Niki Aprile Gatti e Federico Aldrovandi
La storia di Federico Aldravandi e quella di Niki Aprile Gatti. Ieri è stata emessa la sentenza che riguarda Federico. I poliziotti che lo pestarono in quella maledetta notte di settembre del 2005 sono stati condannati in primo grado per “eccesso colposo”. Usarono manganelli, pugni e calci contro un ragazzo inerme. Quei pochi che non conoscono la vicenda, possono leggere come andò dalle vive parole della madre che a gennaio del 2006 aprì un blog dedicato al figlio e alla sua ricerca di verità e giustizia: http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/.
Niki Aprile Gatti. Siamo ben lungi dal fare chiarezza. Ma la mamma, Ornella Gelmini, non si perde d’animo e continua la sua battaglia. Anche lei si è inventata blogger per poter tenere alta l’attenzione su un caso davvero misterioso e dai tanti contorni inquietanti. La storia di Niki la potete leggere qui: http://nikiaprilegatti.blogspot.com/
Ornella sostiene che il figlio non si sia suicidato di sua sponte ma sia stato spinto a togliersi la vita perché era a conoscenza di troppe verità scottanti. Ci sono di mezzo molti soldi.
Di questa storia quello che mi ha colpito di più è stata la chiara volontà di insabbiare tutto.
Per fortuna Ornella, così come Patrizia, ha scelto di affrontare il dolore e combattere, invece di rimanere annichilita a casa a piangere il morto. Read more
Diario da un futuro imminente
Cerco di sedermi. Sono stanca. Ho viaggiato parecchio e mi fanno male le gambe. Non ho più l’età. Me lo dice sempre mia figlia quando mi telefona. Lei studia fuori. Appena possibile l’abbiamo iscritta lontano. Ogni mese appaltiamo un mezzo rene per pagare la retta della sua Università ma lo facciamo volentieri, perché speriamo possa avere un futuro diverso, in un posto diverso. Quando avevamo trent’anni pensavamo che avremmo avuto tempo. Tempo per lottare. Tempo per cambiare le cose. Ora che ne abbiamo cinquanta, ci rendiamo conto che il tempo è passato e le cose, quelle che forse in quegli anni avremmo potuto contrastare, non si possono più fermare.
Che stupida che sono stata, che siamo stati. Nessuno ci aveva abituato a fare gruppo. Siamo nati negli anni settanta, cresciuti nei vuoti ottanta e laureati sulla fine del secolo. Abbiamo visto finire il vecchio mondo e iniziarne uno nuovo, dove la parola sindacato riguardava solo i nostri nonni e la politica si faceva nell’alcova e non in parlamento. Rimbambiti dai pompini di Clinton e dalle “galanterie” del nostro Imperatore ci siamo persi per strada molte cose, prima di tutto la coesione. Ci chiamavano precari e all’inizio se ne parlava. Almeno. Solo che noi zitti. Sempre zitti. Tanto – male che andava al call center – potevamo sempre sperare in un posticino a Cinecittà, nella casa del G. F. Read more
Di grande fratello e buonismo all’italiana
Scopro dai giornali che quest’anno il Grande Fratello è stato vinto da un ragazzo rom, entrato clandestinamente alcuni anni fa in Italia e con un passato costellato di sfighe. Premetto che non ho visto nemmeno una puntata di questo reality e che da molto non usiamo più la televisione per cui sono un po’ fuori dal mondo e quello che so lo imparo dai giornali o dai blog.
Per cui non entrerò nel merito della persona – che non conosco – o del programma (che trovo francamente aberrante e mi ha fatto cadere molto in basso la Marcuzzi che lo presenta e che un tempo mi stava pure abbastanza simpatica). Read more
Di architetti, leggi antisismiche, Italcementi e futuro prossimo e anteriore
Maura è una lettrice di questo blog. Un architetto, per la precisione. Ogni tanto ci scambiamo qualche mail e oggi mi ha scritto alcune riflessioni su quanto avvenuto in Abruzzo e su quello che in Italia viene – e non – fatto per la sicurezza degli stabili e delle abitazioni.
Credo che in questo momento debbano prevalere le riflessioni e non le sterili polemiche che non servono a nulla. Riflessioni che potrebbero essere utili per evitare disastri futuri e per sensibilizzare ognuno di noi. Read more
Come aiutare l’Abruzzo DA oggi
Sono vicina a tutti i lettori (e sono tanti) che mi leggono dal centro Italia e in special modo agli amici abruzzesi: a coloro che ci vivono e anche a coloro che – vivendo altrove – hanno parenti a cui rivolgere il pensiero.
Mi faccio portavoce anche io di un messaggio istituzionale che sta girando sui principali Media e a cui bisogna dare ascolto: nell’ansia di aiutare le popolazioni colpite non lanciamoci in eroismi volontaristici, potrebbero fare peggio che stando fermi.
Per questo sottolineo l’importanza – per tutti coloro che fossero disponibili ad aiutare – di seguire le indicazioni delle organizzazioni e enti preposti. Qualunque atto volontaristico non coordinato potrebbe rischiare di non essere realmente un aiuto ma un impedimento ad una rapida ed efficace organizzazione affinchè si possano limitare al massimo i danni e le vittime.
L’Abruzzo va aiutato DA oggi.
Queste le recenti affermazioni di Berlusconi:
«Le iniziative che si sono avviate per dare aiuto è meglio che non intervengano per il momento. Abbiamo ciò che serve ed è sufficiente. Gli aiuti potranno essere organizzati successivamente, ora potrebbero dare nocumento all’opera che già stiamo portando avanti e che ritengo tempestiva ed adeguata».
Che significa (e per una volta dobbiamo ascoltarlo senza troppe contestazioni) che è tra una settimana che non dovremo dimenticarci dell’ Abruzzo.
Da parte mia, per il momento ho cercato di fare quello che mi riesce meglio.
Ho fatto un giro in Rete e per rendermi utile nel mio piccolino, sintetizzo quello di cui ci potrebbe essere bisogno.
Panz indovina ma non ci voleva molto
Svelerò le mie carte (anche se poi lo avevate capito): è da qualche mese che sto pensando ad un racconto su un blogger che viene ammazzato e sulle reazioni degli altri blogger e così via. Mi ero immaginata anche una bella “Porta a Porta” con Vespa che parla a raglio di cose che non conosce e taccia i blogger di solitudine onanista e pericolosa mente criminale.
Poi hanno ammazzato la studentessa inglese e lei e quelli coinvolti, tutti loro c’avevano dei blog e delle fotine su internet.
E sono cominciate le generalizzazioni.
E il mio racconto si è trasformato in realtà, così che adesso nessuno ci crederà più che lo avevo scritto/pensato prima, nessuno mi farà più diventare famosa come merito, perdincibacco!!!
E poi è arrivato anche Vespa. Ieri sera. Accidenti non l’ho visto. Accidenti la mia ulcera è salva!!!
Ma pare che abbia parlato a raglio di cose che non conosce, tacciando di pericolosa mente criminale noi blogger e di esibizionismo onanista.
Secondo voi sono io che faccio l’indovina di mestiere…oppure???
e per fortuna che come leggete sotto, io mi sono fatta la mia serata da single…
C.v.d. Un’altra occasione mancata per non dire cretinate sui blog
Li stavamo aspettando al varco. Prima Perugia e i blog di assassini e assassinati, poi la strage finlandese con videopresentazione su Youtube.
“Piatto ricco mi ci ficco!” recitava un famoso film dei tempi miei… e io lo avevo pure profetizzato 2 post fa.
Ecco un generalista quanto qualunquista articolo, comparso su Repubblica on line. Dove, come in un minestrone cucinato con gli avanzi che hai in casa, si mischiano luoghi comuni sulla Rete e sulla solitudine della “generazione you tube”. Read more
Social e Nero
Gli eventi di cronaca degli ultimi giorni, collegati al delitto perugino della giovane studentessa inglese, mi hanno portata a farmi alcune domande.
Come chi ha seguito la vicenda sa, dal momento in cui la stampa ha avuto per le mani la vicenda, si è dato subito risalto al fatto che M. avesse uno spazio virtuale su Facebook e che avesse postato alcune foto poco prima di morire. Foto relative alla notte del 31 ottobre. Foto che viste alla luce del delitto, risultano abbastanza inquietanti.
Gli inquirenti hanno concentrato parte delle loro ricerche attorno a queste foto, a quel che lei aveva scritto sul blog e alle frequentazioni dello stesso. Read more












