Accademia della crusca
La bambina abbronzata in vacanza ha sfoggiato una grammatica e un lessico da manuale, quasi aulici oserei dire. Per non parlare delle figure retoriche, dell’uso del linguaggio, delle metafore, delle iperboli.
Per due “fini italianisti” come Tino e la sottoscritta è stato come farsi una doccia di sboronaggine, ci siamo sentiti proprio genitori orgoglioni, petto in fuori e pancia…in fuori anche quella.
Al confronto della nostra treenne e mezzo, l’Accademia della Crusca sembra solo un club per signore passattelle con problemi di intestino.
Di fronte all’enorme vastità di acqua del mare è riuscita a dire:
“A vedere tutta quest’acqua a me viene una gran pipì!”
Incrociando lo sguardo di uno squalo abbastanza in carne, all’Acquario di Cattolica, se ne è uscita con:
“Che denti aguzzi che ha lo squalo…mi mangia in un morso unico!” di cui vorrei sottolineare la ricercatezza della parola AGUZZI… la mia vanità faceva la Ola nel cervello, ripetendo in giro le prodezze linguistiche della cinna.
Ha imparato a dire “Vorrei” invece che “Voglio” quando chiede un gelato e ha espresso un desiderio molto importante, che riguarda il suo papà malconcio:
“Mi piacerebbe tanto andare sulle spalle di papà!” che incrociamo le dita si possa avverare al più presto, il che significherebbe che la schiena di Tino si è rimessa.
Non riesce a dire correttamente la parola “morto” che diventa “moruto in cielo” che è la locuzione che le serve per raccontare la storia del gatto scemo, dipartito il dì della Befana.
Conosce esattamente l’indirizzo di casa e a volte racconta pure la storia della persona a cui la nostra via è dedicata, ha imparato a dire che lei è nata il diciotto dicembre e che è un giorno molto vicino all’arrivo di Babbo Natale.
Il lato B di tutte queste sue raffinerie è che ieri l’ho trovata a cantare una canzone che faceva “merda, merda, merda” stile Rap, tanto che mi sono chiesta se non avesse incontrato Eminem al parco giochi coi nonni e ha anche sviluppato una discreta faccia di tolla da competizione con cui mi sruffiana a comando.
Ieri pomeriggio, per dire, l’ho messa in punizione, vietandole di andare dall’amica MaLta che non vedeva da prima delle vacanze, perché ha fatto davvero la birichina e le ho spiegato che a ogni azione corrisponde una reazione, che l’avevo avvertita e bla,bla,bla e che quindi ora doveva pensare un po’ su alla tal cosa e che sarebbe stata a casa.
Lei – nel panico per averla fatta grossa e con il timore di non andare dall’amata amichetta – mi ha guardato e detto: “Mamma, mamma, mi metto nell’angolo dei birichini da sola!” sistemandosi velocemente e dritta come un fuso nell’angoletto dove la mandiamo a pensare alle marachelle che ha combinato.
Le ho spiegato che se voleva poteva farlo ma che questo non avrebbe cambiato la mia decisione, che se era così brava a mettersi nell’angolo dei birichini, allora doveva pensarci prima e che a casa nostra non esiste l’assoluzione post confessione.
Lei, quando ha capito che non c’era trippa per gatti, mi ha guardato e mi ha detto:
“Mamma, ma lo sai che sei bella?” con un sorriso davvero furbetto.
Io ho sgranato gli occhi (ma mi veniva un sacco da ridere) e allora lei, per rafforzare la sua posizione ha continuato: “Mamma, non è vero, non sei bella, sei….BELLISSIMA!”
Stavo per tornare sui miei passi ma poi mi sono guardata allo specchio e ho capito che la ragazza è diventata talmente brava a mentire che per quando avrà 15 anni dovrò senz’altro assoldare un investigatore privato e una guardia del corpo.
Dice che si è fidanzata
Dice che si è fidanzata la ragazza. Dice che ha perfino due bambini nella pancia, frutto della sua prematura relazione.
Dice che si chiamano Lilli e Pilli. Dice che ogni tanto, specie quando le si spostano sulla schiena, le danno un po’ fastidio perché si muovono come matti.
Dice che lei è per l’allattamento naturale e infatti ogni tanto li fa uscire dalla pancia per cullarli e farli mangiare.
Nascono tra tre mesi. Sarò tra le nonne più giovani d’Italia.
Dice che lei e il fidanzato prima o poi si sposeranno pure.
Tino – sotto l’effetto delle bombe al cortisone a causa dell’ernia – rimane impassibile come una maschera di cera, ma so bene che, come la sottoscritta, ha dei rigurgiti di terrore a sentire questi discorsi.
Io provo a raccontarle che poi lei potrebbe pensare anche a tutte gli splendidi lavori che potrebbe fare, come scrivere, disegnare, fare l’architetto, l’astronauta, la giornalista e il medico, invece di star lì concentrata sul fidanzato e menate come il matrimonio.
C’è tempo.
Lei – che si vede ha capito che c’è in giro crisi e fa l’occhiolino allo sposa e marmellata – style – mi risponde che no, lei vuole proprio sposarsi.
E’ presto, le dico, c’hai solo 3 anni e mezzo.
E’ lo stesso, risponde.
“Ma poi Frollina, chi sarebbe questo fidanzato?” chiedo curiosa di sapere quali giri frequenti la mia unigenita.
“Ma mamma, è ovvio. E’ Winnie the Pooh!” mi risponde lei, stringendo dolcemente al petto il suo pupazzo dalla faccia idiota e il ventre prominente.
L’unica consolazione?
Non è un alcolista dalla pancia sfonda di birra ma solo un orso molto goloso. Almeno non la costringerà a violenze familiari e a comunità di recupero, anche se sospetto che dovremo aprire un conto con il dentista.
Nel segno del tredici
Stanno facendo i numeri a scuola.
Ieri le tagliavo le unghie nere di terra da estate passata all’aperto e lunghe da incuria e dimenticanza materna. Lei, dopo aver passato un anno a lottare per evitare la manicure (roba che dovevamo infilarle una camicina di forza), ora se la lascia fare, soprattutto se c’è la promessa dello smalto.
E proprio mentre cesellavo e limavo con le forbicine, mi guarda con i suoi occhioni liquidi e mi dice:
“Mamma non dimenticarti del Tredici!”
Il Tredici, pare, viene dopo il pollice e l’indice.
In un maccherone di conoscenze che è la crescita di ogni bambino.
Dietro le quinte degli impegni: frollina e la vita
Sta per iniziare un fine settimana molto intenso, dopo un altro fine settimana molto intenso.
Sabato scorso ha debuttato il calzino spaiato, a Milano, domani ci sarà la presentazione del libro “Statale 17″ di Mamma Amsterdam, presentazione alla quale avrò l’onore di partecipare. Da Leggere Strutture, dove si terrà il tutto, alle 21 mi fionderò alla cena delle Geek, per la quale ho preparato anche delle slides.
E per fortuna proprio in queste settimane la blogosfera che frequento si occupa dello spinosissimo tema delle presentazioni power point che – se fatte male – ne hanno addormentati più della mosca tze tze.
Domenica sarò a Palazzuolo sul Senio, per la festa dei fiori, nell’ambito della presentazione del documentario “Il corpo delle donne”, a parlare di Donne Pensanti e dei nostri progetti.
Dietro alle quinte di tutte queste cose c’è grande lavoro. Read more
Il burrone
La frollina sembra cresciuta alla sorgente del Po, dove Bossi ogni anno rinnova “il rito dell’ampolla”: una specie di festicciola medievale in stile Gardaland per giustificare la xenofobia.
Dico sembra cresciuta con Bossi perché a lei i terroni non ci piacciono proprio.
Nel senso che ci sono due parole, in apparenza molto diverse tra loro, che puntualmente si trasformano in TERRONE
La prima è TERRORE. C’è un cartone di winnie in cui si cita un albero del terrore. Lei dice albero del terrone. Read more
Il parto raccontato da Frollina
Il parto raccontato da Frollina:
Quando ero piccola, molto piccola, stavo dentro alla pancia della mamma. Poi sono diventata grande, ho fatto toc, toc e sono uscita. Poi sono andata a casa e con papà e ho mangiato il budino della mamma.
Tagliarsi le unghie con le regole di Frollina:
Se mi tagli le unghie del mignolino, io ti dimentico per sempre!
La mitica popolazione dei Leggicoli
I Leggicoli sono una popolazione sconosciuta alla maggioranza di noi: solo i bambini li possono vedere.
Abitano dentro ai libri e se ne stanno buoni-buoni per anni, dopo essere nati, per poi fare cu-cu quando meno te lo aspetti.
Apri un libro che tenevi impolverato sulla libreria ed ecco spuntare un leggicolo.
I leggicoli a volte frequentano le frigorie, che sono dei posti che a loro piacciono molto, dove succedono delle cose, ne vendono delle altre ma nessuno sa veramente cosa sono. I leggicoli non hanno mani ma solo piedi e al posto della faccia ci sono parole, lettere, frasi. Read more
Per l’amor di dio
Frollina sta giocando con le sue dita. In pratica ogni dito è un personaggio e li fa parlare di tutto. Va avanti intere ore così, in mondi di fantasia che devono essere meravigliosi. Ad un certo punto la sento che fa dire a un dito:
Perlamordidio vieni, andiamo a scuola, fai il bravo!
Per l’amor di dio? E dove l’hai imparata questa parola?
le chiedo tra il curioso e il divertito.
Perlamordidio è un amico di maestra B2. Lo chiama sempre!
Le ultime di frollina
La frollina in questo periodo è davvero divertente. Ha una parlantina da competizione e la fantasia che mette nelle cose è entusiasmante.
SOGNI
Lei:
Mamma, è vero che quando faccio dei brutti sogni posso venire a dormire nel letto con voi? Read more
Onnipotenza da tosse e raffreddore
Frollina entra nel decimo giorno di clausura da tosse e raffreddore. Noi ci si barcamena tra i nonni e tutto il resto.
Ieri sera, prima di dormire, mi ha guardata serissima:
“Mamma? Voglio tornare alla scuola materna!”
“Lo so amore. Ma ti deve passare la tosse. Appena stai meglio ci torniamo. Mi rendo conto che ti annoi, ma non si può andare a scuola malati.”
“Mamma? Io DEVO andare alla scuola materna. Mi hanno telefonato i miei amici – dice tirando fuori il suo telefono finto dalla sua borsetta finta – e mi hanno detto che sentono la mia mancanza e piangono senza di me!”.
Alla faccia.
Ho dovuto prendere il telefono finto dalla borsetta finta e fare una telefonata fintovera ai suoi amici per rassicurarli che presto, la loro eroina, sarà di nuovo complice di mille avventure.
Baby blogger cresce
Stamattina la Frollina ed io siamo andate a vedere i burattini alla Bottega di Mangiafoco: un posto che entrambe adoriamo per la magia delle storie e l’entusiasmo del burattinaio.
C’era tantissima gente. Sono molto felice che si stia diffondendo la notizia e bambini accorrano da ogni dove. C’era anche una lettrice del blog che aveva letto la segnalazione e che mi sta molto simpatica. Con la sua bimba.
Si spengono le luci. Il burattinaio si infila dietro al teatrino. Chiede il silenzio. Bisogna chiamare Mangiafoco che sta dormendo. Da dietro al teatrino, nella magia dell’attesa dei bambini, il burattinaio/Mangiafoco comincia a far finta di russare, molto rumorosamente. Read more
Piccole principesse crescono
“E’ arrivato un lupo gRandissimo!!!!!”
Dice Frollina, scapicchiando di qua e di là per casa, mentre gioca. Poi d’un tratto si siede, si toglie una delle calze antiscivolo e comincia a sventolare il piedino nudo.
“Lupo! Io ti mando via con la puzza del mio piede!!!! Non morderai mai le mie pacchie” (leggi: Chiappe).
Mia figlia si avvia a una fiorente (e forse genetica) carriera di camionista in miniatura. Mi sa che le mie favole sui giganti scoreggioni e le streghe con il catarro stanno cominciando ad avere un sinistro effetto sulla principessina…;-)
Dizionario frollinesco – 2 anni e 9 mesi oggi
CIBO
Mamma voglio mangiare i macchironi al pododoro!!!!
Trad: Mi piace molto la pasta con il pomodoro (ovvero seguo i dettami della dieta mediterranea) Read more
Il lavoro spiegato a e da Frollina
Frollina: Perché papà non c’è stamattina?
Panz: E’ andato a Roma. Per lavorare. E’ partito presto.
Frollina: Cos’è lavorare?
Panz: Lavorare è quella cosa che si fa per portare a casa dei soldini.
Frollina: Perché?
Panz: Allora. Tu fai qualcosa che serve a un’altra persona. Lei in cambio ti dà i soldini e tu ci compri la pappa, i giochi, i libri, i vestiti.
Così siete entrambi felici.
Mi piacciono molto le pere
A me piacciono molto le pere.
E io giù a piangere.
Mi piacciono molto anche le patate
Oddio era dalla visione di ”Love Story” che non mi commuovevo tanto!!!! Read more
















