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	<title>Panzallaria - blog di panza &#187; figli e asilo</title>
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	<description>Precaria dentro ma anche fuori</description>
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		<title>La creatività dei bambini e dei grandi</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 06:59:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[figli e asilo]]></category>
		<category><![CDATA[figli e giochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflettevo sulla creatività. Sul fatto che i bambini nascono creativi un bel po&#8217; ma che poi,  col tempo, alla maggioranza di noi la creatività si addormenta a favore della razionalità, impegni, lavoro, doveri e tutte quelle che cose che &#8211; dicono &#8211; ci rendono persone adulte.
Riflettevo sul fatto che molti, a domande al riguardo, rispondono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/06/creativ.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3133" title="art school" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/06/creativ-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Riflettevo sulla creatività. Sul fatto che i bambini nascono creativi un bel po&#8217; ma che poi,  col tempo, alla maggioranza di noi la creatività si addormenta a favore della razionalità, impegni, lavoro, doveri e tutte quelle che cose che &#8211; dicono &#8211; ci rendono persone adulte.</p>
<p>Riflettevo sul fatto che molti, a domande al riguardo, rispondono &#8220;No, guarda, io non sono per niente creativo!&#8221; come se questa qualità fosse una dote distribuita solo ad alcuni.</p>
<p>Io non sono convinta.  Penso che tutti abbiamo la nostra piantina di creatività solo che poi la lasciamo seccare perché questo non è un mondo (o almeno non un paese) che la favorisca.<br />
Perché culturalmente non siamo abituati a ritenerla un valore aggiunto, a meno che non si palesi in noi un Picasso che possa uscire cotto e finito in età pre-adolescenziale.</p>
<p>E poi diciamolo</p>
<p>a meno che la tua creatività non ti faccia guadagnare i soldoni, difficilmente troverai qualcuno che ti dirà di anteporla ad altre cose.</p>
<p>Io per lungo tempo la mia creatività l&#8217;ho ficcata sotto terra. La piantina è appassita, ci ho fatto pure il funerale. Al liceo, per dire, c&#8217;avevo una insegnante di italiano che mi diceva sempre che non avrei mai preso dei voti alti nei temi, perché usavo troppo la FANTASIA.</p>
<p>I temi, secondo lei, dovevano essere relazioni puntuali della realtà, dello studio, piccole tesi esplicative di ciò che si stava facendo a scuola.</p>
<p>L&#8217;ho scritto su FB e lo ripeto qui: non potete capire che GODIMENTO per il mio narcisistico EGO è stato incontrarla, 20 anni dopo, un paio di settimane fa e fermarmi a parlare con lei. Mi ha chiesto se ero proprio io quella di cui aveva letto sui giornali.</p>
<p>Ovviamente ho fatto molto la figa. Ovviamente &#8211; in maniera molto signorile &#8211; non mi sono lasciata sfuggire l&#8217;occasione e con il sorriso più largo del mondo le ho spiegato che ora con la mia fantasia stavo facendo delle cose che mi danno molta felicità.</p>
<p>Però, devo ammetterlo, io per anni ho sentito addosso il peso di quei giudizi, di quel rendermi conto che forse mi conveniva istoriare la cartaigienica di casa con la mia fantasia.</p>
<p>E questa cosa, volente o nolente, mi ha condizionato un sacco. Per esempio a 20 anni circa ho smesso di scrivere. Non ho più toccato, se non sporadicamente, la penna. Non ho più riempito quaderni fitti.</p>
<p>Sentivo questa pulsione verso il mondo, la voglia di raccontarlo in qualche modo ma non riuscivo a esprimermi. Ho provato a usare anche la mia scarsa manualità e ne è uscito un portacenere <em>naif </em>in pasta di sale.</p>
<p>Di cui vado molto orgogliosa <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Stamattina, mentre sorseggiavo il caffè pensavo a mia figlia che c&#8217;ha tutte queste idee -come tutti i bambini &#8211; che a noi altri a volte possono sembrare strane ma che sono solo lo specchio della loro fantasia mobilissima.</p>
<p>Pensavo alle sue favole che si riempiono di personaggi, di cose che si animano come nella Pimpa, di bambini che diventano sedie e dinosauri che vengono mangiati e risputati dallo squalo che vive sotto il letto e pensavo a quella volta che la maestra l&#8217;ha redarguita &#8211; raccontandomela come una cosa non bella &#8211; perché, dopo aver assistito alle performance di un artista, si era disegnata i pantaloni con i pennarelli e aveva dipinto anche quelli della Lenticchia.</p>
<p>Io forse non sarò una mamma tanto brava, ma lì per lì, quando la B1 me lo ha detto, con la voce inseverita, tanto per far capire alla soggettina che non erano cose da farsi e per trovare in me la giusta complice, io ho abbozzato un mezzo sorriso e mi sono riempita di orgoglio materno.</p>
<p>Che diciamolo: per i pantaloni c&#8217;è la lavatrice (che l&#8217;hanno pure inventata per qualcosa no?) e i pennarelli lavabili non fanno grossi danni, mentre per le idee creative il tempo è sempre troppo poco.</p>
<p>La maestra allora mi guardò molto male, per via di quel sorriso e chiese esplicitamente di farle capire che non si può andare in giro a istoriare pantaloni altrui: lo feci, anche se poco convinta, ma rimasi in cuor mio molto contenta dell&#8217;accaduto.</p>
<p>Io credo sia estremamente importante dare ai nostri bambini gli spazi e i tempi per mettere in moto la fantasia e poi anche per metterla a frutto e credo anzi di più che sono loro, in questo senso, a poter insegnare qualcosa a noi e che non dobbiamo frustrarli.</p>
<p>Certo, il limite tra creatività e altre cose che forse non riescono tanto bene in questo mondo è molto sottile ma dobbiamo essere bravi e ricordarci sempre di quella nostra piantina che abbiamo lasciato seccare, ma anche dei semini che si spargono intorno nella terra e forse</p>
<p>che ascoltando e supportando la creatività dei nostri figli stiamo facendo un dono bellissimo a loro e ne stiamo facendo uno altrettanto importante a noi stessi.</p>
<p>Perché sfido qualsiasi genitore a negare di essere molto più creativo da quando gioca con il proprio nanetto. Che solo ad ascoltare le storie di frollina, mi viene voglia di scriverne mille.</p>
<p>E ricordatevi: siamo tutti creativi. Bisogna solo trovare la forma, il coraggio e tornare un po&#8217; cinni.</p>
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		<title>La zucchina</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 19:51:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[figli e asilo]]></category>

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		<description><![CDATA[Faceva la zucchina. La zucchina più bella e simpatica di tutte le zucchine. Talmente bella e simpatica che io l&#8217;avevo scambiata per un cetriolo, che a me &#8211; diciamoci il vero &#8211; è sempre piaciuto più il cetriolo delle zucchine. Faceva la zucchina e con i suoi compagni hanno composto un minestrone per Raperonzola.
Tutti quanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/06/normale_w406jsv7minestrone-soup.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3114" title="normale_w406jsv7minestrone soup" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/06/normale_w406jsv7minestrone-soup-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Faceva la zucchina. La zucchina più bella e simpatica di tutte le zucchine. Talmente bella e simpatica che io l&#8217;avevo scambiata per un cetriolo, che a me &#8211; diciamoci il vero &#8211; è sempre piaciuto più il cetriolo delle zucchine. Faceva la zucchina e con i suoi compagni hanno composto un minestrone per Raperonzola.</p>
<p>Tutti quanti a muoversi al comando del principe, che era poi interpretato dal maestro di teatro e intanto il mio cuore si gonfiava di orgoglio. Milioni di scatti, videocamere, sorrisi compiaciuti. A Cannes non si vedono tanti flash quanti si sono accesi nel pomeriggio della scuola materna di Frollina.</p>
<p>La B1 e la B2 erano orgoglioserrime: guardavano i loro pulcini come si guarda al figlio che si laurea in medicina. Tronfie di amor scolare, tronfie.</p>
<p>I nonni si accalcavano per il loro posto in prima fila, come gli abbonati Rai. Quelli sordi emettevano complimenti ad alta voce che sovrastavano qualsiasi scenografia, tanto che qualche genitore ha tirato a sorte per chi doveva andare ad abbatterli.</p>
<p>Il papà della Malta continuava a sostenere che la migliore attrice era la Malta, ma intanto la Frollina ha ricevuto la Palma d&#8217;orata (senza scaglie) mentre a sua figlia l&#8217;è toccata solo una Coppa di testa.</p>
<p>La prima recita della Materna è stata un vero successo. Lo sarebbe stato anche se mia figlia avesse fatto l&#8217;escremento, invece che lo zucchetto. Che diciamolo, nella vita di un genitore le prime recite sono come la prima canna nel <em>cursus honorum</em> di un adolescente: ti lasciano flashati per due giorni.</p>
<p>La zucchina era felice e voleva una gonna perché lei era una zucchina principessa e non so se la Palma d&#8217;orata, non so quale winx, ma ora è entrata in fissa che vuole gonne, scarpine da principessa e ammenicoli femminei un bel po&#8217;.</p>
<p>Alla sera siamo andati a cena dalla Malta e c&#8217;era anche un pomodoro che era poi il <em>latin lover </em>della classe e il pomodoro, forse perché in questa cena in giardino c&#8217;eran solo dei genitori e delle femmine, si è voluto vestire anche lui da principessa, con le scarpe coi brillantini e la frollina che gli correva dietro, piagnucolosa, chiedendogli di dargli la scarpetta brilluccicosa.</p>
<p>Sta figlia cresce e noi con lei. Solo che lei cresce in altezza, noi ormai siamo passati al giro vita.</p>
<p>Comunque ve lo dico</p>
<p>In tutto l&#8217;orbe terracqueo non c&#8217;è zucchina più bella, sorridente, simpatica, solare, meravigliosa della nostra zucchina.</p>
<p>Sono fiera di lei, perdincibacco,</p>
<p>che oggi, in piscina, mi ha detto: &#8220;Mamma, io quest&#8217;anno voglio imparare a nuotare!&#8221;.</p>
<p>Tutto merito della Palma d&#8217;orata.</p>
<p>Secondo me</p>
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		<title>Volevo solo due paia di calzini</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2010/05/05/volevo-solo-due-paia-di-calzini/</link>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 06:45:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[calzino_spaiato]]></category>
		<category><![CDATA[figli e asilo]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri alle 17.30 c&#8217;è stata questa riunione della scuola. La seconda &#8211; per intenderci &#8211; dell&#8217;anno. Non ci sono soldi, nemmeno per le riunioni.
Uscita dall&#8217;ufficio, dato che frollina era con i nonni e a me rimanevano 45 succulenti minuti di vaghezza urbana (niente pc per donnapensare o altro, niente bambina da giocare, niente lavoro da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri alle 17.30 c&#8217;è stata questa riunione della scuola. La seconda &#8211; per intenderci &#8211; dell&#8217;anno. Non ci sono soldi, nemmeno per le riunioni.</p>
<p>Uscita dall&#8217;ufficio, dato che frollina era con i nonni e a me rimanevano 45 succulenti minuti di vaghezza urbana (niente pc per donnapensare o altro, niente bambina da giocare, niente lavoro da lavorare) ho deciso di fermarmi in centro per comprare due paia di calzini simpatici da spaiare e riabbinare <a href="http://www.panzallaria.com/lo-spettacolo-ovvero-il-calzino-spaiato/">per sabato sera</a>.</p>
<p>Come buon auspicio. Io tutte le volte che devo fare qualcosa di importante, come buon auspicio mi indosso calze spaiate belle. Quando non è importante sono spaiate e pure brutte.</p>
<p>Però al posto del mondo del calzino ci era un nuovo negozio. Un negozio di vestiti, di quei vestiti che piacciono a me. Molto panzallaria. <span id="more-2926"></span></p>
<p>Larghi eran larghi per contenere le mie carni.</p>
<p>Simpatici eran simpatici, per dare lustro alle mie malsane idee.</p>
<p>Ecco che senza manco accorgermene non solo ero dentro al negozio, dove la commessa mi ha imbonita subito con il trucco più vecchio del mondo, ovvero dirmi che se ero amica di una sua cliente mi faceva lo sconto e io ho sparato un nome a caso di una mia amica e lei mi ha detto che si, in effetti è sua cliente, e allora che non mi preoccupassi, che alla fine  &#8221;mi faceva bene&#8221;.</p>
<p>Nel negozio c&#8217;erano prezzi cari un bel po&#8217; ma la roba era bella un bel po&#8217; e dato che mi sono pensata che io sabato sera poi c&#8217;ho una prima teatrale, come la Eleonora Duse, e che ho appena preso lo stipendio e che il mio armadio è una specie di deserto del Sahara punteggiato dal miraggio di vecchi abiti che ora riuscirei a infilarmi solo nelle braccia, tanto sono diventata balena nel frattempo, allora mi sono detta</p>
<p>perché no?</p>
<p>E così ho inserito la marcia e mi sono data al consumismo più sfrenato e la commessa intanto mi diceva &#8220;Se fossi un chiletto più magra ti farei vedere anche questo!&#8221; o robe tipo &#8220;Peccato che hai un seno così grosso se no chissà che carina con questa camiciola&#8230;&#8221; e malgrado le simpatiche affermazioni io la adoravo questa donna, perché mi continuava a dire che mi faceva bene e mi faceva vedere abiti bellissimi che alla fine</p>
<p>alla fine</p>
<p>dico io</p>
<p>ho pensato seriamente di lasciare un rene.</p>
<p>Di espiantarmelo da sola.</p>
<p>Che tanto se il buon dio dei cattolici ce ne ha dati due, forse il motivo è proprio che uno è di riserva per poterlo vendere in casi come questi, che vorresti cambiarti tutto il guardaroba e ti si sommano nel cervello un centinaio di motivi validissimi per cambiarlo questo fottuto guardaroba e allora ti pensi che si, averci un bisturi nella borsetta&#8230;</p>
<p>Dopo la <em>session</em> nel negozio ovviamente non ho mica comprato i calzini che erano poi quelli il mio obiettivo ma il negozio non c&#8217;è più.</p>
<p>Dopo la session sono andata alla riunione della scuola dove c&#8217;era solo la B1 che è la Bì più Bì delle due maestre, la quale ci ha spiegato i motivi per cui ai bambini non si possono più fare attività che non ci sono soldi ragazzi miei, il comune non ha soldi, lo stato non ha soldi e la <a href="http://www.panzallaria.com/2010/05/02/la-gelmini-ovvero-cosa-pensa-chi-ci-governa-dei-mesi-di-maternita/">Gelmini è troppo occupata a riflettere sui privilegi delle mamme normali</a>.</p>
<p>La B1 e la B2 vorrebbero fare tante cose, ma d&#8217;altra parte chi glielo paga lo straordinario?</p>
<p>Ecco, allora ho pensato a tutti i giovani che fanno cose per la gloria e che &#8211; come del resto la sottoscritta &#8211; la parola straordinario la associano solo alle nevicate primaverili, ma che forse hanno ragione loro, la b1 e la b2, che il lavoro è il lavoro e non si può lavorare per la gloria.</p>
<p>Ho pensato a questo Paese che si basa sulla buona volontà di chi ci crede e che se tutti smettessimo di fare di più, porcaputtana, questo Paese si fermerebbe perché non ci sono le tutele e i soldi e non c&#8217;è la voglia di investire e riconoscere gli sforzi.</p>
<p>Insomma ho pensato che dal loro punto di vista le capisco le bì maestre, ma è anche vero che se penso al mio di punto di vista, di mamma di una bimba curiosa e intelligente, ecco mi viene lo scoraggiamento a guardare all&#8217;amaro futuro formativo che l&#8217;aspetta.</p>
<p>Poi ecco, devo dirlo, c&#8217;era anche l&#8217;insegnante di religione e sono stata molto felice che mia figlia non la faccia. Perché più di dire che lei non insegna catechese ma i rudimenti della dottrina cattolica, ecco la maestra di religione non ha detto. E quando io che sono la regina di padelle e polemiche le ho chiesto come mai non insegna anche le altre di religioni, visto che lei non fa catechese e che in quel caso forse ci avrei mandato anche la frollina, allora lei mi ha detto che i bambini per le altre religioni non sono ancora pronti.</p>
<p>Insomma.</p>
<p>Ieri ho capito che:</p>
<ul>
<li>meglio non entrare nei negozi dove ti fanno bene perché esci senza un rene</li>
<li>meglio non sperare che tua figlia a scuola faccia più di quello che farebbe in un baby parking</li>
<li>il dio dei cattolici è adatto ai minori di 6 anni, gli altri invece è meglio conoscerli dopo</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>Onnipotenza da tosse e raffreddore</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/10/21/onnipotenza-da-tosse-e-raffreddore/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 06:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[figli e asilo]]></category>
		<category><![CDATA[figli e influenza]]></category>
		<category><![CDATA[frollinese-italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Frollina entra nel decimo giorno di clausura da tosse e raffreddore. Noi ci si barcamena tra i nonni e tutto il resto.
Ieri sera, prima di dormire, mi ha guardata serissima:
&#8220;Mamma? Voglio tornare alla scuola materna!&#8221;
&#8220;Lo so amore. Ma ti deve passare la tosse. Appena stai meglio ci torniamo. Mi rendo conto che ti annoi, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Frollina entra nel decimo giorno di clausura da tosse e raffreddore. Noi ci si barcamena tra i nonni e tutto il resto.</p>
<p>Ieri sera, prima di dormire, mi ha guardata serissima:</p>
<p>&#8220;Mamma? <strong>Voglio tornare</strong> alla scuola materna!&#8221;</p>
<p>&#8220;Lo so amore. Ma ti deve passare la tosse. Appena stai meglio ci torniamo. Mi rendo conto che ti annoi, ma non si può andare a scuola malati.&#8221;</p>
<p>&#8220;Mamma? <strong>Io DEVO andare alla scuola materna</strong>. Mi hanno telefonato i miei amici &#8211; dice tirando fuori il suo telefono finto dalla sua borsetta finta &#8211; e mi hanno detto che sentono la mia mancanza e piangono senza di me!&#8221;.</p>
<p>Alla faccia.</p>
<p>Ho dovuto prendere il telefono finto dalla borsetta finta e fare una telefonata fintovera ai suoi amici per rassicurarli che presto, la loro eroina, sarà di nuovo complice di mille avventure.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non ho neanche pianto</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 19:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[figli e asilo]]></category>

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		<description><![CDATA[La Frollina alla scuola materna è ammirevole. Pare che sia sempre molto allegra, gioca, mangia e dorme pure sulla brandina con la copertina e qualche giochino dell&#8217;asilo.
Eppure la mattina, prima di andare, mi guarda e mi dice &#8220;Mamma, voglio stare con te. Non voglio dormire all&#8217;asilo!&#8221;. Le spiego questa cosa del lavoro, che per fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Frollina alla scuola materna è ammirevole. Pare che sia sempre molto allegra, gioca, mangia e dorme pure sulla brandina con la copertina e qualche giochino dell&#8217;asilo.</p>
<p>Eppure la mattina, prima di andare, mi guarda e mi dice &#8220;Mamma, voglio stare con te. Non voglio dormire all&#8217;asilo!&#8221;. Le spiego questa cosa del lavoro, che per fare delle cose belle, come per esempio andare a vedere i burattini &#8211; come abbiamo fatto ieri &#8211; bisogna lavorare, guadagnare soldini che poi si possono spendere.<span id="more-1916"></span></p>
<p>Le dico che se non guadagniamo i soldini, non possiamo nemmeno mangiare le cose buone che compriamo dalla fornaia, tipo quei dolcetti con sopra le nocciole e le spiego che andare in campeggio con la nostra villavillacertosa costa dei soldini e allora bisogna lavorare.</p>
<p>Le ho fatto vedere Greppilandia, dove lavoro ormai da tre giorni pieni pieni e le ho detto che lassù, in mezzo ai greppi, la mamma guadagna la pagnotta.</p>
<p>E anche papà guadagna la pagnotta, in mezzo alle nebbie della bassa.</p>
<p>E che poi &#8211; 0ltre a guadagnare la pagnotta &#8211; il lavoro fa fare delle cose creative, come i disegni della scuola, solo un po&#8217; più difficili.</p>
<p>La abbracciamo molto e le diciamo che anche se lei va all&#8217;asilo e noi al lavoro, le vogliamo un sacco di bene. Che papà le fa compagnia al mattino, la accompagna e se mai giocano un po&#8217; insieme appena sveglia (mentre mamma si è già arrampicata in cima al colle, a produrre) e che la sottoscritta poi alle 4.30 la va a prendere e si sta insieme, si va al parco o alla coop o a casa a fare le pizze finte con la pasta di sale. E le lumache colorate. E anche delle specie di torte con sopra le ciliegine color Chernobil.</p>
<p>Lei non sembra molto convinta ma poi alla fine va alla scuola e quando vado a prenderla la maestra mi dice che è bravissima, che è la più allegra di tutta la combriccola e che sembra conoscere ogni angolo di quel posto come fosse lì da 20 anni.</p>
<p>Lei mi guarda soddisfatta, mi abbraccia forte e mi dice:</p>
<p>&#8220;E poi sai mamma? Quando ho fatto la nanna io non ho neanche pianto!&#8221;</p>
<p>E quel suo ripetere costante &#8220;non ho neanche pianto&#8221; quasi a convincere se stessa che ha preso una buona decisione, ecco mi riempe sempre di tenerezza. E anche di un po&#8217; di orgoglio. Perché in quegli occhi curiosi, c&#8217;è anche una bimba molto riflessiva.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il cimmena e la nanna a scuola</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/09/21/il-cimmena-e-la-nanna-a-scuola/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 08:01:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[maternità]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo andati al cimmena ieri. Di mattina. Era il primo &#8220;cimmena&#8221; della frollina. Da un po&#8217; c&#8217;è questa pubblicità dell&#8217;Era Blaciale 3 e lei ci voleva andare. &#8220;L&#8217;era blaciale, l&#8217;era blaciale!&#8221; diceva tutti i giorni, puntanto il ditino contro il poster.
Mamma Mammut e papà Mammut le piacciono molto. Ché l&#8217;anno passato, durante tutte le influenze, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo andati al cimmena ieri. Di mattina. Era il primo &#8220;cimmena&#8221; della frollina. Da un po&#8217; c&#8217;è questa pubblicità dell&#8217;Era Blaciale 3 e lei ci voleva andare. &#8220;L&#8217;era blaciale, l&#8217;era blaciale!&#8221; diceva tutti i giorni, puntanto il ditino contro il poster.</p>
<p>Mamma Mammut e papà Mammut le piacciono molto. Ché l&#8217;anno passato, durante tutte le influenze, si è fatta invena dei film precedenti in dvd, a casa.<span id="more-1883"></span></p>
<p>Con Tino ci siamo detti &#8220;Perché no? Facciamo il salto oltre la siepe! Proviamo anche questa esperienza del cinema.&#8221;</p>
<p>D&#8217;altronde la sera prima si era mangiata una pizza intera la nostra acciughina. Segnali di una crescita repentina li aveva già dati addentando l&#8217;ultima crosta della sua Margherita.</p>
<p>Lei che fino a un po&#8217; di tempo fa bisognava rincorrerla per mangiare 5 maccheroni di numero!</p>
<p>Così abbiamo trovato che c&#8217;è questa multisala dove fanno i film al mattino. E costano addirittura la metà!</p>
<p>Io odio mettermi davanti ad uno schermo al mattino, ma dato che l&#8217;era blaciale iniziava alle 11.30, mi sono fatta forza, in nome di questo grande passo per la vita della frollina.</p>
<p>Eravamo tanto emozionati che siamo arrivati terribilimente in anticipo. Così da bravi consumatori beoti, ci siamo puppati tutte le pubblicità prima del film. Per gente come noi, che non guarda mai la televisione, è stato abbastanza nauseante.</p>
<p>Poi diciamolo pure, in sala c&#8217;erano solo dei bambini (saremo stati in 10 in tutto il cimmena) e il trailer del film <em>ammazzaespara </em>ci stava davvero come il cavolo a merenda.</p>
<p>Comunque.</p>
<p>Appena si è fatto buio la frollina ha cominciato a dire che aveva paura.</p>
<p>Sia Tino che la sottoscritta ci si è convinti che avremmo resistito in sala per massimo 15 minuti, prima che lei se ne volesse andare.</p>
<p>Poi c&#8217;era questo dinosauro grandissimo di cui ci avevano parlato e temevo che l&#8217;avrebbe spaventata a morte, così le ho fatto un bel training autogeno sul fatto che &#8211; come nelle favole di mamma &#8211; possiamo far succedere quello che vogliamo nei cartoni, che tanto sono finti e non bisogna avere paura.</p>
<p>E&#8217; stata bravissima. Ha avuto qualche attimo di &#8220;spaghetto&#8221; in cui si arrampicava sulle mie gambe e mi stringeva tipo pianta carnivora, ma in generale ha riso, si è fatta prendere dalla storia e ha seguito tutto il film.</p>
<p>Il dinosauro lo ha scambiato per un coccodrillo gigante e per ogni personaggio chiedeva dove fosse la sua mamma e il suo papà, che lei c&#8217;ha questa fissa della mamma e del papà di tutti, ma è veramente stata ammirevole.</p>
<p>Se tralasciamo gli urli &#8220;pussa via brutto mostro cattivo!&#8221; in direzione del dinosauro gigante &#8211; che per fortuna c&#8217;erano solo dei bambini e il silenzio non era la cosa fondamentale della visione &#8211; si è comportata da vera bimba grande, tanto che al termine del film siamo perfino stati a ristorante a mangiare gli spaghetti per festeggiare.</p>
<p>Ieri sera non faceva che ripetere quello che aveva visto ed era emozionata all&#8217;idea di andare a scuola, oggi, a raccontare del film.</p>
<p>E sempre in tema di &#8220;prime volte&#8221;, oggi per la prima volta sta a fare il pisolino a scuola. Dato che l&#8217;anno scorso faceva un nido part time, è la prima volta in assoluto.</p>
<p>Ieri non era troppo contenta della cosa. D&#8217;altronde tra una settimana (tra una settimana????????) io inizio la mia nuova vita da donna in ufficio e altrimenti non si può fare.</p>
<p>Allora stamattina ho tirato fuori la borsetta che le ha regalato la Sardina e ci ho infilato dentro il portamonete con due euri e le ho promesso che dopo il pisolino la porto a fare la spesa dalla fornaia, che ha una vetrina bellissima con il bruco che ride.</p>
<p>Che la frollina è così: se le dai modo di sfogare la sua natura da zdaura poi è contenta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La maestra cattiva e la fuga per la libertà</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 08:21:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[figli e asilo]]></category>

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		<description><![CDATA[Mia figlia ha già un nuovo soprannome scolastico: cuor contento.
Ieri l&#8217;ho accompagnata in bicicletta e mentra la stavo legando e le avevo chiesto di aspettarmi lì accanto, lei era già entrata in classe da sola, pronta a giocare tranquilla con i suoi nuovi amici. Le maestre dicono che sembra che conosca già tutti e tutto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mia figlia ha già un nuovo soprannome scolastico: <em>cuor content</em>o.</p>
<p>Ieri l&#8217;ho accompagnata in bicicletta e mentra la stavo legando e le avevo chiesto di aspettarmi lì accanto, lei era già entrata in classe da sola, pronta a giocare tranquilla con i suoi nuovi amici. Le maestre dicono che sembra che conosca già tutti e tutto, che fa amicizia con facilità e in giardino riscuote enorme successo anche tra i più grandi, che la vogliono a giocare con loro.</p>
<p>Non so da chi abbia preso. Io odiavo la scuola materna. O forse odiavo solo la maestra Clotilde. <span id="more-1866"></span></p>
<p>La maestra Clotilde era una tizia segaligna e con un grembiulino a righe bianche e rosa che oggi non potrebbe nemmeno metterci piede in un asilo.</p>
<p>Non deve essere un caso che pochi anni dopo il passaggio della sottoscritta sia finita in casa di cura, per un forte esaurimento nervoso. Che oggi non esiste nemmeno più l&#8217;esaurimento nervoso.</p>
<p>Lei era crudele. Ogni giorno si inventava modi creativi per punire le marachelle di noi nanetti. Per esempio una volta prese me e mio fratello e ci costrinse a una vera e propria tortura (secondo me era stata in Vietnam la Clotilde, prima di cambiare sesso e nazionalità).</p>
<p>Fece sedere me su una sedia e mi legò (con il nastro adesivo!) le mani dietro la schiena. Sulla sedia di fronte fece salire in piedi mio fratello e lo stesso nastro glielo piazzo sulla bocca (aveva gridato, credo. Cosa che a lei infastidiva molto). Io avevo 5 anni, mio fratello 3.</p>
<p>Siamo dovuti rimanere in quella posizione, a guardarci negli occhi piangendo silenziosamente, per un&#8217;ora. Ricordo con esattezza le lacrime che scendevano sulle guance di mio fratello e io terrorizzata che chiamavo la mamma.</p>
<p>Non raccontammo nulla a casa. Lei ci diceva che se avessimo detto qualcosa, il giorno dopo sarebbe stato peggio e noi tutti le credevamo.</p>
<p>Avevo gli incubi alla notte quando sapevo che il giorno successivo sarebbe stato il suo turno. Odiavo quella maestra e le giornate con lei mi sembravano lunghissime. Una volta con Enrico Formichetti, che era mio coetaneo, progettammo un piano.</p>
<p>C&#8217;era un cancellino non tanto alto, sul retro del cortile. Potevamo scavalcarlo, al momento opportuno e scappare. L&#8217;idea era di raggiungere con l&#8217;autostop la stazione, salire sul treno che andava a Zocca e raggiungere la zia di Enrico che lì abitava e &#8211; pare &#8211; aveva una meravigliosa altalena in giardino. C&#8217;era anche il piano di riserva: andare in aeroporto e attaccarci alle ruotine dell&#8217;aereo per volare verso mete più esotiche.</p>
<p>Enrico Formichetti ed io, dopo numerosi tentativi, riuscimmo davvero a scavalcare il cancello. Mi ricordo questo sentimento eroico di esempio per tutte le generazioni a venire che sentivo battere nel mio cuore. Non salvavo solo me con questo gesto ma un&#8217;intera congrega di bambini torturati dalla Clotilde.</p>
<p>Ricordo, mentre Enrico ed io correvamo verso la libertà, mio fratello che diceva agli altri bambini: &#8220;Quella è mia sorella, quella è mia sorella!!!&#8221; orgoglioso del mio gesto.</p>
<p>La storia narra che Enrico ed io non riuscimmo a portare a compimento il nostro destino perché ci perdemmo in mezzo agli orti comunali che circondavano le terre di proprietà della Clotilde. Riuscimmo però a raggiungere il palazzo della nonna di Enrico e ci trovarono che raccoglievamo fiorellini nel giardino condominiale.</p>
<p>Ci riportarono in gabbia, sotto le grinfie della Clotilde. Uscii indenne ma fortemente segnata dagli anni della scuola materna e fu solo quando la sottoscritta frequentava la seconda elementare e il mio congiunto l&#8217;ultimo anno di tortura materna che le cose cambiarono per quel mostro di maestra.</p>
<p>Fu la sua perversione a fregarla. Aveva beccato mio fratello e i suoi amici fare una gara, prima di pranzo, a chi beveva più in fretta un bicchiere d&#8217;acqua e per punirli li aveva costretti a bere tre caraffe tre di seguito.</p>
<p>Inutile dire che si erano tutti pisciati sotto ripetutamente, non appena giunti a casa. Inutile dire che uno addirittura era stato talmente male che lo avevano portato al pronto soccorso e che le malefatte della Clotilde erano tutte venute a galla, in un allagamento di pipì.</p>
<p>Lei fu esonerata dal suo compito (ma era il 1980 e i telegiornali non ne parlavano ancora di queste cose, se no eravamo tutti famosi e la mia fuga per la libertà sarebbe rimasta nella storia!) e spedita a curare il suo esaurimento nervoso.</p>
<p>Lasciò un terrore fitto in chi l&#8217;aveva conosciuta.</p>
<p>Per dire che quando avevo 23 anni mi trovavo alla coop con mia mamma. Lei ad un tratto mi disse, indicando un&#8217;altra avventrice: &#8220;Ma quella non è la Clotilde?&#8221;.</p>
<p>A me si ribaltarono le budella e desiderai scappare dietro alle gonne della genitrice.</p>
<p>Io odio la scuola materna.</p>
<p>Per fortuna le maestre della frollina sono dolci e carine e nulla hanno a che fare con la Clotilde.</p>
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		<title>Del primo giorno di scuola materna: punti di vista</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/09/08/del-primo-giorno-di-scuola-materna-punti-di-vista/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 07:57:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[figli e asilo]]></category>

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		<description><![CDATA[Frollina, quando sono andata a prenderla a scuola:
Mamma, da oggi io sono diventata gRRandissima! Ieri ero piccola, piccola, ma oggi sono gRRRRande perché vado alla Materna!
La sottoscritta &#8211; la cui collezione di figurine di mmmerda non è mai completa &#8211; con una delle super impostate e professionali maestre di Frollina:
Ciao, ecco questi sono i fogli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Frollina</strong>, quando sono andata a prenderla a scuola:</p>
<blockquote><p>Mamma, da oggi io sono diventata gRRandissima! Ieri ero piccola, piccola, ma oggi sono gRRRRande perché vado alla Materna!</p></blockquote>
<p><strong>La sottoscritta</strong> &#8211; la cui collezione di figurine di mmmerda non è mai completa &#8211; con una delle super impostate e professionali maestre di Frollina:</p>
<blockquote><p>Ciao, ecco questi sono i fogli che mi hai dato da compilare stamattina</p></blockquote>
<p><strong>Lei</strong> mi guarda un po&#8217; perplessa. <span id="more-1860"></span></p>
<p><strong>Io</strong> voglio essere gentile e per una semplice questione di forma (ma tanto so che lei si farà una risata e mi dirà che non c&#8217;è problema) dico:</p>
<blockquote><p>Oh scusa, io ti sto dando del tu perché anche al nido, le maestre ci dissero che era meglio abbattere subito queste formalità e mi sembra carino visto che ti occupi di mia figlia, ma se preferisci il Lei, visto che tu mi dai del Lei&#8230;</p></blockquote>
<p><strong>La maestra:</strong></p>
<blockquote><p>In effetti sarebbe meglio. Non ci conosciamo ancora. Prima di darci del Tu aspetterei un attimo.</p></blockquote>
<p><em>Ecco qua. La prima frittata della mamma è stata fatta.</em></p>
<p><strong>Oggi a colazione</strong></p>
<p>Frollina che mi vede correre per accompagnarla a scuola:</p>
<p><strong>Lei:</strong></p>
<blockquote><p><strong> </strong>Mamma dove andiamo che stai correndo?</p></blockquote>
<p><strong>Io: </strong></p>
<blockquote><p><strong> </strong>All&#8217;asilo, tesoro. Siamo in ritardo</p></blockquote>
<p><strong>Lei:</strong></p>
<blockquote><p>Ma io voglio andare al parco!</p></blockquote>
<p><strong>Io: </strong></p>
<blockquote><p><strong></strong>Tesoro, la mamma e papà lavorano durante il giorno, come l&#8217;anno scorso dovrai andare all&#8217;asilo anche tu per qualche mese. E&#8217; il tuo lavoro diventare grande e giocare!</p></blockquote>
<p><strong>Lei:</strong></p>
<blockquote><p>Ma io sono diventata grande già ieri! Voglio andare al parco!!!!!!!!!!!!!!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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