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	<title>Panzallaria - blog di panza &#187; decreto gelmini</title>
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		<title>Studenti &#8220;diversamente abili&#8221;?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 11:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
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		<description><![CDATA[Con piacere copio e pubblico una lettera al Ministro Gelmini sulla definizione &#8220;diversamente abili&#8221;. Un mio amico che è cieco un giorno mi disse: &#8220;io sono cieco, odio quando si riferiscono a me con dei giri di parole che mi fanno sentire ancora più inadeguato!&#8221;. Il senso della missiva, molto più pertinente del piccolo aneddoto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con piacere copio e pubblico una lettera al Ministro Gelmini sulla definizione &#8220;diversamente abili&#8221;. Un mio amico che è cieco un giorno mi disse: &#8220;io sono cieco, odio quando si riferiscono a me con dei giri di parole che mi fanno sentire ancora più inadeguato!&#8221;. Il senso della missiva, molto più pertinente del piccolo aneddoto da me citato, è comunque questo.</p>
<p>Grazie <strong>Enza</strong> per la segnalazione!<span id="more-926"></span></p>
<p><strong>Alla cortese attenzione dell&#8217;onorevole Mariastella Gelmini e p.c. Presidente CNUDD Prof. Paolo Valerio</strong></p>
<p><strong>Oggetto</strong>: osservazioni sull&#8217;<strong>espressione &#8220;studenti diversamente abili&#8221;</strong> utilizzata nel decreto per i criteri ripartizione stanziamento per interventi studenti diversamente abili anno 2008</p>
<p>Illustrissimo Sig. Ministro,</p>
<p>sono un operatore che lavora da anni nel campo della disabilità e in particolare nei <strong>Servizi universitari di supporto agli studenti universitari con disabilità</strong>.</p>
<p>Le scrivo sollecitato dalla lettura del <strong> Decreto Ministeriale 28 agosto 2008 prot. n. 159/2008</strong>, da Lei firmato, in cui campeggia l&#8217;espressione &#8220;studenti diversamente abili&#8221;, sulla quale vorrei proporLe alcune brevi considerazioni.</p>
<p>Mi permetta di partire da una frase illuminante di <strong>Giuseppe Pontiggia</strong> apposta come dedica a un suo bel libro: «A tutte le persone disabili che lottano, non per diventare uguali agli altri, ma se stessi». Tale dedica ci interpella tutti, nessuno escluso.</p>
<p>In  nessun ambito della vita le parole sono chiacchiere, tantomeno nell&#8217;ambito del sistema formativo formale (quello di Sua competenza come Ministro): nella correzione dei temi contano perfino gli accenti e gli apostrofi,  si immagini quindi il peso specifico delle parole! La mia non vuole essere una mera disputa lessicografica o semantica, nell&#8217;uso di certi termini sono in ballo questioni più profonde, che concernono il rispetto vero delle persone, delle loro storie di vita e della loro condizione esistenziale.</p>
<p>L&#8217;espressione &#8220;studenti diversamente abili&#8221; è sempre più diffusa nel mondo dell&#8217;informazione e della politica, ma moltissimi fra i più competenti, preparati e appassionati operatori italiani nell&#8217;area delle disabilità hanno eccepito vigorosamente su di essa. Le riporto alcuni esempi: la teologa Adriana Zarri scrive che <strong>questa «ridicola e ipocrita definizione rappresenta il colmo dell&#8217;imbarbarimento e, in fondo, dimostra una mancata accettazione di uno stato di difficoltà»</strong>; Andrea Pancaldi parla di <strong>termine «carico di ambiguità»</strong>; il giornalista Franco Bomprezzi denuncia una <strong>«deriva linguistica che, nell&#8217;enfatizzare le capacità di alcuni, ignora le persone con maggiori difficoltà»</strong>. Carlo Giacobini, poi, descrive il &#8220;neologismo&#8221; con acuta ironia come «un <strong>ansiolitico linguistico</strong>, utile al massimo a mettere in pace la coscienza di coloro che non si sono mai fatti carico sino in fondo di questi problemi».</p>
<p>Personalmente ritengo che si tratti di un <strong>tentativo maldestro di &#8220;sdoganare&#8221; le disabilità</strong>, rimuovendo (o se si preferisce camuffando) le difficoltà reali che assillano giorno per giorno gli studenti universitari con disabilità. I<strong>nvece di lottare per affermare nella prassi quotidiana il diritto all&#8217;uguaglianza di opportunità</strong>, si inseguono goffamente <strong>modelli efficientisti ed estetici</strong>. Qualcuno potrebbe obiettare che l&#8217;espressione <strong>mira a valorizzare le abilità residue </strong>(quando ci sono), il che è sicuramente doveroso ma <strong>ha come indispensabile presupposto il riconoscimento leale e oggettivo delle limitazioni </strong>delle attività, non la loro rimozione attraverso operazioni di ‘cosmesi comunicativa&#8217;.</p>
<p>L&#8217;inserimento e l&#8217;inclusione sono possibili, da una parte, mediante provvedimenti amministrativi che favoriscano i progetti di vita indipendente di ciascuno (e quindi mettendo in campo investimenti); dall&#8217;altra, attraverso processi culturali di accettazione lunghi e complessi, che non solo non passano attraverso la proposta di nuove e ambigue definizioni ma possono addirittura essere da esse ostacolati.<br />
Gli studenti universitari con disabilità hanno bisogno di servizi, e non di questi biglietti da visita ingenui, e anche fuorvianti.</p>
<p>Infine, vale la pena ricordare che il termine diversamente abile non ha nessun rigore scientifico, né alcuna valenza sul piano legislativo ed è intraducibile in altre lingue. L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, che il 22/5/2001 ha approvato la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, suggerisce di usare il termine &#8220;persone disabili&#8221; o &#8220;persone con disabilità&#8221;.Mi auguro, Sig. Ministro, che non voglia liquidare questa mia lettera come un semplice esercizio di pedanteria e puntigliosità semantica, ma intenderla come un piccolo contributo sulla strada da percorrere per la piena promozione dei diritti di cittadinanza delle persone con disabilità e per la creazione delle condizioni perché possano essere se stesse e non quello che noi vogliamo che siano.</p>
<p>E allora, mi creda Sig. Ministro, tutti noi saremo più autenticamente noi stessi.</p>
<p>Napoli 19/01/2009<br />
Carmine Rizzo</p>
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		<title>Il Mostro unico</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 13:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
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		<category><![CDATA[lettere aperte]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[scritto da Stefano Benni, letto sul Manifesto e qui copiato: Il mostro unico Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini. Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana. Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scritto da <strong>Stefano Benni</strong>, letto sul Manifesto e qui copiato:</p>
<h3><span class="size8"><span class="grassetto">Il mostro unico</span></span></h3>
<p><span class="size8"> Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.<br />
Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.<br />
Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.<br />
E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.</span><span id="more-727"></span></p>
<p><span class="size8"><br />
Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico.<br />
Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.</p>
<p>Secondo il DMU (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all’immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell’ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.</p>
<p>Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.</p>
<p>Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.</p>
<p>Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio.</p>
<p>Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.</p>
<p>Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay.<br />
Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.</p>
<p>Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me.<br />
Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica.</span></p>
<p><a href="http://www.stefanobenni.it/">http://www.stefanobenni.it/</a></p>
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		<title>Contro il decreto Gelmini</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 08:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[decreto gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Manifestazioni in tutte le piazze d&#8217;Italia Il decreto Gelmini va avanti e mercoledì verrà convertito in Legge. Lanciamo insieme da tutte le piazze d&#8217;Italia un messaggio luminoso. MARTEDì 28 OTTOBRE DALLE 18.30 ILLUMINIAMO PIAZZA MAGGIORE perché il buio non oscuri definitivamente la nostra Scuola pubblica. Scriviamo &#8220;FERMATEVI&#8221; con torce, pile, candele, lumini al centro della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Manifestazioni in tutte le piazze d&#8217;Italia</h2>
<p>Il decreto Gelmini va avanti e mercoledì verrà convertito in Legge.</p>
<p>Lanciamo insieme <strong>da tutte le piazze d&#8217;Italia</strong> un messaggio luminoso.</p>
<p style="text-align: center;">MARTEDì 28 OTTOBRE DALLE 18.30</p>
<p style="text-align: center;">ILLUMINIAMO PIAZZA MAGGIORE</p>
<p style="text-align: left;">perché il buio non oscuri definitivamente la nostra Scuola pubblica.</p>
<p style="text-align: left;">Scriviamo &#8220;FERMATEVI&#8221; con torce, pile, candele, lumini al centro della piazza</p>
<p style="text-align: left;">Genitori, bambini, insegnanti, studenti, cittadini</p>
<p style="text-align: center;">TUTTI INSIEME VEGLIAMO</p>
<p style="text-align: left;">La strada è lunga, percorriamola insieme.</p>
<p style="text-align: left;">(Assemblea genitori-insegnanti delle scuole di Bologna e provincia)</p>
<p style="text-align: left;"><em>Facciamolo tutti, non solo chi è colpito in prima persona OGGI. Domani andranno a scuola i vostri figli, i figli dei vostri amici, i vostri vicini di casa. Facciamo in modo che in Italia si possa diventare cittadini del mondo in maniera adeguata: una buona cultura permette di scegliere. Una buona cultura permette di avere dubbi e i dubbi sono il cemento dell&#8217;anima e della riflessione: l&#8217;Ignoranza distrugge chi la coltiva ma anche chi la subisce e abbassa il livello di vita di tutti. </em></p>
<p style="text-align: left;"><em>Io e la Frolli ci saremo</em></p>
<p style="text-align: left;"><em>(Panz)</em></p>
<p style="text-align: left;">FATE GIRARE E SE POTETE INFORMATE SULLE MANIFESTAZIONI NELLA VOSTRA CITTA&#8217;: USIAMO LA BLOGOSFERA COME SI DEVE!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Post scriptum sulla scuola &#8211; dubbi amletici</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2008/10/21/post-scriptum-sulla-scuola-dubbi-amletici/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Oct 2008 12:25:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[decreto gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[invettive]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi chiedevo un&#8217;altra cosa Maria Stella e compagnia bella: ma se fanno le classi ponte (è da quella storia di Messina che c&#8217;avete una fissa voi del Berlusca per i ponti!), il figlio dell&#8217;industrialotto di Vittorio Veneto o Treviso che vota Lega e parla solo in dialetto veneto stretto dove lo mettiamo??? No perché non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi chiedevo un&#8217;altra cosa Maria Stella e compagnia bella:</p>
<p>ma se fanno le <strong>classi ponte</strong> (è da quella storia di Messina che c&#8217;avete una fissa voi del Berlusca per i ponti!), il figlio dell&#8217;industrialotto di Vittorio Veneto o Treviso che vota Lega e parla solo in dialetto veneto stretto dove lo mettiamo???</p>
<p>No perché non so a voi ma a me è capitato &#8211; nella civilissima Padova &#8211; di non riuscire a comprare lo sfilatino perchè il fornaio si RIFIUTAVA di parlarmi nella Nostra lingua comune e cioé l&#8217;italiano.</p>
<p>Me lo dice lei, cara Maria Stella, se fanno le classi ponte come ci comportiamo con questi elettori e i loro figli, tanto cari a Pontida e alla secessione e così attenti alla cultura locale da non sapere condividere quella nazionale?</p>
<p>Il test di italianità su quali basi avverrà??? colore degli occhi e della pelle e dei capelli&#8230;</p>
<p>Per quello, cari miei, siete in ritardo sulla storia di almeno 50 anni. Lo hanno già fatto e sappiamo tutti come è andata.</p>
<p>Razzisti!</p>
<p><em>Non ce l&#8217;ho con la splendida Vittorio Veneto ne&#8217; con la sua gente, ho fatto solo un esempio riconoscibile ai più dato che i dialettofoni in Veneto sono una grande maggioranza.</em></p>
]]></content:encoded>
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