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	<title>Panzallaria - blog di panza &#187; condominio</title>
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	<description>personal storytelling</description>
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		<title>Cronache condominiali</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 18:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Condominio Bandiera l&#8217;estate è sempre foriera di esotismi e mattane. Il droghello ha compiuto una brillante trasformazione 2.0: l&#8217;altro giorno l&#8217;ho beccato in terrazza, mutanda style, che posizionava uno strano strumento. Siccome sono mezza ciecata, dalla mia posizione defilata sembrava un fucile, puntato diretto contro di noi.  Ho pensato &#8220;Oddio, questo ci fa fuori&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_4292" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/07/Città3.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-4292" title="Città3" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/07/Città3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">La città dentro - disegno di Pietro Scarnera</p></div>
<p>A Condominio Bandiera l&#8217;estate è sempre foriera di esotismi e mattane. Il droghello ha compiuto una brillante trasformazione 2.0: l&#8217;altro giorno l&#8217;ho beccato in terrazza, mutanda style, che posizionava uno strano strumento. Siccome sono mezza ciecata, dalla mia posizione defilata sembrava un fucile, puntato diretto contro di noi.  Ho pensato &#8220;Oddio, questo ci fa fuori&#8221;, ho letto e riletto &#8211; mentalmente &#8211; i titoli dei giornali, fino a quando il giovane mattacchione non ha cominciato ad assumere pose strane, a posizionare l&#8217;ammenicolo in sua direzione e ho capito.</p>
<p>Ho capito tutto.</p>
<p>Stava girando un film. Si stava mostrando alla telecamera in tutto il suo splendore.</p>
<p>Mi sono immaginata amorazzi tecnologici per il nostro eroe. La frollina quando lo sente urlare le sue oscenità plateali mi fa tante domande, ma quando non lo sente le fa uguale: ci preoccupiamo tutti se per qualche giorno non sbraita contro il televisore, richiamando Mister B. al suo ruolo istituzionale e inveendo contro le mamme di tutti i cretini (sua compresa).</p>
<p>Il Signor Sgodi parte la mattina in bicicletta: se lo incontri in cortile fa di tutto pur di non salutare. E&#8217; come se avesse un&#8217;allergia. Si volta per slegare la catena, osserva uno scarafaggio morto, guarda le nuvole e il loro passaggio ozioso. Sgodi, non a caso, sta per Sgodevole.</p>
<p>Un giorno gli ho riportato il gatto: il figliol prodigo si era smarrito per le scale. Succede spesso, perchè il Signor Sgodi ha due figli che escono molto e quando escono in fretta il gatto sguscia via, tra le loro gambe e si fa dei mega tour per le scale, sbagliando immancabilmente il piano quando vuole tornare alla sua casa.</p>
<p>Il giorno in cui ho suonato il campanello per riconsegnargli il micio, il Signor Sgodi è uscito in mutande e elegantissima camicia e mi ha guardata quasi offeso: doveva salutarmi a quel punto e sembrava davvero che gli avessi fatto uno sgarbo impensabile!</p>
<p><a href="http://pensieridieri.blogspot.com/">Lo scrittore</a> scrive e fuma in terrazza. Io aspetto e spero con ansia il suo secondo romanzo. La mia amica <em>zdaura inside</em>, che insieme alla sottoscritta dovrebbe &#8220;presidiare&#8221; il palazzo non fa il suo dovere: l&#8217;altro giorno è arrivato un pacco per il non marito ed è entrata nel pallone. Non capiva chi fosse il proprietario di quel nome, di quella busta.</p>
<p>Non ha pensato di venire a chiedere a me. Non ci ha pensato perché per lei il non marito è Tino e nessuno ci crederebbe che ha anche un nome reale, nella sua vita reale: questo blog si sta mangiando tutto, perfino le nostre noiosissime identità <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Io e la zdaura ogni tanto ci incontriamo per le scale e ci divertiamo a raccontare gli ultimi eventi del quartiere. Io sono pettegola dentro e lo so &#8211; non è un vanto &#8211; ma di vizio faccio virtù: le storie degli altri mi servono per scrivere. <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>La fulminata che un giorno mi chiese di descriverle una deiezione canina abita proprio qui, nel Condominio. Mi fa una certa tenerezza: è un incrocio tra la Fata Turchina e una che ha messo tre dita nella presa. Ogni tanto si piazza in cortile e controlla (molto più clinicamente e scientificamente della sottoscritta) ciò che accade in tutte le finestre. Munita di battipanni e stendino (cavallo e armatura delle sue scorribande donchisciottane) tiene dei lunghi sermoni sulla vita, la vecchiaia e il vicinato.</p>
<p>Una volta mi ha ripreso perché a suo avviso stavo stendendo una coperta sporca.</p>
<p>&#8220;Falla meglio quella lavatrice!&#8221; Mi ha detto.</p>
<p>Io mi sono sentita punta sul vivo della mia casalinghitudine a impatto zero e le ho risposto &#8220;Ok, la prossima volta mi impegno di più!&#8221;.</p>
<p>Il caldo è una bestia che va domata con la narrativa: affacciatevi alla finestra, vi renderete conto di quante storie buffe, matte, tristi e allegre spuntano quando tutte le finestre del quartiere sono spalancate!</p>
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		<title>Diario di un addio</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Sep 2010 12:16:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho sempre avuto l&#8217;abitudine di portare in giro con me un quaderno o un taccuino su cui disegnare. Lo facevo già quando mio padre entrò in coma. In quel periodo, nei cinque anni del suo stato vegetativo, mettere su carta quello che vedevo mentre succedeva era per me molto faticoso. Per la verità tentavo di non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/09/Copertina_diario.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3593" title="Copertina_diario" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/09/Copertina_diario-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ho sempre avuto l&#8217;abitudine di portare in giro con me un quaderno o un taccuino su cui disegnare. Lo facevo già quando mio padre entrò in coma. In quel periodo, nei cinque anni del suo stato vegetativo, mettere su carta quello che vedevo <em>mentre succedeva</em> era per me molto faticoso. Per la verità tentavo di non farlo, ma a volte i disegni si affacciavano sulle pagine senza che io lo volessi. Quello qui sopra, per esempio, è il primo disegno di quel periodo: risale proprio al primo mese, all&#8217;estate del 2003, quando mio padre era ancora ricoverato in rianimazione e non sapevamo che cosa sarebbe successo dopo. Mi ricordo che in quel momento gli uomini caduti erano l&#8217;unica cosa che riuscissi a disegnare.</p></blockquote>
<p>Questo è uno dei pezzi del <a href="http://pensieridieri.blogspot.com/">blog di Pietro</a> dove racconta com&#8217;è nata la storia del suo <em><a href="http://www.comma22.com/index.php/catalogo/prodotto/nome/Diario+di+un+addio/id/116">Diario di un addio</a></em> che ora è diventato un libro e verrà presentato a <strong>Ravenna venerdì 8 ottobre</strong> per <a href="http://www.comma22.com">Comma 22</a></p>
<p>Qualche tavola la trovate anche <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/09/30/foto/il_fumetto_sul_dramma_del_coma-7568859/1/">qui su Repubblica</a>,  e <a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/09/30/news/pietro_e_il_fumetto_sul_coma_il_mio_diario_di_un_addio-7568594/">qui trovate un bellissimo articolo/intervista</a> a Pietro.</p>
<p>Il tema è quello del coma vegetativo visto con lo sguardo di un figlio: un tema su cui in tanti si sono riempiti la bocca ideologicamente ma che solo chi ci è passato &#8211; come Pietro &#8211; conosce a fondo.</p>
<p>Un libro che ci farà senz&#8217;altro riflettere sulle sfumature.</p>
<p>Ho avuto la fortuna di vederle in originale le tavole di Pietro e di parlare con lui che è persona sensibile, intelligente e pieno di attenzione per il mondo, perché abita al piano di sotto del mio condominio.</p>
<p>Per dire che grazie a Pietro,</p>
<p>ho il cartellino personalizzato per il campanello con degli stupendi disegnini, proprio come quello che trovate anche sul suo blog.</p>
<p>Credo che questo sia un libro da leggere, sfogliare e in cui entrare in silenzio, facendo attenzione a non spostare nulla.</p>
<p>Se volete acquistarlo andate <a href="http://www.comma22.com/index.php/catalogo/prodotto/nome/Diario+di+un+addio/id/116">qui</a></p>
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		<title>Blogger artisti in condominio</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 12:06:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; arrivato un nuovo vicino a Condominio Bandiera e la sdaura Panz lo ha subito inchiodato ben benino, dato che aveva intuito in isso un animo artistico che la incuriosiva assai. Tipo che ha inventato il quadretto da campanello e al posto del suo nome ha messo nella targhetta un bel paesaggio disegnato. E indovinate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1944" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/10/Citt_3.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1944" title="la città" src="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/10/Citt_3-150x150.jpg" alt="la città - vista da Pietro (http://pensieridieri.blogspot.com/)" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">la città - vista da Pietro pensieridieri.blogspot.com</p></div>
<p>E&#8217; arrivato un nuovo vicino a Condominio Bandiera e la sdaura Panz lo ha subito inchiodato ben benino, dato che aveva intuito in isso un animo artistico che la incuriosiva assai. Tipo che ha inventato il quadretto da campanello e al posto del suo nome ha messo nella targhetta un bel paesaggio disegnato.</p>
<p>E indovinate un po&#8217;?</p>
<p>Fumettaro il nuovo vicino</p>
<p>e pure blogger!!!!</p>
<p>Guardate che belle cose disegna:</p>
<h3><a href="http://pensieridieri.blogspot.com/">http://pensieridieri.blogspot.com/</a></h3>
<p>P.s Se oggi comprate <strong>&#8220;Repubblica&#8221;, sull&#8217;inserto D </strong>ci dovrebbe essere un articolo con un&#8217;intervista anche alla sottoscritta, dedicata al Post Femminismo&#8230;io non lo ho ancora preso ma ora esco e vado a vedere!</p>
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		<title>Il buon vicinato</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/06/08/il-buon-vicinato/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 14:17:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un po&#8217; che non vi parlo di CondominioB.  La Magda riposa in Certosa e il marito si è ritinto i capelli, è dimagrito e si è messo un vistoso orecchino al naso. Al posto suo fioriscono nuove pettegole ma nessuna ha lo smalto di colei per la quale il termine razzista ha acquisito nuove e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un po&#8217; che non vi parlo di <a href="http://www.panzallaria.com/tag/condominio/">CondominioB</a>. </p>
<p>La Magda riposa in <a href="http://www.certosadibologna.it/">Certosa</a> e il marito si è ritinto i capelli, è dimagrito e si è messo un vistoso orecchino al naso.</p>
<p>Al posto suo fioriscono nuove pettegole ma nessuna ha lo smalto di colei per la quale il termine razzista ha acquisito nuove e conturbanti sfumature.<span id="more-1581"></span></p>
<p>Il droghello &#8211; che recentemente si era ripulito da una vita di perdizione &#8211; ha ripreso ad urlare. Di giorno e di notte. Contro tutti. In primis il padre. In secundis la televisione.</p>
<p>Polemizza con BrunoVespa, SanteLicheri, PaolaPerego, SilvioBerlusconi, NoemiLetizia e tutto il fottuto mondo del politicospettacolo. Spiega animatamente, a qualsiasi ora e con toni da mercato del pesce, a queste personcine del tubo catodico quanto le disprezzi.</p>
<p>Linguaggio colorito da far tremare anche il gerente della peggiore bettola di Caracas.</p>
<p>La frollina lo chiama &#8220;il mattacchione&#8221; ma più di una volta ho dovuto chiudere le finestre, sebbene il caldo, perché oscenità rimbombano nel cortile.</p>
<p>Alla simpatica combriccola del vicinato si è unito anche Sclerox, un vecchio che abita in un condominio limitrofo e che ha talmente in odio i bambini da non poterne tollerare alcuna dimostrazione.</p>
<p>E uno di quelli che fosse per lui, gli uomini dovrebbero già nascere <a href="http://umarells.splinder.com/">umarells</a> e zdaure, tanto per non esportare troppo buon umore.</p>
<p>Sclerox contesta qualsiasi cosa: che i bambini spostino la ghiaia, che i bambini giochino con la ghiaia, che passino tempo sull&#8217;asfalto del cortile e che si permettano di salire sul prato.</p>
<p>Come la maggioranza delle persone (che ultimamente sto facendo incetta di gente che non ti dice le cose dirette ma ti lancia accuse/strali indiretti che mi stanno facendo strisciare le palle a terra!) non ha il coraggio, la chiarezza di dire quello che lo infastidisce e maschera il tutto di finto buonismo.</p>
<p>Un esempio su tutti: &#8220;stia attenta a non lasciare la bimba sull&#8217;asfalto che se arriva una macchina&#8230;&#8221;</p>
<p>Ecco io, ultimamente, con tutte queste persone ho visto che la strada che funziona meglio è quella dello <em>smascheramento barra gentilezza</em>.</p>
<p>La strada dello <em>smascheramento barra gentilezza </em>consiste nel rispondere alle provocazioni indirette con risposte dirette ma cortesi e nel dare per scontato che la persona che si ha di fronte stia VERAMENTE  parlando per il tuo bene, pensando a te e non &#8211; come invece è  - per proprie insicurezze, paure, paturnie e ego smodato.</p>
<p>E così io a Sclerox, quando gli monta la rabbia verso i bambini, ci rispondo che lo ringrazio che pensa all&#8217;incolumità di mia figlia, ma che stia tranquillo che ci sono io a vegliare sui suoi passi nell&#8217;asfalto pericoloso del cortile e che non la perdo di vista. Lui rimane come un baccalà e allora gli sferro il colpo finale che di solito è: &#8221; se poi invece c&#8217;è altro, ecco sono qua, me ne parli liberamente&#8221; e Sclerox sparisce come una lucertola, ai passi di un marmocchio.</p>
<p>Poi c&#8217;è da dire che il nostro cortile è proprio un bel cortile, che non è come i giardini di tanti compagnucci della frollina che sono robe stupende di case stupende, ma rimane un signore cortile comunque che sembra di stare dentro a un film che io amo e che è &#8211; appunto &#8211; &#8220;La finestra sul cortile&#8221;.</p>
<p>Che poi a noi snob di sinistra, abitare in un posto proletario ci fa pure gioco e allora io vado molto fiera del cortile e della sua variegata umanità.</p>
<p>E anche se sono più gli sdentati di ritorno, adesso stanno arrivando anche di nuovo dei bambini e nella mia testa c&#8217;è l&#8217;idea che si possa di nuovo popolare com&#8217;era negli anni settanta.</p>
<p>Così ho iniziato una personale battaglia in questo senso. Che alla frollina piace e anche alla sua amichetta dell&#8217;altro portone piace e allora perché non farlo vivere di nuovo con le voci dei bimbi?</p>
<p>E ieri abbiamo comprato un tavolino di plastica rossa e le seggioline.</p>
<p>Per tutti. Un regalo della famiglia Panzallaria ai piccoli del condom.</p>
<p>E c&#8217;ho anche un&#8217;altra idea. Mutuata da quello che fanno in un comune limitrofo.</p>
<p>Si chiama<a href="http://www.comune.casalecchio.bo.it/servizi/notizie/notizie_fase02.aspx?ID=5406"> la festa dei vicini</a></p>
<p>Voglio proporre a tutti una merenda pomeridiana, magari a settembre, a cui è invitato tutto il condominio e che si svolgerà in cortile. Ognuno porta qualcosa e si fa una specie di festa condivisa.</p>
<p>Che io sono cresciuta in collina, in un paese in mezzo ai greppi, e a me la coralità piace e mi piace l&#8217;idea che i bambini possano venire su anche in luoghi aperti, condivisi da tutti.</p>
<p>E questo cortile deve essere riguadagnato ai ricordi. Magari così anche il droghello smetterà di urlarci dentro, o quanto meno le sue urla, saranno coperte dalle risate dei cinni che crescono.</p>
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		<title>Giardinaggio</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/04/20/giardinaggio/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 10:33:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Io non c&#8217;ho il pollice verde. Nemmeno per un po&#8217;.  Eppure mi ostino &#8211; da qualche tempo a questa parte &#8211; a allestire nel nostro misero balcone quelli che Tino (in attacchi di sboronaggine acuta) chiama &#8220;giardini pensili&#8221;. Solo che quando andiamo a comprare le piantine per il nostro giardino pensile, noi altri della famiglia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io non c&#8217;ho il pollice verde.</p>
<p>Nemmeno per un po&#8217;.  Eppure mi ostino &#8211; da qualche tempo a questa parte &#8211; a allestire nel nostro misero balcone quelli che Tino (in attacchi di sboronaggine acuta) chiama &#8220;giardini pensili&#8221;. Solo che quando andiamo a comprare le piantine per il nostro giardino pensile, noi altri della famiglia Panzallaria scegliamo la verzura a emozione.</p>
<p>Ci facciamo guidare dai colori, prevalentemente.</p>
<p>Ci piace il giallo, come quella pianta là.  Ci vorrebbe del viola, come quei fiorellini stupendi in seconda fila. Manca un po&#8217; di rosso come su quello scaffale, guarda, guarda in alto a destra!.<span id="more-1423"></span></p>
<p>Poi prendiamo le aromatiche: per fare le patate arrosto.</p>
<p>La mentuccia che fa bene allo stomaco.</p>
<p>La salvia che sta alla grande con i tortelli.</p>
<p>Torniamo a casa dal vivaio armati di buone speranze e fiducia in noi stessi e piantiamo, ripantiamo, ravaniamo nella terra, invasiamo e poi ammiriamo la nostra opera d&#8217;arte. Per qualche giorno tutto splende di luce e ci sentiamo davvero dei giardinieri da paura.</p>
<p>Fin quando l&#8217;omicidio annunciato non si compie.</p>
<p>Perché c&#8217;è sempre qualcosa che va storto e dei giallini, violetti, rossi e compagnia bella rimane solo il migliore, il più forte. Come in un reality che si rispetti, le nostre piante escono dalla casa, una dopo l&#8217;altra, pronte per prendere posto nel paradiso della flora.</p>
<p>Mi chiedo sempre cosa sbaglio e mi ripeto che l&#8217;anno successivo non accadrà di nuovo, che ce la farò, che leggerò, imparerò e metterò in pratica.</p>
<p>E ogni anno spero, lotto insieme a loro e le incito ad arrivare tutte unite alla vittoria.</p>
<p>L&#8217;ho fatto due anni fa. L&#8217;ho fatto l&#8217;anno scorso. L&#8217;ho fatto sabato.</p>
<p>Poco importa se nella frenesia dei colori scazzo sempre e compro piantine che sopravvivono solo sopra i 1000 metri e robe così delicate che ci vorrebbe una tata per accudirle. Poco importa se mi dimentico spesso di inaffiare le creature. Poco importa se i gatti le scambiano per erba disintossicante e pasteggiano con i loro fiori.</p>
<p>Mi sono formata una salda e ottimistica convinzione che il <strong>Fato florivivaistico</strong> sia dalla mia parte e che quest&#8217;anno, ogni fottuto quest&#8217;anno, loro ce la faranno.</p>
<p>E il mio giardino pensile vincerà il Premio &#8220;giardino fiorito&#8221; del Condominio, irridendo beffardo la giungla rigogliosa del droghello&#8230;</p>
<p>Chissà come andrà la stagione 2009!</p>
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		<title>Di vigili del fuoco nel condominio</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/03/19/di-vigili-del-fuoco-nel-condominio/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 10:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torno a casa dopo aver accompagnato al nido frollina con la mia nuova bici che ieri Tino &#8211; in una pausa pranzo a sorpresa &#8211; mi ha sistemato di tutto punto e cosa vedo? Vedo i vigili del fuoco nel cortile del condominio. Ecco cosa vedo. Il camion è proprio uguale a quello che avevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Torno a casa dopo aver accompagnato al nido frollina con la mia nuova bici che ieri Tino &#8211; in una pausa pranzo a sorpresa &#8211; mi ha sistemato di tutto punto e cosa vedo?</p>
<p>Vedo i vigili del fuoco nel cortile del condominio. Ecco cosa vedo.</p>
<p>Il camion è proprio uguale a quello che avevo da bambina, solo in versione 1:1  e loro sono tutti assiepati sotto la mia finestra. Guardano proprio verso la mia terrazza.</p>
<p>Credo di aver perso un anno di vita intero, compleanni e feste comprese, mentre pedalo verso il destino.</p>
<p>Tutti si voltano verso la sottoscritta. Sento la voce delle studentesse dell&#8217;ultimo piano che dicono: &#8220;Eccola, è lei!&#8221; e gli anni di vita diventano almeno 10, scopate, cene e risate incluse.</p>
<p>Cerco di rimanere serena mentre gli omaccioni del fuoco mi spiegano l&#8217;accaduto. <span id="more-1299"></span></p>
<p>&#8220;Ci ha chiamato una signora del palazzo di fronte&#8221; inizia uno &#8220;dice che c&#8217;è un gatto che sta sempre su quel tetto e sono quattro giorni che miagola e non lascia dormire nessuno. Le ragazze qua sostengono che è suo&#8221;.</p>
<p>Il tetto è quello di una casupola che sta nel cortile, alta un piano. Le ragazze qua sono le studentesse più sveglie dell&#8217;universo. La signora di fronte è la badante di una vecchietta che passa le sue giornate in terrazza a fumare e ci credo che sente sempre miagolare. Il gatto di certo non può essere uno dei miei.</p>
<p>Primo perché non ho gatti alati ed è francamente improbabile che possa aver saltato dalla terrazza per 20 metri e risultare ancora intero. Secondo perché sono stordita ma mi sarei accorta di aver perso un gatto da 4 giorni.</p>
<p>Mi rilasso un attimo. Non mi è andata a fuoco la casa. Non è entrato un maniaco psicopatico (che ne conosco qualcuno anche io!) a dare fuoco alle mie cose e non ho lasciata accesa la lavatrice allagando tutto l&#8217;abitato.</p>
<p>Il gatto lo conosco. Da qualche mese si presenta ogni tanto nel nostro cortile. E&#8217; probabilmente di qualcuno che abita nelle vicinanze ma gli lascia la briglia sciolta. Non rompe i maroni a nessuno ma ogni tanto, quando è in amore, fa una piccola serenata alla luna. </p>
<p>Tutti dormiamo a parte la badante, pare. Perché in molti si affacciano alla terrazza per discutere della cosa e sembra che  nessuno &#8211; nemmeno il vecchio sclerotico che conta se mancano dei sassolini nel cortile &#8211; ne soffra particolarmente.</p>
<p>Nessuno tranne la badante che c&#8217;ha una faccia che è un programma. Sembra appena uscita da un fumetto di Dylan Dog di quelli in cui all&#8217;inizio c&#8217;è un personaggio assolutamente insignificante che viene ucciso tra strazianti pene e torture. </p>
<p>E&#8217; in vestaglia e ha l&#8217;occhio spento e lo sguardo di cemento. Continua a ripetere ossessivamente che i vigili del fuoco devono &#8220;sbarazzarsi&#8221; del gatto.</p>
<p>Io e le studentesse con lo sguardo sveglio come il bollito sul carrello del ristorante cominciamo ad agitarci. I vigili del fuoco &#8211; che sono pure degli omarini carini, infisicati al punto giusto &#8211; intravedono una ghiotta occasione per farsi due risate e ci dicono:</p>
<p>&#8220;Ahhh, bisognerà abbatterlo! Ma mica gli facciamo male eh? Un colpo solo. Indolore!&#8221;</p>
<p>Io &#8211; che quando mi erigo a paladina della giustizia perdo qualsiasi senso critico &#8211; comincio ad agitarmi, a urlare che chiamo subito la mia amica (immaginaria, ovviamente) che fa l&#8217;avvocato per l&#8217;Empa.</p>
<p>Loro ridono come matti, spiegandomi che hanno tutti dei gatti e che i vigili del fuoco sono &#8211; storicamente e tradizionalmente &#8211; i migliori amici dei gatti.</p>
<p>Avvicinano la scala alla casupola e non fanno in tempo a salirci sopra che il gatto incriminato, bel bello, senza alcun patema al mondo e dopo una notte d&#8217;amore, scende e se ne va per la sua strada. Le studentesse del bollito si erano già dette disposte a tenerlo, io avevo già preparato il trasportino del gatto scemo.</p>
<p>La cosa si è risolta così. Come avrebbe dovuto essere.</p>
<p>La badante &#8211; assetata di sangue felino &#8211; non era molto contenta. Si stringeva nella sua pastrana e guardava i vigili chiedendo perché non catturavano la bestia feroce di amore.</p>
<p>Vi assicuro che in tutte queste notti, il gatto non ha dato fastidio a nessuno tranne che a lei. Che secondo me, diciamoci la verità, era talmente alla canna del gas che c&#8217;aveva voglia di fare due chiacchere, di vedere qualche bel omarino nella posa del macho che si arrampica sui muri.</p>
<p>Le studentesse sono tornate a dormire sui libri. Lei è tornata a fumare in terrazza. Il gatto ha campanato che non c&#8217;era abbastanza pace e ha cambiato condominio. Io mi sono apprestata ai miei affari, consapevole che quegli 11 anni di smalvino (leggi: spavento) che mi ha procurato la badante spipagliona e le congetture sui miei gatti, nessuno me li ridarà più indietro&#8230;</p>
<p> <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Giornate migliori grazie alla signora Coriandoli</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Mar 2009 11:03:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[La signora Coriandoli, alias il mio postino, mi ha cambiato le mattine di lavoro. Mentre prima &#8211; diciamoci la verità &#8211; alzarmi dal pc per andare ad aprire al portalettere era sempre una piccola e molesta distrazione al lavoro, ora sono felice quando sento lo scampanellio festoso di Coriandoli. Lui sembra uscito da un racconto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La signora Coriandoli, alias il mio postino, mi ha cambiato le mattine di lavoro. Mentre prima &#8211; diciamoci la verità &#8211; alzarmi dal pc per andare ad aprire al portalettere era sempre una piccola e molesta distrazione al lavoro, ora sono felice quando sento lo scampanellio festoso di Coriandoli.</p>
<p>Lui sembra uscito da un racconto di Stefano Benni: c&#8217;ha un accento bello pastoso emiliano e un portamento che si sghignazza solo a incontrarlo per strada. Non parliamo poi di questa sua caratteristica di essere sempre un po&#8217; fuori tempo che rende ogni dialogo ai confini del surreale.<span id="more-1086"></span></p>
<p>Mi piace un casino.</p>
<p>Alla mattina lui suona il campanello.</p>
<p>Io vado a rispondere e lui mi ringrazia amichevolmente, mi augura il buon giorno. A volte, visto che mi sembra che abbia bisogno di dirmi qualcosa nel citofono, gli chiedo se c&#8217;è qualcosa per me, lui &#8211; invece di rispondere direttamente &#8211; mi chiede:</p>
<p>&#8220;ma perché, aspettavi qualcuosa?&#8221; e da questa domanda si innesca un dialogo infinito in cui io tento di portare chiarezza  e lucidità alla discussione e lui mi risponde con altre domande.  </p>
<p>Finisce sempre che ci incartiamo su noi stessi fin quando io non liquido il tutto con un ciao, torno al lavoro senza avere la certezza che non sia arrivata una raccomandata e io gli abbia detto che non mi interessa. Cioè, quando passa di qua la signora Coriandoli con il suo motorino, è come se sbarcassero quattro marziani sotto al Condominio e mi ritrovassi a dover interpretare una realtà che non conosco.</p>
<p>Lui lamenta che nel palazzo nessuno gli apra tranne la sottoscritta. Me lo dice sempre, ogni volta che mi incontra per strada. Vorrebbe una chiave per il portone e io gliela darei pure se non sapessi che questo potrebbe scatenare le ansie di tutto il vicinato e che potrei venire perseguitata dal fantasma della Magda &#8211; che sono certa continua ad aggirarsi per le cantine! &#8211; per il resto dei miei giorni.</p>
<p>Io gli dico di avere fede, tanto dove vuoi che vada, gli dico, e quando alla mattina &#8211; mettiamo per lavoro &#8211;  mi assento, finisce che mi sento sempre un po&#8217; in colpa. </p>
<p>Lui ha scoperto dello spettacolo perché ho messo una locandina anche dalla fornaia e &#8211; raccontato da lei &#8211; per alcuni giorni è entrato dicendo che aveva questo obiettivo di ricordarsi in che portone abitavo perché era certo di conoscermi. Il punto è che lui mi chiama sempre con il cognome del non marito e perciò non faceva bene mente locale.</p>
<p>Ha capito che ero io il giorno stesso dello spettacolo.  Per caso ci siamo incontrati nelle scale e mi ha fatto una gran festa, un tripudio di complimenti e consigli per questa neonata attività di teatrante che io me lo sono portata nel cuore, quella sera, il mio postino.</p>
<p>L&#8217;altro giorno sono andata a Firenze e non ero in casa durante la sua visita abituale. Ci ha tenuto molto a raccontarmi le peripezie per entrare e che è dovuto tornare due volte poi, per finire, come a sancire il rapporto speciale che ci lega mi ha chiesto:</p>
<p>&#8220;Sono poi andate bene le letterine che ti ho lasciato???&#8221;</p>
<p>Come se fossimo a ristorante, lui mi stava chiedendo se avevo gradito il servizio. Avrei voluto rispondergli che si, per lo più andavano bene solo che quella della banca mancava un po&#8217; di sale e la frollina non era stata molto contenta.</p>
<p>Invece ho riso, felice di questo personaggio piovutomi nel quartiere così, per un dono miracoloso del cielo. Lui è uno che se prendi una multa ci rimane male e allora ti assiste nell&#8217;apertura della busta e ti consiglia sui semafori controllati elettronicamente di tutta la città. E&#8217; uno che ti racconta che ha fatto tardi la sera prima o che ha male a un ginocchio perché ha giocato a calcietto. Si vede che ama il suo lavoro la signora Coriandoli perché lo fa con amore e ci tiene a sapere se hai ricevuto tutto o se qualcosa ti è giunto in casa spiegazzato.</p>
<p>Non teme i colpi di sventura e anche quando piove a catinelle e lui arriva nell&#8217;antrone come un pulcino bagnato, ha una parola gentile per tutti e sorride a bocca intera. Solo ieri l&#8217;ho trovato un po&#8217; acciaccato il poveretto.</p>
<p>Ieri la signora Coriandoli ha suonato, sono andata al citofono e ho chiesto &#8220;chi è??&#8221;. Dall&#8217;altra parte ho sentito gracchiare e un silenzio muto di tomba. Ho riformulato la domanda. Non mi sarà mica inciampato nelle scale, ho pensato.</p>
<p>Poi un flebile e rauco suono è uscito dalla cornetta.</p>
<p>Una vocina muta e romagnola che tentava, nell&#8217;ultimo afflato di forza, di farsi sentire.</p>
<p>&#8220;Hai la raucedine!&#8221; ho detto io, per dimostrarmi empatica con lui.</p>
<p>&#8220;Non ho proprio voce, altro che raucedine, sono muto come un pesce&#8230;boia d&#8217;un mondo!!!!&#8221; ha risposto lui.</p>
<p>Si sentiva che era seccato. Niente voce, niente dialoghi surreali con il quartiere.</p>
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		<title>La fuga dei cervelli</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 18:13:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Parliamo del Condominio, va là, che qui di guai ce ne sono troppi ed è meglio concentrarsi un po&#8217; sui piccoli, quelli che possono ancora fare ridere. Allora. Dovete sapere che all&#8217;ultimo piano della torre più alta del mio condominio, da settembre vivono degli studenti. Ogni condominio bolognese che si rispetti, infatti, s&#8217;ha da avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parliamo del Condominio, va là, che qui di guai ce ne sono troppi ed è meglio concentrarsi un po&#8217; sui piccoli, quelli che possono ancora fare ridere.</p>
<p>Allora. Dovete sapere che all&#8217;ultimo piano della torre più alta del mio condominio, da settembre vivono degli studenti.</p>
<p>Ogni condominio bolognese che si rispetti, infatti, s&#8217;ha da avere i suoi bei studenti. I nostri sono proprio di razza se considerate che l&#8217;appartamento è stato acquistato dal padre di una di questi, è stato rivoltato più della mia villaborghese e trasformato in una magione di tutto rispetto, con faretti, colorifici murali e piantine ornamentali. Qualcuno sospetta addirittura che sia stato allestito anche un piccolo giardino zen per gli ospiti, così che dopo l&#8217;ennesima birra possano ritrovare il proprio equilibrio interiore immergendosi nella natura artificiale di sassetti e ninfee.<span id="more-969"></span></p>
<p>Insomma, questi studenti di razza hanno subito destato i sospetti che si confanno a qualsiasi appartamento di studenti. L&#8217;ansiosa li guarda circospetta, pronta a coglierli in fallo e gran parte del condominio vede in loro i portatori sani di confusione e bordello notturno.</p>
<p>Per quanto ci riguarda, io che per molto, molto, molto tempo sono stata la studenta del palazzo, ho cercato di non farmi prendere dal vortice del sospetto e mi sono tentata di rimanere aperta di mente.</p>
<p>Fino a quando.</p>
<p>Fino a quando gli studenti di razza &#8211; che stendono proprio proprio sopra il nostro balcone &#8211; non hanno iniziato a sgocciolare più e più volte i loro maglioni su qualsiasi cosa stesa da noi altri. Maglioni poco strizzati che fanno la doccia al piumino di frollina. Reggiseni che cadono sulle nostre fioriere, briciole da un kilo e mezzo che attentano alla vita dei miei gatti sul cornicione e &#8211; non ultimi &#8211; cotton fioc sporchi (e sottolineo sporchi) che cadono direttamente sui cuscini che panzacasalinga ha messo fuori a prendere aria.</p>
<p>Abbiamo tentato di rimanere sereni di fronte a cotanta disattenzione (lo sappiamo tutti che a vent&#8217;anni siamo dei cazzaroni) fin quando non mi sono resa conto che questi tipetti sono pure un po&#8217; arroganti, pretendono che tu gli fai mille favori ma in cambio ti danno solo il cerume delle loro orecchie e poi &#8211; con un acume unico &#8211; quando fanno i loro festini (per cui provo una certa invidia per la verità!) &#8211; se ne escono sul pianerottolo, usandolo come depandance di casa loro.</p>
<p>Tutto questo nel cuore della notte.</p>
<p>Un giorno quindi mi sono decisa e sono salita a tentar di far presente le ragioni della famigliola panzallaria bebèdotata.</p>
<p>Inizialmente mi sono sentita negare l&#8217;evidenza (la mollica da un kilo e mezzo era appena planata sul nostro terrazzo rischiando un ematoma sul muso del gattoscemo e io avevo alzato gli occhi e mi ero guardata in faccia con una delle giovani matricole) e dire che &#8220;no, giuro, non siamo stati noi!&#8221;, poi quando ho spiegato che non si preoccupassero, che ero anche io una cazzona a 20 anni e bisognava solo mettersi d&#8217;accordo per il rispetto comune, i tre pulcini hanno cominciato a farneticare degli &#8220;scusi signora, la prossima volta che stendiamo veniamo giù ad avvisarla&#8221; che non capivo bene se mi stavano prendendo per il culo o dicevano sul serio.</p>
<p>&#8220;Non importa che venite giù. Basta che guardate verso il basso, se c&#8217;è qualcosa steso e voi avete roba sgocciolante (non gli piace la centrifuga ai tizi!) mettetela dalla parte opposta alla nostra così non ci pestiamo i piedi!&#8221;.</p>
<p>La pulcina più di razza (la figlia der papone tenutario dell&#8217;appartamento) ha però deciso, domenica, alle ore 15.30 mentre noi tutti si ronfava allegramente di venire a suonare il campanello.</p>
<p>Tre volte.</p>
<p>Tre volte ha suonato la piccola.</p>
<p>Tino è andato ad aprire. La dolce topina voleva avvisare che lei stava per stendere e che noi avevamo la tenda della terrazza aperta.</p>
<p>Cioè. Secondo lei dovevamo chiuderla quella tenda.</p>
<p>Tino ci ha messo un po&#8217; a capire a cosa si riferisse. Tende? In terrazzo? Poi si è reso conto che si riferiva proprio al tendone antisole e antipioggia, quello di tela grossa che trovate in moltissimi balconi d&#8217;Italia.</p>
<p>Ecco. Tre volte ha suonato.</p>
<p>Mi sono chiesta se non si trattasse di una sorta di vendetta. Perché se non è così, la cosa suona un po&#8217; preoccupante. Cioé se a 22 anni non ti rendi conto che stai parlando di un tendone che solitamente si apre proprio per evitare sorpresine dagli inquilini del piano di sopra, mi sa che stiamo messi maluccio&#8230;</p>
<p>Insomma, io più la guardo la nuova generazione che abita all&#8217;ultimo piano, più mi viene in mente una cosa:</p>
<p>LA FUGA DEI CERVELLI&#8230;</p>
<p>Solo che nel frattempo la scatola cranica è rimasta attaccata al collo.</p>
<p>Ecco. Il mio discorsetto da vecchia condomina l&#8217;ho fatto. Mi sento molto meglio.</p>
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