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	<title>Panzallaria &#187; Lavoro</title>
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	<description>blog di panza</description>
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		<title>Il Web, i Social, i blog e le tecnologie: possibili opportunità di lavoro per le donne?</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2011/10/10/il-web-i-social-i-blog-e-le-tecnologie-possibili-opportunita-di-lavoro-per-le-donne/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[In che modo avere un blog, usare i Social Network, essere in rete e conoscere alcuni linguaggi del web mi è servito per lavorare? In che modo la mia esperienza può essere l&#8217;exemplum dell&#8217;esperienza di altre persone? Quali sono le opportunità della Rete per le donne? Queste sono solo alcune delle domande e delle riflessioni <a href="http://www.panzallaria.com/2011/10/10/il-web-i-social-i-blog-e-le-tecnologie-possibili-opportunita-di-lavoro-per-le-donne/"><b>... leggi tutto »</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/10/NPDLogo_New.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4404" title="NPDLogo_New" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2011/10/NPDLogo_New.jpg" alt="" width="252" height="132" /></a>In che modo avere un blog, usare i Social Network, essere in rete e conoscere alcuni linguaggi del web mi è servito per lavorare? In che modo la mia esperienza può essere l&#8217;<em>exemplum</em> dell&#8217;esperienza di altre persone? Quali sono le opportunità della Rete per le donne?</p>
<p>Queste sono solo alcune delle domande e delle riflessioni che &#8211; fatte in progress &#8211; insieme ad altre donne (<a href="http://www.girlgeekdinnersbologna.com/">GGD Bologna</a>, <a href="http://articolo37.wordpress.com/">Mara Cinquepalmi</a>) &#8211; hanno portato all&#8217;idea e alla realizzazione (io per conto dell&#8217;associazione <a href="http://www.donnepensanti.net">Donne Pensanti</a>) di un evento che si terrà  <strong>sabato 15 ottobre 2011</strong> a Bologna: <a href="http://www.donnepensanti.net/2011/10/evento-le-nuove-professioni-delle-donne-bologna-15-ottobre-2011/">Le nuove professioni delle donne</a> e a cui siete tutti invitati e dove spero di incontrare parecchie delle donne che seguono questo blog.</p>
<p>Tutte le volte che mi chiedono: &#8220;Ma tu precisamente che lavoro fai?&#8221; oppure &#8220;Ma si può campare di blogging?&#8221; rispondere a parole non è affatto facile, eppure credo che per chi verrà ad ascoltare le relatrici di quell&#8217;evento, sarà tutto abbastanza manifesto.</p>
<p>No. Non si può vivere di solo blogging. Sia chiaro. E infatti io non faccio solo quello e infatti io<strong> sono sempre alla ricerca di nuove partnership</strong> (a buon intenditor&#8230;;-)) e oltre alla parte di scrittura, che è senz&#8217;altro quella che preferisco, affianco anche il lavoro sui Social Media, di pubbliche relazioni &#8211; che cerco di fare secondo un <strong>codice etico</strong> preciso &#8211; e di valorizzazione di contenuti editoriali.</p>
<p>Ma è vero che il blog è un biglietto da visita importante <strong>se hai delle idee</strong>. Sia che l&#8217;idea sia la stessa per cui apri un blog, ovvero scrivere, sia che l&#8217;idea sia una lampadina geniale, accesa nel cervello, che vuoi riuscire a fare conoscere.</p>
<p>Perché il blog, in quanto strumento<em> in progress</em>, racconta un divenire ed è molto difficile trasformarsi in ciò che non si è, in un divenire. Il bluff riesce per tempi limitati.</p>
<p>La rete oggi si crea sui Social, il tuo blog (e quindi la tua idea) la promuovi sui Social e attraverso i legami deboli puoi far conoscere il valore di quello che dici, di quello che fai e di come lo fai. Ne ho parlato altre volte, si chiama anche <a href="http://www.personalbranding.it/">Personal Branding</a>.</p>
<p>A molti sembra scontato quanto possa essere importante il web per la propria professione, ma non lo è affatto per un sacco di gente. L&#8217;idea di raccontare (attraverso speech e anche attraverso workshop pratici) quanto alcune donne sono riuscite a fare grazie alla rete, affinché sia di esempio e sprone per altre donne, vuole essere un modo concreto di condividere esperienze e conoscenza e di coinvolgere persone che &#8211; in particolari momenti della vita &#8211; sono &#8220;esiliate&#8221; dal mondo del lavoro. Volenti o nolenti.</p>
<p>I dati sull&#8217;<a href="http://www.donnepensanti.net/2011/10/donne-e-lavoro-qualche-dato-sulla-situazione-italiana/">occupazione femminile e sul divario salariale</a> <strong>tra uomo e donna</strong> nel nostro Paese, non sono confortanti e se da una parte dobbiamo pretendere dalle Istituzioni leggi e provvedimenti che invertano la rotta, dall&#8217;altra <strong>bisogna rimboccarsi le maniche</strong> e diventare anche artefici del cambiamento, in prima persona.</p>
<p>La rete in questo può aiutare.</p>
<p>Sottolineo quel &#8220;può&#8221; perché troppo spesso viene invocata illusoriamente come panacea di tutti i mali, specie delle donne, specie delle mamme in cerca di lavoro.  Le mamme sono oggi il target più ghiotto per moltissime aziende e le blogger che hanno figli diventano spesso l&#8217;obiettivo di qualsiasi tipo di <a href="http://www.socialmediascape.org/engagement-strategy/">engagement</a> che può diventare, quando non trasparente, anche illusione di un possibile lavoro futuro (in alcuni casi sottopagato), per ciò occorre attenzione e consapevolezza, entrambe competenze che si sviluppano con la conoscenza e la partecipazione dei/ai fenomeni.</p>
<p>Se dal punto di vista professionale, i lavoratori del settore ICT sono prevalentemente uomini, tra gli utenti la presenza femminile è fortissima (<a href="http://mymarketing.net/index.php?art_id=1571&amp;sez_id=4">in Italia il 45% delle donne naviga in Rete</a>): vogliamo lasciare che un ambiente dove puoi modellare la tua professione e la tua idea creativa come la Rete rimanga appannaggio professionale prevalente degli uomini?</p>
<p>Negli ultimi 3 anni (lo so bene) si è parlato moltissimo di &#8220;mamme blogger&#8221;, codificando un&#8217;etichetta e uno stile: la mamma blogger è ironica, multitasking, rimpiange l&#8217;aperitivo mentre cambia i pannolini e i pannolini mentre beve l&#8217;aperitivo, gira con I-pad ed è tecnologicamente molto attiva in rete, frequentando community di altre mamme geek.</p>
<p>Questa etichetta e tutti i suoi <em>decalages</em> hanno creato un modello al quale molte nuove protagoniste della Rete tendono a volere assomigliare. Il modello &#8211; fatto nascere anche da molti Media tradizionali &#8211;  è legato alla necessità (sociologica, ma anche di marketing) di dover creare stereotipi che servano a contenere i fenomeni, a descriverli.</p>
<p>Ha degli aspetti positivi (ha valorizzato certamente una fetta della rete italiana e ha moltiplicato l&#8217;informazione legata ai temi della genitorialità) ma anche degli aspetti negativi: rischia di diventare un&#8217;arma a doppio taglio per le donne in rete che se non aderiscono a quel modello (successo e lavoro compreso), rischiano di sentirsi inadeguate, fuori posto un&#8217;altra volta.</p>
<p>Dopo aver colonizzato il web, <strong>l&#8217;imperfezione</strong> a cui abbiamo tessuto lodi in tante, si fa perfettibilità per altre, diventando un cane che si morde la coda e che alimenta la paura delle donne di fare squadra.</p>
<p>Lo dico con cognizione di causa perché sono certa di aver fomentato &#8211; in parte &#8211; anche io quel modello (sono in fase outing).</p>
<p>Ebbene, questo evento &#8220;<a href="http://www.officineminganti.it/evento/104_le-nuove-professioni-delle-donne-study-day">Le nuove professioni delle donne</a>&#8221; non vuole essere una vetrina per blogger e professioniste affermate, tutt&#8217;altro.</p>
<p>Vuole essere un modo <strong>per ribadire l&#8217;importanza di fare modello a se&#8217;</strong>, anche professionalmente, trovando il proprio &#8220;posizionamento&#8221; on line che è &#8211; soprattutto &#8211; conseguenza di <strong>una forte identità di idea</strong>.</p>
<p>Chiunque può avere un idea imprenditoriale: la rete ci offre l&#8217;occasione per provare a realizzarla. Per farlo non servono magie, non è necessario assomigliare &#8220;a quella blogger che è tanto brava e ha avuto successo&#8221; ma occorre tenere i piedi per terra, saper riconoscere l&#8217;ecosistema in cui ci si inserisce, creare legami ma con la consapevolezza del fatto che lo si sta facendo professionalmente (e dunque saper riconoscere gli amici dai contatti professionali) e affermare la propria identità con orgoglio e passione.</p>
<p>Dati questi primi ingredienti, poi c&#8217;è tanto lavoro di costruzione e disciplina che ha poco a che vedere con frasi mitologiche (o da buzz marketing di ultima categoria) del tipo &#8220;Diventa ricco con il tuo blog&#8221;! che fanno ridere anche i polli.</p>
<p>Vi aspettiamo sabato a Bologna. Ci potete seguire anche su <strong>twitter <a href="http://twitter.com/#!/search?q=%23NPDonne">#NPDonne</a></strong> e se volete, nel frattempo potete leggere su <a href="http://articolo37.wordpress.com/category/le-nuove-professioni-delle-donne/">Articolo37 le interviste</a> ad alcune delle ospiti che si avvicenderanno quel giorno o &#8211; domani, ascoltare l&#8217;intervista in diretta su Radio Città del Capo a Linda Serra delle GGD che racconterà come è nato e si struttura l&#8217;evento.</p>
<p>L&#8217;evento sarà anche in streaming, per ciò se siete troppo lontane da Bologna e volete seguirlo, potete farlo dal vostro PC!</p>
<h3>Articoli (esterni) correlati</h3>
<ul>
<li><strong>Stefania Boleso</strong> &#8211; <a title="Permalink to Cosa mi porto a casa dalla Settimana della Comunicazione." href="http://www.socialmediaitalia.com/?p=1978" rel="bookmark">Cosa mi porto a casa dalla Settimana della Comunicazione.</a>, Su &#8220;Social Media Italia&#8221;</li>
</ul>
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		<title>Il lavoro e le donne: perché a volte siamo conniventi di situazioni ingiuste?</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2010/08/19/il-lavoro-e-le-donne-perche-a-volte-siamo-conniventi-di-situazioni-ingiuste/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 08:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Essere donne in Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
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		<category><![CDATA[presentazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Di oggi un articolo di Repubblica sugli scoraggianti dati occupazionali al femminile del nostro Paese. Nel 2010 esistono ancora situazioni professionali e zone d&#8217;Italia dove essere donna è un fattore discriminante non solo per una realizzazione professionale ma anche per mantenere un qualsiasi lavoro. Quanto c&#8217;entrano la maternità e i maggiori impegni familiari di cui <a href="http://www.panzallaria.com/2010/08/19/il-lavoro-e-le-donne-perche-a-volte-siamo-conniventi-di-situazioni-ingiuste/"><b>... leggi tutto »</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3297" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/08/donna-lavoro.gif"><img class="size-thumbnail wp-image-3297" title="Donna al lavoro" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/08/donna-lavoro-150x150.gif" alt="Donna al lavoro" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Donna al lavoro</p></div>
<p>Di oggi <a href="http://www.repubblica.it/economia/2010/08/18/news/lavoro_stipendi_pi_bassi_per_le_donne-6357236/?ref=HREC1-7">un articolo di Repubblica</a> sugli scoraggianti dati occupazionali al femminile del nostro Paese.</p>
<p>Nel 2010 esistono ancora situazioni professionali e zone d&#8217;Italia dove essere donna è un fattore discriminante non solo per una realizzazione professionale ma anche per mantenere un qualsiasi lavoro.</p>
<ul>
<li>Quanto c&#8217;entrano la maternità e i maggiori impegni familiari di cui spesso si fanno carico le donne?</li>
<li>Quante donne scelgono di rimanere a casa dal lavoro perché la ricerca è estenuante e spesso il gioco non vale la candela?</li>
</ul>
<p>Sul rapporto donne e lavoro si crea spesso un muro di omertà: <a href="http://www.pensieridistefania.blogspot.com/">pochissime donne</a> hanno il coraggio di fare nomi e cognomi, a fronte di esperienze negative, per paura di essere TAGLIATE FUORI, che il LICENZIAMENTO non sia la cosa peggiore.</p>
<p>Ci sono donne che firmano, al momento dell&#8217;assunzione, lettere in bianco di licenziamento che verranno &#8211; all&#8217;uopo &#8211; usate dal datore di lavoro per &#8220;liberarsi&#8221; di loro in modo pulito e senza alcun appiglio legale.</p>
<p>Perché queste donne ACCETTANO di firmare queste lettere?</p>
<p>Il <strong>10 settembre 2010</strong> sarò ospite di <a href="http://www.salottoprecario.it/il-programma-di-salotto-precario-alla-festa-provinciale-dell-unita/">Salotto Precario</a> alla <strong>Festa Provinciale dell&#8217;Unità di Bologna</strong> per parlare di questi temi.</p>
<p>Sto raccogliendo riflessioni e esperienze personali <a href="http://donnepensanti.ning.com/forum/topics/donne-e-lavoro-stipendi"><strong>sul social net</strong></a> <strong>di Donne Pensanti</strong> ma mi piacerebbe ricevere anche il parere dei <strong>lettori di Panzallaria</strong>, magari con un <strong>focus sulla maternità</strong> e una riflessione sul perché &#8211; a volte &#8211; le persone si sentono di non avere altra scelta che diventare conniventi di situazioni ingiuste, giocate sulla loro stessa pelle.</p>
<p>Rompiamo il muro di omertà! Parliamone di questi temi.</p>
<p>Se ne parla anche su friendfeed:<br />
<iframe src="http://friendfeed.com/panzallaria/76a41b33/donne-e-lavoro-perche-alcune-scelgono-dopo-la?embed=1" frameborder="0" height="600" width="400" style="border:1px solid #aaa"></iframe></p>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Umanista Informatico secondo me: storia di un matrimonio felice</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2010/08/17/lumanista-informatico-secondo-me-storia-di-un-matrimonio-felice/</link>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 11:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blog di Sergio Maistrello, per chi lavora con le parole e la Rete è una fonte imprescindibile di approfondimento. Così anche oggi, oltre all&#8217;interessantissima analisi su Facebook (da giorni stavo pensando anche io di fare il punto sulla mia personale evoluzione nell&#8217;uso di quel social net), grazie a lui ho scovato questo ebook: L&#8217;Umanista <a href="http://www.panzallaria.com/2010/08/17/lumanista-informatico-secondo-me-storia-di-un-matrimonio-felice/"><b>... leggi tutto »</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3290" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/08/ist2_5202212-cute-nerd-guy-and-girl-in-love-holding-a-heart.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-3290" title="Nerd innamorati" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/08/ist2_5202212-cute-nerd-guy-and-girl-in-love-holding-a-heart-150x150.jpg" alt="Nerd innamorati" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Nerd innamorati</p></div>
<p>Il blog di <a href="http://www.sergiomaistrello.it/">Sergio Maistrello</a>, per chi lavora con le parole e la Rete è una fonte imprescindibile di approfondimento.</p>
<p>Così anche oggi, oltre all&#8217;interessantissima <a href="http://www.sergiomaistrello.it/2010/08/16/i-difetti-di-facebook/">analisi su Facebook</a> (da giorni stavo pensando anche io di fare il punto sulla mia personale evoluzione nell&#8217;uso di quel social net), grazie a lui ho scovato questo ebook: <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850311002/scheda">L&#8217;Umanista Informatico</a> di Fabio Brivio e ho ovviamente dato un&#8217;occhiata alla titolazione dei capitoli e ai contenuti, dato che mi sono sentita presa in causa.</p>
<p>Mi è venuta anche voglia di parlarne, finalmente, della figura dell&#8217;<strong>Umanista Informatico</strong> verso la quale sembra si inizi a nutrire qualche interesse.</p>
<p>Sono passati quasi 10 anni da quando, raccontando agli amici della mia scelta di frequentare un <em>Master in Informatica e Comunicazione per le scienze umanistiche</em>, tutti mi guardavano come se mi fossi convertita all&#8217;Islam.</p>
<p>Mi ero laureata in Lettere, con una tesi in Letteratura contemporanea e avevo intenzione di passare dall&#8217;altra parte della barricata? Davvero mi volevo occupare &#8220;di computer&#8221;?</p>
<p>Durante gli ultimi anni di Università avevo intuito, grazie a un corso di Informatica Umanistica (davvero all&#8217;avanguardia per allora) che la Rete, il linguaggio semantico del Web e le implicazioni che avrebbe avuto un nuovo modo di raccontare il mondo e entrare in connessione che Internet offriva, erano strettamente apparentati con le scienze cognitive, la filosofia, la linguistica.</p>
<p>Quel corso cambiò decisamente il corso delle mie scelte. Perché se prima di allora il futuro professionale mi appariva come una nebulosa e l&#8217;unica certezza che avevo era che sarei stata parte della folta schiera di laureati in materie letterarie che finiscono disoccupati o che si ritrovano a fare un lavoro lontanissimo dalle proprie aspirazioni, dopo un anno tra html, css  e riflessioni attorno alle conseguenze della struttura associativa del web sul pensiero, capii che quella era la mia strada.</p>
<p>Non fu una strada facile. Non fu solo filosofia o linguistica o scienze teoriche.</p>
<p>Un umanista che ha voglia di lavorare con il web, posizionandosi in quel punto intermedio tra chi si occupa esclusivamente di contenuti in maniera tradizionale e il &#8220;nerd&#8221; informatico che &#8220;sputacchia&#8221; codice (come diceva sempre un mio Professore) deve dismettere per un po&#8217; ciò che gli sta più a cuore (le scienze umane), tenendosi cara la struttura del pensiero che ha acquisito negli anni dell&#8217;Università, per immergersi in codici di marcatura, programmazione, logiche di progettazione di un database relazionale e deve cimentarsi in materie che lo faranno sentire, spesso, un po&#8217; deficiente.</p>
<p>Come se fosse atterrato su un altro pianeta.</p>
<p>L&#8217;informatico guarda all&#8217;umanista che si avventura nel suo mondo con scetticismo e a volte disprezzo. Potrai fargli la domanda più intelligente e arguta che abbia mai sentito e la sua prima risposta sarà sempre la stessa e sempre con il medesimo tono: strascicato e annoiato.</p>
<p>&#8220;Ma è&#8217; acceso il computer?&#8221;</p>
<p>Prima di rompere il muro della diffidenza ci vorrà tempo, sangue e sudore.</p>
<p>L&#8217;Umanista tradizionale che ha a che fare con l&#8217;Umanista Informatico lo tratta quasi sempre come se fosse un tecnico della Telecom. Dal collega della carta dovrai aspettarti principalmente una sola domanda:</p>
<p>&#8220;Mi puoi aggiustare il computer? Ho lo schermo che fa le farfalle&#8230;&#8221;</p>
<p>I primi anni non sono di vita facile.</p>
<p>In compenso, una volta che avrai bevuto al Sacro Graal della programmazione e avrai costruito almeno un centinaio di pagine in Html strict usando il blocco note (e non qualche editor, che così sono capaci tutti!) per espiare i tuoi peccati di fine italianista, potrai tornare alle parole.</p>
<p>Alle parole del web.</p>
<p>Sarà come una folgorazione e ti renderai conto che hai un bagaglio di conoscenze che è un <strong>VALORE AGGIUNTO</strong> e che se anche non programmerai mai in php, il fatto stesso di sapere cos&#8217;è il php ti rende in grado di dialogare con l&#8217;informatico della scrivania accanto senza la sensazione di stare seduto accanto a uno stregone che prepara veleni e pozioni mefitiche.</p>
<p>E se la prima volta lui ti farà sempre quella stessa domanda sul tasto di accensione, poi riuscirai a conquistare la sua fiducia facendogli capire che anche tu hai a cuore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accessibilit%C3%A0_(informatica)">accessibilità</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Usabilit%C3%A0">usabilità</a> e che conosci benissimo i vantaggi dell&#8217;inserimento di un Link relativo piuttosto che assoluto.</p>
<p>Il web si muove in un territorio solo apparentemente lontano alle scienze umanistiche: l&#8217;<strong>xml</strong> è basato sulla Semantica e la categorizzazione gerarchica, avendo molto a che fare con alcuni dei principali orientamenti filosofici occidentali.</p>
<p>La struttura associativa con cui si costruisce la narrazione in Rete ricalca il modo in cui la nostra mente produce le idee ed è molto affascinante studiare i legami che ci sono tra strutture del web e riconfigurazione del pensiero e del sapere.</p>
<p>Da quando esiste la Rete la linearità che aveva acquistato enorme spazio grazie all&#8217;invenzione della scrittura ha lasciato margini di crescita al pensiero associativo, molto più di quanto oggi non ci rendiamo conto.</p>
<p>L&#8217;Umanista Informatico <strong>trova lavoro molto più facilmente</strong> e efficacemente dell&#8217;Umanista tradizionale. Dieci anni fa in pochi ne intuivano l&#8217;importanza ma oggi le principali aziende che si occupano di comunicazione web hanno capito che <strong>siamo merce preziosa</strong>.</p>
<p>Lavorare con le parole e con la progettazione di siti, blog, social network è una sfida affascinante e devo ammettere che non mi sono mai pentita della mia scelta, credo anzi che sia molto importante certificare questo tipo di figura professionale e farne percepire le potenzialità anche a chi è coinvolto, a vario titolo, nella gestione dei contenuti del web.</p>
<p>Ho voluto scrivere questo post, raccontando la mia esperienza professionale (da stagista schiava in veste di HTMLlista sono passata a editor per poi occuparmi di contenuti e social network, fino a creare progetti complessi che hanno a che fare con la struttura delle reti sociali, come ad esempio <a href="http://donnepensanti.ning.com">donne pensanti</a>) perché credo che oggi, in un Paese dove i <strong>laureati sono carne da macello della precarietà</strong>, specializzarsi in <strong>Comunicazione e Informatica</strong> sia una grandissima opportunità per tutti coloro che hanno scelto Facoltà come la mia.</p>
<p>Per dire: io ho sempre avuto opportunità professionali e quando non le ho colte è stata per una scelta personale.</p>
<p>Ho voluto scrivere questo post perché sono felice di constatare che si comincia a parlare di questo tema e non credo sia un caso il fatto che nella stessa settimana trovo il libro di Brivio e vengo invitata a un incontro con i neo laureati in Facoltà Umanistiche dell&#8217;<strong>Università di Trento</strong> per raccontare della mia esperienza.</p>
<p>Ho voluto scrivere questo post perché in Italia l&#8217;Umanista informatico è prima di tutto (e spesso solamente) colui che utilizza i mezzi informatici con fini didattici, mentre è importante dare rilievo al contributo che un umanista può dare professionalmente, anche fuori dalla scuola o dall&#8217;Accademia, nell&#8217;ambito della comunicazione.</p>
<h3>Per approfondire:</h3>
<ul>
<li><a href="http://www.fabiob.eu/2009/02/25/lumanista-informatico-perche/">Il post</a> in cui Fabio spiega perché ha scritto il libro <em>L&#8217;Informatico Umanistico</em></li>
<li>L<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Informatica_umanistica">&#8216;informatica umanistica</a> secondo wikipedia (è dato ampio spazio all&#8217;accezione più comune del termine secondo cui l&#8217;umanista che utilizza l&#8217;informatica lo fa prevalentemente come strumento didattico)</li>
<li>L&#8217;articolo <a href="http://www.ledonline.it/informatica-umanistica/Allegati/IU-03-10-Parodi.pdf">Il linguaggio oltre il linguaggio</a> di Massimo Parodi, sulla rivista Informatica Umanistica (Parodi è il professore che nel 200o diede vita al Master che ho frequentato, presso l&#8217;Università di Milano)</li>
<li>Sito ufficiale della Facoltà di <a href="http://infouma.di.unipi.it/laurea/index.asp">Informatica Umanistica</a> dell&#8217;Università di Pisa (l&#8217;unico corso di laurea attualmente in Italia che si occupa di Informatica Umanistica)</li>
</ul>
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		<title>Benvenuta nel mondo dei grandi Panz!</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/10/02/benvenuta-nel-mondo-dei-grandi-panz/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 06:42:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Sveglia alle 6.30. Doccia. Vestizione. Caffè. Gattina che vomita: benaugurio mattutino. Preparo la borsa con spazzolino, fazzolettini, tutto ino ino per una giornata fuori casa. Ci infilo dentro 5 kili di cancelleria &#8211; che lo sappiamo, alla panz ci viene uno sturbo per la cancelleria &#8211; e esco. Come al solito mi sono dimenticata di <a href="http://www.panzallaria.com/2009/10/02/benvenuta-nel-mondo-dei-grandi-panz/"><b>... leggi tutto »</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sveglia alle 6.30. Doccia. Vestizione. Caffè. Gattina che vomita: benaugurio mattutino.</p>
<p>Preparo la borsa con spazzolino, fazzolettini, tutto ino ino per una giornata fuori casa. Ci infilo dentro 5 kili di cancelleria &#8211; che lo sappiamo, alla panz ci viene uno sturbo per la cancelleria &#8211; e esco.</p>
<p>Come al solito mi sono dimenticata di pettinarmi.<span id="more-1914"></span></p>
<p>Autobus e Ipod. Caldo soffocante da adolescenti compattati che vanno a scuola: zaini tossici che ti colpiscono lo stomaco ogni frenata. &#8220;Oggi non si entra, ragaz. Facciamo fuga&#8221;. Da millenni gli stessi discorsi tra studenti e ogni volta, te che li fai, ti senti un avanguardista comunque. Chissà com&#8217;è.</p>
<p>Scendo e guardo l&#8217;orologio. Ho perso la coincidenza con la navetta che mi porterà a Greppilandia, dove lavoro. Abbarbicata sulla dolce collina di Tortellinicity.</p>
<p>&#8216;Spetto il bus e intanto ascolto delle canzoni che non vi dico, che fanno parte della compilescion di noi ignorantoni musicali, ma a me mi piacciono molto e mi aiutano a partire in quarta.</p>
<p>Sulla navetta guardo fuori dal finestrino. Le case dei ricchi in centro, le case dei ricchissimi sui colli. I suv che portano a scuola bambini biondi e pettinati (loro si ricordono, mica come la cialtrona della sottoscritta!) e dopo un po&#8217; arrivo a lavoro.</p>
<p>Lavoro, progetti, gente da conoscere, cartellino, pass, economato, mensa, discorsi belli, gente da conoscere, corridoi in cui perdersi, cancelleria da posizionare, post it da attaccare, password da imparare, gente da conoscere, lavoro, progetti, idee, numeri di telefono, appunti, idee, lavoro, progetti, gente.</p>
<p>Alle 15.30 ritorno a prendere la navetta.</p>
<p>Alle 15.50 sono scesa da Greppilandia verso Tortellini city town. Mi chiama la mamma della Malta per sapere com&#8217;è andato il primo giorno. Sono stancherrima. Erano 3 anni e 8 mesi che non uscivo di casa.</p>
<p>Praticamente un&#8217;eremita professionale.</p>
<p>Alle 16.20 sono sotto villaborghese. Salgo, mi cambio, mi disvesto e rivesto corro a scuola a prelevare Frollina. Arrivo trafelata che vorrei solo che ci potessimo sedere, lei ed io, a prendere un caffè. Magari fare due chiacchiere ma anche no.</p>
<p>E invece la mia prole giovane e entusiasta della vita  e piena di energie e sporca fino alle orecchie, con il moccolo costante, mi guarda, mi salta addosso felice di vedermi e poi mi chiede: &#8220;Andiamo al parco?&#8221;.</p>
<p>Andiamo pure. &#8216;Spetta che prendiamo il giacchin&#8230;zio canta tuo padre, oh Frollina. Ci ha proprio un avversione per i giacchini, come se non sapesse che poi alle 7 di sera, in bicicletta, viene freddo!</p>
<p>Torniamo a casa, prendo giacchino e succhino e andiamo al parco.</p>
<p>Che è una specie di incrocio tra un Zanzarificio e Calcutta. Affollato di cinni (leggi: bambini).</p>
<p>Paghiamo entrambe il nostro tributo di sangue: ma come cavolo è che il primodiottobre sia ancora pieno di zanzare???</p>
<p>Frollina flirta con FacciaSimpatica, suo amico di scuola. FacciaSimpatica la insegue ovunque, la chiama entusiasta e si lascia andare anche a un commento galante. Mentre sono incastrati dentro a un arbusto carico di fascinazione (e presumibilmente pidocchi) lui la guarda e se ne esce con un: &#8220;Ma lo sai Silvia che sei bellissima?&#8221;.</p>
<p>Roba che cuore di mamma si gonfia di tracotante vanità.</p>
<p>Torniamo a casa che c&#8217;è da fare il bagnetto, c&#8217;è da far di cena, c&#8217;è da rimettere un po&#8217; apposto, c&#8217;è da pulire il vomito della gattina (che si è messa a vomitare come nell&#8217;Esorcista, in questi giorni) e c&#8217;è da ricordarsi il proprio nome, le generalità e tutto il resto.</p>
<p>Alle 23.30 sono a letto. Alle 23.31 Morfeo si sta già prendendo cura di me.</p>
<p>Alle 23.30 e 10 secondi penso:</p>
<p style="text-align: center;">&#8220;Benvenuta nel mondo dei grandi, Panzallaria!&#8221;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Arruolata</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/09/25/arruolata/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 11:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Assunta. Dopo l&#8217;ultima visita alla Medicina del lavoro e il doveroso passaggio all&#8217;ufficio assunzioni ho un contratto alla mano. Insieme a tutta una serie di incartamenti che ora andrò a leggermi: circolari, leggi, promemoria. Stamane ho firmato. C&#8217;avrò anche un tesserino con la mia foto, un pass per il parcheggio, lo sconto-dipendenti alla mensa, 30 <a href="http://www.panzallaria.com/2009/09/25/arruolata/"><b>... leggi tutto »</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Assunta. Dopo l&#8217;ultima visita alla Medicina del lavoro e il doveroso passaggio all&#8217;ufficio assunzioni ho un contratto alla mano. Insieme a tutta una serie di incartamenti che ora andrò a leggermi: circolari, leggi, promemoria.</p>
<p>Stamane ho firmato.<span id="more-1899"></span></p>
<p>C&#8217;avrò anche un tesserino con la mia foto, un pass per il parcheggio, lo sconto-dipendenti alla mensa, 30 giorni di ferie pagate, un Sindacato (ma ve l&#8217;ho detto, devo ancora leggere bene tutte le circolari) e una serie di altri optional che diciamolo</p>
<p>anche se si tratta di un contratto di un anno solo</p>
<p>a una precaria come me</p>
<p>che ha sempre lavorato in piccole aziende, realtà medie o in telelavoro</p>
<p>fanno veramente girare la testa&#8230;</p>
<p>L&#8217;obiettivo &#8211; da qui al 1 ottobre &#8211; è riuscire ad orientarmi all&#8217;interno dell&#8217;Istituto in cui lavorerò. Che per una che ha un grande orientamento digitale ma con la realtà fa spesso a pugni, potrebbe davvero essere un problema.</p>
<p>Mi toccherà arrivare 2 ore prima per avere tutto il tempo di TROVARE il mio ufficio <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>L&#8217;organizzazione estiva della free lance: gestire la frollina e lavorare</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/07/15/lorganizzazione-estiva-della-free-lance-gestire-la-frollina-e-lavorare/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 08:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

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		<description><![CDATA[Salti mortali. Sono quelli che sto facendo in questo periodo. Perché &#8211; mea culpa &#8211; non ho saputo in tempo che esistevano dei centri estivi comunali collegati al nido dove lasciare la piccola in Luglio e ora devo fantasiosamente gestire le mie giornate per coniugare lei e il lavoro. E&#8217; bello ma anche molto faticoso. <a href="http://www.panzallaria.com/2009/07/15/lorganizzazione-estiva-della-free-lance-gestire-la-frollina-e-lavorare/"><b>... leggi tutto »</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Salti mortali.</p>
<p>Sono quelli che sto facendo in questo periodo. Perché &#8211; mea culpa &#8211; non ho saputo in tempo che esistevano dei centri estivi comunali collegati al nido dove lasciare la piccola in Luglio e ora devo fantasiosamente gestire le mie giornate per coniugare lei e il lavoro.</p>
<p>E&#8217; bello ma anche molto faticoso.</p>
<p>Non abbiamo i soldi per una baby sitter. O la baby sitter o le vacanze e abbiamo troppo bisogno di vacanze.</p>
<p>La mattina ci svegliamo e frollina ed io stiamo insieme. O andiamo al parco, o facciamo commissioni, oppure andiamo in piscina. Cerco di trovare sempre una buona occasione perché incontri altri bambini e stia in compagnia dei suoi amichetti. Frollina è molto socievole e vorrei che crescesse &#8211; pur figlia unica &#8211; coltivando condivisione e rapporti con i suoi simili.<span id="more-1724"></span></p>
<p>Una volta andiamo in montagna dal suo amico Fè e prendiamo le zecche; una volta andiamo tutti quanti in piscina e un&#8217;altra giochiamo nel giardino della ricciolona che è diventata sua amichetta inseparabile. Quando possibile andiamo a trovare la Lena che oltre essere amica storica e amata della mamma, è anche genitrice di due bambine più grandi che Frollina idolatra.</p>
<p>Quando arriva il caldo più micidiale e l&#8217;ora della nanna, mentre Frollina abbraccia Morfeo, io inizio a lavorare. Di solito sono le 15.</p>
<p>Alle 17 si sveglia. A quel punto o arriva qualche nonno che sta con lei fino alle 19, oppure di nuovo scendo in pista io. Tento di ottimizzare nelle ore di sonno di silvia i lavori più urgenti, rimandando a quando tornerà a dormire alla sera il resto.</p>
<p>Papà rientra dal lavoro alle 19.30. A quel punto ceniamo e poi &#8211; se la frolla non è esausta per le troppe cose fatte in giornata &#8211; usciamo.</p>
<p>Il martedì andiamo al teatro all&#8217;aperto.  Abbiamo scoperto la compagnia <a href="http://www.fantateatro.it/p03/cartellone.html">Fantateatro</a> e la frollina si sta divertendo tanto. Ogni spettacolo è tratto da una favola e prima e dopo la rappresentazione, c&#8217;è anche l&#8217;animazione per bambini.</p>
<p>Se non è quello è <a href="http://www.vserena.it/la_programmazione">Villa Serena</a>, dove oltre prendere una birra e ascoltare la musica per i grandi, ci sono i giochini e attività serali per i bambini. Se no è semplicemente un gelato e una passeggiata in bicicletta per Bologna.</p>
<p>Come ho già scritto, quest&#8217;estate abbiamo scollinato e Frollina non ha più bisogno di orari rigorosi e nanne puntuali per cui ci sbizzariamo tantissimo, facendo un mucchio di cose insieme. Verso le 22.30 lei va a dormire. Se ci sono urgenze, Tino ed io lavoriamo, se invece possiamo rilassarci ci fumiamo una sigaretta (l&#8217;unica della giornata) in terrazza, beviamo una birra e poi ci guardiamo un film.</p>
<p>Sono giornate indubbiamente piene e stancanti e non sempre è facile conciliare gli impegni lavorativi. Ho dovuto calare la braga e fare una cosa che &#8211; dopo gli eventi di quest&#8217;inverno &#8211; mi ero riproposta di non fare e cioé lasciare la bambina nelle grinfie di mia suocera, a casa sua, per una giornata intera.</p>
<p>Un compromesso che spero di non pagare con il sangue ma a cui sono dovuta neccessariamente scendere, consapevole che con la scuola materna (a tempo pieno), se avrò bisogno di intere giornate di lavoro ci sarà l&#8217;istituzione a correre in soccorso della free lance e non dovrò temere che la nonna sussurri nell&#8217;orecchio della piccola che la sua mamma è una zoccola <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p>Lavorare in proprio ha comunque, in questo senso, degli indubbi vantaggi. Ma è anche un terno al lotto quotidiano. Perché capita sempre che ci sia il cliente o il collaboratore che ti chiama mentre sei in piscina con la figlia e bisogna avere una mente molto reattiva per discutere dei contenuti di un sito mentre tua figlia tenta di fare un tuffo a bomba nell&#8217;acqua alta.</p>
<p>Sono stanca ma tutto sommato contenta di questa gestione.</p>
<p>Sabato mattina partiamo per le vacanze. 10 giorni di montagna.</p>
<p>Non vedo davvero l&#8217;ora. Lì, ho deciso, farò in modo di non farmi raggiungere da Internet e forse accenderò il cellulare solo alla sera. Anche perché saremo in Francia e non ho nessuna intenzione di fare chiamate internazionali. <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Voglio disconnettermi e disconnettere la mia famiglia per un po&#8217;. Per rientrare più sprintosa, grintosa e propositiva che mai!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il lavoro spiegato a e da Frollina</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/06/10/il-lavoro-spiegato-a-e-da-frollina/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 13:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[frollinese-italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mondo_spiegato_a_frollina]]></category>

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		<description><![CDATA[Frollina: Perché papà non c&#8217;è stamattina? Panz: E&#8217; andato a Roma. Per lavorare. E&#8217; partito presto. Frollina: Cos&#8217;è lavorare? Panz: Lavorare è quella cosa che si fa per portare a casa dei soldini. Frollina: Perché? Panz: Allora. Tu fai qualcosa che serve a un&#8217;altra persona. Lei in cambio ti dà i soldini e tu ci <a href="http://www.panzallaria.com/2009/06/10/il-lavoro-spiegato-a-e-da-frollina/"><b>... leggi tutto »</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/06/102_1768.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1587" title="102_1768" src="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/06/102_1768-300x200.jpg" alt="102_1768" width="300" height="200" /></a></strong></p>
<p><strong>Frollina</strong>: Perché papà non c&#8217;è stamattina?</p>
<p><strong>Panz</strong>: E&#8217; andato a Roma. Per lavorare. E&#8217; partito presto.</p>
<p><strong>Frollina</strong>: Cos&#8217;è lavorare?</p>
<p><strong>Panz</strong>: Lavorare è quella cosa che si fa per portare a casa dei soldini.</p>
<p><strong>Frollina</strong>: Perché?</p>
<p><strong>Panz</strong>: Allora. Tu fai qualcosa che serve a un&#8217;altra persona. Lei in cambio ti dà i soldini e tu ci compri la pappa, i giochi, i libri, i vestiti.</p>
<p>Così siete entrambi felici.</p>
<p><span id="more-1586"></span></p>
<p><strong>Frollina</strong>: Perché bisogna lavorare?</p>
<p><strong>Panz:</strong> Te l&#8217;ho spiegato.</p>
<p><strong>Frollina</strong>: Ma perché per pappa bisogna soldini?</p>
<p><strong>Panz</strong>: Perché così possiamo tutti fare qualcosa l&#8217;uno per l&#8217;altro. Chi mangia la pappa compra la pappa da chi fa la pappa e così via.</p>
<p><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/06/102_1768.jpg"></a><strong>Frollina</strong>: Ma perché non possiamo mangiare la pappa e fare la pappa tutti insieme?</p>
<p><em>Dovrò spiegare a Frollina che se ha deciso di intraprendere una carriera come comunista  meglio che cambi subito idea: quello della velina è un destino migliore e ci sono di gran lunga più possibilità di entrare al Parlamento Europeo</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Panz al Mam</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/05/24/panz-al-mam/</link>
		<comments>http://www.panzallaria.com/2009/05/24/panz-al-mam/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 May 2009 10:12:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[mamme blogger]]></category>

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		<description><![CDATA[Di fretta scrivo perché di fretta vado. Che qua, questa scarlattina rende più vispi di un tiro di coca. Diciamolo: gran bazza l&#8217;esantema. A parte la prigionia forzata e l&#8217;overdose di antibiotici, la frollina sembra più in forma di un grillo! Ieri sono stata al Mam.  Soccia. Mi sono divertita. E&#8217; venuta a prendermi in <a href="http://www.panzallaria.com/2009/05/24/panz-al-mam/"><b>... leggi tutto »</b></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="foto di gruppo al Mam" src="http://www.mammaamamma.com/wp-content/uploads/2009/05/p1030513.jpg" alt="" width="288" height="216" />Di fretta scrivo perché di fretta vado. Che qua, questa scarlattina rende più vispi di un tiro di coca. Diciamolo: gran bazza l&#8217;esantema. A parte la prigionia forzata e l&#8217;overdose di antibiotici, la frollina sembra più in forma di un grillo!</p>
<p>Ieri sono stata al <a href="http://www.mammaamamma.com/">Mam</a>. </p>
<p>Soccia.</p>
<p>Mi sono divertita.</p>
<p>E&#8217; venuta a prendermi in stazione<a href="http://extramamma.blogspot.com/2009/05/mam.html"> Extramamma</a> con la sua mini rossa. Abbiamo parlato di tantissime cose mentre tentavamo di raggiungere la meta  e sommando i due sensi dell&#8217;orientamento ci perdevamo ad ogni incrocio.</p>
<p>E&#8217; proprio come me la sentivo nelle mail e sul suo blog: fantastica. Materna. Intelligente.</p>
<p>Al Mam ho conosciuto e rivisto molte mamme che seguivo solo sui loro blog o che erano passate di qui:  <a href="http://smile1510.splinder.com/">Smile1510</a>,<a href="http://digitalorma.splinder.com/"> Orma</a>, <a href="http://www.smamma.net/">Smamma</a> e molte altre (non ce la faccio a inserire i link di tutte, scusatemi!).<span id="more-1530"></span></p>
<p>Abbiamo pranzato alla mensa del Sole 24 ore con <a href="http://theitalianmom.blogspot.com/">Itmom</a>.</p>
<p>Il convegno del mattino l&#8217;ho seguito poco per il ritardo con cui abbiamo messo piede al Sole e un po&#8217; mi è dispiaciuto. Il dibattito mi è interessato anche se su alcuni punti non concordo in toto. A parlare erano giornalisti e professionisti economici e si analizzavano le potenzialità dei blog di mamme e se possono essere un&#8217;occasione di guadagno. </p>
<p>Sembrava che ci dovesse essere uno studio dietro a un blog e che molte lo facessero per guadagnare. Non credo. Così come non credo che il fatto che il blog non faccia guadagnare in se&#8217; chiuda il discorso del legame blog e lavoro.</p>
<p>Io per esempio sono anni che scrivo Panzallaria, non ho mai pensato di farne una fonte diretta di reddito inserendo banner o sponsor ma è un fatto che mi sia creata una rete di conoscenze, un sistema di credibilità e trasparenza di quello che so fare sul web tale che il lavoro che ho dipende in larga misura anche da qui. Cioè, la credibilità di Panzallaria ha funzionato da traino per fare lavorare Francesca Sanzo.</p>
<p>Alle 14 è iniziato il Camp. Inaugurato dalla sottoscritta.</p>
<p>Non ho potuto ascoltare molto del resto perché mi hanno intervistata (mi sono emozionata, lì davanti alle telecamere come l&#8217;Angelina Jolie delle cicciardone!) e poi ho risposto a qualche intervista scritta.</p>
<p>Tipo che ci sono due ragazze (se leggete, ieri mi sono scordata, me la mandate poi la vostra tesi che mi farebbe tanto piacere leggerla???) che stanno facendo una tesi sulle mamme blogger. In cui ci sarò anche io. Dentro a una tesi.</p>
<p>Non posso chiedere di più alla vita <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ho conosciuto <a href="http://desian66.blogspot.com/">Desian</a>  - coraggioso papà blogger che è intervenuto  e che ha una figlia che si chiama Silvia come la mia! &#8211; e <a href="http://www.bravibimbi.it/2009/05/23/mam-mamma-a-mamma-report/">Barbapapà</a> che mi ha raccontato dei loro stupendi progetti di cui vi parlerò poi diffusamente.</p>
<p>Sono tornata a casa dalla mia salsiccietta con la scarlattina che lei e Tino &#8211; pur chiusi in casa &#8211; si erano divertiti e lui, in una giornata da mammo a tempo pieno &#8211; aveva addirittura fatto le pulizie!!!!</p>
<p>Pensieri fatti in treno (che poi ho ritrovato anche sul blog di Extramamma): </p>
<p>questa cosa delle mamme blogger che suscitano così tanto interesse e fanno cose e vedono gente &#8211; come scrive <a href="http://theitalianmom.blogspot.com/">Itmom</a> - ha un rovescio della medaglia che è abbastanza grottesco: se continua così, finisce che dobbiamo dare in adozione i figli perché tra bloggare, partecipare, comunicare e fare le cose 2.0, nel nostro mondo autoreferenziale di blogger, non avremo più il tempo di andare al parco <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Grazie a <a href="http://jolanda.filastrocche.it/">Jolanda </a>e a suo marito e a <a href="http://www.fattoremamma.com/">Fattore Mamma</a> e al <a href="http://www.ilsole24ore.com/">Sole 24 ore</a>: è stata davvero una giornata interessante e ricca. Soprattutto dal punto di vista dei rapporti personali.</p>
<p>I convegni &#8211; tanto era la gioia dell&#8217;incontro &#8211; sono purtroppo passati un po&#8217; in secondo piano. <strong>Speriamo mettano presto il podcast sul sito</strong> così me li rivedo in differita perché l&#8217;argomento non va sottovalutato.</p>
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