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	<title>Panzallaria - blog di panza &#187; lettere aperte</title>
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	<description>personal storytelling</description>
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		<title>Nelle scuole dell&#8217;Emilia-Romagna il gioco del silenzio in una circolare</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 08:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[invettive]]></category>
		<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[lettere aperte]]></category>

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		<description><![CDATA[Il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna, Marcello Limina, ha mandato ai dirigenti scolastici questa circolare, in cui li si invita a sensibilizzare il personale della scuola, sul corretto comportamento da tenere con gli organi di stampa Il pdf è AUTOESPLICATIVO. Grazie a una segnalazione di Silvia, ricevo questa lettera aperta di una mamma insegnante che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/05/bavaglio.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3041" title="bavaglio" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/05/bavaglio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna, <strong>Marcello Limina</strong>, ha mandato ai dirigenti scolastici <a href="http://www.foruminsegnanti.it/images/materiali/Circolare_Limina.pdf">questa circolare</a>, in cui li si invita</p>
<blockquote><p>a sensibilizzare il personale della scuola, sul corretto comportamento da tenere con gli organi di stampa</p></blockquote>
<p>Il pdf è <strong>AUTOESPLICATIVO</strong>.</p>
<p>Grazie a una segnalazione di Silvia, ricevo questa lettera aperta di una mamma insegnante che risponde così alla circolare:</p>
<blockquote><p>Gentile Dottor Limina,</p>
<p>Le scrivo questa lettera per chiederLe umilmente perdono e confessare le mie<br />
colpe di fronte a tutto il popolo italiano. Sì, lo ammetto: non ho identificato lo Stato col partito di governo, mi sono<br />
concessa la libertà (parola ormai odiosa alle mie orecchie, in quanto foriera di tanti mali) di avere un’opinione diversa dalla Sua e da quella dei Suoi e miei superiori.<br />
Ho colpevolmente dimenticato, e me ne pento, che non è tollerato avere opinioni e men che meno esprimerle.<br />
Prometto che d’ora in avanti, ogni volta che la stampa mi chiederà informazioni sulla scuola, io Le telefonerò prima per chiederLe il permesso di parlare e farLe preventivamente leggere le mie dichiarazioni.<br />
D’altronde, so che Lei è sempre disponibile ad ascoltare i Suoi docenti, in qualunque momento La interpellino. Chissà quanti ne avrà già ricevuti ed ascoltati da quando è venuto tra noi! E chissà quante volte si sarà reso disponibile a parlare con i genitori e gli studenti, perciò dovrei vergognarmi ad aver anche solo pensato di poterLa in qualche modo scavalcare. Con il Suo richiamo, Lei mi ha ricordato che dobbiamo credere, obbedire e combattere tutti uniti per il medesimo scopo: realizzare questo progetto meraviglioso, la scuola Tremonti-Gelmini.</p>
<p>Sento di doverLa ringraziare con tutto il cuore per avermi ricordato i miei doveri di servitore dello Stato e per avermi rammentato la fedeltà che devo alla nazione.<br />
Effettivamente in questi ultimi mesi non ho svolto fino in fondo il mio dovere di cittadino e di funzionario dello Stato.<br />
Non ho adeguatamente tutelato l’amministrazione per cui lavoro: infatti, non ho parlato con ogni singolo collega ed ogni singolo studente o genitore della mia scuola di quello che sta succedendo. Non ho fatto di tutto per tutelare il diritto allo studio e la scuola della Costituzione.<br />
Non ho anteposto ad ogni considerazione personale il bene primario che la scuola pubblica rappresenta, come il mio contratto di lavoro e le leggi dello Stato prevedono, permettendo che mille sciacalli ne facessero a turno la loro<br />
preda. Non ho affrontato in classe con i miei studenti l’argomento “riordino dei cicli”, né quello inerente i tagli alla scuola, all’università e alla ricerca come avrei dovuto fare, per invitarli a difenderne il profilo costituzionale.<br />
Non ho difeso come avrei dovuto diritti sanciti dalla nostra Costituzione, come ad esempio quello sulla libertà di pensiero e sulla libertà di insegnamento, sulle pari opportunità di accesso al sapere e sulla laicità e<br />
gratuità della scuola. Sono colpevole, lo riconosco. So che posso fare molto meglio e impegnarmi assai di più.</p>
<p>Ma sono disposta a tutto pur di espiare questa grave colpa.</p>
<p>Mi impegno, da domani stesso, ad entrare in classe tutte le mattine e dire per prima cosa: “Attenzione, ragazzi, vi stanno togliendo il diritto allo studio, stanno distruggendo la Scuola della Costituzione”, e a parlare profusamente con<br />
loro del perché. Mi impegno, da domani stesso, a parlare con ogni singolo genitore, perché si impegni con me nel difendere questo bene primario della nazione a cui io debbo fedeltà ed obbedienza come funzionario e come cittadino.</p>
<p>Mi impegno, da domani stesso, a informare ogni singolo docente ed ATA sulle possibili azioni da compiere per difendere i diritti sanciti dalla Costituzione.</p>
<p>Mi impegno, da domani stesso, a scriverLe ogni giorno inviandoLe sulla casella e-mail le mie domande e le mie richieste e ad invitare tutti quelli che conosco a fare altrettanto, in modo che Lei sia sempre aggiornato sui nostri anche più reconditi pensieri.</p>
<p>In trepidante attesa di ricevere ulteriori istruzioni tramite il Suo sito web, Le porgo i miei umili ed ossequiosi saluti</p>
<p>Roberta Roberti, insegnante e mamma pentita</p></blockquote>
<p>La mail pubblica di Limina non la trovo, perché sarebbe bello copiare l&#8217;esempio di Roberta. Però credo sia importante diffondere questa riflessione.</p>
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		<title>Studenti &#8220;diversamente abili&#8221;?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 11:24:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[decreto gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[lettere aperte]]></category>
		<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Con piacere copio e pubblico una lettera al Ministro Gelmini sulla definizione &#8220;diversamente abili&#8221;. Un mio amico che è cieco un giorno mi disse: &#8220;io sono cieco, odio quando si riferiscono a me con dei giri di parole che mi fanno sentire ancora più inadeguato!&#8221;. Il senso della missiva, molto più pertinente del piccolo aneddoto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con piacere copio e pubblico una lettera al Ministro Gelmini sulla definizione &#8220;diversamente abili&#8221;. Un mio amico che è cieco un giorno mi disse: &#8220;io sono cieco, odio quando si riferiscono a me con dei giri di parole che mi fanno sentire ancora più inadeguato!&#8221;. Il senso della missiva, molto più pertinente del piccolo aneddoto da me citato, è comunque questo.</p>
<p>Grazie <strong>Enza</strong> per la segnalazione!<span id="more-926"></span></p>
<p><strong>Alla cortese attenzione dell&#8217;onorevole Mariastella Gelmini e p.c. Presidente CNUDD Prof. Paolo Valerio</strong></p>
<p><strong>Oggetto</strong>: osservazioni sull&#8217;<strong>espressione &#8220;studenti diversamente abili&#8221;</strong> utilizzata nel decreto per i criteri ripartizione stanziamento per interventi studenti diversamente abili anno 2008</p>
<p>Illustrissimo Sig. Ministro,</p>
<p>sono un operatore che lavora da anni nel campo della disabilità e in particolare nei <strong>Servizi universitari di supporto agli studenti universitari con disabilità</strong>.</p>
<p>Le scrivo sollecitato dalla lettura del <strong> Decreto Ministeriale 28 agosto 2008 prot. n. 159/2008</strong>, da Lei firmato, in cui campeggia l&#8217;espressione &#8220;studenti diversamente abili&#8221;, sulla quale vorrei proporLe alcune brevi considerazioni.</p>
<p>Mi permetta di partire da una frase illuminante di <strong>Giuseppe Pontiggia</strong> apposta come dedica a un suo bel libro: «A tutte le persone disabili che lottano, non per diventare uguali agli altri, ma se stessi». Tale dedica ci interpella tutti, nessuno escluso.</p>
<p>In  nessun ambito della vita le parole sono chiacchiere, tantomeno nell&#8217;ambito del sistema formativo formale (quello di Sua competenza come Ministro): nella correzione dei temi contano perfino gli accenti e gli apostrofi,  si immagini quindi il peso specifico delle parole! La mia non vuole essere una mera disputa lessicografica o semantica, nell&#8217;uso di certi termini sono in ballo questioni più profonde, che concernono il rispetto vero delle persone, delle loro storie di vita e della loro condizione esistenziale.</p>
<p>L&#8217;espressione &#8220;studenti diversamente abili&#8221; è sempre più diffusa nel mondo dell&#8217;informazione e della politica, ma moltissimi fra i più competenti, preparati e appassionati operatori italiani nell&#8217;area delle disabilità hanno eccepito vigorosamente su di essa. Le riporto alcuni esempi: la teologa Adriana Zarri scrive che <strong>questa «ridicola e ipocrita definizione rappresenta il colmo dell&#8217;imbarbarimento e, in fondo, dimostra una mancata accettazione di uno stato di difficoltà»</strong>; Andrea Pancaldi parla di <strong>termine «carico di ambiguità»</strong>; il giornalista Franco Bomprezzi denuncia una <strong>«deriva linguistica che, nell&#8217;enfatizzare le capacità di alcuni, ignora le persone con maggiori difficoltà»</strong>. Carlo Giacobini, poi, descrive il &#8220;neologismo&#8221; con acuta ironia come «un <strong>ansiolitico linguistico</strong>, utile al massimo a mettere in pace la coscienza di coloro che non si sono mai fatti carico sino in fondo di questi problemi».</p>
<p>Personalmente ritengo che si tratti di un <strong>tentativo maldestro di &#8220;sdoganare&#8221; le disabilità</strong>, rimuovendo (o se si preferisce camuffando) le difficoltà reali che assillano giorno per giorno gli studenti universitari con disabilità. I<strong>nvece di lottare per affermare nella prassi quotidiana il diritto all&#8217;uguaglianza di opportunità</strong>, si inseguono goffamente <strong>modelli efficientisti ed estetici</strong>. Qualcuno potrebbe obiettare che l&#8217;espressione <strong>mira a valorizzare le abilità residue </strong>(quando ci sono), il che è sicuramente doveroso ma <strong>ha come indispensabile presupposto il riconoscimento leale e oggettivo delle limitazioni </strong>delle attività, non la loro rimozione attraverso operazioni di ‘cosmesi comunicativa&#8217;.</p>
<p>L&#8217;inserimento e l&#8217;inclusione sono possibili, da una parte, mediante provvedimenti amministrativi che favoriscano i progetti di vita indipendente di ciascuno (e quindi mettendo in campo investimenti); dall&#8217;altra, attraverso processi culturali di accettazione lunghi e complessi, che non solo non passano attraverso la proposta di nuove e ambigue definizioni ma possono addirittura essere da esse ostacolati.<br />
Gli studenti universitari con disabilità hanno bisogno di servizi, e non di questi biglietti da visita ingenui, e anche fuorvianti.</p>
<p>Infine, vale la pena ricordare che il termine diversamente abile non ha nessun rigore scientifico, né alcuna valenza sul piano legislativo ed è intraducibile in altre lingue. L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, che il 22/5/2001 ha approvato la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, suggerisce di usare il termine &#8220;persone disabili&#8221; o &#8220;persone con disabilità&#8221;.Mi auguro, Sig. Ministro, che non voglia liquidare questa mia lettera come un semplice esercizio di pedanteria e puntigliosità semantica, ma intenderla come un piccolo contributo sulla strada da percorrere per la piena promozione dei diritti di cittadinanza delle persone con disabilità e per la creazione delle condizioni perché possano essere se stesse e non quello che noi vogliamo che siano.</p>
<p>E allora, mi creda Sig. Ministro, tutti noi saremo più autenticamente noi stessi.</p>
<p>Napoli 19/01/2009<br />
Carmine Rizzo</p>
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		<title>Il Mostro unico</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 13:38:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[decreto gelmini]]></category>
		<category><![CDATA[lettere aperte]]></category>
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		<description><![CDATA[scritto da Stefano Benni, letto sul Manifesto e qui copiato: Il mostro unico Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini. Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana. Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>scritto da <strong>Stefano Benni</strong>, letto sul Manifesto e qui copiato:</p>
<h3><span class="size8"><span class="grassetto">Il mostro unico</span></span></h3>
<p><span class="size8"> Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.<br />
Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.<br />
Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.<br />
E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.</span><span id="more-727"></span></p>
<p><span class="size8"><br />
Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico.<br />
Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.</p>
<p>Secondo il DMU (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all’immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell’ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.</p>
<p>Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.</p>
<p>Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.</p>
<p>Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio.</p>
<p>Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.</p>
<p>Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay.<br />
Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.</p>
<p>Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me.<br />
Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica.</span></p>
<p><a href="http://www.stefanobenni.it/">http://www.stefanobenni.it/</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Cara Maria Stella &#8211; lettera aperta alla Gelmini</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2008/10/20/cara-maria-stella-lettera-aperta-alla-gelmini/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 12:40:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica & Società]]></category>
		<category><![CDATA[invettive]]></category>
		<category><![CDATA[lettere aperte]]></category>

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		<description><![CDATA[Cara Maria Stella, ti chiamo così che anche se sembri imbalsamata da un secolo, scopro che hai la mia stessa età e allora mi sembra non te la debba prendere se poi ti dò del tu, soprattutto in ragione del fatto che vuoi incidere così profondamente sulla vita mia e di mia figlia e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Maria Stella,</p>
<p>ti chiamo così che anche se sembri imbalsamata da un secolo, scopro che hai la mia stessa età e allora mi sembra non te la debba prendere se poi ti dò del tu, soprattutto in ragione del fatto che vuoi incidere così profondamente sulla vita mia e di mia figlia e di tutto questo stivale del mio paese.</p>
<p>Ora. Mi ero ripromessa che per un po&#8217; non avrei detto/scritto/urlato niente di politica che c&#8217;ho abbastanza i cazzi miei in questo periodo e poi mi viene il sangue amaro e il sangue amaro mi produce l&#8217;orticaria e sto male abbestia. Ogni tanto &#8211; tutti &#8211; hanno il sacrosanto diritto di farsi un po&#8217; i cazzi loro.</p>
<p>Ma te insisti.</p>
<p>Insisti con questa riforma che io mi chiedo (domanda che tu rivolgi a noi e io ti giro volentieri): ma lo hai letto quello che hai scritto? ma sei proprio proprio certa di non aver subito traumi insuperati alle elementari per cui vuoi rigettarli sui poveri cinni (leggi: bambini in bolognese) di questo nuovo milennio? no perché a me la tua riforma mi ricorda tanto quando le facevamo noi le elementari, solo che &#8211; per esempio &#8211; nella mia scuola (che era molto avanti!) il grembiulino era già un optional.</p>
<p>Ma magari nella tua no e a te piaceva sentirti in divisa con tutti i compagnucci a fare la brava maestrina.</p>
<p>Ma insomma, in realtà quel per cui ti scrivo è un altro ordine di incazzo e di paura. Una roba che si sta naturalizzando e che mi mette un terror panico rispetto al nero futuro che ci attende. Una roba che altro che Borse e materassi ed economia!<br />
Quello che mi ha spaventato più di tutto delle tue ultime affermazioni è che tu venerdì te ne sei uscita dicendo che non capivi perché i ragazzi delle Superiori manifestassero, dato che la tua riforma riguarda le elementari e l&#8217;università.</p>
<p>Allora.</p>
<p>Ti spiego una cosa che una fine umanista e giurista come te dovrebbe sapere.</p>
<p>La società civile è fatta di persone che non DOVREBBERO guardare solo al loro orticello e il ragazzo di 16 anni di oggi sarà il genitore di domani e il bimbo di 2 anni andrà alle elementari e poi alle medie e così via fin ad arrivare dentro alla cabina elettorale.</p>
<p>Se tu mandi in vacca le basi della cultura italiana, se mandi in vacca un sistema che era l&#8217;unico della nostra pubblicaistruzione che funzionava bene, tu stai facendo un torto a tutti noi.</p>
<p>Per questo c&#8217;è da esser grati ai genitori che occupano le elementari anche da parte di chi, come me, ancora non è toccato dal problema: STANNO LOTTANDO ANCHE PER NOI.</p>
<p>Io capisco che a te il tuo Partito ti ha insegnato che è meglio il <em>dividi et impera </em>di un più democratico STATO CIVILE BASATO SULLA CONDIVISIONE E SULLA PRESA IN CARICO DA PARTE DI TUTTI DEI PROBLEMI SOCIALI ma ti ricordo, Stellina, che questo a casa mia è qualunquismo e menefreghismo nei confronti della politica.</p>
<p>E detto da te.</p>
<p>Francamente.</p>
<p>Detto da te che fai la Ministra dell&#8217;Istruzione (Ministero che dovrebbe per primo dare il buon esempio alle giovani generazioni) mi fa veramente voglia di gettare un urlo grande grande, Maria Stella.</p>
<p>Che allora non lamentiamoci del bullismo e di quelle menate che invasano i tiggì e fan da cornice al problema della sicurezza se sei la prima a incitare i giovani a fottersene dei problemi politici del nostro Paese.</p>
<p>Ecco Maria Stella. Te lo volevo dire. Senza rancore.</p>
<p>Giusto perché a stare zitti in questo momento, rischiamo tutti di finire nelle classi differenziali dei complici, quelli che potevano fare e non hanno fatto.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Caro Altan &#8211; lettera aperta sulla Pimpa</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 09:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[figli e giochi]]></category>
		<category><![CDATA[lettere aperte]]></category>
		<category><![CDATA[Pimpa]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Francesco Tullio Altan, ti scrivo perché ho sempre stimato il tuo lavoro &#8211; sono una fan delle tue vignette satiriche &#8211; e ora ho una figlia duenne che è entrata in fissa con la Pimpa. Ogni giorno, a casa nostra, si consuma una quotidiana lotta per convincere la piccola Frollina che non può SEMPRE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://lh6.ggpht.com/francesca.sanzo/SNjrUjnT2MI/AAAAAAAAAKE/MTd-JGEcOes/s144/estate_08_agosto_sett%20129.jpg" alt="" align="left" /><br />
Caro Francesco Tullio Altan,</p>
<p>ti scrivo perché ho sempre stimato il tuo lavoro &#8211; sono una fan delle tue vignette satiriche &#8211; e ora ho una figlia duenne che è entrata in fissa con la <strong><a href="http://www.pimpa.it/home.html">Pimpa</a></strong>.</p>
<p>Ogni giorno, a casa nostra, si consuma una quotidiana lotta per convincere la piccola Frollina che non può SEMPRE guardare la tua Pimpa. Però ormai, ognuno di noi, compresi i due felini, conosce a memoria ogni battuta dei 4 dvd con gli episodi del cane con la dermatite.</p>
<p>Inoltre, caro Francesco Tullio, essendo la sottoscritta affetta da plurime patologie della pelle (tra cui ponfi rossi di orticaria molto simili a quelli della Pimpa), ecco devo dire che io quel cane lì me lo sono preso davvero a cuore.</p>
<p>C&#8217;ho alcune domande.</p>
<p><span id="more-648"></span></p>
<ol>
<li>Come cavolo fanno <strong>Pimpa ed Armando a essere due pingui ciccioni</strong> se ogni volta che il nasuto omuncolo chiede alla cagnetta di andare nel bosco a raccogliere fragole, funghi o a pescare nel fiume succede sempre che pesci, funghi, fragole e ogni forma animale e vegetale le si incolli come l&#8217;attak e un caloroso rapporto di amicizia si sostituisca ad una più sana catena alimentare??? A tal riguardo, tra l&#8217;altro, vorrei farti presente &#8211; caro Tullio &#8211; che noi genitori ci spertichiamo perché i nostri figli mangino pesce, carne e ogni forma di proteina animale per ritrovarci a dover fare i conti con l&#8217;etica della Pimpa e di quei cazzo di 303 amici, tutti parlanti. Nei tuoi cartoni, l&#8217;unica cosa che non parla e non ha la fotta di giocare con la Pimpa sono gli spinaci e le carote &#8211; poveri sfigati, chissà poi cosa ti hanno fatto di male per essere sempre sacrificati alla fame dei due protagonisti! &#8211; e tu lo sai, mica possiamo nutrire la Prole di spinaci e carote a vita!</li>
<li><strong>In che rapporto sono Pimpa ed Armando</strong>? dico sul serio. Perché Armando non ha una fidanzata ne&#8217; uno straccio di amico? E&#8217; brutto come la fame, onestamente, ma ha una bella casetta in campagnamontagnamarecollina e potrebbe benissimo risultare un buon partito. Non è che Pimpa macchina alle sue spalle &#8211; insieme alla gallina, l&#8217;oca e le scarpe &#8211; per continuare a dominarlo e manipolarlo psicologicamente?</li>
<li><strong>Dove cazzo abitano quei due???</strong> Una volta vanno al mare a piedi, poi si distendono vicino ad un fiumiciattolo di montagna e successivamente ammirano la natura docile delle colline senesi. Di sicuro vivono ad un tiro di schioppo dall&#8217;Africa e anche dall&#8217;India, dove la cagnetta con la dermatite atopica va quasi ogni giorno, per tornare alla sera dal suo schiavopadrone umano.</li>
</ol>
<p>Per finire, caro Francesco Tullio, avendo io a cuore la salute di Pimpa, vorrei consigliarti il superluminare che mi ha in cura. Secondo me potrebbe tornare utile sia a lei che all&#8217;Armando, il quale comincia ad avere una forte ( e sospetta!) coperouse sulle guance e anche sul suo nasone.</p>
<p>Ora. Io mi fido di te e diciamo pure che anche il vecchio ciccione è affetto da stress che gli ha causato qualche problema alla pelle, ma siamo proprio sicuri che Armando quando si impomata i capelli e infila il cappello va veramente in ufficio dove dice di andare? Siamo sicuri che in quel paese lì, dove i cani con le bolle possono parlare e anche le sedie, i tavoli, gli orsi, le palle e le finestre possono parlare, non ci sia qualche bettola alcolica e peccaminosa che irretisce il nostro causandogli dipendenze da alcolici e stupefacenti?</p>
<p>No perché devi ammetterlo.</p>
<p>Sopravvivere alla Pimpa che rende il mondo un posto migliore e pieno di ogni forma di bontà e generoso altruismo &#8211; anche da parte di rettili schifosi, leoni grandissimi e razzi atomici &#8211; ecco io credo che non sia facile nemmeno un po&#8217;.</p>
<p>Alle volte un aiutino. Alle volte un po&#8217; di zozzeria.</p>
<p>Insomma, l&#8217;Armando avrebbe tutta la mia comprensione se fosse un avinazzato da bar&#8230;</p>
<p><a href="http://panzallaria.tumblr.com/post/54842537/una-puntata-della-pimpa-per-coglierne-appieno-la">&gt;&gt;&gt; Una puntata della Pimpa, per chi volesse rinfrescarsi sulla sua filosofia esistenziale</a></p>
<p><a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Pimpa">&gt;&gt;&gt; La vera storia della Pimpa, raccontata da Nonciclopedia</a></p>
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