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	<title>Panzallaria - blog di panza &#187; articolo_stampa</title>
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	<description>personal storytelling</description>
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		<title>Di presentazioni e calzini spaiati</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/05/26/di-presentazioni-e-calzini-spaiati/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 20:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sono stata a Firenze che c&#8217;era questa presentazione di lavoro. Davanti a un piccolo pubblico di uditori, con il mio capo abbiamo presentato il portale per il quale sto lavorando e che abbisogna di un gruppo pilota che ne testi le funzionalià perché sia ottimizzato al meglio. Allora. Era un pezzo che non mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono stata a <strong>Firenze</strong> che c&#8217;era questa presentazione di lavoro. Davanti a un piccolo pubblico di uditori, con il mio capo abbiamo presentato il portale per il quale sto lavorando e che abbisogna di un gruppo pilota che ne testi le funzionalià perché sia ottimizzato al meglio.</p>
<p>Allora.</p>
<p>Era un pezzo che non mi capitava di presentare delle cose che mi riguardano professionalmente e invece in questo periodo mi chiedono tutti di fare cose così. </p>
<p>Insomma. Ero agitata. Perché fondamentalmente a me  risuona sempre nella testa la vocina bastarda che mi infama perché non valgo niente e altre atrocità del genere, durante queste occasioni.</p>
<p>E infatti mi sentivo a disagio. E infatti non riuscivo a guardare negli occhi le persone. E allora la cosa è andata bene anche se il pdf che avevo preparato &#8211; per uno strano mistero tecnologico &#8211; era completamente vuoto e le uniche cose che si vedevano erano scritte con caratteri greci. Sono andata a braccio con un altro pdf e la cosa non si è molto notata.</p>
<p>Però alla fine &#8211; mentre salutavo la persona più &#8220;prestigiosa&#8221; degli uditori &#8211; è finita che invece di dire &#8220;Buongiorno Professor Rossi!&#8221; come sarebbe stato normale per una persona normale, io ho detto &#8220;Buongiorno Professor Mario&#8221; come se lo stessi prendendo per il culo.</p>
<p>E sono tornata a casa con la vocina che mi urlava nelle orecchie e non è bello fare un viaggio in treno che c&#8217;hai sonno e non riesci a dormire perché una vocina ti urla nelle orecchie &#8220;sei una merda, sei una merda, sei una merda&#8221; con spiccata inflessione sicula.</p>
<p>E tutte queste cose qua mi fanno venire in mente che poi <strong>venerdì sera</strong> mi hanno invitata in un posto &#8211; segnalata da <a href="http://jolanda.filastrocche.it/">Jolanda</a> che ringrazio calorosamente &#8211; che si chiama <strong>Senigallia </strong>e sta nelle <strong>Marche</strong> per un evento che si chiama <a href="http://senigallia2punto0.wordpress.com/2009/05/26/il-web-e-donna-2-silvia-mobili-e-francesca-sanzo/">Senigallia 2.0</a> per parlare di web.<span id="more-1540"></span></p>
<p>E speriamo che in quella occasione io non faccia figuracce, che la vocina vada in vacanza per una sera e che mi escano fuori <strong>tutte le cose che ho da dire su quello che tutti chiamano web 2.0</strong> e che è entrato nella mia vita in modo così forte da far si che i confini personali e professionali diventassero ogni giorno più labili.</p>
<p>Tanto che ora molta della mia credibilità professionale si gioca sullo stesso campo in cui si gioca la mia visione ironica della vita. Che poi è questo.</p>
<p>In quell&#8217;occasione vorrei parlare proprio di come <strong>il web 2.0 sia per me una specie di stagno</strong> e <strong>tu sei il sass</strong>o che puoi cadere e fare un tonfo forte e sparire nell&#8217;acqua, oppure <strong>se ci tieni e ci provi e ti impegni</strong>, puoi cadere bene e fare tanti cerchi e che se in tanti sono bravi, questi cerchi tra di loro si intersecano e si crea un movimento che si reverbera in tutto lo stagno e tracima fuori e i confini tra lo stagno e la rena non sono più così chiari.</p>
<p>Di questo vorrei parlare.</p>
<p>Ultimamente mi sento spesso dire &#8220;che sono vulcanica&#8221; perché ho tante idee. A me non sembra di avere tante idee ma quelle poche in cui credo, ecco, sono convinta che posso portarle avanti, provarci, darmi un&#8217;occasione, vedere come va a finire grazie allo stagno che esce e non si vedono i confini. Perché la Rete è un grande propulsore di idee. Lo dico consapevolmente. Poi è vero che bisogna fare la fatica di realizzarle ma in questo contesto ti sembra possibile tutto perché puoi dialogare con molte persone e le cose che non sai, ecco qui si trovano gli spunti.</p>
<p>E non è che sono vulcanica. Studio molto. Studio quello che mi piace. Studio alla notte e in ogni occasione utile. Lavoro quando la gente dorme o fa vacanza, all&#8217;occorenza e spesso senza monetizzazione immediata.</p>
<p><strong>Ho riscritto lo spettacolo da cima a fondo</strong> perché diventasse uno spettacolo a due voci, una roba diversa da quella che è stata l&#8217;anteprima. Che è andata bene, sia ben chiaro, ma io volevo fare qualcosa di più aderente alle dinamiche della Rete, che mi rappresentasse maggiormente. E allora ho preso i post di questo blog e ci ho messo la cornice e poi ho conosciuto una regista con cui abbiamo trovato comunione di intenti per fare evolvere l&#8217;idea dello spettacolo &#8211; non mia inizialmente, per altro &#8211; in una <strong>realizzazione condivisa, tra me, la regista e l&#8217;attrice</strong>. </p>
<p>Perché le idee buone sono il punto di partenza ma poi bisogna realizzarle e realizzarle è fatica. Realizzarle significa mettersi in gioco senza remore e senza troppo timore e farlo condividendo con le persone con cui lavori, confrontandosi senza la paura di sbagliare a dire una parola o dietrologie che inquinano i rapporti.</p>
<p>Poi diciamolo. Io sono della scuola che bisogna essere felici quando si fanno le cose e ora, a me, il nuovo calzino spaiato mi rende molto felice.</p>
<p>In settimana avremo il dvd delle riprese. In settimana comincerò a contattare i teatri. Ma intanto ve lo dico. Questa volta si recita e non si legge. Questa volta è uno spettacolo a due voci. Perché un blog non può essere un monologo ho pensato.</p>
<p>E quando avrò tutte queste robe vi racconto la storia del nuovo calzino e poi</p>
<p><strong>se mi date una mano</strong></p>
<p>grazie alla Rete</p>
<p>ho un sogno ingombrante, condiviso con l&#8217;attrice e la regista: <strong>nutriamo la speranza di portarlo in giro per i teatri di tutta Italia</strong>.</p>
<p>Loro sono bravissime. Credo molto nelle capacità artistiche e professionali di ognuna e sono convinta che noi tre faremo faville.</p>
<p>Ma per il momento mi preparo per Senigallia. Che significa di nuovo studiare un poco alla notte, mettere insieme idee e spunti su cui ragionare e giocare con me stessa. Zittendo la vocina, tirando fuori il meglio, sperando di non dare il peggio.</p>
<p>E nel frattempo mi crogiolo facendo la sborona, dato che per un caso assolutamente fortuito, al Mam, tra le tante mammeblogstar, per casualità di tempo e luogo, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/2009/mam-2009/imprese-femminile/web-opportunita-business.shtml?uuid=68f2c14a-47c1-11de-bb59-1f66c6daabf3&amp;DocRulesView=Libero">il Sole 24 ore ha intervistato proprio la sottoscritta</a>&#8230;</p>
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		<title>Le gesta di una mamma precaria &#8211; Corriere della Sera</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 13:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco la scansione dell&#8217;articolo che qualche giorno fa, Piero Ingrosso mi ha dedicato sul Corriere della Sera, edizione Bologna:]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la scansione dell&#8217;articolo che qualche giorno fa, Piero Ingrosso mi ha dedicato sul Corriere della Sera, edizione Bologna:</p>
<p><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/04/articolocorriere.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1445" title="articolocorriere" src="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/04/articolocorriere-300x88.png" alt="articolocorriere" width="300" height="88" /></a></p>
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		<title>Le gesta di una mamma precaria</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 14:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A pagina 9 del Corriere della Sera - edizione Bologna, oggi è uscito un articoletto su questo blog a firma di Piero Ingrosso, per la rubrica &#8220;Blogogna&#8221;. Si intitola Le gesta di una mamma precaria. E&#8217; molto bello secondo me Ma io sono di parte Nel frattempo vi anticipo che grosse novità sui miei calzini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A pagina 9 del <strong>Corriere della Sera </strong>- edizione Bologna, oggi è uscito un articoletto su questo blog a firma di <strong>Piero Ingrosso</strong>, per la rubrica &#8220;Blogogna&#8221;.<span id="more-1429"></span></p>
<p>Si intitola <em>Le gesta di una mamma precaria</em>.</p>
<p>E&#8217; molto bello secondo me</p>
<p>Ma io sono di parte</p>
<p>Nel frattempo vi anticipo che grosse novità sui miei calzini spaiati stanno per concretizzarsi&#8230;non diciamo ancora nulla per scaramanzia!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pensiero precario</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 16:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Segnalato dalla Lena. Pubblicato su L&#8217;Unità. Una lettera molto bella. Da leggere. Ne copio un pezzo per voi perchè secondo me è davvero notevole. Ecco l&#8217;inizio: «Noi comparse, noi fantasmi dobbiamo elaborare un pensiero» La mia è una generazione senza futuro. Di comparse, quando va bene, di fantasmi, quando va male. Il problema più grosso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalato dalla Lena. Pubblicato su L&#8217;Unità. Una lettera molto bella. Da leggere.</p>
<p>Ne copio un pezzo per voi perchè secondo me è davvero notevole.</p>
<p><span id="more-1367"></span></p>
<p>Ecco l&#8217;inizio:</p>
<blockquote>
<h1>«Noi comparse, noi fantasmi dobbiamo elaborare un pensiero»</h1>
<p>La mia è una generazione senza futuro. Di comparse, quando va bene, di fantasmi, quando va male. Il problema più grosso è l&#8217;invisibilità. Cerchiamo faticosamente, con tenacia e puerile sicumera, di crearci attorno dei micro-mondi fatti di relazioni, il compagno di vita, gli amici, i figli che siamo riusciti ad avere e quelli che ancora vorremmo fare, e chissà se ci riusciremo mai.</p>
<p>Ci chiudiamo in queste piccole stanze rassicuranti, dove tutto è, o ci sembra, come noi, dove troviamo, sappiamo di trovare, conforto, calore, familiarità, condivisione. Non viviamo di massimi sistemi, ma di piccole cose, di dettagli insignificanti e importantissimi, essenziali, vitali in ogni nostro giorno su questa terra.</p>
<p>Cerchiamo anche di tenerci svegli, di accendere il nostro cervello la mattina, dopo il caffè, per ripeterci fino alla nausea che abbiamo un obiettivo, che senza progetti non si può vivere, che dopo uno ne verrà un altro. Leggiamo moltissimo, la TV è un brutto scatolone grigio che staziona in soggiorno solo per pigrizia, o abitudine familiare.</p>
<p>Mi ricordo quando era appena nata mia figlia. Avevo la certezza che sarei riuscita a superare lo sconvolgimento che aveva portato nella nostra vita di adulti giovani e liberi solo leggendo. Mi ricordo che pensavo a quale libro leggere ancora prima di aver finito quello precedente, per la paura di restare senza. La finzione che ti àncora alla realtà. </p>
<p>Dobbiamo elaborare un pensiero. Dobbiamo. Per vincere l&#8217;invisibilità. Per sapere di averlo. Perché pensare è futuro. Io sono iscritta a un dottorato di ricerca senza borsa di studio. Se c&#8217;è tanto allarme perché presto i dottorandi e i ricercatori spariranno dimenticati, noi senza borsa questa condizione la viviamo da sempre. Mai nessun distinguo, invisibili. Ma non riesco ad abbandonare.</p>
<p>Si parla di letteratura, e attraverso questa di filosofia della politica, di critica sociale, di storia della cultura. Si parla del mondo di ieri per analizzare il mondo di oggi. Si cerca di interiorizzare categorie che permettano di capirlo, di interpretarlo. Di superarlo. Ne ho bisogno. Non posso fare senza. Mi serve per sopravvivere intellettualmente in questo mondo sempre più gretto. Personalmente ho trovato questo modo, ce ne sono altri. </p>
<p>Per guadagnare faccio l&#8217;impiegata con una borsa di studio. Ripeto, di studio. Non sono contata nel personale, quando ci sono solo io è come se non ci fosse nessuno, sono invisibile. Tuttavia ogni giorno apro la porta, rispondo al telefono, rispondo alle mail, e non studio affatto, lavoro. Sono ricattabile, anche se ho capito tutto devo far finta di no e ringraziare per l’opportunità formativa che mi stanno dando.</p></blockquote>
<p><span class="firma">di <strong>Chiara Faiolo</strong></span></p>
<p><strong>il seguito: <a href="http://www.unita.it/news/82470/noi_comparse_noi_fantasmi_dobbiamo_elaborare_un_pensiero">http://www.unita.it/news/82470/noi_comparse_noi_fantasmi_dobbiamo_elaborare_un_pensiero</a></strong></p>
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		<title>L&#8217;articolo su Repubblica scansito</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/03/11/larticolo-su-repubblica-scansito/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2009 14:51:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[     &#62;&#62;&#62; La mamma, l&#8217;attrice, il web e l&#8217;epopea del calzino spaiato]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/03/articolorepubblica-220.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1111" title="articolorepubblica-220" src="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/03/articolorepubblica-220-150x150.jpg" alt="articolorepubblica-220" width="150" height="150" /></a>     <strong>&gt;&gt;&gt; </strong><strong><img alt="" /></strong><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/03/repubblica.pdf"><strong>La mamma, l&#8217;attrice, il web e l&#8217;epopea del calzino spaiato</strong></a></p>
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		<title>PanzOnPress &#8211; soccia che emozione!!!!</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/03/10/panzonpress-soccia-che-emozione/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 09:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi è uscito un articolo sullo spettacolo e sul questo blog su &#8220;Repubblica&#8221; Bologna, a pagina X. Si intitola La mamma, l&#8217;attrice, il web e l&#8217;epopea del calzino spaiato e lo ha scritto Giorgia Olivieri che mi ha intervistata davanti ad un bicchiere di vino (e dato che il vino non potrei nemmeno berlo, immaginate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è uscito un articolo <a href="http://calzinospaiato.tumbrl.com">sullo spettacolo</a> e sul questo blog su &#8220;Repubblica&#8221; Bologna, a pagina X.</p>
<p>Si intitola <em>La mamma, l&#8217;attrice, il web e l&#8217;epopea del calzino spaiato</em> e lo ha scritto <strong>Giorgia Olivieri</strong> che mi ha intervistata davanti ad un bicchiere di vino (e dato che il vino non potrei nemmeno berlo, immaginate voi cosa posso aver detto!) ed è anche venuta all&#8217;anteprima de <a href="http://calzinospaiato.tumblr.com">La rivincita del calzino spaiato</a>.<span id="more-1094"></span></p>
<p>Intanto <strong>ringrazio lei</strong> che è stata davvero carina e ha dimostrato molto interesse per questa operazione e poi ringrazio il fotografo di Repubblica che mi ha reso meno &#8220;spaiata&#8221; del solito: gli occhi da triglia delle mie migliori performances contengono ancora un barlume di vita e non sembro sul banco del pesce da più di tre giorni!</p>
<p>Sono molto contenta per un sacco di motivi.</p>
<p>Quest&#8217;articolo.</p>
<p>Il fatto che <strong>ci sono già dei teatri </strong>nel resto d&#8217;Italia interessati al monologo di <a href="http://www.teatrodellarabbia.com">Teatro della Rabbi</a>a (la sua regista Francesca Migliore è la prima che ringrazio per questa inaspettatissima dose di arte!).</p>
<p>Il fatto che per qualche mese ho un lavoro sicuro e mezzofiorentino che mi piace pure e mi fa andare in un bel posto e insieme lavorare da casa (entrambe le cose ideali per la sottoscritta!).</p>
<p>Spero solo che</p>
<p>oggi</p>
<p>mio suocero</p>
<p>non vada al bar</p>
<p>e che se invece va al bar</p>
<p>non trovi il giornale con il mio faccione</p>
<p>perché se invece lo trova e mettiamo legge l&#8217;articolo</p>
<p>a breve</p>
<p>sullo stesso giornale</p>
<p>nell&#8217;edizione locale</p>
<p>troverete un titolo di questo genere:</p>
<h3 style="text-align: center;">Trentacinquenne bolognese trovata morta dopo aver ingerito un piatto di lasagne: la suocera afferma di averci messo solo besciamella</h3>
<p>L&#8217;articolo &#8211; ovviamente &#8211; mi piacerebbe fosse scritto da Giorgia che mi ha concesso oggi tanto spazio.</p>
<p>Sto provvedendo a scansionare l&#8217;articolo così poi lo metto sul blog <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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