io ho anche capito che Panzallaria &#8211; nato ormai 5 anni fa per gioco &#8211; nel tempo è diventato anche il mio migliore biglietto da visita. Non lo nascondo, ma negli ultimi 2 anni la maggior parte dei lavori che ho fatto/faccio, deriva principalmente dalla visibilità e credibilità che ho acquistato con questo blog.</p>
<p>Come sanno gli amici e coloro che mi seguono da più tempo, ho fatto la scelta precisa (poi mai dire mai eh?) di non mettere pubblicità qui, di non avvalermi dei vantaggi economici che potrebbero avere un buon numero di visitatori.</p>
<p>Non mi sentirei molto libera se dovessi dare evidenza a questo o quel link in cambio di soldi e il patto implicito con i lettori mi sembrerebbe un po&#8217; tradito.</p>
<p>E&#8217; pur vero però che questo posto è la mia casa digitale, il luogo dove racconto, traspaio, e cerco di far emergere i miei valori, il senso che hanno per me le relazioni e anche la schiettezza.</p>
<p>Così sono. I tempi in cui mi presentavo ai colloqui di lavoro con l&#8217;aspetto che credevo essere il più professionale possibile (spesso mimesi di una macchietta del professionista che mi si confaceva come un paio di tacchi del 15) sono finiti. Serenamente. Felicemente.</p>
<p>I tempi in cui ero un&#8217;anonima blogger che faceva di tutto per celare la sua identità digitale e reale, a seconda del contesto, pure.</p>
<p>Ora quando vado a un colloquio sono due le cose che mi piace esplicitare:</p>
<ol>
<li>ho un blog e se dopo 5 anni lo leggono ancora e ho ancora qualcosa da dire, vuole dire che so stare in Rete abbastanza bene e so gestire le relazioni e sono autoironica (prendetemi, prendetemi, prendetemi! <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> )</li>
<li>ho una figlia piccola che ha bisogno di me:  se il lavoro in questione esige orari allucinanti, rientri a casa nella notte solo perché fa più figo lavorare fino a tardi, non fa per me e io non faccio per lui. Essere mamma significa imparare in fretta e bene a conciliare miliardi di cose diverse, non farsi prendere dal panico e soprattutto capire esattamente quali sono le priorità. La mia priorità è avere del tempo da dedicare a mia figlia. Se riusciamo a metterci d&#8217;accordo su orari flessibili (posso lavorare anche alla notte se mia figlia dorme) bene, se no tanti saluti.</li>
</ol>
<p>Da quando vivo così sono molto più serena e devo dirlo, non mi tocca dimostrare di essere diversa da quello che sono ma solo tendere al meglio (che implica, credo, uno sforzo più intelligente e proficuo per tutti).</p>
<p>Le cose da cui mi piacerebbe trarre anche dei profitti economici sono:</p>
<ul>
<li>la scrittura (un libro, scrivere per dei giornali, ecc), lo spettacolo teatrale, possibili lavori collegati alla mia capacità narrativa e gigiulona</li>
</ul>
<p>Le cose da cui non voglio trarre profitti economici diretti sono:</p>
<ul>
<li>donne pensanti e l&#8217;attività politica: non lo faccio per i soldi e credo che possa rimanere un progetto credibile solo nei termini volontaristici con cui tutti quanti lo stiamo impostando</li>
<li>quello che scrivo per questo blog che è quello che mi piace scrivere, senza padroni o vincoli</li>
</ul>
<p>Ma per tornare al motivo per cui ho scritto questo post, il motivo è che a tutti quelli che non sanno dove capire TUTTO quello che faccio,</p>
<p>dopo una bella riflessione</p>
<p>ho partorito il restyling del mio sito personale e ora lì, in maniera semplice, diretta e trasversale:</p>
<p>c&#8217;è un compendio di tutte le mie anime e attività.</p>
<p>Per gli amici, eventuali interessati a quello che faccio, chiunque voglia capire quali sono i miei campi, le mie inclinazioni, le passioni, il carattere:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.francescasanzo.net">www.francescasanzo.net</a></li>
</ul>
<p>Per tutti quelli che vogliano capire il senso del perché ho voluto dar vita a Donne Pensanti, ecco<a href="http://www.donnepensanti.net/wp-content/uploads/2010/01/Periodico-Italiano-Lavvento-di-Eva.pdf"> un&#8217;intervista per Periodico Italiano</a> dove credo di essermi espressa abbastanza chiaramente.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Un post domenicale dedicato all&#8217;atto conviviale di mangiare in compagnia</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2010/03/14/un-post-domenicale-dedicato-allatto-conviviale-di-mangiare-in-compagnia/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 08:46:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[La vita di Panz]]></category>
		<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[cene_cibo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mi piace mangiare e si vede. So di essere grassa e che mangiare troppo fa male, però non riesco a invidiare le persone che tristemente resistono a un piatto di tagliatelle per non mettere su qualche chilo.</p>
<p>Mi piace quando si organizzano le cene, ci si ritrova con gli amici in qualche luogo sperduto dell&#8217;appennino, perché [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piace mangiare e si vede. So di essere grassa e che mangiare troppo fa male, però non riesco a invidiare le persone che tristemente resistono a un piatto di tagliatelle per non mettere su qualche chilo.</p>
<p>Mi piace quando si organizzano le cene, ci si ritrova con gli amici in qualche luogo sperduto dell&#8217;appennino, perché lì fanno la bistecca più buona di tutta la Toscana.</p>
<p>Mi piace anche andare nei locali storici della mia città, infilarmi in qualche osteria di via del Pratello e sorseggiare buon vino e assaggiare il formaggio che non terrò mai nel frigorifero.<span id="more-2751"></span></p>
<p>Mi piace l&#8217;atto conviviale del cibo, anche se a volte poi quell&#8217;atto lo perpetuo anche in solitudine e non riesco a trovare il giusto mezzo (mea culpa!).</p>
<p>Mi piace mangiare ma sono una frana a cucinare. Mi piacciono le cene a casa e le cene fuori e le chiacchiere che nascono quando si è in compagnia, davanti a un buon piatto.</p>
<p>Siamo buongustai, sia Tino che io. A partire dal caffè, dalla colazione al bar per passare al pranzo sui colli, in centro o in qualche luogo remoto, che fino a poco prima non conoscevamo, ma che ci ispira tanto.</p>
<p>Mi piacciono le verande. Quelle di legno, con le viti che si attorcigliano e i tavolini di legno quadrati. Mi piacciono le taverne, quelle con il camino in mezzo alla stanza e tu attorno che ti scaldi con un bicchiere di vino.</p>
<p>Mi piace spizzicare il pane prima e intanto ascoltare i racconti del mio fidanzato o di un amico che non vedo da un po&#8217;. Mi piace tagliare la pizza e complimentarmi con l&#8217;Irene, perché la pizzeria è davvero &#8220;Napoli doc&#8221;.</p>
<p>Mi piacciono molto le cene coi bambini, adesso. Che prima che nascesse la Frollina, diciamo la verità, cercavo sempre di sedermi lontano dalle famiglie per starmene in santa pace, mentre ora mi piace vedere correre i marmocchi intorno al tavolo.</p>
<p>Quando usciamo, se siamo in compagnia di qualche amichetto della silvia, finisce che loro si sentono sempre molto grandi a mangiare la pizza a spicchi e morsi e poi farsi un giro p ustrativo per contare i cani appisolati sotto i tavoli altrui e noi abbiamo imparato a usare un occhio e un orecchio per i cinni e proseguire le nostre chiacchiere con il resto.</p>
<p>Mi piacciono le giornate che hanno la scusa del pranzo fuori e si trasformano in gite, in peregrinazioni verso luoghi bucolici, laghi di montagna, paeselli di collina, distese di mare.</p>
<p>Mi piace molto invitare gli amici a casa. Poi magari succede che strino il risotto, mi dimentico del vino e non compro il pane, ma alla fine ce la caviamo sempre, con Tino che improvvisa una carbonara di fortuna e io che intrattengo con qualche giullareria delle mie.</p>
<p>Mi piace mangiare e si vede; ma mi piace anche il valore intrinseco che si porta con se&#8217; il cibo. Quel gusto di ritrovarsi, condividere e parlare delle cose che solo il cibo evoca: amori passati, perdute amicizie, cicli e ricicli del destino.</p>
<p>Io proprio, certi stomaci in congedo che ordinano l&#8217;insalatina, schermendosi e scusandosi del gesto proletario di nutrirsi, non li capisco. Mi rendo conto che è un limite mio. Mi rendo conto che probabilmente sopravviveranno più a lungo di me. Ma se penso alla tagliatella con Tino, al <em>pic nic</em> al parco, alle cene di capodanno in cui tutti portano qualcosa e si finisce sempre per mangiare le attitudini culinarie di tutti, che è un po&#8217; come assaggiare i gusti e le inclinazioni dei propri amici, ecco se ripenso a tutte queste cose, alla frollina che agguanta il tortellone che cola burro e si sporca fino alle ginocchia, a noi che sbucciamo castagne nei pomeriggi di autunno e agli amici che &#8211; sempre &#8211; bussano alla nostra porta per un piatto caldo, ecco se io penso a tutte queste cose</p>
<p>allora non riesco proprio a non ringraziare il Fato</p>
<p>per questo sorriso pasciuto e gioioso</p>
<p>che mi si allarga sulla faccia</p>
<p>quando entro in una trattoria.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Qualcuno mi spieghi come funzionano i bambini di 3 anni</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 10:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[frollina]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Adesso qualcuno mi deve spiegare per bene come funziona. Cioé, una si impegna tanto quando le nasce la figlia affinché ci siano regole chiare e si stabilisca una sana ripartizione di letti e camere e momenti della giornata e si ritrova, quando suddetta figlia ha già ampiamente superato i tre anni, che è tutto da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adesso qualcuno mi deve spiegare per bene come funziona. Cioé, una si impegna tanto quando le nasce la figlia affinché ci siano regole chiare e si stabilisca una sana ripartizione di letti e camere e momenti della giornata e si ritrova, quando suddetta figlia ha già ampiamente superato i tre anni, che è tutto da rifare.</p>
<p>Adesso qualcuno mi spiega perché io &#8211; che quando avrebbe pure avuto un senso &#8211; non ho voluto piegarmi alla logica del co-sleeping, ora mi ritrovo che invece di dormire nel talamo non-nuziale con Tino, dormo nel talamo non-nuziale con Frollina mentre l&#8217;uomo che mi sono scelta per la vita russa in salotto, steso sul divano, con qualche coperta di fortuna.<span id="more-2747"></span></p>
<p>Adesso qualcuno mi deve spiegare cosa è successo.</p>
<p>Fino a due settimane fa la frollina era la bambina più autonoma del mondo. Roba che l&#8217;hanno perfino vista uscire dalla discoteca da sola e schivare l&#8217;alcolimetro con qualche trucchetto da navigata post-adolescente.</p>
<p>Dormiva tranquillamente nel suo letto e questa sicurezza serviva &#8211; almeno in parte &#8211; a ripagarci del fatto che non si addormenta prima delle 10.30 di sera.</p>
<p>Poi una sera mi ha chiesto di dormire con me</p>
<p>Le ho detto che si, era una buona idea visto che non lo facciamo mai e sono stata molto contenta di questo momento di calore e affetto e spaparanzi familiari. Che con frollina, diciamo la verità, mi sono beccata il primo bacino 6 mesi fa e non ci sono mai state troppe effusioni.</p>
<p>L&#8217;idea le è piaciuta talmente tanto che ha voluto fare il bis e poi il tris e poi sempre dormire con mamma, sempre.</p>
<p>Prima di Firenze, capendo che stavamo per andare via per una notte, si è fatta venire il cagotto.  Non vuole stare con i nonni, non vuole stare con le amichette, non vuole stare con nessuno tranne che con la sottoscritta.</p>
<p>Al mattino, quando mi sveglio, devo comportarmi come un ladro nella notte, perché se si accorge che sto uscendo per andare in ufficio, mi si attacca ai polpacci come un cane da guardia e non molla la presa fino a quando non ci siamo appiccicate ben bene per almeno mezz&#8217;ora.</p>
<p>Non che m dispiaccia, per la verità. Io sono una molto fisica, adoro le coccole e la riempirei sempre di baci.</p>
<p>Da quando la sua sensibilità affettiva si è tanto acuita, mi emoziono sempre a sentirle ripetere &#8220;Ti voglio bene&#8221; o &#8220;Che tettone grandi e morbide&#8221; come se appoggiandosi al mio petto andasse in Paradiso.</p>
<p>Mi piacciono i suoi baci volanti e quelli stampati in piena faccia. Mi piacciono i disegni d&#8217;amore, le favole in cui io sono sempre molto bella e le storie di noi che facciamo cose insieme.</p>
<p>Cerco di passare molto tempo con Frollina e in tutta franchezza, non credo di essere una mamma assente. Dalle 16.30 di ogni pomeriggio sono con lei e alla sera, prima di dormire, strizzo i neuroni per fare uscire sempre una favola nuova.</p>
<p>Facciamo giochi, mi invento idee e cose da condividere con lei, manco fossi Art attak!</p>
<p>Eppure, attualmente, sembra che non basti mai. Ha sempre e costantemente bisogno di me, della mia vicinanza, della mia presenza.</p>
<p>Giorno e notte.</p>
<p>Dice che non vuole chiudere gli occhi nel suo letto. Proviamo a chiederle se ha preso paura, se ha fatto brutti sogni ma risponde che no. E&#8217; solo che le piace molto dormire con me. Dice.</p>
<p>Suo padre si sta cartavetrando la schiena. Perché il divano è comodo, ma resta comunque un divano.</p>
<p>Io mi sento un po&#8217; &#8220;scollata&#8221;. Siamo un&#8217;allegra famiglia felice ma vorrei anche recuperare la dimensione &#8220;siamo un&#8217;allegra coppia felice&#8221;.</p>
<p>Insomma.</p>
<p>Non so come fare.</p>
<p>Abbiamo provato ad addormentarla nel lettone e trasferirla successivamente e non funziona. Si sveglia e piange e dice che lei vuole stare nel lettone.</p>
<p>Abbiamo provato a raccontarle l&#8217;antefatto della storia delle api e del miele  e non ha funzionato nemmeno quello: il fatto che mamma e papà abbiano bisogno del loro spazio le sembra una barzelletta tanto quanto a noi altri ci appaiono le affermazioni del NanoMalefico.</p>
<p>Secondo me non è mica giusto che un bambino dorma con la mamma sempre, spodestando il papà. Lei c&#8217;ha un letto così bello e una stanza allegra e a me piacerebbe che apprezzasse questo aspetto della vita.</p>
<p>Poi è anche vero che</p>
<p>forse è solo una fase</p>
<p>forse dobbiamo avere pazienza</p>
<p>ma il dubbio che poi &#8211; più passa il tempo  più diventa difficile ristabilire dei ritmi</p>
<p>io ce l&#8217;ho</p>
<p>E pensare che quando c&#8217;aveva sei mesi sono pure andata sboroneggiando in giro per tutta quella storia della settimana &#8220;nazista&#8221; che aveva portato tanti e bei risultati!</p>
<p>Qualcuno mi deve spiegare come funziona</p>
<p>io credevo che fosse anche un po&#8217; un percorso a punti</p>
<p>mentre mi sembra più come il Monopoli.</p>
<p>A seconda della carta che peschi, finisci in prigione o tiri su la carta dell&#8217;imprevisto.</p>
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