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	<title>Panzallaria - blog di panza &#187; cronaca</title>
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	<description>personal storytelling</description>
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		<title>Niki Aprile Gatti e Federico Aldrovandi</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 15:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[orribilia]]></category>
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		<description><![CDATA[La storia di Federico Aldravandi e quella di Niki Aprile Gatti. Ieri è stata emessa la sentenza che riguarda Federico. I poliziotti che lo pestarono in quella maledetta notte di settembre del 2005 sono stati condannati in primo grado per &#8220;eccesso colposo&#8221;. Usarono manganelli, pugni e calci contro un ragazzo inerme.  Quei pochi che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1689" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/07/niki.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1689" title="niki" src="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/07/niki-150x150.jpg" alt="Niki Aprile Gatti" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Niki Aprile Gatti</p></div>
<p>La storia di <strong>Federico Aldravandi</strong> e quella di <strong>Niki Aprile Gatti</strong>. Ieri è stata emessa la sentenza che riguarda Federico. I poliziotti che lo pestarono in quella maledetta notte di settembre del 2005 sono stati condannati in primo grado per &#8220;eccesso colposo&#8221;. Usarono manganelli, pugni e calci contro un ragazzo inerme.  Quei pochi che non conoscono la vicenda, <a href="http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/2006/01/02/federico/">possono leggere come andò dalle vive parole della madre</a> che a <strong>gennaio del 2006</strong> aprì un blog dedicato al figlio e alla sua ricerca di verità e giustizia: <a href="http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/">http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/</a>.</p>
<p><strong>Niki Aprile Gatti</strong>. Siamo ben lungi dal fare chiarezza. Ma la mamma, Ornella Gelmini, non si perde d&#8217;animo e continua la sua battaglia. Anche lei si è inventata blogger per poter tenere alta l&#8217;attenzione su un caso davvero misterioso e dai tanti contorni inquietanti. La storia di Niki la potete leggere qui: <a href="http://nikiaprilegatti.blogspot.com/">http://nikiaprilegatti.blogspot.com/</a></p>
<p>Ornella sostiene che il figlio non si sia suicidato di sua sponte ma sia stato spinto a togliersi la vita perché era a conoscenza di troppe verità scottanti. Ci sono di mezzo molti soldi.</p>
<p>Di questa storia quello che mi ha colpito di più è stata la <strong>chiara volontà di insabbiare tutto</strong>.</p>
<p>Per fortuna Ornella, così come Patrizia, ha scelto di affrontare il dolore e combattere, invece di rimanere annichilita a casa a piangere il morto.<span id="more-1688"></span></p>
<div id="attachment_1690" class="wp-caption alignright" style="width: 160px"><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/07/federico_aldrovandi.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1690" title="federico_aldrovandi" src="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/07/federico_aldrovandi-150x150.jpg" alt="Federico Aldrovandi" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Federico Aldrovandi</p></div>
<p>Sono queste alcune delle donne per cui mi sento fiera di essere donna. Se ne parla poco. Di certo meno di quelle che fanno gossip. Ma sono persone come noi che ogni giorno scelgono di sopravvivere alla tragedia per onor del vero e affinché certe cose non debbano più avvenire.</p>
<p>A volte mi chiedo cosa sarebbe stato di queste storie &#8211; che cominciano invece ad avere un certo clamore &#8211; se queste donne non avessero usato anche i loro blog come cassa di risonanza.</p>
<p>Se ne avete voglia, ci sono molte cose da leggere su <strong>Niki</strong> e <strong>Federico</strong> e il quadro diventerà un po&#8217; più complesso dei tanti trafiletti a cui di solito vengono relegati questi fatti di cronaca.</p>
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		<title>Diario da un futuro imminente</title>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 08:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>

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		<description><![CDATA[Cerco di sedermi. Sono stanca. Ho viaggiato parecchio e mi fanno male le gambe. Non ho più l&#8217;età. Me lo dice sempre mia figlia quando mi telefona. Lei studia fuori. Appena possibile l&#8217;abbiamo iscritta lontano. Ogni mese appaltiamo un mezzo rene per pagare la retta della sua Università ma lo facciamo volentieri, perché speriamo possa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cerco di sedermi. Sono stanca. Ho viaggiato parecchio e mi fanno male le gambe. Non ho più l&#8217;età. Me lo dice sempre mia figlia quando mi telefona. Lei studia fuori. Appena possibile l&#8217;abbiamo iscritta lontano. Ogni mese appaltiamo un mezzo rene per pagare la retta della sua Università ma lo facciamo volentieri, perché speriamo possa avere un futuro diverso, in un posto diverso. Quando avevamo trent&#8217;anni pensavamo che avremmo avuto tempo. Tempo per lottare. Tempo per cambiare le cose. Ora che ne abbiamo cinquanta, ci rendiamo conto che il tempo è passato e le cose, quelle che forse in quegli anni avremmo potuto contrastare, non si possono più fermare. </p>
<p>Che stupida che sono stata, che siamo stati. Nessuno ci aveva abituato a fare gruppo. Siamo nati negli anni settanta, cresciuti nei vuoti ottanta e laureati sulla fine del secolo. Abbiamo visto finire il vecchio mondo e iniziarne uno nuovo, dove la parola sindacato riguardava solo i nostri nonni e la politica si faceva nell&#8217;alcova e non in parlamento. Rimbambiti dai pompini di Clinton e dalle &#8220;galanterie&#8221; del nostro Imperatore ci siamo persi per strada molte cose, prima di tutto la coesione. Ci chiamavano precari e all&#8217;inizio se ne parlava. Almeno. Solo che noi zitti. Sempre zitti. Tanto &#8211; male che andava al call center &#8211; potevamo sempre sperare in un posticino a Cinecittà, nella casa del G. F. <span id="more-1479"></span></p>
<p>Un anno un tizio, me lo ricordo bene, si menomò da solo. Credo fosse una gamba. Pur di assomigliare il più possibile a uno dei casi umani che piacevano tanto. Non aveva lavoro ed era senza una gamba. Ricordo che lessi che non entrò comunque nella casa, battuto dal sessuomane sardo che si era innamorato della sua pecora e che andava molto più di moda dei mutilati, in quella stagione. Il tizio della gamba lo trovarono suicida qualche giorno dopo che Naomi Letissia, l&#8217;ennesima presentatrice del programma più amato dalle famiglie, aveva presentato gli ultimi inquilini della casa. I giornali ne scrissero per qualche giorno, ficcando il tutto in prima pagina e poi furono distratti da altri scandali e lasciarono stare. Fabrizio Corona, allora Ministro delle attività produttive, ricordo che urlò allo scandalo: non era possibile che una notizia tanto ghiotta non fosse degnamente approfondita dalla nostra Stampa.</p>
<p>Un giorno ci dissero che nemmeno i precari andavano più di moda e così si smise di parlarne. Non esisteva più il problema. Fabrizio Corona, per questo, non ebbe nulla da ridire.</p>
<p>Oggi sono qua. In questa città che ho amato e odiato insieme. Il puzzo di ferraglia della metropolitana è sempre lo stesso. Da anni. Mi riporta indietro, come una madeleine. Mi riporta a quando ci vivevo a Milano. Mi riporta ai miei amici. Che sono qua. Alcuni.</p>
<p>Avrei voglia di abbracciare Adele ma lei sta facendo un giro intorno al mondo con il suo fidanzato che è un reporter. Hanno adottato un figlio una decina di anni fà e ora vogliono che veda i posti dove è nato.</p>
<p>Io sono sempre più stanca. Mi fanno male le gambe. Salgo sul vagone e vorrei davvero sedermi. Ma tutti i posti sono occupati. Occupatissimi.</p>
<p>Donne incinte in piedi, perché questo non è un vagone per donne incinte, figurarsi per povere vecchie come me&#8230;</p>
<p>Mi avvicino ad un ragazzino che guarda ipnotizzato lo schermo posizionato davanti a lui, dove passano immagini e scritte. Gli chiedo se può gentilmente farmi sedere, anche solo un minuto, al suo posto. Non mi reggo in piedi. Lui mastica una gomma, mi guarda solo per un attimo e poi, proprio mentre sta riposizionando lo sguardo sul video, mi chiede atono la carta d&#8217;identità.</p>
<p>&#8220;Scusami&#8221; gli dico. </p>
<p>&#8220;Pensavo fosse un posto ad accesso libero&#8221; continuo.</p>
<p>&#8220;No. Qui solo milanesi.&#8221; Mi risponde lui.</p>
<p>Non mi guarda già più. Non mi ha mai guardata in realtà. Provo a scherzare, mentre sento un sapore amarissimo in bocca: &#8220;Però conosco la prima strofa di <em>Oh mia bela madunina</em>&#8230;&#8221;.</p>
<p>Nessuno ride. Lui mi mastica in faccia a bocca aperta e guarda il video.</p>
<p>Stanno passando immagini di repertorio. C&#8217;è un Presidente dell&#8217;Interno felice che ricorda della prima volta che dei clandestini furono respinti al paese (non d&#8217;origine) ma da cui erano arrivati con i barconi. E&#8217; soddisfatto. Era felice del suo successo. </p>
<p>I fotogrammi successivi riguardano alcuni uomini nerissimi che raccontano che poi, nel Paese in cui furono respinti, subirono torture per settimane, prima di essere rimpatriati.</p>
<p>Passa una scritta a caratteri cubitali:</p>
<p>CLANDESTINI: ECCO COSA SUCCEDE A CHI ENTRA IN ITALIA SENZA PERMESSO. RIMANETE NEL VOSTRO PAESE!</p>
<p>Mi gira la testa.</p>
<p>Mi manca l&#8217;aria.</p>
<p>Se avessi un posto a sedere.</p>
<p>Forse.</p>
<p>Forse.</p>
<p>Potrei almeno morire comoda.</p>
<h3>Link correlati</h3>
<ul>
<li><a href="http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/immigrati-6/reduci-pinar/reduci-pinar.html?rss">Li avete mandati al massacro &#8211; Repubblica</a></li>
<li><a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio/divorzio-santoro/divorzio-santoro.html">Il caso Lario ad Anno Zero: una farsa</a> - Repubblica</li>
<li><a href="http://magazine.liquida.it/2009/05/08/il-leghista-salvini-posti-in-metro-riservati-ai-milanesi/">Posti in metro per i milanesi &#8211; Liquida Magazine</a></li>
</ul>
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		<title>Di grande fratello e buonismo all&#8217;italiana</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 17:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Scopro dai giornali che quest&#8217;anno il Grande Fratello è stato vinto da un ragazzo rom, entrato clandestinamente alcuni anni fa in Italia e con un passato costellato di sfighe. Premetto che non ho visto nemmeno una puntata di questo reality e che da molto non usiamo più la televisione per cui sono un po&#8217; fuori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scopro dai giornali che quest&#8217;anno il <a href="http://www.mondotvblog.com/2009/04/21/grande-fratello-ferdi-trionfa/">Grande Fratello è stato vinto da un ragazzo rom</a>, entrato clandestinamente alcuni anni fa in Italia e con un passato costellato di sfighe. Premetto che non ho visto nemmeno una puntata di questo reality e che da molto non usiamo più la televisione per cui sono un po&#8217; fuori dal mondo e quello che so lo imparo dai giornali o dai blog.</p>
<p>Per cui non entrerò nel merito della persona &#8211; che non conosco &#8211; o del programma (che trovo francamente aberrante e mi ha fatto cadere molto in basso la Marcuzzi che lo presenta e che un tempo mi stava pure abbastanza simpatica).<span id="more-1438"></span></p>
<p>Quello che mi ha stupito per cui anche qui scrivo del Gf è il fatto che nessuno abbia sottolineato il contrasto con quanto accade nel nostro Paese.</p>
<p>Tutti a sottolineare che si tratta di una bella storia, di un ragazzo dalla &#8220;faccia pulita&#8221; che ha saputo far breccia nel cuore degli italiani e a cui ora attende un futuro migliore.</p>
<p>E tutti vissero felici e contenti.</p>
<p>Perfino <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/aprile/22/Bregovic_gli_stereotipi_vanno_sempre_co_9_090422041.shtml">Bregovic parla di storia a lieto fine</a></p>
<p>A me mi viene un po&#8217; il vomito. Giuro. Forse sono un&#8217;inguaribile polemica sinistroide ma l&#8217;unica cosa che mi viene in mente è il passaggio di una canzoncina (perdonatemi, non mi ricordo ne&#8217; titolo ne&#8217;autore) di qualche anno fa che recitava più o meno così: l&#8217;unica zingara che ci piace è quella che ci fa vincere i soldi alla sera, in televisione. Alludendo a quel programma che andava a fine anni novanta della zingara che girava le piazze e faceva vincere soldi alla gente.</p>
<p>Cioé, fatemi capire.</p>
<p>Fino a ieri l&#8217;altro tutti pronti a bruciare campi nomadi, a urlare al rom stupratore e assassino e a organizzare ronde picchiarumeni e ieri a digitare il numerino di Ferdi per votarlo nella Casa????</p>
<p>Tanto per cambiare noi italiani bravaggente siamo sempre i soliti buonisti. Quelli che devono pensare di far del bene, di esportare sentimenti positivi e che vogliono dire a tutti i costi che siamo noi i fautori del riscatto vitale di un povero rom che ha saputo piegarsi alle logiche italiane, ha saputo &#8220;mettersi in gioco&#8221; partecipando ad un cazzutissimo programma e si merita il nostro plauso e la nostra pena.</p>
<p>No perché se questo ragazzo ha vinto, parliamoci chiaro, è perché abbiamo pena di lui.</p>
<p>O forse pietà</p>
<p>Pietà cattolica.</p>
<p>Quella che mi respinge da ogni forma di simpatia nei confronti della SacraRomanaeApostolica.</p>
<p>A me questa non sembra affatto una storia a lieto fine ma sempre la solita storia, la solita solfa all&#8217;italiana. Voi direte che devo vedere i lati positivi, che devo pensare che grazie alla vittoria di questo ragazzo diventeremo più empatici nei confronti dei suoi connazionali.</p>
<p>Io non sono convinta. Perché della sua nazionalità ci dimenticheremo al prossimo stupro, alla prossima notizia del telegiornale in cui si sottolinea che i colpevoli sono rom. </p>
<p>E lontano dai riflettori</p>
<p>ricomincerà la caccia alle streghe.</p>
<p>Se invece dovessi sbagliarmi e Ferdi dovesse diventare icona positiva in grado di cambiare la percezione diffusa, allora sarò molto contenta di ammetterlo.</p>
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		<title>Di architetti, leggi antisismiche, Italcementi e futuro prossimo e anteriore</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 16:14:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[orribilia]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto_abruzzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Maura è una lettrice di questo blog. Un architetto, per la precisione. Ogni tanto ci scambiamo qualche mail e oggi mi ha scritto alcune riflessioni su quanto avvenuto in Abruzzo e su quello che in Italia viene &#8211; e non &#8211; fatto per la sicurezza degli stabili e delle abitazioni. Credo che in questo momento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Maura</strong> è una lettrice di questo blog. Un <strong>architetto</strong>, per la precisione. Ogni tanto ci scambiamo qualche mail e oggi mi ha scritto alcune riflessioni su quanto avvenuto in <a href="http://www.panzallaria.com/tag/terremoto_abruzzo/">Abruzzo</a> e su quello che in Italia viene &#8211; e non &#8211; fatto per la <strong>sicurezza degli stabili e delle abitazioni</strong>.</p>
<p>Credo che in questo momento <strong>debbano prevalere le riflessioni e non le sterili polemiche</strong> che non servono a nulla. Riflessioni che potrebbero essere utili per evitare disastri futuri e per sensibilizzare ognuno di noi.<span id="more-1389"></span></p>
<p>Così le ho chiesto il permesso &#8211; accordatomi &#8211; di pubblicare quello che mi ha scritto privatamente per condividerlo con tutti voi.</p>
<blockquote><p>Si parla molto dei crolli in Abruzzo da noi. Sappiamo cosa succede quando si progetta e si costruisce.<br />
E si chiedono più leggi, più forcaiole, più giustizia.<br />
Si, anche.</p>
<p>Ma a me senbra che <strong>siamo sempre il paese dei furbett</strong>i. Dove <strong>le leggi antisismiche ci sono</strong> ma se si riesce si fa a meno, dove <strong>se sei un professionista muori in mezzo alla buracrazia</strong> ma la carta poco corrisponde alla realtà, <strong>dove un certificato risolve il problema</strong>.  </p>
<p>Pensa allo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italcementi">scandalo Italcement</a>i..<strong>.il calcestruzzo non era a norma, meno inerti (sassi) che sono quelli che resistono e costano di più</strong>.</p>
<p>Bene, d&#8217;accordo sull&#8217;arresto di quello che ha intascato i soldi.</p>
<p>Ma ci sono <strong>edifici costruiti con quel cemento</strong> e dunque?</p>
<p>Non ho saputo che si sia risalito a quegli edifici, ma più che incarcerare il colpevole (giusto) in primis <strong>bisognava mettere al sicuro chi usa questi locali</strong> che magari va tutto bene ma se la terra scuote un poco magari ci lasci le penne dentro.</p>
<p>E italcementi doveva pagare, magari rifacendosi sui disonesti.</p>
<p>Ma questo è troppo complicato, troppo civile. Allora facciamo fuori (che tanto fra un poco esce) un capro espiatorio per  poi piangere e invocare la calamità naturale se muore qualcuno. </p>
<p>Naturale perchè è naturale rubare&#8230;</p>
<p>E tu professionista quando tiri il conto per gli aumenti dovuti alla normativa antisismica e dici che l&#8217;deguamento costa un tot in più, chi deve pagare cosa fa?</p>
<p><strong>dice che l&#8217;adeguamento non lo vuole</strong>.</p>
<p><strong>Non dovresti neanche proporre di non adeguarsi alle normative, perchè tu sai che se il tetto gli crolla in testa è colpa tua</strong>. </p>
<p>E così magari <strong>gli fai un preventivo il 30% più alto e il tuo committente va da un altro che riesce a far passare tutto</strong>. </p>
<p>Sono le teste da cambiare, non le norme.</p>
<p>Insomma <strong>deve vincere il fare bene non il fare il furbo.</strong></p>
<p><strong>E mi dicono: &#8221; ma guarda chi ci governa&#8230;se non danno il buon esempio loro&#8221; </strong></p></blockquote>
<blockquote><p><strong>Ma sono abbastanza stufa di delegare responsabilità perchè mi fa sentire impotente, se la responsabilità è mia io posso fare qualcosa e qualcosa voglio fare. </strong></p></blockquote>
<p>In Italia le cose vanno bene fin quando non ci scappa il morto: oggi ho sentito un&#8217;intervista di un tg al sindaco dell&#8217;Aquila il quale diceva che &#8220;approfitteranno di questa catastrofe per mettere a norma tutti gli edifici che non lo erano&#8221;. A chi gli chiedeva perché non lo avessero fatto prima ha risposto che non è possibile &#8220;evacuare interi quartieri di una città mentre la vita scorre&#8221;. Io non lo so cosa è possibile o meno, però è chiaro che la consapevolezza di una situazione precaria che avrebbe rischiato il collasso al primo terremoto (così infatti è stato) c&#8217;era.</p>
<p>Oggi preferisco interrogarmi su quello che ognuno di noi può fare per evitare tragedie immani come questa, piuttosto che arrovellarmi su quello che non è stato fatto in passato.</p>
<p>Credo che ognuno di noi, nella vita di tutti i giorni, debba cominciare a esercitare responsabilità verso ciò che usa, costruisce, impiega. Perché solo attraverso il rispetto delle cose e delle persone si può tamponare, al massimo, qualsiasi emergenza.</p>
<p>Come ha bene scritto Maura, bisogna smetterla di basare il nostro senso etico e civile sull&#8217;emergenza. Lavorare in emergenza &#8211; chiunque ne abbia avuta prova in campo professionale, lo sa &#8211; non è mai saggio e il più delle volte ti fa commettere l&#8217;errore di non pensare che esista un futuro che vada oltre al domani.</p>
<p>E ognuno di noi, per se e per i propri figli, dovrebbe volere un futuro che guardi lontano e non un eterno presente in bilico sui cartoni del latte.</p>
<p><strong>Grazie Maura per la tua testimonianza!</strong></p>
<h3><span style="font-weight: normal;">Link correlati (esterni)</span>:</h3>
<ul>
<li><a href="http://www.tine.it/sisma/sisma.htm">Normativa antisisma</a></li>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italcementi">Scandalo Italcementi (fonte Wikipedia)</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>Come aiutare l&#8217;Abruzzo DA oggi</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/04/07/come-aiutare-labruzzo-da-oggi/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 08:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto_abruzzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono vicina a tutti i lettori (e sono tanti) che mi leggono dal centro Italia e in special modo agli amici abruzzesi: a coloro che ci vivono e anche a coloro che &#8211; vivendo altrove &#8211; hanno parenti a cui rivolgere il pensiero. Mi faccio portavoce anche io di un messaggio istituzionale che sta girando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono vicina a tutti i lettori (e sono tanti) che mi leggono dal centro Italia e in special modo agli amici abruzzesi: a coloro che ci vivono e anche a coloro che &#8211; vivendo altrove &#8211; hanno parenti a cui rivolgere il pensiero.</p>
<p>Mi faccio portavoce anche io di un messaggio istituzionale che sta girando sui principali Media e a cui bisogna dare ascolto: nell&#8217;ansia di aiutare le popolazioni colpite non lanciamoci in eroismi volontaristici, potrebbero fare peggio che stando fermi.</p>
<p>Per questo sottolineo l&#8217;importanza &#8211; per tutti coloro che fossero disponibili ad aiutare &#8211; di seguire le indicazioni delle organizzazioni e enti preposti. Qualunque atto volontaristico non coordinato potrebbe rischiare di non essere realmente un aiuto ma un impedimento ad una rapida ed efficace organizzazione affinchè si possano limitare al massimo i danni e le vittime.</p>
<p>L&#8217;Abruzzo va aiutato DA oggi. </p>
<p>Queste le recenti affermazioni di Berlusconi:</p>
<blockquote><p>«Le iniziative che si sono avviate per dare aiuto è meglio che non intervengano per il momento. Abbiamo ciò che serve ed è sufficiente. Gli aiuti potranno essere organizzati successivamente, ora potrebbero dare nocumento all&#8217;opera che già stiamo portando avanti e che ritengo tempestiva ed adeguata». </p></blockquote>
<p>Che significa (e per una volta dobbiamo ascoltarlo senza troppe contestazioni) che è tra una settimana che non dovremo dimenticarci dell&#8217; Abruzzo.</p>
<p>Da parte mia, per il momento ho cercato di fare quello che mi riesce meglio.</p>
<p>Ho fatto un giro in Rete e per rendermi utile nel mio piccolino,  sintetizzo quello di cui ci potrebbe essere bisogno.</p>
<p><span id="more-1376"></span></p>
<p>FONDO SOLIDARIETA&#8217;</p>
<p>La <a href="http://www.caritasitaliana.it/caritasitaliana/s2magazine/index1.jsp?idPagina=4">Caritas</a> ha istituito un Fondo Solidarietà. Una colletta a cui è possibile aderire facendo un versamento:</p>
<p>sul conto corrente postale numero 82881004 (Iban: IT77K0760103200000082881004) intestato a Caritas diocesana di Roma, specificando nella causale &#8216;Terremoto Abruzzo&#8217;, oppure tramite bonifico bancario Iban: IT13R0306905032000009188568. Anche la Caritas Ambrosiana ha lanciato una raccolta fondi: è possibile effettuare un versamento, specificando nella causale &#8220;Terremoto Abruzzo 2009&#8243; sia sul conto corrente postale n. 13576228, sia sul conto corrente bancario IT16 P 0351201602000000000578, entrambi intestati a Caritas Ambrosiana Onlus.</p>
<p><strong>CROCE ROSSA</strong> - Per effettuare donazioni alla Cri si posso utilizzare i seguenti sistemi: Conto Corrente Bancario C/C bancario n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria &#8211; Via San Nicola da Tolentino 67 &#8211; Roma intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 &#8211; 00187 Roma. Coordinate bancarie (codice Iban) relative sono: IT66 &#8211; C010 0503 3820 0000 0218020. Causale &#8220;pro terremoto Abruzzo&#8221;. Conto Corrente Postale n. 300004 intestato a: «Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 &#8211; 00187 Roma c/c postale n° 300004 Codice Iban: IT24 &#8211; X076 0103 2000 0000 0300 004 Causale: Causale Pro Terremoto Abruzzo. È anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web della Cri all&#8217;indirizzo:<a rel="nofollow" href="http://www.cri.it/donazioni.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">http://www.cri.it/donazioni.html </span></a></p>
<p><a href="http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_06/numeri_utili_terremoto_protezione_civile_caritas_4f51904e-22b5-11de-9ce1-00144f02aabc.shtml">(fonte La Stampa online)</a></p>
<p> </p>
<p>sul sito della <a href="http://www.cri.it/">Croce Rossa</a>  trovate anche tutti i numeri per chiedere informazioni dirette che copio anche qui:</p>
<blockquote><p><strong>per informazioni: </strong></p>
<p><strong>Sala Operativa Nazionale di Legnano:</strong><br />
Tel: +39.0331.92.611</p>
<p><strong>Sala Operativa Regionale C.R.I </strong><br />
Tel: +39.066533623</p>
<p><strong>Operativo H24 Magazzino Centrale CRI</strong><br />
Via B.Ramazzini, 37 &#8211; 00151 Roma<br />
Tel: +39. 06.65741170<br />
Fax: +39. 06.65741215</p>
<p><strong>Croce Rossa Italiana &#8211; Donazioni Sangue </strong><br />
+39. 06.4759422<br />
+39. 335.57.62.928<br />
e-mail: <a href="mailto:sn.ds@cri.it">sn.ds@cri.it</a></p>
<p><strong>Ufficio Soccorsi e Sviluppo &#8211; Servizio IV Relazioni Internazionali</strong>:<br />
Tel: +39.06.4759 399<br />
Fax: +39.06.47.59.223<br />
mob. +39.366.664.97.07<br />
email: <a href="mailto:vittoria.peri@cri.it">vittoria.peri@cri.it</a></p>
<p><strong>Ufficio Stampa e Comunicazione C.R.I.: </strong><br />
Tel: +39.06.47.59.209 <br />
Tel: +39.06.47.59.283 <br />
Fax: +39.06.47.59.358<br />
e-mail: <a href="mailto:ufficio.stampa@cri.it">ufficio.stampa@cri.it</a></p></blockquote>
<p> </p>
<p><strong>POSTI LETTO</strong></p>
<p>Sul sito dell&#8217;<a href="http://www.udu.it/">Unione Universitari Italiani</a> è possibile scaricare il modulo di adesione per chi vive in zone limitrofe all&#8217;Abruzzo e può fornire posti letto e ospitalità agli sfollati.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.udu.it/images/disponibilita.doc">Modulo</a></li>
</ul>
<p>Su <a href="http://www.facebook.com">Facebook</a> sta girando questo messaggio attraverso il copia incolla sui profili degli utenti:</p>
<blockquote><p><span class="UIIntentionalStory_Names"> </span>L&#8217;emergenza sangue è terminata. Ora hanno bisogno di posti letto. Chiunque avesse una struttura alberghiera o similare in Abruzzo (costa, collina) chiami lo 085 43 08 309. </p></blockquote>
<p><strong>CONSULENZA PEDIATRICA</strong></p>
<p><a href="http://quimamme.leiweb.it/mamma/news/articoli-2009/quimamme-l-abruzzo-20155621712.shtml">Quimamme</a> ha attivato un servizio gratuito di consulenza pediatrica:</p>
<blockquote><p><span>SOLO PER L’EMERGENZA ABRUZZO</span> <br />
Mettiamo a disposizione di quanti abbiano bisogno un numero verde gratuito. <br />
Chiamate l’<span>800863018</span>. Il pediatra Roberto Albani di Roma, consulente scientifico di Io e il mio bambino, risponderà alle mamme che desiderino un consiglio per i loro bambini <span>tutti i giorni dalle 10 alle 12</span>.</p></blockquote>
<p><strong>SOTTOSCRIZIONI</strong></p>
<p>Anche <strong>il gruppo Espress</strong>o parte con una sottoscrizione a cui è possibile contribuire: </p>
<p><a href="http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/il-centro-lancia-una-sottoscrizione-per-aiutare-i-terremotati/1614669?edizione=EdRegionale">http://ilcentro.gelocal.it/dettaglio/il-centro-lancia-una-sottoscrizione-per-aiutare-i-terremotati/1614669?edizione=EdRegionale</a></p>
<p> </p>
<blockquote><p> </p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Panz indovina ma non ci voleva molto</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2007/11/13/panz-indovina-ma-non-ci-voleva-molto/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 11:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[orribilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Svelerò le mie carte (anche se poi lo avevate capito): è da qualche mese che sto pensando ad un racconto su un blogger che viene ammazzato e sulle reazioni degli altri blogger e così via. Mi ero immaginata anche una bella &#8220;Porta a Porta&#8221; con Vespa che parla a raglio di cose che non conosce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Svelerò le mie carte (anche se poi lo avevate capito): è da qualche mese che sto pensando ad un racconto su un blogger che viene ammazzato e sulle reazioni degli altri blogger e così via. Mi ero immaginata anche una bella &#8220;Porta a Porta&#8221; con Vespa che parla a raglio di cose che non conosce e taccia i blogger di solitudine onanista e pericolosa mente criminale.</p>
<p>Poi hanno ammazzato la studentessa inglese e lei e quelli coinvolti, tutti loro c&#8217;avevano dei blog e delle fotine su internet.</p>
<p>E sono cominciate le generalizzazioni.</p>
<p>E il mio racconto si è trasformato in realtà, così che adesso nessuno ci crederà più che lo avevo scritto/pensato prima, nessuno mi farà più diventare famosa come merito, perdincibacco!!!</p>
<p>E poi è arrivato anche Vespa. Ieri sera. Accidenti non l&#8217;ho visto. Accidenti la mia ulcera è salva!!!</p>
<p>Ma pare che abbia parlato a raglio di cose che non conosce, tacciando di pericolosa mente criminale noi blogger e di esibizionismo onanista.</p>
<p>Secondo voi sono io che faccio l&#8217;indovina di mestiere&#8230;oppure???</p>
<p>e per fortuna che come leggete sotto, io mi sono fatta la mia serata da single&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>C.v.d. Un&#8217;altra occasione mancata per non dire cretinate sui blog</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2007 15:05:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Li stavamo aspettando al varco. Prima Perugia e i blog di assassini e assassinati, poi la strage finlandese con videopresentazione su Youtube. &#8220;Piatto ricco mi ci ficco!&#8221; recitava un famoso film dei tempi miei&#8230; e io lo avevo pure profetizzato 2 post fa. Ecco un generalista quanto qualunquista articolo, comparso su Repubblica on line. Dove, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Li stavamo aspettando al varco. Prima Perugia e i blog di assassini e assassinati, poi la strage finlandese con videopresentazione su Youtube.</p>
<p>&#8220;Piatto ricco mi ci ficco!&#8221; recitava un famoso film dei tempi miei&#8230; <a href="http://www.panzallaria.com/2007/11/07/social-e-nero/">e io lo avevo pure profetizzato 2 post fa.</a></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/perugia-uccisa2/generazione-youtube/generazione-youtube.html">Ecco un generalista quanto qualunquista articolo</a>, comparso su Repubblica on line. Dove, come in un minestrone cucinato con gli avanzi che hai in casa, si mischiano luoghi comuni sulla Rete e sulla solitudine della &#8220;generazione you tube&#8221;.<span id="more-336"></span></p>
<p>Cito alcune perle:</p>
<p>&#8221; <em>Quali sono le ragioni che spingono un numero crescente di persone, sempre più giovani, verso questo altrove? La risposta, probabilmente, si chiama &#8220;SEM&#8221;, acronimo che comprende <strong>Solitudine, Esibizionismo, Mercato</strong>. Tutte e tre le componenti esistono da tempo, ma nell&#8217;universo parallelo si coalizzano. <strong>Prendiamo il blog. In fondo è la versione contemporanea del diario. Il diario è, inevitabilmente, solitudine.</strong> Lo si scrive in prima persona, in una stanza chiusa, soli contro il mondo, confessando, analizzando, per abitudine adolescenziale, suggerimento del terapista, ossessione di documentare, almeno a se stessi.</em></p>
<p><em>Nella sua espressione primitiva il diario era segreto: un quaderno con il lucchetto, riposto in un cassetto chiuso a chiave, in una stanza nella quale era proibito l&#8217;ingresso. Violarne l&#8217;intimità era considerato peccato mortale, del genitore o del partner. Nella solitudine odierna si compilano blog. L&#8217;esibizionismo spinge a metterli in rete, a disposizione di chiunque. Tutti possono sapere non soltanto le opinioni politiche di Tizio. com, ma anche le peripezie sentimentali e sessuali di Caia. org. Se, in una qualsiasi sala chiedete di alzare la mano a chi è stato almeno una volta ripreso dalla televisione vedrete metà delle persone sollevarla. Le altre tengono un blog. <strong>È la rivincita degli esclusi. Di più: è la speranza di accedere al mercato.</strong> Gli editori solcano la rete in cerca di blog da trasformare in libri. I casi non mancano. E non si limitano al giovane che mandava dispacci da Bagdad in guerra, comprendono anche la ragazzina che racconta le sue esperienza sadomaso. Da sola che era, attraverso l&#8217;esibizionismo è arrivata al mercato.&#8221;</em></p>
<p>Al dottor Gabriele Romagnoli vorrei rispondere che il blog non è SEMPRE solitudine e che anzi può essere un modo per condividere esperienze, pareri, argomenti di interesse o semplicemente per raccontare degli aneddoti.</p>
<p>Raffaele Sollecito &#8211; il presunto assassino di Perugia &#8211; teneva un blog perché era andato in Erasmus e stava vivendo un&#8217;esperienza particolare. Lo fanno in tanti. Non conosco altri che abbiano sgozzato una coetanea.</p>
<p>Succede. Non credo ne&#8217; che il blog rappresentasse lo specchio di una sua presunta solitudine interiore, ne&#8217; che sia sintomo di problemi a socializzare.</p>
<p>Come scrive <a href="http://www.sergiomaistrello.it/">S. Maistrello</a> nel bellissimo <em>La parte abitata della Rete</em>,  viviamo in un mondo in cui non siamo più abituati alla condivisione e ci spaventa. Il blog abbatte le barriere dell&#8217;individualismo e ci costringe, nell&#8217;interazione con altri blog, con i propri lettori, a condividere, a mettere in campo pareri e a motivarli.</p>
<p>E spesso i blogger hanno vite piene, complicate, ricche di esperienze e hanno scelto di metterle in campo, ognuno nel suo modo, con il proprio registro, con i propri angoli raccontati e non, con la propria sceneggiatura.</p>
<p>Si tratta forse, veramente, di esibizionismo, ma almeno è costruttivo, nella maggior parte dei casi, su se stessi e su un piccolo giro di lettori, compartecipi. Io ho imparato molte cose leggendo i vostri blog. Ho sperimentato metodi nuovi per la frollina, per farla dormire o mangiare e mi sono molto rassicurata perché non ero sola, nell&#8217;esperienza di madre. Ecco, per me il blog è stato proprio tutto il contrario della solitudine.</p>
<p>Di concerto, ho potuto comunicare velocemente e con un mio stile che mi piace esercitare, a tutti coloro che seguono le peripezie di mia figlia, gli amici, i parenti lontani, coloro che mi hanno nel cuore.</p>
<p>E poi altre persone, nuove, mi sono entrate nel cuore, grazie al blog. Altri blogger. Ma tra loro non ci sono persone sole che curano la loro solitudine con questo mezzo, ne&#8217; esibizionisti &#8211; nel senso più diffuso del termine.</p>
<p>Ci sono delle storie. Storie che altrimenti, tutte insieme, non avrei potuto conoscere e da cui non avrei potuto imparare quello che ho imparato.</p>
<p>E&#8217; vero, tra queste storie ci sono anche dei pazzi scatenati, oppure dei cinici pezzi di mmerda che fanno stragi o per divertirsi disprezzano la vita altrui, ma questo accade in qualsiasi società.</p>
<p>Per finire, voglio dire la mia su un punto dell&#8217;articolo, che mi ha particolarmente innervosito.</p>
<p>Quand&#8217;è che i giornalisti la smetteranno di usare come il prezzemolo &#8216;sta storia dei blogger che aprono il blog nella speranza di essere scoperti da editori per scriverci su un libro? E poi, francamente, questo uso della parola &#8220;esclusi&#8221; mi repelle.</p>
<p>Perché</p>
<p>a) forse Gabriele Romagnoli non sa che il blog &#8211; per sua natura &#8211; è un mezzo che raramente può raccontare bufale. Se tu scrivi bene, lo fai anche se un blog non ce l&#8217;hai, se non è così, stai pure sicuro che la cosa esce ed esce prepontemente.  Quindi fare &#8220;mercato&#8221; come lui dice, con un blog, non è da furberrimi, se non ne hai le possibilità.</p>
<p>b) questa logica del mercato, del marketing in senso classico, del metto in rete così guadagno, non funziona dai tempi della bolla di Internet, che io non avevo ancora scollinato i 27 anni.</p>
<p>c) non facciamo di tutta l&#8217;erba un fascio, che a banalizzare siamo tutti capaci. Forse alla casalinga di PoggioRusco le fa pure comodo, che la parola blog le fa venire in mente solo le pantegane del Po, ma se il ruolo sociale dell&#8217;informazione deve essere anche quello di approfondire e di fare conoscere le cose, rimanere su un livello di superficie, alla lunga non fa bene a nessuno.</p>
<p>d) mi pare che i veri esclusi siano coloro che &#8211; in maniera del tutto snobistica &#8211; si sono accorti tardi del grande potere che hanno i blog sull&#8217;opinione pubblica, giornali e giornalisti inclusi. Fior fiore di politici hanno iniziato una buffa e scordinata corsa al blog, inseguendo il caso Grillo, una lotta all&#8217;inclusione in un mondo sempre più vasto e determinante sulle opinioni della gente, dei votanti, dei cittadini.</p>
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		<title>Social e Nero</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Nov 2007 10:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli eventi di cronaca degli ultimi giorni, collegati al delitto perugino della giovane studentessa inglese, mi hanno portata a farmi alcune domande. Come chi ha seguito la vicenda sa, dal momento in cui la stampa ha avuto per le mani la vicenda, si è dato subito risalto al fatto che M. avesse uno spazio virtuale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli eventi di cronaca degli ultimi giorni, collegati al <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/cronaca/perugia-uccisa/in-questura/in-questura.html">delitto perugino della giovane studentessa</a> inglese, mi hanno portata a farmi alcune domande.</p>
<p>Come chi ha seguito la vicenda sa, dal momento in cui la stampa ha avuto per le mani la vicenda, si è dato subito risalto al fatto che M. avesse uno spazio virtuale su <a href="http://www.facebook.com/">Facebook</a> e che avesse postato alcune foto poco prima di morire. <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/cronaca/meredith-facebook/1.html">Foto relative alla notte del 31 ottobre</a>. Foto che viste alla luce del delitto, risultano abbastanza inquietanti.</p>
<p>Gli inquirenti hanno concentrato parte delle loro ricerche attorno a queste foto, a quel che lei aveva scritto sul blog e alle frequentazioni dello stesso.<span id="more-332"></span></p>
<p>Poi la coinquilina porcellina &#8211; che pare abbia preso parte, almeno come testimone e come occultatrice di prove &#8211; al delitto, è caduta in contraddizioni che hanno fatto procedere al fermo suo e degli altri due, tra cui il fidanzatino.</p>
<p>Il fidanzato barese &#8211; che oltretutto a vederlo nelle foto sembra un gran pezzo di gnocco, scusate il femmineo cinismo &#8211; anche lui <a href="http://raffasollecito.spaces.live.com/">c&#8217;ha un blog</a>.</p>
<p>Subito bersagliato di insulti, spesso razzisti e qualunquisti.</p>
<p>E allora, in tutta questa vicenda io mi sono chiesta: ma cosa succederebbe nella blogosfera se al centro di un giallo si trovasse un blogger?</p>
<p>Metti caso che succede che uccidono uno di quelli che posta tutti i giorni, un blogger serio, con tanto di account su twitter e fotine su Flikr e video su Youtube&#8230;</p>
<p>E non dico mica uno che fa pochi accessi eh? Ma una vera e propria <strong>blogstar</strong>, di quelle che si fanno i pipponi in bagno alla sera, a pensare alle classifiche di <a href="http://technorati.com/">Technorati </a></p>
<p>Cosa succederebbe se un giorno questo blogger sparisse dalla circolazione e si dovesse indagare sulla sua dipartita?</p>
<p>Cosa ne sarebbe dei suoi lettori? E i media? come reagirebbero i media? Vespa di certo allestirebbe lo studiolo per ospitare blogger del calibro di Mastella o Casini e parlerebbe ore, lisciandosi i nei sulla faccia, del ruolo di Internet nella vita moderna, di come i rapporti si impoveriscono a passare il proprio tempo sulla tastiera e di quanto la blogosfera sia un mondo a parte, fatto di secchioni asociali al computer.</p>
<p>E si sa, i secchioni asociali ordiscono losche trame a scapito di chi ha più successo di loro.</p>
<p>Fuori dalla blogosfera si direbbero cose. Spesso banali e stupidelle.</p>
<p>Ma dentro? dentro cosa accaddrebbe? Il blog in questione diventerebbe presto archeologia, sarebbe dimenticato come tutti i bit che ogni giorno macinano altri bit o verrebbe eretto a feticcio informatico??</p>
<p>La blogstar morticina di certo sghignazzerebbe nella sua tombarola di umida terra, pensando alla quantità di accessi che ha fatto in poche ore. Lo stesso Grillo sarebbe catafiondato fuori dai nodi della rete per lasciare il posto a questa nuova icona mortarola.</p>
<p>Foto, post, parvenze terrene preziose, indizi, contraddizioni, commenti equivoci: tutto sarebbe oggetto di studio, di analisi, di indagine, anche solo di commento.</p>
<p>Vespa &#8211; dopo aver esaurito i Mastella e Casini &#8211; inviterebbe le Selvaggie Lucarelli, le Pulsatille e i vari blogstars nostrani, quelli che contano, quelli il cui parere pesa un bel po&#8217;.</p>
<p>E poi? poi come andrebbe a finire?</p>
<p>e se l&#8217;assassino, veramente fosse un blogger?</p>
<p>Ci avviamo verso un&#8217;era di <strong>social cronaca nera</strong>, dove vita e morte, realtà e virtuale e vita vissuta e raccontata troveranno un punto unico di arrivo???</p>
]]></content:encoded>
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