Io delle volte emigro con il pensiero: disquisizioni poco filosofiche e molto personali su questa Italia in miniatura
Io delle volte mi chiedo se ha senso che c’abbia tutta sta fiducia in questo Paese. Davvero. Lo dico abbastanza serenamente. Io delle volte mi viene da domandarmi se non sia più sensato farmi la mia micragnosa vita, magari provare a emigrare altrove, smetterla di cercare di fare delle cose, di denunciarne delle altre.
Davvero.
Non è che io faccia molto, anzi è davvero troppo poco, ma qualcosina si, del mio tempo, ce la metto, in un impegno che per me è molto più politico che se fossi iscritta a un partito o fossi in un fottuto Parlamento. Read more
Oh stronzetta: adesso basta approffittare della mia sportività
A me le persone malevole e stronzette non piacciono. Ma quando sono persone stronzette con il dono della creatività, ne apprezzo almeno le doti inventive. Quando sono persone malevole che per problemi personali attaccano gli altri in modo sciocco e infantile (usando l’offesa fisica) mi mettono una gran tristezza. Non meritano nemmeno la stima della creatività. Ora. Io non so voi. Ma a me in questo ultimo anno mi è capitato di incontrare un paio di persone così. Persone che – io non so – ma ad un certo punto hanno deciso che ce l’avevano con la sottoscritta e hanno cominciato a interpretare ogni mio gesto come un attacco nei loro confronti. Read more
Farah butta nel pattume
Farah butta il pattume. Sperava di aver pulito bene ma sul pavimento è rimasto un berluscolo di vetro.
Farah torna in casa e la piccola Republi è china sul berluscolo rimasto per terra. Farah si butta per salvare Republic china per terra. Read more
Di dioboni e altre storie sulla materna e l’ora di cattolicesimo
Ieri c’è stata la riunione della materna. La Frollina sarà nella classe rossa, insieme alle sue compagnucce del nido. I genitori nuovi mi sono sembrati simpatici in generale. Le maestre sono della vecchia scuola ma ne hanno parlato abbastanza bene.
Certo. Non è il nido. Non c’è quell’accoglienza calorosa da nido. L’inserimento durerà i dieci minuti del saluto della prima mattina e tutta una serie di attività collaterali a cui ci aveva abituato il posto meraviglioso dove Frollina era annidata saranno solo un ricordo.
Ma è così che va la vita. I bebè piacciono a tutti, poi lentamente l’interesse decresce. Anche da parte della società.
Per fortuna che la mamma eletta rappresentante (un po’ assurdo eleggere un rappresentante quando manco ci conosciamo tra noi, ma vabbè…) ha esplicitamente detto che lei cercherà di patrocinare attività extraasilo. Come gite e pomeriggi al teatro.
Le persone così mi piacciono molto.
E la sua assistente sarà la mamma della MaLta che in quanto a socializzazione e idee era un vulcano anche al Nido. Sono contenta.
Ieri ho avuto l’esatta percezione di come sarà costellata di polemiche (da parte mia) la vita scolastica di frollina.
Si parlava dell’ora di religione. Che a Bologna – nella rossa e evoluta Bologna! – cercano di intruppare nella religione cattolica fin dalla materna. Ovviamente Frollina è esonerata e lo sarà fino a quando non sarà lei a chiedermi esplicitamente di essere catechizzata da quella o da altra religione e spero succederà solo dopo che saremo riusciti a darle una cultura di massima sui principali credo a disposizione e a spiegarle perché papà ed io siamo atei. Read more
Depressione da rientro o da Italiani?
A me l’Italia mi deprime. Mi deprime leggere i giornali. Altro che stress da rientro.
Se domani il Corriere titolasse che è arrivato un extraterrestre da Marte e ha deciso di organizzare una maxiorgia in Parlamento, credo che non mi stupirei nemmeno più. Gli ultimi mesi ci hanno tolto anche questo: lo stupore. Gli ultimi mesi ci hanno tolto l’indignazione. Che a un certo punto ce ne vorrebbe talmente tanta che ognuno di noi dovrebbe vendere casa e emigrare. Gli ultimi mesi ci hanno abituati alla politica del zozzone e al puttanificio istituzionalizzato. Read more
Donne dobbiamo fare la rivoluzione: e gli uomini con grano salis dovrebbero stare con noi
Donne,
non possiamo più tacere. Un minuto di più e saremo colpevoli e puttane come ci vuole il nostro Presidente e lo stereotipo che sta passando grazie alle signorine che – compiacenti – bramano di partecipare ai suoi harem.
Vogliamo veramente insegnare questo alle nostre figlie? Vogliamo veramente che loro un giorno ci dicano: “ma come mamma, tu non hai fatto niente e ti lamenti, ora, che io desideri fare la velina? che sia quella la mia realizzazione?”.
Tra parentesi, sarebbe anche il passo più breve per arrivare alla politica. Read more
C’è del bono a Bologna
In attesa del ballottaggio tra Alfredo Cazzola e Flavio Del Bono, a Bologna ci siamo trasformati in un teatrino in vero stile italico, con tanto di gossip nostrano. L’uomo del popolo delle libertà Cazzola accusa Del Bono di aver viaggiato a spese pubbliche con la sua ex Cinzia. Del Bono accusa Cazzola di usare mezzucci e di degradare la politica.
La sintesi è che a Tortellini city, in questi giorni, si parla solo della Cinzia
Interpelliamo Cinzia
dice l’umarell al bar
L’è una vergagna!
risponde la zdaura mentre tira la sfoglia alla festa dell’Unità. Read more
Finirà tutto con un’archiviazione
Se sono grassa non è colpa mia. Mi sono stufata di quanti mi accusano – medici in primis – che non ho curato abbastanza la mia salute.
Non ne posso più di sentirmi dire che potrebbe causarmi problemi al cuore e che se voglio stare meglio devo dimagrire.
E’ un complotto. Voi che mi amate e mi seguite potete starne certi. E’ tutto orchestrato da una frangia estremista della magistratura che ha condannato Vanna Marchi. Una frangia estremista di comunisti incalliti, sporchi e cattivi. Read more
Gossip o politica: questo il dilemma
Io veramente lo dico da quando la Veronica ha deciso di uscire dall’ombra del Nano che questa cosa non deve essere derubricata a pettegolezzo. In questi giorni devo ammetterlo, Repubblica mi piace assai. Perché si è attaccata all’osso con dovizia, porta avanti un’inchiesta e si sta sporcando le mani (leggete questo stupendo post che sintetizza in modo sublime anche quello che penso io) perché si continui a parlare del nostro Imperatore nell’unico modo in cui possiamo sperare di batterlo.
Colpa della sinistra. Siamo d’accordo. Se avessimo un’opposizione decente non avremmo dovuto attendere l’affaire Noemi e festini in villa. Ma tant’è. Questo ci tocca. Attacchiamoci a una questione che sembra più una commedia all’italiana riuscita male che politica. Read more
Il mio caro Sindaco
L’ho votato.
Ci ha traditi.
Ha tradito il suo mandato nei confronti della mia città ma ha tradito anche gli ideali in cui diceva di credere. Read more
Le cose che non ci dicono
Sappiamo tutto della maggiorata del Grande Fratello anche se non abbiamo mai visto la trasmissione.
Sappiamo quanti figli hanno la Jolie e Pitt e se Jennifer Aniston partorirà o meno questo benedetto bambino della provetta. Sappiamo che c’è XFactor e ci appassioniamo ai problemi del calciatore Adriano (che io personalmente non so nemmeno che faccia abbia ma ieri – dico ieri! – era l’articolo più letto del Corriere). Vogliamo tutti andare a ballare ad Amici e piangiamo di fronte alle storie strappalacrime dei programmi spazzatura che ci propina la televisione.
Ci arrabbiamo per gli zingari che rubano i bambini – anche dopo che si è scoperto che non li avevano mica rubati – e per gli extracomunitari che invece dei bambini vogliono il nostro lavoro e la smettessero di rompere i coglioni se i medici li denunciano, che in Italia ci possono stare solo gli italiani.
Gretti, ipocriti e pecore. Read more
Post scriptum sulla scuola – dubbi amletici
Mi chiedevo un’altra cosa Maria Stella e compagnia bella:
ma se fanno le classi ponte (è da quella storia di Messina che c’avete una fissa voi del Berlusca per i ponti!), il figlio dell’industrialotto di Vittorio Veneto o Treviso che vota Lega e parla solo in dialetto veneto stretto dove lo mettiamo???
No perché non so a voi ma a me è capitato – nella civilissima Padova – di non riuscire a comprare lo sfilatino perchè il fornaio si RIFIUTAVA di parlarmi nella Nostra lingua comune e cioé l’italiano.
Me lo dice lei, cara Maria Stella, se fanno le classi ponte come ci comportiamo con questi elettori e i loro figli, tanto cari a Pontida e alla secessione e così attenti alla cultura locale da non sapere condividere quella nazionale?
Il test di italianità su quali basi avverrà??? colore degli occhi e della pelle e dei capelli…
Per quello, cari miei, siete in ritardo sulla storia di almeno 50 anni. Lo hanno già fatto e sappiamo tutti come è andata.
Razzisti!
Non ce l’ho con la splendida Vittorio Veneto ne’ con la sua gente, ho fatto solo un esempio riconoscibile ai più dato che i dialettofoni in Veneto sono una grande maggioranza.
Cara Maria Stella – lettera aperta alla Gelmini
Cara Maria Stella,
ti chiamo così che anche se sembri imbalsamata da un secolo, scopro che hai la mia stessa età e allora mi sembra non te la debba prendere se poi ti dò del tu, soprattutto in ragione del fatto che vuoi incidere così profondamente sulla vita mia e di mia figlia e di tutto questo stivale del mio paese.
Ora. Mi ero ripromessa che per un po’ non avrei detto/scritto/urlato niente di politica che c’ho abbastanza i cazzi miei in questo periodo e poi mi viene il sangue amaro e il sangue amaro mi produce l’orticaria e sto male abbestia. Ogni tanto – tutti – hanno il sacrosanto diritto di farsi un po’ i cazzi loro.
Ma te insisti.
Insisti con questa riforma che io mi chiedo (domanda che tu rivolgi a noi e io ti giro volentieri): ma lo hai letto quello che hai scritto? ma sei proprio proprio certa di non aver subito traumi insuperati alle elementari per cui vuoi rigettarli sui poveri cinni (leggi: bambini in bolognese) di questo nuovo milennio? no perché a me la tua riforma mi ricorda tanto quando le facevamo noi le elementari, solo che – per esempio – nella mia scuola (che era molto avanti!) il grembiulino era già un optional.
Ma magari nella tua no e a te piaceva sentirti in divisa con tutti i compagnucci a fare la brava maestrina.
Ma insomma, in realtà quel per cui ti scrivo è un altro ordine di incazzo e di paura. Una roba che si sta naturalizzando e che mi mette un terror panico rispetto al nero futuro che ci attende. Una roba che altro che Borse e materassi ed economia!
Quello che mi ha spaventato più di tutto delle tue ultime affermazioni è che tu venerdì te ne sei uscita dicendo che non capivi perché i ragazzi delle Superiori manifestassero, dato che la tua riforma riguarda le elementari e l’università.
Allora.
Ti spiego una cosa che una fine umanista e giurista come te dovrebbe sapere.
La società civile è fatta di persone che non DOVREBBERO guardare solo al loro orticello e il ragazzo di 16 anni di oggi sarà il genitore di domani e il bimbo di 2 anni andrà alle elementari e poi alle medie e così via fin ad arrivare dentro alla cabina elettorale.
Se tu mandi in vacca le basi della cultura italiana, se mandi in vacca un sistema che era l’unico della nostra pubblicaistruzione che funzionava bene, tu stai facendo un torto a tutti noi.
Per questo c’è da esser grati ai genitori che occupano le elementari anche da parte di chi, come me, ancora non è toccato dal problema: STANNO LOTTANDO ANCHE PER NOI.
Io capisco che a te il tuo Partito ti ha insegnato che è meglio il dividi et impera di un più democratico STATO CIVILE BASATO SULLA CONDIVISIONE E SULLA PRESA IN CARICO DA PARTE DI TUTTI DEI PROBLEMI SOCIALI ma ti ricordo, Stellina, che questo a casa mia è qualunquismo e menefreghismo nei confronti della politica.
E detto da te.
Francamente.
Detto da te che fai la Ministra dell’Istruzione (Ministero che dovrebbe per primo dare il buon esempio alle giovani generazioni) mi fa veramente voglia di gettare un urlo grande grande, Maria Stella.
Che allora non lamentiamoci del bullismo e di quelle menate che invasano i tiggì e fan da cornice al problema della sicurezza se sei la prima a incitare i giovani a fottersene dei problemi politici del nostro Paese.
Ecco Maria Stella. Te lo volevo dire. Senza rancore.
Giusto perché a stare zitti in questo momento, rischiamo tutti di finire nelle classi differenziali dei complici, quelli che potevano fare e non hanno fatto.
La cagnara
Dopo un sabato caldissimo passato a fare le palline da ping pong da un centro commerciale all’altro per comprare in tutta fretta piastrelle e sanitari del bagno (i muratori polacchi sono una forza e stanno procedendo a ritmi inimmaginabili e con una professionalità pazzesca!), domenica Tino ed io abbiamo deciso di trascorrere un po’ di tempo con la Prole, che a causa della situazione, passa molte ore dai nonni.
Siamo stati al Lido di Casalecchio un posto dove un tempo i bolognesi andavano in vacanza e dove ora pineta, fiume, piscina di sabbia, anatre e oche sono lo sfondo per delle belle gite primaverili.
Tino stava ordinando il caffè alla baracchina e Frollina ed io ci apprestavamo a salire sullo scivolo quando sono arrivati tre signori (sui 40/50 anni) con relativi enormi cani (due di quelli che sembrano degli orsi e un dobberman) e ci hanno preceduto.
Hanno montato i cani sullo scivolo, nell’area giochi per i bimbi, e gli hanno fatto fare un giro.
Non ci ho visto più. Tentando di mantenere la calma gli ho chiesto se gli sembrava una buona idea far scivolare i cani dove vanno i bambini e mi hanno liquidata dicendo che non c’era niente di male e che a volte ci sono bambini più sporchi dei cani e quindi di non fare scene esagerate.
Mi stava per partire un embolo. Ero sconcertata.
Gli ho spiegato che non è una cosa molto rispettosa quella di far passare il culo sporco di merda dei loro cani laddove mia figlia spalma mani e faccia.
Loro hanno continuata dicendo che NON C’E’ NESSUN CARTELLO CHE LO VIETA.
Ho avuto la certezza del perché in Italia siamo al fascismo di Stato e di pensiero. Avrei voluto fare la zdaura incazzata e chiamare i vigili. Loro continuavano a dirmi che “non le dò mica torto ma non mi sembra che sia una cosa tanto grave!”.
Ora. Me ne fotto se non mi dai torto. Ammetti di avere fatto una minchiata, chiedi scusa e vai, invece di liquidare il tutto come se fossi una psicopatica e avessi ragione tu.
La cosa aberrante di questa simpatica scenetta è stato l’intervento accorato di NonnaBanalità che ha sparato il pistolotto che “lei ha due nipoti che giocano sempre con il suo cane e lei è molto felice perché i bambini devono stare con gli animali” che ho zittito tentando di spiegarle che il punto non è amare o meno gli animali ma rispettare i reciproci spazi. Come io non porto mia figlia a giocare nelle aree cani e sto attenta che non li spaventi o gli tiri le orecchie, ecco mi aspetto uguale rispetto.
Non bastevole la bionda cotonata, è intervenuto Arterioscleroticman che – pur non avendo assistito alla scena – passando per caso ha voluto dire la sua. Dato che deve aver dei grossi problemi con la gnocca, si è evidentemente coalizzato con i cinofili e se ne è uscito con un:
Guardi signora che ci sono un sacco di CANI che si ammalano per colpa dei BAMBINI!
a cui ho risposto che okei, c’aveva ragione lui e poteva andare e che – in effetti – certi bambini che ammalano i cani bisognerebbe sopprimerli.
La cagnara mi ha lasciata completamente disgustata. Il mio lato snob (mi sento molto più intelligente di molte persone che vivono in questo Paese) ha preso il sopravvento e mi è venuto di pensare a Arterioscleroticman in seno alla sua cabinotta elettorale, lui e il diritto di voto dato al suo neurone spento e alla sua intolleranza qualunquista.
Poi ho pensato che è proprio triste se la gente ragiona per divieti ma che ora che c’è la destra al governo saranno contenti, gliene daranno molti di divieti e speriamo si occupino anche degli scivoli.
Poi ho pensato a tutti quelli che versano soldi e firmano petizioni per dare una nuova famiglia a Fido, abbandonato in autostrada e poi sbadigliano quando al telegiornale informano sull’ultima bomba intelligente che uccide i bambini di seriebbì in Iraq.
Ho pensato anche all’uso dei mendicanti (ormai obsoleti e fuori moda, a breve non più visibili) di tenere un cucciolo di cane accanto per fare tenerezza ai passanti e indurli a versare l’obolo.
La povertà umana ci mette a disagio, ci repelle e ci induce ad aver paura, a temere per la nostra SICUREZZA, mentre il cucciolo ci intenerisce, ci spinge ad aprire cuore e portafogli per assicurargli un bicchiere di latte.
Io sono un’amante degli animali, ho avuto cani, ho gatti ma secondo me stiamo un po’ andando verso un rovesciamento totale della Morale e ci si batte più per un piccolo quadrupede che per tutelare l’infanzia, i bambini e gli esseri umani “altri” in generale.
Mi vengono i brividi.
Davvero.
VIETATO NON COMMENTARE QUESTO POST: lo scrivo perché non vorrei che qualcuno, non avendolo scritto, pensasse che non si può fare…
La mia città
Io amo molto la mia città. Amo i suoi tetti rossi. Amo i colli, la quantità di verde che la circonda e i parchi. Amo le case basse della prima periferia e amo i portici. La mia piazza è un luogo magico, dove il tramonto, quando è primavera, la colora di mare e sabbia e profumo di fiori.
Amo le serate quando tornavo a casa in bicicletta e poi andavo al Cavaioni a ballare e tutto era gratis e il parco si riempiva di gente e di colori e di bancarelle e noi si stava a parlare sulla discesona per ore e a fumarci delle canne e a volte, se c’era il tizio giusto, si limonava anche un po’.
Amo che si parlava del futuro e di libri ma anche di minchiate, tipo le vacanze e di politica e di università e di appartenenza e non e di inadeguatezza e altro ancora. Read more











