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	<title>Panzallaria - blog di panza</title>
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	<description>personal storytelling</description>
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		<title>Una città a misura di bambini: cosa ci vorresti?</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2012/05/16/una-citta-a-misura-di-bambini-cosa-ci-vorresti/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 10:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[breaking news]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[cittàxbimbi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho sempre pensato che una città a misura di bambini è  una città ad alta vivibilità per tutti. Così questa settimana, per la rubrica che gestisco per lavoro su sito Baby Club ho voluto mettere nero su bianco una serie di idee su come dovrebbe essere una città a misura di bambino. Sarebbe bello raccogliere molte idee e suggerimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho sempre pensato che<strong> una città a misura di bambini è  una città ad alta vivibilità</strong> per tutti.</p>
<p>Così questa settimana, per la rubrica che gestisco per lavoro su sito <a href="http://babyclub.iper.it/baby/294/citta-a-misura-di-bambini.htm">Baby Club</a> ho voluto mettere nero su bianco una serie di idee su come dovrebbe essere una città a misura di bambino.</p>
<p>Sarebbe bello raccogliere molte idee e suggerimenti e poi fare una specie di manifesto dei <em>desiderata</em> delle persone che hanno a cuore una vita sostenibile.</p>
<p>Sono 5 gli spunti che ci metto io, di cui il primo:</p>
<blockquote>
<ol>
<li>Ogni quartiere dovrebbe avere molte aree verdi, in prossimità di asili e scuole, dove poter trascorrere tempo all’aria aperta e socializzare con altri bambini;</li>
</ol>
</blockquote>
<p>[<a href="http://babyclub.iper.it/baby/294/citta-a-misura-di-bambini.htm">leggi il resto su Baby Club</a>]</p>
<h3>Una proposta per tutti</h3>
<p>Mi piacerebbe coinvolgere quanti vorranno partecipare all&#8217;idea di un <strong>manifesto delle città a misura di bambini</strong> aperto e condivisibile.</p>
<p><strong>Da oggi fino a martedì 22 maggio 2012</strong> scrivete un&#8217;idea per la città dei bambini. Un post sul vostro blog, un commento a questo post o un aggiornamento su Twitter. L&#8217;importante è che me lo segnaliate usando twitter attraverso l&#8217;hashtag</p>
<h2><strong>#cittàxbimbi </strong></h2>
<p><strong>o scrivendo un commento a questo post.</strong></p>
<p>Al termine della settimana raccoglierò tutti i suggerimenti su <a href="http://storify.com/Panz/">Storify</a> creando il nostro MANIFESTO con le proposte per le città a misura di bambini.</p>
<p>Il manifesto sarà in <a href="http://www.creativecommons.it/">CC (Creative Commons)</a> e dunque chiunque potrà usarlo liberamente, sperando che i nostri spunti possano interessare a Istituzioni e Amministrazioni locali.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Succede a Bologna e dintorni nei prossimi giorni</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2012/05/15/succede-a-bologna-e-dintorni-nei-prossimi-giorni/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 06:50:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[breaking news]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Vorrei fare mille cose in questo periodo, in realtà il tempo è un po&#8217; tiranno e il danaro bastardo (mi è arrivata una botta di tasse che per fortuna sono della filosofia &#8220;ci saranno soldi quando noi non ci saremo più, inutile angustiarsi&#8221; [angustiarsi = preoccuparsi, dal verbo si evince che questa saggezza popolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Vorrei fare mille cose in questo periodo, in realtà il tempo è un po&#8217; tiranno e il danaro bastardo (mi è arrivata una botta di tasse che per fortuna sono della filosofia &#8220;ci saranno soldi quando noi non ci saremo più, inutile angustiarsi&#8221; [angustiarsi = preoccuparsi, dal verbo si evince che questa saggezza popolare è, tramandata da mamma pezzalculo a figlia pezzalculo]) e così ne faccio molte poche.</p>
<p>Ho provato a <a href="http://www.francescasanzo.net/2012/05/10/adotta-una-blogger-e-mandala-al-salone-del-libro-di-torino-sabato/#more">farmi adottare</a> per andare al Salone del Libro, ma nessuno si è voluto far carico di una povera blogger, che forse hanno capito che mangio troppo e poteva trattarsi di una spesa troppo esosa: comunque l&#8217;anno prossimo ci provo, chissà mai che non ci scappi un giro al Salone.</p>
<p>La mia fornaia mi ha chiesto di aiutarla a promuovere un evento. Voi dovete sapere che il forno dietro casa è un posto davvero speciale, di quelli che entri e sembra un po&#8217; una magia, di quelli che i bambini, a Natale, aspettano che arrivi la vetrina e quest&#8217;anno Frollina è rimasta ipnotizzata 20 giorni di seguito a guardare il trenino elettrico infilarsi nelle gallerie e la neve scendere, mentre io compravo qualcosa di buono.</p>
<p>E allora sono ben felice di segnalarvi questo evento Made in Quartiere Saragozza (sentite il suono esotico che ha?? <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<h3>giovedì 17 maggio 2012 &#8211; dalle 18.30 - Gusta e Degusta: un viaggio del gusto nel quartiere Saragozza</h3>
<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/05/gusta_degusta.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-4662" title="gusta_degusta" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/05/gusta_degusta-300x145.jpg" alt="" width="300" height="145" /></a></p>
<p>Pandizucchero</p>
<p>Via M. Bastia 29/B</p>
<p>40134 Bologna</p>
<p>Tel 051 -6148247</p>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote><p>Si chiama <strong>Pandizucchero</strong> ed è molto più che un forno: luogo accogliente <strong>in una traversa di via XXI aprile</strong> a Bologna, il negozio di Silvia <strong>fa incontrare le persone del quartiere</strong> e tra un pane speciale e delizie di ogni genere &#8211; con tanta cura per i prodotti locali biologi &#8211;  si tessono relazioni, ci si scambia un sorriso, un commento o ci si “riconosce”  dopo una giornata di lavoro.</p>
<p>Silvia mette passione nel suo lavoro e lo testimoniano le bellissime vetrine che crea, che cambiano ogni stagione e che incantano sia i bambini che gli adulti.</p>
<p>La passione, cura e curiosità nei confronti delle cose buone e della possibilità di accogliere persone e storie sono il motivo per cui <strong>il 17 maggio 2012, dalle 18.30</strong> Pandizucchero ospiterà un piccolo evento dedicato a tutti coloro che avranno voglia di partecipare.</p>
<p>“<strong>Gusta e Degusta” è un percorso sensoriale</strong> di assaggio di vini  della <strong>Cantina </strong><strong>Villa Poggiolo</strong> selezionati da <strong>Alessandro Maccaferri</strong>,  appassionato specialista di vini.</p>
<p>La Cantina Villa Poggiolo ha sede nelle campagne intorno a Castel San Pietro (Bologna) e si rivolge a ristoranti e negozi selezionati.</p>
<p>Silvia e Alessandro creeranno un <strong>viaggio del gusto </strong>affiancando ad ogni vino un assaggio di prodotti artigianali in grado di esaltare profumi e gusto di entrambi.</p>
<p>La degustazione avverrà durante <strong>l’orario di apertura del negozio </strong>in modo da coinvolgere tutte le persone che lo frequentano ma anche chi vuole sperimentare un’alternativa al più classico degli aperitivi.</p></blockquote>
<p>venite a bervi un bicchiere? se passate, potete segnalare anche sull&#8217;<a href="http://www.facebook.com/events/143152432484800/">evento Facebook</a> che ho creato per l&#8217;occasione.</p>
<h3>domenica 20 maggio 2012 &#8211; Montesole di Bologna</h3>
<p>Gli amici di Montesole, con cui a settembre 2011 ho passato una <a href="http://www.panzallaria.com/2011/09/06/la-terra-e-la-morte/#more" target="_blank">settimana ricca e indimenticabile</a> propongono:</p>
<h3><strong>progetto META &#8211; MemoryEducationTheatreAction</strong></h3>
<h3><a href="http://www.archiviozeta.eu/?page_id=588" target="_blank">LA ZONA GRIGIA</a> A MONTE SOLE</h3>
<p><a href="http://www.archiviozeta.eu/?page_id=588" target="_blank"><strong>un esperimento di memoria attiva</strong></a></p>
<blockquote><p>spettacolo-laboratorio da <em>I sommersi e i salvati</em> di Primo Levi – <em>Einaudi 1986</em></p>
<p>a cura di Marzia Gigli, Gianluca Guidotti, Elena Monicelli, Enrica Sangiovanni, Mattia Seligardi</p>
<p><strong>in occasione dei 25 anni dalla morte di Primo Levi (1987/2012)</strong></p>
<h2> <strong>domenica 20 maggio 2012 ore 16.30</strong></h2>
<h3><strong>ritrovo presso la Scuola di Pace di Monte Sole</strong></h3>
<p><strong>Via San Martino 25 (all&#8217;interno del Parco Storico di Monte Sole) &#8211; Marzabotto BO</strong></p>
<p><strong>ingresso: 15</strong><strong> €</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.archiviozeta.eu/?page_id=196" target="_blank">posti limitati, prenotazione obbligatoria on-line </a></strong><strong>oppure </strong><strong><a href="tel:334%209553640" target="_blank">            334 9553640      </a></strong><strong></strong></p>
<p>La z<em>ona grigia</em> non è una lezione o conferenza-spettacolo, come comunemente si intende, ma un esperimento di teatro e di educazione alla memoria attiva.</p>
<p>A partire da <em>I sommersi e i salvati</em>, l&#8217;ultimo tragico e lucidissimo saggio di Primo Levi e nello specifico dalla storia di Chaim Rumkowski, presidente del ghetto di Lodz, lo spazio diventa teatro di una riflessione collettiva, laboratorio di connessioni e nuovi punti di vista.</p>
<p>Il metodo che META applica per far nascere dubbi, domande, curiosità e aiuta a rompere stereotipi e luoghi comuni, deriva dall’unione di due esperienze professionali diverse ma affini: quella di Archivio Zeta (nell’ambito del Teatro di Parola) e quella della Scuola di Pace di Monte Sole (nell’ambito dell’educazione alla memoria e alla responsabilità individuale sui luoghi dell&#8217;eccidio di Marzabotto).</p>
<p>META persegue quindi un metodo educativo fondato sulla responsabilità e attenzione nell’uso della parola e dell’immagine. Affinché la memoria non diventi terreno di shock emotivi fine a se stessi o, peggio, mera nozione istituzionale.</p>
<p>META crede alla memoria come strumento educativo per il presente, campo morale da cui emergono i contrasti, le contraddizioni, le paure, i sintomi dell’essere umano nel tempo e nello spazio che lo riguardano.</p>
<p>durata dello spettacolo 2h</p>
<p>in caso di rinuncia si prega di disdire la prenotazione inviando una e-mail a <a href="mailto:info@archiviozeta.eu" target="_blank">info@archiviozeta.eu</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il calzino spaiato a Roma</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2012/05/03/il-calzino-spaiato-a-roma/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 08:49:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[breaking news]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandra Frabetti]]></category>
		<category><![CDATA[Anita Giovannini]]></category>
		<category><![CDATA[calzino_spaiato]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo spettacolo tratto da questo blog raggiunge la capitale! Lettori romani, salvatevi la data!!!!! Per la rassegna PARABOLE FRA I SANPIETRINI # 10 Giovedì 24, Venerdì 25 eSabato 26 Maggio Roma, Forte Fanfulla, ore 21.30 Tessera ARCI obbligatoria “La rivincita del calzino spaiato: pensieri di una mamma post-moderna” Di: Francesca Sanzo Regia: Alessandra Frabetti Con: Anita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo spettacolo tratto da questo blog raggiunge la capitale!</p>
<p>Lettori romani, salvatevi la data!!!!!</p>
<p>Per la rassegna PARABOLE FRA I SANPIETRINI # 10</p>
<p><strong>Giovedì 24, Venerdì 25 eSabato 26 Maggio</strong></p>
<p>Roma, Forte Fanfulla, ore 21.30</p>
<p>Tessera ARCI obbligatoria</p>
<p>“<a href="http://www.panzallaria.com/calzino-spaiato/">La rivincita del calzino spaiato: pensieri di una mamma post-moderna</a>”</p>
<p>Di: Francesca Sanzo</p>
<p>Regia: Alessandra Frabetti</p>
<p>Con: Anita Giovannini, Alessandra Frabetti</p>
<p>info e programma completo:</p>
<p><a href="http://www.offrome.com">www.offrome.com</a> &#8211; <a href="www.parabolefraisanpietrini.blogspot.com">www.parabolefraisanpietrini.blogspot.com</a></p>
<p>OffRome</p>
<p><a href="mailto:info@offrome.com">info@offrome.com</a></p>
<p>Mobile: +39.339.8142317</p>
<ul>
<li><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/05/comunicato_parabole_sampietrini.pdf">Comunicato stampa della Rassegna</a></li>
<li><a href="http://www.panzallaria.com/calzino-spaiato/">Info e video sullo spettacolo</a></li>
</ul>

<a href='http://www.panzallaria.com/2012/05/03/il-calzino-spaiato-a-roma/locandina-neutra-5/' title='locandina neutra'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/05/locandina-neutra-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="locandina neutra" title="locandina neutra" /></a>
<a href='http://www.panzallaria.com/2012/05/03/il-calzino-spaiato-a-roma/calzino-spaiato-1952-2/' title='calzino spaiato 195(2)'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/05/calzino-spaiato-1952-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="calzino spaiato 195(2)" title="calzino spaiato 195(2)" /></a>
<a href='http://www.panzallaria.com/2012/05/03/il-calzino-spaiato-a-roma/calzino-spaiato-108-4/' title='calzino spaiato 108'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/05/calzino-spaiato-108-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="calzino spaiato 108" title="calzino spaiato 108" /></a>
<a href='http://www.panzallaria.com/2012/05/03/il-calzino-spaiato-a-roma/calzino-spaiato-097-3/' title='calzino spaiato 097'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/05/calzino-spaiato-097-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="calzino spaiato 097" title="calzino spaiato 097" /></a>

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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;assalto all&#8217;infanzia del marketing</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2012/05/02/4650/</link>
		<comments>http://www.panzallaria.com/2012/05/02/4650/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 May 2012 07:56:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
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		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Come blogger non ho mai accettato di recensire prodotti. Molte volte me lo hanno proposto ma ho deciso che non voglio farlo, che se qualcuno ha bisogno di me professionalmente, sono disponibile a valutare proposte di collaborazione per digital P.R e professional blogging, ma che i miei blog devono rimanere sostanzialmente liberi da qualsiasi forma di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come blogger non ho mai accettato di recensire prodotti.</p>
<p>Molte volte me lo hanno proposto ma ho deciso che non voglio farlo, che se qualcuno ha bisogno di me professionalmente, sono disponibile a valutare proposte di collaborazione per <a href="http://www.francescasanzo.net/servizi/">digital P.R e professional blogging</a>, ma che i miei blog devono rimanere sostanzialmente liberi da qualsiasi forma di promozione &#8220;a comando&#8221;.</p>
<p>Parlo di quello che mi piace e di quello che valuto interessante a prescindere.</p>
<p>Lo stesso vale per i comunicati stampa che mi inviano di continuo: valuto sempre &#8211; liberamente &#8211; se segnalare qualcosa e spesso, se non c&#8217;è un link, non lo faccio, perché io sono blogger e non giornalista.</p>
<p>Voglio sentirmi libera di dire quello che penso senza alcun conflitto di interessi: se non condivido le scelte di una marca, voglio dirlo anche se il marketing fa parte di quello che faccio per vivere.  Citando <a href="https://twitter.com/#!/MasFerrario">Massimo Ferrario</a>: <strong>rifletto sul marketing e non mi piace il marketting.</strong></p>
<p>Credo sia un valore aggiunto: le aziende sanno che se collaboro con loro non sarò mai a-critica, che se dovessi occuparmi di una strategia direi sempre quello che penso.</p>
<p>Mi piace farlo con i miei clienti (che apprezzano) e <strong>mi piace che sia un tratto distintivo del mio stare in rete</strong>.</p>
<p><strong>Il mio lavoro è orientato allo storytelling, non al marketing</strong> in prima istanza e credo che proprio attraverso la possibilità di esercitare anche spirito critico, di promuovere anche visioni divergenti dalla maggioranza, si possa creare un discorso (anche intorno ai prodotti) efficace.</p>
<p>Ma questa è solo una premessa.</p>
<p>Ultimamente, forse per una questione di tempo (sempre meno quello a disposizione per scrivere sulle cose che mi interessano) la mia attività più frequente, on line, è su <a href="https://twitter.com/#!/panzallaria">Twitter</a>.</p>
<p><a href="http://www.francescasanzo.net/2012/04/18/la-social-content-curation-e-storify">Mi prendo cura di contenuti </a>di altri, li rilancio, li aggrego, li promuovo e nel frattempo imparo molte cose.</p>
<p>Seguo i flussi di contenuto che mi interessano.</p>
<p>Per questo motivo, probabilmente, alcune case editrici, con cui sono in contatto là, hanno cominciato a segnalarmi libri. Per questo motivo alcune di loro mi hanno contattata per propormi l&#8217;invio di qualche titolo.</p>
<p>Mi sono detta: &#8220;Perché no? Io amo leggere, leggerei comunque, ma così risparmio!&#8221; Il patto è che se voglio recensisco, se ho tempo recensisco, se no amen. La filosofia è che dirò sempre quello che penso di quel libro. Se qualcuno se ne avesse a male e decide che non mi manderà più libri, amen. Io leggerò comunque.</p>
<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/05/assalto-allinfanzia.jpg"><img class="alignleft" title="assalto all'infanzia" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/05/assalto-allinfanzia-139x150.jpg" alt="" width="139" height="150" /></a>Così Feltrinelli mi ha scritto e mi ha inviato <a href="http://books.google.it/books?id=VWJ1-N6PF0cC&amp;lpg=PT37&amp;ots=ZbkNBQcXqe&amp;dq=assalto%20all'infanzia&amp;hl=it&amp;pg=PP1#v=onepage&amp;q=assalto%20all'infanzia&amp;f=false">Assalto all&#8217;infanzia</a> di Joel Bakan, un saggio con prefazione di Chiara Saraceno.</p>
<p>Il saggio, frutto di uno studio dell&#8217;autore intorno alle<strong> <em>corporation</em> americane</strong>, <strong>non</strong> è esattamente una <strong>lettura ottimistica per un genitore</strong>, ma certamente aiuta a riflettere su una questione sentissima negli Stati Uniti e forse meno acuta in Europa e in Italia, ma con cui bisogna fare i conti, perché dietro l&#8217;angolo, ovvero<strong> la trasformazione dei bambini in &#8220;consumatori diretti&#8221; e attivi del marketing</strong>.</p>
<p>Se la protezione del fanciullo (e relativa <a href="http://www.portaledibioetica.it/documenti/000316/000316.htm">Dichiarazione dei diritti del fanciullo</a> del 1959) ha assicurato ai più giovani un periodo in cui le <em>corporation</em> non potevano in alcun modo rivolgersi a loro, <strong>dal 1980 le cose sono cambiate. </strong>La mia generazione è la prima ad essere figlia di un altro modo di rivolgersi al bambino: diretto e coinvolgente affinché diventi complice delle marche che di volta in volta gli vogliono vendere prodotti o esperienze.</p>
<p>Il marketing si è raffinato e grazie allo studio della psicologia cognitiva e della statistica ha frazionato la popolazione in target sempre più precisi, indagando abitudini, aspettative, bisogni e rivolgendosi in maniera specifica a ogni fase della vita.</p>
<p>Non è forse un caso, se proprio in contemporanea alla lettura del libro, sono incappata in un interessantissimo articolo di <a href="http://charlesduhigg.com/">Charles Duhigg</a> per &#8220;Internazionale&#8221; di questa settimana che anticipa l&#8217;edizione italiana del suo libro: <em>The power of Habit</em>.</p>
<p>L&#8217;articolo (e il libro in uscita) racconta del rapporto sempre più diretto tra studi statistici (applicati alle abitudini umane) e marketing, sottolineando come la scomposizione di ogni nostra azione per capire quale desiderio sottende, come viene appagato e in che modo ci gratifichiamo per compiere atti anche faticosi, abbia reso ancora più efficace la segmentazione dei target, <strong>individuando nelle mamme e future mamme il bacino più ghiotto per la pubblicità</strong>: sono infatti le donne in attesa quelle più propense a cambiare abitudini e ad ascoltare i consigli dei Media e di chi ha una referenza in tema di genitorialità.</p>
<p>Ma torniamo al saggio di Bakan:</p>
<blockquote><p>L idea centrale della nuova ideologia &#8211; che il libero mercato sia il modo migliore per fare il bene dell&#8217;individuo e della società &#8211; contraddiceva apertamente le riforme del secolo del fanciullo. (&#8230;) Non esiste una cosa chiamata società, esistono soltanto individui e famiglie.</p></blockquote>
<p><strong> Bambini, madri e padri diventano un mercato ghiotto, da &#8220;assaltare&#8221; e colonizzare</strong>.</p>
<p>Ne sanno qualcosa &#8211; stando a quanto racconta il libro &#8211; le corporation televisive americane, principali ideatrici di molti giochi on line dedicati a bambini e adolescenti: un caso tra tutti <a href="http://www.nicktv.it/">Nickelodeon</a> che, oltre a possedere il maggior numero di reti televisive USA dedicate ai bambini, ha fondato anche <a href="http://www.addictinggames.com/">Addictinggames.com</a>, un <strong>pluripremiato network per l&#8217;infanzia</strong>. Tra i giochi più seguiti c&#8217; é <a href="http://www.addictinggames.com/funny-games/bonelessgirl.jsp">Boneless Girl</a>: bisogna riuscire a far passare una donna &#8220;senza ossa&#8221; in tutti i pertugi possibili.</p>
<p><strong>Boneless Girl è tutto sommato un gioco da educande  se confrontato con altri segnalati nel libro</strong>, come per esempio <strong>Grand Theft Auto IV</strong>, dove il protagonista fa sesso con una prostituta in macchina e poi la ammazza con una mazza da baseball, finendola con una sventagliata di mitra.</p>
<p>Questi sono i giochi che si rivolgono agli adolescenti americani. Perché tanta violenza?</p>
<p>Perché gli studi psicologici e statistici ci dicono che a 12 anni le persone hanno bisogno di staccarsi dalla visione protetta e familiare della vita e passare attraverso anche emozioni violente.</p>
<p>Prendi le tempeste ormonali dei giovani e gli obiettivi di vendita delle aziende, metti tutto nel frullatore e il gioco è fatto!</p>
<p><strong>Il digital divide generazionale</strong> spesso poi non consente ai genitori di avere la giusta consapevolezza per maturare anticorpi a questi giochi e per poter gestire bene la &#8220;dipendenza&#8221; che creano nei propri figli.</p>
<p>Ma l&#8217; assalto all&#8217;infanzia arriva anche dalle <strong>multinazionali farmaceutiche e chimiche</strong>, dai professionisti &#8220;al soldo di&#8221;, disposti a dichiarare e scrivere articoli che minino qualsiasi spirito critico nel consumatore, pur di rendere appettibile questo o quel prodotto.</p>
<p>E&#8217; un panorama che a noi può sembrare estraneo, eppure, nel nostro piccolo (e forse dall&#8217;anticamera) lo vediamo perfettamente anche qui: grazie ai social network,<strong> il confine tra marketing e scelta personale, tra passaparola e targhetizzazione è diventato davvero labile e noi genitori siamo sempre i primi a essere bersagliati, perché abbiamo un naturale bisogno di appagare i desideri dei figli e aderire al modello della brava mamma e papà</strong>, che passa anche attraverso i prodotti che usiamo per la cura dei nostri bambini (specialmente primogeniti).</p>
<p>C&#8217;è da riflettere, specie per chi &#8211; come me &#8211; si occupa di comunicazione e lo fa, ovviamente, in ottica narrativa ma per promuovere prodotti.</p>
<p>Come professionista, credo che la domanda giusta che posso farmi io, ogni mattina, sia: &#8220;Sono davvero libera di scrivere e dire quello che penso?&#8221; e comportarmi di conseguenza, a seconda della risposta che ogni giorno mi do e del contesto di riferimento.</p>
<p>Come genitore, la domanda giusta è: in che modo posso aiutare mia figlia ad affrontare questo? Di sicuro non posso evitare ne&#8217; censurare e dunque, come per la televisione, come per qualsiasi comunicazione, devo solo provare ad aiutarla a sviluppare un suo spirito critico, a farla riflettere sulle cose senza darle per assodate o scontate.</p>
<p>E non è poco.</p>
<p>E non è detto che sia possibile.</p>
<p>Però ricordiamocelo sempre: siamo carne da macello del marketing. Tutti. Ma il marketing non è il MALE: ogni cosa dipende da come la affronti. Sta a noi scegliere come operare delle scelte che &#8211; per quanto piccole &#8211; siano sempre scelte nostre.</p>
<h3>Letture</h3>
<ul>
<li><em>Assalto all&#8217;infanzia</em>, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Joel_Bakan">Joel Bakan</a>, Feltrinelli Editore</li>
<li><em>La forza delle abitudini</em>, <a href="http://charlesduhigg.com/">Charles Duhigg</a> &#8221;Internazionale&#8221; n 946, pg 44</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Frollina fa rima con radiolina</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2012/04/26/frollina-fa-rima-con-radiolina/</link>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 13:25:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[frollinesque]]></category>
		<category><![CDATA[il mondo spiegato a frollina]]></category>

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		<description><![CDATA[Frollina si è trasformata in una radiolina: ieri siamo state a Montesole per festeggiare il 25 aprile insieme a un po&#8217; di amici (Tino putroppo era bloccato con la schiena) e ha iniziato a parlare alle 9 del mattino, per smettere alle 21.30 della sera. Stamattina alle 6.45 si è svegliata e ha ricominciato. Vuole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Frollina si è trasformata in una radiolina: ieri siamo state a Montesole per festeggiare il 25 aprile insieme a un po&#8217; di amici (Tino putroppo era bloccato con la schiena) e ha iniziato a parlare alle 9 del mattino, per smettere alle 21.30 della sera.</p>
<p>Stamattina alle 6.45 si è svegliata e ha ricominciato.</p>
<p>Vuole sapere tutto delle &#8220;birichinate&#8221; che ha combinato da piccola (ora che è grandissima), di quando è nata, di come ero io da piccola, della prima volta che io, della prima volta che lei.</p>
<p>A Montesole abbiamo passato una bella giornata. Io ero un po&#8217; irritata dalla troppa retorica. Mi sono rifugiata alla scuola di pace, dove sempre, secondo me, c&#8217;è un livello di riflessione sulla pace, la guerra e giornate come questa che è più vicino alle mie corde.</p>
<p>Mi sembra sempre che queste occasioni siano solo una grande palestra di autocompiacimento e invece dovrebbero essere un modo per guardare al presente e al futuro imparando dal passato.</p>
<p>Poi Montesole, molti di voi lo sanno, è un posto che mi è entrato nel cuore dal campo che ho frequentato, una settimana, a settembre scorso, proprio alla scuola di pace.</p>
<p>Comunque.</p>
<p>Abbiamo camminato con i bambini per un bel pezzo e sono stati bravi, non credevo potessero essere così volenterosi nel passeggiare per la collina, in mezzo a tutta quella fiumana di gente.</p>
<p>Quando è arrivata sera, ci siamo messi in fila per prendere la navetta per scendere a Pian di Venola a recuperare l&#8217;auto dei cicci. Siamo stati in fila per un&#8217;ora, forse qualcosa di più. Un lungo biscione di persone scodinzolava verso il punto dove si fermavano i pulmini.</p>
<p>Frollina e Ciccio hanno davvero dato il loro meglio, improvvisando una serie di gag per chi attendeva con noi, davvero esilaranti. Hanno inscenato l&#8217;incredibile Hulk e ci siamo chiesti, tutti insieme, come faccia coi pantaloni, che ogni volta che si trasforma nel rompe un paio.</p>
<p>Hanno cantato tutto il repertorio di canzoni della loro scuola, quelle degli anni &#8217;80 (Ciccio su Capitan Harlock è fortissimo!), Pippi calzelunghe per terminare con un assolo di Frollina, con la sua personale interpretazione di &#8220;Bella Ciao&#8221;.</p>
<p>Hanno insegnato &#8220;la pace zen&#8221; a tutti quanti e quando si sono resi conto che un numero consistente di adulti rideva alle loro gag, sono diventanti incontenibili. Ho una figlia timida quasi quanto me.</p>
<p>La prossima volta faccio in modo di portare un piattino da far girare: c&#8217;era da far su serata, ieri!</p>
<p>Siamo tornate a casa esauste e molto rosse: ieri finalmente il sole ha fatto capolino e brillava alto nel cielo.</p>
<p>Abbiamo dormito insieme stanotte. Frollina alle 6.40 ha aperto gli occhi, mi ha guardata e mi ha detto: &#8220;Mamma mi puoi raccontare di quando eri piccola?&#8221;.</p>
<p>Non so, forse fuma sostanze stupefacenti quando non la guardo. E&#8217; esuberante di vita e voglia di fare cose, di raccontare, scrivere, disegnare. Ieri andava in giro con un bloc notes in braccio e un pennarello e disegnava tutto quello che vedeva.</p>
<p>Mi ha fatto tenerezza, mi ha ricordato la sottoscritta, quando a 8 anni tenevo sempre in cartella il mio diario per scrivere tutto quello che mi passava per la testa.</p>
<p>Chissà se è questione di DNA. Di certo i 5 anni sono un&#8217;età fantastica e piena di spunti creativi. Per lei e per noi.</p>
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		<title>A scuola di blog e scrittura con Danilo Maso Masotti</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 12:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<description><![CDATA[Poco dopo che ho aperto Panzallaria, nel 2005, ho scoperto gli Umarells. Mi sa alla radio, mi sa. Gli Umarells sono i vecchietti bolognesi, quelli che alla domenica si mettono il cappello e salgono in macchina per andare a mangiare i tortellini dalla sorella o le crescentine fuori Porta, quelli che se ci sono dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poco dopo che ho aperto Panzallaria, nel 2005, ho scoperto gli<a href="http://umarells.wordpress.com/"> Umarells</a>. Mi sa alla radio, mi sa.</p>
<p>Gli Umarells sono i vecchietti bolognesi, quelli che alla domenica si mettono il cappello e salgono in macchina per andare a mangiare i tortellini dalla sorella o le crescentine fuori Porta, quelli che se ci sono dei lavori stradali incrociano le mani dietro la schiena e studiano tutto e che al sabato pomeriggio stanno in bocciofila o all&#8217;Arci a ballare.</p>
<p>Dopo aver scoperto che erano diventati digitali anche loro, grazie al genio iconografico di <a href="http://www.newhyronja.it/danilomasotti/">Danilo Masotti</a> (gran nome da Umarells, sarà un po&#8217; quello), andavo tutti i giorni a vedere sul blog se uscivano delle nuove foto perché uno vede quel sito lì e se è di Bologna, il primo pensiero che gli viene è una roba tipo &#8220;Ma è proprio così, era così anche mio nonno e il nonno di suo nonno!&#8221;.</p>
<p>Una volta scrissi un post sugli Umarells dell&#8217;autobus e con mia grande emozione Maso me lo ha postato sul sito degli Umarells: mi ricordo che mi vantai circa 15 ore (di seguito) di questa cosa, fu la prima volta in cui pensai che fare la blogger era anche una bella iniezione di narcisismo.</p>
<p>Comunque.</p>
<p>&#8216;Desso che anche io sono ormai una blogger &#8220;vecchia&#8221; (che 6 anni nella blogosfera sono un&#8217;era geologica, se mia figlia fosse un blog probabilmente sarebbe già a tiro di pensione) e che <strong>vado a fare lezione di blog in una scuola media</strong> e stiamo costruendo il blog della scuola, io quando una prof che si chiama Fiorella mi ha detto che a lei i libri di <a href="http://www.newhyronja.it/danilomasotti/">Danilo Masotti </a>le piacevano un sacco e che avrebbe voluto fargli conoscere i suoi ragazzi,  ho risposto &#8220;perché no, invitiamolo al laboratorio di blog, che secondo me ci serve a tutti un sacco parlare con lui!&#8221;.</p>
<div id="attachment_4642" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/maso_codice.jpg"><img class="size-medium wp-image-4642" title="maso_codice" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/maso_codice-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Danilo Maso Masotti</p></div>
<p>E quando lui ci ha detto di si, che Masotti fa tanto l&#8217;orso nel virtuale  ma se poi lo becchi dal vero non fa paura come certi suoi post al vetriolo su twitter <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  sono stata molto contenta.</p>
<p>E così Masotti lunedì è venuto al blog della scuola con il suo libro <a href="http://www.newhyronja.it/danilomasotti/libri/il-codice-bologna">Il codice Bologna</a>  &#8211; che i ragazzi stanno facendo anche degli esercizi di storytelling di quartiere e lui è un faro nella notte dello storytelling bolognese &#8211; e loro gli hanno fatto delle domande e lui ha raccontato molte cose e per esempio ho scoperto che</p>
<ul>
<li>l&#8217; Umarell Zero lui lo ha trovato allo Star City di Rastignano, una volta che per motivi non precisati, transitava nel parcheggio</li>
<li>Maso twitta dal gabinetto: lo aspettavo per entrare a lezione e lui era al cesso e mi è arrivato un suo cinguettio mentre ancora doveva tirare l&#8217;acqua</li>
<li>ai dodicenni lo stile di Maso piace molto perché &#8220;è giovanile&#8221; e &#8220;scrivi anche le parolacce&#8221;</li>
<li>la gente di Bologna non va più al mare (nemmeno quando tiene adolescenti in età prepuberale) perché c&#8217;è la crisi</li>
</ul>
<p>Maso ha letto ai ragazzi un pezzo del Codice Bologna, quello dedicato ai <a href="http://www.newhyronja.it/ilcodicebologna/bolognesi-contemporanei/cinni-scurzoni/">cinni scurzoni</a>, mentre i ragazzi si additavano l&#8217;uno con l&#8217;altro e si riabilitava una figura sociale inutilmente umiliata nel tempo.</p>
<p>Per quanto riguarda la gestione di un blog, Masotti ha dato qualche consiglio utile alla redazione delle Dozza e adesso io lo rigiro a voi, perché secondo me quello non ha età:</p>
<ul>
<li>appuntarsi sempre le idee in qualche fogliettino, anche se è notte, meglio non perdere l&#8217;ispirazione per un eventuale post</li>
<li>andare sempre a controllare le parole su cui si ha qualche dubbio: scrivere su un blog diventa un buon modo per imparare l&#8217;italiano</li>
<li>scrivere ogni giorno qualcosa: la scrittura non è solo ispirazione ma anche &#8211; e soprattutto &#8211; esercizio</li>
</ul>
<p>E&#8217; stato molto divertente, ma così divertente che a un certo punto stavo per cadere dalla sedia per il gran ridere e mi è partito anche un grugnito nella risata (che si, lo ammetto, delle volte mentre rido parte il porcello che è in me) e credo di aver perso almeno la metà della credibilità conquistata come &#8220;prof&#8221; in questi mesi a scuola <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>L&#8217;ultimo libro di Masotti e che io devo ancora leggere è un romanzo e parla di lavoro. Si intitola <a href="http://www.newhyronja.it/danilomasotti/libri/ci-meritiamo-tutto">Ci meritiamo tutto</a></p>

<a href='http://www.panzallaria.com/2012/04/18/a-scuola-di-blog-e-scrittura-con-danilo-maso-masotti/maso/' title='Maso'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/Maso-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Masotti a scuola" title="Maso" /></a>
<a href='http://www.panzallaria.com/2012/04/18/a-scuola-di-blog-e-scrittura-con-danilo-maso-masotti/maso_codice/' title='maso_codice'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/maso_codice-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Danilo Maso Masotti" title="maso_codice" /></a>
<a href='http://www.panzallaria.com/2012/04/18/a-scuola-di-blog-e-scrittura-con-danilo-maso-masotti/scarpe-2/' title='scarpe'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/scarpe-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="scarpe" title="scarpe" /></a>

<p>&nbsp;</p>
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		<title>In bicicletta sui colli di Bologna</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 08:06:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[Bologna_con_bambini]]></category>
		<category><![CDATA[in bicicletta]]></category>

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		<description><![CDATA[La settimana scorsa ci si è rotta la macchina, la nostra Brigitte Bordeau, vecchia auto scassata. Non so che ne sarà di lei, ma in attesa di prendere una decisione e capire bene cosa fare, rimane &#8220;in coma&#8221; sotto casa. Abbiamo pensato seriamente all&#8217;idea di non acquistare un&#8217;altra auto. La vita cambia, perché come dice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La settimana scorsa ci si è rotta la macchina, la nostra Brigitte Bordeau, vecchia auto scassata. Non so che ne sarà di lei, ma in attesa di prendere una decisione e capire bene cosa fare, rimane &#8220;in coma&#8221; sotto casa. Abbiamo pensato seriamente all&#8217;idea di non acquistare un&#8217;altra auto. La vita cambia, perché come dice una nostra amica questo è un mondo a misura di auto, ma io credo che si possa fare e che forse ci aiuterebbe a recuperare tanto gusto in più nell&#8217;ottenere le cose, risparmieremmo soldi e anche inquinamento.</p>
<p>Ho cominciato a pensare a car sharing e alternative di mobilità urbana e vacanziera.</p>
<p>Io ho sempre usato molto la bicicletta ma devo ammettere che sapere che è il mio unico mezzo è un&#8217;altra cosa. In questi giorni abbiamo girato solo con quella e mi sono resa conto che vivere la città solo con le due ruote non è solo possibile, ma anche auspicabile.</p>
<p>Ti cambiano i tempi e i ritmi. Non puoi andare a fare la spesa nel grande ipermercato fuori città, per esempio e non puoi portare a casa una cassetta di birra, ma devi organizzarti per comprare quello che ti serve e perché riesca a stare dentro al tuo cestino porta oggetti.</p>
<p>Se hai un appuntamento di lavoro in periferia, devi sperare che non piova e organizzarti in tempo utile per raggiungerlo. Bisogna possedere una catena adeguata &#8211; perché a Bologna il furto di bicicletta è considerato sport olimpico &#8211;  e un abbigliamento a prova di pioggia ma che non ti faccia sembrare un pescatore sul Reno che ha appena inseguito un siluro gigante.</p>
<p>Se hai un bambino devi avere il seggiolino ben montato e un casco protettivo adatto e di misura.</p>
<p>Noi in questi giorni ci siamo mossi solo in bicicletta. Sabato ho scoperto alcune piste ciclabili che non avevo ancora esplorato: con Frollina siamo state in un parco al quartiere Barca a trovare delle sue amichette. Ci siamo arrivate costeggiando il cimitero della Certosa e l&#8217;Asse attrezzato (altrimenti detto &#8220;Stradone&#8221;).</p>
<p>La natura era in pieno sboccio e ci siamo godute fiori e odori senza il minimo pensiero: le macchine correvano veloci altrove, noi potevamo guardare il panorama. Tino si sta lentamente riprendendo: l&#8217;otite che lo ha colpito era particolarmente violenta e così dovrà prendere altri 3 giorni di antibiotico, ma almeno adesso dorme e non ha più dolori lancinanti.</p>
<p>Ieri, finalmente, siamo riusciti a fare una gita fuori porta tutti insieme. Ebbene si, abbiamo preso la bicicletta e siamo andati sui colli, dove ci avevano invitati a una grigliata alcuni amici.</p>
<p>Abbiamo attraversato il centro e ci siamo arrampicati su per via San Mamolo. Ci aspettavano in via di Roncrio, la strada che costeggia il fiume Aposa.</p>
<p>Ecco la mappa di google. Come punto di partenza ho inserito Piazza Maggiore, il centro della città di Bologna<br />
<iframe src="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=s_d&amp;saddr=Piazza+Maggiore,+Bologna&amp;daddr=via+di+roncrio+bologna&amp;hl=it&amp;geocode=FUrppgIdLBWtACGlsAZ5WHF9oQ%3BFVx0pgIddPasACnbg9PaPNV_RzHABk-UIdPXeg&amp;aq=0&amp;oq=piazza+maggiore&amp;sll=44.425842,11.326175&amp;sspn=0.02694,0.066047&amp;mra=ls&amp;ie=UTF8&amp;t=m&amp;z=14&amp;output=embed" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no" width="425" height="350"></iframe><br />
<small><a style="color: #0000ff; text-align: left;" href="http://maps.google.it/maps?f=d&amp;source=embed&amp;saddr=Piazza+Maggiore,+Bologna&amp;daddr=via+di+roncrio+bologna&amp;hl=it&amp;geocode=FUrppgIdLBWtACGlsAZ5WHF9oQ%3BFVx0pgIddPasACnbg9PaPNV_RzHABk-UIdPXeg&amp;aq=0&amp;oq=piazza+maggiore&amp;sll=44.425842,11.326175&amp;sspn=0.02694,0.066047&amp;mra=ls&amp;ie=UTF8&amp;t=m&amp;z=14">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
<p>Appena fuori San Mamolo il panorama cambia, cambia l&#8217;aria, cambiano le costruzioni, la natura si fa fitta e anche la temperatura cala. Via di Roncrio dista circa 3/4 chilometri dalla piazza principale della città, la pendenza non è eccessiva e siamo saliti con Tino che portava Frollina.</p>
<p>A parte un momento in cui avrei avuto bisogno dell&#8217;Unità Coronarica e di un respiratore (ma sono cicciona e soffro d&#8217;asma, ho delle attenuanti), siamo riusciti a salire senza troppi problemi ma con grandissima soddisfazione di tutti e ci siamo trovati in un posto meraviglioso.</p>
<div id="attachment_4632" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/IMG_2740.jpg"><img class="size-medium wp-image-4632" title="veduta dai colli" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/IMG_2740-300x300.jpg" alt="veduta dai colli" width="300" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">veduta dai colli</p></div>
<p>Un piccolo borgo di case, una grande aia centrale, gli orti e i campi in pendio tutto intorno.  Anche per questo amo Bologna, per i suoi colli, per le visioni trasversali che offre: città di provincia, capoluogo, città metropolitana, ma anche natura, tanta natura tutta intorno. <a href="http://www.itineraribologna.it/bici/collibolognesi.htm">I colli di Bologna</a> sono davvero una risorsa per noi: ho vissuto a Milano e forse, il verde a portata di mano dei colli era quello di cui sentivo più la mancanza. Sui colli di questa città ci sono molti parchi pubblici, a differenza di altre zone urbane che hanno appaltato l&#8217;intera cinta collinare di abitazioni e case.</p>
<p>Sui nostri colli si può salire comodamente a piedi (abbiamo anche un portico, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_della_Madonna_di_San_Luca">nella via verso San Luca</a>, per coprirci quando piove) o in bicicletta come abbiamo fatto noi ieri.</p>
<p>Ad aspettarci salsicce, una compagnia molto simpatica e rilassata e tanti bambini: Frollina è sparita, ricomparsa a pranzo e risparita.</p>
<p>Abbiamo mangiato, suonato la chitarra e chiacchierato. Tino è riuscito ad addormentarsi sul prato e Frollina e gli altri bambini hanno perfino costruito una tenda/nascondiglio dai grandi.</p>
<p>Io mi sono rilassata molto:  ho controllato molto poco l&#8217;IPhone (segno evidente che il cervello aveva staccato da tutto) e mi sono goduta la giornata alla grande. Verso le 6 ha rinfrescato parecchio, ci siamo vestiti di tutto punto e siamo scesi di nuovo verso la città. Essere arrivati fino a questo paradiso in bicicletta, fuori dal mondo ma così vicino al mondo che frequentiamo di solito, è stata una vera soddisfazione.</p>
<p>Mi ha fatto venire voglia di esplorare tutte le piste ciclabili (<a href="http://www.comune.bologna.it/trasporti/servizi/2:3026/3293/">dal sito del Comune è possibile scaricare le mappe</a>), di prendere il treno con la bici e andare a Ferrara e fare una <a href="http://www.emiliaromagnaturismo.it/it/appennino-e-verde/delta-del-po/delta-po-ferrara.html">bella gita lungo il Delta del Po</a> e sono assolutamente entusiasta della decisione presa dal Comune di Bologna di promuovere la pedonalizzazione del centro storico con <a href="http://video.repubblica.it/edizione/bologna/di-nuovo-in-centro-il-piano-del-comune/91453/89846">Di nuovo in centro </a>.</p>
<p>Credo che il recupero di una dimensione pedonale e ciclabile sia anche recupero di tempo di qualità per se stessi, per la propria salute, recupero di una dimensione diversa di vita, spazio, impegni. E io voglio insegnare alla Frollina che si può fare a meno di un&#8217;automobile pro capite, per ogni famiglia, che possiamo goderci la vita anche senza 4 ruote motrici.</p>
<p>Voglio insegnare a Frollina il gusto del traguardo che è anche gusto del percorso, proprio come ieri, che in bici abbiamo potuto vedere cose che in auto ci sarebbero passate davanti troppo veloci.</p>
<p>Eccola allora, una gallery di foto della nostra Pasquetta a due ruote, sui colli di Bologna!</p>

<a href='http://www.panzallaria.com/2012/04/10/in-bicicletta-sui-colli-di-bologna/bici-2/' title='bici'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/bici-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="bici" title="bici" /></a>
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<a href='http://www.panzallaria.com/2012/04/10/in-bicicletta-sui-colli-di-bologna/img_2750/' title='la tenda dei bambini'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/IMG_2750-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="la tenda dei bambini" title="la tenda dei bambini" /></a>
<a href='http://www.panzallaria.com/2012/04/10/in-bicicletta-sui-colli-di-bologna/img_2746/' title='soffioni e piscialetti'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/IMG_2746-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="soffioni e piscialetti" title="soffioni e piscialetti" /></a>
<a href='http://www.panzallaria.com/2012/04/10/in-bicicletta-sui-colli-di-bologna/img_2740/' title='veduta dai colli'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/IMG_2740-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="veduta dai colli" title="veduta dai colli" /></a>
<a href='http://www.panzallaria.com/2012/04/10/in-bicicletta-sui-colli-di-bologna/img_2727/' title='sui colli'><img width="150" height="150" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2012/04/IMG_2727-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="sui colli" title="sui colli" /></a>

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		<title>Tutto in una notte: cronache da Surrealia</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 14:15:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[breaking news]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando sono uscita dalla prima lezione del corso di alfabetizzazione ai social media in cui insegno, ho letto il messaggio di Tino. Erano le 22.30 e mi stavo fumando una sigaretta con mia mamma (che si, partecipa al corso da brava supporter della figlia!). Il male all&#8217;orecchio che da ieri mattina lo stuzzicava un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando sono uscita dalla prima lezione del corso di <a href="http://www.tesserelarete.it/2012/03/alfabetizzazione-ai-social-media-il-prossimo-corso-a-bologna-parte-il-2-aprile-2012/">alfabetizzazione ai social media</a> in cui insegno, ho letto il messaggio di Tino. Erano le 22.30 e mi stavo fumando una sigaretta con mia mamma (che si, partecipa al corso da brava supporter della figlia!). Il male all&#8217;orecchio che da ieri mattina lo stuzzicava un po&#8217; era peggiorato molto e non riusciva quasi più a stare dritto ne&#8217; a parlare: guancia gonfia e male alla testa. Mi chiedeva se andavo per lui nella farmacia di Piazza Maggiore, quella aperta 24 ore su 24.</p>
<p>Tino è così: prima di convincerlo ad andare da un dottore deve essere proprio alla frutta, non crede nei pronto soccorsi &#8211; dove secondo lui sono tutti adepti del Dio Cortisone &#8211; e preferisce soffrire in silenzio fino quando non potrà recarsi dalla nostra dottoressa di famiglia.</p>
<p>Mia mamma mi ha proposto di rimanere a casa con Frollina, che ovviamente a quell&#8217;ora già dormiva, mentre noi saremmo potuti andare al pronto soccorso: che se non riesci nemmeno a camminare bene, non è bello.</p>
<p>Forse non ve l&#8217;ho detto, ma Frollina da giovedì scorso sembra la Pimpa. Ha preso la varicella. Niente di grave, sta meglio di noi la ragazza e ci ha pure preso un gran gusto a stare tappata in casa, dice che questi &#8220;fughini&#8221; da scuola per via della varicella le sono piaciuti molto e vorrebbe continuare.</p>
<p>Anche io sto molto bene con lei. Lo stesso non vale per i miei clienti: è da giovedì che lavoro a singhiozzo.</p>
<p>Comunque, torniamo a ieri sera.</p>
<p>Tino &#8211; miracolo! &#8211; in preda al dolore, accetta telefonicamente di essere accompagnato al pronto soccorso. Inforco la bicicletta e parto verso casa, mentre mia mamma prende l&#8217;autobus nella stessa direzione.</p>
<p>Alla prima pedalata deve essere successo qualcosa, un evento soprannaturale, magico, un varco Fringe tra due dimensioni. Sono stata risucchiata nella notte.</p>
<p>Il primo segno del fatto che non ero più nel mondo che avevo abitato fino a pochi minuti prima l&#8217;ho avuto all&#8217;altezza dei viali, mentre li attraversavo con la mia bici. Era un po&#8217; tardi, è vero, ma non abbastanza da giustificare la Ka che &#8211; al semaforo sul viale &#8211; non si è fermata.</p>
<p>Ho visto letteralmente la morte in faccia. Sarei diventata una frittella se il destino non avesse provveduto: l&#8217;autobus su cui viaggiava mia madre, proprio in quel momento si è frapposto tra me e la macchina che non ha potuto non vederlo, nella sua enormità e ha frenato in maniera rocambolesca poco prima dell&#8217;incidente.</p>
<p>Il mio cuore, per un attimo, ha smesso di battere: subito dopo ho pensato quanto sarebbe stato ironico morire così, in mezzo al viale, mentre corro a casa per portare Tino all&#8217;ospedale.</p>
<p>Tino a casa era già pronto. Infagottato in una felpa, con il cappuccio interamente tirato in avanti per proteggere orecchio e occhi, sembrava uno Jedi in via di trasformazione ascetica (scusate, Frollina è diventata un&#8217;adepta di Guerre Stellari e ogni mio riferimento, ora, mi rendo conto che punta lì, ma abbiamo già rivisto tutti gli episodi almeno 6 volte nelle ultime 2 settimane).</p>
<p>Arrivati al Pronto Soccorso abbiamo trovato un buon parcheggio. E senza dover pagare il ticket. Che culo! ho pensato. Sarà di buon auspicio! ho pensato.</p>
<p>Poi siamo entrati. E il varco tra il mondo reale e quello surreale si è aperto una seconda volta e con un rumore soffice di accessi elettronici si è richiuso dietro di noi. Forse per sempre.</p>
<p>Tino è stato accolto all&#8217;accettazione, dove hanno valutato il suo grado di gravità e gli hanno messo il bollino &#8220;verde&#8221;. In effetti non stava mica morendo.</p>
<p>E&#8217; iniziata l&#8217;attesa. Una lunga attesa. Durante la prima ora Tino è rimasto seduto per terra, nell&#8217;unica posizione che non gli dava dolore, con questo cappuccio grigio tirato sulla faccia e le gambe incrociate: un <strong><em>Siddharta</em></strong> auricolare.</p>
<p>Io ho riempito una &#8220;comodissima&#8221; sediola a buchi con il mio culo, sul quale dopo poco si sarebbe potuto giocare a tris. Erano le 23 quando siamo arrivati al P.S.</p>
<p>Alle 24 avevo già scansionato tutti i presenti, guardie comprese.</p>
<p>Sapevo chi c&#8217;era prima di noi e chi era arrivato dopo. Avevo sentito la storia della ragazzina che aveva mangiato qualcosa che le aveva trasformato la lingua in un enorme lampone e assistito alla scena della giovane con emicrania e nausea che si fa aria con la padella in cui avrebbe dovuto vomitare.</p>
<p>Alle 1.00 metà degli astanti aveva deciso di andarsene: qualcuno si era alzato, come Lazzaro, dalla seggiolina del pronto soccorso, essendo in attesa dalle 8 di sera era stato MIRACOLATO, il tempo gli aveva fatto passare coliche renali, problemi mandibolari e turbe mentali di ogni genere.</p>
<p>Tino continuava a peggiorare. Ma il suo codice non cambiava e i tempi di attesa si dilatavano: un codice rosso, un codice giallo, una nonnina confusa.</p>
<p>Ogni volta che sentivo entrare l&#8217;ambulanza, speravo fosse solo un parcheggio di fortuna e maledicevo (lo dico, l&#8217;ho detto) tutte le barelle che vedevo passare: altre ore di attesa per noi. Mi ero trasformata nel trionfo dell&#8217;egoismo: <em>mors tua, vita mea</em>.</p>
<p>Non so se ci avete mai fatto caso, ma quando si entra in un pronto soccorso, specialmente di notte, il mondo e le cose cambiano. Tu cambi. Sarà per l&#8217;effetto del neon, sarà il verde acido dei muri che a un certo punto da alla testa, ma al pronto soccorso abbiamo tutti la faccia, la pelle e i lineamenti da sfigati. Ci si aspetta che dietro ad ognuno ci sia una storia di disperazione, forse in un&#8217;altra vita siamo stati barboni allo sbando, forse siamo lì perché ci siamo feriti uccidendo qualcuno, forse siamo controfigure in un romanzo di Pennac.</p>
<p>Dopo 2 ore che stai in un luogo come la sala di attesa di un pronto soccorso, in cattività, poi succede qualcosa di unico: il tuo vicino, quello che è arrivato un minuto prima o un minuto dopo di te, diventa il tuo migliore amico.</p>
<p>A un certo punto hai bisogno di parlare, di inveire contro il Governo, contro il Sistema, contro i Medici che sicuramente staranno giocando a carte invece di chiamare il tuo numerino. Devi raccontare la tua storia, è matematico, la sfiga che ti ha condotto lì, forse un po&#8217; cominci a crederci anche tu nel fatto che probabilmente sei un assassino a piede libero e allora tenti di convincere almeno il tuo vicino che non sia così. Alla terza ora di attesa ti chiedi dove abitavi prima, se la tua casa esiste ancora, se uscirai mai da quel posto, se Bologna, là fuori, è ancora la stessa di 5 ore fa.</p>
<p>Il tuo vicino ti ha già raccontato tutta la sua vita e quella dei suoi figli, hai scoperto che è razzista e che ucciderebbe tutti i &#8220;Marocc&#8217;eTunisia&#8221; che da lui, a Napoli, stanno bbuoni, mica come qui che gli lasciamo fare tutto quello che vogliono, ma è lo stesso, nel mondo fuori gli daresti fuoco, qui diventa il tuo migliore amico, l&#8217;appiglio per credere che prima o poi chiameranno il tuo nome.</p>
<p>Dopo 3 ore e mezzo Tino ha sbananato. Erano già passate alla grande le 2 del mattino.</p>
<p>Ho deciso che fosse il momento di trasformarmi in STM (SuperTranciaMaroni) e sono andata a piattolare dall&#8217;infermiere. &#8220;Il mio compagno non si regge in piedi, sta peggiorando, potete almeno venirlo a vedere?&#8221;. Dice che c&#8217;è un codice rosso e porcaputtana non hanno il tempo. Bene, allora sapete cosa faccio: adesso riempio di botte il mio compagno, così forse qualcuno dopo verrà ad aiutarlo, magari glielo date un codice rosso se lo trasformo in una maschera di sangue!</p>
<p>Alla seconda piattolata di STM finalmente un infermiere mi ha seguita. No, non è servito promettergli di poter giocare a tris sulla mia cellulite a quadretti per colpa delle sedie. Ho sporto il labbro e usato il mio sistema infallibile del &#8220;ti faccio sentire in colpa senza via di scampo&#8221;.</p>
<p>Finalmente alle 3.15 del mattino Tino è entrato in astanteria, lo hanno fatto sedere e io sono rimasta ad attendere fuori.</p>
<p>I miei amici del viaggio nel buco spazio temporale del P.S. nel frattempo avevano socializzato tra di loro. Tutti amici di tutti. Pakistani, montenegrini, italiani, donne, uomini: tutti a coccolarsi con una lamentela collettiva, un modo per sconfiggere la paura di essere inghiottiti in una dimensione parallela.</p>
<p>Le guardie in portineria, vestite con anfibi e pistole, vegliavano su di noi. C&#8217;era quello tozzo e basso e quello spilungone e magro come un&#8217;acciuga. Si scambiavano battute e raccontavano della loro terra, il Calabrese e il Veneto, ognuno fiero del proprio vino.</p>
<p>Ogni tanto dispensavano per noi una virtuale pacca sulla spalla, ci rincuoravano o semplicemente facevano vedere quanto erano duri. Alle 3.40 si è presentato un ragazzo. Un <em>Marocc&#8217;eTunisia, </em>a detta del mio vicino, con il naso fracassato da un pugno e la faccia piena di sangue. Ho subito pensato fosse stata la sua ragazza, magari anche lui aveva un&#8217;otite e da 3 giorni sostava nella sala d&#8217;aspetto&#8230;</p>
<p>Il ragazzo è stato medicato d&#8217;urgenza e poi è uscito. Non so, non ho capito, ha fatto molto in fretta. Fuori lo aspettava qualcuno e hanno cominciato a malmenarsi. Forse è un gioco, forse funziona proprio che vai a picchiarti davanti all&#8217;entrata del P.S e vince chi viene ricevuto prima, quello che ottiene il codice più &#8220;nobile&#8221;.</p>
<p>Le regole del mondo del P.S. sono diverse da quelle del mondo fuori, io ormai mi ero completamente immersa nel nuovo status e non ricordavo nemmeno più chi fosse quella che fa la blogger, che lavora con il web, che ha una bambina che dorme in un lettino (chissà se la rivedrò mai???) in un posto su un altro pianeta.</p>
<p>Io ero solo una donna in attesa, dentro a una sala in attesa, con il rumore delle macchinette del caffè e la mia nuova famiglia.</p>
<p>Le guardie hanno chiamato la polizia. Fuori Maschera di sangue continuava a picchiare, il bassEtozzo si è piantato a cercare di dividere i due contendenti e ha atteso le forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Che</p>
<p>forse</p>
<p>anche loro erano in qualche altro pronto soccorso del mondo</p>
<p>ad aspettare il loro turno</p>
<p>perché è passato un sacco di tempo prima che la volante spuntasse all&#8217;orizzonte.</p>
<p>Poi ad un tratto sono arrivati. E MascheraDiSangue si è trasformato. Si è inginocchiato ai piedi del poliziotto alto e aitante che tentava di dividerlo dall&#8217;amico e ha cominciato a piangere, a mani cinte, davanti a lui. Ha pianto tutte le sue lacrime, ha cominciato a parlare in arabo, strascicava, piangeva, si prostrava.</p>
<p>Lì ho temuto davvero che non avrei fatto più ritorno dalla mia notte. Tino era stato inghiottito dentro al pronto soccorso, io guardavo, inebetita, con le pile scariche e la colite e la faccia tirata da sfigata, un giovane ragazzo con il naso rotto che piange come un bambino di 2 anni ai piedi di un poliziotto che lo guarda un po&#8217; perplesso.</p>
<p>Quando verso le 4 del mattino mi hanno chiamata come &#8220;parente di&#8221; e ho trovato Tino steso su una barella con la flebo di antibiotico e una mascherina davanti alla bocca ho provato un senso di sollievo. Per lo meno la nostra attesa era finita. Qualcuno ci stava dicendo che cosa era successo all&#8217;orecchio di Tino.</p>
<p>Ha l&#8217;otite, un&#8217;otite pesante complicata da un&#8217;infezione (probabilmente con il vento dei giorni scorsi gli è entrata un po&#8217; di polvere che ha complicato le cose) ma non diventerà sordo (ecco, giuro che per un attimo l&#8217;ho pensato, da brava ipocondriaca <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ).</p>
<p>Ha atteso l&#8217;otorino che arrivava alle 7.3o su una barella. Io invece sono tornata a casa. Dalla bambina. Il varco si è riaperto e sono uscita.</p>
<p>Ho salutato gli amici: il mio vicino, il ragazzo pakistano, gli zingari che ridacchiavano di fronte alla scena di MascheraDiSangue, insieme alla signora razzista che aveva sibilato &#8220;Io darei fuoco a tutti quanti questi qua&#8221; indicando il manesco e guardandomi con fare sornione e complice, ma chissà come mai, magia della realtà parallela, per l&#8217;incantesimo dell&#8217;attesa, confidava i suoi desideri proprio a loro, suoi compagni di viaggio, non &#8220;diversi&#8221; ma &#8220;in attesa&#8221; come lei, nella nostra realtà parallela della notte.</p>
<p>Sono tornata a casa. Restava l&#8217;odore. Restava la preoccupazione per Tino su quella barella, ma anche la voglia che passassero in fretta quelle due ore per poterlo riportare a casa. Stamattina frollina si è svegliata, papà ancora non c&#8217;era, mi ha detto &#8220;Mamma vengo con te, voglio vedere anche io il Pronto Soccorso!&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non figlia mia, no, tu vai dai nonni, tu devi salvarti, tu devi evitare di venire inghiottita dalla realtà parallela, dall&#8217;evento fringe&#8230;&#8221;. Per fortuna l&#8217;ho solo pensato.</p>
<p><strong>[immagine di copertina: <a href="http://www.flickr.com/photos/9154668@N02/">patrizia_ferri</a> -flickr.com - licenza CC]</strong></p>
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