Di feste di compleanno e nevicate straordinarie
Il giorno del compleanno di Frollina a scuola è arrivato Babbo Natale ma quando qualche parente le chiedeva chi le avesse fatto visita all’asilo, lei rispondeva sempre: “Ciccio!” che è un suo compagno di classe, nato il suo stesso giorno, con cui hanno condiviso la festa.
La nonna le ha confezionato un vestitino di tulle cinesi che sembra proprio una principessa e ha improvvisato delle sgambate da velina da far invidia alla Parisi. La sera del suo compleanno ha ripreso, fortissimamente, a nevicare. E’ andata avanti tutta la notte: il mattino dopo Bologna era ricoperta da 40 centimetri di neve. Il nostro balcone era ricoperto e ogni cosa sembrava un altro posto, un altro mondo. Read more
Le fasi di transizione
La Frollina è in una strana fase. Diciamo che ogni anno, quando in prossimità del suo compleanno tiro un po’ le somme del passato, ho sempre la sensazione che stia attraversando una fase di transizione.
Al compimento dell’anno ha cominciato a camminare (proprio quel giorno si è smollata da qualsiasi appoggio). Il mese precedente è stato pesante, perché lei era concentratissima a spostare sedie e a prendere confidenza con la deambulazione verticale e tutto questo la innervosiva molto. Read more
Il calendario del trentasettesimo anno
E’ stato uno degli anni più belli e grandiosi della mia vita. In primis per mia figlia e il non marito. Che stiamo bene, che lei cresce che è una meraviglia ed è sana, solare e piena di vita.
Poi perché sono risorta dalle ceneri di un lungo periodo di buio e l’ho fatto con le mie forze e con l’aiuto di tante persone stupende, vecchie e nuove, che ho la fortuna di avere nella mia vita.
Ho imparato a ridere molto anche dentro (che ho sempre riso, ma ora è proprio una roba che parte da dentro), ho smollato situazioni scomode, ho scelto di stare bene e mi sono purificata di molte tossine.
Professionalmente va da dio.
Creativamente va da dio. Che è proprio vero che ognuno di noi è una miniera di idee e l’unica differenza tra chi le porta avanti e chi no è solo il coraggio, che davvero, con un po’ di coraggio, tutti potremmo fare molte cose che molto ci farebbero stare bene.
E allora diciamo che sono coraggiosa (o forse assolutamente imprudente) e mi sta portando bene. Che c’ho una buona stella luminosa come una 600 vat e la grande fortuna di avere un cervello che si muove un casino, ha fatto tanta ginnastica e ora, ovunque mi volti, mi sembra di vedere delle idee che spuntano in ogni angolo che vorrei cogliere.
Ci ho molti programmi per il mio trentasettesimo anno.
Lo spettacolo del Calzino debutterà a Milano, l’8 maggio 2009. Anteprima della new version. Nuova regia, nuovo copione. Tutto nuovo insomma.
Poi ho un progetto con le favole (di cui non vi parlo per scaramanzia, ma a cui tengo assai), ho anche molte idee per Donne Pensanti su un evento da fare e su come coinvolgere le lettrici e i lettori.
C’ho delle idee anche per Mommyblogging italiano – che forse diventerà un progetto in condivisione (che da soli non si va da nessuna parte), ma che è un bene prezioso che voglio ricominciare a curare, specie per quanto riguarda la sezione Internet for Mommies.
Poi – grazie a quelli dell’Officina Bartlebly - il 24 novembre 2009, presso il circolo Macondo, mi darò da fare in un reading di testi, tratti da questo blog.
La rassegna in cui è collocata la serata si chiama You Post e a breve vi darò tutti i dettagli. La cosa che mi entusiasma di più di questo evento è che Daniele Dall’Omo, amico e persona squisita, nonché chitarrista che apprezzo tantissimo e di fama internazionale (è nella band di Paolo Conte) ha accettato di accompagnare le mie letture con la sua meravigliosa musica.
Roba che sono onorata e per la quale consiglio VIVAMENTE ai Bolognesi alla lettura di partecipare alla serata (che così ci conosciamo pure!).
Dato che 36 anni sembrano (ma sembrano soltanto) molto impegnativi e di cose da fare me ne sono prefissata molte e voglio ridere, progettare, pensare, condividere, conoscere, amare tante cose e persone e luoghi e necessità
ho messo in condivisione il mio calendario
in modo che le cose che farò e a cui parteciperò (o anche solo a cui mi piacerebbe partecipare) siano visibili a tutti.
Mi faccio gli auguri
che incrocio le dita per un altro anno come il 2009
grazie a tutti voi!
Feste di compleanno
Putacaso ne ha scritto recentemente anche MammaAmsterdam, valutandone gli aspetti organizzativi e dando qualche possibile spunto.
A me i compleanni dei bambini piacciono abbastanza e la festa per frollina, anche se alla fine sembrava passata l’invasione delle cavallette, mi ha dato molte soddisfazioni. Però lì avevo sgobbato un sacco mentre a volte è piacevole anche non dover fare nulla e magari optare per l’affitto di un locale. Ieri con la frolla siamo state al compleanno di giadabella, in un family restaurant bolognese: Da Babette Read more
Mamma multitasking
La sera prima del compleanno di frollina, mentre lei scatarrava nel suo lettino – evidente difficoltà ad addormentarsi – io scrivevo due (no dico due!) post, le facevo le coccole e tentavo di agevolarle il sonno e intanto preparavo questa crostata alla farina integrale e riso (mia personale rielaborazione di una ricetta scovata in internet).
La mattina dopo l’abbiamo portata al nido. Ho lavorato, sistemato casa e gestito un po’ di relazioni pubbliche professionali (che oh, secondo me il 2009 sarà il mio anno, l’anno in cui finalmente mi riprenderò dai danni inferti dalla maternità alla professione e tutto perché ho scelto la strada dell’inventiva) e poi sono andata a prendere la pupa.
Nel frattempo Tino tornava a casa, che il giorno del compleanno della figlia – coincidente con la sua festa all’asilo – mica si può stare dietro ad una scrivania 10 ore!
L’abbiamo addormentata e mentre lei ronfava il pisolino ho preparato la zuppa per la serata (venivano a cena i nonni) e un budino, sempre per la serata.
Mi sono inventata una nuova rubrica per il mio blog del Mommyblogging: Internet for mommies e ho pensato a mille idee che mi girano nella testa, così – sollecitata da una novella passione per le mappe mentali - ho disegnato ne ho disegnata la mappa per capire come realizzarle al meglio.
La frollina si è svegliata e siamo andati al nido, dove i bimbi si sono vestiti da folletti di natale e abbiamo pure soffiato le candeline sulla mia crostata. Che alla fine era pure buona.
![]() |
![]() |
La cucciola non era di buon umore subito. Per arrivare in tempo l’abbiamo svegliata prima del corso naturale del pisolino e – come la sottoscritta – era abbastanza abbaiante. Poi c’era tanta gente. Un sacco di bimbi e un paio di genitori a testa. Un caldo infernale e tantissime voci.
Lei è un diesel e ci mette un po’ a carburare e infatti mentre tutti le cantavano “tanti auguri a te” era abbastanza basita/allibita mentre quando è arrivata l’ora di togliere le tende stava giocando sui tappettoni a fare le capriole ed è stato durissima portarla via.
Le educatrici del nostro asilo sono fantastiche. Mi trovo davvero bene. Hanno preparato un regalo per ogni bambino e riescono sempre a trovare la parola giusta per piccoli ma anche per grandi. A volte penso che siano lì soprattutto per i genitori, perché se c’hai un dubbio educativo o una piccola ansia da prestazione, loro sanno sempre come confortarti.
Alle 18.30 siamo tornati a casa dove papà e mamma hanno fatto trovare alla bimba il loro regalo: un trenino coi binari e il paesello. Tutto in legno. Lo abbiamo preso coi punti Esselunga ancor prima che lei nascesse e lo covavamo per l’occasione giusta. Quando, nei mesi scorsi, abbiamo notato che alla frollina ci è venuta questa passione per i treni, allora abbiamo deciso che questa era proprio l’occasione giusta.
Ho finito di cuocere la zuppa e poi sono arrivati i nonni. Altro giro di regali, altro giro di candeline, altro giro di dolci.
![]() |
| Da II compleanno frollina |
Alle 23 lei si rigirava ancora nel letto. Tino aveva appena finito di passare l’aspirapolvere (da quando c’ho la mia malattia siamo un po’ fissati e con due gatti teniamo il più pulito possibile) e io finivo di rassettare la cucina distrutta.
Pensavo che era stata una bella giornata (qualche inconveniente ma tutto bene, alla fine), che mia figlia aveva già due anni e che se ci penso, mi sembra che siano passati in un soffio (ovvio, non quando mi concentro sulle coliche dei primi mesi, sul patè d’animo perché non cresceva e sul numero elevatissimo di notti insonni). In questi due anni io mi sono trasformata (anche tino, dal suo punto di vista) in una mamma multitasking. Tempi congestionati, cerco di incastrarci dentro tutto.
Cucino pure. Ecco la cosa più strabiliante. Penso a cosa mangeremo e cerco di inventare menu sani e equilibrati e invitanti. Roba da fantascienza se ripenso a quando vivevo a Milano e fare un paio di bastoncini findus non solo mi costava fatica ma mi riusciva pure male!
Faccio crostate. Roba da non credere. Vorrei scrivere a tutti i vecchi amici dei vent’anni. Se gli mandassi una lettera tipo: “Ciao, tu come stai? Io faccio crostate.” credo che riuscirei a sintetizzare l’enorme cambiamento che ha operato in me questa creatura.
Sono crollata nel mio letto distrutta ma contenta. Lei era felice, si è addormentata cantando felice e si è svegliata stamane felice.
E in corsa per il terzo anno di vita.
Auguri mia piccola grande tenera bambina di frolla candita
![]() |
Tra due ore e trenta minuti la mia frollina faceva cu cu tra le mie gambe.
Correva l’anno 2006.
Due anni dopo lei dorme, Tino dorme e io guardo le lucine dell’albero di natale, ripenso a quegli intensissimi momenti e mi chiedo se allora me lo immaginavo che l’avrei amata così tanto.
Mi chiedo anche se immaginavo la fatica, la gioia, le paure e quanto sarei cresciuta con lei in questi due anni.
Non me lo ricordo
perchè
da quando è entrata nella mia vita
è come se avesse riempito tutti gli spazi e non riesco più a ricordare il prima di quel 18 dicembre 2006.
se ripenso ad esempio alla laurea, ecco a volte mi vedo la frollina seduta anche sui banchi dell’aula ad ascoltarmi.
forse era anche nascosta sotto il letto nella casa di Milano o attraversava con me le vie di torino
In ogni caso la amo tantissimo. per lei preparo torte che non l’avrei mai detto. per lei mi tengo allegra e cerco di dare il meglio. per lei tento la via dell’umiltà per essere una persona migliore e in grado di ascoltare.
per lei prima di tutto.
prima di tutto
lei
auguri amore mio…
la mammafrò
Anche gli zombie si amano
La frollina ha avuto una di quelle nottate agitate che mettono a dura prova nervi e fisico dei suoi genitori. Verso le 3 del mattino ha cominciato ad alzarsi a ripetizione e – come ho scritto anche ieri – voleva solo me. La prendevo in braccio. Le davo un po’ di “cucco” (succo di frutta in frollinese) e la coccolavo fin quando non sembrava addormentata. Tentavo di rimetterla nel suo lettino come se fosse una bottiglia di vetro di Murano, con la paura di spaccarla in mille pezzi e non appena avevo sistemato la bomba addormentata, coperta con il suo piumino e avvolta nell’amore dei suoi amici di nanna, me ne tornavo a letto.
Non facevo in tempo a gustare il tepore del mio di piumino che lei partiva come una sirena. “Mamma!??!!!, Mamma??!!!” sempre più supplichevole.
Tutta la solfa si è riproposta uguale a se stessa fino alle 7.00. Ho tentato di portarla nel lettone ma non ne ha voluto sapere. Mi guardava in lacrime urlando “letto piccolo! letto piccolo!!!!!!!!!” che in frollinese significa:
“Portami nel mio letto ma non prima esserti spaccata la schiena cullandomi fin quando Morfeo non mi avrà riacchiappata! e non osare sederti, truffaldina di una mamma!, io voglio che mi coccoli rigorosamente in piedi, come in quelle torture cinesi che mi fanno tanto ridere. Uah. Uah, Uah”.
Alle 7.00 ha accettato di buon grado di dormire spalmata addosso alla sottoscritta. Tino si è trasferito bofonchiando sul divano e ci siamo goduti una grassissima ora di sonno.
Nel corso di questa epopea, il non marito ed io, come al solito, abbiamo cercato di aiutarci a vicenda e di ottimizzare le risorse, anche se la piccola bastarda da quando si è intestardita che le coccole presonno spettano alla sottoscritta ha rovinato i nostri pianificatissimi cambi da esercito, collaudati già nei due anni precedenti.
Questo ovviamente, quando si è stanchi e infreddoliti dalle notti dicembrine, porta con se’ un piccolo carico di nervosismo e si finisce puntualmente per trasformarsi in Sandra e Raimondo.
Tra tutti i pensieri fatti da Panzallaria mentre si dondolava con la sua bimba nella notte, uno in particolare campeggiava.
Ieri sera, due anni fa, io sono entrata in ospedale per metterla al mondo quella piccola teppista.
Ieri sera, due anni fa, con una scena degna di un film splatter ma anche comico mi si sono rotte le acque al cospetto del marito della mia compagna di stanza che – vuole il caso! – era anche una mia amica di infanzia che non vedevo da quando andavamo alle elementari.
Se non fossi stata presa dai crampi pretravaglio e dall’agitazione dell’evento, mi sarei vergognata molto quando il succitato mi ha seguita, mentre andavo a chiamare le infermiere, per dirmi che c’era qualcosa che penzolava dalla mia gamba e mi sono accorta che si riferiva al tappo mucoso, orribilmente appiccicato a uno dei miei polpacci. (Mi sono sentita tanto dentro a Tutti pazzi per Mary!).
Poi, due anni fa, nel corso di quella notte, iniziò il mio lunghissimo travaglio che ebbe termine alle 3.01 del 18/12 quando i capelli con la frollina intorno uscirono dalla sottoscritta.
Dunque stanotte, mentre lei piagnucolava e non voleva dormire e mi chiedeva il cucco, pensavo che probabilmente stava tentando, nel suo modo di fanciullina, di festeggiare degnamente insieme a me quei “fantastici” momenti che col cavolo che una dimentica il dolore, io me lo ricordo tutto e non è esattamente uno dei pensieri più piacevoli che possa fare
Stamattina non vedevo l’ora di consegnarla al nido. Ero proprio stufa, lo ammetto. Tino aveva un color cartapesta da paura. Prima di rivolgerci la parola è passato un po’ di tempo e quando finalmente l’ho guardato con le mie occhiaie da morticina e il labbro in avanti per chiedergli un bacio che ancora non ci eravamo scambiati, lui con una voce baritonale da sonno privato mi ha risposto:
E’ vero, in fondo anche gli zombie si amano!
Abbiamo riso molto. Un po’ come ho fatto ieri, da sola, quando mi sono infilata al bar per comprare il succo di frutta per la frollina, che c’abbiamo il rito che la vado a prendere dal nido e mentre le infilo le scarpe lei beve un bibe di succo e ieri ero fuori casa. Trafelata e di corsa sono entrata nel mio bar e ho chiesto se mi davano un cucco alla pera. Giuro, l’ho chiamato cucco.
Perché a essere sinceri, sono i bambini che ci cambiano, più di quanto noi cambiamo loro.
Domani, compleanno della frollina, ci sarà la festa di natale all’asilo. Io preparerò una torta natalizia/augurale e ci hanno permesso di cantarle tanti auguri con la candelina. Pare che i bambini con le educatrici stiano preparando una sorpresa per i genitori (la dobbiamo portare alle 16.30 e poi ripresentarci alle 17!) e dalla quantità di canzoni che sento circolare per casa ad ogni ora, qualche idea mi è venuta. Lei è emozionata. Credo abbia capito che sta per compiere “due” perché mi chiede ogni giorno di soffiare sulle candele. Potrebbe avere 40 anni e festeggiarli degnamente, visto tutto l’allenamento fatto!
Domenica faremo la festa dei bimbi. Prevedo un gigante casino di marmocchi che cercheranno di gambizzare i nostri gatti. Dopo quell’occasione credo che la santificazione della sottoscritta e di tino sarà compiuta.
Auguri Adele
Uno si pensa che a 28 anni non si possa stringere nuove amicizie.
Uno si pensa che arrivi sulla soglia dei 30 che – al massimo – ci sono delle simpatiche conoscenze e poi del resto, gli amici di juventute.
E invece poi parte per un Master nella città delle nebbie, la Grande Pera metropolitaliana e capita che conosce un sacco di gente. Read more
34
Oggi sono 34 gli anni che ho passato in questo mondo. 34 non è un numero che mi piaccia molto, 33 lo preferivo con il suo carico di simbologia cristologica, ma va bene lo stesso.
Ho 34 anni e la mia vita non mi fa tanto schifo, anzi: non posso proprio lamentarmi!
A Bologna piove come 34 anni fa, così io me ne sto rintanata in casa che devo lavorare un sacco e quindi ora – dopo scritto questo post – con la frollina dai nonni e Tino al lavoro, mi concentro sulle cose che ho lasciato un po’ indietro. Read more















