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	<title>Panzallaria - blog di panza &#187; rassegna_stampa</title>
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	<description>personal storytelling</description>
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		<title>Grazie a Giorgia di Repubblica Bologna</title>
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		<pubDate>Sat, 29 May 2010 10:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna_stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa mi ha telefonato Giorgia, giornalista della Repubblica Bologna chiedendomi di raccontarle il mio punto di vista sul fenomeno del mommyblogging. La ringrazio perché ha dedicato un articolo alla sottoscritta, al mio punto di vista sul marketing, all&#8217;iniziativa di Genitori Crescono sugli skill nei curricula delle mamme e papà, al libro di Patrizia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/05/Repubblica-Bologna-2010.05.29-450px.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3072" title="Repubblica-Bologna-2010.05.29-450px" src="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/05/Repubblica-Bologna-2010.05.29-450px-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Qualche giorno fa mi ha telefonato Giorgia, giornalista della <strong>Repubblica Bologna</strong> chiedendomi di raccontarle il mio punto di vista sul fenomeno del mommyblogging.</p>
<p>La ringrazio perché ha dedicato un articolo alla sottoscritta, al mio punto di vista sul marketing, all&#8217;iniziativa di <a href="http://genitoricrescono.com">Genitori Crescono</a> sugli skill nei curricula delle mamme e papà<a href="http://www.webster.it/libri-mamma_url_violi_patrizia_dalai-9788860736826.htm">, al libro di Patrizia Violi </a>che sarà presentato <strong>lunedì alle 18.30 alla Libreria Ambasciatori</strong> e alle altre due mamme blogger bolognesi, <a href="http://www.mammafelice.it">Mammafelice</a> e <a href="http://mammacattiva.blogspot.com">Mammacattiva</a>.</p>
<p>E&#8217; un articolo<strong> un po&#8217; fuori dal coro</strong> e sono onorata di esserci finita dentro!</p>
<p>Grazie Giorgia, per la stima e per l&#8217;apprezzamento.</p>
<ul>
<li>Qui <a href="http://www.panzallaria.com/wp-content/uploads/2010/05/Repubblica-Bologna-2010.05.29.pdf"><strong>la versione completa in pdf</strong></a> (con l&#8217;intervista integrale)</li>
<li>Qui<a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/05/29/news/m_mme_blogger-4419792/"> <strong>la versione on line dell&#8217;articolo</strong></a></li>
</ul>
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		<title>Vivere slow e altre storie (e segnalazioni)</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2010/01/15/vivere-slow-e-altre-storie-e-segnalazioni/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 12:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Maternità]]></category>
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		<description><![CDATA[Disclaimer: se leggi tutto l&#8217;articolo trovi anche una segnalazione di un mercato della terra, domani a bologna. Sono giorni un po&#8217; frenetici. Eppure mi sono data come obiettivo di vivere slow, in questo 2010. Non è sempre facile o possibile, ma &#8211; per dire &#8211; quando esco dall&#8217;ufficio e vado a prendere la nanetta a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em></p>
<div id="attachment_2186" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2010/01/camino.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2186" title="camino" src="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2010/01/camino-150x150.jpg" alt="foto presa in prestito da http://www.comune.pollica.sa.it/" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">foto presa in prestito da www.comune.pollica.sa.it/</p></div>
<p>Disclaimer: se leggi tutto l&#8217;articolo trovi anche una segnalazione di un mercato della terra, domani a bologna.</em></p>
<p>Sono giorni un po&#8217; frenetici.</p>
<p>Eppure mi sono data come obiettivo di <strong>vivere </strong><em><strong>slow</strong></em>, in questo 2010.</p>
<p>Non è sempre facile o possibile, ma &#8211; per dire &#8211; quando esco dall&#8217;ufficio e vado a prendere la nanetta a scuola, io ecco stacco da quello che mi frulla in testa almeno fino al dopocena. Me lo impongo.</p>
<p>Non posso tutti i giorni che delle volte, tra <a href="http://www.donnepensanti.net">DonnePensanti</a> e lo <a href="http://calzinospaiato.tumblr.com">spettacolo</a>, c&#8217;ho degli impegni extra, ma diciamo che faccio quel che posso.</p>
<p>Scendo dal bus o dalla macchina che mi ha ricondotto giù da <em>Greppilandia</em> e mi fermo sempre al <strong>bar Storico</strong> a prendere un <strong>buon caffè</strong>, prima di arrivare alla materna. Faccio due chiacchiere con i baristi, annuso un po’ della vita del quartiere e poi mi incammino verso la scuola.<span id="more-2183"></span></p>
<p>Alle 16.35 sono dalla frollina che mi corre incontro felice.</p>
<p>A volte sospetto che faccia un po’ lo show perché è sempre saltellante e entusiasta e si vede che va orgogliosa della sua larga e ingombrante mamma e comincia a dire a tutti “Quella è la mia mamma eh?” in un modo che mi riempie di gioia e credo sia tipico di tutti i bambini di 3 anni che credono che solo loro c’hanno una mamma così speciale. Succedeva anche a me, per dire.</p>
<p>Quando siamo insieme, a seconda se lei è stanca o meno, decidiamo cosa fare.</p>
<p>Delle volte andiamo dalla <strong>fornaia</strong> che cambia spesso la vetrina e mette tutte delle cose bellissime e la frollina si ferma a giocare con queste robe meravigliose che possono essere un albero con gli uccellini finti sopra o degli scoiattoli in mezzo alle foglie e le castagne. Delle volte andiamo al supermercato (ma non è la cosa che preferisco) e delle volte ce ne torniamo a casa.</p>
<p>Oppure all’ultimo secondo ci troviamo con la MaLta o con la Lenticchia o con altri amici e giochiamo qualche ora a casa di uno o dell’altro.</p>
<p>Quando andiamo a casa nostra si gioca con la pasta di sale, oppure dipingiamo, oppure tutti e due. O si costruisce una tenda con le coperte intorno al divano e facciamo nascondino o ancora ci guardiamo un film. A volte facciamo dei lunghissimi bagni durante i quali si inventano mille avventure.</p>
<p>L’altro pomeriggio abbiamo coinvolto una bimba che da poco abita nel nostro palazzo, che è più grande ma non aveva mai giocato con la pasta di pane. Mi sono accorta così quanto ci siano anche dei genitori che hanno un po’ il terrore di sporcare e allora non permettono ai propri figli di fare certi giochi. Io – sarà che non sono una tizia particolarmente ordinata – non ci ho mai pensato a questa cosa. E d’altronde giocare vuole dire anche sporcarsi un po’ le mani no?</p>
<p>Con la piccola vicina abbiamo impastato delle lumache e dei gattini e anche delle palline, le abbiamo infornate e poi dipinte e la frollina era molto contenta, che questa bimba grande la metteva in orgoglio e si vedeva che le voleva dimostrare molte cose. Mi ha anche commossa. Mentre la pasta cuoceva le ho detto: &#8220;Intanto frolla porta la tua amica a vedere la stanza, che qui bisogna aspettare almeno 10 minuti!” e lei ha guardato l’altra bimba e le ha detto:</p>
<p>“Dai vieni, la mia camera è bellissima, ci sono dentro molti colori!” e io ho pensato che era proprio quello che volevamo Tino ed io, che fosse una camera piena di colori immaginati e realizzati e di angolini dove la nostra bimba possa essere serena.</p>
<p>Di questo vivere slow fa parte anche <strong>il farsi la pizza da soli</strong> (compriamo la pasta già pronta eh? non esageriamo, che non sono capace di mettermi lì ad impastare), il mangiare solo <strong>frutta e verdura di stagione</strong> (siamo clienti <a href="http://www.bioexpress.it/">Bioexpress</a> e ci arriva la cassetta ogni venerdì), vestire nostra figlia prevalentemente con <strong>abiti usati</strong> – grazie alla mia amica Lena che ci passa tutto quello che dismettono le sue figlie, non compriamo mai nulla – e promuovere pratiche come quella del <strong><a href="http://www.bologna2000.com/2010/01/14/sabato-16-gennaio-riprende-il-mercato-della-terra-a-bologna/">Mercato della terra</a></strong>.</p>
<p>Così domani mattina mi sa che prendiamo l’autobus e andiamo a far rifornimento di <strong>carne e formaggi</strong> nel cortile del <em>Lumiere</em> – per altro posto bellissimo – dove <strong>dalle 9 alle 14</strong>:</p>
<blockquote><p>più di venti contadini del nostro territorio vendono direttamente, a prezzi equi, i loro prodotti stagionali a kilometro zero.</p>
<p>Ortaggi e frutta, pane e biscotti, latte e yogurt, uova e carne, formaggi e salumi, vino e birra, miele e marmellate, !ori e pasta fresca: la migliore qualità del territorio, garantita dalla faccia del contadino.</p>
<p>Ospite di questa settimana: la Vacca Bianca Modenese, Presidio Slow Food.</p>
<p>Al banco Slow Food i libri, i dvd e le guide di Slow Food e di Cineteca, tra cui Terra Madre, il nuovo libro di Carlin Petrini.</p></blockquote>
<p>Ve lo segnalo perché secondo me ne vale la pena di fare un giro e poi dopo, se c&#8217;avete dei bambini, nel parco dietro al Lumiere c&#8217;è anche una giostra bellissima, gestita da delle persone molto brave e appassionate che si sono impegnate per riqualificare il giardino dell&#8217;Ex Manifattura nel modo più bello che c&#8217;è e cioé portandoci i bambini.</p>
<p>Per finire il mio &#8220;articolo slow&#8221;, segnalo invece due cose che mi riguardano e che sono due articoli.</p>
<p>Una è <a href="http://www.bravibimbi.it/siti-amici/panzallaria/"><strong>l&#8217;intervista</strong></a><strong> </strong>che il caro Barbapapà di <a href="http://www.bravibimbi.it">Bravibimbi.it</a> mi ha fatto (sono orgoglioserrima, quello è un sito che ammiro moltissimo!) e l&#8217;altro è un articolo in cui vengo citata su <a href="http://www.terre.it/">Terre di Mezzo</a> di gennaio e di cui oggi ho saputo grazie alla Jolanda di <a href="http://www.filastrocche.it">Filastrocche.it</a> (e Terre di mezzo in quanto a vivere slow è uno dei capofila <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> , di cui metto qui i pdf che sono due:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2010/01/terredimezzo_1.pdf">Articolo sulle mamme blogger &#8211; 1 pagina</a></li>
<li><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2010/01/terredimezzo_2.pdf">Articolo sulle mamme blogger &#8211; seconda pagina</a></li>
</ul>
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		<title>Sindrome da post intelligente</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 19:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[A me dopo l&#8217;articolo della Repubblica delle Donne mi è venuta la sindrome del post intelligente. Dato che Elettra &#8211; la giornalista che mi ha intervistata (lo so, lo so, state pensando che sono più presenzialista della Parietti, ma GIURO che mio padre non è il Presidente dell&#8217;associazione giornalisti ) è riuscita a trasformare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/10/20-anni-macchine-intelligenza-umana.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1949" title="20-anni-macchine-intelligenza-umana" src="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/10/20-anni-macchine-intelligenza-umana-150x150.jpg" alt="20-anni-macchine-intelligenza-umana" width="150" height="150" /></a>A me dopo <a href="http://periodici.repubblica.it/d/index.jsp?num=667&amp;page=71">l&#8217;articolo della Repubblica delle Donne</a> mi è venuta <strong>la sindrome del post intelligente</strong>. Dato che Elettra &#8211; la giornalista che mi ha intervistata (lo so, lo so, state pensando che sono più presenzialista della Parietti, ma GIURO che mio padre non è il Presidente dell&#8217;associazione giornalisti <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> ) è riuscita a trasformare le cose che ho blaterato in una lunga e interessante telefonata in robe che le ho lette e ho subito pensato: &#8220;Soccia ma sembro quasi intelligente!&#8221;, ora mi è venuta questa paturnia di dover scrivere per forza cose all&#8217;altezza.</p>
<p>Che se mi dipingono che parlo di <em>post femminismo</em>, allora è meglio che non racconto che ho passato il fine settimana a <strong>fare aerosol alla frollina</strong> (rantolina), a <strong>pulire casa</strong> come la più nevrotica delle igieniste e che mi sono concessa pure il lusso del <strong>cambio degli armadi</strong> (incubo di qualsiasi casalinga e a pari merito, nell&#8217;indice di gradimento mondiale, solo con una maratona di Porta a Porta con Berlusconi che consegna case ai terremotati di tutto il pianeta).<span id="more-1948"></span></p>
<p>Sarebbe anche meglio che non svelassi che il cambio degli armadi mi ha fatto giungere alla serafica consapevolezza che:</p>
<ol>
<li>non ho gusto in fatto di vestiti;</li>
<li>ho più pigiami che pantaloni da indossare fuori casa: segnale evidente dell&#8217;autoclausura in cui mi ero relegata nel primo periodo post nascita della Prole.</li>
</ol>
<p>Non dovrei nemmeno raccontare che ieri sera c&#8217;era la babi a cena e alle 9 sono andata ad addormentare Frollina e dato che ci si metteva un po&#8217;, tra favole e pinzillacchere, non ho fatto più ritorno, decessa nel mio letto accanto a una bambina che russava più di un tir in folle.</p>
<p>&#8216;Desso i lettori/lettrici che sono arrivati qui tramite quell&#8217;articolo si penseranno che debba dire qualcosa di sensato, che li ripaghi della fatica di aver digitato questo link sul loro browser, dandomi una possibilità per far comprendere al mondo perché sono stata messa dentro ad un articolo e la mia opinione è finita su un giornale (che alcuni maligni credono la dia in giro come il verderame, non tanto fiduciosi nelle mie altre doti).</p>
<p>Ma io non ho mica niente di intelligente da dire, da scrivere o da pensare, in questa fine di domenica ottobrina.</p>
<p>Tranne che rodo come poche perché non potrò assistere a una delle presentazioni italiane <strong>del libro</strong> della mia amica <a href="http://mammamsterdam.blogspot.com/">Mamma Amsterdam</a> in arte <strong>Barbara Summa</strong> che ha scritto mirabili cose &#8211; quelle si che vale la pena di leggerle &#8211; sulla storia dell&#8217;Abruzzo (sua terra natìa), dal titolo<em> Statale 17</em>.</p>
<p>Mi sono dovuta accontentare di guardare la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CACpCFMkMU4">video intervista</a>, emozionandomi perché finalmente ho dato un volto a lei, che sempre ridanciana, riesce invece anche ad essere serissima e super professional, ma in ogni caso avvolgente. Sia nello scritto che nel parlato.</p>
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		<title>Ag- Grazia &#8211; ata Panz</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/08/20/ag-grazia-ata-panz/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 20:48:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
		<category><![CDATA[dicono_di_me]]></category>
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		<description><![CDATA[Pagina 128 di Grazia si parla anche di me e dei miei calzini. Un interessante articolo sulle mamme blogger che (non ho mica ancora capito perché) chiamano Alpha Mom e spiegano perché potrebbero anche fare i dollaroni. Mi hanno messa nel rigo successivo a Claudia De Lillo. Inutile dire che mi sento onorata! Grazie Grazia!!!!!!!!!!! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/08/graziacover34.png"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1816" title="graziacover34" src="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/08/graziacover34-150x150.png" alt="graziacover34" width="150" height="150" /></a>Pagina 128</strong></p>
<p>di <a href="http://grazia.blog.it/2009/08/18/grazia-n-3-del-2009/">Grazia</a></p>
<p>si parla anche di me e <a href="http://calzinospaiato.tumblr.com">dei miei calzini</a>.</p>
<p>Un interessante articolo sulle <strong>mamme blogger</strong> che (non ho mica ancora capito perché) chiamano Alpha Mom e spiegano perché potrebbero anche fare i dollaroni.</p>
<p>Mi hanno messa nel rigo successivo a <a href="http://www.nonsolomamma.com">Claudia De Lillo</a>.</p>
<p>Inutile dire che mi sento onorata!</p>
<p>Grazie Grazia!!!!!!!!!!!</p>
<p>Domani Tino scansisce e poi aggiungo alla mia lista della popolarità <img src='http://www.panzallaria.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Tutta la verità sul calzino spaiato</title>
		<link>http://www.panzallaria.com/2009/06/05/tutta-la-verita-sul-calzino-spaiato/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 20:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[calzino_spaiato]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna_stampa]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giorno Francesca Migliore, regista e fondatrice di Teatro della Rabbia mi telefonò (ci eravamo conosciute ai giardinetti) e mi chiese se mi piaceva l&#8217;idea di trasformare alcuni post di questo blog in un monologo teatrale. Io in quel periodo ero bella presa coi miei casini e fui felice di accettare. Stavo scrivendo un romanzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno <strong>Francesca Migliore</strong>, regista e fondatrice di <a href="http://www.teatrodellarabbia.com">Teatro della Rabbia</a> mi telefonò (ci eravamo conosciute ai giardinetti) e mi chiese<strong> se mi piaceva l&#8217;idea di trasformare alcuni post di questo blog in un monologo</strong> teatrale. Io in quel periodo ero bella presa coi miei casini e fui felice di accettare.</p>
<p>Stavo scrivendo un romanzo che vive nel mio cassetto e che si intitola &#8220;La rivincita del calzino spaiato&#8221; e così &#8211; <strong>dopo che furono stati scelti i post da leggere a teatro</strong> &#8211; mi sembrò una buona idea che <strong>la raccolta avesse lo stesso titolo del romanzo</strong>.</p>
<p>Si trattava di un <a href="http://calzinospaiato.tumblr.com/post/77282751/la-rivincita-del-calzino-spaiato-pensieri-di-una">monologo</a>. Ricominciai a stare bene e l&#8217;idea dello spettacolo mi sembrò davvero bella. Lungo il percorso di rinascita avevo imparato tante cose, prima tra tutte che <strong>bisogna cercare di stare bene e fare cose che ci fanno stare bene</strong>, al di fuori degli obblighi imposti dal lavoro. Constatai che questa cosa del teatro mi appassionava e <strong>mi misi con entusiasmo a promuoverla</strong>.  La data dell&#8217;anteprima era fissata al<strong> 25 febbraio 2009</strong>. La promozione risultò abbastanza facile: grazie all&#8217;affetto di molti lettori, comparvero sui blog amici post dedicati, mi intervistarono e la gente faceva la fila per acquistare il biglietto. Io lavoravo molto a questo progetto: spesso facevo la notte per confezionare comunicati stampa, per inviarli ovunque e per mantenere alto l&#8217;interesse intorno a questo evento. <strong>Feci un&#8217;accurata ricerca in Internet</strong> e scoprii che l&#8217;idea di portare a teatro il blog era nuova. O almeno così risultava dalle mie perlustrazioni. In realtà ho scoperto, grazie ad una sua mail &#8211; e voglio pubblicamente dirlo &#8211; che <strong>un&#8217;altra attrice, bravissima sia nel suo lavoro che come blogger</strong>, lo ha fatto prima di me. Si chiama <a href="http://www.lucilleidi.net">Lucilla</a> e  <a href="http://www.lucilleidi.net/?page_id=13">qui</a> trovate la serie di spettacoli che ha scritto e interpretato e che girano tutta Italia.<span id="more-1573"></span></p>
<p>Circa <strong>5 giorni prima dello spettacolo potei assistere alle prove generali e vedere Francesca Migliore e  Anita Giovannini</strong>, l&#8217;attrice che leggeva i miei post, all&#8217;opera. Rimasi entusiasta del lavoro. Mi piacque molto il tipo di interpretazione che Anita dava ai brani e trovai il tutto molto godibile. Un giorno prima dello spettacolo mi contattò una giornalista di <a href="http://www.repubblica.it">Repubblica</a>. Coinvolsi immediatamente la regista &#8211; come ho sempre fatto, pensando che il nostro fosse un lavoro di squadra che andava valorizzato &#8211; ma lei non poteva, nei tempi brevi richiesti dall&#8217;intervista essere dei nostri. Mi incontrai con G.O. in un&#8217;osteria e parlammo a lungo dello spettacolo, di come era nato, di cosa rappresentava e lei fu così carina da venire anche a vederlo. I media cominciarono a cercarmi. Piaceva l&#8217;idea di portare il blog a teatro. Le mamme, poi, lo dico sempre, vanno molto di moda oggi giorno, soprattutto quando fanno le blogger e le etichette sono sempre state il modo più semplice per diffondere le cose. Poi io sono un po&#8217; di anni che racconto, che ho creato un panzamondo da leggere, con le mamme talebane, i lettini da campeggio e il non marito e la sgaruppmam e questo sembra fare ridere. E la risata è il mio cavallo di battaglia.</p>
<p>L&#8217;anteprima ottenne un numero così alto di adesioni che <strong>a una settimana dal monologo era tutto esaurito</strong>, anzi, dovemmo duplicare per accontentare tutti. Un successo a scatola chiusa. Merito dei miei post e probabilmente della credibilità conquistata dalla regista nel suo lavoro, dall&#8217;attrice nella sua carriera e dalla sottoscritta.</p>
<p>Ma merito anche della promozione. Io non sono donna di spettacolo. Mai avuto vena artistica teatrale e per la prima volta mi cimentavo in tale impresa. Ma sono donna di comunicazione, di Rete e di intersezioni. E credo che anche una buona promozione sia importante. Perché l&#8217;arte, anche quando è ottima, se rimane sconosciuta ai più, è come se non ci fosse. Secondo me. Non sono di quelle che pensano che le cose belle sono quelle che le vedono e capiscono solo in pochi: secondo me le cose belle dovrebbero essere estremamente democratiche.</p>
<p>Lo spettacolo è piaciuto. Io <strong>sono stata molto grata a Francesca e a Anita</strong> perché <strong>grazie a loro è stata una serata bellissima</strong>. Anita ha saputo leggere e interpretare i miei post molto bene. Penso di averle ringraziate tantissimo e pubblicamente quella sera, ma <strong>voglio rifarlo qui e ora</strong>. Perché <strong>quando le cose vanno bene e scorre energia positiva è un dono grandissimo che ci si fa a vicenda </strong>ed è giusto ricordarlo sempre.</p>
<p>Qualche giorno dopo, su Repubblica, uscì <a href="http://www.panzallaria.com/2009/03/11/larticolo-su-repubblica-scansito/">un articolo molto bello a tutta pagina</a> e devo ammettere che fui veramente felice. </p>
<p>Purtroppo però non sempre le persone sono sulla stessa lunghezza d&#8217;onda e mentre questa esperienza mi aveva fatto capire (grazie anche alle tante lettere che mi sono arrivate e ai commenti dei miei amici) che la mia scrittura poteva essere versatile per il teatro, mi accorgevo che tra me e la regista erano tantissime le cose che non funzionavano poiché avevamo due visioni diverse di come collaborare al progetto e di come promuoverlo per lanciarlo.</p>
<p>Come dicevo prima, la malattia mi ha fatto capire che le cose devono essere fatte per stare bene e in questo momento della mia vita sono talmente serena e positiva che non ho alcuna voglia di forzarmi in situazioni che non mi appartengono. </p>
<p>Così dopo attenta riflessione e constatazione di fatto, ho deciso di interrompere il rapporto con Teatro della Rabbia. Sono stata abituata &#8211; il mondo del web e della comunicazione è fatto di collaborazione, confronto e a volte scontri che sono gestiti come naturali e affrontati come inevitabili per fare crescere i progetti impegnativi &#8211; ad affrontare serenamente le discussioni e a metabolizzare che a volte è necessario, lucidamente, interrompere i rapporti che non portano alla soddisfazione di tutti quelli che ne fanno parte. Non l&#8217;ho mai vissuto come un dramma e soprattutto non ho mai mischiato il personale al professionale. Così in tutta sincerità e chiarezza ho preferito dire basta ad una condizione che mi stava stretta, consapevole però che mi sarebbe piaciuto continuare a scrivere per il teatro.</p>
<p>Io credo in me stessa. Credo che le cose che scrivo possano fare ridere, a volte riflettere, a volte incazzare e <strong>ringrazierò sempre Francesca Migliore (lo faccio anche tutte le volte che mi chiedono di raccontare questa storia ai giornali o a chi incontro per strada) per avermelo fatto capire</strong>.</p>
<p>Però io da un po&#8217; scelgo le persone con cui sto bene, con cui c&#8217;è chiarezza, con cui i conflitti si possono gestire con serenità e in modo costruttivo e non sempre siamo tutti fatti allo stesso modo. Non si può andare d&#8217;accordo con tutti.</p>
<p>Così, dico la verità, ho messo nel cassetto i miei calzini spaiati per un po&#8217;, pensando a come muovermi perché questi post, questo blog, mi fanno stare bene e volevo provarci a continuare l&#8217;avventura del teatro. Quando ho conosciuto <strong>Alessandra Frabetti</strong>, mi ha colpito il feeling che si è creato tra noi. Lei mi ha proposto di aiutarmi a rimettere in scena i post e a creare un nuovo spettacolo che del vecchio conservasse solo il titolo (a cui sono molto affezionata) e alcuni brani. Aveva letto <a href="http://www.panzallaria.com/tag/rassegna_stampa/">l&#8217;articolo su Repubblica </a>e <strong>le interessava esplorare l&#8217;universo della Rete</strong> per farne uno spettacolo teatrale. Quando ho scoperto che <strong>era anche l&#8217;insegnante di Anita Giovannini</strong>, l&#8217;attrice che ha interpretato il monologo il 25 febbraio, mi è sembrato davvero il massimo. <strong>Anita mi aveva colpita per la sua forza e bravura e abbiamo subito sentito una forte affinità</strong>: non poteva essere che lei a interpretare il nuovo calzino spaiato.</p>
<p>D&#8217;accordo con Alessandra, abbiamo subito deciso di cambiare registro al tutto. Da parte mia ho inserito una cornice che contestualizza il fatto che i pezzi sono tutti tratti da un blog e che io sono una blogger. Lei non ha voluto sapere nulla del monologo precedente che ha una storia conclusasi il 25 febbraio e ha ribaltato tutto, trasformandolo secondo il suo stile e talento (che è veramente tanto!). <strong>Anita non legge ma recita a memoria il copione che ho scritto</strong>.</p>
<p>Fin da subito sono stata coinvolta nelle scelte e abbiamo lavorato tutte e tre insieme: questo aspetto lo considero quello più entusiasmante perché credo che in ogni esperienza ciascuno possa dare al progetto, secondo la sua formazione, il proprio talento e che le idee quando vengono condivise e confrontate apportino ricchezza. Io non sono donna di teatro e l&#8217;ho sempre detto, ho enorme rispetto per il lavoro di un regista (e vedere lavorare Alessandra mi conferma che ci vuole davvero un grande talento e preparazione!) ma penso di poter dare un mio piccolo contributo, grazie all&#8217;esperienza che faccio qui ogni giorno.</p>
<p>Abbiamo realizzato un video. <strong>Mio fratello si è gentilmente prestato a girare un video di 15 minuti</strong> che contiene 3<strong> dei brani che fanno parte dello spettacolo</strong>. Uno <strong>spettacolo a due voci</strong>, in cui recitano sia <strong>Anita Giovannini che Alessandra Frabetti</strong>. Il video è pronto e <strong>oggi lo abbiamo licenziato per proporlo ai teatri da lunedì</strong> e <strong>vendere la nostra creatura</strong> a chi sarà interessato.</p>
<p>Sono molto felice. </p>
<p>Questa esperienza mi sta insegnando molte cose, così come la precedente. Da un po&#8217; di tempo ho conquistato una grande serenità e volontà di chiarezza nei confronti degli altri. <strong>Mi sono state imputate dietrologie</strong>, rispetto a questo Calzino, che non ho mai avuto. Mi sono state mosse <strong>critiche indirette</strong> che forse, se gestite diversamente, avrebbero potuto aiutarmi a riflettere invece che spingermi ad allontanarmi.  In alcuni casi è mancato il dialogo ma nella maggioranza ho incontrato persone splendide come Anita e Alessandra con cui stiamo costruendo un lavoro fatto di mille sfumature che sono poi i punti di vista di tutte e tre.</p>
<p>Ho iniziato un&#8217;avventura verso cui sono molto fiduciosa: sono convinta che questo spettacolo possa piacere e rendere empatici e fare divertire ma anche dare dei pugni nello stomaco per il lavoro di densità che Alessandra Frabetti sta facendo. Anita poi è un&#8217;attrice versatile e che colpisce al cuore, sia quando si trasforma in una mamma talebana nevrotica che quando ha salti emotivi perché in sindrome premestruale.</p>
<p>Io voglio prevalentemente divertirmi e mettermi alla prova. Voglio sperimentare e fare divertire. Voglio prendere una strada e esplorarla. Voglio promuovere e comunicare che è poi il mio lavoro.</p>
<p>Tutte le emozioni che ho sono descritte chiaramente in questo post. Non ci sono dietrologie. <strong>Non c&#8217;è stata e non c&#8217;è la volontà di fare le scarpe a nessuno</strong>. Non rubo idee o cose, perché l<strong>e idee sono niente senza i contenuti</strong> e i contenuti ce li sto mettendo io, insieme ad Alessandra e Anita. </p>
<p>Tutto il resto non mi interessa. Non mi interessano le polemiche e se qualcuno ha qualcosa da dirmi sono qui, disponibile al confronto se è un confronto vero in cui non si esporta solo il proprio modo di essere. </p>
<p>Tutto il resto è niente.</p>
<p>Ora voglio solo vendere lo spettacolo. Perché credo che sia un ottimo spettacolo. E <strong>se fossi in te, Direttore di teatro</strong>, io lo comprerei. Scrivimi a <a href="mailto:rivincitadelcalzinospaiato@gmail.com">rivincitadelcalzinospaiato@gmail.com</a> e ti mando il video e tutte le informazioni.</p>
<p><strong>Se fossi in te, lettore del mio blog, penserei se conosco qualche direttore di teatro</strong>: se veniamo nella tua città, stanne certo, ti divertirai!</p>
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		<title>Di presentazioni e calzini spaiati</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 20:29:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Web 2.0]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi sono stata a Firenze che c&#8217;era questa presentazione di lavoro. Davanti a un piccolo pubblico di uditori, con il mio capo abbiamo presentato il portale per il quale sto lavorando e che abbisogna di un gruppo pilota che ne testi le funzionalià perché sia ottimizzato al meglio. Allora. Era un pezzo che non mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi sono stata a <strong>Firenze</strong> che c&#8217;era questa presentazione di lavoro. Davanti a un piccolo pubblico di uditori, con il mio capo abbiamo presentato il portale per il quale sto lavorando e che abbisogna di un gruppo pilota che ne testi le funzionalià perché sia ottimizzato al meglio.</p>
<p>Allora.</p>
<p>Era un pezzo che non mi capitava di presentare delle cose che mi riguardano professionalmente e invece in questo periodo mi chiedono tutti di fare cose così. </p>
<p>Insomma. Ero agitata. Perché fondamentalmente a me  risuona sempre nella testa la vocina bastarda che mi infama perché non valgo niente e altre atrocità del genere, durante queste occasioni.</p>
<p>E infatti mi sentivo a disagio. E infatti non riuscivo a guardare negli occhi le persone. E allora la cosa è andata bene anche se il pdf che avevo preparato &#8211; per uno strano mistero tecnologico &#8211; era completamente vuoto e le uniche cose che si vedevano erano scritte con caratteri greci. Sono andata a braccio con un altro pdf e la cosa non si è molto notata.</p>
<p>Però alla fine &#8211; mentre salutavo la persona più &#8220;prestigiosa&#8221; degli uditori &#8211; è finita che invece di dire &#8220;Buongiorno Professor Rossi!&#8221; come sarebbe stato normale per una persona normale, io ho detto &#8220;Buongiorno Professor Mario&#8221; come se lo stessi prendendo per il culo.</p>
<p>E sono tornata a casa con la vocina che mi urlava nelle orecchie e non è bello fare un viaggio in treno che c&#8217;hai sonno e non riesci a dormire perché una vocina ti urla nelle orecchie &#8220;sei una merda, sei una merda, sei una merda&#8221; con spiccata inflessione sicula.</p>
<p>E tutte queste cose qua mi fanno venire in mente che poi <strong>venerdì sera</strong> mi hanno invitata in un posto &#8211; segnalata da <a href="http://jolanda.filastrocche.it/">Jolanda</a> che ringrazio calorosamente &#8211; che si chiama <strong>Senigallia </strong>e sta nelle <strong>Marche</strong> per un evento che si chiama <a href="http://senigallia2punto0.wordpress.com/2009/05/26/il-web-e-donna-2-silvia-mobili-e-francesca-sanzo/">Senigallia 2.0</a> per parlare di web.<span id="more-1540"></span></p>
<p>E speriamo che in quella occasione io non faccia figuracce, che la vocina vada in vacanza per una sera e che mi escano fuori <strong>tutte le cose che ho da dire su quello che tutti chiamano web 2.0</strong> e che è entrato nella mia vita in modo così forte da far si che i confini personali e professionali diventassero ogni giorno più labili.</p>
<p>Tanto che ora molta della mia credibilità professionale si gioca sullo stesso campo in cui si gioca la mia visione ironica della vita. Che poi è questo.</p>
<p>In quell&#8217;occasione vorrei parlare proprio di come <strong>il web 2.0 sia per me una specie di stagno</strong> e <strong>tu sei il sass</strong>o che puoi cadere e fare un tonfo forte e sparire nell&#8217;acqua, oppure <strong>se ci tieni e ci provi e ti impegni</strong>, puoi cadere bene e fare tanti cerchi e che se in tanti sono bravi, questi cerchi tra di loro si intersecano e si crea un movimento che si reverbera in tutto lo stagno e tracima fuori e i confini tra lo stagno e la rena non sono più così chiari.</p>
<p>Di questo vorrei parlare.</p>
<p>Ultimamente mi sento spesso dire &#8220;che sono vulcanica&#8221; perché ho tante idee. A me non sembra di avere tante idee ma quelle poche in cui credo, ecco, sono convinta che posso portarle avanti, provarci, darmi un&#8217;occasione, vedere come va a finire grazie allo stagno che esce e non si vedono i confini. Perché la Rete è un grande propulsore di idee. Lo dico consapevolmente. Poi è vero che bisogna fare la fatica di realizzarle ma in questo contesto ti sembra possibile tutto perché puoi dialogare con molte persone e le cose che non sai, ecco qui si trovano gli spunti.</p>
<p>E non è che sono vulcanica. Studio molto. Studio quello che mi piace. Studio alla notte e in ogni occasione utile. Lavoro quando la gente dorme o fa vacanza, all&#8217;occorenza e spesso senza monetizzazione immediata.</p>
<p><strong>Ho riscritto lo spettacolo da cima a fondo</strong> perché diventasse uno spettacolo a due voci, una roba diversa da quella che è stata l&#8217;anteprima. Che è andata bene, sia ben chiaro, ma io volevo fare qualcosa di più aderente alle dinamiche della Rete, che mi rappresentasse maggiormente. E allora ho preso i post di questo blog e ci ho messo la cornice e poi ho conosciuto una regista con cui abbiamo trovato comunione di intenti per fare evolvere l&#8217;idea dello spettacolo &#8211; non mia inizialmente, per altro &#8211; in una <strong>realizzazione condivisa, tra me, la regista e l&#8217;attrice</strong>. </p>
<p>Perché le idee buone sono il punto di partenza ma poi bisogna realizzarle e realizzarle è fatica. Realizzarle significa mettersi in gioco senza remore e senza troppo timore e farlo condividendo con le persone con cui lavori, confrontandosi senza la paura di sbagliare a dire una parola o dietrologie che inquinano i rapporti.</p>
<p>Poi diciamolo. Io sono della scuola che bisogna essere felici quando si fanno le cose e ora, a me, il nuovo calzino spaiato mi rende molto felice.</p>
<p>In settimana avremo il dvd delle riprese. In settimana comincerò a contattare i teatri. Ma intanto ve lo dico. Questa volta si recita e non si legge. Questa volta è uno spettacolo a due voci. Perché un blog non può essere un monologo ho pensato.</p>
<p>E quando avrò tutte queste robe vi racconto la storia del nuovo calzino e poi</p>
<p><strong>se mi date una mano</strong></p>
<p>grazie alla Rete</p>
<p>ho un sogno ingombrante, condiviso con l&#8217;attrice e la regista: <strong>nutriamo la speranza di portarlo in giro per i teatri di tutta Italia</strong>.</p>
<p>Loro sono bravissime. Credo molto nelle capacità artistiche e professionali di ognuna e sono convinta che noi tre faremo faville.</p>
<p>Ma per il momento mi preparo per Senigallia. Che significa di nuovo studiare un poco alla notte, mettere insieme idee e spunti su cui ragionare e giocare con me stessa. Zittendo la vocina, tirando fuori il meglio, sperando di non dare il peggio.</p>
<p>E nel frattempo mi crogiolo facendo la sborona, dato che per un caso assolutamente fortuito, al Mam, tra le tante mammeblogstar, per casualità di tempo e luogo, <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Economia%20e%20Lavoro/2009/mam-2009/imprese-femminile/web-opportunita-business.shtml?uuid=68f2c14a-47c1-11de-bb59-1f66c6daabf3&amp;DocRulesView=Libero">il Sole 24 ore ha intervistato proprio la sottoscritta</a>&#8230;</p>
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		<title>Le gesta di una mamma precaria &#8211; Corriere della Sera</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Apr 2009 13:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco la scansione dell&#8217;articolo che qualche giorno fa, Piero Ingrosso mi ha dedicato sul Corriere della Sera, edizione Bologna:</p>
<p><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/04/articolocorriere.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1445" title="articolocorriere" src="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/04/articolocorriere-300x88.png" alt="articolocorriere" width="300" height="88" /></a></p>
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		<title>PanzAmerica</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 09:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Panzallaria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono molto orgogliona per l&#8217;intervista che mi ha fatto Francesca Guinand e che è uscita su America Oggi 7 domenica. Per tutti quelli che non vivono negli States e hanno voglia di leggerla, ecco qua: formato testuale formato pdf]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto orgogliona per l&#8217;intervista che mi ha fatto Francesca Guinand e che è uscita su<strong> America Oggi 7</strong> domenica.</p>
<p>Per tutti quelli che non vivono negli States e hanno voglia di leggerla, ecco qua:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.oggi7.info/2009/03/23/1873-speciale-personaggi-mamma-mia-che-blogger">formato testuale</a></li>
<li><a href="http://www.panzallaria.com/http://www.panzallaria.com/allegati/2009/03/pag26_americasette.pdf" target="_blank">formato pd</a>f</li>
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