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Il calendario del trentasettesimo anno

E’ stato uno degli anni più belli e grandiosi della mia vita. In primis per mia figlia e il non marito. Che stiamo bene, che lei cresce che è una meraviglia ed è sana, solare e piena di vita.

Poi perché sono risorta dalle ceneri di un lungo periodo di buio e l’ho fatto con le mie forze e con l’aiuto di tante persone stupende, vecchie e nuove, che ho la fortuna di avere nella mia vita.

Ho imparato a ridere molto anche dentro (che ho sempre riso, ma ora è proprio una roba che parte da dentro), ho smollato situazioni scomode, ho scelto di stare bene e mi sono purificata di molte tossine.

Professionalmente va da dio.

Creativamente va da dio. Che è proprio vero che ognuno di noi è una miniera di idee e l’unica differenza tra chi le porta avanti e chi no è solo il coraggio, che davvero, con un po’ di coraggio, tutti potremmo fare molte cose che molto ci farebbero stare bene.

E allora diciamo che sono coraggiosa (o forse assolutamente imprudente) e mi sta portando bene. Che c’ho una buona stella luminosa come una  600 vat e la grande fortuna di avere un cervello che si muove un casino, ha fatto tanta ginnastica e ora, ovunque mi volti, mi sembra di vedere delle idee che spuntano in ogni angolo che vorrei cogliere.

Ci ho molti programmi per il mio trentasettesimo anno.

Lo spettacolo del Calzino debutterà a Milano, l’8 maggio 2009. Anteprima della new version. Nuova regia, nuovo copione. Tutto nuovo insomma.

Poi ho un progetto con le favole (di cui non vi parlo per scaramanzia, ma a cui tengo assai), ho anche molte idee per Donne Pensanti su un evento da fare e su come coinvolgere le lettrici e i lettori.

C’ho delle idee anche per Mommyblogging italiano – che forse diventerà un progetto in condivisione (che da soli non si va da nessuna parte), ma che è un bene prezioso che voglio ricominciare a curare, specie per quanto riguarda la sezione Internet for Mommies.

Poi – grazie a quelli dell’Officina Bartlebly – il 24 novembre 2009, presso il circolo Macondo, mi darò da fare in un reading di testi, tratti da questo blog.

La rassegna in cui è collocata la serata si chiama You Post e a breve vi darò tutti i dettagli. La cosa che mi entusiasma di più di questo evento è che Daniele Dall’Omo, amico e persona squisita, nonché chitarrista che apprezzo tantissimo e di fama internazionale (è nella band di Paolo Conte) ha accettato di accompagnare le mie letture con la sua meravigliosa musica.

Roba che sono onorata e per la quale consiglio VIVAMENTE ai Bolognesi alla lettura di partecipare alla serata (che così ci conosciamo pure!).

Dato che 36 anni sembrano (ma sembrano soltanto) molto impegnativi e di cose da fare me ne sono prefissata molte e voglio ridere, progettare, pensare, condividere, conoscere, amare tante cose e persone e luoghi e necessità

ho messo in condivisione il mio calendario

in modo che le cose che farò e a cui parteciperò (o anche solo a cui mi piacerebbe partecipare) siano visibili a tutti.

Mi faccio gli auguri

che incrocio le dita per un altro anno come il 2009

grazie a tutti voi!

Il sogno a occhi aperti di un’ipocondriaca

Stanotte alla frollina è venuta la tosse e il raffreddore. Roba che ha cominciato a vomitare come la figlia di Linda Blear in vista dell’esorcista.

A me è tornato l’asma.

Erano circa due anni che non avevo un attacco, ma la mia malattia è così: un po’ di donnarettillaggine alla pelle, un po’ di asma.

Purtroppo questo è il segno che sono tornata in fase acuta. Ma ci farò i conti. Ormai lo so che lei sarà una fida compagna che mi darà sempre modo di conoscere nuovi piccoli sismi del sistema immunitario.

Comunque.

Stamattina me ne sono andata al lavoro con la piccola frignante che mi voleva a casa. Tino si è preso un permesso e io sarei tornata prima, per dargli il cambio. Fiftififti, insomma, come nelle migliori famiglie.

Al lavoro stavo leggendo la rassegna stampa della sanità, che ormai è un appuntamento quotidiano quando ho letto del vaccino per l’Influenza A Acca Qualcosa, più amichevolmente detta “la ninina”. Continua a leggere

Qualche risorsa in Rete per fare Rete e far sentire lo sdegno

Secondo me dovremmo fare una ricerca accurata se esistano o meno iniziative in Rete (e nella realtà) che concretamente diano voce al nostro sdegno e alla voglia di intervenire per contribuire a cambiare un processo culturale ormai avviato che sta naturalizzando un concetto di donna-oggetto e donna-mignotta  che ci svilisce tutte pur essendo solo di poche. Ricordiamoci che quello che passa dalla televisione e quello che fa chi ci governa e dovrebbe essere di esempio impronta di se’ l’abito mentale della maggioranza.

Io sono disponibile a impegnarmi sia per diffondere suddette iniziative con tutte le mie forze, sia a contribuire operativamente.

Ecco qualche post/articolo che ho trovato. Man mano che approfondirò le ricerche incremento, chi ne ha voglia può fare uguale nei commenti:

A livello di iniziative, a parte l’appello che sarebbe bello approfondire e allargare, non ho trovato molto.

Cosa si potrebbe fare?

Io vado subito a scrivere alla Lipperini: magari se riusciamo a coinvolgere qualcuno con una certa visibilità si riuscirà a fare qualcosa che abbia un effetto.

Segnalatemi eventi per bambini a Bologna

Ho cominciato a collaborare con QuiMamme.

Si tratta di un piccolo contributo legato alla segnalazione di eventi, spettacoli, progetti dedicati ai bambini in quel di Bologna.

Ecco il link della sezione in cui scriverò: http://quimamme.leiweb.it/mamma/mamma-e-donna/articoli-2009/quimamme-croniste-20171579067.shtml

Se siete a conoscenza di cose carine da segnalare, legate ai genitori e ai bambini bolognesi, scrivetemi: panzallaria73@gmail.com per promuoverle lì. Si tratta del primo portale italiano dedicato al tema. Può essere una buona occasione per diffondere eventi di qualità!

grazie mille

Il mio primo bar camp visto da casa: Rome Camp 2008

I Bar Camp. Non conferenze costruite con contenuti proposti dai partecipanti stessi. Dal basso, come piace dire a noi blogger, anche se il termine – oltre che abusato – ricorda caratteristiche nanesche di ben altro tipo.

Ieri e oggi a Roma si è tenuto il primo Bar Camp che è entrato nell’Università. Un evento costruito e organizzato proprio come si farebbe con una fiera o una conferenza. Per la prima volta la blogosfera ha conquistato, in massa l’istituto universitario (quello che fino a poco tempo fa era inattaccabile alla logica del basso, troppo attento a non pestare i piedi ai baroni).

Ma la comunicazione cambia e la “generazione delle idee” come ha definito Luca De Biase un certo tipo di persone che costruiscono progetti in maniera social sta sovvertendo il marketing, la progettazione e i rapporti professionali, sempre più basati sulle conversazioni.

Il mondo non è mai stato tanto conversazionale come ora: blog, facebook, twitter e ogni forma di social network costituiscono ormai parte delle nostre relazioni.  Io stessa, ad essere sincera, sto aprendo la mia vita professionale grazie a questo blog. Coltivo idee e progetti basati sull’etica del dono, impegnandomi molto nella loro riuscita e sperando che oltre a contribuire ad aggiungere contenuto di qualità possano arricchire la mia Rete.

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L’ultimo nato: il meglio del mommyblogging italiano

Dato che per lavoro sto venendo a contatto con moltissimi blog dedicati alla maternità, paternità e figli e che il fenomeno del mommyblogging sta prendendo sempre più piede e offre un sacco di spunti per tutti i genitori, aspiranti tali e curiosi dell’argomento, ho deciso di ideare uno spazio web dedicato al tema.

Per censire i siti di mamme e papà blogger e farne emergere i contenuti migliori, in base ad argomenti di interesse.

Interviste, sondaggi su modalità educative, panoramica sul fenomeno sono gli ingredienti che ho messo in questo nuovo blog.

Vi presento l‘ultimo nato in casa Panzallaria:

www.mammablogger.net

(www.mammablogger.info)

Ci tengo molto e spero che possa essere d’aiuto ai tanti che – come la sottoscritta – si sentono genitori imperfetti e non hanno nessuna pretesa di ambire a qualche primato.


Per i tanti che non sanno una fava e per i quali leggere i punti di vista diversi su uno stesso argomento è fonte di serenità perché li fa sentire meno soli nell’impresa di crescere figli.

Per le mamme e i papà blogger: sperando che questa piazza virtuale possa censire adeguatamente un fenomeno dalle mille facce.

Venitemi a trovare anche lì, segnalatemi risorse e nel caso facciate parte della BlogoMammasfera mandatemi il link al vostro blog.

Di Facebook parte 2#: gli aspetti positivi

Dopo aver spiegato perché Fb NON mi piace e quali sono i suoi lati oscuri in questo post, oggi voglio raccontare invece perché mi piace.

Per esempio una settimana fa, grazie ad una blogger bolognese come me e che ci leggiamo a vicenda e che siamo amichette di FB mi ha contattata il mio compagno di banco della prima elementare: il primo amico che io abbia avuto nella mia vita.

Lui ora sta fuori dall’Italia (e come non appoggiare la sua scelta?) e per me è stata una vera emozione. Cioè ci siamo scambiati delle mail dentro a fb e ci siamo messi a ricordare di quando eravamo piccolini e giocavamo molto insieme e andavamo a nuoto insieme e lui faceva questo suono tipo cicala estiva con la lingua tra i denti come una specie di tic e c’erano delle volte che io non riuscivo nemmeno a sentire la maestra per via del suo cicalare.

Che poi siamo rimasti amici per alcuni anni, prima che io mi trasferissi e dato che abitavamo proprio di fronte capitava spesso che fossimo a casa mia o a casa sua e io di notte, alle volte, mi sogno ancora il suo palazzo.

Insomma è stato bello e forse a natale ci rivediamo che lui torna in Italia e magari facciamo pure un giro ai giardinetti dove siamo cresciuti e dove ci siamo tolti le rotelle dalla bici, quasi in contemporanea.

Poi un’altra cosa per cui FB mi piace è che per esempio io sono una che solo da poco si è messa a fare foto. Quando c’avevo vent’anni di foto non ne facevo nemmeno sotto tortura che mi rompevo le balle di portarmi in giro la macchinetta e non sapevo bene montare il rullino e ora sono molto pentita di questa cosa.

E oggi su FB una vecchia amica dell’estate del 95, che noi abbiamo fondato anche un gruppo che si chiama “Vacanze a Capo Vaticano” e ci siamo ritrovati, invecchiati di 10 anni e sblisga, con figli a volte e vite diversissime e facce che nemmeno si riconoscono nei profili, ecco oggi questa amica ha inserito in fb le foto di quelle vacanze e io a vederle ho riso molto, perché poi vengono in mente miliardi di cose e di persone e a vederci lì in quelle foto, con un look da anni 80 decaduti (che per esempio io c’avevo ancora una permanente alla Madonna likeavergin che stentavo a dismettere dal decennio precedente) e con l’abbronzatura e le facce da giovinastri con l’ormone mosso e la risata pronta, ecco mi sono venute in mente mille robe e ho pensato che è proprio una figata quando i ricordi sono cose buone, di quelle che ti fanno ridere.

Perché me ne sono stata circa mezz’ora a guardare la mia faccia (e i miei 30 kili in meno!)  e tutti i miei amici giovanissimi e noi che cazzeggiamo e per esempio mi è venuto in mente che io in quella vacanza lì rubavo tantissimo.

Cioè vicino al camping c’era questo piccolo supermercato con prezzi tripli rispetto alla norma e allora io e un mio amico (che poi sarebbe diventato il mio fidanzato e per un po’ ci saremmo amati ma allora non lo sapevamo) andavamo sempre a fare la spesa e io nascondevo tutte le provviste per cucinare per 15 persone nella mia borsa da spiaggia e alla fine ci compravamo le sigarette e uscivamo sentendoci dei grandissimi furbi. E una volta questo mio amico che poi è stato il mio fidanzato si infilò anche una canna da pesca dietro, nella maglietta e nei pantaloni e riuscimmo fin ad uscire con la canna da pesca.

Ed eravamo molto felici, anche se ne’ io ne’ lui avevamo mai pescato in vita nostra. E nella compagnia allargata delle vacanze c’era anche una ragazza che veniva da Bologna come me che non era mica molto contenta che si rubasse e allora – per non turbare la sua scelta etica – io a lei dovevo sempre chiedere dei soldi prima della spesa che se no si insospettiva e alla fine della vacanza, tra tutto il rubare e il dover prendere soldi dalla mia amica perché non si sentisse una ladra, ecco io non dovevo nemmeno più pagare le sigarette.

E tutti questi ricordi che fanno buon sangue io oggi li ho avuti grazie a delle foto e dei tag su facebook e queste robe qui, lo ammetto, sono molto carine.

Poi alla fine, col tempo, devo dire che ho anche capito una cosa di questo strumentino (a parte il fatto che a livello di usabilità dei contenuti fa abbastanza caccare!) e cioé che se te uno lo perdi di vista nella vita reale perché avete voluto perdervi di vista (e non per motivi più labili o oggettivi), allora potete anche diventare amici su fb, dimenticandovi il perché non vi beccate più in carne ed ossa, ma lo stesso dopo una volta che vi siete scambiati un saluto e un “botta e risposta” e avete imbrattato le bacheche l’uno dell’altro, alla fine succede sempre che non vi cagate più nemmeno in fb e l’equilibrio del mondo e della vita virtuale che imita la vita reale è ristabilito.

E siamo a posto così.

Nuova mail di Panzallaria

Dato che ultimamente non riesco più a ricevere la VOSTRA posta per motivi a me oscuri che pertengono il server.

Prima di tutto mi scuso con quelli che mi hanno scritto e hanno pensato che fossi una gran cafona perché non rispondo: le mail non mi arrivano.

Poi.

Ho attivato una nuova mail su San Google, sperando che la potenza potente di quel mezzo eviti questo genere di inconvenienti.

D’ora in poi per ogni comunicazione, se volete raccontarmi le vostre storie, se volete insultarmi, se volete solo scambiare un saluto o mandarmi qualche sollecitazione per un nuovo post (perché no?) potete scrivermi a:

panzallaria73@gmail.com

L’altro indirizzo rimarra attivo ma sono giorni che non riesco a vedere le nuove mail per cui preferirei mi riscriveste su questo.